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La Storia


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359 replies to this topic

#41 Pasubio

Pasubio

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Inviato 06 marzo 2012 - 21:38



Studio storia all'università, quando avrò tempo risponderò in merito a tutte le tematiche di questa (bellissima) discussione.



Dove? Io pure ma ho appena iniziato, quindi per ora mi limiterò solo ad apprendere.

Scusate l'OT...
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"[...] Si, questa è la verità, la scomoda verità che viene a distruggere il piacevole rapporto del dialogo: Giordano Bruno gridò quando fu bruciato. Il dizionario dice solamente che egli fu bruciato, non dice che gridò. Allora, che dizionario è questo che non informa? Perché dovrei volere una biografia di Giordano Bruno che non parla delle grida che lanciò lì, a Roma, in una piazza o in un cortile, con gente tutt'intorno, alcuni che attizzavano il fuoco, altri che assistevano, altri che serenamente stilavano l'atto di esecuzione? Dimentichiamo troppo spesso che gli uomini sono fatti di carne facilmente rassegnata. E' dall'infanzia che i maestri ci parlano di martiri, che diedero esempi di civiltà e di morale a loro spese, ma non ci dicono quanto doloroso fu il martirio, la tortura. Tutto rimane in astratto, filtrato come se guardassimo, a Roma, la scena attraverso spesse pareti di vetro che ammortizzano i suoni, e le immagini perdessero la violenza del gesto per opera, grazia e potere di rifrazione. E allora possiamo dirci tranquillamente l'un l'altro che Giordano Bruno fu bruciato. Se gridò, non lo sentiamo. E se non lo sentiamo, dove sta il dolore? Ma gridò, amici miei.
E continua a gridare."

(José Saramago,"Le grida di Giordano Bruno")

#42 stipsy

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Inviato 06 marzo 2012 - 23:27

Oh, quello che ci voleva, dicci dicci. Ma che storia studi? (antica/medievale/moderna/contemporanea?)


Dove? Io pure ma ho appena iniziato, quindi per ora mi limiterò solo ad apprendere.



Alla Statale di Milano.

Da quando c'è il nuovo ordinamento il corso non è più strutturato in antico/medievale etc. , bensì c'è un triennio con gli stessi esami per tutti e la tesi che va ad 'indirizzo' antico/medievale/moderno o contemporaneo (la mia sarà ad indirizzo contemporaneo, riguardante la condizione dell'immigrato meridionale nella Milano degli anni 50/60).

Da quel che so era meglio prima, perchè potendo scegliere l'indirizzo gli esami erano più storici e più specifici.
Ora invece è un minestrone in cui impari un poco di tutto. Io sono al terzo anno (ho 24 anni, sono in regola con gli esami ma ho iniziato due anni dopo avendo prima fatto... altro e mi sono iscritto al secondo anno di vigore del nuovo ordinamento).
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#43 stipsy

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Inviato 06 marzo 2012 - 23:45



Simona Colarizi - Storia del 900 italiano. Racconta la nostra storia dell'ultimo secolo in modo chiaro ed a tratti brillante (scrive benissimo, non annoia mai). Per ragioni di spazio e per scelta non è troppo approfondito (specie dagli anni '70 in poi, ottima invece la parte sull'epoca fascista) ma dà un'ottima infarinatura.



quoto il punto evidenziato, del resto fu allieva di de felice mi pare.


Esatto; lei insegna ora alla Sapienza di Roma (insieme ad altri due storici, Sabbatucci e Vidotto, di cui sono più restìo nel consigliare i manuali, spesso 'scolastici' e con imprecisioni di troppo).
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#44 Çorkan

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Inviato 06 marzo 2012 - 23:57

Altro libro che mi sento di consigliare a chi fosse interessato al subcontinente indiano è questo:


Immagine inserita



Dal 5000 a.c agli anni 90 del 900. Io l'ho letto in più riprese, ma prima del viaggio mi decisi a finirlo. Ben scritto e scorrevole. Dirò qualcosa anche sul poco che mi ricordo di queste vicende (o su alcune parti, che magari parlare di 6000 anni di storia tutti insieme non è proprio il massimo)
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#45 combatrock

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Inviato 07 marzo 2012 - 00:31


Premettendo che "Il secolo breve" è stato un po' una delusione (al confronto con gli altri libri di Hobsbawm)...


è il suo nevermind, il libro della consacrazione mainstream

l'età degli imperi è il suo bleach


No, permettimi un'opinione diversa: i due veri cult di Hobsbaum, quelli che hanno veramente segnato la storiografia contemporanea per le tesi che espongono, sono:
1) "Nazioni e nazionalismi"; sulla nascita, l'evoluzione, le strumentalizzazioni del concetto di nazione (me-ra-vi-glio-so)
2) l'introduzione al libro da lui curato "L'invenzione della tradizione", nella quale appunto si prendono di petto le ragioni e le modalità con cui qualcuno, ogni tanto, si inventa una "tradizione antichissima" come fonte di legittimazione del potere.
Non sono semplicissimi da leggere, meno discorsivi di altri, ma li consiglio a chiunque.
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#46 combatrock

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Inviato 07 marzo 2012 - 00:35


Intanto faccio anche notare la bellezza della bandiera delle brigate internazionali nella guerra di spagna:

Immagine inserita


Non è un consiglio bibliografico classico, però fai un salto su questo sito:

http://www.alba-valb.org/

E' una storia minore all'interno della guerra civile spagnola, ma di sicuro intrigante.
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#47 combatrock

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Inviato 07 marzo 2012 - 00:45

Immagine inserita

Simona Colarizi - Storia del 900 italiano. Racconta la nostra storia dell'ultimo secolo in modo chiaro ed a tratti brillante (scrive benissimo, non annoia mai). Per ragioni di spazio e per scelta non è troppo approfondito (specie dagli anni '70 in poi, ottima invece la parte sull'epoca fascista) ma dà un'ottima infarinatura.


Immagine inserita

Nicolas Werth - Storia della Russia del '900. Richiede conoscenze di base sull'argomento, ma è dettagliato ed anche abbastanza obbiettivo (lui è uno degli autori de 'Il libro nero del comunismo' ma non traspare più di tanto).


Oddio, la Colarizi... molto molto superficiale e poco attenta alle fonti. Passi per l'epoca fascisa, ma per il resto c'è di molto meglio. (opinione personale, per carità !).

Per quanto riguarda Werth: è l'autore di uno dei pochi saggi degni di questo nome all'interno del "libro nero", ma c'è da notare come abbia ripetuto mille volte di non essere stato avvisato in anticipo del tono strumentale e politico che il volume ha poi assunto (a causa del pessimo Courtois, curatore del libro).
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#48 stipsy

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Inviato 07 marzo 2012 - 01:15

Oddio, la Colarizi... molto molto superficiale e poco attenta alle fonti. Passi per l'epoca fascisa, ma per il resto c'è di molto meglio. (opinione personale, per carità !).


Sulla prima parte (avendo solo letto quel suo libro) non saprei rispondere, sebbene io non abbia notato tutta questa superficialità. Sulla seconda beh... concordo, c'è molto di meglio (rimanendo sulla storia Italiana, 'Storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi' di Ginsborg per esempio) ma come panorama generale della... prima metà del '900 italiano, quel suo libro continuo a ritenerlo agile e valido.
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#49 Çorkan

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Inviato 07 marzo 2012 - 15:05



Intanto faccio anche notare la bellezza della bandiera delle brigate internazionali nella guerra di spagna:

Immagine inserita


Non è un consiglio bibliografico classico, però fai un salto su questo sito:

http://www.alba-valb.org/

E' una storia minore all'interno della guerra civile spagnola, ma di sicuro intrigante.


credo che, grazie al tizio al centro col giornale, sia stato il primo corpo dell'esercito USA dove fu abolita la segregazione razziale.
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#50 Çorkan

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Inviato 07 marzo 2012 - 18:19

Intanto ho appunto ripreso in mano il libro di Keay sull'India. L'inizio, che come per tutte le grandi civilità sfuma nel mito, è subito molto interessante.
Anche qui troviamo la leggenda di un grande diluvio da cui si salva il solo Manu, che, come Noè, diverrà poi progenitore dell'umanità. A diferrenza di quanto accade però nel diluvio biblico l'inondazione non è frutto della collera divina, ma bensì un fatto puramente naturale, da cui Manu si salva, e anche questo, per il poco che ne so, mi sembra esemplare della spiritualità indiana, per un atto di gentilezza verso un pesce, che per ricambiarlo lo porta in salvo sul suo dorso. In genere, questo tipo di narrazioni mitologiche stanno come una metafora per l'emergere di una civiltà da un precedente stato di caos. Si passa appunto dal mito alla storia e si segna il passaggio con l'ideazione di un progenitore unico.
Ma quando si va oltre il mito si ha una sorta di (strana?) doppia origine in India: da una parte i testi sacri (Upanisad, Brahaman, Mahabarata, Puranas, e in generale tutti i testi vedici, scritti in sancrito) dall'altra lo sviluppo nella valle dell'Indo della civiltà Harappa (sviluppatasi all'incirca fra il 3300 e il 1300 a.c. Ora non ho tempo di continuare la lettura del capitolo che la riguarda, magari dirò di più in seguito)
Ora la questione è: i primi forniscono un quantità prorompente, quasi eccessva di personaggi, luoghi, eventi, ai quali però non corrisponde nessun ritrovamento archeologico, nessun fatto reale. Sappiamo solo che i loro creatori chiamavano se stessi Arya, Ariani. Per la seconda esattamente il contrario. Grandi ritrovamenti archeologici (su tutti il sito di Mhoenjo-Daro) ,testimonianza di scambi commerciali con le civiltà fluviali della Mesopotamia, ma nessun testo. O meglio, i testi, incisi su pietra, ci sono, ma nessuno è mai stato in grado decifrarli. Ora, agli storici degli anni 20 e 30 (Mohenjo-Daro fu scoperta nel 1920) sembrò solo questione di tempo prima che si riuscisse a dimostrare che la civiltà Harappa era quella che aveva scritto i testi vedici (che èvero non sono i sanscrito, ma comunque, forse, in una qualche forma dei linguaggi che lo precedeno), visto che le due civiltà oltre che "complementari" si sovrappongono parzialmente sia spazialmente (il nord-ovest dell'India) che temporalmente.
Ma la prova che testimoniasse questo collegamente non è mai stata trovata, e le due "nascite" della civiltà indiana rimangono separate.
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Inviato 07 marzo 2012 - 18:32

bella corkie, io per questioni di incastri di cfu alla triennale feci un esame di indologia sull'origine e la composizione del sistema delle caste. uno degli argomenti più complessi mai studiati. sfortunatamente così complesso che sono passati 5 anni e ho dimenticato titolo e autore del testo e quasi tutti i contenuti...
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Inviato 07 marzo 2012 - 20:57

ho dimenticato titolo e autore del testo e quasi tutti i contenuti...



forse questo

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#53 Çorkan

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Inviato 08 marzo 2012 - 00:02

bella corkie, io per questioni di incastri di cfu alla triennale feci un esame di indologia sull'origine e la composizione del sistema delle caste. uno degli argomenti più complessi mai studiati. sfortunatamente così complesso che sono passati 5 anni e ho dimenticato titolo e autore del testo e quasi tutti i contenuti...


Purtroppo non ne so molto, posso solo ricordare che in India, proprio in reazione al sistema delle caste sono nate tantissime tradizioni religiose diverse, su tutte proprio il buddhismo, e poi, più recentemente, il sikhismo, originato intorno al 1700 nel Punjab. Saltando di palo in frasca ricordo come proprio i sikh siano stati protagonisti di una delle pagine più tragiche della storia indiana, con il massacro del tempio d'oro di Amristar e il successivo assassinio di Indira Ghandi nel 1984.
In sostanza i sikh già dal 1947 protestavano per il fatto che all'interno della federazione non fosse stato previsto uno stato dove loro fossero maggioranza etnica e linguistica. La lotta sempre mantenutasi pacifica mutò sul finire degli anni '70 in forme più violente. Nel giugno '84 la Ghandi ordinò ai militari di risolvere il problema, ma i separatisti si asserragliarono nel Tempio d'Oro (dove avevano ammassato armi) e ne risultò un massacro. Pochi mesi dopo due guardie del corpo sikh assassinarono il primo ministro durante la passeggiata mattutina nel parco della sua villa. Contro repressione e nei 4 giorni successivi la folla di Dehli inferocita ( e si dice "guidata") uccise 2700 sikhs.
Scusate eh, salto un po' di palo in frasca e forse sono anche impreciso, ma il mio "studio" di queste cose non è sistematico.
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Inviato 08 marzo 2012 - 03:59


ho dimenticato titolo e autore del testo e quasi tutti i contenuti...



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#55 Reynard

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Inviato 10 marzo 2012 - 12:17

C'è un'opera molto interessante in cui mi sono imbattuto quasi per caso, sul periodo guerra-resistenza-dopoguerra dal punto di vista dell'impatto sulla vita quotidiana e il tessuto sociale: ma al momento non ricordo di chi (appena la trovo la metto).


L'ho ritrovato: "La tragedia" di Ernesto Brunetta.
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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#56 combatrock

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Inviato 13 marzo 2012 - 08:54

Il thread langue, e io provo a ravvivarlo :-)

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Libro strepitoso, scritto da uno dei più brillanti storici internazionalisti europei. Con l'uso di una sorprendente quantità e varietà di fonti documentarie, Westad ripercorre e analizza le modalità con cui il principale conflitto ideale e geopolitico del dopoguerra, la cosiddetta "Guerra Fredda", ha condizionato e influenzato lo sviluppo geopolitico mondiale. Mi permetto di consigliarlo anche e soprattutto a chi vuole approfondire le dinamiche di lungo periodo di alcuni conflitti (Medio Oriente, Afghanistan, India-Pakistan), che risultano poco comprensibili se ci si limita a un'analisi meramente regionale o sub-regionale, o si dimentica l'eredità storica di cui essi sono gravati.
P.S.: chi fosse intimorito dalla lettura in inglese, sappia che l'autore ha una scrittura abbastanza semplice e che il volume, proprio per l'attenzione agli aspetti ideali della guerra fredda, è molto discorsivo e godibile.
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#57 Çorkan

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Inviato 13 marzo 2012 - 10:04

Il thread langue, e io provo a ravvivarlo :-)

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Libro strepitoso, scritto da uno dei più brillanti storici internazionalisti europei. Con l'uso di una sorprendente quantità e varietà di fonti documentarie, Westad ripercorre e analizza le modalità con cui il principale conflitto ideale e geopolitico del dopoguerra, la cosiddetta "Guerra Fredda", ha condizionato e influenzato lo sviluppo geopolitico mondiale. Mi permetto di consigliarlo anche e soprattutto a chi vuole approfondire le dinamiche di lungo periodo di alcuni conflitti (Medio Oriente, Afghanistan, India-Pakistan), che risultano poco comprensibili se ci si limita a un'analisi meramente regionale o sub-regionale, o si dimentica l'eredità storica di cui essi sono gravati.
P.S.: chi fosse intimorito dalla lettura in inglese, sappia che l'autore ha una scrittura abbastanza semplice e che il volume, proprio per l'attenzione agli aspetti ideali della guerra fredda, è molto discorsivo e godibile.


Grazie combat lo metto in lista (il che vuol dire che forse nel 2016 riuscirò a leggerlo).
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Inviato 13 marzo 2012 - 10:05


Il thread langue, e io provo a ravvivarlo :-)

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Libro strepitoso, scritto da uno dei più brillanti storici internazionalisti europei. Con l'uso di una sorprendente quantità e varietà di fonti documentarie, Westad ripercorre e analizza le modalità con cui il principale conflitto ideale e geopolitico del dopoguerra, la cosiddetta "Guerra Fredda", ha condizionato e influenzato lo sviluppo geopolitico mondiale. Mi permetto di consigliarlo anche e soprattutto a chi vuole approfondire le dinamiche di lungo periodo di alcuni conflitti (Medio Oriente, Afghanistan, India-Pakistan), che risultano poco comprensibili se ci si limita a un'analisi meramente regionale o sub-regionale, o si dimentica l'eredità storica di cui essi sono gravati.
P.S.: chi fosse intimorito dalla lettura in inglese, sappia che l'autore ha una scrittura abbastanza semplice e che il volume, proprio per l'attenzione agli aspetti ideali della guerra fredda, è molto discorsivo e godibile.


Grazie combat lo metto in lista (il che vuol dire che forse nel 2016 riuscirò a leggerlo).


Se hanno ragione i maia e giacobbo di voyager, sarà un po' tardi asd
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Inviato 14 marzo 2012 - 02:20

Altro librino che ho trovato interessante:

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Guido Crainz, "Storia del miracolo italiano", Donzelli.


Innanzitutto, un colpo basso per chi pensa che scrivere (e leggere) di storia debba necessariamente essere noioso. Crainz scrive bene e si fa leggere speditamente. Il libro ripercorre una delle fasi cruciali della storia di questo paese, e innanzitutto si preoccupa di spiegarci perché è stata tale, cosa è cambiato o meno nella vita di questo paese. Grazie all'analisi quasi maniacale di una mole esorbitante di fonti (dagli archivi di partito, a quelli degli organi di polizia, passando per quotidiani, riviste, diari personali di gente nota o meno, ecc.), Crainz smonta e ricompone l'Italia di quegli anni come un cubo di Rubik. Sia pure a piccole dosi, non manca nulla: quali sogni, paure e speranze nutrivano gli Italiani prima e dopo il miracolo; quali furono i cambiamenti della cultura politica, delle tendenze elettorali, delle stesse modalità con cui i cittadini si rapportavano alla politica; quali furono gli effetti delle riforme economiche e dei progressi tecnologici sulla società; come mutarono le forme di auto-rappresentazione della società stessa, attraverso le arrti visive, la musica, la letteratura; come si diffuse una vera cultura di massa, ecc.. E soprattutto, che genere di forze si opposero ai processi in corso, alle spinte verso una compiuta democratizzazione della vita politica, sociale ed economica e al definitivo affrancamento dall'eredità fascista (a questi ultimi aspetti vengono significativamente riservati la parte iniziale e quella finale del volume, ovvero la post-fazione delle edizioni successive alla prima). Se poi mettete in conto che tutto questo lo trovate racchiuso in meno di 300 pagine, e che in copertina ci trovate quel bel pezzo di valchiria di Anita Ekberg, non so cosa aspettiate a procurarvelo... :nod:

P.S: non so se si è capito ( ^_^) ma sono un fan di Crainz. Per conto mio, qualunque libro che ha scritto è consigliabile a ogni sorta di lettore (compreso il bellissimo "L'ombra della guerra", sobria, raffinata e non partigiana risposta intellettuale alle baggianate di Panza... ma questa è un'altra storia).
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#60 Çorkan

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Inviato 14 marzo 2012 - 11:41

Crainz era sempre citato con grandi lodi su Lo Staniero, la rivista curata da Fofi a cui son stato abbonato per un annetto. Prima o poi leggero.
Intanto ho finito 1948 di Morris. Ora avrei anche delle idee più chiare sulla genesi (sul presente no, o comunque diverse) del conflitto arabo-israeliano, però dovrei leggere anche qualche altra fonte.
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