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Nel nostro piccolo ARTE...


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1670 replies to this topic

#41 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 08 ottobre 2008 - 19:25

Per Spoon, ho scritto prima Ferragosto 2007, il titolo la dice lunga sulla data del concepimento. Però l'ho revisionato questo pomeriggio. E devo dire che l'ho stravolto abbastanza.

#42 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 08 ottobre 2008 - 20:13

Demi-été

Capì l'assurdità del tutto solo quando si vergognò a scrivere quel nome nella sabbia. Era il punto più vicino al frangersi delle onde, perciò i segni lasciati dal suo indice sarebbero rimasti impressi per molto tempo, rinsaldati da una possibile alta marea.
Chinatosi sulle ginocchia e avvicinata la mano alla distesa umidiccia, per la prima volta si sentì uno stupido. Buttò i pugni stretti a terra e cadde goffamente in avanti. Era tutto orribilmente insensato, e questo lo fece ridere. Se ne stette lì, con la testa a mezz'aria per interi minuti, incapace di pensare ad una cosa qualunque. I suoi occhi erano come annebbiati, nonostante ciò poteva vedere tutto distintamente, con luci ed ombre totalmente nuove, anche se irreali.
L'aveva amata tanto da odiarla quasi. E man mano che riprese il controllo della sua mente, essa fece riaffiorare le immagini di tutte le più belle donne che il suo egoismo aveva reso invisibili in quegli anni. Si rese conto di averle amate tutte, e forse di amarle ancora. Se le avesse mai incontrate di nuovo, avrebbe preso per la mano ognuna di esse, per poi abbracciarle con passione; si sarebbe stretto a loro come il neonato al seno materno, ed in quel contatto quasi violento avrebbe letto la loro anima, vinto la loro fragilità; si sarebbe nutrito della loro bellezza così innocente, più naturale di una sorgente limpida; il tocco delle sue labbra avrebbe marchiato a fuoco i loro zigomi tremanti, avrebbe mosso in loro contorsioni di nervi, culminanti in un tiepido sospiro. Le loro membra a stento avrebbero retto a quella carica di passione straripante. Ne sarebbero rimaste ferite in superficie, e lacerate nel più profondo.
Se soltanto avesse deciso di spartire quel sentimento insostenibile fra loro, ciascuna di esse sarebbe stata felice per sempre, e lo avrebbe seguito sino alla morte. Ma quella devozione così infondata gli fece soffrire una cecità di ugual misura, portandolo a idolatrare una comune immagine, ed una sola, del mondo che aveva visto sino ad allora.
Non si sa perché non scrisse quel nome nella sabbia. Forse perché acquisì la consapevolezza di essere schiavo di quel nome e dell'immagine ad esso legata, di aver firmato un contratto perenne con il proprio martirio; o forse perché sapeva che il tentativo di colmare quella distanza momentanea (o forse eterna) sarebbe stato, oltre che inutile, ridicolo. E ancora una volta gli avrebbe fatto male.
Lei, senza saperne nulla, aveva commesso il più efferato e crudele dei gesti che l'inconscio possa covare: l'aveva ucciso solamente per metà.
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#43 ucca

ucca

    CRM

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Inviato 20 ottobre 2008 - 10:20



Per chi fosse interessato, faccio una mostra dei quadri sul Lavoro a Roma, inaugura venerdi..

questo è l'invito..


IL LAVORO RENDE LIBERI

Di Luca Palazzi Liber.mente via del Pellegrino, 94
25 ottobre ?? 15 novembre 2008
orario: lun. 16.00 ?? 20.00; mart. ?? sab. 10.00 ?? 20.00
Inaugurazione venerdì 24 ottobre ore 19.00


CONTATTI: Website: www.lucapalazzi.com


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https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#44 ergen

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    Roadie

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Inviato 24 ottobre 2008 - 21:32

perchè questa insana tematica politichese in alcuni tuoi quadri?
ne ho visto uno che mi piace, cazzo 450?
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#45 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 29 ottobre 2008 - 15:55

perchè questa insana tematica politichese in alcuni tuoi quadri?
ne ho visto uno che mi piace, cazzo 450?


Io sono stato impegnatissimo questa settimana, ma ho programmato con alcuni amici di passare a guardare la mostra il 4 di Novembre data nella quale sarò di nuovo a Roma. Cazzo Erg, però mi hai scoraggiato mi sa mi sa che dati i prezzi mi limiterò anche io a guardare...

Intanto, come da tradizione quando scrivo qualcosina la metto qua...
é una sorta di nuovo racconto intitolato: Fiodor Nandi. Anche qua parlo di suicidio, come in tutti i miei più recenti scritti, scusate se è troncato a metà, ma non so in che direzione proseguire.

Erano le diciotto e trenta. A quell??ora, ogni giorno, affacciandosi alla finestra per l??abituale sigaretta del tardo pomeriggio scorgeva Alex il matto che puntuale, in sella alla sua cigolante bicicletta, si appropinquava alla piazza che preferiva a tutte le altre, piazza Caprera.
Tutte le sacrosante volte che fumava una sigaretta a quell??ora e affacciato a quella finestra gli balenavano in testa gli stessi interrogativi, pensava al perché Alex ogni giorno andasse in quella piazza e rimanesse lì impalato per ore, a come facesse Alex ad ignorare il fatto che la gente lo considerava un matto, ma alla fine della sigaretta si rispondeva sempre alla stessa maniera: ??beh è uno psicopatico?. Ormai era un rituale: la finestra, la Marlboro rossa, Alex che passava, i pensieri. Quel pomeriggio però, il rituale, si sarebbe completato per l??ultima volta.
Finita la sigaretta si diresse verso la camera da letto della sua lussuosa casa da single, la sua vista già si annebbiava e lui notava, con bizzarro piacere, che la sua abitazione gli sembrava fatta di fotogrammi provenienti dal più drogato dei film di Aronofsky. Proprio come quelle di Leto in Requiem For A Dream le sue pupille si allargavano e si stringevano compulsivamente, quasi ballavano, ma quello che ballavano non era un lento anni settanta o un walzer viennese, piuttosto sembrava che si stessero scatenando a un reive party con il dj set techno del crudele Aphex Twin. L??avvelenamento era arrivato al suo cervello quando, raggiuntolo, si lasciò cadere sul suo una piazza e mezza. Prima di arrivargli alla testa il veleno era passato per il fegato, per lo stomaco, gli aveva rallentato il cuore e sfiancato i polmoni. Ovviamente l??embolia gassosa gli aveva reso tutto più facile.
Una volta sul suo letto, nonostante la paura ci fosse, chiuse gli occhi con tranquillità e cercando di ignorare il dolore che gli invadeva strategicamente tutto il corpo aspettò di morire. A poco a poco i sensi lo abbandonarono.
Indossava i calzoni a fantasia scozzese del suo pigiama più comodo e il dorso del suo corpo immobile era nudo. Il polso del suo braccio destro presentava evidenti graffi, aveva provato a segarsi le vene, ma il coltello che aveva utilizzato aveva la lama troppo spessa e troppo poco affilata, non si era quindi dimostrato adatto a fendergli pelle e vene senza procurargli un dolore eccessivo, per questo, abbandonati i suoi intenti senechiani, prima di fumarsi la sua ultima paglia, aveva bevuto un??intera bottiglia di Svelto piatti, un bicchiere di candeggina, un bicchiere di coca-cola corretta con due abbondanti dita di Mister Muscolo Idraulico Gel, si era preparato e aveva mangiato due tramezzini  farciti con nutella e colla topicida ed infine s??era iniettato direttamente nella carotide una siringa d??aria.
Quando erano le 18 e trenta di due giorni dopo, inspiegabilmente, si risvegliò. Era sdraiato nella stessa posizione che aveva assunto chiudendo gli occhi, ma il suo bel viso e il cuscino sul quale la sua testa era adagiata erano madidi di vomito e bava.
Neanche accese il cervello che già era al suo PC a cercare su internet spiegazioni su come era possibile che non fosse morto. Non le trovò. Tutte le enciclopedie web e tutti i siti di medicina che consultò sostenevano che quell??avvelenamento e l??embolia avrebbero dovuto ucciderlo a meno che non si fosse recato tempestivamente in un ospedale, ma lui, fino a prova contraria, non vi ci si era recato.
Era Giovedì e la routine voleva che si recasse agli studi televisivi dai quali, alle ventuno, conduceva il suo Talk Show. Nonostante tutto quello che gli era accaduto decise di assecondare la routine. Si fece una doccia e poi partì alla volta degli studi.
Il suo programma si intitolava ??The winner generation?, andava in onda in diretta tutti i Giovedì sera su un??importante rete nazionale ed era destinato ai giovani. Durante la trasmissione il nostro conduttore e i suoi ospiti, che solitamente erano icone dello star sistem, affrontavano tematiche inerenti ai mondi della moda, della musica, del gossip, della letteratura (quella commerciale ovviamente), del cinema e cose affini.
Arrivò agli studi televisivi alle otto e quarantacinque, giusto in tempo per non mandare a puttane la diretta, Antonio Doria, il responsabile alla produzione, approfittò dei quindici minuti rimasti per farlo una merda, per chiedergli cosa cazzo gli fosse successo e per informarlo che la sua segreteria telefonica conteneva almeno cento messaggi e che a causa della sua negligenza quella sera non aveva una scaletta, ma il conduttore era troppo assorto nei suoi pensieri alla Jerry McGuire, che da un??oretta gli frullavano nella testa, per rispondere al produttore con cognitio causae, evitò quindi le spiegazioni e si limitò a biascicare qualche distratto ??scusa?.
A causa dell??eccessivo ritardo non aveva nemmeno il tempo materiale per sottoporsi al trucco, ne quello per indossare gli abiti forniti dagli sponsor, che d??altronde erano tanti. Il presentatore era così famoso, apprezzato e seguito dai ragazzi tanto che dettava moda. Gli abiti che lui indossava, loro li compravano. Quello che lui diceva di mangiare, lo mangiavano. Quello che lui consigliava di guardare al cinema, lo guardavano. Quello che lui diceva di leggere, lo leggevano. Su quella che lui si scopava, loro ci si masturbavano. E le ragazze? Se lo sarebbero mangiato se solo avessero potuto.
Una volta liquidato Doria si sedette sul suo sgabello, indossava la maglietta rossa e i banali jeans con i quali era uscito di casa; attendeva silenziosamente che l??operatore gli dicesse che erano in diretta, così, nel mentre che il suo altisonante nome, Fiodor Nandi, appariva sui teleschermi di mezza Italia, sarebbe entrato in scena.
??Siamo in onda?.
??Buona sera amici e amiche. Sicuramente vi starete chiedendo: perché mai oggi il nostro Fiodor non sfoggia una delle sue solite, strabilianti, mise? Vi rispondo subito. Oggi non è solo una delle mie mise a mancare all??appello, in questa puntata manca tutto: la mia mise, una scaletta, degli ospiti, un tema da affrontare. L??unica cosa che non manca è proprio quella che non sarebbe dovuta esserci: la mia presenza. Vi spiego. Un ... (to be continued)


#46 Ian Smith

Ian Smith

    Enciclopedista

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Inviato 29 ottobre 2008 - 16:20

Incy, un appunto: siamo in Italia, no? La storia è ambientata in Italia, l'hai scritta in italiano, ecc ecc.
E allora, PERCHE' Alex??
Se è Alessandro, Alessio, Alebaldo, cavolo, l'abbreviazione è Ale.
Tutte queste anglofonie steroetipate che fanno molto figo (e sia chiaro, tu non sei che l'ultimo eh, lungi da me criticarti per questo) sinceramente hanno rotto i coglioni.
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#47 Guest_Incidente_*

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Inviato 29 ottobre 2008 - 16:36

Incy, un appunto: siamo in Italia, no? La storia è ambientata in Italia, l'hai scritta in italiano, ecc ecc.
E allora, PERCHE' Alex??
Se è Alessandro, Alessio, Alebaldo, cavolo, l'abbreviazione è Ale.
Tutte queste anglofonie steroetipate che fanno molto figo (e sia chiaro, tu non sei che l'ultimo eh, lungi da me criticarti per questo) sinceramente hanno rotto i coglioni.

Ma guarda nei miei racconti uso anglofonie, sassofonie, latinofonie, tutto quello che mi piace, solo perchè mi piace non perchè fa figo, dico sul serio. Cioè Fiodor ti sembra un nome anglofono?
E cosa ci sta di più italiano di Alex del piero?
Sono punti di vista e poi credo che i nomi siano la cosa che conta di meno.

#48 Ian Smith

Ian Smith

    Enciclopedista

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Inviato 29 ottobre 2008 - 16:45


Incy, un appunto: siamo in Italia, no? La storia è ambientata in Italia, l'hai scritta in italiano, ecc ecc.
E allora, PERCHE' Alex??
Se è Alessandro, Alessio, Alebaldo, cavolo, l'abbreviazione è Ale.
Tutte queste anglofonie steroetipate che fanno molto figo (e sia chiaro, tu non sei che l'ultimo eh, lungi da me criticarti per questo) sinceramente hanno rotto i coglioni.

Ma guarda nei miei racconti uso anglofonie, sassofonie, latinofonie, tutto quello che mi piace, solo perchè mi piace non perchè fa figo, dico sul serio. Cioè Fiodor ti sembra un nome anglofono?
E cosa ci sta di più italiano di Alex del piero?
Sono punti di vista e poi credo che i nomi siano la cosa che conta di meno.


ho capito ma quella che non mi piace è la moda di usare il nomignolo Alex al posto di Ale. Cioè, io ho amici conoscenti parenti che si chiamano Alessandro et similia eppure non uno di questi viene chiamato Alex, semplicemente proprio perchè siamo in Italia e in Italia l'abbreviazione di tale nome, in generale, è Ale. Eppure, in ogni racconto, film, storia ecc ecc eccoti spuntare l'Alex.
Tu parli di Del Piero, che a conti fatti è davvero l'unico Alessandro famoso qua che abbia ormai preso l'abitudine di farsi chiamare così.
Io ti potrei rispondere citando Alex l'Ariete, che col suo carico di ostentata (e per questo ridicola) pretestuosità coolness da eroe d'azione americano non fa altro che confermare la mia tesi.
Fine OT, Incy ovvio che magari il tuo caso è diverso, e comunque oddio il racconto nemmeno l'ho letto  :P
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#49 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 29 ottobre 2008 - 18:12

Mi è piaciuta la scelta di raccontare la scena della "preparazione al suicidio con-cibi-vari" dopo che è avvenuta, e non metterla cronologicamente.
Però tutta quella roba mi sembra un po' strano riuscirla a mandar giù  :D

Aspetto il seguito..
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#50 Guest_Incidente_*

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Inviato 29 ottobre 2008 - 18:24

Purtroppo Dark oggi non sono ispirato ho scritto il finale ma è di una opacità che giudico avvilente, mi secca anche rileggerlo e correggerlo, però giusto per non lasciarti appeso eccotelo:

Erano le diciotto e trenta. A quell??ora, ogni giorno, affacciandosi alla finestra per l??abituale sigaretta del tardo pomeriggio scorgeva Alex il matto che puntuale, in sella alla sua cigolante bicicletta, si appropinquava alla piazza che preferiva a tutte le altre, piazza Caprera.
Tutte le sacrosante volte che fumava una sigaretta a quell??ora e affacciato a quella finestra gli balenavano in testa gli stessi interrogativi, pensava al perché Alex ogni giorno andasse in quella piazza e rimanesse lì impalato per ore, a come facesse Alex ad ignorare il fatto che la gente lo considerava un matto, ma alla fine della sigaretta si rispondeva sempre alla stessa maniera: ??beh è uno psicopatico?. Ormai era un rituale: la finestra, la Marlboro rossa, Alex che passava, i pensieri. Quel pomeriggio però, il rituale, si sarebbe completato per l??ultima volta.
Finita la sigaretta si diresse verso la camera da letto della sua lussuosa casa da single, la sua vista già si annebbiava e lui notava, con bizzarro piacere, che la sua abitazione gli sembrava fatta di fotogrammi provenienti dal più drogato dei film di Aronofsky. Proprio come quelle di Leto in Requiem For A Dream le sue pupille si allargavano e si stringevano compulsivamente, quasi ballavano, ma quello che ballavano non era un lento anni settanta o un walzer viennese, piuttosto sembrava che si stessero scatenando a un reive party con il dj set techno del crudele Aphex Twin. L??avvelenamento era arrivato al suo cervello quando, raggiuntolo, si lasciò cadere sul suo una piazza e mezza. Prima di arrivargli alla testa il veleno era passato per il fegato, per lo stomaco, gli aveva rallentato il cuore e sfiancato i polmoni. Ovviamente l??embolia gassosa gli aveva reso tutto più facile.
Una volta sul suo letto, nonostante la paura ci fosse, chiuse gli occhi con tranquillità e cercando di ignorare il dolore che gli invadeva strategicamente tutto il corpo aspettò di morire. A poco a poco i sensi lo abbandonarono.
Indossava i calzoni a fantasia scozzese del suo pigiama più comodo e il dorso del suo corpo immobile era nudo. Il polso del suo braccio destro presentava evidenti graffi, aveva provato a segarsi le vene, ma il coltello che aveva utilizzato aveva la lama troppo spessa e troppo poco affilata, non si era quindi dimostrato adatto a fendergli pelle e vene senza procurargli un dolore eccessivo, per questo, abbandonati i suoi intenti senechiani, prima di fumarsi la sua ultima paglia, aveva bevuto un??intera bottiglia di Svelto piatti, un bicchiere di candeggina, un bicchiere di coca-cola corretta con due abbondanti dita di Mister Muscolo Idraulico Gel, si era preparato e aveva mangiato due tramezzini  farciti con nutella e colla topicida ed infine s??era iniettato direttamente nella carotide una siringa d??aria.
Quando erano le 18 e trenta di due giorni dopo, inspiegabilmente, si risvegliò. Era sdraiato nella stessa posizione che aveva assunto chiudendo gli occhi, ma il suo bel viso e il cuscino sul quale la sua testa era adagiata erano madidi di vomito e bava.
Neanche accese il cervello che già era al suo PC a cercare su internet spiegazioni su come era possibile che non fosse morto. Non le trovò. Tutte le enciclopedie web e tutti i siti di medicina che consultò sostenevano che quell??avvelenamento e l??embolia avrebbero dovuto ucciderlo a meno che non si fosse recato tempestivamente in un ospedale, ma lui, fino a prova contraria, non vi ci si era recato.
Era Giovedì e la routine voleva che si recasse agli studi televisivi dai quali, alle ventuno, conduceva il suo Talk Show. Nonostante tutto quello che gli era accaduto decise di assecondare la routine. Si fece una doccia e poi partì alla volta degli studi.
Il suo programma si intitolava ??The winner generation?, andava in onda in diretta tutti i Giovedì sera su un??importante rete nazionale ed era destinato ai giovani. Durante la trasmissione il nostro conduttore e i suoi ospiti, che solitamente erano icone dello star sistem, affrontavano tematiche inerenti ai mondi della moda, della musica, del gossip, della letteratura (quella commerciale ovviamente), del cinema e cose affini.
Arrivò agli studi televisivi alle otto e quarantacinque, giusto in tempo per non mandare a puttane la diretta, Antonio Doria, il responsabile alla produzione, approfittò dei quindici minuti rimasti per farlo una merda, per chiedergli cosa cazzo gli fosse successo e per informarlo che la sua segreteria telefonica conteneva almeno cento messaggi e che a causa della sua negligenza quella sera non aveva una scaletta, ma il conduttore era troppo assorto nei suoi pensieri alla Jerry McGuire, che da un??oretta gli frullavano nella testa, per rispondere al produttore con cognitio causae, evitò quindi le spiegazioni e si limitò a biascicare qualche distratto ??scusa?.
A causa dell??eccessivo ritardo non aveva nemmeno il tempo materiale per sottoporsi al trucco, ne quello per indossare gli abiti forniti dagli sponsor, che d??altronde erano tanti. Il presentatore era così famoso, apprezzato e seguito dai ragazzi tanto che dettava moda. Gli abiti che lui indossava, loro li compravano. Quello che lui diceva di mangiare, lo mangiavano. Quello che lui consigliava di guardare al cinema, lo guardavano. Quello che lui diceva di leggere, lo leggevano. Su quella che lui si scopava, loro ci si masturbavano. E le ragazze? Se lo sarebbero mangiato se solo avessero potuto.
Una volta liquidato Doria si sedette sul suo sgabello, indossava la maglietta rossa e i banali jeans con i quali era uscito di casa; attendeva silenziosamente che l??operatore gli dicesse che erano in diretta, così, nel mentre che il suo altisonante nome, Fiodor Nandi, appariva sui teleschermi di mezza Italia, sarebbe entrato in scena.
??Siamo in onda?.
??Buona sera amici e amiche. Sicuramente vi starete chiedendo: perché mai oggi il nostro Fiodor non sfoggia una delle sue solite, strabilianti, mise? Vi rispondo subito. Oggi non è solo una delle mie mise a mancare all??appello, in questa puntata manca tutto: la mia mise, una scaletta, degli ospiti, un tema da affrontare. L??unica cosa che non manca è proprio quella che non sarebbe dovuta esserci: la mia presenza. Vi spiego. Un paio di giorni fa ho tentato il suicidio, ho provato a tagliarmi le vene dei polsi, mi sono avvelenato con tutte le sostanze tossiche che mi sono capitate tra le mani, mi sono iniettato dell??aria in vena, ma il mio organismo senza alcuna spiegazione logica e scientifica non si è spento. Col senno di poi sono felice di come sono andate le cose, insomma sono felice e grato di essere ancora qui, ma non ringrazierò qualcosa in cui non credo o qualcuno che non esiste, piuttosto, ora che ci penso, un ospite da presentarvi ci sarebbe. Eccolo. ? Fiodor Nandi, ma non è il Fiodor Nandi lustrini e pajettes con la battuta sempre in canna e con una strafiga ad aspettarlo a cosce aperte nel suo loft al quale siete abituati e in cui credete ciecamente, quello che adesso state osservando e che vi sta parlando è il vero Fiodor Nandi. Approfitto oggi per l??ultima volta del fatto che per voi sono un esempio e per l??ultima volta dirò voi di fare quello che faccio io, lo faccio solo perché solo in questo momento sono certo di essere me stesso: siatelo anche voi. Smettetela di ascoltare me e tutti gli altri educatori che trovate in giro: a scuola, per strada, in tv, nei dischi. Piuttosto, usateli, capite da loro cos??è che vi piace e cosa no, poi augurate loro che soffochino, lentamente, nelle loro parole e nella loro invadenza. Siate anticonformisti, come io lo sono oggi. Con questo non vi sto dicendo di marcare il vostro trucco o di strappare i vostri jeans, di ascoltare il punk piuttosto che il pop, anche questi non sono autentici anticonformismi, sono anticonformismi forgiati per le masse. L??unico autentico anticonformismo, e non una cosa semplice, è essere noi stessi, solo così saremo diversi da tutti, speciali, o meglio, unici. Ora scusatemi, ma vi congedo perché mi scappa da pisciare, sono due giorni che non lo faccio. Prima di salutarvi vi annuncio che nella prossima puntata sarà ospite qui da me niente poco di meno che: Alex il pazzo. So che ignorate chi sia, ma non vi preoccupate. Ciao cari.?


Magari dopo la riunione mi faccio un cannone e lo cambio del tutto.


#51 Greed

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Inviato 31 ottobre 2008 - 14:29

è di una opacità che giudico avvilente


Scusa se te lo dico, ma sei un ottimo auto-critico  ;D

Se la morale dev'essere quella, non che non sia giusta, è solo piuttosto scontata, cerca di approfondire; o magari non farla dire al tuo personaggio quella morale, magari cambia il carattere del personaggio dopo il tentato suicidio...vedi tu, ma così non mi quadra
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#52 Guest_Incidente_*

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Inviato 31 ottobre 2008 - 16:30


è di una opacità che giudico avvilente


Scusa se te lo dico, ma sei un ottimo auto-critico  ;D


Lo so e me ne vanto.

#53 Guest_Incidente_*

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Inviato 01 novembre 2008 - 16:27


è di una opacità che giudico avvilente


Scusa se te lo dico, ma sei un ottimo auto-critico  ;D

Se la morale dev'essere quella, non che non sia giusta, è solo piuttosto scontata, cerca di approfondire; o magari non farla dire al tuo personaggio quella morale, magari cambia il carattere del personaggio dopo il tentato suicidio...vedi tu, ma così non mi quadra



So come finirlo. Grazie a Bleach. Appena finisco di scattarrare muco e sangue (influenza) lo termino.

#54 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 01 novembre 2008 - 17:41

Anche così non è chissacchè, ma ora, anche se non l'ho manco corretto, mi piace:

Erano le diciotto e trenta. A quell??ora, ogni giorno, affacciandosi alla finestra per l??abituale sigaretta del tardo pomeriggio, scorgeva Alex il matto che puntuale, in sella alla sua cigolante bicicletta, si appropinquava alla piazza che preferiva a tutte le altre, piazza Caprera.
Tutte le sacrosante volte che fumava una sigaretta a quell??ora e affacciato a quella finestra, gli balenavano in testa gli stessi interrogativi: pensava al perché Alex ogni giorno andasse in quella piazza e rimanesse lì impalato per ore, a come facesse Alex ad ignorare il fatto che la gente lo considerava un matto? Ma alla fine della sigaretta si rispondeva sempre alla stessa maniera: ??beh è uno psicopatico?. Ormai era un rituale: la finestra, la Marlboro rossa, Alex che passava, i pensieri. Quel pomeriggio però, il rituale, si sarebbe completato per l??ultima volta.
Finita la sigaretta si diresse verso la camera da letto della sua lussuosa casa da single, la sua vista già si annebbiava e lui notava, con bizzarro piacere, che la sua abitazione gli sembrava fatta di fotogrammi provenienti dal più drogato dei film di Aronofsky. Proprio come quelle di Leto in Requiem For A Dream le sue pupille si allargavano e si stringevano compulsivamente, quasi ballavano, ma quello che ballavano non era un lento anni settanta o un walzer viennese, sembrava piuttosto che si stessero scatenando a un reive party con il dj set techno del crudele Aphex Twin. L??avvelenamento era arrivato al suo cervello quando, raggiuntolo, si lasciò cadere sul suo una piazza e mezza. Prima di arrivargli alla testa, il veleno era passato per il fegato, per lo stomaco, gli aveva rallentato il cuore e sfiancato i polmoni. Ovviamente l??embolia gassosa gli aveva reso tutto più facile.
Una volta sul suo letto, nonostante la paura ci fosse, chiuse gli occhi con tranquillità e, cercando di ignorare il dolore che gli invadeva strategicamente tutto il corpo, aspettò di morire. A poco a poco i sensi lo abbandonarono.
Indossava i calzoni a fantasia scozzese del suo pigiama più comodo e il dorso del suo corpo scolpito ed immobile era nudo. Il polso del suo braccio destro presentava evidenti graffi, aveva provato a segarsi le vene, ma il coltello che aveva utilizzato aveva la lama troppo spessa e troppo poco affilata, non si era quindi dimostrato adatto a fendergli pelle e vene senza procurargli un dolore eccessivo, per questo, abbandonati i suoi intenti senechiani, prima di fumarsi la sua ultima paglia, aveva bevuto un??intera bottiglia di Svelto piatti, un bicchiere di candeggina, un bicchiere di coca-cola corretta con due abbondanti dita di Mister Muscolo Idraulico Gel, si era preparato e aveva mangiato due tramezzini  farciti con nutella e colla topicida ed infine s??era iniettato direttamente nella carotide una siringa d??aria.
Quando erano le 18 e trenta di due giorni dopo, inspiegabilmente, si risvegliò. Era sdraiato nella stessa posizione che aveva assunto chiudendo gli occhi, ma il suo bel viso e il cuscino sul quale la sua testa era adagiata erano madidi di vomito e bava.
Neanche accese il cervello che già era al suo PC a cercare su internet spiegazioni su come era possibile che non fosse morto. Non le trovò. Tutte le enciclopedie web e tutti i siti di medicina che consultò sostenevano che quell??avvelenamento e l??embolia avrebbero dovuto ucciderlo a meno che non si fosse recato tempestivamente in un ospedale, ma lui, fino a prova contraria, non vi ci si era recato.
Era Giovedì e la routine voleva che si recasse agli studi televisivi dai quali, alle ventuno, conduceva il suo Talk Show. Nonostante tutto quello che gli era accaduto, decise di assecondare la routine. Si fece una doccia e poi partì alla volta degli studi.
Il suo programma si intitolava ??The winner generation?, andava in onda in diretta tutti i Giovedì sera su un??importante rete nazionale ed era destinato ai giovani. Durante la trasmissione il nostro conduttore e i suoi ospiti, che solitamente erano icone dello star sistem, affrontavano tematiche inerenti ai mondi della moda, della musica, del gossip, della letteratura (quella commerciale ovviamente), del cinema e cose affini.
Arrivò agli studi televisivi alle otto e quarantacinque, giusto in tempo per non mandare a puttane la diretta. Antonio Doria, il responsabile alla produzione, approfittò dei quindici minuti rimasti per farlo una merda, per chiedergli cosa cazzo gli fosse successo e per informarlo che la sua segreteria telefonica conteneva almeno cento messaggi e che a causa della sua negligenza quella sera non aveva una scaletta! Ma il conduttore era troppo assorto nei suoi pensieri alla Jerry McGuire, che da un??oretta gli frullavano nella testa, per rispondere al produttore con cognitio causae. Evitò quindi le spiegazioni e si limitò a biascicare qualche distratto ??scusa?.
A causa dell??eccessivo ritardo non aveva nemmeno il tempo materiale per sottoporsi al trucco, né quello per indossare gli abiti forniti dagli sponsor, che d??altronde erano tanti. Tanto era famoso il presentatore, così apprezzato e seguito dai ragazzi, che con il suo abbigliamento dettava moda. Gli abiti che lui indossava, loro li compravano. Quello che lui diceva di mangiare, lo mangiavano. Quello che lui consigliava di guardare al cinema, lo guardavano. Quello che lui diceva di leggere, lo leggevano. Su quella che lui si scopava, loro ci si masturbavano. E le ragazze? Se lo sarebbero mangiato se solo avessero potuto. Il suo proverbiale ??ciao cari?, con il quale chiudeva ogni puntata del programma era diventato il saluto ufficiale dei suoi milioni di fan.
Una volta liquidato Doria si sedette sul suo sgabello, indossava la maglietta rossa e i banali jeans con i quali era uscito di casa; attendeva silenziosamente che l??operatore gli dicesse che erano in diretta, così, mentre il suo altisonante nome - Fiodor Nandi - appariva sui teleschermi di mezza Italia, sarebbe entrato in scena.
??Siamo in onda?.
??Buona sera amici e amiche.
Sicuramente vi starete chiedendo: perché mai oggi il nostro Fiodor non sfoggia una delle sue solite, modaiole, mise? Vi rispondo subito.
Oggi non è solo una delle mie mise a mancare all??appello, in questa puntata manca tutto: la mia mise, una scaletta,un ospite, un tema da affrontare.
L??unica cosa che non manca è proprio quella che non sarebbe dovuta esserci: la mia presenza.
Vi spiego. Un paio di giorni fa ho tentato il suicidio. Ho provato a tagliarmi le vene dei polsi, mi sono avvelenato con tutte le sostanze tossiche che mi sono capitate tra le mani, mi sono iniettato dell??aria in vena, ma il mio organismo, sbattendosene di ogni logica scientifica che lo avrebbe voluto esanime, non si è spento.
Col senno di poi sono felice di come sono andate le cose, insomma sono felice e grato di essere ancora qui, ma non ringrazierò qualcosa in cui non credo o qualcuno che non esiste. Piuttosto, ora che ci penso, un ospite da presentarvi ci sarebbe. Eccolo. ? Fiodor Nandi, ma non è il Fiodor Nandi lustrini e pajettes con la battuta sempre in canna e con una strafiga ad aspettarlo a cosce aperte nel suo loft al quale siete abituati e in cui credete ciecamente. L??ospite di oggi è  l??autentico Fiodor Nandi, quello che ogni giorno alle 18 fuma una sigaretta affacciato alla finestra e osserva Alex il pazzo che in sella alla sua bicicle ??
??Spegnete tutto! Cazzo, cazzo, cazzo! Interrompete questa fottuta diretta!? 
Un Doria furibondo, come mai prima, urlando queste parole si diresse verso Fiodor. Lo raggiunse. Sinceratosi che la diretta fosse stata interrotta guardò Nandi negli occhi e  sussurrando a denti stretti gli disse: ??Fuori di qui piccolo bastardo ingrato! Sei licenziato.?
Il conduttore senza abbassare la testa, neanche un istante, osservato dalle decine di tecnici e di autori che lo osservavano attoniti raggiunse la porta d??uscita dello studio. Poi si voltò verso tutti loro e sorridendo smargiasso disse: ??Ciao Cari!?


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Inviato 01 novembre 2008 - 17:58

??Ma che cazzo ti sei messo in testa!.......?
Il conduttore senza abbassare la testa, neanche un istante, osservato dalle decine di tecnici e di autori che lo osservavano attoniti raggiunse la porta d??uscita dello studio. Poi si voltò verso tutti loro e sorridendo smargiasso disse: ??Ciao Cari!?


Dopo quello che è successo, mi sembra più credibile che Doria sia stupito dal carattere di Fiodor, prima di essere indiavolato con lui..
Comunque un avvenimento del genere farebbe un sacco di ascolti!  ;D


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#56 Guest_Incidente_*

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Inviato 01 novembre 2008 - 18:04


??Ma che cazzo ti sei messo in testa!.......?
Il conduttore senza abbassare la testa, neanche un istante, osservato dalle decine di tecnici e di autori che lo osservavano attoniti raggiunse la porta d??uscita dello studio. Poi si voltò verso tutti loro e sorridendo smargiasso disse: ??Ciao Cari!?


Dopo quello che è successo, mi sembra più credibile che Doria sia stupito dal carattere di Fiodor, prima di essere indiavolato con lui..
Comunque un avvenimento del genere farebbe un sacco di ascolti!  ;D


Effettivamente hai ragione, ma va un pò meglio?

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Inviato 01 novembre 2008 - 18:15

Va certamente meglio (con il "ciao cari" finale...anzi potresti anche mettere una frase ancor più pacchiana), ma ti dico francamente che questo racconto a me non dice molto, confrontando anche con altre cose che avevi scritto e mi erano piaciute.E'un fatto di sostanza, non di forma.
Magari senti come giudicano gli altri, non sono poi questa auctoritas, io..
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#58 Guest_Incidente_*

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Inviato 01 novembre 2008 - 18:21

Va certamente meglio (con il "ciao cari" finale...anzi potresti anche mettere una frase ancor più pacchiana), ma ti dico francamente che questo racconto a me non dice molto, confrontando anche con altre cose che avevi scritto e mi erano piaciute.E'un fatto di sostanza, non di forma.
Magari senti come giudicano gli altri, non sono poi questa auctoritas, io..

Essì hai ragione su tutto. Anche se tu sei deviato in questo momento. Stai leggendo Proust, e io, come chiunque altro al mondo che come me si interessa di scrittura, prima di scrivere qualcosa dovrei solo fargli un clamoroso pompino.

#59 Greed

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Inviato 01 novembre 2008 - 18:38

Essì hai ragione su tutto. Anche se tu sei deviato in questo momento. Stai leggendo Proust, e io, come chiunque altro al mondo che come me si interessa di scrittura, prima di scrivere qualcosa dovrei solo fargli un clamoroso pompino.


Sì, giusto per usare termini sul triviale, Proust è qualcosa di mostruoso.
E ho paura che se leggendo la Ricerca non una volta, bensì due, acquisterebbe un pregio ancora maggiore...
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#60 Guest_Incidente_*

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Inviato 14 novembre 2008 - 14:51

Per chi viene da qua:  http://www.ondarock....p?topic=8373.20

4 dogmi a caso, ma non troppo a caso?

Ci sono dei luoghi, parlo ??ovviamente? di topoi letterario/scientifici, in cui credo ciecamente e dalla cui conoscenza non si può prescindere se si vuole comprendere la vicenda che sto per narrarvi. Questi dogmi sono quattro e ve li faccio presenti un attimino, in maniera molto semplice, così evitiamo di tornarci su nel corso della narrazione.
1) Sono estremamente alte le probabilità che un uomo, a meno che non si tratti di un omosessuale, si innamori di una donna simile, dico simile solo perché donne uguali tra loro non ne esistono (su questo non ci piove), alla propria madre. Questo potete desumerlo leggendovi le migliaia di paginone regalateci da Freud, ma ora non mi sembra il caso di perdere del tempo, quindi riponete la vostra fiducia nelle mie parole e vi risparmierete la faticaccia. Lo stesso discorso potremmo farlo all??inverso, per le donne, dicendo che sono estremamente alte  le possibilità che una donna, a meno che non si tratti di una lesbica, si innamori di una persona simile al proprio padre, ma non me la sento di sentenziare su di universo, quello femminile, che non riuscirò mai a capire.
2) Il secondo topos fondamentale di cui vi parlerò è l??esistenza della forza di gravità. La formula che dimostra la FDG adesso non me la ricordo (ovviamente non è vero), ma se sfogliate le cosette scritte da Isacco Newton qualcosa a riguardo la troverete di certo. A Newton va tutto il mio rispetto tipico degli uomini che come me credono nella scienza piuttosto che in Dio, ma non mi pare che prima che lui formulasse la teoria di questa benedetta FDG la gente si buttasse dai burroni nella speranza di spiccare il volo.
3) Adesso, arrivati al punto tre, dovrei proporvi un pippone mentale su quanto siano importanti certi legami indissolubili come, ad esempio, l??amore fraterno o quello materno, su quanto sia bello tornare a casa (solo ogni tanto però, diciamoci la verità) e su tant??altro, ma farlo, ora come ora, mi secca altamente. Che voi andiate in libreria per comprendere al meglio queste quattro stronzate che sto scrivendo non ci crederò ne ora ne mai, quindi non prendiamoci in giro e cercatevi su google queste due cosette: l??estratto di ??alla ricerca del tempo perduto? nel quale Proust parla delle Petit Madeleines (scusatemi se nomino sempre quest??episodio, ma ci sono proprio fissato, non posso farci nulla), ed infine qualcosa a caso di Pascoli, ma non proprio a caso, cercatevi qualche pezzo bello e patetico, che poi il bello e il patetico in Pascoli coincidono sempre.
4) Ultimo -ma ben più importante degli altri tre topoi- è il fatto che Hemingway oltre ad essere uno dei migliori romanzieri di sempre si è inventato alcuni dei cocktail più famosi al mondo tra cui i miei amatissimi Mojito e Daiquiri.
Adesso, dopo aver scomodato, in meno di una pagina, il segaiolo Freud, l??ubriacone Hemingway, il triste Proust, Newton il fruttivendolo, il ??piccolo? Pascoli, la FDG e tant??altro, posso anche parlarvi di quel coglione che è Tommy Scoiattolo.

P.S.  Amo all??esasperazione e riconosco il genio di tutti gli insigni intellettuali, romanzieri e scienziati che ho citato in questa pagina. Se mi sono preso un po?? troppa confidenza nell??usarli e nello sfotterli è solo perché ormai li conosco bene, in poche parole ci sono intimo, soprattutto con Marcellino.



Il cognome di questo personaggio è: Scoiattolo

Tommy Scoiattolo, durante i suoi, ad ora, venticinque anni di permanenza sul pianeta terra, ha spezzato il cuore di sessantadue ragazze e, ad oggi, oltre a ricordare con inspiegabile precisione il numero delle malcapitate, ricorda addirittura il nome, e non solo il nome, di ognuna di loro: Anna, Anna 2, Anna Maria, Alda, Alberta, Benedetta, Beatrice, Beatrice 2, Carmen, Carmen 2, Carmen 3, Carmen 4, Carmen 5 (probabilmente è un nome molto utilizzato nelle zone dove bazzica lo Scoiattolo in questione), Clara, Clarabella, Daria, Dina, Erminia, Elisa, Elisabetta, Francesca, Francesca 2, Federica, Federica 2, Giovanna, Giò, Gina, Ilaria, Ilaria2, Ilaria3, Ines, Lea, Linda, Maria, Maria2, Maria3, Marta, Marta 2 (detta ??la vendetta?, a tempo debito vi spiegherò), Nora, Nancy, Nancy 2, Nancy 3, Paola, Paola 2, Paola 3, Pina, Raffaella, Raffaella 2, Rina, Simona, Simona 2, Serena, Serena 2, Serena 3, Serena 4, Serena 5, Serena 6 (probabilmente è un nome utilizzato ancora più che Carmen nelle zone dove bazzica lo Scoiattolo in questione), Tina, Teresa, Teresa 2, Ughetta (che lui scherzosamente chiamava Rughetta), ed infine Zoe. In definitiva posso affermare, senza remore e senza timore di sbagliarmi, che Tommy Scoiattolo oltre ad essere un autentico Don Giovanni è dotato di ottima memoria.
Tommy non è però un impunito. Se da una parte è vero che ha spezzato il cuore di sessantadue ragazze, delle quali in maniera apparentemente sadica ricorda i dati anagrafici, è altrettanto vero che Resia, la ragazza dagli occhi marrone ghianda, ha spezzato il cuore di Tommy almeno centoventi volte (anche queste se le ricorda tutte, una ad una). Se dovessi illustrarvi con certezza e precisione cos?? è che lo attraeva tanto di Resia da far si che ci ricascasse inesorabilmente e ripetutamente non saprei farlo. So però che una volta Tommy ha giustificato così queste ricadute al suo analista: ?gli scoiattoli amano le ghiande, senza motivi precisi, è una questione di natura, di istinto; Io sono Scoiattolo e Resia ha ben due Ghiande piantate in mezzo al viso?.
Un??altra cosa fondamentale che ho da dirvi sul conto di Tommy è rappresentata dal fatto che anche lui, ma senza assegnarci l??importanza che ci assegno io, crede nei dogmi di cui blateravo nel capitolo immediatamente precedente a questo. In effetti T è ben istruito, è dotato di una cultura vastissima, così vasta da risultare talvolta vana e nozionistica, è un ragazzo molto arguto, ma nonostante ciò, ed è qui che c??è l??intoppo, da tempo immemore ha smesso di coltivarla perché si è convinto che l??ignoranza sia una sorta di autostrada, a sei corsie e senza traffico, per la felicità. Effettivamente vi sto raccontando la sua storia proprio perché temo che abbia ragione.






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