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Nel nostro piccolo ARTE...


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1669 replies to this topic

#1 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 08 luglio 2008 - 18:17

Chi di voi non scrive? Oppure, chi non fa fotografie? Oppure ancora, chi non dipinge? Oppure chi non compone?
Sono sicuro che tutti quanti noi nel nostro piccolo, ogni tanto, facciamo qualcosa che, magari solo negli intenti, possiamo chiamare Arte.
Lo scopo di questo 3ed è proporci vicendevolmente nostre opere. Confrontarci, parlarne, magari farci una risata.
Se vi va fatelo.

Inizio io con un mio piccolo estratto. (che poi è musicaletto quindi su ondarock va proprio bene)

Questo è il primo capitolo di un racconto che si intitola F5.

F5


F1
La musica era uno di quei lamenti che proseguono, con qualche nota di sollievo, anche dopo il dolore. Se ne stavano sul letto, zitti tra quegli accordi, ed erano stretti in un sudato abbraccio di Luglio, un Barret ancora troppo sobrio per essere geniale assecondava le loro apatie continuando a lamentarsi, fissavano il personal computer di Fede sul quale, con tutta la furia consentita dai pixel, uragani, terremoti e tsunami devastavano in differita New Orleans, Baltimora e Capo Verde. L??audio dei  video era staccato ma la gente urlava ugualmente.
John pensava che dalle parti sue, a Pompei, secoli prima, il Vesuvio aveva seppellito, con un solo sbuffo, tutta la fetta vacanziera della più grande civiltà che la storia abbia mai conosciuto. Sorrise pensando al povero Plinio e pensava che anche oggi, secoli dopo, nulla possiamo contro le ferocie della natura la quale prima o poi si scoccerà di cotanta, nostra, strafottenza. Suggiamo e inquiniamo con sdegno e senza alcun rispetto per la nostra madre prima.
Si girò verso Fede e principiò a parlare.
      -    E se si spegnesse il sole?
- La canna è pronta.
Fumarono, si stesero, fecero l??amore, sudarono. Le catastrofi continuavano a tagliare vite e loro rifecero l??amore.
Probabilmente non si amavano sul serio ma condividevano tanto.
Tutto quel sesso, quel sudare, quel impattarsi, quel venirle dentro, prelusero a una svogliata cena fatta di hamburger, coca-cola e ghiaccio, tanto ghiaccio.
Quando le pance di John e Fede erano piene giunse il sonno, tornarono a letto ma non si addormentarono: continuarono ad osservare le loro catastrofi, si strinsero, sudarono e lo fecero ancora, e ancora, e ancora.
Quando gli si rivolgono tutti lo chiamano Smith e spesso per una strana forma di rispetto cittadino accostano anche un fugace Mr al suo cognome; quando non è presente invece tutti lo chiamano Johnny, probabilmente per la simpatia che suscita nonostante i suoi incarichi manageriali troppo sobri per la sua faccia e per i suoi capelli svolazzanti.
? strano credere che John voglia bene a Fede dato che a sentir parlare di lei amici e colleghi di Mr Omonimia è solo la strafiga che Mr Smith si sbatte. Il culo di Federica è spettacolare, se ne sta su tutto turgido e scattante che solo a guardarlo vien voglia di appoggiarci il cazzo e spaccarglielo con violenza, in fondo siamo solo animali ed è per questo che voi maschietti schiavi della vostra pudicizia d??ordinanza state sorridendo mentre leggete queste righe.
John, con il quale vado molto d??accordo -a proposito tra circa dieci righe io e John abbiamo un appuntamento da Chocolat-, spesso pensa tra se e se: ??Perché non sono nato leone?? In effetti gli sarebbe piaciuto staccare la testa con un morso a un bel po?? di stronzi senza porsi problemi dettati da un etica che, in fondo, nessuno rispetta.
Chocolat è una delle gelaterie più apprezzate e chic che la Milano bene suole frequentare. Personalmente credo che il sapore del loro gelato al cioccolato fondente aromatizzato da feroci spruzzate di cannella sia qualcosa di ineguagliabile. Anche il locale è carino, è refrigerato da un??aria condizionata che taglia la cappa con un impeto palpabile, è molto pop art, il beige e il nocciola predominano su tutti gli altri colori rendendo l??ambiente accogliente ma al contempo elegante; insomma Chocolat è un posto gradevole, soprattutto a Luglio e soprattutto a Milano dove lo smog aiuta l??afa ad invadere tutto peggio di un ospite indesiderato.
John Smith mi aspettava lì fuori, non aveva la giacca, potete immaginare perché, indossava una camicia come sempre blu e come sempre cifrata, recava infatti sotto al taschino le solite J.S.; a proposito ma ci avete fatto caso che Johnny ha lo stesso nome dell??esploratore inglese che giunto in America si innamorò della principessa Pocahontas?
Ma io dove sono? Cazzo! Sono passate quindici righe; come sempre sono in ritardo!
Una decina di minuti dopo che Johnny era lì arrivai anche io.
- Ciao Johnny! Scusami per il ritardo.
- Figurati, sono dieci anni che arrivi in ritardo, te lo pago lo stesso il gelato sta tranquillo.
- Oggi tocca a me.
- Come preferisci tesoruccio, dimmi un po?? come vanno le cose?
- Molto bene, ho incominciato a scrivere un nuovo romanzo.
- Ottimo! Come sconvolgerai questa volta i lettori del mondo? Di cosa parlerai? Chi è il poveretto che si sveglierà e berrà il caffè che ha sul comodino dimenticando che la sera prima era venuto in bocca alla sua donna e che questa aveva sputato lo sperma proprio nella tazzina di caffè?
- Questa volta parlerò di te.
- Ah si?
Cacciai il mio moleskine dal taschino e ricominciai a parlare pronto ad annotare tutto il necessario per ricamarci su in seguito.
- Cosa hai fatto ieri caro?
- Sono stato con Fede, a casa sua, ci siamo fatti una canna, abbiamo guardato gli uragani su youtube, abbiamo fatto l??amore ascoltando the piper at the gates of dawn, le solite cose insomma?



#2 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 08 luglio 2008 - 19:00

Quanto è lungo il racconto?? E' postabile nel topic?

-     E se si spegnesse il sole?
-   La canna è pronta.


asd Come risolvere i problemi esistenziali  asd

L'unica cosa che non mi quadra è: esistono ragazze che conoscono Piper????
E poi Barrett con due t..
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#3 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 09 luglio 2008 - 12:15

Caro Angel, perdonameli gli errori di battitura... asd asd asd
Sai alla fine non sono uno scrittore e mi scoccio sia di correggere e scrivo sempre quando torno a casa dopo notti strafatte...Lo so è preoccupante...
Comunque non so se è postabile ma comunque nn credo sia il luogo adatto, gli intenti di questo 3ed sono altri...

#4 Hybris

Hybris

    Groupie

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Inviato 10 luglio 2008 - 02:52

Per la musica, suono in un gruppo in cui facciamo contaminazioni hardcore/sperimentale/metal, ci chiamiamo reveries e qualche scarsa anteprima di ciò che facciamo la trovate sul nostro myspace: www.myspace.com/reveriesband
purtroppo dei brani nuovi abbiamo solo una registrazione fatta in un giorno da un produttore piuttosto scarso di The Emperor of Atlantis; l'anno scorso abbiamo registrato un demoEP di 8 pezzi che abbiamo scritto nel nostro primo anno di vita e sono sensibilmente più 'metal' di quanto non siano i nostri nuovi pezzi (che sentiamo anche molto più nostri).

Attualmente sto anche raccogliendo idee e materiale per un disco solista più sul tipo soundscape-avantgarde-improvvisazione, che dovrebbe anche avere un cinque/sei collaboratori tra amici musicisti e altra gente simpatica ;) appena avrò materiale ascoltabile o altre notizie vi farò sapere.


Sul versante arti visuali, ho cominciato a disegnare prima di leggere e scrivere, ma non mi sono mai istruito in senso accademico. Mi piace sia fotomanipolare che disegnare a inchiostro o con colori, ho un account deviantart su cui ho inserito alcuni lavori digitali ma per ora quasi nessun lavoro 'reale'. L'indirizzo è http://hybri5.deviantart.com

Faccio anche foto, ma poco. Dato che non ho soldi da spendere per una reflex o comunque una digitale decente, mi sono orientato sul reparto analogico e ho comprato una Lomography Fisheye 2 con cui ho fatto tra l'altro le foto agli Isis e agli Oxbow. Alcune foto (quasi tutte) stanno già su deviantart, altre sono anche su flickr http://www.flickr.com/photos/hybri5/


Per la scrittura: sono in fase raccoglimento materiali. In questo campo sono più istintivo, ma meno ferrato. Ultimamente mi escono solo noiosità assortite.
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#5 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 10 luglio 2008 - 16:13

Oramai da un anno e mezzo mi atteggio da poeta e scrittore.
I miei scritti (poesie, racconti, recensioni e tutto quanto) lo trovate qui.
<a href=http://deadpoetpaloz.blogspot.com> DeadPoetPaloz </a>
(lo trovavate anche nella mia firma, ma lì nessuno ci guarda mai ;))

Vi propongo anche qualcosa in diretta.


Iris

E?? uno di quei giorni in cui piove e non piove. Piove sì, ma anche no.
E?? un giorno dove non sai più distinguere le gocce di pioggia dallo sporco della finestra. E a seconda di quel che pensi, il tuo modo di percepire le cose cambia. Se vedi la pioggia è perché la vuoi vedere, non perché c??è davvero. Le tue pupille sono condizionate dal tuo stato momentaneo, schiave di onde cerebrali nubiformi.
Così Andrea, steso a testa in giù sul letto, guarda il cielo, che capovolto si confonde con la terra. E?? un??enorme distesa bianca, di cui riesce a scorgere solo un pezzettino, quel poco che gli basta per immaginarsi il resto. Da lì non può vedere se piove o no, vede. La gravità attira i suoi capelli verso il pavimento, sino quasi a sfiorarlo. Ha sempre amato la neve, perché quando ricopriva i campi sembrava non volesse finire mai. E forse era davvero così, ma la sua vista non avrebbe potuto discernere l??una o l??altra ipotesi. Desiderava un giorno di trovare sgombra la terra, appianata e spogliata di ogni cosa; e poi guardare così lontano da potersi rivedere, puntare l??occhio sulla sola cosa che mai avrebbe potuto scorgere. Un volgare specchio poteva solo restituirgli un??altrettanto volgare parodia di sé; Andrea non ha bisogno di spiegazioni, vuole solo vedere le cose come sono. Ed ogni cosa, di rimando, sembra soltanto quello che non è realmente.
Allora quella non è pioggia. Sembra pioggia. E non lo è.
La gente dice che è un ragazzo semplice, e forse non sbaglia di molto: ma ciò che mai potranno comprendere è quello che Andrea vorrebbe essere. Tutti si accontentano delle apparenze, ne sono lusingati, ci navigano dentro; se guardano un bambino nato da poco, dicono: "Sembra un angelo", e nel loro cuore piangono al pensare che, figlio di una generazione feroce, non lo sarà mai. Un bambino, solo un bambino.
Andrea non è un bambino, ma lì steso in fondo al letto, a testa in giù, anche lui lo sembra. E non lo è.
Solo che oramai nessuno è più capace di sognare, è preferibile vedere a modo proprio le cose, inventare se necessario. Ma il sogno non esiste più. Nemmeno quando dormiamo: il nostro riposo è pervaso d??ombra, e se qualcosa appare ?? un??immagine recondita, conservata faticosamente ?? è solo uno squarcio di realtà, di solita grigia realtà, passata o presente, ma sempre quella. Siamo noi quelli cambiati. E tanto.
Chi può fornirti un sogno? C??è ancora qualcuno che riesca a provocarti una fuggevole, invisibile lacrima? Andrea qualcuno ce l??ha, e tempo fa gli aveva detto:

- Non abbandonarmi.
- No.
- Mi ami?
- Sì. Ti amo.
- E se non ci fossi?
- ?
- Se me ne andassi, moriresti?
- Sì.
- Ti uccideresti?
- No. Ma morirei.
- ?
- ?
- Ti prego, non lasciarmi.
- ?
- Ti prego.

Mai. Mai avrebbe spento quella luce viva, la luce iridescente dei suoi occhi eterei. Mai ne aveva visti di così belli.
Ora anche i suoi occhi, illuminati dal cielo bianco, sembrano vivi. E non lo sono.


  • 1

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#6 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 10 luglio 2008 - 21:13

Bella Paloz, mi piace. Molto limpido.
Intanto accontento Angel postando il seguito di F5.

F2
Tornò subito a casa dopo il lavoro e  notò che nella cassetta delle lettere vi era qualcosa di diverso dalla solita spazzatura pubblicitaria. Svuotata la cassetta salì fino al decimo piano dove è situato il suo attico.
Prima di aprire la busta bianca che aveva tra le mani, Johnny, osservò la pregiata fattura della carta, probabilmente era stata prodotta in una di quelle rinomate cartiere fiorentine che si trovano nei pressi di Santa Maria del Fiore, si soffermò poi, con particolare attenzione, alla sigla ivi incisa: QCNTPA. Non aveva mai ne letto ne udito quella sigla da nessuna parte. Si spostò nel suo studiolo e raggiunta la scrivania impugnò il manico d??ebano del suo lussuoso e fedele tagliacarte, aprì la busta e ne tirò fuori il contenuto. Era un misero foglio, di carta diversa da quella della busta sia per la fattura che per la qualità, vi era scritto: Egregio Mr Smith è invitato a prendere parte ad una ??festa? che si terrà domani sera presso Villa D??Ombra può portare con se una persona, del sesso che preferisce e dell??età che vuole, l??unico requisito imprescindibile del quale deve tener conto al momento della scelta  è l?? idoneità  del suo invitato all??occasione. Il messaggio era firmato così: Quelli Che Nonostante Tutto Pensano Ancora.
Non poche perplessità assalirono John dopo la lettura, il posto lo conosceva, non valeva lo stesso per i mittenti del messaggio. La cosa che più lo spiazzò era la scarsa precisione riguardante i criteri da utilizzare per la scelta dell??eventuale accompagnatore o accompagnatrice.
Fu così che mi telefonò. Nulla più che me gli ispira incertezza ed imprecisione. Inoltre, in fondo, Johnny  sa che (anche se ho venduto i diritti per girare un film spudoratamente commerciale basato su uno dei miei racconti più infantili solo per comprare la  prima Porsche della mia collezione), nonostante tutto so ancora pensare.
Solo dopo aver accettato l??invito mi chiesi perché avesse scelto me e non la sua Fede dato che la cosa che più le piace di lei, oltre al culo, è proprio la sua strampalata riflessività fuori da ogni luogo e da ogni tempo. Forse temeva che quelli che nonostante tutto pensano ancora avrebbero pensato, bene, anche di sbattersela; a sentirlo gli importava poco della sua bella ma in realtà, come vi dicevo, forse l??ama.
Estratta dal garage la mia 550 Maranello, rigorosamente nera, come tutte le mie auto del resto, passai a prendere Mr Smith. A proposito vi siete accorti che chiamandolo Mr Smith ha lo stesso nome del cattivissimo agente di Matrix esperto di arti marziali e vestito Dolce e Gabbana?
Lo spazio che separa la mia dimora da quella di Mr Omonimia, a questo punto siete in grado ci capire perché scherzosamente spesso lo chiamo in questa maniera, è molto breve, nonostante ciò durante il percorso pensai tanto. Pensai al film che mi aveva reso ricco; la trama del mio racconto in questione è davvero tremenda, del resto all??epoca mi nutrivo di Tarantino e invece che Camus leggevo Rolling Stones. Un donnaiolo di quelli che scopano più di quanto mangiano viene rapito da un manipolo di donne costituito da quelle più vendicative tra la schiera di quelle che aveva sedotto e poi abbandonato dopo uno o due coiti giunti in loro compagnia. Queste insieme a un equipe di medici narcotizzano l??uomo, ne cambiano il sesso rendendolo un transgender completo e poi svaniscono nel nulla. Il donnaiolo si desta scopre di non avere più l??uccello e decide di vendicarsi. Quanto è facile diventare ricchi oggi? Tanto.
Imbarcato Johnny sulla mia Ferrari ci dirigemmo verso Villa D??Ombra, ma solo dopo due soste dedicate al Mojito. Che Ernest non era bravo solamente a scrivere dovreste saperlo tutti.
Arrivati al luogo della convention pensante parcheggiammo la 550 in una fila di auto altrettanto costose e dai motori altrettanto imponenti. All??entrata della villa un elegante ed incappucciato usciere ci chiese con elegante e formale cortesia di indossare dei cappucci rossi come il suo. Ce ne porse un paio e noi li indossammo con non poco scetticismo. Raggiunto il salone, ampio come ricordavamo dai vari party per giovani rampanti li svoltisi ai quali avevamo partecipato, ci sembrò di essere in Eyes Wide Shut. Il vociare di uomini e donne era intenso e si fondeva magicamente alla musica classica, erano tutti elegantissimi e incappucciati come noi, parlavano di pensieri e di soluzioni, altri scopavano sui divani in pelle rossa.
- Ho fatto bene a scegliere te e non Fede.
- Condivido pienamente.
- Andiamocene, se questi pensavano sul serio l??avrebbero capito che le confraternite Shnitzleriane e le varie Opus Dei non hanno mai risolto un cazzo.
Ce ne andammo.
In auto Johnny diventò improvvisamente loquace.
- Come sta andando il tuo romanzo su di me?
- Non è più un romanzo, è un racconto.
- Perché?
- La formula racconto ti si addice di più, i racconti sono come te: secchi, precisi, di poche parole.


F3
    -    Questa musica è il rumore dei nostri pensieri.
          E noi non siamo veri,
          siamo neri, fatti d??ombre,
          siamo alberi che si baciano
          e le nostre foglie bocche.
Non so perché lasciai scappare queste parole dalla mia bocca e non so a chi pensavo pronunciandole, ma non appena cessai di parlare Brad aggiunse del suo.
- Sono malato in un mondo (mal)sano. Non voglio guarire.
A chi di voi non lo conosce di persona suonerà strano che Brad Pitt si lasci a dichiarazioni di questo genere ma per me che sono suo amico udire quelle parole non fu nulla di anomalo. Proseguì.
    -      Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo.
Incredibile ma vero anche queste parole sono di Brad. A proposito, Brad è l??attore protagonista del film di cui prima vi accennavo; l??ho conosciuto così.
Dopo un paio di Campari sorseggiati in sua compagnia contemplando il Lazzaretto a Bergamo, salutato Pitt con un abbraccio fraterno e bagnato, imbracciai il volante della mia Lotus e mi diressi verso casa nonostante non ci fosse, in me, voglia di tornare. Sfrecciavo per la A1 e ascoltando Vivaldi tergiversando in uno stato d??animo molto simile al suo autunno. Pensavo alle mie parole e a quelle di Brad. Faceva caldo, anche correndo. L??afa asciugava tutto. Solo il sudore poteva sopravvivere a quei giorni, non di certo noi, che tra le gocce pensiamo, siano esse di rugiada o di qualche insensato umore.
Come avrete notato, nei giorni nei quali la narrazione si protrae, non succede nulla. Nessun uragano, se non quelli fatti di pixel, si schianta su nessuna città e nessun kamikaze si fa esplodere nel mio salotto ne in quello di Johnny. Allora perché ho titolato F5? Che cazzo ne so.
Urgeva una scopata. Presi il telefono.
- Emy sei in casa?
- Si.
- Prepara una frittata che sto arrivando.
E invece non arrivai. Accadde qualcosa. Tutto s??annuvolò in pochi secondi. Il vento scuoteva ogni cosa e la pioggia, in egual maniera, bagnava. Le foglie, i prati, la vista, le strisce bianche, gli specchietti retrovisori, i pensieri, me da bambino che volevo bene ai giocattoli da bancarella piuttosto che a quelli griffati e che li accudivo come se fossero stati sfortunati a non avere una marca e una pubblicità tutta loro.
Scesi dalla Lotus affinché pioggia e vento potessero bagnare e scuotere anche me.
Finalmente fradicio di natura, quando acqua e aria smisero di infuriare, tornai a casa, a piedi, ci misi ore, percorrendo la corsia d??emergenza dell??umana A1.
L??aria era fresca, piacevole. A Milano invece, nell??appartamento di Fede faceva caldo, come sempre in quei giorni, e come sempre in quei giorni lei e Mr Smith, tra uno tsunami e l??altro, scopavano ancora.



F4
Mangiai poco nei tre giorni che seguirono la tempesta, uscii poco di casa e partecipai in maniera estremamente svogliata ai miei improrogabili appuntamenti mondani.
Alle dodici e quindici mentre uno dei canali satellitari di mtv passava Save a Prayer Johnny mi telefonò preoccupato.
- Corri qui, sono casa di Fede, vuole togliersi la vita.
- Chi vuole togliersi la vita?
- Federica.
- Cosa?
- Sbrigati.
La Lotus l??avevo lasciata, abbandonata a se stessa, sulla A1; la 550 Maranello quella mattina mi era particolarmente antipatica; lo stesso valeva per ognuna delle mie lussuose autovetture. Fu così che presi l??autobus e raggiunsi piazza Crocetta.
Sentivo che il racconto su Mr Smith era quasi finito.
Il portone del palazzo era aperto, salii di corsa le scale che erano le tredici. Non appena bussai alla porta John corse ad aprirmi.
- ? ancora viva?
- Certo che si. Ti sembra che possa lasciarglielo fare?
- Perché no? Sai ieri ha piovuto forte sulla A1 ed forse posso capirla.
- Sei fuori amico.
- Sei tu quello fuori Johnny. Dov??è?
- Nella sua camera.
Le persiane della camera di sede erano serrate, del sole in quella camera entrava solo il calore, non la luce, lei era sul letto e un proiettore sbatteva con veemenza su una parete bianca le immagini di un F4 che senza ritegno inghiottiva case, bambini e donne. Non c??era musica né rumore. La prima cosa che pensai fu: ??perché una giovane e brillante assistente universitaria alla quale a breve sarà conferita una cattedra di letteratura si riduce così??. Era palese, guardandole gli occhi, che era andata oltre i soliti spinelli al che le chiesi di darmene un po??, senza sapere cosa le stessi chiedendo.
Inghiottii la mia dose di acido lisergico, diluito in acqua, senza esitare e ne preparai una per Johnny.
Ci stendemmo tutti sul letto rivolti verso l??uragano.
Sudavamo e le lenzuola lentamente si ungevano di noi. Il buio era così pesto che le nostre viste non potevano far altro che dedicarsi all??F4.
L??F4 girava, girava, girava, su se stesso, intorno alle case, girava, girava. Ingoiava tutte le cose poste sul suo imprevedibile tragitto. Per un attimo sperai che si scollasse dal suo muro e inghiottisse anche noi e il nostro letto.
Nessuno di noi fiatava. Solo dopo 2 ore, per quanto l??alterazione sensoriale da acido lisergico me lo permettesse, riuscii a discernere che non era solo sudore quello che bagnava le lenzuola e che mi umettava la schiena. Senza fiatare e senza che ce ne accorgessimo Fede si era tagliata la vene dei polsi. Mi voltai verso di lei che spirando mi parlò sottovoce.
- Non succede mai nulla, ma stiamo male lo stesso.
Chiuse gli occhi.
Guardando con noi la furia di quel tifone, Johnny, da buon pensatore che è, aveva capito perché Fede si era tolta la vita, e nonostante che probabilmente quella che aveva perso la vita era la donna che lui amava, non vi furono scene disperate; solo lievi brividi di sgomento nel pulirci le schiene madide di sangue.
Johnny imbracciò la sua telecaster verde schiuma.
- Il mio racconto a che punto è?
- Credo che ormai sia riduttivo chiamarlo ??il tuo racconto?, ma in ogni caso è finito.
Il buio non gli permetteva di vedere ne la sua mano ne la sua chitarra, ma lui suonava ugualmente, io spensi il proiettore e ascoltai con avidità il freddo di quegli accordi, bui come il buio, gelidi come un ghiacciaio. Ci voleva proprio un po?? di fresco.

Ora manca solo la conclusione.

#7 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 11 luglio 2008 - 11:32

F5
I tornado, o trombe d??aria, sono violenti vortici d??aria che si originano alla base di un cumulonembo e giungono a toccare il suolo. I tornado sono associati quasi sempre a temporali molto violenti, possono percorrere centinaia di chilometri e generare venti di 500 km/h. I tornado sono fenomeni meteorologici altamente distruttivi, nell??area mediterranea rappresentano il fenomeno più violento verificabile.
La distruttività di un tornado si calcola in base alla sua durata, velocità e intensità dei venti. I Tornado più distruttivi vengono generati dalle supercelle, cumulonembi mesociclonici di enorme intensità che si sviluppano tipicamente in determinate zone geografiche (in particolare in alcune zone degli Stati Uniti), dove le condizioni atmosferiche sono così intense (elevato windshare, forti correnti a getto in quota, grande differenza di valori igrometrici tra suolo e quota e contrasto termico elevato tra masse d??aria coinvolte) da generare tempeste di estrema potenza. Un tornado mediamente dura dai 5 ai 15 minuti, ma in alcuni casi, in relazione alla sua intensità, può arrivare a durare anche più di un??ora. I suoi spostamenti oscillano tra una velocità spesso non costante compresa tra 30 e 100 km/h. La classificazione dei tornado avviene in base alla rilevazione empirica dei danni causati secondo la Scala Fujita, dal nome del professore dell??Università di Chicago che l??ha ideata nel 1971. Come per i terremoti con la Scala Mercalli la suddivisione avviene per gradi di distruttività del fenomeno:
F1 MODERATO 117-180 Km/h
F2 SIGNIFICATIVO 181-253 Km/h
F3 FORTE 254-332 Km/h
F4 DEVASTANTE 333-419 Km/h
F5 INCREDIBILE 420-512 Km/h
Ma a volte basta solo un apatico soffio a distruggere e noi, uomini, animali che fumano e costruiscono palazzi, soffiamo molto spesso.



#8 Guest_Incidente_*

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Inviato 19 luglio 2008 - 08:54

Questa la posto ispirato dal 3ed sulle poesie e la giovinezza.
L'ho scritta che ero piccolo e idiota.

Notte fonda;la luna piena è alta nel cielo,
sole con lei le stelle più forti,
emergono dal buio fatto di ombra e nuvole.
Tutto nella norma,
Solo una stranezza:
la luna è viola.
Ed io, triste la osservo.
Sono un ragazzo;
solo una stranezza:
ho la coda?

Non vi preoccupate,
il mondo non sta cambiando?( purtroppo )?
Semplicemente sono io a descriverlo,
non voglio parlarvi della realtà,
mi basta doverla vivere?


Per queste invece vale lo stesso discorso ma oltre che piccolo e idiota ero anche innamorato (da notare anche le K al posto delle C e il tipico stile sms):

Fatina dalle ali di zucchero
dolcemente sdraiata,
sull' alto lampione
che con le sue forme tiepide
con le sue luci morbide,
ha dato a sti tristi momenti
qualcosa da sognare,
qualcosa piu' bella del sole,
forse il sole stesso
ma riflesso
sul fondo
dei tuoi dolci e quasi neri okkioni.


Ma è qui che mi supero, componendo su questa pseudo poesia anche un riff punk...

Quando cammino con te
affianco a me
vorrei ke

un auto da un vicolo sbucasse
e per non sfiorarti
a me sotto buttasse.

Quando cammino con te
di fianco a me
vorrei ke

un assassino impazzito
ti punti con un dito,
alzi la pistola
per spararti un colpo alla gola,
ke parta il proiettile
e ke io lo afferri abile,
col cuore
per dimostrarti
il mio amore............................



#9 Guest_spoon81_*

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Inviato 19 luglio 2008 - 11:21

ho letto il racconto e penso che ci siano dentro un paio di buone idee, ti dico invece cosa non ho gradito, premettendo che della trama di un racconto me ne frega assai poco, in quanto preferisco concentrarmi sul modo di raccontare i fatti e sulla qualità della scrittura..... allora critiche: il troppo citazionismo, a volte un po infantile e alcuni espedienti sensazionalistici-fighetti tipo il sottolineare spesso l'opulenza del personaggio, la marca delle sue automobili, o il cognome dei suoi compagni di serate (sicuramente questo ti sarà servito per inquadrare l'ambiente in cui vive il tipo, ma secondo me in una forma più estesa avresti potuto ottenere il medesimo risultato in modo più elegante, magari focalizzandoti sul comportamento o sulle modalità della sua psicologia), infine potresti moderare i tuoi interventi diretti al lettore e riservarli solo ad alcuni momenti particolari della storia ad esempio il suicidio di fede.

P.S. mi è piaciuto molto il riferimento ad Hemingway e alla sua passione per l'alcool, per me il più grande romanziere mai eseistito 

#10 Guest_Incidente_*

Guest_Incidente_*
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Inviato 19 luglio 2008 - 11:34

Caro Spoon, ti voglio fare un paio di domande, perchè ho gradito davvero assai i tuoi consigli. Sai non ho assolutamente le pretese di essere considerato uno scrittore, più che altro ho l'hobby della scrittura. Forse più che un hobby è un sogno, ma sicuramente non ho le capacità perchè si avveri, quindi meglio che rimanga un hobby. Comunque mi ha fatto tanto piacere il tuo interessamento tanto che, al fine di migliorare il mio piccolo scritto, voglio farti un paio di domande su cose che non ho ben capito.Prima di tutto, siccome (alla faccia del narratore omniscente) non ho ben capito chi è il protagonista del racconto; ti riferisci al narratore quando parli di opulenza del personaggio o a jonny?
Quando parli di moderare i miei interventi ti riferisci a quelli prettamnte miei o a quelli di me "personaggio della vicenda"?

P.S. Credo che si sia capito che di Hemingway adoro tutto anche io.

#11 Guest_spoon81_*

Guest_spoon81_*
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Inviato 19 luglio 2008 - 12:45

per quanto riguarda la prima domanda io mi riferisco al narratore, che poi è anche quello che parla in prima persona, anzi è proprio questo che mi è piaciuto della tua forma narrativa il fatto che cominci il racconto in terza persona, e poi all'improvviso il narratore parla in prima presona e diviene parte della storia come uno dei personaggi.
venendo agli interventi che ho definito "diretti" per me sono le riflessioni che il tuo personaggio/narratore fa direttamente al lettore (del tipo avete notato che....inoltre se parli in prima persona al lettore non è dato distinguere il te srittore da te personaggio della vicenda, quindi sono la stessa cosa), potresti utilizzare questo strumento, all'improvviso in modo da accentuarne l'effetto, per approfondire ad esempio l'episodio del suicidio

P.S. comq non è vero che non hai le capacità, ci sono centinaia di scrittori, ultramiliardari, che scrivono come scolaretti delle elementari pensando di compensare essendo prolissi vedi Stephen King o certo Grisham; anche io ho la passione della scrittura (e anni fa anche della poesia), credo che sia un'arte tra le più nobili è tra le più difficili in assoluto perche infinite sono le possibilità che ha lo scrittore sia nelle tematiche sia nello stile, purtroppo si tratta di una passione incompiuta perchè non ho mai tempo e quindi mi rimangono solo bozze ed idee appena accennate e mai del tutto realizzate.

#12 paloz

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Inviato 19 luglio 2008 - 13:03

Visto che era stato proposto di postare le nostre poesie scritte nell'infanzia, io invece (non avendone) posto una mia poesia chiamata appunto:


Infanzia


Vivevi in un paese incantato,
estraneo al caotico
giorno del mondo.
I tuoi occhi erano l??innocenza,
la tua bocca l??ingenuità,
le tue membra la purezza.

Ti dondolavi sull??esile
altalena dell??infanzia,
presto destinata a
fermare la sua corsa.

Mestamente ricordi
quando l??ultima bambola
fuggì dalle tue mani
e prese posto nella memoria.

Il vento ti rubò
quella candida scintilla
che racchiude i sogni
dei fiori mentre
abbandonano i loro petali.



  • 0

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#13 Guest_Incidente_*

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Inviato 19 luglio 2008 - 13:20

Paloz: Vivevi in un paese incantato,
estraneo al caotico
giorno del mondo.

Bella, bravo.

#14 Guest_Incidente_*

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Inviato 19 luglio 2008 - 13:34

Per Spoon.
Grazie per aver risposto alle mie domande e sucsami se ti horubato del tempo. Come sempre consigli e apprezzamenti sono stati più che graditi.

P.S. Hai citato gente che bene o male sa scrivere come King e Grisham (dei quali ho anche apprezzato qualcosina, ma proprio qualcosina, una ntecchj come si dice a Napoli). Purtroppo ai primi posti delle classifiche gente come Proust non c'è mai arrivata, Federico Moccia si però... asd asd asd

#15 Greed

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Inviato 19 luglio 2008 - 19:18

Purtroppo ai primi posti delle classifiche gente come Proust non c'è mai arrivata, Federico Moccia si però... asd asd asd


Se ci fosse arrivata, avrebbero detto che Proust è "mainstream"  asd

Paloz mi piace la tua poesia...mi rende nostalgico (come al solito, sia inteso XD)
  • 0

#16 Guest_Incidente_*

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Inviato 26 luglio 2008 - 13:54

Questo è un estratto del mio nuovo racconto:
Anna e Adriano fecero l??amore sul prato, a villa Ada, nascosti da una siepe. I loro dolci gemiti erano accompagnati dal fischiettio dei pettirossi e le foglie degli alberi, scosse dalla brezza primaverile, ansimavano con loro.
Su quel prato.
Vicino al fiumiciattolo.
Sotto le foglie fruscianti.
Tra le cosce di Annalisa.
Adriano perse inspiegabilmente la vita.
La diagnosi dei medici: arresto cardiaco.


#17 Jules

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Inviato 26 luglio 2008 - 14:37

Molto scadente non c'è che dire.
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#18 Guest_Incidente_*

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Inviato 26 luglio 2008 - 19:36

Che bello, Jules che boccia i miei primi nove righi alla Moccia.

#19 Greed

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Inviato 26 luglio 2008 - 21:44

Questo è un estratto del mio nuovo racconto:
Anna e Adriano fecero l??amore sul prato, a villa Ada, nascosti da una siepe. I loro dolci gemiti erano accompagnati dal fischiettio dei pettirossi e le foglie degli alberi, scosse dalla brezza primaverile, ansimavano con loro.
Su quel prato.
Vicino al fiumiciattolo.
Sotto le foglie fruscianti.
Tra le cosce di Annalisa.
Adriano perse inspiegabilmente la vita.
La diagnosi dei medici: arresto cardiaco.


Non ci trovo un senso...d'altra parte è solo un estratto.
Però mi ha ricordato solo quella canzone di De Andrè in cui il malato di cuore ama la prima volta, e l'emozione è così forte che lui muore. ;)

Per quanto riguarda F5 sono più o meno d'accordo con spoon, e mi è piaciuto molto il finale (proprio l'ultima frase) che segue il "documentario sui tornado".
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#20 Guest_Incidente_*

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Inviato 29 settembre 2008 - 08:50

Wa guardate cosa ho trovato in un blog di un ragazzetto. é mooolto simpatica questa storiella. Io personalmente mi sono scassato di risate.
14 maggio
una storia molto roll e anche un pò rock.....
AVVERTENZE: per comprendere pienamente questa storia bisogna avere una minima conoscenza dell'inglese, una discreta conoscenza della storia della musica rock(ed altri generi), un buon senso dell'umorismo e un pò di pazienza........buona lettura e buon divertiemnto!


Un bambino accompagnò la sua mamma a fare la spesa in un supermercato. Riempite le buste come si riempe la pancia di uno che ha litigato con la bilancia quando mangia, la mamma si fiondò in macchina, accese il motore e fuggì via guardando l'orario. Se fosse arrivata in ritardo alla lezione di yoga, l'istuttore l'avrebbe sgridata e avrebbe urlato al punto da dovere poi chiedere un prestito di saliva e nuove corde vocali(altro che pace interiore!). Sfortunatamente per guardare le lancette non si accorse della picola mano che sbatteva sul vetro del finestrino e risoluta partì sgommando. Il bambino era rimasto lì, solo, con due pensieri che gli ronzavano in testa: se al supermercato si vendessero mamme migliori e cosa avrebbe fatto ora. Con aria più scocciata che impaurita, con la voglia di un ragazzo che deve andare a scuola e abbandonare il suo miglior amico di piume e seta, iniziò a camminare. Entrò in un paese, attirava molto dato che pur senza rumori le orecchie erano come stregate da suoni silenziosi. L'aria era fatta di musica. Il bambino si avvicinò a un signore con i capelli lunghi, un pò rossicci e una rosa tatuata sul braccio chiedendo quale posto fosse. "You know where you are? You're in the jungle baby! You gonna die! " -rispose il signore e il bambino si allontanò da lui piangendo mentre il signore iniziò a dire "Don't cry baaaabe". Il bambino, ancora spaventato dall'accoglienza del signore con la rosa, entrò in un bar chiedendo se ci fosse qualcosa da mangiare. Il barman con un ciuffo di capelli tanto pieni di gel che era difficile distinguere se fosse di più il gel o i capelli del ciuffo iniziò a dire "Wop-bop-a-loom-a-boom-bam-boom tutti frutti au rutti tutti frutti au rutti" senza nemmeno mostrare un menù. Non aveva neppure smesso di parlare lo starno barman che il bambino uscì di corsa da quel bar pensando che al barista o mancava qualche rotella o aveva problemi di lingua. Continuando a camminare incorciò un signore tutto nero che in primo momento scambiò per una donna. Non appena il sigore aprì bocca e iniziò a parlare il bambino ebbe ancora più dubbi se fosse un signore o una signora. "Do you want my special k???" disse la signora che tentava di sembre un signore (questa era la conclusione a cui era giunto il bambino) "it's enough for every me and every you". Ma il bambino non si fermò e continuò ad avanzare come un cavallo con il paraochhi. Un uomo attirò comunque l'attenzione del bambino. I capelli bioni davanti agli occhi, pantaloni strappati e una pistola in bocca sono elementi che non ti fanno passare inosservati. "Rape me, rape me" gridò al bambino con la pistola puntata alla guancia. Il bambino si stava allontandando velocemente quando sentì ancora l'uomo che, paragonato ad un maiale che vede la brace, il maiale è di certo più felice (questo pensò il bambino), gridò "you know you're right! I'm wrong!. BAM! Il suo cervello era così spalmato sul muro che l'intera parete sembrava una fetta di pane con marmellata all'amarena. Intanto si avvicinò al bambino uno zingaro (o almeno così sembrava) che chiese se aveva delle mentine per la voce dei suoi compagni e del fumo che le ceneri di suo padre erano finite. Il bambino si ritrasse inorridito, era pure un vecchio, quei polmoni a stento inspiravano aria. Il bambino ormai credeva di essere nel paese degli svitati (la scatola di meccano non aveva fornito tutti i pezzi), conferma avvalorata dal fatto che quando chiese a un gruppo di capelloni, uno biondo rispose " there is a stairway to heaven" alla domanda del bambino se si poteva mai uscire da quel posto. Non era nemmeno riuscito a capire se il nome del paese dove era finito fosse veramente "Californication" perchè a un gruppo di persone alle quali era stata posta la domanda rispondevano solo con quela parola (forse l'unica parola che conoscevano). Il bambino non sapeva più cosa fare, cosa chiedere, a quali persone avvicinarsi. Di certo non al tipo truccato di bianco e nero in faccia e con una lingua che se l'avrebbe vista un iguana si sarebbe vergognata della sua. Non appena scorse dei tipi tutti rosa, vedendoli più raccomandabili dell'iguana umana o di un tizio con gli occhi storti di cui uno mezzo chiuso, che mentre parlava sembrava lamentarsi per poi agitarsi come un epilettico, si avvicinò e chiese se poteva andarsene da quel posto. Essi risposero indicando a malincuore un muro "But we wish you were here! " e cominciarono a contare i soldi che avevo sul tavolo gridando, con la stessa voce di zio Paperone, "Money!"  Il bambino vide che il muro circondava tutta la città e non vi erano porte. Tutto cominciò a diventare confuso, una voce gridava il suo nome. Poi riaprì gli occhi vide sua mamma. "Vuoi dormire tutto il giorno, Eddy? Non dovevi accompagnarmi a fare la spesa? Altrimenti niente lezione di chitarra!...................

mi auguro che vi sia piaciuta e complimenti per averla letta tutta(se l'avete letta tutta)......spero di essere riuscito nell'intento di far comparire un sorriso sulle vostre bocche per qualche attimo........

é firmata da questo tale Venom/the Joker




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