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Stephen King


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143 replies to this topic

#21 totem

totem

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Inviato 06 novembre 2012 - 20:41

Eresia!!! asd
I primi due libri sono i migliori, per cui anche se leggerai i successivi credo che continueranno a piacerti di più i fumetti.
Comunque avevo posto malissimo la domanda, intendevo chiedere: dopo la storia del ritorno che altre vicende sono state raccontate nei fumetti? Tutta la storia di roland dal periodo della giovinezza all'inizio della ricerca dell'uomo in nero?
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#22 Çorkan

Çorkan

    Utente onicofago con ghiri in culo

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Inviato 06 novembre 2012 - 20:50

credo sia quello di cui fa parte la battaglia di Tull no?
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"La legge non dovrebbe imitare la natura, dovrebbe correggerla"

Dekalog 5

#23 totem

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Inviato 06 novembre 2012 - 20:56

Cosa? Perdonami non ho capito :(
Io intendevo: nel corso della trentina di numeri che hanno pubblicato finora, che vicende sono state trattate?
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#24 Çorkan

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    Utente onicofago con ghiri in culo

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Inviato 06 novembre 2012 - 21:17

eh spetta eh, che devo controllare allora...pè, ti metto i titoli delle varie parti

1.La lunga via del ritorno

2. Tradimento

3.La Caduta di Gilead

4.La Battaglia di Jericho Hill

5.L'ultimo Cavaliere: Il Viaggio Comincia

6.L'ultimo Cavaliere: Le Piccole Sorelle di Eluria

7. L'ultimo Cavaliere: La Battaglia di Tull


Poi c'è Il Mago, numero speciale sul personaggi di Marten.
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Dekalog 5

#25 totem

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Inviato 06 novembre 2012 - 21:37

Grazie! Se non sbaglio mi ero fermato ai primi numeri de La caduta di Gilead. Praticamente hanno ripercorso tutte le vicende tra la giovinezza di roland e il primo romanzo. Le piccole sorelle di eluria era un racconto apparso in una raccolta, ma non ricordo quale, non pensavo avessero fatto il fumetto anche di quell'episodio.
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#26 Guest_cinemaniaco_*

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Inviato 27 gennaio 2013 - 13:17

Immagine inserita

ho finito la lettura di the dome (under the dome, 2009)

incredibile "zampata" di king che dopo una quarantina di romanzi e ormai superati i 60 anni ha ancora voglia di mettersi in gioco, di sfidare se stesso e le proprie capacità di narratore con un romanzo corale di 1000 pagine che è un po' l'ennesima summa del suo stile.
il mix che regge il libro è kingiano al 100% e ben esplicativo del suo repertorio migliore: 1) incredibile capacità affabulatoria in grado di tenere incollato il lettore alla pagina (riuscire a tessere una trama così articolata con non so quanti personaggi in gioco che vanno e vengono, muoiono, nascono, si disperano, lottano, sparano, urlano, è da narratore di razza, narratore nato); 2) elemento fantastico che non è altro che l'ennesima metafora che vuole mettere in luce il legno storto della natura umana qua mostrata in tutte le sue componenti (ma il romanzo è soprattutto un j'accuse contro l'arroganza, la violenza, l'ottusità, l'avidità e la crudeltà umana, nonché un esemplare trattato sulla intrinseca e costitutiva caducità e debolezza umana, noi uomini che ci crediamo tanto grandi ma siamo solo formiche nell'universo, la metafora è chiara); 3) lucida e spietata radiografia dell'animo più profondo ed oscuro della società americana, quella del "fascismo quotidiano" e del fanatismo religioso (sotto la cupola sembrano riflettersi tutte le storture del sistema democratico americano post-11 settembre, dal patriot act a guantanamo, e king non ha paura di indicare chi sono i reali colpevoli)

a fine lettura non mi sento esagerato nell'affermare che under the dome starebbe benissimo in una lista dei migliori romanzi di stephen king, un romanzo che l'autore inseguiva dal 1976 ma che solo nel 2007 ha avuto le idee chiare per incominciare. ora speriamo che la miniserie televisiva pronta al lancio per quest'estate sia all'altezza della sua controparte di carta

#27 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 05 settembre 2013 - 15:34

Immagine inserita

il sequel di shining esce in america il 24 settembre :°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

danny torrance è ora adulto e come il suo caro paparino ha problemi con la bottiglia. frequenta gli alcolisti anonimi e mediante i suoi poteri extrasensoriali aiuta i malati terminali nel momento del trapasso. la sua vita cambia quando salva una bambina dai true knot, una banda di voraci ed inumani nomadi che percorre le autostrade d'america in cerca del loro nutrimento: il "vapore" esalato dai bambini dotati di "shining" quando vengono torturati a morte.

non importa cosa si aspetta ciascuno di noi: importa solo che è il sequel di shining, di certo non il suo miglior romanzo ma senza ombra di dubbio il più iconico (grazie anche al film). dici king, dici shining.

#28 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 05 settembre 2013 - 17:33

Tra denti aguzzi, notti di luna piena e incubi assortiti, si è spesso mancato il reale senso dell'arte kingiana, i punti salienti che ne reggono da sempre la baracca, letti, inglobati ma, proprio perché fatti assimilare dallo scrittore con estrema naturalezza, quasi mai analizzati, quando non passati inosservati.

E si tratta di elementi che ne rendono la scrittura unica e inimitabile, che piaccia o meno la sua abilità.

King è un grande scrittore di ... bambini: l'infanzia è spesso presente nelle sue storie e non di rado ne interpreta il personaggio principale; ingenuità, purezza, speranza, incorruttibilità, ma anche fratellanza, esigenza di fare gruppo, quel "uno per tutti- tutti per uno" che permea vicende articolate come quelle descritte su "IT" come pure quelle episodiche di "Stagioni diverse". Il male, reso sotto forma orrorifica che prova a incunearsi nei sogni liberi di Danny, il dominatore incontrastato di "Shining", per lunghi tratti un soliloquio tra il piccolo figlio di Jack e il proprio alter ego. Il male che riesce a impossessarsi di un ex bambino, l'adolescente di Christine, corrotto proprio nel momento dell'abbandono della fase infantile dalle armi del consumismo (la macchina). Ma rasentano lo stato mentale di un infante, pur con differenti condotte di vita, anche il personaggio malato di Misery e il guaritore innocente e per questo condannato del Miglio Verde. Ed è solo apparente la variazione malvagia de "I Figli del Grano", dove solo i bambini o gli adolescenti possono vivere e comandare (e uccidere chi voglia intromettersi), per poi essere sacrificati al compimento del 19esimo anno di età, quasi non voler minare la purezza del giovanissimo. O, ancora, la protagonista dell'Incendiaria, bambina mutante che carbonizza le delinquenziali trame governative. Senza dimenticare l'angosciante descrizione della prima adolescenza di Carrie, la sua furia incontrollabile, dopo essersi resa conto di che schifo possa essere il mondo degli adulti.

E poi c'è la componente autobiografica, quella dello scrittore, sempre insicuro delle proprie possibilità, completamente bloccato nell'ispirazione al punto da divenire folle (sempre "Shining"), ma anche bloccato dalle leggi del mercato e dai desideri del lettore, suo vero padrone ("Misery"). Uno scrittore è anche il protagonista di "La metà oscura", messo in difficoltà dal suo gemello mai nato ma rimasto dentro di lui. Narratore in crisi profonda è anche il protagonista di "Mucchio d'ossa". Professore di letteratura e aspirante romanziere è Jack Epping nel recente e decisamente riuscito "22/11/63". Jack che è stato appena mollato dalla giovane moglie alcolizzata, ma per anni l'alcolizzato, e drogato, fu proprio King e tutte le paranoie, e la claustrofobia, di quel periodo si possono rintracciare all'interno dei lavori fino alla metà degli anni 80 (Torrance è pazzo perché posseduto o solo perché dipendente, da insicurezze e sostanze, e quindi violento?). King andò talmente allo sbando da confessare addirittura di non ricordarsi di aver scritto alcuni romanzi (Cujo).

E poi c'è il sogno americano perennemente tradito, l'illusione delle istituzioni dimostratesi a più riprese fallimentari, come il matrimonio, la religione che sfocia nel fanatismo, l'illegalità sconfitta ma sempre pronta a rinascere sotto differenti spoglie, il rimorso sempre e ovunque.



E poi...
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#29 Guest_cinemaniaco_*

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Inviato 05 settembre 2013 - 20:49

King è un grande scrittore di ... bambini: l'infanzia è spesso presente nelle sue storie e non di rado ne interpreta il personaggio principale; ingenuità, purezza, speranza, incorruttibilità, ma anche fratellanza, esigenza di fare gruppo, quel "uno per tutti- tutti per uno" che permea vicende articolate come quelle descritte su "IT" come pure quelle episodiche di "Stagioni diverse"


io lo ho sempre percepito - anche per la "grandeur hollywoodiana" dei suoi best-sellers - come la controparte cartacea (e più perfida) di steven spielberg. il paradosso è che nonostante le numerose trasposizioni, spielberg non abbia mai lavorato ad un suo romanzo: l'unico incontro "indiretto" è stato per la serie tv ispirata ad under the dome, di cui entrambi sono produttori.

#30 blackwater

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    Scaruffiano

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Inviato 05 settembre 2013 - 21:58

...

io lo ho sempre percepito - anche per la "grandeur hollywoodiana" dei suoi best-sellers - come la controparte cartacea (e più perfida) di steven spielberg....


E non hai torto. La differenza sta nella visione apocalittica di King rispetto a quella sognante di Spielberg.
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#31 Guest_cinemaniaco_*

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Inviato 21 novembre 2013 - 10:22

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senza volere ma proprio a cinquant'anni dall'assassinio di jfk ho letto uno dei più acclamati tra gli ultimi libri di stephen king. in teoria potrei tranquillamente rifare il discorso che ho fatto per under the dome, ovvero che a chi pensa che king il più l'abbia dato e ormai sia un po' bollito consiglio invece di leggersi questi due libri per ricredersi. tuttavia 11/22/63 e under the dome sono due romanzi profondamente diversi: under the dome è kinghiano al 100%, lo consiglierei a qualsiasi fan che rimembra con nostaglia i suoi classici; 11/22/63 è invece alquanto anomalo come romanzo di king, ed è il tipico libro che invece consiglierei a chi non ama l'horror ma vuole comunque leggere un libro di king

non che il tratto di stephen king sia assente, anzi. per i fan c'è una intera parte ambientata nella derry di it del '58, ed è la parte più oscura e kinghiana nel senso classico del termine. ma il grosso del romanzo va decisamente in un'altra direzione. più che il confrontarsi con la storia e con i paradossi dei viaggi nel tempo, a king a questo giro è interessato soprattutto raccontare una bella storia d'amore. sotto certi aspetti è quasi un melodramma di ampio respiro, la storia di un'amore oltre la fisica, oltre lo spazio ed il tempo

venendo il lettore catapultato nell'america tra il '58 e il '63 è ovviamente anche un romanzo su quell'america, e king da vecchio progressista riflette senza dubbio su cosa abbia rappresentato per la sua generazione l'omicidio kennedy. ma ho come l'impressione che se questo libro lo avesse scritto ad inizio carriera, come nella postfazione ci fa sapere avendo quest'idea in testa dal 1972, sarebbe stato molto ma molto più politico e più "doloroso". molto probabilmente perché "necessario" in quel periodo. ma il protagonista di oggi viene da un'america in cui il presidente non è solo giovane e progressista, ma anche di colore. in un certo senso il mondo non è andato così male nonostante la nuova frontiera kennedyana sia stata bloccata da tre spari alla fine del primo mandato. in un certo senso king sembra suggerire proprio questo. il passato si "armonizza", dice più volte il protagonista. perché andarlo a turbare, sembra dire invece king?

#32 Guest_cinemaniaco_*

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Inviato 07 gennaio 2014 - 17:43

in italia non è ancora uscito doctor sleep che stephen king annuncia già una data d'uscita per il suo nuovo romanzo, mr mercedes (giugno)

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lo ha descritto come una specie di hard-boiled o comunque di detective story, con protagonista appunto un ex detective della omicidi sulle tracce di un serial-killer

stephen king alle prese con il tipo di storia che adoro. come dire, uscirà qualcosa di miracoloso (almeno lo spero, ci credo) :metal:

#33 Pauli Effect

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Inviato 09 gennaio 2014 - 17:18

Concordo con blackwater. King ha descritto molto bene - specie in It - il più grande dramma dell'uomo: la perdita della magia e dell'onnipotenza infantile, che poi corrisponde all'accettazione della morte come evento inevitabile. Non a caso, in It, uno dei membri del "Club dei perdenti" che - bambini - riescono a sconfiggere It, quando viene chiamato dopo 27 anni a combattervi ancora, si suicida. Quella morte è la rassegnazione all'inevitabile. Ogni personaggio viene descritto nelle due fasi, infanzia ed età adulta, e per ciascuno di essi, al di là dei successi personali, c'è un senso di lutto per ciò che è stato e che non potrà più essere, vale a dire quel sentimento di unione magica che solo l'essere bambini concede appieno. Un po' come dice Roger Waters in una sua canzone, "I was just a child, now I'm only a man". A mio parere, It è molto più di un horror, tanto è vero che (sempre secondo la mia modestissima opinione), King fa un po' fatica a chiuderlo, a trovare un "outro" degno di tutto il resto dell'opera.
Riguardo alla prolissità, dipende. Forse in alcuni romanzi è un problema (ad esempio, The Tommyknockers, in italiano credo sia Le creature del buio, che non è male ma soffre tantissimo di un eccesso di verbosità). Io ho sempre provato a leggerli in inglese, oltre che ad aiutare a capire meglio la lingua, si apprezza un po' di più lo stile di King, e forse la prolissità la si sente un po' meno.
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#34 kristofferson

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Inviato 09 gennaio 2014 - 17:42

Riguardo alla prolissità, dipende. Forse in alcuni romanzi è un problema (ad esempio, The Tommyknockers, in italiano credo sia Le creature del buio, che non è male ma soffre tantissimo di un eccesso di verbosità).


The Tommyknockers non ha una parola di troppo, secondo me, anzi è uno di quei romanzi che una volta finiti ci rimani male perché vorresti leggerne ancora. Il King prolisso arriverà solo da lì a qualche anno: La metà oscura, Cose preziose, L'acchiappasogni, Insomnia, eccetera...
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#35 Pauli Effect

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Inviato 09 gennaio 2014 - 18:14

Secondo me, in The Tommyknockers King ha peccato di prolissità nel descrivere aspetti della vita di alcuni personaggi (se hai presente, nella parte del libro che corrisponde al funerale). Concordo comunque sulla tua valutazione, un romanzo da consigliare nel modo più assoluto.
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#36 kristofferson

kristofferson

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Inviato 10 gennaio 2014 - 14:06

Il momento del funerale onestamente non me lo ricordo benissimo (il libro l’ho prestato ad un amico e ovviamente non mi è mai tornato indietro), ma hai presente quando l’astronave dissepolta comincia a contagiare gli abitanti di Haven? King a quel punto scrive delle bellissime miniature su alcuni degli abitanti, se vogliamo del tutto superflue ai fini della narrazione, quasi una Spoon River orrorifica, solo per il gusto di raccontare; come in IT crea dal nulla un intero mondo, plausibile fin nei minimi particolari, solo per il piacere di distruggerlo con le armi della paura… Un romanzo eccezionale.
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#37 An Absent Friend

An Absent Friend

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Inviato 10 gennaio 2014 - 14:15

Cose preziose


Questo non è il King prolisso, ma quello pulp/trash. Godibilissimo.
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Talmente brutto che e' da considerare 90

 

 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 

guarda uso di nuovo l'esempio del Mein Kampf che mi è piaciuto parecchio

 


#38 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 18 gennaio 2014 - 17:58

Nessuno qui ha letto Pet Sematary?
Io nella classifica del Re lo metto subito dopo IT, tra l'altro rimane di gran lunga il libro suo libro più genuinamente terrorizzante.
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#39 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 18 gennaio 2014 - 19:11

Nessuno qui ha letto Pet Sematary?


io ho visto il film. film dimenticato e sottovalutato. inquieta già il film posso immaginarmi il libro. un giorno lo recupererò

#40 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 19 gennaio 2014 - 02:02


Nessuno qui ha letto Pet Sematary?


io ho visto il film. film dimenticato e sottovalutato. inquieta già il film posso immaginarmi il libro. un giorno lo recupererò


Il film è la versione edulcorata e molto grossolana del libro, a mio avviso uno dei peggiori adattamenti kinghiani di sempre.
Il libro invece merita assolutamente, da metà in poi sopratutto diventa veramente terrificante e senza speranza, probabilmente il parto più malato mai prodotto da King in tutta la sua carriera.
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