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L' album che sto ascoltando (jazz,classica & avanguardie)


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#61 kingink

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Inviato 23 agosto 2006 - 09:45

MI sarei perciò associato ai consigli certamente; tuttavia, conoscendo la poca simpatia di Richter per le integrali, temo che non ne esista una dei preludi. Sbaglio? Il fatto è che, per quanto ciascuno dei preludi sia un piccolo capolavoro, sono convinto che il modo migliore per apprezzarli sia ascoltarli di fila e senza interruzioni, godendo dei contrasti violenti tra l'uno e l'altro (contrasti di stile, di atmosfera, di forma). E' un'esperienza che mette i brividi: ogni volta di più ho la sensazione, nel momento in cui ha inizio l'intricato preludio in do maggiore, di iniziare fiducioso un cammino al termine del quale arriverò prosciugato, spossato.


Santissime parole.

Aggiungo un altro nome non citato:

Ivan Moravec - Preludes (24) for Piano, Op. 28 & Ballade for Piano no 4 in F minor, B 146/Op. 52
Immagine inserita

Sui Notturni Moravec ha dato un'interpretazione da brividi, ma anche la versione dei Preludi è ottima.
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#62 Notker

Notker

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Inviato 23 agosto 2006 - 10:27

p.s. notker l'intervista di bangs a beefheart, da cui traesti la tua bellissima firma, dove la posso trovare? forse in uno dei due libri pubblicati di recente da minimum fax?


[OT]
yes...
Immagine inserita
[/OT]
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#63 Guest_runciter_*

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Inviato 23 agosto 2006 - 13:21

grazie!

#64 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 25 agosto 2006 - 16:24

Immagine inserita

continuando a parlare di Chopin, volevo segnalare questa rimasterizzazione con i controfiocchi di una leggendaria incisione di Arthur Rubinstein, ritenuto (a torto o a ragione, non si sa) il più grande interprete chopiniano del XX secolo.
si tratta di un SACD che, per la verità, viene venduto a un prezzo accessibile (intorno ai ? 15 da Feltrinelli).
è certamente un pianismo datato, nel senso che oggi Chopin viene riletto in modo molto piò scarno (provate ad ascoltare gli ultimi Notturni incisi da Pollini).
ma si tratta di una testimonianza dall'impatto emotivo tremendo; Rubinstein scatena forze telluriche (il finale della Ballata n.1, lo Scherzo n.1 e, ovviamente, il finale della Ballata n.4) ma anche i momenti centrali ai quali, soprattutto negli Scherzi, Chopin affidava il suo proverbiale afflato romantico sono animati da una forza latente come a far presagire la "bestia" che di lìa poco si scatenerà.
questa incisione, come quella ancor più leggendaria che contiene il Concerto n.2 e Grande Polaccca brillante preceduta da un Andante spianato (esecuzione che fece gridare al miracolo e rimasta nella memoria collettiva), è lo specchio fedele di un pianismo che ha segnato l'evoluzione dello strumento, diretto discentente di quello trascendentale che ebbe in Liszt il suo mentore e in Chopin stesso il nume tutelare.
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#65 kingink

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Inviato 25 agosto 2006 - 17:02

continuando a parlare di Chopin, volevo segnalare questa rimasterizzazione con i controfiocchi di una leggendaria incisione di Arthur Rubinstein, ritenuto (a torto o a ragione, non si sa) il più grande interprete chopiniano del XX secolo.
si tratta di un SACD che, per la verità, viene venduto a un prezzo accessibile (intorno ai € 15 da Feltrinelli).
è certamente un pianismo datato, nel senso che oggi Chopin viene riletto in modo molto piò scarno (provate ad ascoltare gli ultimi Notturni incisi da Pollini).


Ottima segnalazione....ne terrò presente.
Verissimo quello che dici sul modo di interpretare in maniera scarna l'opera di Chopin attualmente.
Come ho avuto modo di scrivere nelle pagine addietro di questo topic, ritengo l'interpretazione polliniana dei Notturni già di riferimento. Troppo bella, troppo sentito da Pollini la magia del notturno chopiniano.
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#66 Notker

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Inviato 25 agosto 2006 - 17:27

Come ho avuto modo di scrivere nelle pagine addietro di questo topic, ritengo l'interpretazione polliniana dei Notturni già di riferimento. Troppo bella, troppo sentito da Pollini la magia del notturno chopiniano.


piccola ma interessante curiosità: nel 1960, Pollini appena 18enne, nonostante il parere contrario del suo maestro Vidusso, si iscrisse al famigerato Concorso Chopin di Varsavia (con il Busoni e il Van Cliburn il concorso più impegnativo del mondo); il caso volle che proprio quell'anno il già leggendario Arthur Rubinstein fosse il presidente della giuria.
Come tutti sanno, Pollini lasciò di stucco tutti quanti e conquistò il primo premio. Nella serata finale, ossia il cosiddetto "concerto dei vincitori", Pollini eseguì proprio la Grande Polacca brillante (cavallo di battaglia per antonomasia di Rubinstein stesso); quello che a tutti sembrò una sfrontatezza si risolse in una serata memorabile e l'esecuzione polliniana di quel macigno di tecnica e interpretazione che è la Grande Polacca brillante spinse Rubinstein alle lacrime. Alla fine il grande maestro fu ben lieto di abbracciare il giovane pianista... come suol dirsi, 110 e lode con bacio accademico, insomma. :D
questi sono i vincitori di quell'anno:
http://www.konkurs.c...hp?DOC=d_ifoqbi
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#67 kingink

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Inviato 25 agosto 2006 - 17:43

....e il giovane Pollini cominciò a bruciare le tappe di una straordinaria carriera.
Curiosità gustosissima, la conoscevo più o meno anch'io così.





P.S. Nokter ti ho inviato un pm....appena riesci buttaci un occhio. Thanx
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#68 Notker

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Inviato 27 agosto 2006 - 09:25

Immagine inserita

forse ancora oggi l'esecuzione di riferimento del capolavoro monteverdiano.
Philip  Pichett, che dirige il glorioso New London Consort, offre una lettura essenziale, per scelta strumentale e vocale, di quest'opera che, all'alba del 1600 inaugurò la stagione moderna del melodramma.
sebbene dal punto di vista armonico e melodico L'Orfeo rimanga nel solco dei dettami stilistici della Camerata fiorentina (il gruppo di teorici della musica e del teatro che fissò i canoni del dramma musicale), mai era accaduto che un compositore si immedesimasse tanto nella tragedia raccontata.
L'opera narra, infatti, delle vicende di Orfeo ed Euridice, tramandate dall'antica Grecia.
Monteverdi sembra quasi immedesimarsi con il protagonista, regalando delle melodie così dolci e strazianti nel contempo, che l'ascolto provocò all'epoca reazioni davvero toccanti. Come quella del signore di Mantova (presso il cui castello fu eseguita la "prima") che, rimasto scioccato dai cinque atti, volle farli rappresentare per parecchi giorni di fila senza mai mancarne una.
Anche la scelta della "partitura continua" sarà foriera di piccole grandi rivoluzioni nel melodramma che, proprio grazie a L'Orfeo, abbandonerà gli schemi primitivi per avviarsi alla conquista del melodramma che tutti conosciamo.
un'opera immensa, una delle tante chiavi di volta attraverso cui si sviluppa la storia della musica occidentale.
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#69 kingink

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Inviato 27 agosto 2006 - 10:52

a parte il già citato di Monteverdi ho sempre apprezzato questa opera e questa miliare interpretazione:

Immagine inserita
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#70 Paolo87

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Inviato 27 agosto 2006 - 10:58

Visto che parlate di musica classica, volevo chiedervi una cosa:
secondo voi chi è il migliore interprete di Schubert e Schumann?

Di Mozart invece?
Liszt?

Grazie.
Per il resto ormai si sa che Beethoven e Chopin sono meglio interpretati da Michelangeli in ogni loro opera (e poi in successione da Arrau)
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#71 kingink

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Inviato 27 agosto 2006 - 11:15

Credo tu stia intendendo l'opera pianistica ???

Schubert: Scnhabel, Lupu, Schiff

Schumann. Richter

Mozart: Brendel, Serkin, jando, Gulda

Liszt: Arrau, Richter

Chopin: Rubinstein, Horowitz, Pollini, Argerich

Beethoven: Arrau, Kempff, Backhaus, Schnabel, Pollini

P.S. Tieni presente che questi elenchi sono alquanto tediosi e fuorvianti. Ogni persona ha i suoi. Sono convinto che il prossimo utente che interverrà proporrà nomi diversi dai miei.
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#72 Paolo87

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Inviato 28 agosto 2006 - 16:36

Michalangeli non ti sta simpatico ???
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#73 kingink

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Inviato 28 agosto 2006 - 16:43

Michalangeli non ti sta simpatico ???


Michelangeli lo adoro...ce ne fossero di pianisti cosi....................
ritengo solo che su Beethoven e Chopin ce ne siano stati di migliori.
Michelangeli è però a parere di scrive il miglior interprete di sempre di Debussy. Se leggi le pagine precedenti del topic te bne puoi benissimo rendere conto.

Per completezza l'album è il suddetto:
Immagine inserita
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#74 Notker

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Inviato 29 agosto 2006 - 09:21

i nomi che state citando sono tutti grandissimi; davvero è solo una questione di gusti, eh.
detto ciò, ho ascoltato tanto tempo fa (e poi a più riprese) le storiche incisioni di alcune sonate beethoveniane fatte da Michelangeli.
il rigore formale ossessivo, quasi maniacale che trasuda da ogni nota è pauroso; nulla di ciò che riguarda la produzione sonora di ogni singola nota, dalla pressione sul tasto alla durata, dall'articolazione al pedale, ecc. ecc. è lasciato al caso.
tutto ciò, a parte una sconfinata ammirazione per questa sorta di "sacerdozio" del suono, rende le partiture del genio di Bonn estremamente controllate, quasi contro natura, considerando la veemenza tipica, direi proverbiale di Ludwig van Beethoven.
proprio per questi motivi, che ripeto essere essenzialmente di gusto personale, ritengo anch'io che ci siano in giro incisioni più consoni al mio modo di vivere la musica di Beethoven; tanto per fare qualche nome: Kempff (su tutti), Schnabel, Serkin, Lupu, Pollini (aridaje... ma la sua Appassionata credo sia il vertice interpretativo di quella sonata), Backhaus.
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#75 kingink

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Inviato 29 agosto 2006 - 09:51

Pollini (aridaje... ma la sua Appassionata credo sia il vertice interpretativo di quella sonata),


Gagà non dire così, alla fine stai dicendo la verita nuda e cruda.......... ;D
Questo cd è da isola deserta...
Immagine inserita
...e non mi stancherò mai di dirlo.
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#76 Notker

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Inviato 31 agosto 2006 - 07:31

Questo cd è da isola deserta...
Immagine inserita
...e non mi stancherò mai di dirlo.


segnalai questo cd nel vecchio forum; lo feci perchè la DG, con la sensibilità intellettuale enorme che li ha sempre contraddistinti, nel 2004 mise in commercio una versione "deluxe" (in realtà a prezzo popolare) di questa storica incisione, che comprendeva un secondo cd sul quale era stato inciso il famoso concerto (per chi è attento alle cronache di concerti) nel quale Pollini eseguì la celeberrima Appassionata che lasciò di stucco il pubblico e fece gridare il miracolo ai critici di tutto il mondo.
la veemenza, a tratti tellurica, con cui affronta l'agogica del I tempo. Allegro assai è più unica che rara, perfettamente bilanciata dal controllo stilistico (quasi alla Michelangeli) del III tempo. Allegro ma non troppo; in mezzo un Andante con variazioni come mai mi è capitato di udire, dolce ma sempre robusto con (vivaddio!) una mano sinistra finalmente protagonista nell'esposizione del tema.
un cd da acquistare immediatamente...

io intanto, in preda a una folgorazione (l'ennesima) schumanniana, sono andato a riascoltare questo doppio cd da favola:
Immagine inserita
nel quale il grande maestro che tutti conosciamo fissa su disco la versione definitiva e incontrovertibile del sinfonismo di Schumann.
impresa titanica, come ben sa chi mastica un po' di classica.
infatti, la micro-struttura armonica presente nell'opera di Schumann, un vero e proprio rompicapo per gli interpreti ed esecutori, tocca nelle 4 Sinfonie (specialmente la III "Renana") vertici di assoluta follia (come lo era stato per il pianoforte con la Fantasia op.17 o la travagliatissima Sonata in fa min).
a differenza di uno Chopin, nel quale il contrappunto fungeva da arricchimento armonico (per la verità solo nelle ultime opere), o di un Liszt, nel quale serviva solo a richiamare un esotismo medioevale, in Schumann il contrappunto è parte integrante dello sviluppo melodico.
la melodia, infatti, è talmente intrecciata che non di rado sembra sparire, inghiottita dal vortice armonico; un po' come i grandi cetacei, la melodia schumanniana vive sotto la superficie dell'oceano armonico, di tanto in tanto ritornando in superficie a prendere aria e a manifestarsi in tutta la sua possenza.
una scrittura orchestrale di questo tipo pone dei problemi talmente enormi (a volte la corposità di un tutti orchestrale è resa solo nel gesto e nella scrittura ma non si manifesta con il suono... un incubo per ogni direttore d'orchestra) che solo uno come Herbert von Karajan poteva risolvere.
una vera Mission Impossible, che però ha dato frutti incredibili ed emozionanti.
un must della classica di ogni tempo.
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#77 kingink

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Inviato 31 agosto 2006 - 10:35

Due paroline su quel momunento che è la Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op.97 "Renana" di Robert Schumann.
La prima generazione romantica era tormentata da un noto interrogativo, conosciuto sotto lo pseudonimo della "questione della grande forma". I primi romantici erano disturbati e non poco dall'evidente difficoltà di riuscire a calare in una grande struttura musicale (sinfonia o concerti) quell'abbondanza di idee musicali che trovavano sfogo in pezzi brevi per piano o nel lied. Anche Schumann ovviamente si trovò a dover risolvere la suddetta empasse. Non a caso, nel corso della sua vita Schumann compose come pezzo di ampio respiro: 4 Sinfonie, un concerto sublime per pianoforte e uno per violoncello.
In parole povere Schumann non era sinfonista tout court, ma resta il fatto che i suoi esiti sinfonici siano tra le vette raggiunte dalla musica moderna. Ne è un esempio lampante la sinfonia "Renana", nella quale Schumannn trovò nella gloriosa tradizione musicale tedesca le risposte ai suoi interrogativi. L'universo di idee schumaninano si inserisce in una compatta struttura orchestrale nella quale il contrappunto (e qui entra in gioco l'ottima analisi di Gagà) gioca un ruolo di primissimo piano. L'attenzione del musicista va non tanto al colore o all'impasto timbrico quanto alla coerenza musicale, alla tradizione sinfonica velata da un' aspirazione pianistica a cui Schumann in toto apparteneva.
Il primo movimento, ampio e maestoso suggerisce l'immagine del fiume reno, mantre nello scherzo seguente è un clima festatnte a fare la parte del leone. Mirabile è l'inserimento di un lento come terzo movimento (una sorta di Lied sinfonico). Come quarto tempo troviamo un Maestoso prima che un vivace vada a concludere l'opera.
Tra le interpretazioni non posso che unirmi a consigliare Karajan. Io ho anche una completa interpretazione di Chailly, non è niente male (lo preferisci sui moderni). L'unico neo è che l'ho comprata insieme al giornale Amadeus e non so se in negozio si possa trovare un incisionae analoga per un altra etichetta.

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#78 Notker

Notker

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Inviato 31 agosto 2006 - 10:52

Io ho anche una completa interpretazione di Chailly, non è niente male (lo preferisci sui moderni). L'unico neo è che l'ho comprata insieme al giornale Amadeus e non so se in negozio si possa trovare un incisionae analoga per un altra etichetta.


in genere quella rivista pubblica cd con esecuzioni di etichette del settore; infatti, come potrai notare, oltre all'etichetta della rivista, appare sempre il logo dell'etichetta d'origine.
questo tranne le registrazioni "esclusive" (generalmente live) fatte per Amadeus, dove il loro logo è l'unico che compare.
nel caso specifico, credo che quella di Chailly sia un cd Decca registrato con il Concertgebouw di Amsterdam, roba di fine anni 80, credo.
tempo fa ascoltai su Radio3 (emittente mai lodata quanto si dovrebbe) la sua Sinfonia n.4; non è Karajan, ma la Sinfonia era ottimamente eseguita. Del resto il Concertgebouw è una delle migliori orchestre del mondo, una delle mie preferite... e Chailly è l'unico che ne abbia compreso le straordinarie potenzialità, soprattutto per la cantabilità e il portamento degli archi.
i cicli sinfonici di Bruckner e Mahler credo siano tra gli esempi più illustri del 900.
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#79 kingink

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Inviato 31 agosto 2006 - 11:08


Io ho anche una completa interpretazione di Chailly, non è niente male (lo preferisci sui moderni). L'unico neo è che l'ho comprata insieme al giornale Amadeus e non so se in negozio si possa trovare un incisionae analoga per un altra etichetta.

in genere quella rivista pubblica cd con esecuzioni di etichette del settore; infatti, come potrai notare, oltre all'etichetta della rivista, appare sempre il logo dell'etichetta d'origine.
questo tranne le registrazioni "esclusive" (generalmente live) fatte per Amadeus, dove il loro logo è l'unico che compare.

Mi sono come sempre spiegato male. :P  Volevo dire che, data la non recente interpretazione, non so se c'era ancora in catalogo per Decca l'analoga interpretazione.

tempo fa ascoltai su Radio3 (emittente mai lodata quanto si dovrebbe) la sua Sinfonia n.4; non è Karajan, ma la Sinfonia era ottimamente eseguita.


Radio 3 è un'emittente straordinaria.
I concerti del mattino, ovviamente quando non sono in università, ma non solo questo, sono per me un'appuntamento fisso.

per curiosita, ora in onda

I CONCERTI DEL MATTINO
MAHLER CHAMBER ORCHESTRA
Violino,Valerij Sokolov
Direttore, Ivor Bolton

Sergeij Prokofiev
Concerto n.2 in sol monore op.63 per violino e orchestra
-Allegro moderato
-Andante assai
-Allegro ben marcato

Registrato al Teatro Comunale di Ferrara il 15 Novembre 2005

MAHLER CHAMBER ORCHESTRA
Direttore,Tonu Kaljuste

Joseph Haydn
Sinfonia n.90 in do maggiore
Allegro assai
Andante
Minuetto
Allegro assai

Registrato al Teatro Comunale di Ferrara il 13 Marzo 2006

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#80 out of the cool

out of the cool

    Roadie

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Inviato 01 settembre 2006 - 09:36

sono andato a nanna con eric dolphy live at 5 spot vol.1 e mi son svegliato con point of departure di andrew hill, che disco favoloso ragazzi. adoro sempre di più il clarinetto basso di dolphy (che c'è in entrambi i dischi). mi piace un po' meno quando suona il sax alto, lì è forse un po' esageratamente fuori di testa nel suo modo di suonare (anche se suona alla grande, ovviamente).
andrew hill è un pianista davvero affascinante, compone temi strampalati, fa voicing quasi sempre molto oscuri e ogni suo disco del periodo blue note da me ascoltato è davvero bello forte.

ps. domanda per gli intenditori di classica: com'è l'originale del concierto de aranjuez di joaquin rodrigo (rifatto da miles davis e gil evans), mi può piacere ? incisioni consigliate?
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