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Registi Da Grandi/medie/piccole Speranze Dei Moribondi 10S


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119 replies to this topic

#21 River Potomac

River Potomac

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Inviato 13 maggio 2018 - 21:21

Complimenti per il topic, cercherò di recuperare dato che me ne mancano parecchi. Di italiani secondo me Maccio Capatonda (ha esordito al cinema nel 2015) non è da sottovalutare. Nei due film che ha diretto ha dimostrato una padronanza della tecnica registica non indifferente (già evidente nelle serie tv), forse un po' didascalica ma che ha comunque ampi margini di miglioramento. Italiano Medio non è stato molto a fuoco ed ha una sceneggiatura un po' zoppicante ma Omicidio all'italiana è una commedia-thriller veramente fatta bene, con una regia all'altezza della grande sceneggiatura. 


  • 1

#22 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 13 maggio 2018 - 21:51

Le redazione di OC aveva messo su una lista, un paio di anni fa (che seguiva una lista precedente...).

 

Io puntavo su Sean Baker. Per una volta ci ho preso.

 

http://www.ondacinem...a_mondiale.html


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#23 Tom

Tom

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Inviato 14 maggio 2018 - 15:29

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Uno che per me fa il paio con Duncan Jones in quanto a speranza iniziali e perplessita' successiva e' Neill Blombkamp.

Esordio col botto con District 9, replica meno efficace per me comunque d'effetto con Elysium e poi, plof... Chappie, film talmente sbagliato che in se' mi verrebbe anche da difenderlo, ma trasudante una visione delle cose talmente banale e ingenuamente imbarazzante da rischiare la rilettura in negativo dei due film precedenti. Mah, vedremo che fara' con il disaster movie Greenland.


  • 1

#24 Sandor

Sandor

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Inviato 14 maggio 2018 - 15:59

io punto su Nacho Vigalondo anche se l'ultimo film ,Colossal,non è che mi abbia entusiasmato.

Ottimo l'esordio con Los cronocrimes del 2007,uno dei migliori film sui viaggi nel tempo .

Devo recuperare Extraterrestre e Open windows con Sasha Grey  :eyebrows:


  • 1

#25 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 14 maggio 2018 - 19:30

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david michod
il nuovo millennio ha visto ritornare alla ribalta la cinematografia australiana, in verità una cinematografia che in italia viene sempre un po’ snobbata. non solo ha prodotto e continua a produrre un numero considerevole di attori ed attrici che si affermano a livello internazionale, ma propone notevoli talenti anche alla regia. una new wave di giovani autori sono emersi proprio in quest’ultimo decennio. giusto per fare qualche nome, tra i più famosi: i fratelli edgerton, justin kurzel ed ovviamente david michod. il quale si è fatto notare con animal kingdom, che è diventato un po’ il manifesto del nuovo cinema australiano: un dramma naturalistico nella tradizione dei brutali crime movies aussie, costruito su una visione fatalistica della vita e del mondo, glaciale, spietato, senza speranze e senza alcuna fiducia nella giustizia e nella legge: l’unica legge qui, come da titolo, è quella di darwin. con il successivo the rover è riuscito se possibile a fare un film ancora più nero e nichilista: un post-apocalittico nel quale l’incubo è più reale che mai. l’approdo al cinema americano arriva con war machine, sotto l’egida di brad pitt e di netflix: dei suoi tre film è sicuramente il meno interessante, ma seppur michod cambi totalmente genere e bersagli – trattasi di una satira politico-militare in cui si ride molto poco e a denti stretti – quel che non cambia è lo sguardo gelido ed amaro
2010 Animal Kingdom
2014 The Rover
2017 War Machine

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#26 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 14 maggio 2018 - 22:06

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Sean Baker

 

Tangerine (2015)

Un sogno chiamato Florida (The Florida Project) 2017

 

Per rimanere nella categoria "troppo buoni per essere commerciali / non abbastanza per essere autori veri", Sean Baker direi che è un buon prospetto. Esordisce con un convincente e atipico indie buddie movie nel 2015 e alza un pochino il tiro con "Florida", grazie anche all'interpretazione di un William Dafoe stranamente "positivo", ma sempre potentissimo. Si è messo quindi abbastanza in mostra, sopratutto in patria. Vediamo se fa un altro passettino col prossimo.


  • -1

#27 William Blake

William Blake

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Inviato 14 maggio 2018 - 22:46

Tangerine è il suo quinto film, Baker ha 47 anni


  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#28 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 14 maggio 2018 - 23:20

 

 

 

Sean Baker

 

Tangerine (2015)

Un sogno chiamato Florida (The Florida Project) 2017

 

Per rimanere nella categoria "troppo buoni per essere commerciali / non abbastanza per essere autori veri", Sean Baker direi che è un buon prospetto. Esordisce con un convincente e atipico indie buddie movie nel 2015 e alza un pochino il tiro con "Florida", grazie anche all'interpretazione di un William Dafoe stranamente "positivo", ma sempre potentissimo. Si è messo quindi abbastanza in mostra, sopratutto in patria. Vediamo se fa un altro passettino col prossimo.

 

Scusa, non ho resistito a metterti un meno. Ma solo perché in tre righe mi hai pugnalato un paio di volte.


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#29 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 15 maggio 2018 - 07:57

Ero convinto avesse fatto soltanto due film e qualche corto. Sorry.


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#30 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 15 maggio 2018 - 08:20

Conosco poco, tematicamente i due che mi interessano di più sono Craig Zahler e Taylor Sheridan.

Curiosamente entrambi per i loro prossimi lavori hanno ripescato vecchi divi anni 80/90: il primo ha appena finito Dragged accros Concrete, che dovrebbe essere una specie di Braccio violento della Legge aggiornato agli anni 2000 e nel quale affiancherà all'ormai fidato Vincent Vaugh il buon vecchio Mel Gibson, il secondo ha invece ripescato Kevin Costner per la miniserie tv Yellowstone, dinasty  neowestern violenta e crepuscolare.

 


  • 1

#31 selva

selva

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Inviato 15 maggio 2018 - 10:31

*
POPOLARE

Martina Parenti/Massimo D'Anolfi

Il castello (2011)

Materia Oscura (2013)

L'infinita fabbrica del Duomo (2015)

Spira Mirabilis (2016)

 

Coppia di documentaristi con sede a Milano, a metà tra il succitato Frammartino e il direct cinema à la Wiseman. Hanno ottenuto molti riconoscimenti per Il Castello (interamente girato a Malpensa), ma il "successo" in patria avviene con Materia Oscura. Il mio preferito è L'infinita fabbrica del Duomo, un silenzioso viaggio nella cattedrale milanese, mentre devo ancora recuperare l'ultimo (su raiplay). In ogni loro film trovo molte immagini che mi rimandano a scenari sci-fi o post-apocalittici, segno che c'è una certa perizia nella costruzione dell'inquadratura.

 

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Albert Serra

Honor de Cavalleria (2006)

El cant dels ocells (2008)

Historia de la meva mort (2013)

La mort de Louis XIV (2016)

 

Spagnolo classe 1975, dall'esordio con Don Chisciotte (girato con pochi mezzi e vincitore a Torino) alla magnifica messa in scena degli ultimi giorni del Re Sole, interpretato da Jean-Pierre Lèaud. Molto elegante nelle ricostruzioni storiche, ma soprattutto molto ironico. 

 

La-mort-de-Louis-XIV.jpg

 

 

Miguel Gomes

Tabu (2012)

As mile e uma noites (2015)

 

Attivo dagli inizi del 2000, fa il botto con Tabu, dramma romantico/storico molto malinconico anche di una certa epoca del cinema. Segue con i tre capitoli del fluviale Le mille e una notte, un'operazione particolare e cervellotica a cavallo tra le Arabian Nights, la riflessione teorica sull'immagine e la documentazione della crisi economica portoghese. Gomes ha anche diretto un delizioso corto, Redemption, un found footage con la lettura di alcune lettere (inventate) dei capi di stato delle più importanti nazioni europee.

 

Tabu+(2).jpg

 

Brady Corbet

The Childhood of a Leader (2015)

Vox Lux (2018)

 

Attore che ha esordito con un magnifico film (nel cast Robert Pattinson) molto curato formalmente e con un piano sequenza finale da brividi. Il secondo dovrebbe uscire quest'anno, il tema è il successo di una popstar interpretata da Natalie Portman. Speriamo bene.

 

COAL52_T_000012690032_Agatha-A.-Nitecka.

 

Pablo Larraìn

 

Tony Manero (2008)

Post mortem (2010)

No (2012)

El club (2015)

Neruda (2016)

Jackie (2016)

The True American (2019)

 

Imprescindibile. Tralasciando l'esordio (non visto, su rym media molto bassa), un percorso autoriale che delinea una poetica ben precisa. La trilogia sul golpe cileno è un capolavoro: Tony Manero racconta le vicissitudini di un esaltato criminale ossessionato dal personaggio interpretato da John Travolta, un film sull'alienazione poco prima della presa del potere di Pinochet. Post mortem va al cuore del problema (o meglio al corpo), con l'effettiva messa in immagini dell'autopsia del corpo di Salvador Allende. No (per me il migliore dei tre) ci proietta quindici anni dopo, durante la campagna referendaria sullo stesso Pinochet. Prima di passare alla seconda fase Larraìn indaga un'altra forma di potere: il rehab di una manciata di preti con scandali sessuali alle spalle, molto crudo e straniante fatto di chiaroscuri e agnizione interiore. Dopodiché troviamo l'accoppiata di due straordinari film: Neruda è sì ancora un film sul Cile, sul ricco poeta edonista, sul comunismo vs America, ma soprattutto è una riflessione metanarrativa sul racconto e sull'essere raccontati, sul potere del cinema e delle narrazioni (parte come un biopic, passa alla spy story, termina nel western crepuscolare). Il mio preferito per ora. Jackie è speculare ma molto diverso per tono e messa in scena, da vedere rigorosamente in originale dove la voce flebile della Portman costituisce il 60% dell'interpretazione. Continuerà ad affrontare la storia americana anche nel prossimo film in uscita nel 2019.

 

neruda-05-gael-garcia-bernal-oscar-peluc


  • 13

#32 Tom

Tom

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Inviato 15 maggio 2018 - 16:42

Perfetto, Selva.

il secondo ha invece ripescato Kevin Costner per la miniserie tv Yellowstone, dinasty neowestern violenta e crepuscolare.


Ottima questa, non sapevo.
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#33 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 15 maggio 2018 - 16:47

Bravissimo selva, volevo citare anch'io Serra e Gomes, ma sono in giro e da cell mi scocciava.
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#34 tiresia

tiresia

    Sue Ellen

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Inviato 16 maggio 2018 - 14:52

Tom Ford, non avrei mai creduto, ma è regista maiuscolo. Poi Morabito, è vero Rimetti a noi i nostri debiti secondo me non è al livello de Il venditore di medicine, ma rimane da seguire comunque. Aggiungo Sebastian Lelio di cui attendiamo le forche caudine del film a Stelle e strisce e Carrisi che mi ha sorpreso tantissimo quest’inverno.
Greta Gerwin non mi ha fulminata, ma la direzione degli attori è notevole.

due parole su Dolan: credo che abbia girato un capolavoro assoluto con Laurence Anyways, a 23 anni per inciso, per poi continuare a vivisezionare la famiglia e l'identità fino, temo, ad avvilupparsi un tantinello nelle sue ossessioni. Il prossimo suo film, ancora senza data di uscita, lo ha, benevolmente, ridotto a 4 ore. E rimane anagraficamente un ragazzino.
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#35 Giubbo

Giubbo

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Inviato 17 maggio 2018 - 08:56

volevo scrivere Harmony Korine e Abdellatif Kechiche, ma poi ho scoperto che sono un ignorante.


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#36 Tom

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Inviato 24 maggio 2018 - 15:25

Ho visto i tre film di John Hyams, sponsorizzato da Pooneil e Cine.
Mi sono piaciuti e lui e' sicuramente un talento da tenere d'occhio (anche se poi ha gia' 53 anni), ma confesso che mi aspettavo qualcosina di piu'.
Universal Soldier: Regeneration e' a tutti gli effetti un direct-to-video di questi ultimi anni, riscattato dalla perizia della sua regia e dalla sua gestione stralunata dei tempi: avercene di serie B cosi' intelligente e ben fatta... pero', 'nsomma, alla base un direct to video "di botte" molto basico rimane.
Dragon Eyes e' divertente, ennesima rilettura de La sfida del samurai/Per un pugno di dollari, stavolta in salsa gangsta/zen, ma in definitiva e' una cazzatona piuttosto sgangherata, col solito equivoco di chi mira a Tarantino ma centra Rodriguez.
Universal Soldier: Day of Reckoning, ecco, questo e' davvero un gioiello che meriterebbe di diventare un cult del cinema stramboide di questi anni. Davvero sembra che un Lynch o un Refn si siano impossessati di una saga action da tre soldi e abbiano fatto (quasi) il cazzo che volevano.
A questo punto aspetto anch'io con molta curiosita' il remake di Maniac Cop (l'originale di Lustig era divertente, ma niente di intoccabile).


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#37 cinemaniaco

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Inviato 24 maggio 2018 - 15:35

A questo punto aspetto anch'io con molta curiosita' il remake di Maniac Cop (l'originale di Lustig era divertente, ma niente di intoccabile).


ma di questo ci sta già il remake, prodotto da alexandre aja (consiglio anche questo comunque) :blink:

EDIT

ho confuso maniac con maniac cop
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#38 Tom

Tom

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Inviato 24 maggio 2018 - 15:52

"Maniac" di Lustig poteva essere tante cose, ma sicuramente non "divertente". :P


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#39 William Blake

William Blake

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Inviato 23 giugno 2018 - 19:07

 
brawl_in_cell_block_99_fight_scene.png
 
S. Craig Zahler
Colui che mi ha ispirato il topic, copio e incollo quanto scritto stamattina: con due film Zahler ha gia' uno stile peculiare e riconoscibilissimo, a perfetta meta' strada tra cinema d'autore e cinema di genere duro e puro: forse davvero potenzialmente l'unico erede di Tarantino, anche se diversissimo come modi e toni.
2015 Bone Tomahawk
2017 Brawl in Cell Block 99
 
 

 

allora, ho recuperato prima "Brawl in Cell Block 99" e mi ha divertito ma è davvero lungo per quello che poi in effetti è (un b-movie). "Bone Tomahawk", nella sua commistione davvero stramba di generi, mi ha convinto maggiormente: un western classico con una sterzata splatter niente male (solo io ho pensato a "Il 13° guerrieri" di McTiernan nella descrizione della tribù antropofaga?)


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#40 Tom

Tom

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Inviato 23 giugno 2018 - 20:32

Non sono d'accordo, usare la materia e anche la forma dei b-movie non significa fare un b-movie. Ma va beh, se oltre a mantenere questo livello imbrocca un successo commerciale, per me diventa un regista di super-culto: quindi indicato come genio assoluto per un film e poi come stronzo sopravvalutato al successivo.


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