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Martin Scorsese


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348 replies to this topic

#21 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 30 giugno 2007 - 10:00


"L'ultima tentazione di Cristo" è uno dei film che mi hanno cambiato la vita... sarà per la colonna sonora forse, album che io letteralmente venero, o per  le intuizioni di Scorsese che precedono non solo film e romanzi che faranno di questi temi il pretesto per sfornare l'ennesima baracconata americana, ma anche scoperte archeologiche che daranno sostegno a questa sua visione di Giuda...
a molti non piace perché è lungo... ma chissenefrega  asd, liberatevi per un pomeriggio e guardatevelo  asd...
assieme a Toro Scatenato e Taxi Driver, è il film di Scorsese che preferisco


L'ho rivisto poco tempo fa...che dire, uno dei film più sottovalutati della storia del cinema...fu tacciato di blasfemia, quando invece tutta la parte allucinata del "cosa sarebbe successo se fossi sceso dalla croce..." è semplicemente una riflessione di un credente che è fatto di carne e ossa...
Ovviamente, l'unico film su Cristo che valga la pena di vedere..


si, è stupendo pure questo. E con un grandissimo Dafoe.

#22 Homer

Homer

    Classic Rocker

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Inviato 30 giugno 2007 - 10:01

Epico o retorico? Perchè Stone mi sembra più che altro retorico...
La regia di Scorsese è dinamica, in continuo movimento, molto tecnica. Tutt'altra cosa, secondo me.
  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#23 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 30 giugno 2007 - 10:06

Epico o retorico? Perchè Stone mi sembra più che altro retorico...


bè, retorico Stone è un po' esagerato. Forse troppo enfatico, ridonandante sicuramente.

Al suo meglio (Salvador, Talk Radio, JFK) ha diretto dei gran film.



#24 Flight

Flight

    cosa rimane dentro noi

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Inviato 30 giugno 2007 - 10:59

Dato che si parla di Scorsese, porgo qualche considerazione con licenza a ??delirare? ripercorrendo con gli occhi alcune opere della sua filmografia.


Mean Streets
La prima indelebile, eccellente galleria di caratteri scorsesiani (prima dei definitivi Raging Bull e Goodfellas), comicità involontaria, volontaria (slapstick indelebili), incredibile senso del ritmo, idee di regia, senso dello spettacolo. Ma soprattutto ambiguità, non dissoluzione tra memoria e miraggio (??be my baby?, ??pledging my love?, tutto il jukebox del bar, tutto il whiskey di Tony è delirio, dolce anelito e straziante prigione, tormento e sogno romantico).
Il regista pesca a piene mani dalla propria realtà e giovinezza, popolata da angeli ubriachi e ballerine, da luoghi di culto e di maledizione, da sangue, sogni erotici, spari, sale cinematografiche, tutto sotto il proscenio tragico della strada.
Cospetto inquieto, gratitudine, devozione eterna di Scorsese alla propria appartenenza ??io ero tra voi, io sono tra voi?; la ricerca disperata di una continuità tra una morale che guidi la vita e compromesso di sopravvivenza.
Poco conta che sia stato girato spesso nella east coast, Mean Streets assieme a Taxi Driver è uno dei ritratti conclusivi, più iperrealisti e assieme lirici di New York mai impressi e imprimibili su celluloide.



Alice non abita più qui
Imprevedibile sterzata o continuità logica ?. Certo è che assieme a Unmarried Woman dell??altro newyokese Mazursky, Alice è uno dei più ritratti femminili più commuoventi, definitivi, degli anni ??70 e di tutto il cinema.
Incursione nella vita di una donna che si sogna artista (come tutti noi..) soffocata nelle proprie ambizioni e talento, imprigionata tra le mura domestiche tra idioti integrali, e un figlio; la cui vita viene stravolta (o ..nasce?) l??indomani di un evento inaspettato e si trova a dover viaggiare per sopravvivere (o per esprimersi?).
Divinamente interpretata da Ellen Burstyn, diva in ascesa, magnificamente assecondata da un cast ineccepibile tra cui Harvey Keitel e Jodie Foster, regia densamente creativa e memore (del melò anni ??50); ritmo scorsesiano al midollo, colonna sonora calorosamente nostalgica, che ci regala uno degli attacchi più belli del Cinema (affabulazione da ??Alice in Wonderland? coi colori di Sirk a planare sulla realtà di Socorro col capolavoro all the way from Memphis di Mott The Hoople).
Nel film c??è tutto, dramma, commedia, tenerezza, romanticismo, viaggio, disperazione, gioia, amore, odio, musical. Mio Dio.
Da non perdere.


Re per una notte
Fuori orario 

Altri ??milestone?? della filmografia scorsesiana, due commedie nere per lo più rimaste incomprese nella propria epoca. Commedie come le intende e le fabbrica Scorsese: sacrificate. Velenose, paradossali, senza compromesso, sbilenche, persino ??weird?? nella propria spietata visuale iperrealista. Ritratti di individui (un comico, un programmatore di computer) che vanno a coincidere nella tenacia e nella determinazione di questi esseri umani ad ??affermarsi?? o morire (che sia una realizzazione nel successo, nell??accettazione dalla massa, o nella pura sopravvivenza); singolari, ??eroiche?? emanazioni di una città fratricida, abnorme e folle, formicolante completamente imprevedibile, come andare a caccia e d??improvviso divenire la preda ambìta, piatto forte di un banchetto antropofago.

The Big Shave
In questo ribollente corto del ??67 già tutto un autore in potenza. Rigore chirurgico, surrealtà che si scopre iperrealismo. Richiami storici e cinefili; infiniti riverberi che si lanciano come strali sulla coscienza dell??America e sulla invivibilità e ipocrisia dell??era moderna che andava gettandosi ??suicidandosi?? nel vuoto nero del postmoderno. E la logica conclusione.


New York New York
Ricordata soprattutto per la colonna sonora, è la travagliata storia d??amore tra un sassofonista e una cantante, De Niro e la Minnelli. Prolisso, travagliato, a tratti zoppicante, per fans. Ingenuamente (e non sarà la prima volta), Scorsese credendo di fare un colossal pigliatutto con cui sistemarsi e magari sbolognare l??Academy prende una cantonata di quelle memorabili, e rimane incredulo, pensa di mollare tutto.
Comunque, per fortuna, non fu così e già nel ??78 tornò col ??Waltz??.
Sempre Cinema di grande respiro. Atto d??amore definitivo nel suono di quel raddoppio. ??New York New York?. E la mano dell??Asso che non tradisce.


Casino
Possente, lirico, esasperato, eccessivo, così trascorre (??gloria mundi?) il potere, in un letto di fiume del denaro.
Alcune tra le scene più vivide e crude della storia del cinema, la costante ricerca di una ragione, impareggiabilmente venata dal commento musicale di Delerue, in memoria di sè.
Immarcescibili zampate d??autore.

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fabio

#25 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 30 giugno 2007 - 11:04

Ovviamente, l'unico film su Cristo che valga la pena di vedere..


Mmm... "Il Vangelo secondo Matteo" lo guardo da solo?
  • 0

#26 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 30 giugno 2007 - 11:33

Stavo per editare l'affermazione...ma mi hai preceduto...

Anche se il vangelo di pasolini non è che sia un film sulla vita di Cristo..
  • 0

#27 Tom

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Inviato 30 giugno 2007 - 12:29

Alice non abita più qui
Imprevedibile sterzata o continuità logica ?. Certo è che assieme a Unmarried Woman dell??altro newyokese Mazursky, Alice è uno dei più ritratti femminili più commuoventi, definitivi, degli anni ??70 e di tutto il cinema.
Incursione nella vita di una donna che si sogna artista (come tutti noi..) soffocata nelle proprie ambizioni e talento, imprigionata tra le mura domestiche tra idioti integrali, e un figlio; la cui vita viene stravolta (o ..nasce?) l??indomani di un evento inaspettato e si trova a dover viaggiare per sopravvivere (o per esprimersi?).
Divinamente interpretata da Ellen Burstyn, diva in ascesa, magnificamente assecondata da un cast ineccepibile tra cui Harvey Keitel e Jodie Foster, regia densamente creativa e memore (del melò anni ??50); ritmo scorsesiano al midollo, colonna sonora calorosamente nostalgica, che ci regala uno degli attacchi più belli del Cinema (affabulazione da ??Alice in Wonderland? coi colori di Sirk a planare sulla realtà di Socorro col capolavoro all the way from Memphis di Mott The Hoople).
Nel film c??è tutto, dramma, commedia, tenerezza, romanticismo, viaggio, disperazione, gioia, amore, odio, musical. Mio Dio.
Da non perdere.


Complimenti.
Adoro questo film, anche se l'ho visto una sola volta molti anni fa.
  • 0

#28 Guest_carmelo bene_*

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Inviato 30 giugno 2007 - 17:20

Stavo per editare l'affermazione...ma mi hai preceduto...

Anche se il vangelo di pasolini non è che sia un film sulla vita di Cristo..

dunque per te 1+1 fa sempre due.complimenti.hai addizionato il genio di Casarsa e il Cristo e ti sei detto:pasolini che fa un film sulla vita di Cristo...sara'la sollita pellicola iconoclasta...
devi sapere che pasolini amava mizoguchi e dreyer e il film suddetto e'talmente rispettoso del Vangelo da apparire(ma questo E'Pasolini)quasi un atto di devozione.
e'l'esatto contrario dell'episodio della Ricotta.

#29 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 30 giugno 2007 - 18:44

Dunque la pensi come me...mi fa piacere..
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#30 Guest_vegeta_*

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Inviato 30 giugno 2007 - 19:12



Alice non abita più qui
Imprevedibile sterzata o continuità logica ?. Certo è che assieme a Unmarried Woman dell??altro newyokese Mazursky, Alice è uno dei più ritratti femminili più commuoventi, definitivi, degli anni ??70 e di tutto il cinema.



m'è piaciuto. E' forse uno dei film più lontani dallo Scorsese che conosciamo, ma è diretto e, soprattutto, interpretato divinamente.

A me è piaciuto tantissimo pure "America 1929: Sterminateli senza pietà": ha uno dei finali più duri del cinema americano.

#31 Homer

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Inviato 30 giugno 2007 - 19:51


Epico o retorico? Perchè Stone mi sembra più che altro retorico...


bè, retorico Stone è un po' esagerato. Forse troppo enfatico, ridonandante sicuramente.

Al suo meglio (Salvador, Talk Radio, JFK) ha diretto dei gran film.


Al suo meglio...
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

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#32 Jules

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Inviato 04 luglio 2007 - 11:43

Ogni tanto giro sul web per rileggere un pò cosa si diceva di determinati film, ormai non più di primo pelo...

Proprio ora riguardavo cosa si diceva, soprattutto in Italia, de L'età dell'innocenza...e ho scoperto, con orrore, che molti scrivevano di vedere nel film di Scorsese un lavoro "à la Ivory"...ecco, solo questo ho da dire...anzi no, sparo la mia solita conclusione esasperata:

Ivory? Se Ivory avesse fatto anche un solo film come quello dell'amato Martin, ora sarebbe nella lista dei miei 10 autori di sempre...per conto mio L'età dell'innocenza non è un film ivoryano, ma viscontiano, anzi E' il nuovo Gattopardo (o il nuovo Senso)..
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#33 ReineMetal

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Inviato 05 luglio 2007 - 20:47

La prima metà di Gangs Of New York è un affresco devastante capace di esaltare anche i più scettici, non certo per la sua raffinatezza, ma per la sua spettacolarità-una delle migliori prove dell'ultimo Scorsese, un regista in decadenza che però sa regalare ancora emozioni- mentre la seconda parte(specie quella della guerriglia urbana) è un baratro di noia.
Il suo capolavoro rimane comunque Mean Streets, tra gli archetipi del gangster film. Molto sottovalutato l'atipico "Fuori Orario", commedia noir di grande fascino. Ma davvero volete farmi credere che non avete visto i film con il suo feticcio De Niro ? Chiaramente fanno parte della cultura cinematografica comune nel senso più ampio, e metterne in discussione l'importanza sarebbe pedante.
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Tutto quel che è di moda sarà presto fuori moda. [...] Occupa meglio il tuo tempo.

Robert Schuhmann – Musikalische Haus- und Lebensregeln

 

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(quindi gentilmente niente musica su YouTube o attraverso FB: li ho bloccati. Contatto personale e scambio di dati non massificato)

 

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#34 Homer

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Inviato 05 luglio 2007 - 20:50

Il suo capolavoro rimane comunque Mean Streets, tra gli archetipi del gangster film.


So che rischio di essere linciato, ma ad una prima visione (non attentissima, lo ammetto) non mi è piaciuto. Decisamente meglio, anzi parlerei quasi di capolavoro, Quei bravi ragazzi.
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#35 ReineMetal

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Inviato 05 luglio 2007 - 20:55


Il suo capolavoro rimane comunque Mean Streets, tra gli archetipi del gangster film.


So che rischio di essere linciato, ma ad una prima visione (non attentissima, lo ammetto) non mi è piaciuto. Decisamente meglio, anzi parlerei quasi di capolavoro, Quei bravi ragazzi.

Più che altro molti dei gangster films di Scorsese ripropongono la stessa formula degli albori, facendosi apprezzare per la bravura degli attori e gli scenari affscinanti, ma di fatto senza introdurre moltissime novità. Mean Streets è tutt'altro che accattivante, bisogna riconoscerlo-è stato girato in fretta e con un budget irrisorio, ma ripaga ad una visione attenta.
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#36 Homer

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Inviato 05 luglio 2007 - 20:59

Cioè, l'ho trovato molto acerbo nel modo in cui viene girato. Il ritmo frenetico, le improvvise esplosioni di violenza sono quasi trattenute, o meglio ancora inesplorate. Non per questo il film suona però meno genuino.
Poi, merita sicuramente una seconda visione a breve.
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"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#37 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 05 luglio 2007 - 21:59

1) La seconda parte di Gangs of New York, quella in cui la storia prende un respiro generale, più che affossarlo il film direi che lo salva, c'è dietro la riflessione che nega il sottotitolo del film, che diceva "L'America è nata nelle strade" per poi negare tutto ciò...allo scontro finale fra le due fazioni di Amsterdam e il Macellaio, la vera storia si sta decidendo altrove...detto questo, un film tremendamente mal riuscito...

2) Chi è il pazzo che sottovaluta Fuori orario?

3) Non mi pare che i gangster-movies di Scorsese non introducano novità...cioè, dipende...Quei bravi ragazzi, ad esempio, è un film a dir poco rivoluzionario..
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#38 pasquale

pasquale

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Inviato 05 luglio 2007 - 22:15

Casinò è il film più bello che abbia mai visto. Una storia che è metafora di tutto, della vita, della società, dell'uomo, qualunque significato ci vuoi trovare dentro, lo trovi. Tutti i personaggi sono archetipi di qualcosa. Tutte le ambientazioni assurgono ad un livello universale. Tutti si esprimono al massimo, e la regia asseconda e segue questi eccessi eccedendo a sua volta. La tragedia del XX secolo. Sulle note del Disprezzo...
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Concerto di Bruce Springsteen a Roma, Ippodromo Capannelle - 11.07.2013, in audio e video, il link alla playlist apposita è questo

http://www.youtube.c...feature=mh_lolz

#39 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 05 luglio 2007 - 22:29

La tragedia del XX secolo, per me, l'aveva già diretta Tod Browning il Magnifico..
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#40 satyajit

satyajit

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Inviato 05 luglio 2007 - 22:33

Tutti i cinefili con cui parlo di cinema si sono sempre lanciati in lodi sperticate verso FUORI ORARIO (il film). E' giunta l'ora di attivare il mulo.
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