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Francesco Guccini


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175 replies to this topic

#1 Guest_materasso-divino_*

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Inviato 15 novembre 2006 - 19:31

Apro il topic dedicato al Guccio poichè l'ho visto in concerto venerdì sera al DatchForum. 8) ...non so...era il primo concerto del Guccio e magari pensavo...a 66 anni tirerà avanti nell'attività live magari senza più la passione di una volta...tuttavia questo non lo so. Ho solo 20 anni, ma quello che posso dire è che il concerto è stato veramanete da brividi in certi momenti. Ha presentato tra l'altro un pezzo inedito. carino, ma mi è parso abbastanza di maniera. Lui è un intrattenitore eccezionale. stabilisce con il pubblico un reale contatto con gag gustose e simpatici scambi di battute. Tracanna vino rosso che è un piacere. Secondo me l'unico suo difetto è che la sua musica è troppo schierata e militante in certi momenti. Non che sia un difetto, ma per me lo è.
Allora...
per quanto mi riguarda sono abbastanza novizio in materia gucciniana. Abbastanza poichè comunque possiedo quelli che credo sono ritenuti i suoi capolavori: Radici e Via Paolo Fabbri. La musica è ancorata al folk-rock di stampo americano. Nulla di originale. Ma questo non è un difetto. Dopotutto il Guccio è "semplicemente" un cantautore.
Cmq la mia preferenza va al primo. Ma leggermente. Come liriche trovo entrambi ispiratissimi, i testi sono vere e proprie poesie, la sola lettura emoziona fortemente come solo il sacro fuoco della poesia sa fare ;D. Ma musicalmente anche se Via è molto più vario ed elaborato gli arrangiamente di Radici anche se più semplici riescono a dare un tocco di colore in più ai pezzi.
Uno dei pregi del Guccini songwriter è il fatto di riuscire a rendere alla portata di tutti i suoi testi e i suoi messaggi. i suoi valori. le citazioni colte e intellettualodi sono adattate a un linguaggio popolare, molto esplicito e colorito a volte, rendendosi capace di essere capito da chiunque. Infatti io rispetto ma non riesco ad amare molto De Gregori (anche se è autore della più bella ballata della musica italiana:Rimmel) per il fatto che a volte dei suoi testi non si capisce proprio n cazzo.
Mi sembra infatti troppo elitario. Cmq...il Guccio...grande uomo...
ora mi piacerebbe buttarmi a capofitto nella sua discografia e approfondirla. Credo che punterò su Due anni dopo, che contiene tra gli altri un pezzo eccezionale. un capolavoro, uno sfogo poetico, sincero e malinconico: Vedi cara.
Ora a voi la parola!!! cosa ne pensate di Guccini?



#2 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 15 novembre 2006 - 19:50

guarda, io lo conosco soprattutto tramite la passione di mio padre, e sono cresciuto a pane e guccini (ed altri cantautori italiani tipo il grandissimo de andrè)...però non ho percorso, nè conosco la sua intera discografia.
se ti può interessare a me piace moltissimo "l'isola non trovata" ma forse è dovuto anche ad i ricordi fanciulleschi che ho legato a quel vinile che ascoltavo quando avevo poco più di 5 anni, nella casa di campagna.
mi permetterei di consigliarti anche "quello che non..." e "due anni dopo" (album da te già citato), ma anche questi puramente in base a gusti personali e discutibilissimi. del genere conosco solo guccini, quindi non ho confronti e gli sono legato più per motivi personali/sentimentali che musicali, quindi...alla fine fai te!  ;)
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#3 kebab

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Inviato 15 novembre 2006 - 19:54

sono più che sicuro che se ne fosse già parlato, ma forse era nel forum vecchio. anyway...

il mio cantautore italiano preferito, decisamente. per motivi di affetto e basta. però penso che abbia scritto dei pezzi da pelle d'oca, sia musicalmente che a livello di testi. io continuerò a preferire su tutti due anni dopo, che se òa batte con gli altri dischi fino a via paolo fabbri . amerigo è il primo disco lievemente sottotono: contiene dei pezzoni ma non mi convince. che poi son gusti, visto che molti adorano la seconda parte di carriera.
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#4 DONBRIZIO

DONBRIZIO

    Roadie

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Inviato 15 novembre 2006 - 21:51

Grandissimo.... Stagioni del '99 è un capolavoro dalla prima all'ultima track. Ritratti mi è piaciuto meno...
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#5 wago

wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 01:04

Ho ascoltato quasi esclusivamente Guccini per svariati anni della mia vita. Periodicamente, ancora ora amo riscoprirlo e perdermi per qualche minuto, ora o giorno nelle sue parole. Se oggi sono la persona che sono e vedo il mondo come lo vedo, Guccini ha una discreta parte della responsabilita'. Dovrei odiarlo, per questo.

"Radici" e' il disco che considererei senza pensarci due volte come il vero e proprio capolavoro, soprattutto a livello musicale: e' il suo lavoro piu' a fuoco, perche' anche a livello di suoni si respira un'"anima" propria dell'album, cosa che non avviene per molti altri, anche dove i singoli pezzi sono eccellenti.
Come altri dischi da avere, senza dubbio consiglio "L'Isola Non Trovata", forse il disco in cui piu' emerge il cuore della "filosofia Gucciniana". Non e' vero che Guccini e' un autore sostanzialmente politico: i suoi pezzi "schierati" rappresentano un'esigua minoranza della sua produzione, e se certo sono i piu' noti, da grande appassionato mi sento di dire che non sono ne' i migliori ne' i piu' interessanti. Forse i piu' accattivanti. Guccini e', come scrive l'amico Vecchioni, un "cantadubbio": la grande maggioranza dei suoi pezzi riflette una disillusione profonda, un forte senso dello scorrere ineluttabile del tempo, rimpianto per le occasioni perdute, incapacita' di agire. E poi il tema centralissimo e trasversale della Verita', che emerge in quelli che sono i pezzi che preferisco: "L'Isola Non Trovata", "Canzone della Bambina Portoghese", "L'Orizzonte di KD", "Shomer Ma Mi-Llailah?", "Gulliver" e la bellissima "Bisanzio", forse la canzone in cui piu' mi riconosco in assoluto. La Verità di Guccini e' un qualcosa di lontano, irraggiungibile ma che ama mostrarsi per qualche breve istante, come un'intuizione che svanisce in un istante senza lasciare nulla se non la sensazione di aver perso per sempre l'unica occasione di coglierla:

Appare a volte avvolta di foschia, magica e bella,
ma se il pilota avanza, su mari misteriosi è già volata via,
tingendosi d'azzurro, color di lontananza


Ma Guccini e' anche e soprattutto un incredibile artigiano della parola. Metricamente ineccepibile. Elegante, colto senza risultare aulico, musicale nelle sue continue rime e assonanze interne. La sua capacita' di ritrarre sensazioni con due parole, le meno prevedibili peraltro, sorprende a ogni ascolto. Puo' sembrare paradossale, ma Guccini e' estremamente sintetico, impressionista nei suoi testi, che pure spesso sono talmente lunghi da portare le canzoni oltre gli otto minuti. Va per immagini e analogie, e credo che col tempo la sua abilita' in questo senso sia andata affinandosi, basta pensare a pezzi come "Signora Bovary", "Scirocco", "Quello che non", "Lettera":

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...


Il principale difetto di Guccini rispetto ad altri cantautori suoi contemporanei e' stato di non essersi saputo affidare alle persone giuste per quanto riguarda l'aspetto musicale, o forse di essersene interessato poco, di aver badato piu' all'aspetto puramente "poetico" che a guardare avanti. Se nei dischi dei primi anni '70 l'alchimia e' perfetta anche a livello di arrangiamenti, da li' in poi la cricca Vince Tempera - Ares Tavolazzi - Flaco Biondini provvedera' a rendere molti suoi pezzi musicalmente mosci quando non di cattivo gusto. Fortunatamente la maggior parte dei pezzi, almeno fino al pessimo "Ritratti", puo' uscire a testa alta anche dopo il mediocre trattamento riservatogli in fase di arrangiamento.

Indispensabile anche "Via Paolo Fabbri 43", e per chiunque voglia approfondire seriamente il suo percorso artistico neppure "Opera Buffa" puo' essere lasciato da parte. E' un disco molto diverso dagli altri, dedicato alla vena piu' caciarona e goliardica di Guccini, e contiene un pezzo esilarante come "La Genesi", a cui solo la voce di Guccini puo' rendere il dovuto onore...
Tra i dischi successivi, mi gioco la carta del live "Fra la Via Emilia e il West", in cui si trovano alcuni dei migliori pezzi del periodo: "Autogrill", "Eskimo", "Incontro". Certo, restano fuori "Bisanzio" e "Gulliver"...
Gli album degli anni '90 sono parecchio sottotono: al di la' di qualche brano eccellente ("Scirocco", "Signora Bovary", "Quello che non", "Farewell", "Nostra Signora dell'Ipocrisia", "Lettera", "Quattro Stracci", "I Fichi") non c'e' molto di memorabile. Un disco a fuoco come "Stagioni" dunque soprende abbastanza, ed e' il suo lavoro recente che piu' consiglierei. Purtroppo con "Ritratti" Guccini sembra mostrare che l'ispirazione del disco precedente era stato solo una coincidenza fortuita...
  • 1

#6 clapat71

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Inviato 16 novembre 2006 - 09:40

'Opera buffa' è uno degli album più intelligenti e divertenti della musica italiana, secondo me. Sono d'accordo sul fatto che non è stato fortunato nella scelta dei collaboratori musicali. A me piace molto 'Stanze di vita quotidiana'.
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#7 Notker

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Inviato 16 novembre 2006 - 10:19

la voce più alta del cantautorato italiano.
anchese musicalmente è stato meno "attento" di un De Andrè o di un Conte, i testi denotano una padronanza e una sensibilità poetica (incline a una soave ironia) ineguagliata ancora oggi.
  • 0
« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#8 dick laurent

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:10

mi unisco al club dei cresciuti a pane e Guccini.

Per me i migliori sono Via Paolo Fabbri, Stanze, Radici, Metropolis e Signora Bovary.
Secondo me è decisamente mitizzato Radici, che è sicuramente uno dei suoi migliori ma non ha nulla che lo renda il migliore rispetto agli altri, anzi dei cinque che ho citato è sicuramente quello che ascolto meno. Mentre Stanze invece, sarà per la leggendaria stroncatura di Bertoncelli (con motivi francamente molto discutibili: il...pessimismo del disco?!) è forse in assoluto il suo disco più esistenziale ed ha alcuni brani che stanno tranquillamente tra i suoi migliori, Canzone per Piero, Canzone delle situazioni differenti oltre che la famosissima Canzone delle osterie di fuori porta. E' un disco che paga le cagate fatte negli arrangiamenti da Pierfarri, che Guccini accettò per quieto vivere (Perfarri negli anni è riuscito a chiedere a Tavolazzi di suonare un pezzo "più giallo" e di portare un percussionista indiano di nome Mandrake incapace di suonare un 4/4, che se non ricordo male si sente su Canzone delle osterie di fuori porta). Ma per chi ami Guccini, la musica non è un ostacolo  ;D

Metropolis e Signora Bovary sono senza dubbio alcuno i migliori dischi del Guccini anni 80, e tra i migliori in assoluto. Più curati musicalmente rispetto al primo Guccini, specie Signora Bovary. Certo sempre assolutamente convenzionali, con rarissime piacevoli eccezioni come la melodia inconsueta di Le piogge d'aprile o l'arrangiamento tra il blues e la new wave di poveri bimbi di Milano, pezzo sottovalutatissimo.

Tra Metropolis e Signora Bovary ho una predilezione personale per il primo, nel quale ci tengo a segnalare i pezzi che spesso vengono ingiustamente dimenticati. C'è Antenor, uno dei suoi capolavori, mai nominata perchè meno ad effetto "immediato" di altre, ma è un gran pezzo. E pure Poveri bimbi di Milano è un pezzo che andrebbe rivalutato con la sua atmosfera per l'appunto metropolitana.

Varrebbe la pena nominare pure Amerigo: è un disco forse inferiore a questi 5, ma ha due pezzi fondamentali del repertorio del vate: il primo è Libera nos domine, un pezzo musicalmente rozzo ma di straordinaria attualità.
Il secondo è la stessa Amerigo, che è il pezzo epico per eccellenza di Guccini, forse il suo capolavoro. O perlomeno la sua canzone che preferisco, assieme a Canzone di notte 2.

le mie preferite:
Canzone di notte 2 (via paolo fabbri)
Amerigo (amerigo)
il pensionato (via paolo fabbri)
Canzone per Piero (stanze di vita quotidiana)
Antenor (Metropolis)
Il frate (l'isola non trovata, ma è meglio la versione live di tra la via Emilia e il west)
Piccola città (Radici)
canzone delle osterie di fuori porta (Stanze)



e poi, dopo le mie preferite qualche altro titolo:

canzone delle situazioni differenti
(stanze)
canzone quasi d'amore (Via Paolo Fabbri, ma è meglio la versione live de tra la via emilia e il west)
Libera nos domine (amerigo)
Vedi cara (due anni dopo)
Vent'anni dopo (due anni dopo, ma preferisco la versione quasi come Dumas)
canzone delle domande consuete (Quello che non)
l'isola non trovata (sempre la versione live di fra la via emilia e il west)

pezzi più sopravvalutati di Guccini:  ;D
Cyrano
Dio è morto
Eskimo
Autogrill
Farewell
Il sociale e l'antisociale
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#9 wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:28

Anch'io talvolta vengo preso dall'idiosincrasia per cui tutti i pezzi piu' celebri di Guccini diventano automaticamente di scarso valore. Mi rattrista vederlo spesso bollato, anche da sedicenti appassionati, come cantautore "schierato" punto e basta.
Delle canzoni che citi come "sopravvalutate" ritengo Dio E' Morto sia ormai epocale, cosi' come "La Locomotiva", ad esempio. Difficile che siano dimenticate. Sono grandi pezzi, anche se (e probabilmente a maggior ragione perche') non richiedono di "immergersi" nella visione gucciniana del mondo.
"Eskimo" di primo acchito puo' apparire come la solita celebrazione degli anni dell'attivismo politico, ma e' invece un malinconico rimpianto dell'immediatezza, della vitalita' e dell'innocenza di un periodo della vita prima che della storia, i propri vent'anni. E una constatazione ormai distaccata, compassionevole, dell'ironia della sorte che vuole che tutto cambi senza che cambi nulla, che quel che vent'anni prima era rottura ora sia status symbol. Un anno fa avevo vent'anni, e in una "domenica in settembre" mi son seduto sul letto a cantarla e suonarla con la chitarra. Un rito a lungo atteso.
"Autogrill" e' un quadretto perfetto, uno dei piu' grandi esempi dell'"impressionismo" gucciniano. Un'immagine qua, una la', ed ecco perfettamente disegnata una scena, un'atmosfera, una sensazione. Brano di una malinconia immensa, ma anche musicalmente immediato e accattivante. Giustamente uno dei preferiti tra i liceali. Anche "Farewell" vive di pennellate simili e si basta da se'. Lo trovo un buon pezzo, anche se glie ne preferisco molti altri.
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#10 dick laurent

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:36

Anch'io talvolta vengo preso dall'idiosincrasia per cui tutti i pezzi piu' celebri di Guccini diventano automaticamente di scarso valore.



ehi, non ho scritto questo, e nemmeno che sono brutti. Sopravvalutati significa che godono di una considerazione che spetterebbe maggiormente ad altri pezzi. e poi non ho messo le più famose, altrimenti avrei dovuto fare ben altri titoli che eskimo o farewell.

Mi rattrista vederlo spesso bollato, anche da sedicenti appassionati, come cantautore "schierato" punto e basta.


Spero che non ti riferisca a me, dal momento che non considero proprio Guccini un cantautore politicizzato.


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#11 wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:41


Anch'io talvolta vengo preso dall'idiosincrasia per cui tutti i pezzi piu' celebri di Guccini diventano automaticamente di scarso valore.



ehi, non ho scritto questo, e nemmeno che sono brutti. Sopravvalutati significa che godono di una considerazione che spetterebbe maggiormente ad altri pezzi. e poi non ho messo le più famose, altrimenti avrei dovuto fare ben altri titoli che eskimo o farewell.

Mi rattrista vederlo spesso bollato, anche da sedicenti appassionati, come cantautore "schierato" punto e basta.


Spero che non ti riferisca a me, dal momento che non considero proprio Guccini un cantautore politicizzato.


Ma no, figurati, me la prendo con molti che lo conoscono pochissimo e si sentono attratti o respinti unicamente da quei pezzi "politicizzati" che bene o male sono i suoi piu' famosi.
Comunque "Eskimo" e "Farewell" sono pezzi molto noti alla generazione (la mia) che ha conosciuto Guccini con la Live Collection e "Stagioni".
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#12 Guest_Glory days_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:42

...personalmente apprezzo di più il trio De Andrè - De Gregori - Conte: mi tocca di più un cantautorato che guarda all'intimo e al lirico piuttosto che il commentario socio-politico, più l'individuale che il collettivo. Ma senz'altro Guccini è un cantautore molto importante e degno di stima e ammirazione. Di lui non ho ascoltato tutti i suoi dischi ma mi è piaciuto davvero Radici, in cui davvero ogni canzone è bella. Su tutte Incontro, Il vecchio e il bambino, Piccola città...Bello anche L'isola non trovata con il gioiellino di Un altro giorno è andato e Il frate.
La parte musicale mi sembra in genere non molto curata, in secondo piano rispetto alle parole. Notevole l'abilità metrica e la capacità di mettere assieme le parole: a volte mi sembra che il suono stesso delle lettere faccia la musica, insieme a quella voce profonda.
Ho ascoltato anche D'amore di morte e di altre sciocchezze ma mi è sembrato stanco rispetto ai primi album: come se il suo cantautorato fosse diventato un esercizio. La parte musicale più curata ma anche più fredda e scolastica.

#13 wago

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Inviato 16 novembre 2006 - 11:44

mi tocca di più un cantautorato che guarda all'intimo e al lirico piuttosto che il commentario socio-politico, più l'individuale che il collettivo


Questo intendevo: non sono d'accordo affatto sul considerare Guccini meno "intimista" di De Andre'. Anzi, la vedo proprio al contrario.
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#14 Guest_Glory days_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:02

...in effetti dipende dall'ottica con cui lo si guarda e altre cose...anche De Andrè, per esempio, tratta spesso temi sociali e politici, ma secondo me sempre a partire da una interiorità profonda e da una attenzione all'umano che in Guccini non riesco a vedere così evidente. Tranne in alcuni casi, non a caso il finale di Incontro è, tra tutte le cose che ho sentito di Guccini, quello che più mi ha colpito:

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."


#15 dick laurent

dick laurent

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:02

mi tocca di più un cantautorato che guarda all'intimo e al lirico piuttosto che il commentario socio-politico, più l'individuale che il collettivo


Questo intendevo: non sono d'accordo affatto sul considerare Guccini meno "intimista" di De Andre'. Anzi, la vedo proprio al contrario.


concordo, sono per l'appunto pregiudizi durissimi a morire. O meglio (era inevitabile arrivarci): Guccini ha fatto canzoni "schierate": canzone per Silvia, La locomotiva (che è comunque un ritratto romantico dell'uomo che si batte per un ideale, più che una canzone politicizzata), Che Guevara (idem come la locomotiva, se non si considera che è uno dei suoi pezzi più brutti), ma da qui a considerarlo un cantautore politicizzato ce ne passa.
Perchè, De gregori non ha fatto pezzi come Ballata dell'uomo ragno? E De Andrè non ha fatto un disco come Storia di un impiegato?

Il miglior guccini è quello esistenziale, così come il miglior De Andrè è il cantautore degli umili, così come il miglior De Gregori è il fine cesellatore di parole e di atmosfere. Tutti e tre non hanno mai nascosto il loro orientamento, tutti e tre hanno scritto pezzi che pur non essendo considerabili brani "politici" dimostrano un certo orientamento.
Eppure per qualche ragione che proprio non arrivo a comprendere, De Andrè e De gregori sono immuni a qualsiasi critica in tal senso (e meno male, Guccini diventa addirittura il cantautore dei rossi.
Cazzo, e se sentite un Della mea o un Pietrangeli?
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#16 clapat71

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:03

Secondo me né De André né Guccini sono intimisti, ma nel senso che raccontano i loro sentimenti in terza persona, attraverso storie che sembrano non le loro. Giusto per rendere l'idea invece Vecchioni è sempre un 'io qui, io là'.
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#17 100000

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:07

Comunque "Eskimo" e "Farewell" sono pezzi molto noti alla generazione (la mia) che ha conosciuto Guccini con la Live Collection e "Stagioni".


volevo chiedere a wago a quale generazione si riferisce...perchè anch'io ho conosciuto guccini più o meno con i cd che ha nominato! (a parte quando ascoltavo i vecchi vinili di mio babbo, a 5-6 anni....ah, che bei ricordi...)

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#18 dick laurent

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:09

...in effetti dipende dall'ottica con cui lo si guarda e altre cose...anche De Andrè, per esempio, tratta spesso temi sociali e politici, ma secondo me sempre a partire da una interiorità profonda e da una attenzione all'umano che in Guccini non riesco a vedere così evidente.


e il pensionato? E Amerigo? E il frate? E auschwitz? Il compleanno? Canzone della bambina portoghese? Van loon? Cencio? Canzone per Anna? E un giorno?

Senza considerare l'interiorità profonda  ;D. Basta coi pregiudizi spacciati per giudizi.
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#19 Guest_Glory days_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:11

...un momento, ci tengo a dire che io non sono di quelli che considerano Guccini un cantautore schierato o di sinistra. A me non piace dare etichette, credo che lascino il tempo che trovano. Nonostante questo però mi sembra che in Guccini, guardando alla sua produzione in generale, ci sia un aspetto ideologico più presente che in altri, secondo me, che personalmente apprezzo meno. Non dico che per questo sia un cantautore di minore livello rispetto agli altri, esprimo solo una preferenza.
L'aspetto esistenziale o lirico lo trovo in minore presenza: come ho detto però non ho ascoltato tutti i suoi dischi, il mio non è e non vuole essere un giudizio definitivo.
Più che un poeta, un lirico, a volte Guccini mi sembra un abilissimo cantastorie, un affabulatore da strada (e con questo non intendo affatto sminuirlo). Ad esempio:

...Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!




#20 dick laurent

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Inviato 16 novembre 2006 - 12:20

...un momento, ci tengo a dire che io non sono di quelli che considerano Guccini un cantautore schierato o di sinistra.


che sia di sinistra in maniera inequivocabile (come De Andrè e De gregori) invece è verissimo. Sono le sue canzoni a non esserlo. Poi che sia un affabulatore non ci piove, ma il miglior guccini non è neppure quello de l'avvelenata che citi, anzi secondo me quando "sbruffoneggia" (occhio che ho messo le virgolette, prima di quotarmi) in pezzi come l'avvelenata, addio, Cyrano, quattro stracci, il sociale e l'antisociale perde qualcosa rispetto ai suoi pezzi più profondi.


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