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Album Inafferrabili


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103 replies to this topic

#21 unkle

unkle

    you fucking people make me sick

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:46

I COIL di Music to play in the Dark, vol. 1 e 2, due miracoli evanescenti, li ascolto da decenni ma ad ogni ascolto mescolano le carte in tavola, e mi lascio avvolgere dall'alone magico e trascendentale.


  • 0

#22 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:55

Album inafferrabili:

 

 

inafferrabili.jpg


  • 3
RYM ___ i contenuti

"SOVIET SAM" un blog billizzimo

#23 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    Roadie

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:55

Se invece di "avantgardata che non capisco/non mi piace" con inafferrabile intendiamo "bello e misterioso" allora il mio pensiero non può che andare a:

jonny-greenwood-bodysong-Cover-Art.jpg

La prima colonna sonora composta da Jonny Greenwood, prima che lo scoprisse Hollywood. Uno squisita fusione fra classica contemporanea (Messiaen, Steve Reich), free jazz ed elettronica e al tempo stesso una sintesi "rock" della stessa. È un po' come suonerebbe Amnesiac senza Yorke probabilmente.
  • 2

#24 DeadManDriver

DeadManDriver

    First reaction=ssiock

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Inviato 24 ottobre 2021 - 12:59

Bodysong me piasce.Concordo con la tua descrizione.Per me non è inafferrabile, è solo la base minima per fare musica che mi interessi.
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Una sola certezza.

#25 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 24 ottobre 2021 - 13:00

I COIL di Music to play in the Dark, vol. 1 e 2, due miracoli evanescenti, li ascolto da decenni ma ad ogni ascolto mescolano le carte in tavola, e mi lascio avvolgere dall'alone magico e trascendentale.

 

Ieri sera (documenti alla mano se volete) ho parlato con l'unico superstite dei COIL, una persona che amo alla follia: STEPHEN THROWER.

 

Stephen non solo non risponde o comunque difficilmente si apre con la plebe, ma già in tempi non sospetti siamo diventati amici, ha capito che il mio romanzo non è stato pubblicato perché dovevo ritornare da CRISTIANO a Sarajevo. Ma ormai il saggio sulla DE-CREAZIONE sembrerebbe ultimato.. e COIL è l'unico esempio in ambito musicale (assieme a SWANS) di CREAZIONE in questo enorme delirio colto che è il mio saggio.

 

Mi sono emozionato davanti a una foto e abbiamo parlato sia pubblicamente che privatamente su determinati questioni troppo private per essere confessate in un forum.

 

Comunque trascendentale non ha nulla ma proprio nulla a che spartire con trascendente. Kant usava la parola trascendentale per definire i limiti della ragione, per Kant trascendentale è l'avvio di una pratica giudiziaria (e non sto scherzando), il ricercare le prove, ovvero le categorie, i giudizi.

 

Kant nella seconda parte della prima critica taglia la testa a Dio (cit.). La stessa cosa, lo stesso qui pro quo lo abbiamo con il buon PAUL SCHRADER nel suo librettino su OZU, BRESSON e DREYER. Del trascendentale si occupano i giornalisti che scodinzolano davanti ai fatti, ai confetti delle dame, resi semi-automatici dalla cocaina trionfante cercando l'approccio organico con divo-diva di routine. 

 

OZU, BRESSON, DREYER aprono le porte al trascendente.. grazie a Dio hanno cercato Dio, uscendo dal tribunale kantiano. Per quale motivo Kant conta di più rispetto all'avvocato LEIBNIZ? per un motivo molto semplice. LEIBNIZ rispetto a Kant è avanti anni luce su tutto.. aveva già pronta la matematica universale ma venne scoperta da Peppe Peano quasi tre secoli dopo.. inventa BORGES LYNCH tutto il cinema d'autore nella sua teodicea.. la differenza è che costui non ha metodizzato la sua sapienza extra umana, mentre il giudice KANT ha inventato non lo schema, ma la sintesi.


  • 0

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#26 wago

wago

    FURTHERMORE

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Inviato 24 ottobre 2021 - 17:12

Dischi con cui ci ho provato e riprovato ma sempre senza successi sostanziali nell'apprezzamento ne ho tanti. Molti sono album amatissimi, e per quanto divertente possa essere giocare al tiro al bersaglio non credo abbia senso proporli qui.
Ho provato a pensare a cose che mi piacciano e pure tanto, e che però continuino a risultarmi enigmatiche e in qualche modo incomprensibili. Ho fatto un po' di fatica ma eccone tre:

Un disco come "Triskaidékaphobie" dei Present, scoperto relativamente da poco (tre anni fa), continua a sorprendermi come qualcosa di alieno, con stafilettate armoniche che escono da non si sa bene dove e rispondono a non si sa quale lovecraftiana logica. Non so quanto quelle costruzioni siano "pensate" e quanto siano semplicemente buttate lì andando a cercare a orecchio quel che suona più doloroso e ieratico; non mi ci sono mai messo e anche se mi ci mettessi dubito ne caverei fuori qualcosa. I riascolti non riescono a farmelo entrare in mente se non come mood e sensazione di trovarsi fuori posto, assaliti da qualcosa di più grande che procede impetuoso fregandosene altamente della tua disutile presenza.

Un po' vicino, nel senso che l'area è sempre prossima a quella dell'avant-prog, è "Sing to God" dei Cardiacs, disco che invece so circa a memoria. Lì la domanda è più come diavolo abbiano fatto a tirar fuori quelle canzoni, tutte sbagliate e storte, eppure in qualche modo orecchiabilissime. Lo considero un po' la versione manicomiale dei primi They Might Be Giants, con la stessa compulsione canzonettara ma andata fuori controllo tipo intelligenza artificiale di Portal 2. In un certo senso il mio sbalordimento non è nemmeno tanto tecnico/teorico ma creativo ed emotivo: a che razza di sensazioni sta dando voce gente che compone un disco (doppio) intero di cose così? Finché il punto è abbeversarsene da ascoltatore ok, ma tirar fuori robe del genere senza sentirsi completamente pazzi non so bene se sia possibile.

L'ultimo che mi è venuto in mente, decisamente più indie-approved, è "22, A Million" di Bon Iver. Disco che mi aveva lasciato spiazzato al primo ascolto e che lo fa ancora a tornarci sopra. Qui la questione è tutta sul suono e il suo ruolo costruttivo. Non ho mai avuto per le mani un OP-1 (che pare sia stato alla base della creazione del disco) e dunque non so bene quanto di per sé "suggerisca" l'adozione di un sound così materico e liquefatto, ma mi pare che a distanza di un po' di tempo la formula resti abbastanza personale da pensare che tanto ovvio non dovesse essere. O meglio: magari suoni così escono fuori facile, ma poi che te ne fai? Chapeau a Vernon per averli saputi vedere al centro di un'espressività organica, non come orpello ma come amplificatore di quella vena super-emozionale che da sempre caratterizza il suo modo di fare musica.


  • 1

#27 floods

floods

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Inviato 24 ottobre 2021 - 17:21

Penso che paloz intenda l'incapacità di concettualizzare il perchè questo o quell'album ci piaccia/affascini.

Ok ci riprovo allora!

 

41yoXKgLFtL._AC_SX466_.jpg

 

Quest'album ha tutto quello che non dovrebbe piacermi: arrangiamenti scheletrici, canzoni lunghissime e dilatate all'inverosimile, molte senza una struttura vera e propria, un lentissimo preludio a un ritornello di pochi secondi appena che però quando arriva mi scalda il cuore. Non so perchè ma il senso di comfort e serenità che Blemish mi regala ogni volta è indescrivibile.


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RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#28 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 24 ottobre 2021 - 17:28

Quest'album ha tutto quello che non dovrebbe piacermi: arrangiamenti scheletrici, canzoni lunghissime e dilatate all'inverosimile, molte senza una struttura vera e propria, un lentissimo preludio a un ritornello di pochi secondi appena che però quando arriva mi scalda il cuore. Non so perchè ma il senso di comfort e serenità che Blemish mi regala ogni volta è indescrivibile.

 

 

And the mind's divisive

But the heart knows better

 

 

Disco volutamente e necessariamente sfuggente, specie negli episodi col grande Derek Bailey, ma l'effetto complessivo rimane a suo modo rivelatorio, profondissimo. Good call.


  • 1

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#29 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 24 ottobre 2021 - 17:31

Io invece da non amante di glitch e dintorni l'ho sempre trovato poco riuscito: preferisco sia il precedente "Dead Bees on a Cake" (forse il mio Sylvian preferito di sempre), sia "Manafon", che nel ridurre quasi a zero le strutture alla base rivela la sua voce come mai prima.


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#30 Duck

Duck

    Professionista della malafede

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Inviato 24 ottobre 2021 - 17:50

Quest'album ha tutto quello che non dovrebbe piacermi: arrangiamenti scheletrici, canzoni lunghissime e dilatate all'inverosimile, molte senza una struttura vera e propria, un lentissimo preludio a un ritornello di pochi secondi appena che però quando arriva mi scalda il cuore. Non so perchè ma il senso di comfort e serenità che Blemish mi regala ogni volta è indescrivibile.

 

Capo. Alla fine è il mio preferito suo (Japan compresi), e non è una cosa scontata visto i miei ascolti abituali.


  • 1

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Duck tu mi consigliasti di molto bello Delitto e Castigo, che nonostante la lunghezza (per me quello è gia parecchio lunghino) mi piacque parecchio e mi permise anche di fare un figurone con mia cognata in una discussione in cui credeva di tagliarmi fuori.


#31 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 24 ottobre 2021 - 18:47

Sylvian mi fa pensare a Sakamoto, il cui Esperanto nonostante i tanti anni di ascolti mi rimane ancora molto affascinante. Ma forse è proprio la cosiddetta tribal ambient ad essere per definizione misteriosa, onirica. Questo poi è anche piuttosto plunderphonico, secondo me tra i migliori lavori del giapponese, composizioni classiche e cinematografiche comprese, non conosciuto quanto i suoi album più famosi.

 

esperanto-ryuichi-sakamoto.jpg


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#32 Bara dei pupi_

Bara dei pupi_

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Inviato 25 ottobre 2021 - 01:04

Penso che paloz intenda l'incapacità di concettualizzare il perchè questo o quell'album ci piaccia/affascini.


prendo questa come definizione e parto dicendo che è una caratteristica che mi piace tantissimo nella musica

 

ci sono varie categorie->
1) album appartenenti a un genere duro che, non capisco come mai, su di me hanno un effetto romantico: British Steel dei Judas Priest che potrei citare anche per altri lavori; è un disco heavymetal ma...//// pure il Misty la pensa così sui Judas se non ricordo male

2) album pop (stupendi) che mi fanno passare dalla gioia (iniziale) al dramma durante l'ascolto, e non capisco come mai: The Slim Shady di Eminem e boh dei Pet Shop Boys ne metterei almeno 4, dico Very; scendendo in territori indie, aggiungo The Camera Loves Me dei Would Be Goods della El Records che in questa categoria è fortissima 

3) album di confine tra generi: This Heat e Deceit dei This Heat

4) album che ritengo abbastanza complessi e che non riesco mai a sintetizzare totalmente, quando ne "riassumo" un pezzo, me ne scappa un altro; esempio Third dei Soft Machine --- di solito si tratta di dischi odio&amore nel senso che a seconda della giornata li posso detestare o amare

5) i collage poco accademici: Homotopy to Marie di Nurse With Wound, Geri Reig dei Der Plan e Action and Japanese Demonstration dei D.D.A.A.(Defict des annee anterieures)

6) album che suonano un genere ma suscitano emozioni di un altro (magari opposto): Zen Arcade degli Husker Du è per definizione hardcore ma (mi) sembra un disco psichedelico figlio del 68 (maledetto)

7) i "misteriosi": album fumosi, dai confini poco chiari; ho visto già citati 2 dischi degli Zoviet France, vanno benissimo in questa categoria, come potrebbe andare Darker By Light (e non solo) dei cugini Rapoon ---- un altro nome potrebbe essere quello dei giapposotti Vasilisk, l'album magari Acqua 

8) album per i quali a volte penso "che tamarrata!" e alle altre penso "geni!", insomma non capisco bene come sia possibile coniugare questi 2 aspetti; Rituals dei fiorentini Neon e The Initial Command dei canadesi Front Line Assembly

 

diciamo che afferro poco della musica che mi piace asd e ci tengo a non afferrare; ci sono altri dischi meno famosi per ogni categoria ma mi sono rotto, la sostanza è comprensibile

 

forse è difficile in generale capire/dire/analizzare una che cosa incanta, più facile descriverla quando non piace perché basta un semplice "è una merda"; o forse semplicemente è più affascinante rimanere nel mistero perché il concreto stufa


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#33 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 25 ottobre 2021 - 01:48

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Stesso discorso che per i this heat (ma certo un paio di gradini sotto come qualità nell'insieme), abbastanza storti e non facilmente digeribili ma ipnotici e magnetici.

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Mai del tutto compresi ma ogni tanto ci ritorno e seppur non sia esente da pecche è sempre un bel viaggione. Non il disco (anche se è una raccolta) hip hop più bello di sempre ma uno di quelli più stranianti, parlerei di post-hip hop
  • 1
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]


Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


non vorrei sembrare pedante


#34 Bara dei pupi_

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Inviato 25 ottobre 2021 - 01:58

 
 
Stesso discorso che per i this it (ma certo un paio di gradini sotto come qualità nell'insieme), abbastanza storti e non facilmente digeribili ma ipnotici e magnetici.
  

 

i Liars forse, almeno per me, appartengono ad un altro genere: i confusi, magari anche volontariamente; nel senso che hanno girato un po' di qua e un po' di là esplorando vari generi

 

più che un disco, non riesco a sintetizzarne la carriera ma penso che loro per primi non vogliano essere elaborati troppo nella loro evoluzione continua

 

più che confine tra generi, li vedo come degli esploratori, a volte in maniera ingenua, forse si dice naive per dare una accezione semipositiva; non riesco nemmeno a percepire bene "l'idea di fondo" che lega tutto come ad esempio sono in grado di fare con gli eclettici Trans Am (però non ve la svelo)

 

nel 2021 è uscito questo singolo del chitarrista dei Liars assieme a Xiu Xiu

https://www.youtube....h?v=jspV_JajAhk


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#35 simon

simon

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Inviato 25 ottobre 2021 - 06:55

 

Penso che paloz intenda l'incapacità di concettualizzare il perchè questo o quell'album ci piaccia/affascini.


prendo questa come definizione e parto dicendo che è una caratteristica che mi piace tantissimo nella musica

 

ci sono varie categorie->
1) album appartenenti a un genere duro che, non capisco come mai, su di me hanno un effetto romantico: British Steel dei Judas Priest che potrei citare anche per altri lavori; è un disco heavymetal ma...//// pure il Misty la pensa così sui Judas se non ricordo male

2) album pop (stupendi) che mi fanno passare dalla gioia (iniziale) al dramma durante l'ascolto, e non capisco come mai: The Slim Shady di Eminem e boh dei Pet Shop Boys ne metterei almeno 4, dico Very; scendendo in territori indie, aggiungo The Camera Loves Me dei Would Be Goods della El Records che in questa categoria è fortissima 

3) album di confine tra generi: This Heat e Deceit dei This Heat

4) album che ritengo abbastanza complessi e che non riesco mai a sintetizzare totalmente, quando ne "riassumo" un pezzo, me ne scappa un altro; esempio Third dei Soft Machine --- di solito si tratta di dischi odio&amore nel senso che a seconda della giornata li posso detestare o amare

5) i collage poco accademici: Homotopy to Marie di Nurse With Wound, Geri Reig dei Der Plan e Action and Japanese Demonstration dei D.D.A.A.(Defict des annee anterieures)

6) album che suonano un genere ma suscitano emozioni di un altro (magari opposto): Zen Arcade degli Husker Du è per definizione hardcore ma (mi) sembra un disco psichedelico figlio del 68 (maledetto)

7) i "misteriosi": album fumosi, dai confini poco chiari; ho visto già citati 2 dischi degli Zoviet France, vanno benissimo in questa categoria, come potrebbe andare Darker By Light (e non solo) dei cugini Rapoon ---- un altro nome potrebbe essere quello dei giapposotti Vasilisk, l'album magari Acqua 

8) album per i quali a volte penso "che tamarrata!" e alle altre penso "geni!", insomma non capisco bene come sia possibile coniugare questi 2 aspetti; Rituals dei fiorentini Neon e The Initial Command dei canadesi Front Line Assembly

 

diciamo che afferro poco della musica che mi piace asd e ci tengo a non afferrare; ci sono altri dischi meno famosi per ogni categoria ma mi sono rotto, la sostanza è comprensibile

 

forse è difficile in generale capire/dire/analizzare una che cosa incanta, più facile descriverla quando non piace perché basta un semplice "è una merda"; o forse semplicemente è più affascinante rimanere nel mistero perché il concreto stufa

 

 

 

5) collage poco accademici. 

 

All'inizio ho avuto grandissime difficoltà con H.N.A.S. non riuscivo in nessun modo a capirli, era la mia fase di passaggio: dall'industrial-metal alla musica alla Bertoni.

 

Come mai sono diventati tra le band che più amo? Uno potrebbe dire (non conoscendo H.N.A.S.) che grazie all'ascolto ripetuto ci sono venuto fuori, li ho capiti e dunque (?) amati.

 

No.. secondo il mio modo di pensare, non sarei mai riuscito ad amare H.N.A.S. senza aver studiato profondamente che cosa fosse il collage, che cosa fosse il confine estremo della musica rock tedesca.. e all'epoca sinceramente non guardavo molti film d'autore e non avevo percepito che quei tagli improvvisi, nel collage, erano ispirati da un lato da un situazionismo tra virgolette e dall'altra dalla passione onnivora da parte del genio, per pellicole che ora.. riamo. 

 

Purtroppo non ho il dono dell'onniscienza, ma sono testardo, testardissimo.

 

Quando mi hanno detto: "Guarda, tu non potrai mai capire la musica di Luigi Nono" io ovviamente dopo l'impasse iniziale, mi sono messo a studiare composizione, ho cercato di sforzarmi di pensare la musica come tessitura relativamente continua.. ho pensato alle mie esperienze extra musicali, soprattutto letterarie. Non ho mai voluto arrendermi.. in questo sono stato un grande Idealista.

 

Noi tutti abbiamo un certo grado di precomprensione (credo di natura biologica) della musica o di altre attività estetiche, ma ci sono dei limiti, evidenti

 

Per uscire dai limiti bisogna opporsi al limite sognando l'illimitato e trovare la conferma in una sintesi: set cognitivo, una palestra cognitiva dove puoi esercitarti giornalmente.

 

Ma l'inafferrabilità della musica a pensarci bene, come nella pittura, nel cinema etc. è il suo statuto ontologico.. ben venga dunque questa inafferrabilità.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#36 paloz

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Inviato 25 ottobre 2021 - 07:52

3) album di confine tra generi: This Heat e Deceit dei This Heat

 

 

Ecco, tra i menzionati mi ritrovo assolutamente nei This Heat: dischi per me impossibili da interiorizzare - non che li ascolti tutti i giorni... - ogni volta diversi nel confronto con i vari momenti della storia musicale che hanno anticipato.


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#37 peppe trotta

peppe trotta

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Inviato 25 ottobre 2021 - 11:10

akira rabelais spellewauerynsherde

 

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#38 Bara dei pupi_

Bara dei pupi_

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Inviato 25 ottobre 2021 - 11:30

Noi tutti abbiamo un certo grado di precomprensione (credo di natura biologica) della musica o di altre attività estetiche



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#39 zuper

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Inviato 25 ottobre 2021 - 11:48

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Più ci ripasso sopra, e son passati decenni, e più mi rendo conto che non riesco a 'afferrare' i brani al suo interno, facendola breve: a parte alcuni brani più semplici (Le prime 2 tracce credo) e ovviamente traccia per traccia i tratti più salienti non riesco a ricostruire mentalmente i brani al suo interno. 

 

Probabilmente è per quello che lo considero tra gli album del <3 riesce a dare all'ambiente circostante una atmosfera 'migliore'. Come il sale o il glutammato fa risaltare tutto il resto, tanto da rendere superfluo (per il mio cervello)il memorizzarsi il brano singolo di per sè.

 

Motivo per cui ogni volta che lo riascolto con l'intento di ficcarmi in testa la struttura del brano si rivelano tratti non previsti. An Absent Friend l'avrò sentita 20 volte prima di fissarla in testa ma se provassi a riprodurmela mentalmente mi troverei delle lacune.

 

Succede praticamente solo con quest'album (sicuramente succede anche con altri ma perchè mi fan cagare e perdo l'attenzione) quindi non sono del tutto rincoglionito.


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#40 simon

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Inviato 25 ottobre 2021 - 12:38

 

Noi tutti abbiamo un certo grado di precomprensione (credo di natura biologica) della musica o di altre attività estetiche


 

 

Noi tutti abbiamo un certo grado di precomprensione (credo di natura biologica) della musica o di altre attività estetiche. Lo ribadisco pienamente.

 

Quando qualcuno inizia ad ascoltare la musica, o vede un quadro.. un minimo di precomprensione c'è sempre, mi sembra addirittura inevitabile. Una melodia, una determinata tessitura ti colpiscono, e per me e non solo per lo scrivente questo esserne affettati ma comprendenti, inizia la prima volta che ti poni ad ascoltare, a vedere e prosegue nel corso della vita.

 

Se non ti va bene dal punto di vista biologico, allora parliamo di precomprensione mentale.. se non proprio di circolo ermeneutico: so di non sbagliarmi. 

 

Se qualcuno mi porta i testi dove filosofi, scienziati, psicologici, antropologi, NON affermano questo allora sono il primo ad esserne felice in quanto significherebbe solamente una cosa: che ho ancora molto da imparare (e ne sarei felice).


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