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Il Lungo Addio: L'elogio Funebre Di Ondacinema


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#1 StuntmanMike

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Inviato 12 luglio 2015 - 01:01

Il doveroso saluto a personaggi e autori, più o meno importanti, dei nostri ricordi cinetelevisivi.

 

Ancora rattristato per la recente scomparsa dell'83enne Omar Sharif, unico grande divo internazionale nato su suolo arabo, colgo l'occasione per ricordare due nomi che ci hanno lasciato le scorse settimane:

 

Mary Ellen Trainor, ex moglie di Robert Zemeckis e dagli anni ottanta brava caratterista in oltre quaranta film\tvmovie. La lista è da colpo al cuore per chi ha vissuto da vicino quel decennio: l'esordio in All'inseguimento della pietra verde, poi Trappola di cristallo, Ritorno al futuro-parte II, Ghostbusters II, Forrest Gump..Ma sopratutto il ruolo di mamma Irene Walsh nel cult generazionale I Goonies e quello della psichiatra Stephanie Woods nella serie di Arma letale. È deceduta il 20 maggio a 62 anni per un cancro al pancreas.

 

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Dick Van Patten, morto il 23 giugno a 86 anni. Volto bonario in decine di show tv [Happy days, Love boat, That 70's show] e principalmente conosciuto per aver interpretato Tom nella Famiglia Bradford, papà ideale di una buona parte dei quarantenni che nei primi ottanta frequentavano l'asilo o al massimo le elementari. Al cinema ha recitato spesso per la Disney e Mel Brooks [Alta tensione, Balle spaziali].

 

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#2 StuntmanMike

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Inviato 31 luglio 2015 - 13:17

Il 18 luglio, dopo 79 anni di vita terrestre, è defunto per un tumore Alex Rocco [nato Alexander Federico Petricone Jr.]. Fu un richiesto caratterista a partire dalla metà degli anni sessanta, quando si trasferì da Boston a Los Angeles con il nome fittizio di Alex Rocco: faccia di sequoia in tanti film e telefilm del decennio successivo [sopratutto polizieschi, come Starsky & Hutch], il suo ruolo più celebre è tuttavia rimasto quello del boss di Las Vegas Moe Greene nel primo Padrino coppoliano. 

 

Discorso a parte merita la sua molto pittoresca vita, degna di una violenta copula artistica fra Altman e Scorsese: dopo i natali a Somerville, nel Massachusetts, "Bobo" Petricone viene affiliato in gioventù alla Winter hill gang, la mafia irlandese di Boston, motivo per cui sarà sospettato dell'assassinio di Bernie McLaughlin dell'ottobre '61. In seguito si trasferisce in California, diventa membro della religione monoteista Baha'i faith e a breve entra nel mondo della recitazione grazie all'amico bostoniano Leonard Nimoy ( ! ). Ma certi discussi, vecchi legami torneranno spesso a galla nell'esistenza borderline di Rocco. Significativo l'aneddoto sul set del gangster movie Gli amici di Eddie Coyle tratto dal libro cult di Higgins George V. [Peter Yates, 1973], dove un volpone della wild side come Robert Mitchum gli chiese esplicitamente di presentargli il gangster James "Whitey" Bulger [Black mass con Johnny Depp ne racconterà le gesta al prossimo Festival di Venezia], conosciuto quando faceva parte dell'irish mob irlandese-americana a Boston. Incontro che lo sfuggente Bulger, latitante per 17 anni fino al 2011, rifiuterà sempre.

 

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#3 The Man

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 31 luglio 2015 - 14:05

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#4 Tom

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Inviato 01 agosto 2015 - 08:44

Roddy Piper 1954 - 2015

 

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#5 An Absent Friend

An Absent Friend

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Inviato 01 agosto 2015 - 08:48

Questa va soprattutto in sport, però :(


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l'abbandono al flusso teorizzato da Eno è una cosa che non so fare, mi affido ancora a macigni e certezze.

 

 

 

alle medie il tema "il mio idolo" era su Clarke, il mio eh; hanno chiamato mia madre subito

 


 
 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 


#6 StuntmanMike

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Inviato 01 agosto 2015 - 17:13

Roddy. :facepalm:

 

Miglior scazzottata di sempre, che ve lo dico a fare.

 

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#7 William Wilson

William Wilson

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Inviato 01 agosto 2015 - 23:22

Roddy. :facepalm:

 

Miglior scazzottata di sempre, che ve lo dico a fare.

 

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Ho rivisto Essi vivono proprio pochi giorni fa...  :(

 

Quella scazzottata però mi è sembrata davvero interminabile! 

"Ti vuoi mettere gli occhiali?!" ahahahah  asd


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#8 StuntmanMike

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Inviato 29 agosto 2015 - 14:48

Yvonne Craig ha salutato questa valle di lacrime lo scorso 17 agosto, aveva 78 anni ed era da tempo malata di cancro al seno. Nata a Taylorville il 16 maggio 1937, iniziò la sua carriera come ballerina dei Balletti russi di Monte Carlo durante i '50 ma per le luci della ribalta dovrà aspettare fino al 1967, quando viene scelta per la terza stagione del telefilm Batman con Adam West e Burt Ward. Diventata famosa per la batgirl alter ego della bibliotecaria Barbara Gordon, figlia del Commissario Gordon, e per il ruolo di Marta nella terza stagione di Star Trek [interpretava l'aliena verde di Orione che voleva uccidere Kirk nell'episodio "Il sogno di un folle"] recitò anche in Perry Mason, La grande vallata, Dottor Kildare, Organizzazione U.N.C.L.E., Kojak, L'uomo dai sei milioni di dollari, in due film con Elvis [Bionde, rosse e brune.. nel 1963 e Il monte di Venere l'anno successivo] e in A noi piace Flint con James Coburn, prima di dedicarsi completamente al mondo degli affari come produttrice di spettacoli musicali e poi nell'ambito del mercato immobiliare.

 

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#9 paloz

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Inviato 05 settembre 2015 - 09:15

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Mauro Vestri (1938-2015)

Ora insegna agli angeli l'espressionismo tedesco :°°°
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#10 StuntmanMike

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Inviato 11 settembre 2015 - 12:41

Un saluto a Franco Interlenghi, tra i volti più celebri del neorealismo. Se ne va a 83 anni dopo una lunga e importante carriera fra cinema e teatro.

 

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[con Rinaldo Smordoni in Sciuscià di De Sica, 1946]

 

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[Domenica d'agosto di Luciano Emmer, 1949]

 

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[con Leonora Ruffo in I vitelloni, 1953]

 

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[con Ava Gardner e Bogart durante la lavorazione di La contessa scalza, 1954]

 

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[con Pasolini ed Enzo Cerusico, 1974]

 

Spoiler


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#11 pooneil

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Inviato 11 settembre 2015 - 13:09

Assieme a Raf Vallone uno dei miei miti del cinema d'antan.


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#12 Tom

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Inviato 11 settembre 2015 - 17:42

Grande Interlenghi. Devo confessare che ignoravo fosse ancora vivo. 

Tanti film memorabili, soprattutto da giovanissimo, ma probabilmente perse l'occasione per la vera gloria quando Fellini abortì il progettato "Moraldo va in città", sequel dei Vitelloni che lo avrebbe visto come protagonista assoluto. Idee e spunti di quel film poi confluiranno in "Il bidone" e soprattutto in "La dolce vita".

 

Mi è sempre piaciuto moltissimo il suo dialogo con il ragazzino nei Vitelloni (da 3:00 in poi). Il particolare di quando lo trattiene ancora e per un attimo il ragazzino si mostra inquieto è una di quelle annotazioni felliniane che da sole valgono interi film...

 


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#13 The Man

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Inviato 11 settembre 2015 - 18:33

Assieme a Raf Vallone uno dei miei miti del cinema d'antan.

 

Fatalità oggi pomeriggio causa influenza mi sono rivisto prima Non c'è pace tra gli Ulivi e poi i Vitelloni.

Due grandi attori un po' sottoutilizzati al cinema anche se si sono ampiamente rifatti a teatro soprattutto Vallone.


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#14 pooneil

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Inviato 11 settembre 2015 - 18:41

Ma no il grande RAF era uno di quei volti che sono legati ad un periodo (tipo Servillo oggi o Tony Sperandeo nei primi novanta)!

 

p.s. ma quanto è bravo tecnicamente De Santis? Ci sono delle sequenze in cui fa volare la macchina da presa che neanche i registi d'oggi.

 

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#15 The Man

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Inviato 11 settembre 2015 - 18:50

No dai, Vallone ha lavorato moltissimo anche in America e in Francia favorito dal suo essere un perfetto poliglotta, a teatro Arthur Miller scriveva opera per lui (Uno sguardo dal Ponte, poi diventato film diretto da Lumet), ed è proprio il teatro la sua vera dimensione visto che al cinema si è pian piano limitato a parti di caratterista di lusso (il cardinal Lamberto nel Padrino III).

Fidati che era un attore con i controcazzi e tra l'altro la sua vita stessa sembra un film (giocatore del torino, giornalista, partigiano durante la guerra, quindi attore, amico di Piccasso, Sartre, Camus...).


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#16 pooneil

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Inviato 11 settembre 2015 - 19:03

Che fosse un attorone non ci sono dubbi, contestavo il suo sottoutilizzato, dato che quando esploravo il cinema di quegli anni me lo sono beccato spesso e volentieri.


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#17 The Man

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Inviato 11 settembre 2015 - 19:05

Scusa avevo frainteso, a quanto dicono il suo poco utilizzo successivo sembra sia dovuto anche a un carattere a dir poco spigoloso e alla scarsa propensione a fare il divo.


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#18 StuntmanMike

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Inviato 14 settembre 2015 - 17:53



Fatalità oggi pomeriggio causa influenza mi sono rivisto prima Non c'è pace tra gli Ulivi e poi i Vitelloni.

Due grandi attori un po' sottoutilizzati al cinema anche se si sono ampiamente rifatti a teatro soprattutto Vallone.

 



p.s. ma quanto è bravo tecnicamente De Santis? Ci sono delle sequenze in cui fa volare la macchina da presa che neanche i registi d'oggi.

 

De Santis fu un artigiano coi fiocchi di cui s'è perso lo stampino, spesso bravo a combinare con naturalezza un approccio visuale e interpretativo molto "americano" con tematiche e contesti di chiara ascendenza neorealista. Riguardando il suo melodrammone sociale del '50 [sceneggiato da Lizzani e fotografato nel magnifico b\n di Piero Portalupi] bisognerebbe ridefinire l'abusato concetto di attrice che buca lo schermo a ogni fotogramma in cui compare la Bosè. Di una bellezza ultraterrena.

 

Raf Vallone grandissimo attore e uomo dalle molteplici qualità. Stima nei secoli anche per la comprovata fama di tombeur de femmes [fra cui Marlene Dietrich e la Bardot, ma il vero amore per cinquant'anni sarà sempre la moglie Elena Varzi].

 

C'è un bel aneddoto di Tullio Kezich dove racconta il suo primo incontro con il divo di Tropea: "nell' ottobre '59, a Parigi, ero in grande imbarazzo. Inviato per I sequestrati di Altona, avevo scoperto che la prima del nuovo dramma di Sartre era stata rinviata e non sapevo come cavarmela. Mi salvò Raf Vallone, che al teatro Antoine recitava Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller. «Vorresti leggere la "pièce"? Eccola!»; e come un prestigiatore tirò fuori il segretissimo copione. «Jean-Paul me l' ha mandato per un giudizio», spiegò con una punta di sbruffoneria. Arrivando da una tournée attraverso 100 città di Francia, Svizzera e Africa Settentrionale, Vu du pont si recitava a teatri esauriti; e per arrivare al camerino di Raf avevo dovuto farmi forte di un' amicizia nata anni prima sul set di Cuori senza frontiere, del quale lui era il divo e io un tirapiedi della produzione. Poco più che quarantenne, il nostro era in quel momento l' idolo del «tout Paris», come verificai accompagnandolo in un giro di locali dove lo ricevettero come un sovrano. Anche se «l' Express» gli aveva dedicato la copertina con una frase di Anouilh che lo proclamava il più grande attore del mondo, l'interessato sapeva accogliere attestazioni del genere senza crederci troppo. «Questa città è una gatta che oggi ti fa le fusa e domani si prepara a graffiarti»: accade proprio così l' anno dopo, con il fiasco di Il riposo del guerriero di Christiane Rochefort. Nel corso della nostra scorribanda notturna, ricordo che a cena mi lesse commosso le letterine dei suoi bambini per poi lanciarsi in un panegirico sulla Nouvelle Vague che scoppiava sugli schermi degli Champs Élysées. Dovetti giurare di andare subito a vedere Hiroshima mon amour e di telefonare per dirgli che condividevo il suo entusiasmo. Sospettai che avesse in vista lavori con Resnais o Truffaut, invece niente: si trattava di entusiasmo puro, senza secondi fini, lui era così.."


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#19 The Man

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Inviato 01 ottobre 2015 - 10:29

Morto John Guillermin, regista tra gli altri de L'inferno di Cristallo e il King Kong di De Laurentis, aveva 89 anni.

A essere onesto pensavo fosse morto già vent'anni fa.

 

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#20 solaris

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    Simmetriade.

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Inviato 08 ottobre 2015 - 08:47

Ot?

 

Fuori

 

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Dentro

 

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Imbarazzante l'articolo di wired (scritto dall'ufficio stampa di Apple, o da uno dei ritardati che andrà a farci la coda) esaltato per l'architettura del nuovo, fondamentale, cubotto di vetro.

 

Rip.


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