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Francesco Guccini


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175 replies to this topic

#21 Guest_Glory days_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:27

...sul non considerarlo di sinistra intendevo dire che secondo me un cantautore (o un artista) è grande quando il suo messaggio va oltre le ideologie e le posizioni del partito e può essere letto in più sensi. Comunque mi manca Stanze di vita quotidiana, devo proprio procurarmelo...!

#22 wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:30

Guccini ha pubblicato, se conto giusto, 128 canzoni.
Di queste, considererei anche solo velatamente "schierate" solamente le seguenti:

Noi non ci saremo
L'atomica cinese
Auschwitz
Il 3 dicembre del '39
Il sociale e l'antisociale
Primavera di Praga
La locomotiva
Il vecchio e il bambino
Piccola storia ignobile
L'avvelenata
Canzone di notte n° 2
Lager
Mondo nuovo
Libera nos domine
Canzone per Silvia
Nostra signora dell'ipocrisia
Cirano
Il caduto
Il matto
Addio
Stagioni
Don Chisciotte
Canzone per il Che
Piazza Alimonda

24 su 128 e' meno di un quinto, e chi conosce le canzoni che cito avra' notato che tante sono "schierate" solo molto alla lontana!
E sottolineo, accodandomi a dick_laurent ancora una volta che i pezzi migliori sono altri, proprio i piu' intimisti e "filosofici".

volevo chiedere a wago a quale generazione si riferisce...perchè anch'io ho conosciuto guccini più o meno con i cd che ha nominato! (a parte quando ascoltavo i vecchi vinili di mio babbo, a 5-6 anni....ah, che bei ricordi...)


Io sono dell'85, ma puoi tranquillamente aggiungere o togliere due o tre anni...
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#23 travelling man

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Inviato 16 novembre 2006 - 14:01

guccini è uno dei miei cantautori preferiti.
anche secondo me, i pezzi migliori sono quelli meno politici e più intimi, filosofici, in cui viene fuori una politica più vissuta e meno dichiarata. Per esempio: canzone di notte n°2, è più politica o più filosofica?
la prima risposta che verrebbe secondo me è filosofica, ma, a ben vedere, la filosofia di cui parla guccini è molto politica...
insomma.. secondo me non si può mai fare con lui una vera e propria distinzione netta tra politico e intimo.
Non mi ero accorto che canzone di notte n°2 era tra le "velatamente politiche"...
bè lo stesso discorso è valido anche per Venezia, per esempio...filosofico, intimo, ma allo stesso tempo politico..

ps cmq io c'ho la foto con guccini :D
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#24 Panfilo Maria Lippi

Panfilo Maria Lippi

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Inviato 16 novembre 2006 - 14:33

Infatti io rispetto ma non riesco ad amare molto De Gregori (anche se è autore della più bella ballata della musica italiana:Rimmel) per il fatto che a volte dei suoi testi non si capisce proprio n cazzo.


Pensa che a me piace proprio per questo :P
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#25 100000

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Inviato 16 novembre 2006 - 14:44

Guccini ha pubblicato, se conto giusto, 128 canzoni.
Di queste, considererei anche solo velatamente "schierate" solamente le seguenti:

Noi non ci saremo

Io sono dell'85, ma puoi tranquillamente aggiungere o togliere due o tre anni...


beh, io sono dell'86...ci siamo!  :)
comunque volevo chiederti...mi ricordo il testo di "noi non ci saremo", ma non ho presente per quale motivo debba essere schierata...oh, magari mi sbaglio o non mi ricordo bene eh...
(ma ho passato i primi 15 anni della mia vita a suonare al piano le canzoni di guccini, ed ancora mi cimento di tanto in tanto...quindi i testi di solito me li ricordo abbastanza bene!  ;))
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#26 wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 14:51

comunque volevo chiederti...mi ricordo il testo di "noi non ci saremo", ma non ho presente per quale motivo debba essere schierata...oh, magari mi sbaglio o non mi ricordo bene eh...


Parla di un mondo in cui l'uomo si e' estinto a causa di una catastrofe, probabilmente nucleare. Il tono e' idilliaco, quasi a intendere che sarebbe un bene e dunque che l'uomo sta facendo del male al pianeta.

Ovviamente questa rientra tra quelle "solo velatamente schierate".
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#27 100000

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Inviato 16 novembre 2006 - 15:07

comunque volevo chiederti...mi ricordo il testo di "noi non ci saremo", ma non ho presente per quale motivo debba essere schierata...oh, magari mi sbaglio o non mi ricordo bene eh...


Parla di un mondo in cui l'uomo si e' estinto a causa di una catastrofe, probabilmente nucleare. Il tono e' idilliaco, quasi a intendere che sarebbe un bene e dunque che l'uomo sta facendo del male al pianeta.

Ovviamente questa rientra tra quelle "solo velatamente schierate".


ah, bè...sì che l'uomo sta danneggiando il pianeta è effettivamente uno dei messaggi evidenti...però io non l'avevo presa come una catastrofe causata dall'uomo...ma forse mi sono sbagliato io...
in ogni caso, grazie per le spiegazioni!  :)
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#28 Guest_materasso-divino_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 15:42

Ma "piccola storia ignobile" si riferisce a quale avvenimento in particolare?
chiedo perdono x l'ignoranza, ma ripeto, sono novizio sul Guccio.


#29 Tom

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Inviato 17 novembre 2006 - 10:32

Ottima discussione.

Altro pregiudizio gucciniano durissimo da sradicare (ma un po' è anche colpa sua e degli ultimi dischi) è il considerarlo un cantautore musicalmente retrogrado.

Guccini invece è stato il primo in assoluto (con forse l'unica eccezione di Luigi Tenco) a portare in Italia certe sonorità americane ed ad usare una metrica più sciolta e inedita nei testi.
Soprattutto con la sua erre moscia (che nel primo disco era davvero devastante) ha definitivamente segnato il definitivo punto di rottura con l'italica tradizione della voce impostata al "bel canto".
Oggi è difficile immaginarlo ma un disco come FOLK BEAT N°1 nell'Italia del  1967 sembrava provenire da Marte. Canzoni come AUSCHWITZ, ATOMICA CINESE, NOI NON CI SAREMO e CANZONE PER UN'AMICA erano di una modernità del tutto aliena all'epoca, non solo per il mummiesco ambiente della canzonetta pop (compreso il grande bluff dei cosidetti gruppi beat, in realtà più affini a Rita Pavone che non ai Beatles), ma anche per il mondo dei grandi cantautori che allora erano ancora dominati dalla lezione della scuola francese (De Andrè compreso).
Questa vena "futurista" ( ;)) di Guccini sarebbe continuata anche ne L'ISOLA NON TROVATA e RADICI (disco allora fondamentale per l'utilizzo degli arrangiamenti).
Vero che da VIA PAOLO FABBRI 43 in poi il Nostro a livello musicale si è messo a sedere.

Sono felice di scoprire in questa discussione di non essere l'unico ad adorare due capolavori assoluti eppure trascurati come DUE ANNI DOPO (dodici canzoni perfette) e SIGNORA BOVARY (l'ultimo capolavoro).

A mio parere Guccini ha cominciato a perdere colpi quando ha smesso di costruire album a tema (l'ultimo è il bellissimo QUELLO CHE NON... sulla vita nella provincia emiliana), limitandosi a proporre dischi che sono raccolte di canzoni di varia natura e tematiche. Non a caso STAGIONI che è l'unico degli ultimi che tenta di abbozzare un tematica di fondo è una virgola sopra gli altri. 

Anni fa parlava di un disco interamente dedicato al paesino di Pavana (dove oggi praticamente si è trasferito), ma ultimamente mi sembra più preso dalla sua carriera di romanziere che non da quella di cantante, quindi ci sono poche speranze.

Ma "piccola storia ignobile" si riferisce a quale avvenimento in particolare?
chiedo perdono x l'ignoranza, ma ripeto, sono novizio sul Guccio.


Beh, ovviamente si riferisce ad una ragazza costretta ad abortire, se come spesso in Guccini sia una canzone ispirata a fatti e persone vere non si sà. E vista la delicatezza dell'argomento credo che mai lo sapremo.
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#30 wago

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Inviato 08 febbraio 2008 - 23:31

Mi faccio un po' di pubblicita'. E' stata da poco pubblicata sul sito una mia breve "aggiunta" alla monografia di Guccini, in cui propongo alcune "chiavi di lettura" a mio avviso essenziali per la sua poetica: http://www.ondarock....escoguccini.htm
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#31 QuarzoNero

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Inviato 09 febbraio 2008 - 00:45

Senza ombra di dubbio il mio cantautore italiano preferito (ne posseggo l'intera discografia), uno che più di altri ha modificato il mio modo di vedere il mondo e alimentato un certo pessimismo di fondo che da sempre mi contraddistingue. Senza contare quel gusto per le cose andate, le piccole storie passate, la nostalgia del tempo che fu...

Premesso che prediligo nettamente il Guccini "intimista ??? - ::) esistenziale" direi...

Del primo Guccini (1967-1979) sicuramente il mio disco preferito è Due Anni Dopo che sia nei testi che nella bellissima collaborazione musicale con Deborah Kooperman (maestra del fingerpicking) si esprime a mio avviso come il masterpiece della prima produzione del vate di Pavana. La mia canzone preferita dell'album è "La verità"
Della produzione settantiana adoro in seconda battuta Via Paolo Fabbri e Amerigo mentre, come lo stesso Guccini afferma, trovo indigesto Stanze di Vita Quotidiana (pessima produzione e a tratti al limite del soporifero).

Del secondo Guccini (1980-1988) adoro l'album Guccini ma probabilmente di questa parte della carriera l'album che più ho ascoltato è il live "Quasi come Dumas" nel quale è contenuta la perla "Ti ricordi quei giorni"...
Signora Bovary è verosimilmente uno dei più riusciti a livello musicale e di produzione.

Il Guccini anni 90 (1990-1998) per me sforna il capolavoro assoluto in Quello Che Non (forse mio disco preferito di tutta la produzione Gucciniana). Perfetto nei testi e soprattutto nei magistrali arrangiamenti del maestro Tempera. La canzone più meritevole senza dubbio "Canzone delle domande consuete"
A ruota il quasi perfetto Parnassius Guccinii (rovinato in malo modo da un pezzo che odio come Luna Fortuna...)


Difficile per me giudicare il Guccio dei tempi nostri (2000-2008). Dei due album pubblicati in questi anni salverei solo l'inedito La tua libertà (che è del 1971) mentre il live del 2005 è oggettivamente (per scelta di brani e per intensità) inferiore ai precedenti episodi dal vivo pubblicati...



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#32 Guest_Julian_*

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Inviato 09 febbraio 2008 - 08:28

Mi aggiungo al coro degli ammiratori del grande Guccio.

Concordo anche con chi non lo ritiene un cantautore schierato chiaramente con una qualche forza politica.

Però io credo che la sua ascendenza ideologica sia chiara e definita, e che questo sia un bene. Assolutamente.
Le sue canzoni più personali sono uno specchio della sua concezione politica (e non potrebbe essere altrimenti, in fin dei conti è così per tutti), e quelle a carattere maggiormente sociale sono comunque il prodotto della sua personalissima visione.

Quindi ok, non è schierato con una precisa forza politica, non fa propaganda elettorale, ma è comunque ideologicamente identificato ed identificabile. E questo, nell'epoca del qualunquismo e del cinismo imperanti, non può che essere una grande nota di merito. Guccini ha avuto ed ha il coraggio di dire cose che la maggioranza dei cantautori, non solo nostrani, non ha mai neanche pensato. E l'ha detto con forza.

A ciò contribuisce in modo pesante la sua grande capacità di costruire testi formalmente impeccabili, colti ma quasi mai ridondanti, sempre estremamente profondi, intelligenti, che per forza di cose ti "muovono" qualcosa. Forse troppe cose: ecco perchè si tende a considerarlo un cantautore molto schierato, al contrario di quanto non avvenga per De Andrè.
Credo che la diversa concezione a livello di "communis opinio" dipenda dall'atteggiamento di "j'accuse" che spesso il Guccio assume, e che lo rende inviso a chi non ha determinate simpatie politiche (forse perchè si sente preso di mira). Al contrario De Andrè, secondo me quasi sempre più schierato e politicizzato, tende ad assumere sempre un punto di vista particolare, da "narratore esterno" (Guccini parla molto più spesso in prima persona), sembra raccontare più che giudicare. Sembra prender la parte degli oppressi e degli esclusi di ogni risma e categoria, dai nani ai brutti a chi ha perduto l'amore ai drogati agli impiccati, ma senza rivolgere un preciso atto d'accusa nei confronti di qualcuno (atto d'accusa che in realtà è spesso implicito e durissimo). E quindi può risultare più appetibile, quando in realtà secondo me è il cantautore più anarchico ed a suo modo schierato che abbiamo avuto in Italia, molto più di Guccini.

#33 Limenitis

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Inviato 09 febbraio 2008 - 09:23

mi tocca di più un cantautorato che guarda all'intimo e al lirico piuttosto che il commentario socio-politico, più l'individuale che il collettivo


Questo intendevo: non sono d'accordo affatto sul considerare Guccini meno "intimista" di De Andre'. Anzi, la vedo proprio al contrario.


Ed hai perfettamente ragione. De Andrè è a suo modo schieratissimo, pure quando il contesto del brano suggerirebbe il contrario. Risulta tuttavia (quasi sempre) relativiamente distaccato rispetto alla storia che sta narrando in quel momento, l'opposto di Guccini il quale "vive" ogni singola parola dei suoi pezzi. E' per questo, per l'ardore che dimostra, che spesso viene considerato più "politicamente schierato" di altri ma è soltanto un'impressione: Guccini parte dalla Storia o dalla Politica ma finisce per parlare di se stesso, è molto più intimista (in senso letterale) di De Andrè.

In ogni caso due Grandi, anche se per le mie orecchie punk quasi sempre eccessivamente pesanti e inascoltabili (un mio limite, sicuro.....)

p.s.: su quale disco è "Cyrano"?

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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#34 Tom

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Inviato 09 febbraio 2008 - 10:18

E quindi può risultare più appetibile, quando in realtà secondo me è il cantautore più anarchico ed a suo modo schierato che abbiamo avuto in Italia, molto più di Guccini.


Ottimo commento che quoto.
La mia esperienza personale è che Guccini viene ascoltato solo da gente politicamente identificabile, mentre mi è spesso capitato di conoscere gente che guarda a De André come un faro culturale ma che poi, senza problemi di coerenza, magari esibisce il simbolo del fascio tatuato su una chiappa .
La spiegazione di solito è che De André riusciva ad essere più universale, meno "particolare" di Guccini... però non mi convince molto: gesù, basta ascoltarlo De André per rendersi conto che era molto più radicale e violentemente politico di Guccini (che, per dire, mai scriverebbe un pezzo come "Il bombarolo").
Probabilmente è solo una questione di musicalità. Guccini con la sua voce blesa e i suoi arrangiamenti ti inchioda ai testi, non ci puoi scappare, mentre De André è più suadente e musicale, si possono amare le sue canzoni eludendone il significato... anche se continuo a chiedermi come sia possibile conciliare l'ascolto di "Anime salve" con la più cieca fede Berlusconiana, come fa una tipa che conosco.

p.s.: su quale disco è "Cyrano"?


"D'amore, di morte e di altre sciochezze".

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#35 Limenitis

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Inviato 09 febbraio 2008 - 10:26

... anche se continuo a chiedermi come sia possibile conciliare l'ascolto di "Anime salve" con la più cieca fede Berlusconiana, come fa una tipa che conosco.


Figurati, ho un amico di estrema destra (ma estrema eh) che adora De Andrè. E' un artista apprezzato a prescindere dagli schieramenti e di questo glie ne va dato merito. Come dicevo sopra, galeotto è forse quel tono quasi distaccato, sprezzante, mediante il quale declamava i suoi testi crudi e scarni.
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Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#36 Guest_Julian_*

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Inviato 09 febbraio 2008 - 11:02

Anche io conosco gente politicamente agli antipodi che apprezza De Andrè, ma non Guccini "perchè schierato" (il che per me comunque non è un valido motivo: io apprezzo "Filosofem" di Burzum, eppure reputo il personaggio in questione un mezzo decerebrato).

Secondo me dipende dal fatto che Guccini usa spesso toni accusatori,e non si limita a raccontare, ma ci mette del suo (in altri termini, giudica).
"Addio" è una canzone emblematica in questo senso.

De Andrè è più un narratore, nel solco degli chansonnier francesi. Racconta di Marinella, di Bocca di Rosa, delle invettive degli impiccati in punto di morte, di Tito che ricorda la sua vitga (se ci rifletto, credo che quel testo sia fra i più schierati ed aggressivi di sempre) ma non accusa quasi mai direttamente qualcuno (penso ad un pezzo come "La canzone di maggio" e pochi altri).

Insomma, è l'approccio ad essere completamente differente, ma nei contenuti De Andrè va spesso ben oltre al nostro.

#37 dick laurent

dick laurent

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Inviato 09 febbraio 2008 - 11:18

Secondo me dipende dal fatto che Guccini usa spesso toni accusatori,e non si limita a raccontare, ma ci mette del suo (in altri termini, giudica).
"Addio" è una canzone emblematica in questo senso.


Addio quando uscì fu quella che mi piacque di più di Stagioni, oggi la trovo abbastanza furbetta. Non straruffiana fino alla nausea come Cyrano o peggio ancora come Don chisciotte, ma non la metterei più nel repertorio maggiore. Un esempio migliore di J'accuse Gucciniano c'è in Libera nos domine, gran pezzo



nei contenuti De Andrè va spesso ben oltre al nostro.


in che senso?
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dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#38 Guest_Julian_*

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Inviato 09 febbraio 2008 - 11:35

Nel senso che secondo me spesso i suoi testi hanno maggiore portata politica in senso lato.

#39 dick laurent

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Inviato 09 febbraio 2008 - 11:52

Nel senso che secondo me spesso i suoi testi hanno maggiore portata politica in senso lato.


sicuramente Guccini non ha un disco che sia una specie di commentario politico come Storia di un impiegato, sulla maggior portata dei testi non saprei, sono semplicemente modi di scrivere differenti ma per quanto riguarda la loro capacità di scrivere liriche li vedo sullo stesso piano.
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#40 ArchieFisher

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Inviato 09 febbraio 2008 - 12:31

Guccini non mi dispiace (andai anche a vederlo dal vivo qualche anno fa) e il fatto che sia molto politicizzato non mi interessa molto, anche perchè (a mio modo di vedere) se una canzone è bella lo è bella indipendentemente dal contenuto.

Detto questo la superiorità di De Andrè secondo me non è limitata ai soli contenuti, ma (cosa più importante) alla musica che ha prodotto.

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in nineteen sixty-three

Ogni vita ha peso e dimenticanza calcolabili

"What kind of music do you usually have here?"
"Oh, we got both kinds. We got Country, and Western."




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