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Situazione Ambientale (Italia, Europa, Etc)


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304 replies to this topic

#101 bELLE ELLEish

bELLE ELLEish

    TOPAZIO

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Inviato 31 dicembre 2018 - 10:32

Mah, sono sicuro che almeno i cani, alcuni gatti e conigli, forse anche ratti e topi e piccioni siano pronti a urlare LASCIAMOLI LAVORARE, riferito a noi [restiamo]umani
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

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#102 Max Stirner

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Inviato 31 dicembre 2018 - 16:14

ma c'hanno pensato che l'eliminazione del monouso farà chiudere molte aziende? io una abb grossa(locale eh, ma piu di 100 dipendenti)la conosco bene...


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"Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius"

#103 Trickster017

Trickster017

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Inviato 07 gennaio 2019 - 12:02

Osservando il trend di crescita dell'uso della plastica si vede come dal 1950 ad oggi la produzione sia passata da 2 milioni di tonnellate a 381 milioni. Il boom vero e proprio inizia dal 1990 circa*. Per capire che cosa significano queste cifre, bisogna pensare al fatto che, delle otto famose isole di plastica che si sono formate nei mari, la più grande ammonta a 79.000 tonnellate di spazzatura plastica (equivalente, dicono, a un'isola grande tre volte la Francia. Se si fa un paragone tra un'isola fatta da decine migliaia di tonnellate di spazzatura e una produzione annuale recente di 381 milioni di tonnellate, si capisce meglio quanta se ne produce.

 

Perché si usa la plastica? Perché è economica. Talmente tanto che la si può buttare via. Dunque la causa sta nel sistema economico dominante a livello mondiale. Questa economicità, unita alla praticità, è la fotografia del consumismo.

 

Le politiche. Fino al 2016 il problema era noto solo agli scienziati e non dominava i media. Solo da due anni è esploso il fenomeno della protesta. Perché non si sa bene: perché la consapevolezza si sia trasformata in contestazione aperta un po' ovunque è da studiare (e manco è tra è le mie priorità, sinceramente). La protesta è ampia quindi diverse classi dirigenti politiche stanno reagendo, ma dal 2016 a oggi ci sono solo due anni e non è facile rimodulare un sistema del genere.

 

Il pericolo maggiore da dove viene? Dal settore imballaggi, che da solo assorbe il 36% dell'uso. Segue il settore delle costruzioni e il tessile (sì, la quantità di nylon e poliestere prodotta è ormai maggiore dei capi in cotone e lana, e questo tra ulteriori parentesi è pure un danno al settore del cotone in Africa, che contribuisce al suo impoverimento). Quindi quando andiamo in palestra e indossiamo i nostri abbigliamenti tecnici...

L'elettronica assorbe solo il 4%. Mi aspettavo di più.

 

* Se dal 1950 al 1990 (quarant'anni, dunque) si è passati a un incremento di 98 milioni di tonnellate (da 2 a 100 milioni), è dal 1990 ad oggi (trent'anni) che la quantità schizza su di 281 milioni di tonnellate (usando il 1990 come riferimento).


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#104 Reynard

Reynard

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Inviato 07 gennaio 2019 - 12:09

 

 

* Se dal 1950 al 1990 (quarant'anni, dunque) si è passati a un incremento di 98 milioni di tonnellate (da 2 a 100 milioni), è dal 1990 ad oggi (trent'anni) che la quantità schizza su di 281 milioni di tonnellate (usando il 1990 come riferimento).

 

Da 2 a 100 milioni è un incremento del 4900%. Da 100 a 381 milioni è un incremento del 281%. Mi sembra che il ritmo di crescita stia rallentando.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#105 Trickster017

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Inviato 07 gennaio 2019 - 12:21

 

 

 

* Se dal 1950 al 1990 (quarant'anni, dunque) si è passati a un incremento di 98 milioni di tonnellate (da 2 a 100 milioni), è dal 1990 ad oggi (trent'anni) che la quantità schizza su di 281 milioni di tonnellate (usando il 1990 come riferimento).

 

Da 2 a 100 milioni è un incremento del 4900%. Da 100 a 381 milioni è un incremento del 281%. Mi sembra che il ritmo di crescita stia rallentando.

 

 

Boh, devo aver memorizzato male i dati (però confermo 2 milioni di partenza e 381 milioni finali, su cui metto la mano sul fuoco) perché ricordo l'andamento della curva, che era bassissima nei primi quarant'anni considerati e schizzava su in modo impressionante fino al 2015 (non il 2019 come credo di aver scritto, ma ora non ho tempo di rileggermi e rifare i calcoli) nei 25 anni.

successivi.

I dati ricapitolati per come li ricordo:

- 1950: 2 milioni di tonnellate.

- 1990: 100 milioni di tonnellate.

- 2015: 381 milioni di tonnellate.


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#106 Reynard

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Inviato 07 gennaio 2019 - 12:48

No, certo, in termini assoluti l'incremento 1990-2015 è maggiore dell'incremento 1950-1990. Però l'incremento da 2 a 100 milioni vuol dire che la plastica in quel quarantennio è diventata da marginale a onnipresente, e che ogni anno il salto in avanti della produzione rispetto all'anno precedente era enorme. In confronto, l'aumento da 100 a 381 ha incrementi percentuali annui minori (anche se, partendo da una base maggiore, in termini assoluti le quantità sono maggiori).


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#107 debaser

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Inviato 07 gennaio 2019 - 19:16

i dati sono questi? https://ourworldinda...astic-pollution


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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#108 Trickster017

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Inviato 08 gennaio 2019 - 20:09

i dati sono questi? https://ourworldinda...astic-pollution


Mi sembra proprio di sì.

Dati a parte, bisogna capire cosa significano calati nella realtà di ogni giorno, perché è lì che si capisce dov'è il problema e quali soluzioni sono possibili.

Un dato di fatto che le auto e gli aerei ormai sono fatti per il 50% di plastica. Non solo. Hai voglia a parlare di guida autonoma, manovre assistite e tecnologie varie, ma l'auto alla fine sempre su quattro pneumatici viaggia, e il 40-60% di un pneumatico è di plastica.
Solo questo è il problema. Purtroppo no.

Il punto gravissimo del problema ha due aspetti. Il primo diventa chiaro con due esempi. Sempre il famoso pneumatico si deteriora perdendo microparticelle inquinanti. Tutto lo pneumatico lo puoi riciclare, certo, ma nel frattempo le particelle stanno in giro.
Alcuni cosmetici sono fatti di microgranuli che si disperdono. Il risultato è che queste particelle filtrano dappertutto, anche i rubinetti non li trattengono e quindi le beviamo e ci facciamo la doccia, li ingeriscono animali e pesci. Microparticelle invisibili alla vista.

Il secondo dramma è il riciclo. La plastica riciclata si deteriora quindi da una bottiglia di plastica non si ottiene un'altra bottiglia di plastica, ma un prodotto che richiede una qualità inferiore di plastica, e così via ad ogni passaggio fino ad arrivare a qualcosa che non è più riciclabile.

Alla fine non si scappa. Non c'è riciclo che tenga, visto che 1- c'è il problema delle microparticelle e 2- il riciclo a un certo stadio è impossibile.
Unica soluzione: liberarsi della plastica. Il che mette in crisi il principio del modello economico dominante, e cioè che tra due sostanze si sceglie quella più economica e col miglior rapporto prezzo-qualità.

La vedo davvero dura.
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#109 suche

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Inviato 09 gennaio 2019 - 06:53

La libertà ha un prezzo. Il conto è l'inquinamento. E l'inquinamento è legato alla stupidità dei comportamenti e al cinismo di chi sulla stupidità ci fa affari.
Io sinceramente mi sono rotto il cazzo di vivere in mezzo alla merda umana, sto pensando seriamente ad un exit strategy (tragedy) asd
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Scontro tra Titanic


#110 suche

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:08

Chiedo a The Man in particolare, non ti sembra che il sole scaldi di più e illumini di più, cazzo da quando è inverno non si riesce a guardare in sua direzione. Non ricordavo una roba del genere anni fa.
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#111 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:10

Semmai il contrario, siamo in pieno minimo solare.


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#112 suche

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:11

Quindi tu vai in giri senza problemi con il sole in faccia?/
Io pensavo al fattore ozono
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#113 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:14

Io no, mi metto gli occhiali da sole ma tecnicamente il sole dovrebbe scaldare di meno degli anni passati.

https://www.meteogio...l-minimo-solare


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#114 suche

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:31

Si ma pure io mi metto gli occhiali, il fatto è che non ne ho mai avuto bisogno per 40 anni. Forse sarà la vecchiaia? Anche mio padre si lamenta di sta iper luminosità. Altri non rispondono asd
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Caro sig. Bernardus...

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#115 Harry Caul

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Inviato 11 gennaio 2019 - 16:35

Magari è il sole che riflette sulla nebbia o l'inclinazione particolare dei raggi.

Comunque anch'io ho perso un bel po' di vista, ogni anno che passa sempre peggio, finirà che dovrò comprarmi un cane lupo.


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#116 bELLE ELLEish

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Inviato 11 gennaio 2019 - 18:57

Mi sembra un gennaio poco nuvoloso, zii, sarà quello?
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
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#117 Max Stirner

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Inviato 12 gennaio 2019 - 07:25

"un inverno ca chiovi e manca l'acqua"
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#118 Trickster017

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Inviato 15 marzo 2019 - 07:20

"A una ragazza di 16 anni si può certamente perdonare l’ingenua pretesa di spiegare il cambiamento climatico con «molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso», specialmente quando le sue intenzioni sono così evidentemente buone e preziose, ma Greta Thunberggiustamente chiede e merita di essere presa sul serio, e quindi facciamolo.
L’idea che i mancati progressi sul riscaldamento globale si debbano addebitare innanzitutto ai grandi paesi più sviluppati e industrializzati, o alle più ricche multinazionali, è purtroppo molto lontana dalla realtà."

https://www.francesc...pa-nQig4cX5ahsQ
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#119 Financo Mr Repetto

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Inviato 15 marzo 2019 - 08:52

"A una ragazza di 16 anni si può certamente perdonare l’ingenua pretesa di spiegare il cambiamento climatico con «molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso», specialmente quando le sue intenzioni sono così evidentemente buone e preziose, ma Greta Thunberggiustamente chiede e merita di essere presa sul serio, e quindi facciamolo.
L’idea che i mancati progressi sul riscaldamento globale si debbano addebitare innanzitutto ai grandi paesi più sviluppati e industrializzati, o alle più ricche multinazionali, è purtroppo molto lontana dalla realtà."

https://www.francesc...pa-nQig4cX5ahsQ

 

Questo articolo mi è prima piaciuto, forse perchè prendersela col popolo bue è sempre molto auto-assolutorio, e poi mi ha lasciato perplesso.

Lasciamo perdere, per carità di patria della socialdemocrazia scandinava, questa incolpevole ragazzina.

Parliamo di Francesco Costa e la sua tesi "bisogna prendersela col popolo che non ha abbastanza interesse a questi temi e quindi non ce l'hanno neanche i politici che lo governano". Dobbiamo essere chiari: o crediamo che i politici debbano usare un algoritmo per posizionarsi dove si prendono più voti, o crediamo che i politici possano, e soprattutto debbano, cambiare anche le preferenze dei loro elettori. A chi dovrebbe spettare il compito di portare questi temi un po' più in alto nella scala delle preoccupazioni del popolo bue, e di conseguenza nell'agenda dei governi?

 

Quanto ai grandi paesi sviluppati, Stati Uniti per primi, non mi pare che abbiano dimostrato storicamente grande interesse alla cooperazione internazionale sul clima.


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#120 bELLE ELLEish

bELLE ELLEish

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Inviato 15 marzo 2019 - 09:17

Sì, mi sembra anche lacunoso dal punto di vista storico (storia dei media, storia dei disastri ambientali, storia politica) e assolutorio verso le industrie. Poi intendiamoci, è vero che ci sono comportamenti individuali inquinanti anche su grossa scala (vd. pellet qualche pagina fa, mi pare) e che l'ecotassa di Macron ha fatto da scintilla per mille altre cose, però insomma...
Nel frattempo è un po' che ripenso a tutti i cartoni ecologisti con cui hanno infarcito la mia generazione, come a dire "dai che ora che il mondo è vostro voi vi comportate bene e buona lì", però adesso spieghiamo a Greta T perché le cose stanno costì.

Comunque aspetto @uomoz (manchi), l'erede @B3LYP, @The Man e @Life is insignificant
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