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Album Inafferrabili


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101 replies to this topic

#1 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 22 ottobre 2021 - 15:25

*
POPOLARE

Quei dischi che - non importa quante volte e quanto spesso ci torniate su - non sembrano svelare mai il loro segreto e rimangono sempre, in qualche misura, inspiegabili e imprendibili.

 

Niente postaggi senza commenti - anche brevi vanno bene.

 

 

Nico - The Marble Index

 

nico-marable-index-cover-big-650x650.jpg

 

Qui sarà sicuramente la stratificazione e la stortezza degli arrangiamenti, ma a parte questo trovo difficile pensare che canzoni del genere possano anche solo essere immaginate. Il parto più chimerico, ambiguo e misterioso della musa tedesca.

 

 

 

Shackleton - Music for the Quiet Hour

 

65687xbig.jpg

 

Questo probabilmente, anzi sicuramente, l'ho già scritto altrove.

 

 

Più lo ascolto (Shacky) e meno ci capisco. Questo o viene dal futuro - mi pare per molti versi troppo in anticipo rispetto alle attuali tendenze tunz - o ha trovato la formula per una musica senza tempo e luogo, che davvero si spiega e si esaurisce in se stessa in assoluta autonomia, con così tanti riferimenti da dare l'impressione di non averne affatto.

C'è una terza possibilità: che io non ci arrivo, e invece qualcun altro ha la capacità di "seguirlo" e abbandonarsi a tali suggestioni; io non lo seguo, non ho appigli di alcun tipo per ragionarne e goderne. E, beninteso, questa è una dichiarazione di stima.

 

 

Sono trascorsi un tot di anni e sto ancora a quel punto.


  • 18

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 22 ottobre 2021 - 19:50

*
POPOLARE

La trota è in agguato
  • 11
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]


Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


non vorrei sembrare pedante


#3 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

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Inviato 22 ottobre 2021 - 21:22

My_Bloody_Valentine_-_Loveless.png

 

The_Art_of_Walking_%28Pere_Ubu_album_-_c

 

Mettiamola così, in due parole. Sono due dischi che conosco da almeno un decennio e che quando li ascolto semplicemente mi chiedo il perché siano stati concepiti e creati così, quale logica ci sia dietro e se ce ne sia una, perché non la trovo. 


  • 1
Adescatore equino dal 2005

#4 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 ottobre 2021 - 06:31

Quei dischi che - non importa quante volte e quanto spesso ci torniate su - non sembrano svelare mai il loro segreto e rimangono sempre, in qualche misura, inspiegabili e imprendibili.

 

 

 

Questa dovrebbe essere definita come l'estrema onestà dell'arte o quantomeno la sua indubbia ambiguità, almeno in campo musicale.

 

Inspiegabili: oddio.. quando sei alle prime armi anche un disco dei MAIN ti sembra assolutamente inspiegabile e cerchi in tutti i modi di decifrare quei anti-arabeschi con tutta la tua anima.. perdendo dunque il piacere dell'arte, del farsi arte, insomma la sua essenza espressiva.

 

Inspiegabili: quando inizi a entrare in quel mondo, anche attraverso una competenza specifica (nel mio caso BLOW UP e molti libri di classica contemporanea e non solo..) riesci a capire non alla perfezione ciò che l'artista veramente ci ha comunicato, ma riesci a immaginarti un supporto-contesto e puoi anche godere di questa musica.

 

Inspiegabili: ovviamente ci troviamo davanti a un problema relativo in una materia assolutamente relativa (giudizio) che è la musica.. da Madonna a Wagner è. sempre la stessa cosa: sentimento e gusto totalmente liberi da ogni dittatura ontologica.

 

Inspiegabili: il tramonto di ogni certezza.. sarebbe bello non poterci capire nulla, ritornare alla preistoria della coscienza, all'impossibilità di decifrare qualche cosa, MAIN in questo senso è l'illustrazione massima della creazione della de-creazione celeste dell'epoca del prima del pronome. 

 

Imprendibili: nella maniera della manina Stoica? o giochiamo pure a perderci per un istante in una nobiltà ferrigna. 

 

 

MAIN HZ

 

Ci ritorno spesso e rimane ancora qualche cosa di troppo personale, di empatico che non mi permette in nessun modo di arrivare a una vetta, anche se la vetta tutto sommato è sempre lì.. a valle in qualche modo tra DUPIN-KAFKA-BORGES..

 

In un certo senso è la comprensione totale di una possibilità di dolore esistenziale siffatto in musica che non è più possibile, in quanto dall'ascolto siamo passati al meta-ascolto per eccesso di informazioni.

 

Che cosa mi separa dalla cognizione effettiva di questo spruzzo indelicato di abisso inorganico tendente a una strisciata nel mondo dell'ambiente degli ORB? l'ego trascendentale o il vizio del limite kantiano che quasi quasi han fatto staffetta nella storia della filosofia che è anche l'arte dell'arte del poter individuare un percorso formativo, decisamente formativo.

 

HZ è rizomorfo, è come l'assise intravista in alcuni spunti del cinema di STRAUB o nell'indicibile di un certo BENN.

 

 

Dunque:

 

MAIN: HZ

 

HAFLER TRIO: TRILOGIA AMBIENTALE (Ci ritorneremo)

 

ZOVIET FRANCE:  GARISTA 

 

AMM: LAMINAL (primo cd)


  • 1

#5 pooneil

pooneil

    Enciclopedista

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Inviato 23 ottobre 2021 - 10:12

bellissimo topic, lo interpreterò sperando di non sbagliarmi come quei dischi vorreste amare ma non vi arrivano.

 

io ho The Piper at the Gates of Dawn.

nonostante la psichedelia anni '60 sia il mio genere preferito, questo suo apice non l'ho mai sentito mio.

gli ascolti di quando avevo diciottanni è come se non fossero mai accaduti, dato che il disco mi passava attraverso senza lasciare alcuna traccia; lo reputavo incomprensibile, troppo alieno.

neanche gli ascolti da più maturo cambiarono le cose, cominciavo ad addentrarmi più nell'opera ma senza coinvolgermi troppo, rimanevo abbastanza impassibile insomma.

tranne una volta che mi scaricai un vinyl rip mono, e lì, cribbio, che disco dinamico ed avvincente!

 

ad oggi, dopo averci riprovato più volte anche durante l'ultimo lockdown, comincio ad apprezzare il lavoro di chitarra di Barrett (che fa robe veramente assurde e peculiari) e gli arrangiamenti delle canzoni ma non è vero amore, quando per esempio nello stesso periodo ho scoperto i dischi di Ill Wind (Flashes), Hunger (Strictly From Hunger) ed Axe (Music) e qui sì è stato amore a primo ascolto, ma amore vero.

Forse c'è un po' di cacofonia gratuita in questo disco che me lo tiene distante, non solo nella musica ma anche nell'impianto vocale (I GOT A BIKE YOU CAN RIDE IT IF YOU LIKE).

 

I singoli Barrettiani (quelli presenti nella raccolta The Early Singles per capirci) mi piacciono da matti, così come Jugband Blues.

I dischi solisti non li ho mai ascoltati troppo ma non mi hanno mai coinvolto.

 

p.s. per Loveless io ci misi 6 mesi ad innamorarmene


  • 2

#6 vit vit

vit vit

    cap&cazz

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Inviato 23 ottobre 2021 - 13:41

Thomas Köner La barca
Un disco e artista scoperto su queste pagine 5/6 anni fa.

Mi affascina il concept delle field recording l'atmosfera sospesa, l'assenza di convenzioni strumentali ecc ecc
Però mi dà un senso di ,boh...
Suoni d'ambiente inframezzati da rumori e parlato tipici di data città a cui è intitolata.
Boh
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#7 woody

woody

    mainstream Star

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Inviato 23 ottobre 2021 - 14:52

 

 

 

 

Shackleton - Music for the Quiet Hour

 

65687xbig.jpg

 

Questo probabilmente, anzi sicuramente, l'ho già scritto altrove.

 

 

Più lo ascolto (Shacky) e meno ci capisco. Questo o viene dal futuro - mi pare per molti versi troppo in anticipo rispetto alle attuali tendenze tunz - o ha trovato la formula per una musica senza tempo e luogo, che davvero si spiega e si esaurisce in se stessa in assoluta autonomia, con così tanti riferimenti da dare l'impressione di non averne affatto.

C'è una terza possibilità: che io non ci arrivo, e invece qualcun altro ha la capacità di "seguirlo" e abbandonarsi a tali suggestioni; io non lo seguo, non ho appigli di alcun tipo per ragionarne e goderne. E, beninteso, questa è una dichiarazione di stima.

 

 

Sono trascorsi un tot di anni e sto ancora a quel punto.

 

Avevo quel disco di Shackleton scaricato credo dal 2012/13 e mai ascoltato, l'ho fatto oggi per la prima volta e mi sembra davvero bello. Vedo che su rateyourmusic usano etichette come tribal ambient o ambient techno che io non conosco minimamente.

Nico per me invece è inafferrabile nel senso che nella stragrande maggioranza dei casi mi fa due palle così, è uno di quegli artisti venerati da critica e fan rock che non ho mai compreso


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#8 maladiez

maladiez

    Kosmische express courier

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  • LocationMagna Grecia

Inviato 23 ottobre 2021 - 16:16

Piu' che un disco una band, i PORCUPINE TREE, periodicamente ci torno, avrebbero tutte le caratteristiche per piacermi, c'è il prog, c'è il lato decadente, cantautorale , c'è la tecnica, la potenza, il pathos, tutto ben dosato eppure...ogni volta che li ascolto  mi rimane poco o nulla! Mi scivolano letteralmente. E' come gustare uno di quei gelati dove senti subito il gusto ma subito dopo ti rimane in bocca un sapore metallico.

 

Su Nico concordo con Woody , mi piace molto la timbrica della sua voce ma musicalmente non riesco a capirla.


  • 0

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#9 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
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Inviato 23 ottobre 2021 - 16:50

Ma per inspiegabili che intendi? Dischi di cui riconosciamo la grandezza, ne percepiamo il valore, li apprezziamo finanche a grandi linee ma per qualche motivo non ne veniamo catturati completamente lasciandoci disorientati senza capire se siamo noi a non coglierne naturalmente la grandezza o se siano gli altri in preda a un'allucinazione collettiva? Perchè in questo caso per me c'è sicuramente lui:

 

61op6mptZML._AC_SL1425_.jpg

 

Ciliegina sulla torta mi mette pure di cattivo umore come nessun altro disco.


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RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#10 Gonzo

Gonzo

    Twenty-Three Lubed Up Schizophrenics With Delusions of Grandeur

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Inviato 23 ottobre 2021 - 17:07

Penso che paloz intenda l'incapacità di concettualizzare il perchè questo o quell'album ci piaccia/affascini.


  • 0

the best ever death metal band out of Denton
never settled on a name.
but the top three contenders, after weeks of debate,
were Satan's Fingers, and the Killers, and the Hospital Bombers.


#11 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 23 ottobre 2021 - 18:29

610jHBqtMvL._AC_SY450_.jpg

Sicuramente questo.
La prima volta che l'ho ascoltato saranno state le due di notte, al buio di una stanza non mia. Mi è scivolato via in sottofondo (benché ce l'avessi in cuffia), come se nulla fosse, mentre io scivolavo nel sonno. Ma non così presto da non avvertire il bisogno di farlo ripartire, perché sentivo che mi mancava qualcosa, qualcosa che stranamente, quasi inavvertitamente, mi aveva catturato. Quella stessa mancanza di cui sono fatte le canzoni di Quarantine: indefinite, dai contorni incerti, il sottofondo di un dancefloor ascoltato da lontano, da una distanza che è anche temporale. Insomma, in qualche modo pare che c'entrino i futuri perduti di Mark Fisher (che vabbè, allora non conoscevo) in questa elettronica liquida un po' stranita, un po' triste (anche un po' dark-wave), eterea come il fantasma di un'euforia svanita, di un infinito lasciato alle spalle.

È un disco che fa della indefinitezza, della distorsione prospettica, della fragilità (la voce della bionda Laurel), finanche dell'inconsistenza la sua cifra. Quel suo quasi- o quasi non più-esserci sonoro, quella soglia percettiva su cui si gioca, quei beats sfasati nello spazio e nel tempo rendono Quarantine il disco più genuinamente ipnagogico che possa dire d'aver mai sentito. Poi verranno la techno sui generis di Chance of Rain e il sole sovraesposto di Dust, ma per l'esordio di Laurel Halo c'è un posto speciale nel mio cuore.

Poi la copertina :wub:
  • 3
A chemistry of commotion and style

#12 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 ottobre 2021 - 18:48

Penso che paloz intenda l'incapacità di concettualizzare il perchè questo o quell'album ci piaccia/affascini.

 

Speriamo che il concetto possa esulare sempre e comunque dall'arte musicale. Il nostro ospite ha senz'altro calcato sul piano metafisico.


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#13 popten

popten

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Inviato 23 ottobre 2021 - 20:42

residents-meet-the-residents-Cover-Art.j

 

 

( :zoviet*france: - Mohnomishe )

 

_zoviet_france-mohnomishe-Cover-Art.jpg

 

jon-hassell-fourth-world-volume-two-drea

 

Questi sono i primi tre dischi a cui penso con riferimento ad album che amo ma di cui non ho una idea precisa, quindi misteriosi/mutevoli negli ascolti nel tempo  :sbav:


  • 1

#14 bosforo

bosforo

    ¬`¬`

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Inviato 24 ottobre 2021 - 09:58

Per me su tutti questi due:
 
fd0725a1.jpeg
 
 
Van Dyke Parks - Song Cycle
Mi fu consigliato come 'la musa di Deserter's Songs' ed e' una mezza verita'. Suono dinamico e ricchissimo, ogni 20 secondi le canzoni cambiano, nuovi strumenti si affacciano, ecc. I primi ascolti sotto abbaglio sono stati sufficienti a capire la caratura del lavoro ma per me rimane un enigma infinito. Mi sembra di rivivere quella sensazione di dormiveglia in cui ti svegli a intervalli regolari, nei momentanei risvegli cogli dei dettagli di un film o disco che stavi guardando o ascoltando (nello specifico una colonna sonora di un musical) e poi ti riaddormenti con quella sensazione di bocca impastata nel caldo estivo. L'avro' ascoltato una marea di volte ma saprei solo mormorare alcuni motivetti isolati, figurarsi anche solo descrivere l'andamento completo di uno dei pezzi.
Bello, ma Deserter's Songs e' un capolavoro di sintesi, questo e' un album di schizzi (registrati benissimo per carita') che aspetta che qualcun altro lo prenda in mano e lo realizzi.
D'altro canto, altre canzoni di VDP non incluse in Song Cycle mi piacciono molto.
 
 
0060255776513_600.jpg
 
Milton Nascimento - Milagre dos Peixes
Con MN di solito mi sento a casa anche quando esce dal convenzionale, ma Cristo, questo e' uno dei dischi piu' ostici che ho mai sentito. Percussivo, con gli spazi tra gli strumenti pieni di ululati tormentati che vanno a rimpiazzare i testi (censurati dal regime), ogni tanto dei sassofoni o pianoforti sempre tristissimi o tessiture orchestrali arcigne.
A differenza di Song Cycle questo mi piace moltissimo ma la memoria puo' aiutare fino a un certo punto con canzoni cosi' e difatti pur piacendomi molto lo ascolto meno di altri suoi dischi in cui magari trovo difetti maggiori. 
 
Ahah sottoscrivo ogni parola su The Piper ATGOD, inclusi i commenti sui singoli e sui dischi solisti di SB.

  • 3

#15 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 24 ottobre 2021 - 10:15

I Residents anche io, concettualmente sono pure fighi ma non mi piacciono proprio "esteticamente". Cosa che non avviene per esempio con il primo dei Faust, che invece mi da sensazioni di piacere anche senza la sovrastruttura concettuale.

Jon Hassell pure lo adoro e mi piace proprio.

Ah per me anche questo:
the-pop-group-y-Cover-Art.jpg

Ma c'è da dire che non l'ho mai ascoltato in maniera "impegnata"
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#16 popten

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:08

I Residents anche io, concettualmente sono pure fighi ma non mi piacciono proprio "esteticamente". Cosa che non avviene per esempio con il primo dei Faust, che invece mi da sensazioni di piacere anche senza la sovrastruttura concettuale.

Jon Hassell pure lo adoro e mi piace proprio.

Ah per me anche questo:
the-pop-group-y-Cover-Art.jpg

Ma c'è da dire che non l'ho mai ascoltato in maniera "impegnata"

 

l'omonimo dei Faust l'ho considerato , ma non l'ho scelto perchè rispetto altri album mi risulta comunque piu' scolpito nella mia memoria musicale, non mi riserva 'sorprese' ad ogni ascolto, per intenderci . Se ho ben compreso l'idea di paloz :) , che ne fa un thread molto 'personale'.

stessa cosa per Y, che è uno dei miei dischi preferiti <3 , o anche per i Chrome, che pure avevo considerato ma ho alla fine escluso .

Restano ovviamente dei dischi che potrebbero 'uscire' anche oggi o nel futuro, ma questo potrebbe essere spunto per un altro thread, se non gia' esistente, ovvero i dischi la cui datazione è teoricamente incerta


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#17 simon

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:16

 

 

_zoviet_france-mohnomishe-Cover-Art.jpg

 

 

 

 

Molti anni fa questa sezione era popolata da persone che anche se non amavano determinate sonorità, sicuramente si prendevano la briga di andarle ad ascoltare.

 

Credo che sia uno dei dischi più complessi di sempre se.. non si conosce nulla ma proprio nulla di loro

 

Sono ambigui, non nel senso che sono eterosessuali e forse anche omosessuali (o l'esatto contrario) ma il loro concetto di ambiguità riguarda la musica e un contesto pratico (fare questa musica: dove, come e quando) che mi risulta ancora adesso, quantomeno sconvolgente.

 

Mi dispiace profondamente ma io non riesco a scrivere in modo semplice anche e soprattutto perché parliamo sempre di cose difficili

 

.. o scrivo un saggio (e dunque ritorniamo alla questione privata).. o mi prostituisco intellettualmente scrivendo due righe e basta.

 

Non sono una meretrice e sono abbastanza pigro o quantomeno non sono interessato a scrivere niente di Z.F. che non sia l'esaltazione della loro placida e feroce devianza da ogni genere.

 

Che cosa rende Z.F. una esperienza amletica, deviante, diversa rispetto a quasi tutta la musica che usciva durante gli anni ottanta? L'impossibilità totale di rendere la non-musica completamente musicale. Ci sono dei momenti in questo doppio che non ha nulla a che fare con la musica, sono spigoli, ardesie, gatti che potenzialmente si grattano i baffi.. non so: è un miracolo, una grande illuminazione.

 

Quando esisteva quella necessità ontologica del DIY.. potevano accadere miracoli: ZOVIET FRANCE, MAUTHAUSEN ORCHESTRA quando finalmente si decideva di fare a botte con la musica per evacuarsi esistenzialmente; la quarta facciata radio-granulare di un bootleg di Maurizio Bianchi ovvero: la disperazione esistenziale che incontra il dolore mentale a pochi passi dal vampirismo. Ma ho identificato la loro pseudo intenzionalità.. per gli altri è sempre e comunque smeraldina inafferrabilità metafisica o relativista alla Quine. 


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#18 popten

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:32

simon conosci Mohnomishe in stampa LP originale?

Gia' l'involucro è affascinante come poche opere, in base alle mie limitate conoscenze si intende.

 

Qui alcune foto :

 

https://www.discogs....2U6MzY0OTkwNzU=

 

Si tratta di due tavole come di compensato spesso (secondo la descrizione discogs : "2 pezzi di faesite marrone chiaro/masonite"), che contengono gli LP, uno scrigno prezioso!


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#19 vit vit

vit vit

    cap&cazz

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:33

Sto ascoltando adesso Milton Nascimento,incuriosito dalla descrizione che ne da Paloz(che stimo virtualmente)
Non capisco cosa ci trovi di ostico,l'impianto base dei brani è ben riconoscibile,basso piano ecc creano il loro ostinato/giro armonico.Poi ci sono tanti ricami vocali e percussionistici,degli assoli ben inseriti nella tonalità.

È una impressione che scrivo mentre sto ascoltandolo,quindi molto superficiale.
Mi piace,anche se la registrazione è un po' cruda.
Ma non ci trovo niente di ostico,anzi molto fluente e quasi Easy listening
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#20 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:45

simon conosci Mohnomishe in stampa LP originale?

Gia' l'involucro è affascinante come poche opere, in base alle mie limitate conoscenze si intende.

 

Qui alcune foto :

 

https://www.discogs....2U6MzY0OTkwNzU=

 

Si tratta di due tavole come di compensato spesso (secondo la descrizione discogs : "2 pezzi di faesite marrone chiaro/masonite"), che contengono gli LP, uno scrigno prezioso!

 

 

Grazie a Dio ho il disco!  :)


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