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opera lirica


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706 replies to this topic

#21 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 26 settembre 2006 - 18:40

 
certo che se questa è per te l'occasione per avvicinarsi al mondo della lirica, sono sincero, ascoltare questi dischi non è il modo migliore per farlo.
non è per pedanteria ma... prima i classici!
 



grazie! i classici li conosco e di quelle citate conosco l'angelo di fuoco, ma The Rake's Progress, no! mi ci butto, stravinsky è la mia passione; non credevo mi mancasse ancora qualcosa di lui;


ah vabè, scusa... m'ero convinto che questo fosse per te il primo approccio alla lirica...
cmq, credo che l'ascolto di Rake's possa solo fare del bene.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#22 Paz

Paz

    Roadie

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Inviato 26 settembre 2006 - 19:51

G. Ligeti - Le Grand Macabre (un classico dell'avanguardia)***


a proposito, esiste una registrazione della versione in italiano?
  • 0
« Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum » (F. Nietzsche, Götzen-Dämmerung, 1888, cap. I, af. 33).

#23 Guest_verdoux_*

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Inviato 27 settembre 2006 - 12:29

l'opera lirica ha un futuro come genere?

#24 RogerCrimson

RogerCrimson

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Inviato 27 settembre 2006 - 14:30

l'opera lirica ha un futuro come genere?


Ad oggi vengono prodotte soprattutto opere statunitensi, sulla scia della tradizione dei musical. Per il resto si fa poco, passata la sperimentazione, le opere-Potionkin di Nono e di Berio, qualche cosetta minore italiana (Battiato compreso), c'è poco.

Il futuro dell'opera in questo momento è legato alla rappresentazione.
Sul versante musicale mediante la risocperta di opere che erano uscite dal repertorio, soprattutto del '700.
Sul versante degli allestimenti con una pesante affermazione della moda del c.d. teatro di regia, con tutte le gioie e dolori: a volte spettacoli straordinariamente intelligenti e stimolanti; altre volte delle belle porcate, soprattutto in area germanica.

  • 0

#25 Guest_verdoux_*

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Inviato 27 settembre 2006 - 14:34

 
Ad oggi vengono prodotte soprattutto opere statunitensi, sulla scia della tradizione dei musical.


il musical è o è assimilabile ad un'opera lirica?

#26 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 27 settembre 2006 - 16:36

 
Ad oggi vengono prodotte soprattutto opere statunitensi, sulla scia della tradizione dei musical.


il musical è o è assimilabile ad un'opera lirica?


no.

è assimilabile, come sviluppo per musica di consumo, all'operetta e alla rivista.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#27 kingink

kingink

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Inviato 28 settembre 2006 - 09:16



 
Ad oggi vengono prodotte soprattutto opere statunitensi, sulla scia della tradizione dei musical.


il musical è o è assimilabile ad un'opera lirica?


no.

è assimilabile, come sviluppo per musica di consumo, all'operetta e alla rivista.



Quoto.


Direi proprio di sì, infatti non mi ha mai entusiasmato come genere.....
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#28 Guest_osvo_*

Guest_osvo_*
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Inviato 28 settembre 2006 - 10:31


In tema di "opera contemporanea", visto che si è citato Nyman, un'opera importante (più che altro per il successo che ha avuto) direi che è "Nixon in China" di John Adams. A me - dico la verità - non piace per niente, con Adams ho proprio problemi e con l'opera pure (ebbene sì, anch'io), mi piacciono giusto due cosette che ha fatto all'inizio. Ad ogni modo so che da Nixon in poi, Adams ha continuato su quella strada.
La mia conoscenza dell'opera si limita all'ascolto de "la Barcaccia" su Radio3, che tra l'altro quest'anno ancora non è ricominciata (che l'abbiano soppressa?).

#29 RogerCrimson

RogerCrimson

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Inviato 28 settembre 2006 - 10:32


In tema di "opera contemporanea", visto che si è citato Nyman, un'opera importante (più che altro per il successo che ha avuto) direi che è "Nixon in China" di John Adams. A me - dico la verità - non piace per niente, con Adams ho proprio problemi e con l'opera pure (ebbene sì, anch'io), mi piacciono giusto due cosette che ha fatto all'inizio. Ad ogni modo so che da Nixon in poi, Adams ha continuato su quella strada.
La mia conoscenza dell'opera si limita all'ascolto de "la Barcaccia" su Radio3, che tra l'altro quest'anno ancora non è ricominciata (che l'abbiano soppressa?).


No ricomincia tra poco. Annunciato da uno dei due conduttori che scrive abitualmente sul forum di Operaclick.
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#30 RogerCrimson

RogerCrimson

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Inviato 28 settembre 2006 - 10:38


 
Ad oggi vengono prodotte soprattutto opere statunitensi, sulla scia della tradizione dei musical.


il musical è o è assimilabile ad un'opera lirica?


no.

è assimilabile, come sviluppo per musica di consumo, all'operetta e alla rivista.


Ho visto molti musical, in Italia a Londra, a NY.
Musica e opera sono assimilabili in parte. Alcuni musical lo sono di più, altri meno.
In generale, per entrambi si tratta di spettacoli musicali con musiche eseguite dal vivo con un'orchestra formata da strumenti per lo più classici.
Però nei musical c'è spesso la batteria e anche strumenti elettrici o elettronici.
Ho visto "Tommy" a New York ed era piuttosto fedele.
Era un'opera-rock in versione musical. C'era un'orchestra classica con l'aggiunta di tutti gli strumenti rock classici.
"The phantom of the opera" assomiglia più ad un'opera perché gran parte dei ruoli sono cantanti da voci "impostate". Questa è la differenza fondamentale, a prescindere dagli strumenti.
Il 90% dei musical sono cantati da voci leggere-rock.

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#31 Notker

Notker

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Inviato 28 settembre 2006 - 15:19

A parte i capolavori West Side Story, Singing in the rain (forse anche perche?? West Side Story and Singing in the Rain sono ??aiutati? dal fatto di essere capolavori di technica cinematografica) e un miserabilmente limitato numero di musicals piu?? o meno sopportabili, il musical dovrebbe essere reso punibile con prigione a vita senza possibilita?? di parola :D.  Il mio giudizio personale non e' infallibile, ma pensando che Meyerbeer era considerato grossolano? ;) 8)


mi sembra un tantino esagerato... il musical, soprattutto quello inglese e americano, è in fondo lo specchio di un'epoca e di una società e come tale è un genere che, pur nella sua leggerezza, è di tutto rispetto.
poi, del resto, la spazzatura la troviamo un po' in tutti i generi musicali.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#32 Ringa

Ringa

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Inviato 28 settembre 2006 - 19:08

L'opera mi piace, anche se non posso dire di avere una grande cultura a riguardo.
L'unica opera che ho visto a teatro è stata la Cenerentola di Rossini, diversi anni fa, e devo dire che è stata una bella esperienza.
Non l'avevo mai ascoltata prima, nonostante a casa mia siano sempre girati dischi e cd di opere, nonchè i mitici libretti... andai a vederla perchè mi avevano passato dei biglietti ed ero curiosa (non molto romantica come prima volta :P). Probabilmente se avessi potuto scegliere mi sarei buttata su qualcosa di Verdi, magari la classica Aida o il Rigoletto.

Delle opere che a me piacciono molto e che non sono state citate sono (faccio un piccolo elenco al volo, magari ce ne sono altre):
- Macbeth di Verdi
- Mefistofele di Boito
- L'Italiana in Algeri di Rossini
- Carmen di Bizet
- Turandot e Madama Butterfly di Puccini
- La vida breve di Manuel de Falla

Non digerisco, invece, Wagner... anche se devo dire che dopo un viaggio a Vienna quest'estate ho riprovato ad ascoltare L'anello del Nibelungo e mi è piaciuto più che l'ultima volta. (una sera l'hanno dato fuori dal municipio sotto la pioggia su un maxischermo in versione a cartoni animati, che simpatici :D)

Anch'io penso che uno dei problemi della lirica sia proprio il fatto che vedere uno spettacolo costa molto... ad esempio se vedere un'opera all'Arena costasse meno sicuramente sarei già andata diverse volte. Invece ogni anno mi ripropongo di andarci e guardo il programma, e ogni anno finisco per non andarci.
Quello del costo per me è un grosso limite ed è un vero peccato, perchè credo che avvicinarsi all'opera tramite uno spettacolo dal vivo sia mille volte meglio, probabilmente l'opera riscuoterebbe più interesse e sarebbe apprezzata da più persone.

Aprofitto di questo thread per fare a Roger delle domande, mi scuso se possono sembrare delle cretinate ma non sono un'esperta:

- tempo fa ho letto su un giornale che la critica (o parte della critica) non considera bene Puccini, nel senso che lo considera un compositore poco intellettuale, popolare (in senso dispregiativo). Mi chiedevo se è vero, perchè la pensano così, chi dovrebbe essere allora per loro l' esempio opposto, se la pensavano così all'epoca o solo di recente, quante persone condividono questa cosa, cosa pensi tu.

- ma La forza del Destino è tratta dal libro Don Alvaro o la fuerza del sino del Duque de Rivas?

- cosa ne pensi dell'opera di De Falla? Io la considero il contraltare della Carmen, nel senso che dà un'immagine della Spagna meno folcloristica ma più profonda e reale (in realtà anche Lorca e i contemporanei la consideravano così). So che De Falla non viene molto considerato, tanto è vero che non ho mai visto in cartellone questa sua opera, eppure a me è sempre piaciuta tanto e mi piacerebbe un sacco poterla vedere. Te ne intendi di zarzuelas per caso?



L. Nono - Prometeo (un lavoro folle... come il dio protagonista)****


Az' la cosa migliore che mi è capitata con questo disco è essere riuscito a venderlo!
Oltre che essere portatore di una noia tremenda, è davvero inascoltabile per i continui sbalzi di volume tra le "oasi sonore" e non mi ricordo cosa... mi scuso con gagà e i cultori del genere, ma è davvero insopportabile!


eh eh... non a caso ho scritto così (vedi grassetto)...
cmq, Nono ha bisogno di una concentrazione d'ascolto incredibile e quest'opera, più di altre, perde tantissimo nelle registrazioni su cd, perchè non gode del supporto visivo e scenico che è parte integrante del lavoro, come anche l'ardita concezione acustica, estremamente rigorosa, che richiese anni di esperimenti... su disco perde quasi il 50% del suo valore.


Ne sono convinta anch'io, infatti mi piacerebbe molto poter assistere a una rappresentazione dal vivo. Spero che a Venezia lo propongano presto (e soprattutto spero non costi un capitale).

Mi hai suggerito un sacco di opere interessanti, appena posso le farò mie... ti ringrazio!  :)


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#33 RogerCrimson

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Inviato 28 settembre 2006 - 23:04


Anch'io penso che uno dei problemi della lirica sia proprio il fatto che vedere uno spettacolo costa molto... ad esempio se vedere un'opera all'Arena costasse meno sicuramente sarei già andata diverse volte. Invece ogni anno mi ripropongo di andarci e guardo il programma, e ogni anno finisco per non andarci.


L'Arena, considerando che ha una capienza di circa 7-8 volte quella di un teatro d'opera medio-grande, è carissima.
Ma basta andare nell'anello in alto, non numerato e cosa poco.
Se arrivi presto e fai la fila (tipo cancelli di concerto rock), è semplice mettersi nella prima fila del secondo anello, con circa 20 Euro.
Se pensi che quello seduto davanti a te, a meno di un metro, ha speso circa 100 Euro per avere un posto numerato...

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#34 Guest_verdoux_*

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Inviato 29 settembre 2006 - 07:34

 

Wagner, non sono il primo a dirlo, e' estremamente prolisso, pesantuccio (di fianco a, per esempio, Rossini) ma un quarto di ciascuna delle sue opere e' da ascoltare senza dubbio.
  



i miei pezzi preferiti delle opere di wagner sono quelli puramente orchestrali;

#35 bluefunk72

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Inviato 29 settembre 2006 - 08:58

Non mi è mai piaciuta la lirica, credo soprattutto perché non sopporto il canto in maschera...forse, se le opere venissero cantate con voce naturale (come mi pare che accadesse nel 1700) riuscirei ad apprezzarla. A proposito, qualcuno sa se esistono registrazioni di questo tipo? 
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#36 RogerCrimson

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Inviato 29 settembre 2006 - 10:40

Non mi è mai piaciuta la lirica, credo soprattutto perché non sopporto il canto in maschera...forse, se le opere venissero cantate con voce naturale (come mi pare che accadesse nel 1700) riuscirei ad apprezzarla. A proposito, qualcuno sa se esistono registrazioni di questo tipo? 


Purtroppo sì. Un album di Michael Bolton che è uno strazio dell'anima; Mina che canta "Ridi pagliaccio" ed è ridicola e Al Bano che canta l'addio alla madre della "Cavalleria Rusticana" duettando con Iva Zanicchi (talmente orrendo da avere un sinistro fascino kitsch) e altre cosette sublimi di questo tipo
Lascia perdere, credimi. L'opera si canta con voce impostata (o in maschera, come dici tu). Si cantava così anche nel '700 (Handel e poi Mozart eccetera), almeno nella amggioir parte dei casi.
Poi c'è qualche eccezione, tipo alcuni ruoli in "The Beggar's Opera". Infatti in un'edizione in dvd il protagonista è Roger Daltrey degli Who.
Nel '600 c'era un canto meno impostato, simile a quello che oggi definiamo leggero (Peri, Monteverdi).
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#37 bluefunk72

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Inviato 29 settembre 2006 - 11:16

[Purtroppo sì. Un album di Michael Bolton che è uno strazio dell'anima; Mina che canta "Ridi pagliaccio" ed è ridicola e Al Bano che canta l'addio alla madre della "Cavalleria Rusticana" duettando con Iva Zanicchi (talmente orrendo da avere un sinistro fascino kitsch) e altre cosette sublimi di questo tipo.


Beh, a parte Mina che, con la voce e la sensibilità che ha, non fa mai schifo (ma questo è un parere personale)...Volevo dire opere liriche intere, con direttore, orchestra, cantanti, scenografia e compagnia bella. Produzioni nell'ambito dell'ambiente teatrale.
 

L'opera si canta con voce impostata (o in maschera, come dici tu). Si cantava così anche nel '700 (Handel e poi Mozart eccetera), almeno nella amggioir parte dei casi.


Gli storici hanno dei dubbi in proposito. Sembra che l'uso di impostare la voce risalga al romanticismo; una semplice scelta estetica che non ha un corrispettivo nell'effettivo volere dei compositori classici. Ma non sono un esperto, riporto solo delle cose che mi sono state dette da amici musicisti.

Poi c'è qualche eccezione, tipo alcuni ruoli in "The Beggar's Opera". Infatti in un'edizione in dvd il protagonista è Roger Daltrey degli Who.


E com'è?

Nel '600 c'era un canto meno impostato, simile a quello che oggi definiamo leggero (Peri, Monteverdi).


Nel '600 avevano capito tutto ;)
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#38 Guest_verdoux_*

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Inviato 29 settembre 2006 - 11:26

 
Gli storici hanno dei dubbi in proposito. Sembra che l'uso di impostare la voce risalga al romanticismo; una semplice scelta estetica che non ha un corrispettivo nell'effettivo volere dei compositori classici. Ma non sono un esperto, riporto solo delle cose che mi sono state dette da amici musicisti.
 



oddio, nemmeno io sono un esperto, ma non credo che un'aria come Non più di fiori vaghe catene...  si possa cantare con voce normale; e poi c'erano ancora i sopranisti;

#39 bluefunk72

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Inviato 29 settembre 2006 - 14:06

verdoux e velociraptor: non ci sarebbe nessun problema tecnico. E' una questione meramente estetica (portatemi prove del contrario e mi rimangio tutto senza problemi).

Però, forse, un canto più naturale potrebbe compromettere la resa delle melodie, perché attenuerebbe sicuramente l'effetto di grandiosità prodotto dal canto in maschera (secondo me, in fin dei conti, RogerCrimson vuol dire questo), e questo non credo farebbe piacere a cultori e appassionati. Ma se il motivo per mantere il canto impostato è questo, allora bisogna chiedersi se (almeno a proposito della lirica ottocentesca) non ci sia un problema di mera qualità musicale. In due parole: se una melodia è bella suona bene sempre, indipendentemente dallo strumento che la esegue.     
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#40 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 29 settembre 2006 - 14:12

Vorrei fare una domanda technica, senza ironia o sarcasmo, se veramente credi che opera cantata senza impostatura sia un'impostura.  Qual'e il problema?  Armonizzazione, mancanza di contrasto con l??orchestra?


appena avrò un po' di tempo libero stasera, cercherò di chiarire un po' di questioni; intanto, l'impostazione della voce nacque da esigenze non solo estetiche (che, anzi, furono una conseguenza) ma anche per esigenze acustiche.
la pressione sonora degli strumenti, soprattutto se riuniti in orchestra, può sfiorare anche i 70 dB; la voce umana, se non è amplificata, non gli fa nemmeno il solletico. dunque, in epoche in cui non esistevano mezzi di amplificazione artificiale la voce sarebbe sparita al confronto con l'orchestra.
l'impostazione dunque non è altro che un'amplificazione naturale della voce, eseguita sfruttando le cavità naturali del cranio e la forza del diaframma... in pratica torace e testa, a seconda dell'emissione che si vuole ottenere, diventano una cassa armonica.
a questo c'è da aggiungere che anche la "forma" del teatro serviva a questo scopo; non a caso i teatri d'opera sono, all'interno, tutti di forma simile.
la resa acustica di questi luoghi deriva dalle considerazioni architettoniche di Vitruvio, ragion per cui anche le arene classiche fungono egregiamente allo scopo, tipo quella di Verona o di Pompei.

a più tardi, spero...
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(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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