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L'horror che ho visto oggi


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2243 replies to this topic

#1 oyster

oyster

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Inviato 24 agosto 2006 - 10:12

Premessa. A differenza di "cinema horror:qualè il film che vi ha tenuti svegli piu notti" questo thread vuole essere nelle sue intenzioni un resoconto e/o un breve scambio di opinioni sull'attuale panorama dei film dell'orrore e thriller proiettati nelle sale cinematografiche o pronti a essere distribuiti nel prossimo futuro.
Dal momento che il più delle volte si tratta di vere e proprie sozzerie, infime copie delle copie che servono solo per passare il tempo a rilassarsi, (ebbene si, esiste chi si rilassa con i film dell'orrore) e di certo non meritano l'apertura di thread specifici visto il loro basso contenuto, prendendo atto della mancanza del "film che ho visto oggi" come utile sfogo per questa pustola cimematografica, penso che questo thread potrebbe essere interessante per tutti quei contorti figuri che ancora si accaniscono a vedere questo tipo di film. Ovviamente tengo a precisare che si parla al presente, quindi ripeto, niente cultmovie di genere del passato.




Inizio con quello che più mi ha divertito.

Le Colline hanno gli Occhi (Alexandre Aja)
A scoraggiare la visione di questo film basterebbe dire che è l'ennesimo remake di un film horror degli anni settanta, per la precisione l'omonimo film di Wes Craven del 1976, solo che in questo caso, ed è davvero un caso più unico che raro, la rivisitazione di Aja risulta migliore dell'originale.
La storia è sempre la stessa. La classica famiglia americana, guidata da un repubblicano convinto, nel tentativo di attraversare a bordo di un camper il deserto del Nevada, viene brutalmente attaccata da una comunità di violenti freaks ridotti in uno stato disumano dagli esperimenti nucleari degli anni cinquanta.
Al di là delle crudeltà di alcune scene e delle efferatezze delle violenze inflitte (in verità alcune estremamente divertenti) il film risulta una critica pungente al perbenismo ipocrita della società america incapace di affrontare i figli malati che ha generato. Insomma a quanto pare, dagli anni settanta a oggi la paura del diverso non è poi così cambiata, ha solo spostato il mirino.

Shutter (Pisanthanakun & Wongpoom)
Dopo il Giappone e la Corea ora tocca alla Thailandia cimentarsi con l??horror orientale. Peccato che il risultato non cambi di molto. Questo film è un concentrato di tutti i the Grudge, i Ring e compagnia telefonica andante con la solita bambina dai capelli lunghi e neri che torna dalla terra dei morti per vendicarsi di un torto(!) subito, le fotografie che rivelano presenze diaboliche e l??abituale coppia che si ritrova subito sotto tensione. Dispiace che la storia sia sempre la stessa perché la tensione non manca e il film non è affatto male. Ne consegue che per coloro che non hanno mai visto un horror orientale questo Shatter un pò di cacca te la fa fare, per tutti gli altri ci si può sempre improvvisare nel gioco delle citazioni. Nota positiva: il finale, inquietante e morbosetto.

Silent Hill (Gans)
Film senza troppe pretese tratto dal famoso video gioco e destinato ad un pubblico celebroleso.
Sangue, mostri repulsivi e viscidi demoni. Nessuna storia, nessuna tensione, nulla di nulla.
Nel genere peggio di così ho visto solo ??Doom?.

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#2 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 24 agosto 2006 - 11:38

I primi due mi mancano...Silent Hill è una grossa delusione...
Premettendo che a me del videogioco non me ne può fregare di meno me lo sono visto più che altro spinto dalla curiosità mediatica che ci aveva portato questo prodotto in pompa magna come chissà quale nuovo grande film...alla fine soprassiederei su qualsiasi forma di giudizio...come hai detto tu, semplicemente non c'è niente di niente..
  • 0

#3 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 24 agosto 2006 - 11:48

io l'ultimo horror interessante che ho visto è stato "La Spina Del Diavolo" di Guillermo Del Toro, ma lunedì vado a vedere "Le Colline Hanno Gli Occhi".

comunque posto qui la mia recensione del film di Del Toro

Arriva in Italia con ben cinque anni di ritardo questo bel film di Guillermo Del Toro (??Blade II?), dopo aver riscosso grande successo in patria e aver vinto svariati premi in molti festival internazionali.
Ambientato nella Spagna della guerra civile, all??interno di un orfanotrofio, dove un ragazzino vede il fantasma di un coetaneo scomparso qualche tempo prima, è in realtà un horror atipico e ??d??autore? (prodotto da Almodovar) che richiama l??opera di maestri come Truffaut, Vigo e Bunuel, ma in cui non mancano momenti sanguigni e di tensione.
Del Toro più che alla ghost story alla base del film pare interessato ad altro: alla riflessione sulla violenza insita nella natura umana (la guerra sempre sullo sfondo, ma anche la bomba inesplosa all??interno dell??orfanotrofio, chiaro simbolo del ??male? che incombe) e sull??avidità (esemplare il ??cattivo? interpretato da Eduardo Noriega, un orfano che non è mai stato adottato, che una volta cresciuto è interessato solamente a trovare un quantitativo di oro nascosto da qualche parte nell??edificio).
Una pellicola non per teen ager, diretta con raffinatezza e con buon talento visivo, che sconta, ovviamente, il suo lungo ritardo nelle nostre sale (ormai chi si spaventa più, dopo i vari ??Ring? e ??The Grudge?, davanti a bambini dal pallore cadaverico?), e in cui il materiale è abbastanza diseguale (gli snodi narrativi sono tanti, e la vicenda del fantasma vendicativo ogni tanto pare perdersi per strada), ma che riesce ad emozionare nel finale, enigmatico, quasi onirico.
Prima parte di una trilogia ??messicana? diretta da Del Toro (il secondo capitolo, ??El Labirinto Del Fauno?, si è visto a Cannes), è una pellicola ambiziosa e affascinante, che vale la pena recuperare.




#4 Guest_Eugenetic Axe_*

Guest_Eugenetic Axe_*
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Inviato 24 agosto 2006 - 11:57

Arriva in Italia con ben cinque anni di ritardo questo bel film di Guillermo Del Toro (??Blade II?), dopo aver riscosso grande successo in patria e aver vinto svariati premi in molti festival internazionali.
Ambientato nella Spagna della guerra civile[...]


Apparte la cronica incompetenza dei distributori italiani, mi viene da pensare che il fatto che un film del genere sia arrivato con 5 anni di ritardo per via di chi stava al governo.

Saluti,
Ascia dietrologa

#5 Homer

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Inviato 24 agosto 2006 - 16:56

Arriva in Italia con ben cinque anni di ritardo questo bel film di Guillermo Del Toro (??Blade II?), dopo aver riscosso grande successo in patria e aver vinto svariati premi in molti festival internazionali.
Ambientato nella Spagna della guerra civile[...]


Apparte la cronica incompetenza dei distributori italiani, mi viene da pensare che il fatto che un film del genere sia arrivato con 5 anni di ritardo per via di chi stava al governo.

Saluti,
Ascia dietrologa


Io direi che la colpa è soprattutto della cronica incompetenza dei distributori italiani...non ho visto il film, ma escono oramai troppi film (in generale, belli o brutti che siano), a cui è difficile stare dietro. E'chiaro che un film minore (non nel senso del valore effettivo del film) venga penalizzato, anche perchè è più facile che la gente vada a vedere Il Codice Da Vinci, per citare l'ultimo blockbuster.
Cmq, sono curioso di vedere Le colline hanno gli occhi, soprattutto se come ha detto Oyster è meglio dell'originale. Sapete di altre uscite nel genere horror in questa stagione?
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#6 oyster

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Inviato 25 agosto 2006 - 16:38

io l'ultimo horror interessante che ho visto è stato "La Spina Del Diavolo" di Guillermo Del Toro.


La Spina del Diavolo è un film atipico nell'attuale panorama degli horror, anzi probabilmente definirlo un horror è anche un pò riduttivo. La stessa ghost story alla fine è solo un pretesto per raccontare la vera storia del film: l'innocenza di alcuni piccoli eroi vittime di una guerra e della crudeltà degli adulti. Bel film valorizzato da un ottima fotografia.
  • 0

#7 Guest_vegeta_*

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Inviato 27 agosto 2006 - 02:00

visto poco fa "Le Colline Hanno Gli Occhi"...'nsomma...ecco il mio commento

Che senso ha fare rifare pari pari (o quasi) il cult di Wes Craven nel 2006?
Forse ribadire che in fondo l'uomo è un animale come tanti, pronto a difendere con unghie e denti il proprio territorio.
Forse perchè viviamo in tempi di profonda inquietudine e terrore, pari a quelli dei primi anni '70.

Forse, invece, ed è la probabilità più certa, solo per mancanza di nuove idee.

Il film di Aja è confezionato con professionalità, non manca certo di tensione, splatter e sequenze orripilanti abbondano generosamente.

Ma sfugge il senso dell'operazione: ogni volta che il film si arrischia in territori "politici" (c'è una battutina sui democratici che snobbano le armi, ma è un po' poco), come il confronto tra la famigliola per bene e i mutanti figli di minatori del luogo (il conflitto di classe è l'unico elemento di novità del remake), il regista sembra preferire giocare in difesa, e si interessa solo all'azione.

Infine, fa nascere qulche dubbio anche il finale giustizialista e familista.
E' vero che anche il film di Craven finiva in questo modo, ma qui molti elementi della messa in scena (uno dei protagonisti che trova la forza di rimettersi in piedi guardando la fede nuziale; la musica trionfale che accompagna l'abbraccio dei sopravvissuti) lasciano presuporre fini opposti.
E' una feroce critica del perbenismo americano o forse un suo (pericoloso) elogio?

Il film quindi si va vedere, ma chi fosse realmente interessato a visitare territori inesplorati e decisamente più inquietanti, è meglio che si rivolga a Rob Zombie.


Voto: 6

#8 Homer

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Inviato 27 agosto 2006 - 10:27

visto poco fa "Le Colline Hanno Gli Occhi"...'nsomma...ecco il mio commento

Che senso ha fare rifare pari pari (o quasi) il cult di Wes Craven nel 2006?
Forse ribadire che in fondo l'uomo è un animale come tanti, pronto a difendere con unghie e denti il proprio territorio.
Forse perchè viviamo in tempi di profonda inquietudine e terrore, pari a quelli dei primi anni '70.

Forse, invece, ed è la probabilità più certa, solo per mancanza di nuove idee.

Il film di Aja è confezionato con professionalità, non manca certo di tensione, splatter e sequenze orripilanti abbondano generosamente.

Ma sfugge il senso dell'operazione: ogni volta che il film si arrischia in territori "politici" (c'è una battutina sui democratici che snobbano le armi, ma è un po' poco), come il confronto tra la famigliola per bene e i mutanti figli di minatori del luogo (il conflitto di classe è l'unico elemento di novità del remake), il regista sembra preferire giocare in difesa, e si interessa solo all'azione.

Infine, fa nascere qulche dubbio anche il finale giustizialista e familista.
E' vero che anche il film di Craven finiva in questo modo, ma qui molti elementi della messa in scena (uno dei protagonisti che trova la forza di rimettersi in piedi guardando la fede nuziale; la musica trionfale che accompagna l'abbraccio dei sopravvissuti) lasciano presuporre fini opposti.
E' una feroce critica del perbenismo americano o forse un suo (pericoloso) elogio?

Il film quindi si va vedere, ma chi fosse realmente interessato a visitare territori inesplorati e decisamente più inquietanti, è meglio che si rivolga a Rob Zombie.


Voto: 6


Ma quello di Wes Craven com'è? Se non dico cavolate, dovrebbe essere un horror "politico" come Il serpente e l'arcobaleno...
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#9 Guest_vegeta_*

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Inviato 27 agosto 2006 - 11:35

no, dici giusto. Può essere letto anche in chiave politica.

Ecco, a me pare che in questo remake (che va detto, è pressochè identico all'originale) la componente politica sia stata "smussata".

#10 DottorDark

DottorDark

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Inviato 28 agosto 2006 - 01:05

Immagine inserita

l'ho visto oggi anche io . che dire : siete troppo gentili con questo film  8)

sono andato al cinema dicendomi " dai , non è possibile che sia l'ennesima cagata di remake , ne sono usciti già venti quest'anno .." e invece....

non c'è mai fine al peggio  :)

escludendo le poche scene di splatter e i mostri fatti abbastanza bene , il resto è una grossa frittatona vista , rivista , girata e rigirata .

alcune frasi del film : hey fuggiamo via di qui  e adesso siamo fregati 

muhahaha  :D
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#11 Homer

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Inviato 28 agosto 2006 - 07:03

Sì, ma quello che mi chiedo è: non è un bell'horror perchè è un remake pari pari a quello di Craven (e allora anche l'originale non è un granchè) o è brutto solo perchè fatto male?
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#12 Guest_vegeta_*

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Inviato 28 agosto 2006 - 08:47

Sì, ma quello che mi chiedo è: non è un bell'horror perchè è un remake pari pari a quello di Craven (e allora anche l'originale non è un granchè) o è brutto solo perchè fatto male?


è un horror confezionato professionalmente, che però è identico a quello di Craven.

a questo punto vorrei sapere da Dottor Dark che ne pensa dell'originale, che è uno dei pilastri dell'horror anni '70.

#13 Nekokuma

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Inviato 28 agosto 2006 - 11:47

Per me Le Colline Hanno Gli Occhi non è fatto assolutamente male, è un remake quasi identico al film (non bellissimo) di Craven mettendo in evidenza, come sottolineava bene Oyster, l' "universalità" del messaggio, validissimo ancora oggi. Che sia roba "vista e rivista" è normale, è un remake.

A me neppure il remake di Non Aprite Quella Porta è sembrato brutto.
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#14 Guest_vegeta_*

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Inviato 28 agosto 2006 - 11:56

Per me Le Colline Hanno Gli Occhi non è fatto assolutamente male, è un remake quasi identico al film (non bellissimo) di Craven mettendo in evidenza, come sottolineava bene Oyster, l' "universalità" del messaggio, validissimo ancora oggi. Che sia roba "vista e rivista" è normale, è un remake.

A me neppure il remake di Non Aprite Quella Porta è sembrato brutto.


il problema di questi remake pressochè identici all'originale è che non aggiungono assolutamente nulla ai precedenti. Quindi mi chiedo, che senso hanno queste operazioni, se non fare soldi facili?

E' facile campare sulle glorie di altri cineasti.

Il remake di "Non Aprite Quella Porta" non è malvagio, ma perde completamente il taglio rozzo, quasi documentaristico dell'originale. E vogliamo parlare del finale giustizialista, in cui l'unica sopravvissuta si vendica della famiglia di cannibali?


#15 Nekokuma

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:04

sì ma allora è inutile criticare qualsiasi remake, altrimenti se lo si critica bisogna partire dall'assunto che, essendo un remake, è un film uguale all'originale. Insomma, non si può criticare un remake dicendo "è uguale all'originale", perchè è un remake, è chiaro che è uguale all'originale. Altrimenti se non è uguale non è un remake, è semplicemente un altro film basato sulla stessa storia del precedente.
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#16 Guest_vegeta_*

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:09

sì ma allora è inutile criticare qualsiasi remake, altrimenti se lo si critica bisogna partire dall'assunto che, essendo un remake, è un film uguale all'originale. Insomma, non si può criticare un remake dicendo "è uguale all'originale", perchè è un remake, è chiaro che è uguale all'originale. Altrimenti se non è uguale non è un remake, è semplicemente un altro film basato sulla stessa storia del precedente.


io non sono contrario ai remake. Anzi, mi spiego meglio, non sono contrario a quei remake che aggiungono, modificano, aggiornano qualcosa rispetto all'originale.

Rifare esattamente lo stesso film, seppur in modo professionale come in questi casi, per me non ha senso, è solo una mera operazione economica. E allora tanto vale rivedersi l'originale, che cambia.

A questo punto meglio operazioni pseudo-pop come quella di Van Sant con il remake di "Psycho".

#17 Nekokuma

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:14

quali sono per esempio dei bei remake secondo te?
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#18 DottorDark

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:21

al di là dell' originale : questo è brutto  :)

prima del remake  purtroppo non proiettano anche l'originale , quindi mi baso su questo . magari lo proiettassero , sarebbero 6.50 spesi meglio

il remake di non aprite quella porta non era malvagio ; purtroppo ha aperto la strada a tutte queste copie

8)
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#19 Guest_vegeta_*

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:25

quali sono per esempio dei bei remake secondo te?


ben pochi secondo me hanno superato l'originale. Ti citerò alcuni titoli che, secondo me, perlomeno, non sfigurano nel confronto.

"Psycho" di Van Sant, "L'Alba Dei Morti Viventi" di Zach Snyder", "La Maschera Di Cera" di Jaume Collet Serra, "La Cosa" di John Carpenter...
"Piume di struzzo" di Mike Nichols, "The Ring" di Gore Verbinski, "L'esercito delle 12 scimmie" di Terry Gilliam, "La Mosca" di David Cronenberg, "Ocean's Eleven" di Steven Soderbergh, "King Kong" di Peter Jackson...

ma più che quelli riusciti mi vengono in mente quelli decisamente inferiori...ormai ne escono decine ogni anno...basti pensare ai remake de "Lavventura del Poseidon", "Il Presagio", "Alfie"....

#20 Jules

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Inviato 28 agosto 2006 - 12:42

sì ma allora è inutile criticare qualsiasi remake, altrimenti se lo si critica bisogna partire dall'assunto che, essendo un remake, è un film uguale all'originale. Insomma, non si può criticare un remake dicendo "è uguale all'originale", perchè è un remake, è chiaro che è uguale all'originale. Altrimenti se non è uguale non è un remake, è semplicemente un altro film basato sulla stessa storia del precedente.


Permettimi di dissentire...non sta scritto da nessuna parte che il remake è una mera operazione di ricopiatura...anzi, quando un tizio prende un film precedente e decide di omaggiarlo con una nuova edizione io sono portato a pensare che il suddetto tizio abbia in mente qualcosa, voglia andare su questo campo minato perchè c'è qualcosa che lo spinge più in là, perchè, in altre parole, ritiene di poter dire qualcosa di più del predecessore o, più semplicemente, dirlo in modo diverso...

Criticare un remake perchè è "troppo originale" al modello originale è possibile eccome: perchè vuol dire che nell'opera di scrittura gli sceneggiatori hanno scarseggiato in creatività e che nella messinscena visiva il regista è rimasto schiacciato sul suo antenato, non riuscendo a dare un'impronta personale al lavoro...

E il problema di questo Le colline hanno gli occhi è proprio questo, un film assolutamente non necessario, se non per i giovanissimi da portare al cinema avidi di horror che magari ignorano che Wes Craven è vissuto realmente e che ha ispirato il film che stanno andando a vedere...

A questo punto, dice giusto vegeta: se proprio vogliamo ricopiare allora facciamolo "alla Van Sant"...un'operazione strettamente filologica e niente più..
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