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L' album che sto ascoltando (jazz,classica & avanguardie)


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2061 replies to this topic

#21 charley_ellroy

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Inviato 09 luglio 2006 - 15:32

John Coltrane - "My favourite things"

Bellissimo, ma "A love supreme" viene da un altro pianeta
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#22 kingink

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Inviato 10 luglio 2006 - 17:46

Non so se è giusto postarlo qui, ma oggi l'avrò sentito almeno 30 volte...........


MICHELE NOVARO - FRATELLI D'ITALIA (TESTO DI GOFFREDO MAMELI)
(coro e orchestra dell'accademia nazionale di Santa Cecilia)

[size=10pt][size=10pt][b]ITALIA CAMPIONE DEL MONDO[size=10pt]

bello o brutto che sia, è giusto che in questi giorni di festa rappresenti la colonna sonora di questo momento irripetibile
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#23 kingink

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Inviato 13 luglio 2006 - 18:09

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A discapito di tutti coloro che lo considerano un disco prevalentemente "rock", io l'ho sempre considerato un disco d'avanguardia popolare.
L'inizio dell'elettronica per l'appunto "popolare". Spogliato di molti intellettualismi della musica colta (Stockhausen in primis), Irrlicht è uno dei grandi capolavori della musica cosmica; precursore di mille stile può essere considerato semza ombra di dubbio uno dei capolavori della musica del novecento. Album irripetibile!!!
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#24 theydontsee

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Inviato 15 luglio 2006 - 20:52

Ciao a tutti. In questi giorni mi alterno tra

This Heat- Out Of Cold Storage

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box contenete l'opera omnia del gruppo


Swimming In It-Greg Malcom
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magnifico album di questo chitarrista veramente particolare che si ingegna con chitarre modificate in vario modo

e il recente album  Between della coppia Rowe/Nakamura


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#25 madadayo

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Inviato 16 luglio 2006 - 21:26

Oggi ho ascoltato questo:
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TRIOSK The Headlight Serenade (Leaf 2006)

Ero indeciso se postarlo qui o nel rock, ma i forti elementi jazz e ambient presenti nel disco mi hanno fatto propendere per questo forum.
Prova convincente del trio australiano (al terzo disco) orfani del genio di Jelinek ma brillanti più che mai, con un pianoforte che ricorda spesso Satie.
Ottimo.
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#26 kingink

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Inviato 17 luglio 2006 - 13:53

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Da questo monumentale box set di 6 cd sto ora ascoltando le Variazioni su un tema di Paganini op.35.
Non ho mai nascosto il mio amore incondizionato per il maestro di Amburgo. In questo cofanetto edito da Decca è raccolta tutta la musica per piano di Brahms suonata da Julius Katchen. Katchen è a mio avviso uno dei grandi interpreti dell'arte pianistica brahmsiana. L'acquisto è quasi obbligato, purtroppo il prezzo non è tra i più modici, a meno che non lo si trovi in offerta.
Accanto alle sonate, alle 4 ballade e ai vari pezzi più famosi, sono raccolte pezzi meno noti, ma di un gusto infinito; le danze ungheresi in versione pianistica acquistano nuova luce e grazia rispetto alla pomposa è più famosa versione orchestrale.

P.S. Il tema di paganini è il medesimo che utilizzerà Rachmaninoff nella sua più famosa rapsodia orchestrale
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#27 ex buschi n

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Inviato 17 luglio 2006 - 17:37

Oggi ho ascoltato questo:
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TRIOSK The Headlight Serenade (Leaf 2006)

Ero indeciso se postarlo qui o nel rock, ma i forti elementi jazz e ambient presenti nel disco mi hanno fatto propendere per questo forum.
Prova convincente del trio australiano (al terzo disco) orfani del genio di Jelinek ma brillanti più che mai, con un pianoforte che ricorda spesso Satie.
Ottimo.


Condivido in pieno, gran bel disco... dal sito della leaf si può anche accedere ad un loro live presso la SBC National Radio scraicabile gratuitamente che non è niente male....
per il resto in questo periodo mi stò dedicando a :

Daniel Menche - Concussion - (asphodel 2006)
Avanguardia elettronico induistriale, tutta percussiva, disco particolare, decisamente ostico e da ascoltare con pazienza, però secondo me ne vale la pena...

Evan Parker With Birds - For Steve lacy - (Treader 2005)
Il sax di Parker e l'elettronica degli Spring Heel Jack, mescolati però in una chiave più parkeriana e più vicina a certe sperimentazioni contemporanee... ostico in certi passaggi ma da ascoltare...

Trio with interlude - Omonimo - (Treader 2005)
L'ensemble è praticamente quello di sopra con l'aggiunta di mark sanders, il disco però è più jazzistico in senso stretto, con tinte free europeee seppure anche qui l'elettronica ovviamente non manca.... anche questo, secondo me, da ascoltare...
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#28 OffTopic

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Inviato 17 luglio 2006 - 20:03

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In questo cofanetto edito da Decca è raccolta tutta la musica per piano di Brahms suonata da Julius Katchen. Katchen è a mio avviso uno dei grandi interpreti dell'arte pianistica brahmsiana. L'acquisto è quasi obbligato, purtroppo il prezzo non è tra i più modici, a meno che non lo si trovi in offerta.


Grandissimo e sfortunato Julius Katchen; difficile non adorare le sue interpretazioni brahmsiane. Alcuni anni fa vendevano, dell'opera omina per piano, una selezione di 2 CD (ad un prezzo, perciò, molto più abbordabile rispetto all'intero confanetto) contenente i due cicli di Variazioni su un tema di Paganini, le Variazioni su un tema di Handel, la Sonata in fa minore, le Rapsodie op.79, i pezzi dell'op.116, l'Intermezzo op.117 n.2 e le Ballate op.10. Non so se sia ancora in vendita, ma se lo è lo consiglio.

PS il cofanettone di cui parli tu suppongo non contenga anche i lavori per piano e orchestra, vero?
edit: ho letto ora il "Solo piano". Mi sono risposto da solo.
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#29 Guest_lassigue_bendthaus_*

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Inviato 18 luglio 2006 - 10:03



Daniel Menche - Concussion - (asphodel 2006)
Avanguardia elettronico induistriale, tutta percussiva, disco particolare, decisamente ostico e da ascoltare con pazienza, però secondo me ne vale la pena...



;)

#30 Bateman

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Inviato 18 luglio 2006 - 13:13

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Da questo monumentale box set di 6 cd sto ora ascoltando le Variazioni su un tema di Paganini op.35.
Non ho mai nascosto il mio amore incondizionato per il maestro di Amburgo. In questo cofanetto edito da Decca è raccolta tutta la musica per piano di Brahms suonata da Julius Katchen. Katchen è a mio avviso uno dei grandi interpreti dell'arte pianistica brahmsiana. L'acquisto è quasi obbligato, purtroppo il prezzo non è tra i più modici, a meno che non lo si trovi in offerta.
Accanto alle sonate, alle 4 ballade e ai vari pezzi più famosi, sono raccolte pezzi meno noti, ma di un gusto infinito; le danze ungheresi in versione pianistica acquistano nuova luce e grazia rispetto alla pomposa è più famosa versione orchestrale.

P.S. Il tema di paganini è il medesimo che utilizzerà Rachmaninoff nella sua più famosa rapsodia orchestrale


Posseggo anch'io questo scrigno di tesori inestimabili (lo trovai in offerta da Iperdue qualche anno fa, tipo 40-50 euro). Che dire dell'interpretazione di Katchen: superlativa! Peccato che tale straordinario pianista ci abbia lasciato troppo premturamente.
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“La poesia del lirico non può dire nulla che nella sua più immensa universalità e validità assoluta non sia stato già nella musica che costringe il lirico a parlare per immagini. Appunto perciò il simbolismo cosmico della musica non può essere in nessun modo esaurientemente realizzato dal linguaggio, perché si riferisce simbolicamente alla contraddizione e al dolore originari nel cuore dell’uomo primordiale, e pertanto simboleggia una sfera che è al di sopra di ogni apparenza e anteriore a ogni apparenza. Rispetto a tale sfera ogni apparenza è piuttosto soltanto un simbolo: quindi il linguaggio, come organo e simbolo delle apparenze, non potrà mai e in nessun luogo tradurre all’esterno la più profonda interiorità della musica, ma rimarrà sempre, non appena si accinga ad imitare la musica, solo in un contatto esteriore con la musica, mentre neanche con tutta l’eloquenza lirica potremo avvicinarci di un solo passo al senso più profondo di essa.”
F.Nietzsche, La nascita della tragedia

#31 kingink

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Inviato 18 luglio 2006 - 13:30

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Era da un po' che non ascoltavo il compositore ungherese e per farlo ho pensato di rispolverare questo doppio cd edito da Philips contenente gran parte della musica da concerto scritta da Bartok.
Purtroppo è l'unica esecuzione da me posseduta sia dei concerti per piano che del famoso concerto per orchestra, indi per cui non posso avere un adeguato metro comparativo per quel che riguarda la qualità esecutiva. Posso dire però che gli esecutori non sono gli ultimi arrivati: Kovacevich-Colin Davis per l'integrale pianistica e Haitink per le altre due composizioni. Qualità audio e impatti sulla partitura comunque sono molto buoni.
Tutte le composizioni, eccetto il 1° e il 2° concerto per piano scritte nei primi anni 30, coprono gli ultimi anni di vita del compositore, quindi vanno ad inquadrare il Bartok maturo che abbandona le influenze straussiane giovanili per abbracciare una composizione remore di Stravinsky e Schoenberg.
Agli albori del XXi sec. è ormai assodato come l'arte di Bartok sia una delle grandi conquiste della musica del '900. L'eredità lasciata da Bartok sarà enorme e nel bene o nel male andrà ad influenzare tutte le avanguardie del secondo dopoguerra: dalla scuola di Darmstadt (Ligeti in primis), all'avanguardia polacca (Lutoslawsky e Penderecki) fino alla musica minimale americana (in alcuni passaggi l'uso delle percussioni di Reich mi ha sempre portato alla mente Bartok).
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#32 kingink

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Inviato 18 luglio 2006 - 14:20

Grandissimo e sfortunato Julius Katchen; difficile non adorare le sue interpretazioni brahmsiane. Alcuni anni fa vendevano, dell'opera omina per piano, una selezione di 2 CD (ad un prezzo, perciò, molto più abbordabile rispetto all'intero confanetto) contenente i due cicli di Variazioni su un tema di Paganini, le Variazioni su un tema di Handel, la Sonata in fa minore, le Rapsodie op.79, i pezzi dell'op.116, l'Intermezzo op.117 n.2 e le Ballate op.10. Non so se sia ancora in vendita, ma se lo è lo consiglio.


Lo avevo visto anch'io il doppio (credo sia ancora in catalogo) quando tempo e tempo fa decisi di comprare il Brahms pianistico. Erano affiancati l'uno all'altro, il cofanetto e il doppio sempre edito da Decca; solo che non ebbi grandi titubanze e nonostante la salassata comprai il cofanetto. E a posteriori ne è valsa la pena, caspita se ne è valsa la pena!!!!!!!!
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#33 kingink

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Inviato 20 luglio 2006 - 18:17

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Album strepitoso suonato da un Pollini ancora più strepitoso.
In successione il maestro propone le sonate 22, 23 "Appassionata", 24 e 27. Inoltre un bonus cd registrato nel 2002 al Musikverein di Vienne immortale il maestro nell'esecuzione della 24 e dell'appassionata.
L'"Appassionata" analizzata, scandagliata dal rigore formale del maestro milanese sembra che sia suonata per la prima volta, come se prima di Pollini nessuno si fosse mai cimentato in questa esecuzione. La tempesta di note che investe l'ascoltatore nell' "Allegro assai" iniziale è resa da Pollini eccezionalmente. Pollini sul pianoforte impersonifica il medesimo impeto focoso di Beethoven, rendendo in maniera esemplare l'energia che questo movimento trasuda.
Da adorare anche l'interpretazione live della stessa sonata. Le cronache del 2002 narrano come quella sera a Vienna gli ascoltatori fossero incollati al seggiolino talmente era elevato il phatos emanato dell'interpretazione di Pollini.
Pollini è semza ombra di dubbio uno dei vanti dell'Italia musicale nel mondo e le sue interpretazione beethoveniane (oltre alle sonate da sentire le Variazioni Diabelli) sono già un punto di riferimento imprescindibile!!!!!
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#34 madadayo

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Inviato 05 agosto 2006 - 08:25

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Ho acquistato la versione rimasterizzata di questo capolavoro di Sonny Rollins.La session sembra avere nuova vita........
Con Rollins al tenore ci sono Tommy Flanagan al piano,Doug Watkins al basso e Max Roach alla batteria.
Come dico io, imperdibilissimo!  :D
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#35 ecco2r

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    pivello

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Inviato 08 agosto 2006 - 09:54

Emergence - jerry Bergonzi-  Red Records

trio dal vivo: echi coltraniani - disperati e strazianti -  nel brano eccellente  che da il titolo all'album;  grande interplay tra i tre musicisti per tutto il resto del disco che è una vera  e raffinata goduria .

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#36 out of the cool

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Inviato 08 agosto 2006 - 11:43

miles davis 5tet - live in antwerpen (belgium) 1967

questo è un bootleg credo ma la qualità audio è cmq ottima, da live ufficiale per capirci.
Dio santo, come cazzo suonano questi. shorter, miles, hancock, williams, carter qua sono davvero su un altro pianeta, nemmeno sui loro grandiosi dischi da studio suonano così tosti e "astratti".
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#37 madadayo

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Inviato 08 agosto 2006 - 12:43

miles davis 5tet - live in antwerpen (belgium) 1967

questo è un bootleg credo ma la qualità audio è cmq ottima, da live ufficiale per capirci.
Dio santo, come cazzo suonano questi. shorter, miles, hancock, williams, carter qua sono davvero su un altro pianeta, nemmeno sui loro grandiosi dischi da studio suonano così tosti e "astratti".

Mi leggi la scaletta?  ;)
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#38 PrebenElkjaer

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Inviato 09 agosto 2006 - 09:42


miles davis 5tet - live in antwerpen (belgium) 1967

questo è un bootleg credo ma la qualità audio è cmq ottima, da live ufficiale per capirci.
Dio santo, come cazzo suonano questi. shorter, miles, hancock, williams, carter qua sono davvero su un altro pianeta, nemmeno sui loro grandiosi dischi da studio suonano così tosti e "astratti".

Mi leggi la scaletta?  ;)

La cosa ha incuriosito anche me e mi son messo sotto con google :)
si tratta di questo concerto: http://db.etree.org/...hows_key=50853  ?
In altri siti dicono che si tratta di uno dei massimi live di Miles.

P.S. una ricerca sull'uccellino azzurro da responso positivo  ;)
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Fat Moe: Noodles, cos'hai fatto in tutti questi anni?
Noodles: Sono andato a letto presto.

Tu sai citare i classici a memoria... ma non distingui il ramo da una foglia...

Fiero membro

Ci sono più dischi di merda che vita!

#39 pachuco cadaver

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Inviato 14 agosto 2006 - 15:15

Ciao a tutti!

Non conosco bene la musica classica ma ho intenzione di approfondire le mie esigue nozioni a riguardo. Ho acquistato un cofanetto con le Nove Sinfonie di Beethoven della Wiener Philarmoniker diretta da Claudio Abbado alla fine degli anni 80.
Devo un po' abituarmi a questo tipo di musica ma devo dire che già la trovo strepitosa, a tratti da pelle d'oca...
Recentemente ho trovato un'altra versione delle Nove sinfonie con Von karajan direttore (edite dalla EMI) e vorrei sapere se c'è differenza fra le due: in che cosa si distinguono ed eventualmente qual'è "migliore" (sempre che sia possibile fare un paragone in termini di migliore o peggiore)?
Grazie per le eventuali risposte...

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#40 kingink

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Inviato 14 agosto 2006 - 16:51

Sono due versioni assolutamente di riferimento e dire quale delle due sia la migliore sarebbe riduttivo.Il Beethoven di Karajan è stata l'esecuzione di riferimento fino agli anni 80, oggi lo è quella di Abbado; è una sorta di passaggio di consegna. Io di abbado ho l'esecuzione con i Berliner (l'orchestra migliore per Beethoven sinfonista) che è anche più recente ed è meravigliosa. Di Karajan ho l'edizione della Dg del 1963 ed è la migliore per interpretazione e suono. Credo che le registrazioni della EMi siano degli anni 50, poi c'è ne è un altra della Dg dell'84 credo e un'altra ancora di metà anni 70. Ma la migliore, a detta di tutti è quella del 63.
Quale scegliere? Entrambi ovviamente. Karajan è più titanico di Abbado, la potenza emanata dall'interpretazione di Karajan non ha eguali, la sua ricerca e tantativo di emanazione del titanismo beethoveniano è perfetta. Il Beethoven di Abbado è diverso, ma altrettanto valido. La pulizia e la nitidezza dell'interpretazione abbadiana è fantastica. Quando sento Abbado, parere personale, sento un Beethoven ancora più moderno di quanto è; la grandezza di abbado è quello di aver spogliato l'interpretazione di Beethoven di una certa ridondanza sonora: è un'interpretazione molto razionale e precisa, molto contemporanea nella concezione e meno classica. Ma a me piace trantissimo.
In poche parole alla tua domanda io rispondon che sono valide e belle in egual misura. La cosa che ti consiglio è di procurarti le interpretazione sia di Karajan che di Abbado edite da Dg con i Berliner Philarmoniker. La sessione degli ottoni di questa orchestra, presente peraltro massicciamente in molte sinfonie di Beethoven, vedi 5 e 9, è la migliore della musica classica. Qiundi l'unica cosa che ti consiglio è di procurati l'edizione dei due autori con i Berliner.
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