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Kim Ki-Duk, Park Chan-Wook e il nuovo cinema coreano


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111 replies to this topic

#1 Claudio

Claudio

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Inviato 23 luglio 2006 - 23:04

Sarà forse uno dei migliori registi in circolazione? Di sicuro uno dei più affascinanti e controversi. "Ferro 3", "Primavera, autunno, inverno... e ancora primavera" e "La Samaritana" sono gli acuti di una filmografia che spiazza per la capacità pittorica, per l'abilità nel narrare il dolore sottotraccia, i moti dell'animo, il senso del destino ineluttabile che tanta parte ha nelle culture orientali.

Credo che meriti un approfondimento, magari partendo dalla chiosa della recensione di "Cinemania" su "La Samaritana", che mi sembra pienamente condivisibile: "Kim Ki-Duk continua ad osservare il rapporto umano sconvolto dalla mano fatale e, ricreando la tensione pittorica del miglior Kitano, si riconferma oggi tra i maggiori registi in attività perché capace di partorire il proprio universo: un mondo d??amore infinito e violenza irraccontabile, tutto secondo Natura".

p.s. Sembra anche a voi che "La Samaritana" sia un film misogino? E' il timore che esprimeva lo stesso regista in un'intervista presente nel backstage del Dvd...
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#2 Gika

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Inviato 23 luglio 2006 - 23:28

non so se La samaritana sia misogino (almeno non mi sembra, o non eccessivamente), ma d'altronde m'interessa poco quando è un capolavoro assoluto in ogni campo (specialmente la fotografia è una delle più suggestive che abbia mai visto: l'inquadratura dall'alto dell'auto che cerca di raggiungere la strada dalla ghiaia vicino al torrente nella scena finale è quella che ricordo e apprezzo di più).
per me è il suo film migliore, dopo forse l'inedito in Italia Bad Guy.

(a proposito di questo, nonostante in Italia siano arrivati solo cinque film, Kim vanta una filmografia di dodici lungometraggi - e non ce n'è neanche uno che non sia, a suo modo, davvero bello. l'unico che non mi ha soddisfatto pienamente è L'arco, ma cambiando il finale sarebbe stato una piccola gemma.)

intanto sta per uscire il nuovo Time (qui il trailer), che promette piuttosto bene.

P.S. nel panorama coreano c'è anche Park Chan-Wook, che trovo sia piuttosto simile, anche se meno votato al minimalismo (vocale e visivo). provate Sympathy For Mr. Vengeance (da noi solo in DVD, Mr. Vendetta) e poi il resto della sua trilogia.
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#3 Claudio

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Inviato 23 luglio 2006 - 23:34

P.S. nel panorama coreano c'è anche Park Chan-Wook, che trovo sia piuttosto simile, anche se meno votato al minimalismo (vocale e visivo). provate Sympathy For Mr. Vengeance (da noi solo in DVD, Mr. Vendetta) e poi il resto della sua trilogia.


...e autore soprattutto di "Old Boy", uno dei migliori film che mi sia capitato di vedere recentemente.
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#4 Gika

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Inviato 24 luglio 2006 - 00:57

..nonché di Lady Vendetta, terza parte della trilogia :)
perdonami, andavo di fretta e non li ho citati singolarmente, anche se meritano moltissimo tutti e tre.
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#5 Guest_Glory days_*

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Inviato 24 luglio 2006 - 08:12

...io ho visto diversi film di Kim Ki-Duk e lo ritengo un grande regista. Al di là delle soluzioni tecniche (inquadrature, fotografia, montaggio...) credo che i suoi film abbiano tutti un forte contenuto, poetico e profondo.
Più che il trittico Primavera, estate, autunno..., La Samaritana e Ferro 3 (comunque molto belli) preferisco le opere precedenti, ad esempio L'isola (uno dei film più belli e inquietanti che abbia mai visto) e Indirizzo sconosciuto altro capolavoro oscuro e disperato ambientato nella Corea occupata dagli americani.

#6 webnicola

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Inviato 24 luglio 2006 - 08:32

Vedere Estate Primavera Autunno e Inverno e ancora Primavera al cinema è stata un'esperienza da pelle d'oca. L'incantevole paesaggio, il senso di vita e le musiche maestose del film viste sul grande schermo è stato veramente spettacolare
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#7 Gika

Gika

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Inviato 24 luglio 2006 - 14:45

preferisco le opere precedenti, ad esempio L'isola (uno dei film più belli e inquietanti che abbia mai visto) e Indirizzo sconosciuto altro capolavoro oscuro e disperato ambientato nella Corea occupata dagli americani.


Bad Guy l'hai visto? a me piace tantissimo.
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#8 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 24 luglio 2006 - 16:07

Un guaio che non sia ancora disponibile la lettura del vecchio forum: c'erano due thread aperti su Kim Ki-duk, e ricordo di aver sottolineato degli aspetti del suo cinema.
Comunque non mi stancherò certo di ripetere che Kim è in effetti uno dei maggiori registi contemporanei.
Dalle prime opere è stato capace di scardinare situazioni e tradizioni della civiltà coreana, adoperando armi di netta violenza (non solo visiva).
Ha proseguito verso una strada analogha, con squarci pittorici ed uno stile che secondo qualcuno ha sfiorato il manierismo. Sarà vero? Poco importa, dato che è pian piano maturato parecchio, facendo suoi quadri e immagini personalissime, che gli appartengono davvero al 100%. E' un processo esploso con "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera" e sottolineato con "La samaritana" e "Ferro 3 - La casa vuota". Sarà perchè sono un amante di un certo estetismo orientale, ma devo dire che continuo a preferire la seconda parte della sua carriera.
Con riserve: l'ultimo suo film uscito nel nostro paese, "L'arco", era uno specchietto che non faceva che sottolineare tutto ciò che Kim aveva già realizzato. Una pellicola a corto di idee,  e in almeno un paio di situazioni addirittura gratuita.
E c'è pure da dire che il nuovo Kim Ki-duk, "Time", in uscita da noi tra un mese, è stato accolto in maniera molto fredda dalle prime recensioni ricevute. Speriamo bene davvero.

Comunque, se qualcuno ha voglia, può leggere ciò che scrissi all'epoca dell'uscita "Ferro 3" (recensione, ricca di SPOILER, che non avevo comunque mai riportato qui sul forum), di certo il volo più alto mai effettuato da Kim Ki-duk.



Ferro 3 indica una mazza da golf. Quella meno usata in questo sport, nonché la più difficile da gestire. Vero simbolo del film, diventa strumento dalle molteplici funzioni e chiavi di lettura: è sì oggetto che semplicemente il protagonista usa per allenarsi nel suo sport preferito, ma da ciò assume connotati ben più ampi e connessi al senso del film stesso, un po?? come succedeva agli ami dell??Isola.
Il ferro 3 come amore, morte, violenza esplosione di rabbia, libertà, fuga.
L??idea è fulminante e già di per se?? degna dei grandi film dell??epoca muta; la costruzione del personaggio principale, grazie anche ad un giovane attore, Hee-Jae, è quantomeno perfetta e all??altezza di un Buster Keaton dei tempi d??oro. Chissà se può risultare appropriata un??analisi per un film che si presenta, vero, ricco di simboli e letture svariate e di varia natura, ma che vive ad ogni modo di un??aureola che pretenderebbe sensazioni più che letture.
Tae-suk, non-alieno, anima vagante non identificabile è pieno di identità, balza da una casa all??altra. Non per rubare, né tantomeno per uccidere. Non è voyeur, ma nemmeno un curiosone. Non è un senzatetto, ma nemmeno un ricercato dalla polizia. Più semplicemente si potrebbe cominciare a dire che cerca pace, o meglio: è lui stesso, tra le altre cose, la reincarnazione del concetto pace.
Trovare armonia in uno spazio vuoto. Pessimisitica metafora sulla serenità che un uomo non può trovare all??esterno a contatto con suoi simboli? Più che altro casa vuota come elemento di oasi, distensione interiore, non necessariamente riflessione. Vedremo poi in seguito che sia la casa che il ragazzo hanno in realtà molte molte altre valenze.
La ragazza che incontra sul suo cammino è invece umana a tutti gli effetti, sebbene faccia parte di quella categoria sognante (e sognata) che oltre a desiderare un??ovvia evasione dal quotidiano ci crede anche. Fuga pressocchè totale dallo squallore giornaliero, dalle piccole e grandi insignificanti cose della vita. In definitiva un essere degno della casa vuota ipoteticamente da abitare assieme a suoi rari simili. E?? dunque quasi certa la presenza nel mondo reale del giovane intruso. Accade che lui entri nella casa della donna (non vuota perché già abitata da un essere di pace, come detto), ma dal momento che lo vede allontanarsi da essa per la prima volta in poi non ci è dato sapere se ciò che vedremo è un qualcosa che sta effettivamente accadendo o meno. La potenza del cinema.
Da quel momento in poi ogni spettatore può decidere, immaginare, quando il protagonista scompare veramente dalla vita materiale della donna. Ci piace pensare che il viaggio dei due sia reale: si prosegue con l??occupazione di altre case. C??è anche una paura iniziale della donna (la residenza in cui fanno irruzione i proprietari, col marito che scazzotta Tae-Suk), prosegue poi un tratto assolutamente distensivo: si va vanti con la minuziosa pulizia e cura di oggetti viventi e non, riparazione di quelli guasti (la brillantezza, lo splendore da aggiungere per il raggiungimento della perfezione). Chiaro poi che in circostanze tanto pure e rarefatte debba nascere una storia d??amore. Tra le più classiche verrebbe da pensare. Certo che non è così. Dal primo incontro ragazzo e ragazza erano destinati a stare insieme. Non colpo di fulmine, ma fusione fin troppo naturale fra due spiriti che non hanno bisogno di rincorrersi. E dunque dopo l??adempimento delle case vuote (i due ad un certo punto passano la notte a far l??amore, poi puliscono e vanno via) la graduale conquista del mondo è avviata (verrà interrotta perché i potenti vogliono che così sia). La ragazza non impiega più di tanto ad entrare in panni che forse da sempre indossa sotto pelle, e si erge a vera rappresentazione di bontà: in principio ci chiediamo perché vuole che il ragazzo non di alleni con la mazza da golf, poi successivamente al disgraziato incidente con l??auto tutto torna.
Non mancano ulteriori elementi sereni, che talvolta sfociano in un surrealismo sorridente: a cominciare da quella galleria fotografica di cui si arricchisce il giovane (un po?? come piantare la bandiera del proprio paese in un territorio appena conquistato), per proseguire in fotografie stranamente decomposte. Per non parlare dei siparietti ariosi in uno spazio claustrofobico quale può essere una prigione di isolamento, vere e proprie invenzioni di regia che culminano in un criptico occhio stampato sul palmo della mano (l??angelo custode ci guarda, gli occhi su di noi).
A volte si dice che chi troppo buono è finisce sistematicamente nei guai. Seppellimento di un corpo innocente da parte di innocenti. Con l??ingresso in carcere il film forse assume davvero connotati fantastici. Fine di una corsa terrena, inizio di un??altra: la realtà e l?? irrealtà si fondono, e finiremo nei territori del meraviglioso. Una fuga dal carcere, forse una liberazione, molto più probabilmente un??utopia. Conta poco nel contesto di ciò che seguirà. Successivamente ad una piccola e dovuta vendetta personale il fantasma, che non ha perso la natura del suo contenitore, torna sui propri passi. Spontanei sopralluoghi prima di abbandonare (almeno in senso materiale) un terreno che gli ha comunque regalato piccole vittorie. Visitare le case vuote per assicurarsi di aver fatto bene il suo lavoro. Fino a giungere alla residenza della ragazza per l??ultima, eterna volta.
C??è un inversione di marcia da parte della ragazza che apre nuove porte e chiavi di lettura comunque impossibili da decretare definitivamente. Quel sorriso regalato al marito è naturalmente riconducibile al di la?? del coniuge. E?? a questo punto che ognuno sceglie dove porsi, facendo riferimento al ruolo dello spettatore. Il ragazzo non è un fantasma (davvero riduttivo sarebbe pensare in conclusione ad una una ghost-story): è l??aria riuscita a purificare, l??ambiente splendente che riflette nel nostro cuore, la personificazione vivente di angelo custode, la ragione e il sentimento, la speranza di crederci ancora alla fine di dure giornate. Vedere e rendere credibile il protettore di un qualcuno o qualcosa è impresa aruda, ma in questo caso non solo si riesce in ciò: si va tanto oltre che invano varrebbe la pena scavare a fondo.
E?? semmai il film che scava dentro noi e durante la visione l??attivo meccanismo svolto interiormente è palese, lo sentiamo, ci sfugge, resta una grande scia di piacere.
Il finale in definitiva non è edificante. Si può parlare di ottimismo appena abbozzato, forse. Ma se si è fedeli alla visione della speranza che giunge esclusivamente dall????esterno? l??opera arriva perfino a essere letta in chiave pessimista. Niente è ciò che sembra in ??Ferro 3?, nulla e banale, tutto giunge inaspettatamente eppure in maniera tanto pacata e ??giusta? che l??irrealtà sembra molto più naturale della vita stessa. Ma quale sarà mai la dimensione esatta? Dov??è la vera vita? A questo punto è quasi dovuta una semplice operazione: fare in modo di dimenticare le mie prolisse interpretazioni; è del tutto naturale voler dare un senso alle immagini, ed è forse anche giusto, certo è che molto più difficile appare il compito di spiegare cosa realmente vuole comunicarci il regista. Meglio non provarci.
Kim Ki-duk, ancora innominato in questa mia personale visione (un nome che pesa ormai come un macigno), entra di diritto in quella schiera di cineasti orientali. (lo ribadiamo fino alla noia: la cinematografia più viva ed importante dei nostri tempi) che, attraverso opere uniche, gettano uno sguardo altro ed alto sul mondo del cinema e sul mondo in generale. Due film apparentemente (magari effettivamente) lontani come ??Ferro 3? e ??2046? di Wong Kar-Wai non sono soltanto tra le cose migliori viste sul grande schermo nell??arco dell??anno corrente, ma potrebbero dare origine ad un enciclopedia che traccia le coordinate su come e cosa dovrebbe essere il cinema dei giorni nostri. Il regista coreano in realtà, sebbene ancora giovane e in attività da non molti anni, aveva già ampiamente mostrato un indiscutibile talento, tramite pellicole che oltre ad esaltare il fascino visivo dell??immagine, possedevano uno sguardo potente, lucido e personale.
Tra dubbi, incertezze e ipotesi ci sono sicurezze in ??Ferro 3?? Cos??è ??Ferro3?? Innanzitutto, parole dello stesso Kim Ki-duk, è un film sulla solitudine, su cosa vuol dire essere solo nella società moderna, con conseguenti è già accennate vie d??uscita (?). Una metafora sul cinema aperto/chiuso, pieno/vuoto, fertile/morto. Una straordinaria storia d??amore (e sui sentimenti tutti) dove il cuore fuoriesce dal corpo, ed una volta catturato Amore lo pone nel suo interno. Un film sul sogno (ad occhi aperti), sulla nascita di una nuova realtà capace di distruggere le brutture del mondo. Un??opera di meraviglia che fuoriesce da ogni suo poro. Un?? opera immensa sull??immensità dei piccoli spazi, di poesia emersa dal quotidiano. E in questo regno (cinematografico e reale) che rifiuta la parola (eppure quasi opposto alla sublime staticità di Tsai Ming-Liang), quando riesce anche a commuovere nell??ambito della sua serenità la scintilla è definitivamente accesa. I motivi elencati (e quelli trascurati) bastano a conferire a ??Ferro 3? la nomina di film imperdibile? Un capolavoro.
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#9 Guest_Figazzo_*

Guest_Figazzo_*
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Inviato 25 luglio 2006 - 10:29

concordo per il film "l'isola" uno dei film più inquietanti mai visti, pazzesca la scena dell'amo in gola

#10 Guest_Glory days_*

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Inviato 25 luglio 2006 - 11:01

Bad Guy l'hai visto? a me piace tantissimo.


...purtroppo no, ma provvederò presto. Tra quelli che ho visto fino ad ora (anche se scegliere quale sia il migliore è difficile...!) direi che quello che preferisco è Indirizzo sconosciuto: apocalittico, tragico, disperato, catartico: scene deliranti e fortissime.
L'ultimo, L'arco, sembra cadere a volte nel manierismo e sembra che al regista sfugga di mano la costruzione dell'opera, mentre negli altri film mi sembrava più solida e stringente. Comunque si conferma una bella fotografia, la predilezione per il silenzio e il parlare per immagini, la poesia.

#11 ozu

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Inviato 25 luglio 2006 - 11:15

bravo regista...
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#12 Guest_Glory days_*

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Inviato 25 luglio 2006 - 11:31

...Ferro 3 - La casa vuota è, tra i suoi film che ho visto, quello che più mi lascia dubbi e domande circa l'interpretazione e il significato dell'opera. (Molto probabilmente non ve n'è uno univoco e ben definito). Infatti mi sono sempre chiesto cosa stessero davvero a significare la mazza da golf e in genere il riferimento al golf nella psicologia del protagonista. O il fatto di vivere occupando le case vuote. O il fatto di avere una grande cura nel riparare gli oggetti gusti...O ancora l'arte di scomparire ed essere non visto alle spalle degli altri che il protagonista sviluppa nella seconda parte del film, nonchè il suo poetico finale...Quali sono le vostre opinioni in merito...?

...La Samaritana misogino? A prima vista a me non ha dato questa impressione, anzi, piuttosto quella di una delicatezza nel trattare i personaggi femminili e la loro relazione. Perchè si parlava di misoginia...?

#13 Kesson

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Inviato 25 luglio 2006 - 12:42

Per essere un autodidatta, non é male aver fatto almeno due capolavori: "Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera" e "Ferro 3", sono assolutamente due film splendidi, sotto tutti i punti di vista.
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#14 Claudio

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Inviato 25 luglio 2006 - 14:10

...La Samaritana misogino? A prima vista a me non ha dato questa impressione, anzi, piuttosto quella di una delicatezza nel trattare i personaggi femminili e la loro relazione. Perchè si parlava di misoginia...?


Era stato lo stesso regista, in un intervista, a temere questo tipo di interpretazione, da parte soprattutto del pubblico femminile. Forse, perché il film è puntato tutto sull'ottica del padre - come ammette lo stesso Kim Ki-Duk - piuttosto che su quella delle protagoniste femminili. Anche per me, però, non è un film misogino.
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#15 Gika

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Inviato 25 luglio 2006 - 14:30

mah, alla fine non credo: nella parte iniziale, per esempio, l'uomo che si fa l'amica della ragazza prima di andare a trovarla in ospedale non viene rappresentato molto positivamente, anzi, quella scena mi sembra anche avere un punto di vista quasi femminista.

poi l'ho visto quando è uscito e non me lo ricordo bene tutto. a questo punto me lo riguardo
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#16 ollivander

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Inviato 26 luglio 2006 - 13:59

la samaritana e' rimasto un po' un enigma per me, e venendo dalla visione dei 2 precedenti mi ha ancche un po' deluso.

in ogni caso non e' certo privo di originalita' o di contenuti.
non l'ho trovato affatto misogino ma piuttosto "documentaristico". le due ragazzine ricordavano il caso delle burusera giapponesi, ossia studentesse in gonnella che in genere non hanno piu' 14 anni e si prostituiscono per comprarsi accessori firmati.

ferro 3 e' decisamente tra i miei film preferiti. purtroppo vado di fretta ma poi vi diro' perche'!
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#17 webnicola

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Inviato 26 luglio 2006 - 15:52

bravo regista...

OT
Il tuo nick è riferito al maestro giapponese tanto passato per fuori orario?
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#18 ozu

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Inviato 28 luglio 2006 - 09:53


bravo regista...

OT
Il tuo nick è riferito al maestro giapponese tanto passato per fuori orario?


chiaro...
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#19 Claudio

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Inviato 31 luglio 2006 - 13:57

P.S. nel panorama coreano c'è anche Park Chan-Wook, che trovo sia piuttosto simile, anche se meno votato al minimalismo (vocale e visivo). provate Sympathy For Mr. Vengeance (da noi solo in DVD, Mr. Vendetta) e poi il resto della sua trilogia.


"Old Boy" è un capolavoro, "Sympathy For Mr. Vengeance" l'ho visto ieri sera e mi ha fatto male: durissimo e toccante come pochi. Ma che hanno sti benedetti coreani? Possibile che il meglio del cinema del Duemila venga da un paese che fino a ieri era una periferia remotissima?  :o

In ogni caso, ho allargato gli orizzonti del thread.
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#20 Guest_verdoux_*

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Inviato 02 agosto 2006 - 08:53

La samaritana mi ha dato l??impressione di un film tirato un po?? via che, benché anteriore, sia stato recuperato in Italia solo dopo il successo di ferro 3; per una buona parte del film l??inquadratura traballa ed anche alcuni stacchi mi sembrano sbagliati; recupera nel finale bellissimo.
Sull??arco sono più positivo degli altri spettatori ed almeno la fuga della ragazza sul barcone mi è sembrato un pezzo da antologia.
L??isola è un film bello e crudo come un sushi.
Ferro 3 è stato per me una rivelazione, una illuminazione; qualcosa di veramente nuovo ed originale; un capolavoro.





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