Vai al contenuto


Foto
* * - - - 21 Voti

D'Annunzio


  • Please log in to reply
462 replies to this topic

#41 PhoenixInFlames

PhoenixInFlames

    aspirante indie

  • Members
  • StellettaStelletta
  • 98 Messaggi:

Inviato 29 giugno 2007 - 19:14

Sputtanato quanto volete,ma migliore di certo pirandellismo becero e scontato,filosofia di serie C per avvocatucci in crisi di coscienza alle soglie dei 40 anni.


OT: guarda che pirandello, nonostante sia molto pippa mentale, per certi versi anticipa un atteggiamento di accettata disillusione che anticipa le posizioni di warhol riguardo forma e vita: mentre montale ed eliot (autori che detesto) si scontrano come coscienze critiche con la realtà vuota e alienata, al contrario pirandello ne osserva l'assoluta necessità di un immersione (e in questo i crepuscolari sono ancora più maestri!): un bel passaggio!!!!

D'Annunzio, come il simbolismo decadente, passa dala rivelazione (profonda in artisti come klimt o stuck) di un segno preconscio (jenzeit der dinge) ad una esibizionistica volontà di rivelazione, valutando in modo kitsch e posticcio solo la forma (un po' come quel cane odioso di wilde)


non che ci abbia capito molto nella tua distinzione tra montale e pirandello.
entrambi rifiutano coscientemente la realtà in cui vivono,e in nessuno dei due c'è lo sforzo volontaristico di adeguarvisi o di travolgerla. mi sembra chiaro.
solo che in 3 versi a caso di montale c'è più profondità che in un monologo qualsiasi di mattia pascal-adriano meis.

al di fuori di legami (non troppo evidenti,secondo me) col decadentismo,d'annunzio rimane un uomo di merda,ma a forza di fare copia e incolla ha acquistato una qualche abilità stilistica come poeta.
  • 0

#42 sibylvain

sibylvain

    pivello

  • Members
  • Stelletta
  • 46 Messaggi:

Inviato 29 giugno 2007 - 20:04

valutando in modo kitsch e posticcio solo la forma (un po' come quel cane odioso di wilde)


Guarda caso Wilde e D'annunzio sono i personaggi più citati quando si parla di estetismo.. :-\ chissà perchè allora...
e comunque, Wilde non è assolutamente paragonabile a D'annunzio.
Non usa un linguaggio così "ampolloso", ma scive in modo molto attuale e dimosta un'intelligenza ed una sagacia fuori dal normale nelle sue opere (mettendo da parte il ritratto di Dorian Gray.
Quindi ritengo che "cane odioso" sia davvero un termineinfelice per un personaggio assolutamente fuori dal normale come Wilde.
Detto questo si assomigliano forse in questo: entrambi sono personaggi straordinari, con vite fuori dal comune.
  • 0

#43 Claudio

Claudio

    I am what I play

  • Administrators
  • 34109 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 29 giugno 2007 - 20:10

Quindi ritengo che "cane odioso" sia davvero un termine infelice per un personaggio assolutamente fuori dal normale come Wilde.


Che poi "odioso"... Wilde tutto era tranne che odioso, era anzi esilarante nelle sue battute, basterebbe leggere i suoi aforismi. Insomma, posso capire l'antipatia per D'Annunzio, ma Wilde era il primo a non prendere sul serio se stesso, a giocare su certi clichè del decadentismo e della sua epoca, con un'ironia fuori dal comune.
  • 0

#44 ms88

ms88

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 539 Messaggi:
  • LocationLondra

Inviato 30 giugno 2007 - 10:32

a me wilde non piace assolutamente: lo trovo volutamente esibizionista...

poi ho nella firma l'aforisma che più di tutti sottolinea la sua artificiosità asd asd

per montale e pirandello: a me non sembra che pirandello neghi coscientemente la realtà in cui vive: al contrari vi si immerge e trova che la dimensione maschera sia la sola possibile (al contrario del rifiuto critico e volontario proprio di montale) sta qui la differenza, ma è un'opinione personale!
  • 0
"Dal sublime al ridicolo non vi e' che un passo"
Napoleone Bonaparte

VISITATE IL MIO FANTASTICO BLOG: http://esaini582.blogspot.com

#45 sibylvain

sibylvain

    pivello

  • Members
  • Stelletta
  • 46 Messaggi:

Inviato 01 luglio 2007 - 20:21

bhe lo trovi così perchè lui è così, ma lo è con intelligenza sta qui la differenza tra esibizionismo e provocazione.

  • 0

#46 Guest_Strix78_*

Guest_Strix78_*
  • Guests

Inviato 10 luglio 2007 - 20:47

D'Annunzio è il più grande prosatore che la lingua italiana abbia mai avuto, il suo romanzo migliore è Il trionfo della morte; meno significativa la sua produzione poetica della quale consiglio la fase giovanile (fino a Poema paradisiaco), l'opera della maturità, Le Laudi e l'Alcyone, che è una parte delle Laudi, considerata dalla critica come la fase migliore è a mio avviso meno leggibile oggi... da scoprire l'ultimo D'Annunzio quello notturno e frammentario, incredibilmente moderno... leggete Notturno, tanto per farvi un'idea  ;D

#47 il mistico

il mistico

    proxima centauri

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11323 Messaggi:
  • Locationvia lattea

Inviato 08 novembre 2012 - 19:08

è stato il più grande letterato italiano di sempre, un personaggio immenso che ha contribuito in maniera sostanziale al rilancio culturale del nostro paese, una figura centrale della storia del 900.
  • 2

#48 Slowburn

Slowburn

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2049 Messaggi:

Inviato 08 novembre 2012 - 21:31

Concordo in pieno!.. .per rilanciare la nostra bislacca cultura oggi ci vorrebbe uno come lui, ma temo rimanga un'utopia. . :(
Va be, vado a leggermi le pagine di questo bel thread di cui non sapevo l'esistenza, grazie Mistico!!
  • 2

#49 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 82015 Messaggi:

Inviato 08 novembre 2012 - 23:29

mistico e slowburn io vorrei voi due come genitori gay
  • 1

#50 combatrock

combatrock

    utente antifrastico-apotropaico

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 30357 Messaggi:

Inviato 09 novembre 2012 - 08:43

Il più grande letterato italiano del '900:

[m]http://youtu.be/TXiQO5jcfsU[/m]
  • 0

Rodotà beato te che sei morto


A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 


#51 Slowburn

Slowburn

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2049 Messaggi:

Inviato 09 novembre 2012 - 09:39

mistico e slowburn io vorrei voi due come genitori gay


Onoratissima! ^_^
  • 0

#52 ---

---

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4815 Messaggi:

Inviato 09 novembre 2012 - 10:04


è stato il più grande letterato italiano di sempre, un personaggio immenso che ha contribuito in maniera sostanziale al rilancio culturale del nostro paese, una figura centrale della storia del 900.


Io mi tengo Pirandello, per carità.

pur'io.
  • 0

#53 stipsy

stipsy

    il bark interista

  • Moderators
  • 8727 Messaggi:
  • Locationpv

Inviato 09 novembre 2012 - 15:48

Non capisco bene cosa si intenda per 'maggior letterato' : maggior conoscitore di letteratura? qualità della sua produzione più alta rispetto a quella dei suoi contemporanei? influenza enorme della sua persona e del suo stile?

Sono distinzioni abbastanza significative ed a seconda di quel che uno intende i giudizi sarebbero parecchio diversi. Premesso che non considero il d'Annunzio scrittore un prodotto del '900 bensì del secolo precedente (già non posso dire lo stesso del d'Annunzio 'vip' , ad esempio), il secolo appena concluso è il primo in cui la cultura è diventata davvero di massa, ossia in cui chiunque poteva accedere alle conoscenze che desiderava e poteva, in qualche modo, pubblicare le sue opere.
E quindi mi chiedo: siamo sicuri che d'Annunzio fosse davvero il migliore in qualcuno dei tre ambiti che ho illustrato?
Per me no, e per me anzi non riuscirebbe neanche a spiccare in modo così prepotente, come una specie di 'guru' che trascende la mera letteratura, al giorno d'oggi (e, viceversa, uno Sgarbi avrebbe potuto essere un capopopolo non della stessa caratura forse, ma della stessa fama in anni in cui c'era, appunto, meno 'densità' di gente in grado di emergere e di risultare originale e persone meno informate e quindi più facili da ammaliare).
Siamo sicuri che anche le poesie dell'autore abruzzese 'più umili' ( 'I pastori' ad esempio, bellissima) siano migliori dell'impressionismo di un Pascoli o anche della disperazione latente di un Corazzini o della dolcezza rarefatta di un Caproni?
E che 'Il piacere' , opera ben scritta, divertente anche e proprio quando si crogiola e si specchia nella vacuità delle parole (cosa c'è di male? è un piacere sensoriale diverso, ma sempre piacere è) sia davvero stilisticamente migliore di un Bufalino? (leggetelo). Lasciando poi stare la profondità immensa dei personaggi di un Pirandello; lasciandola stare perchè d'Annunzio ricercava altre cose.


In altre parole c'è un grande equivoco attorno a questa figura, di cui non si riesce a fare un'analisi obbiettiva. I programmi scolastici contribuiscono a questo: per oscure ragioni non sono più stati cambiati dal 1950 (o almeno così sembra) e quindi alle superiori è raro arrivare oltre Montale; ad andar proprio bene, Moravia e Fenoglio. Per perdere tempo su sfigati quali Tassoni, Della Casa etc.
Quindi si ha l'idea che negli ultimi settant'anni non ci sia niente di significativo e, di conseguenza, gli ultimi grandi fossero proprio Carducci (bah), d'Annunzio, Pirandello. Non è possibile per uno studente che non si interessa a fondo poter fare un paragone.

Quando per me d'Annunzio era un eccellente paroliere (nel senso di scelta lessicale), sapeva trasmettere quel che voleva trasmettere, fossero emozioni o vorticose esperienze estetiche senza però arrivare ad una tragicità di fondo che è quella espressa da altri più grandi di lui. Insomma, il migliore tra i 'minori' o qualcosa del genere.
  • 0

#54 atlas

atlas

    perinde ac cadaver

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7426 Messaggi:

Inviato 09 novembre 2012 - 18:09

Io mi tengo Pirandello, per carità.

'n altro mediocre romanziere, ecco l'ho detto!
  • 1

#55 piersa

piersa

    Megalo-Man

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 20099 Messaggi:
  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 09 novembre 2012 - 18:17


Io mi tengo Pirandello, per carità.

'n altro mediocre romanziere, ecco l'ho detto!

Meglio i racconti, sicuro. (Oltre il teatro, chiaro)
  • 0

#56 il mistico

il mistico

    proxima centauri

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11323 Messaggi:
  • Locationvia lattea

Inviato 09 novembre 2012 - 19:47

mah, secondo me il confronto con pirandello non è nemmeno fattibile, d'annunzio era un mostro di cultura ed un personaggio fuori dagli schemi,la sua opera è molto più variegata e colorita.  la sua arte specie negli ultimi lavori rasenta la metafisica, il notturno ne è la prova, leggendolo infatti si ha la sensazione di viaggiare attraverso la mente  del vate che seppur  costretto a letto ,  indebolito nel corpo ma non nell'animo riesce a dar vita ad una  nuova forma sperimentale, frammentaria...
purtroppo per problemi tecnici non posso utilizzare il quote, comunque riallacciandomi alle ultime righe del post di stipsy, come si fa a definire d'annunzio un letterato minore, ma scherziamo?
  • 1

#57 stipsy

stipsy

    il bark interista

  • Moderators
  • 8727 Messaggi:
  • Locationpv

Inviato 09 novembre 2012 - 20:02

purtroppo per problemi tecnici non posso utilizzare il quote, comunque riallacciandomi alle ultime righe del post di stipsy, come si fa a definire d'annunzio un letterato minore, ma scherziamo?


Misty può capitare di non esser d'accordo, lo definisco scrittore (non letterato attenzione) 'migliore fra i minori' proprio perchè, nel suo stile (perfetto per quel che voleva essere come ho detto) non è riuscito a raggiungere un livello più profondo che è quel che io cerco e che ho visto in altri.

Alla fine, per lo stesso motivo, definisco 'minori' Foscolo, Alfieri, Manzoni, Carducci...


PS: Il notturno è la sua opera in prosa che preferisco.

Messaggio modificato da (s)tipsy il 09 novembre 2012 - 20:19

  • 0

#58 LukakuFakeTroll

LukakuFakeTroll

    TOPAZIO

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 10790 Messaggi:
  • Location...riverrun

Inviato 09 novembre 2012 - 20:56

(Pirandello non era mica un ignorante)
Il fatto che non fosse prettamente poeta (né romanziere) non significa che non avesse una cultura, e avere una cultura ampia non è sufficiente a rendere grande un autore. D'Annunzio era poi così colto? Dipende, conosceva sicuramente i classici e aveva pescato a piene mani dai contemporanei, ma con sue letture non sempre pertinenti, per quanto ne sappia io. Paragonare D'Annunzio e Pirandello mi sembra improprio, sono diversi nel Decadentismo e uno faceva il vate tuttologo, l'altro era principalmente autore teatrale (e con principalmente s'intende principalmente, si legga la motivazione del Nobel...). Come già detto sopra da altri poi Pirandello riesce meglio nel racconto che nel romanzo secondo me, Di sera un geranio è arte. E le sue pippe mentali sono proprie del suo tempo, ma non è vuoto neanche nel Pascal, rileggetevi la lanterninosofia, nome stupido sotto cui si nasconde una concezione molto più profonda di quella del panismo D'Annunziano. Gabriele formalmente è bravo, barocco, prolisso, direi masturbatorio, quando si spoglia di superomismi vari dimostra anche qualcosa (Alcyone, Notturni), e resta una di quelle figure in cui che piaccia o meno è improprio separare uomo e artista. Lui stesso pretende di essere artista della sua vita e vivere la sua arte. Come ha compiuto imprese fuori dal comune senza essere una vera e pura "figura storica", ha scritto molto e prepotentemente, ma non tutto può restare. Erotomane è erotomane, destroide è destroide, dandy è dandy, colto è colto, commerciale è commerciale e aveva pure qualche sentimento. Non è un cane di scrittore, ma i suoi contenuti sono meno propri ed essenziali di tanti altri.
Io sto con Pascoli (che lo chiamava fratello minore-maggiore), anche lui coi suoi difetti, ma in cui trovo molto di più. Dipende poi anche da quanto si cerca...
  • 2

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#59 Reynard

Reynard

    segno zodiacale: salamandra ascendente testadicazzo

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 9670 Messaggi:
  • LocationComo

Inviato 09 novembre 2012 - 21:28

E le sue pippe mentali sono proprie del suo tempo, ma non è vuoto neanche nel Pascal, rileggetevi la lanterninosofia,

T'interesserà sapere che in diversi dei suoi saggi teorici (ne ha scritti una marea) e in diversi passi delle sue opere narrative (compreso il Pascal, compreso il brano sulla 'lanterninosofia') ha costruito argomentazioni fatte in buona parte di 'citazioni non accreditate' di pensatori suoi contemporanei. Particolarmente saccheggiato è stato il francese Gabriel Seailles (uno spiritualista di seconda schiera del tardo Ottocento).

Le sue riflessioni filosofiche generali sono comunque abbastanza deboli. L'uso dei termini è oscillante e impreciso, i ragionamenti superficiali. La sua vera filosofia è la sua poetica, sia nei testi teorici sia in atto nelle opere letterarie, specie (ma non solo) dove queste sono esplicitamente "meta-letterarie". Questa poetica si allarga a diventare una 'concezione della realtà' che a volte si conforma, a volte supera e a volte persino contraddice la 'concezione della realtà' esplicitamente predicata.
La cosa più interessante, comunque (visto che stiamo sempre parlando di uno scrittore e non di un filosofo) è che questa sottesa 'concezione della realtà' viene vissuta sulla pelle dei suoi personaggi. Non è solo ciò che dicono e non è solo una allegoria per mostrare un punto teorico. Alcuni dei suoi personaggi (i più riusciti) sono delle 'figure' che mostrano in atto le varie opzioni aperte per affrontare una visione della vita sostanzialmente priva di punti di riferimento stabili. Il dramma pirandelliano non è la scoperta di una 'verità' (quella è data per scontata, da qui la sua debolezza teorica) ma la reazione umana a questa scoperta.
Si va un po' più a fondo del 'pirandellismo' da bignami. Quella è la superficie. Anzi, se si gratta sotto la superficie delle supercazzole e si guarda a come il 'pirandellismo' viene effettivamente usato dai personaggi, si possono avere delle belle sorprese. L'uso che ne fanno è strumentale, falso. Il Padre dei "Sei personaggi" o l'"Enrico IV" enunciano vari discorsi di pretto stampo "pirandelliano", ma lo fanno l'uno per ammantare di 'filosofia' la sua ipocrisia, l'altro per sublimare sotto veste cinica un pulsare di vita pronta a esplodere (con effetti catastrofici). La vera profondità pirandelliana d'apre in realtà alle spalle dei personaggi e di quel che dicono.
Son convinto che la cifra più importante della visione del mondo di PIrandello (che, manco a dirsi, lui ha teorizzato ben poco) è una concezione tragica e irrazionalistica del destino. Che fra l'altro penso sia anche la concezione originaria, prima della sua trasformazione nella 'necessità' dei filosofi. Destino come inevitabile accadere di ciò che non ha alcuna ragione per accadere.
I due testi che avevo scelto per la battle erano stati scelti con questa idea. Si dice di solito che i "Sei personaggi" mettono in scena un tentativo fallito di raccontare una storia senza l'ausilio dell'autore, ma questa è una lettura errata. In realtà la storia dei Sei Personaggi viene messa in scenafino al suo esito. Quel che manca è il venir messa in parole (che darebbero anche un senso alla vicenda). Ma la vicenda, in quanto già concepita, non può che apparire ogni volta che i personaggi appaiono, perché è in loro, è loro. (Molto rivelativa è la abbondanza di metafore legate al concepimento e alla nascita che Pirandello usa quando parla della creazione artistica). Ogni personaggio è il suo destino. In modo diverso questo viene declinato nell'altro testo che avevo scelto, lo straordinario incipit del racconto "Il chiodo". C'è qualcosa che è destinato ad accadere non perché ci sia una necessità fisica o logica, non perché sia finalizzato a qualcos'altro, non perché faccia parte di un piano più ampio, non perché ci sia un motivo qualsiasi. Ma solo perché è destinato ad accadere.
Sono due esempi tra centinaia. Sono convinto che il 'pirandellismo' col suo vagare tra illusioni e disincanto sia solo un modo (uno dei tanti) con cui le persone che popolano il mondo di Pirandello affrontano la condizione essenziale, incancellabile e primordiale dell'insensatezza del destino.
  • 3
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#60 LukakuFakeTroll

LukakuFakeTroll

    TOPAZIO

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 10790 Messaggi:
  • Location...riverrun

Inviato 09 novembre 2012 - 22:00

Beh, mi interessa parzialmente, come a te, appunto parliamo di uno scrittore, non di un filosofo (idem per D'Annunzio), rivendicavo il fatto che anche in lui le pippe non erano solo pippe, a prescindere dalle teorizzazioni (sempre tornando a D'Annunzio e quindi in thread, lui proclamava molto, ma anche qui c'è scarto tra le dichiarazioni di poetica e i "fatti" poetici, ma mi azzardo oltre la mia conoscenza diretta in entrambi i casi).
Anzi, mi aspettavo, rileggendomi, una correzione più severa, perché la concezione dietro la lanterninosofia non è più profonda del panismo dannunziano, credo facciano riferimento entrambe al ritorno alla stessa sustanzialità, la prima (che, ricordiamolo, è il pensiero di un personaggio in una storia, il nome rimane ironico come l'atteggiamento) con una certa verbosità sicuramente impropria per un discorso filosofico serio, professa l'abbandono della visione di ciò che il nostro lumino rende visibile come nostra propria realtà distinta; il secondo attraverso l'arte che sublima l'esperienza vuole permettere di dissolversi estaticamente nel reale. O così so esprimere quanto ne ho compreso. Ed entrambe sono un po' paradossali, perché se il lumino fosse spento e l'animo si fondesse davvero con l'ambiente naturale (una vitalità propria alla fin fine della morte), non vi sarebbe modo né motivo di scriverne, no?
  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq