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Situazione: Immigrazione?


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#1 Russian

Russian

    populista

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Inviato 08 settembre 2006 - 10:59

Per chi ha voglia di riflettere e di chiudere un bilancio provvisorio.

Tralasciando l'elemento dell'esplosione del fenomeno avvenuta in anni recenti e di non florida situazione economico-sociale in Italia(quindi,volendo,piuttosto sospetta),mi trovo a condividere questo equilibrato e pragmatico articolo,che ne prende in considerazione la maggior parte degli aspetti:

http://www.legnostor...2006_12449.aspx
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Qua sul forum non è mai sbarcato un povero profugo o un povero clandestino, ovviamente.

Ma è approdato dopo lunga deriva un bisognoso di un qualche aiuto, magari non lo ha chiesto, poverino aveva evidenti sbandamenti emotivi oltre che psicologici...ha chiesto di essere cancellato perchè gli sono arrivati solo calci in faccia, derisione e manifestazione di fastidio per la sola presenza...che per lorsignori significava rompere l'idilliaca armonia tipica degli attaccabrighe benpensanti, la fottuta rogna di dover leggere ( chissà perchè poi ) le sue inestricabili parabole di giochi di parole fatte per liberare il proprio pensiero...e ovviamente l'invasione del loro territorio.

 

W la solidarietà. Quella vera !


#2 Guest_Number 5_*

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Inviato 08 settembre 2006 - 15:03

Sì, l'articolo è abbastanza equilibrato e condivisibile inmolti punti, tipo il rispetto dovuto alle nostre leggi.
Osserverei solo, di primo acchito, che tra chi ha esaltato allegramente "l'economia sommersa" e chi ha considerato come un vanto il farla in barba alle regole abbiamo avuto il più filgido esempio come capo del governo fino a cinque mesi fa.
Inoltre aggiungerei all'elenco dei problemi abbastnza lucidamente individuati dall'autore anche una legge assurda come la Bossi-Fini, che con la sua burocratica insensatezza genera molta irregolarità persino tra chi sta già qui da regolare.

#3 Russian

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    populista

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Inviato 08 settembre 2006 - 16:47


Inoltre aggiungerei all'elenco dei problemi abbastnza lucidamente individuati dall'autore anche una legge assurda come la Bossi-Fini, che con la sua burocratica insensatezza genera molta irregolarità persino tra chi sta già qui da regolare.


Si,ma tu m'insegni che qualunque legge contro l'evasione fiscale crea irregolarità tra gli onesti contribuenti.
E' praticamente impossibile fare una buona legge per regolamentare un caos strutturale,sia esso contributivo,con un enorme mole di evasione,sia esso di tipo migratorio,con un enorme mole di clandestini e di stranieri atti alla criminalità.
Giusto un esempio per mettere in evidenza che ci si può lamentare dell'evasione quanto dell'immigrazione,per come si manifestano in Italia.E per dimostrare che l'Italia non ha cultura per porre rimedio a questi due problemi presi in esame.
Resta la discriminante ingerenza mediatica per cui lamentare i problemi dovuti alla dilagante evasione fiscale è doveroso(dopotutto si parla solo di vile denaro no?!).Viceversa parlare dei mali dell'immigrazione,seppur ragionati,è ormai diventato eticamente scorretto,al punto che molti preferiscono far finta che niente accade e senza esprimere opinioni per paura di incorrere in accuse di razzismo.
Vedo esempi illuminanti anche all'interno del forum....
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Qua sul forum non è mai sbarcato un povero profugo o un povero clandestino, ovviamente.

Ma è approdato dopo lunga deriva un bisognoso di un qualche aiuto, magari non lo ha chiesto, poverino aveva evidenti sbandamenti emotivi oltre che psicologici...ha chiesto di essere cancellato perchè gli sono arrivati solo calci in faccia, derisione e manifestazione di fastidio per la sola presenza...che per lorsignori significava rompere l'idilliaca armonia tipica degli attaccabrighe benpensanti, la fottuta rogna di dover leggere ( chissà perchè poi ) le sue inestricabili parabole di giochi di parole fatte per liberare il proprio pensiero...e ovviamente l'invasione del loro territorio.

 

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#4 Guest_Number 5_*

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Inviato 08 settembre 2006 - 17:47

Come sai per questioni personali ho a che fare con la Bossi-Fini, sono d'accordo che fare una legge "a prova di irregolari" è praticamente impossibile come fare una legge fiscale del tutto anti-evasione, però è vero anche che alcune previsioni sono assurde in se, tanto che sono convinto che il 90% presenta alcune carte false dato che semplicemente è impossibile o quasi averle vere, e umilianti per la persona dell'immigrato che è considerato un "minus habens" che necessita del tutore (quasi sempre il datore di lavoro) anche quando risiede regolarmente in Italia da sempre e da decenni.

#5 Guest_galway_*

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Inviato 10 settembre 2006 - 15:47

Credo che l'autore nel lanciare la sua invettiva contro un certo "buonismo" sia caduto in un errore complementare e il suo sedicente equilibrio sembra sia stato utilizzato per coprire un crescendo di luoghi comuni. I problemi, in questo caso, sono una pessima legge sull'immigrazione (ma anche prima non era tanto meglio, e i famigerati cpt furono istituiti dal governo di centrosinistra con la legge Turco-Napolitano) e il secolare lassismo italiano, cosa che diversamente da quello che si tende a far credere, non e' questione di schieramento politico, ma un qualcosa di insito nel tessuto socio-culturale. Coloro che rispettano le leggi in Italia vengono considerati ingenui, e si esalta la scaltrezza di chi le aggira (e come fa giustamente notare Number 5 il piu' chiaro esempio lo abbiamo avuto a capo del governo) ed e' una questione che va dal politico corrotto, al semplice cittadino onesto che arrivato all'aeroporto salta la fila al controllo dei passaporti. E chi l'avventura dell'immigrazione la ha vissuta in prima persona, sa quanto sia frustrante dover cadere in certi stereotipi. Ecco perche' non e' concepibile liquidare il discorso dicendo che "i criminali extracomunitari richiamano i loro colleghi a raggiungerli" o scrivendo luoghi comuni riguardo le tradizioni religiose. Sarebbe ingiusto anche se solo ci fosse un immigrato che non risponde a certe generalizzazioni. Ed e' ipocrita che chi certe generalizzazioni le porta avanti e' in genere chi, politicamente, si rifa' al liberalismo e alla valorizzazione dell'individuo.
Diciamo chiaramente che la legge Bossi-Fini non e' che una aberrazione che, piu' o meno volontariamente, non fa che finire per favorire il lavoro in nero, a uso e consumo di coloro che tirano le fila della classe politica italiana. La malapianta del razzismo, semmai, la fa crescere chi, nel nome del rispetto delle regole, colpisce sempre ed esclusivamente verso il basso, cercando di guadagnare del consenso popolare in cambio di protezione dal pericolo di un nemico non bene identificato, distogliendo l'attenzione da cio' che essi continuano a perpetrare alle nostre spalle.

#6 Guest_Number 5_*

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Inviato 11 settembre 2006 - 10:30

Credo che l'autore nel lanciare la sua invettiva contro un certo "buonismo" sia caduto in un errore complementare e il suo sedicente equilibrio sembra sia stato utilizzato per coprire un crescendo di luoghi comuni.

E' vero ma alcuni luoghi comuni possono anche, purtroppo, essere veri... Non generali, non così radicati come ivorrebbero far credere ma difficoltà di quelle accennate dai "luoghi comuni" ci sono.
Per esempio mi raccontava ieri la mia fidanzata (Camerun) che una sua collega italiana è sposata con un ragazzo senegalese musulmano e che lui ha a noia che lei cammini davanti, perché al suo paese i musulmani camminano rigorosamente davanti alle donne, che seguono umilmente. Col risultato che quando andavano a passeggio insieme venivano fuori delle ridicole "corse" per passare avanti. Allora lei ha adottato delle tattiche per fargli "passare il vizio": dapprima gli si nascondeva alle spalle e appena lui si fermava per qualsiasi motivo lei gli passava davanti. Poi ha cominciato a nascondersi dietro gli angoli o dentro gli androni dei palazzi, così quando lui si voltava non la trovava più e doveva tornare indietro a cercarla. Alla fine l'ha smessa, però per lungo tempo è stato più forte di lui. E' un caso buffo ma mi ha fatto riflettere.

#7 Russian

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    populista

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Inviato 11 settembre 2006 - 11:52

Credo che l'autore nel lanciare la sua invettiva contro un certo "buonismo" sia caduto in un errore complementare e il suo sedicente equilibrio sembra sia stato utilizzato per coprire un crescendo di luoghi comuni. I problemi, in questo caso, sono una pessima legge sull'immigrazione (ma anche prima non era tanto meglio, e i famigerati cpt furono istituiti dal governo di centrosinistra con la legge Turco-Napolitano) e il secolare lassismo italiano, cosa che diversamente da quello che si tende a far credere, non e' questione di schieramento politico, ma un qualcosa di insito nel tessuto socio-culturale. Coloro che rispettano le leggi in Italia vengono considerati ingenui, e si esalta la scaltrezza di chi le aggira (e come fa giustamente notare Number 5 il piu' chiaro esempio lo abbiamo avuto a capo del governo) ed e' una questione che va dal politico corrotto, al semplice cittadino onesto che arrivato all'aeroporto salta la fila al controllo dei passaporti. E chi l'avventura dell'immigrazione la ha vissuta in prima persona, sa quanto sia frustrante dover cadere in certi stereotipi. Ecco perche' non e' concepibile liquidare il discorso dicendo che "i criminali extracomunitari richiamano i loro colleghi a raggiungerli" o scrivendo luoghi comuni riguardo le tradizioni religiose. Sarebbe ingiusto anche se solo ci fosse un immigrato che non risponde a certe generalizzazioni. Ed e' ipocrita che chi certe generalizzazioni le porta avanti e' in genere chi, politicamente, si rifa' al liberalismo e alla valorizzazione dell'individuo.
Diciamo chiaramente che la legge Bossi-Fini non e' che una aberrazione che, piu' o meno volontariamente, non fa che finire per favorire il lavoro in nero, a uso e consumo di coloro che tirano le fila della classe politica italiana. La malapianta del razzismo, semmai, la fa crescere chi, nel nome del rispetto delle regole, colpisce sempre ed esclusivamente verso il basso, cercando di guadagnare del consenso popolare in cambio di protezione dal pericolo di un nemico non bene identificato, distogliendo l'attenzione da cio' che essi continuano a perpetrare alle nostre spalle.


Credo che quella che tu chiami invettiva contro un certo buonismo sia in realtà una effettiva riflessione equilibrata,volta a far comprendere la differente serietà osservabile nel resto d'Europa nel gestire la situazione immigrazione.
Non vedo il nesso o la giustificazione della clandestinità...perchè tanto abbiamo avuto un Presidente del Consiglio che invitava al lavoro nero.
Individuare dei luoghi comuni è estremanente soggettivo:Per me può essere luogo comune parlare per forza male della Bossi-Fini,parlare di razzismo ogni volta che si discute di differente cultura,dire che i CPT vanno aboliti a tutti i costi,dire che bisogna stabilire delle quote-ingresso per far fronte alla richiesta di manodopera (soprattutto senza tener conto degli ingressi irregolari e dello stuolo di immigrati che oggettivamente non lavorano o lavorano senza alcun contratto,quindi tutela).
Anche citando l'autore dell'articolo si potrebbe dire che cade in un luogo comune anche quando sentenzia che l'immigrazione è una risorsa,questo potrebbe essere insindacabile solo da chi ne ha venti in fabbrica o nei campi di pomodori da sfruttare e ricattare,a mio avviso e che dato il suo comportamento non esiterei a definirlo io un razzista.
Dal mio punto di vista poi,anche le tue sono generalizzazioni che tendono a rendere positivo tutto ciò che riguarda l'immigrazione,ma sempre di poca obiettività si tratta.
E' fuori discussione il fatto che abbiamo punti di vista estremi riguardo un certo rigore o la solidarietà sempre e comunque,manca però la possibilità di ragionare su un compromesso che potrebbe dare maggiori certezze a noi cittadini italiani e ai cittadini stranieri che decidono serenamente di intraprendere una nuova vita da noi consci che le regole vanno rispettate.E in un certo senso la scelta di quell'articolo l'ho fatta proprio perchè a questo sembra invitare e proprio per questo ai più potrebbe parere condivisibile nel contenuto.
Ripeto:compromesso e niente che vada a senso unico.
E' da anni che frequento la sezione e proprio su questo incontro di compromesso trovo il vuoto assoluto,anche da parte di chi vuol far passare di avere le idee chiare su tutto.
Evidentemente perchè così non è.O perchè le idee chiare su questo argomento,su questo compromesso,risultano essere troppo compromettenti.
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Qua sul forum non è mai sbarcato un povero profugo o un povero clandestino, ovviamente.

Ma è approdato dopo lunga deriva un bisognoso di un qualche aiuto, magari non lo ha chiesto, poverino aveva evidenti sbandamenti emotivi oltre che psicologici...ha chiesto di essere cancellato perchè gli sono arrivati solo calci in faccia, derisione e manifestazione di fastidio per la sola presenza...che per lorsignori significava rompere l'idilliaca armonia tipica degli attaccabrighe benpensanti, la fottuta rogna di dover leggere ( chissà perchè poi ) le sue inestricabili parabole di giochi di parole fatte per liberare il proprio pensiero...e ovviamente l'invasione del loro territorio.

 

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#8 Guest_galway_*

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Inviato 11 settembre 2006 - 13:27

Ho gia' espresso nel precedente intervento come per me rigore e solidarieta' non debbano escludersi a vicenda. Il rigore, ribadisco, e' una cosa che in Italia manca per background culturale, e credo che ognuno dovrebbe farsi un esame di coscienza prima di rivendicarne l'assenza solo riguardo a determinate circostanze.
Il ragionamento fatto dall'autore dell'articolo non giustifica di certo le interviste rilasciate da cittadini bresciani, per fare un esempio, riguardo il recente delitto, con infondate accuse verso dei generici "gli extracomunitari".
E' necessario rigore, ma rigore non vuol dire squadrismo, non vuol dire portare i capelli  rasati. Probabilmente l'esperienza del fascismo ha reso un'accezione del tutto distorta del significato di questo termine. E in effetti, se si dichiara che i cpta e la legge fine funzionano bene, si vuol forse dare ad intendere che un comportamento rigoroso e' quello di picchiare e violare i diritti umani non solo delle persone da espellere, ma anche dei richiedenti asilo in attesa di responso? E no, mi dispiace, e' un grave errore, perche' un comportamento rigoroso sarebbe quello di dotarsi di una legge organica, in linea con gli standard del diritto internazionali, e non per niente l'Italia viene continuamente citata nei rapporti di associazioni come Amnesty International riguardo la situazione dell'immigrazione. E il discorso riguarda anche la questione della clandestinita'.
Vorrei capire piu' specificamente a che tipo di compromesso si riferirebbe l'articolo.
E' certo pero' che la campagna d'odio e la visione distorta che danno i mass-media non sembrano dirigersi verso alcun tipo di situazione di compromesso.

#9 Guest_Number 5_*

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Inviato 11 settembre 2006 - 15:43

.
Il ragionamento fatto dall'autore dell'articolo non giustifica di certo le interviste rilasciate da cittadini bresciani, per fare un esempio, riguardo il recente delitto, con infondate accuse verso dei generici "gli extracomunitari".

una delle cose che progressivamente sopporto meno dei luoghi comuni sull'immigrazione è proprio questa: uno statunitense è "un cittadino statunitense" o magari per misteriosa metonimia ormai invalsa nel linguaggio comune mondiale "un americano" (una nazione che rappresenta un intero continente, insomma). Invece l'africanoasiaticoslavocentrosudamericano è genericamente "un extracomunitario".
Clamoroso fu da queste parti il caso di un titolo della miticissima "La Nazione - QN": "Incidente sulla Siena-Grosseto: muore un americano, feriti due extracomunitari".

#10 Russian

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Inviato 12 settembre 2006 - 08:12


Vorrei capire piu' specificamente a che tipo di compromesso si riferirebbe l'articolo.
E' certo pero' che la campagna d'odio e la visione distorta che danno i mass-media non sembrano dirigersi verso alcun tipo di situazione di compromesso.


Immigrazione, la Spagna fa marcia indietro   - di Redazione - 


da Madrid

Il governo di José Luis Rodriguez Zapatero, spaventato dall'enorme ondata di immigranti subsahariani alle Canarie e criticato sia in casa che in Europa, corregge la rotta e fa sapere che non ci saranno più sanatorie in massa di clandestini. Ma l'opposizione non si accontenta di sole promesse e chiede di modificare la legge.
Il segretario organizzativo del partito socialista (Psoe) al governo, José Blanco, ha annunciato ieri in prima pagina sul quotidiano El Paìs che per i  circa 800mila clandestini che si calcola si trovino attualmente in Spagna non c'è speranza di una regolarizzazione e che «nella stragrande maggioranza» verranno deportati nei Paesi di origine. E alle parole sembrano seguire i fatti, se, come riferisce la stampa, già sono giunti alle Canarie agenti del Senegal, principale paese di origine e transito, per identificare gli illegali.
Secondo Blanco, dopo la regolarizzazione l'anno passato di 580.000 immigranti illegali - un'operazione avvenuta senza consultazione con i partner europei e tra forti critiche del Partito Popolare (PP,  opposizione di centrodestra) - non ce ne saranno altre perché è opinione del governo che «il mercato del lavoro non sia in condizione di assorbirli». «A un certo punto bisogna porre un limite» ha detto Blanco.
Le parole del dirigente socialista, dopo che a più riprese Zapatero e altri esponenti del governo avevano avvertito nei giorni scorsi che «chi entra illegalmente dovrà andarsene», appaiono agli osservatori un chiaro messaggio alla preoccupata opinione pubblica spagnola ma anche al prossimo vertice europeo del 19-20 in Finlandia.
...

http://www.ilgiornal...=118004&START=0


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#11 Guest_galway_*

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Inviato 12 settembre 2006 - 09:25

Io continuo a dire che il "chi entra illegalmente deve andarsene" non puo' essere una scappatoia semplice per risolvere la questione (e tra l'altro non e' che mi paia un grosso compromesso). I casi andrebbero necessariamente analizzati uno ad uno.
Comunque mi piacerebbe sentire qualche spagnolo qui a Galway e chiedegli come vede la situazione.
Intanto grazie per gli articoli.

#12 Russian

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Inviato 12 settembre 2006 - 12:44

Io continuo a dire che il "chi entra illegalmente deve andarsene" non puo' essere una scappatoia semplice per risolvere la questione (e tra l'altro non e' che mi paia un grosso compromesso).


Il compromesso non è quello di mandare a casa tutti,evidentemente,ma l'essere realisti al punto di ammettere che la saturazione è un dato oggettivo e non l'esternazione di un forma di razzismo.
Il fatto che sia stato detto questo,ufficialmente,da un governo europeo di sinistra,fa sicuramente il paio con l'idea di Blair di mandare la Royal Marine al largo delle coste settentrionali dell'Africa a fermare i barconi,fa il trittico con le recenti misure restrittive prese in Francia etc.......oltre a dare la misura di come viene nascosto il problema in Italia,da destra,sinistra e media.
Inoltre,se veramente vivi in Irlanda,paese in grande via di svilupppo,grazie alle sovvenzioni europee finalmente sottratte all'incurabile Italia,vedrai che le situazioni che si presentano usualmente in Italia lì non esistono,nemmeno cercando col lanternino nelle città maggiori.
Mi pare abbastanza significativo.
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#13 Guest_galway_*

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Inviato 12 settembre 2006 - 16:26

Non ho capito il "se veramente vivi..." ad ogni modo faccio qualche appunto:

1. Come ho detto, vorrei approfondire la situazione in spagna, ma in quanto all'Italia e' insensato parlare di "saturazione". Perche' prendete ad esempio il rapporto popolazione/immigrati di un paese come il Belgio.

2. E' difficile fare un confronto diretto Italia/Irlanda per vari motivi, dalla popolazione, alla collocazione geografica, al background socio-culturale di cui sopra (qui, per dirne una, la gente si mette in fila per uno anche per salire sull'autobus). Tuttavia il razzismo esiste anche qui, e non solo verso "gli extracomunitari", come esistono episodi di sbarchi clandestini (recentemente un gruppo di Afghani ha occupato una chiesa di Dublino, portando avanti uno sciopero della fame di una settimana) con relative manifestazioni di solidarieta'.



#14 Russian

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Inviato 19 settembre 2006 - 07:47

«Da noi i neri parlano con l'accento di De Mita»
«Nelle fiction personaggi di colore» L'invito del ministro Amato: «? un segnale di integrazione. Ne ho parlato in Rai, ma hanno altre preoccupazioni» 

ROMA - «Fatemi vedere un dottore senegalese che cura un bianco in televisione. Molti di coloro a cui facciamo fare i vù cumprà lo sono». Lo ha dichiarato il ministro dell' Interno, Giuliano Amato, concludendo fra gli applausi la Conferenza nazionale sull' immigrazione a Genova.

Amato, parlando di integrazione, ha sottolineato in particolare l'importanza dei media. «In Italia - ha detto - siamo spaventosamente indietro. Rispetto agli Stati Uniti, dove nelle fiction si vedono agenti neri a dirigere un servizio, noi siamo rimasti più o meno ai tempi di Via col vento». «Sarà poco - ha aggiunto - ma è un segnale. Vuol dire che alla fine essere bianco o nero è indifferente rispetto ad essere capo di un servizio». E, con una battuta, ha commentato che da noi in tv i neri parlano con l' accento di De Mita «senza offesa per Ciriaco». «Da noi - ha concluso Amato - non esiste la cultura del pari apprezzamento».

18 settembre 2006

http://www.corriere..../18/amato.shtml

Che dire....convincente,chiaro e concreto come un..... Calderoli !
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#15 Guest_Number 5_*

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Inviato 19 settembre 2006 - 11:00

Amato forse non sa che sono molti i medici neri che esercitano, così come farmacisti (in condizione di semischiavi ma vabbé in quel campo è mal comune), rappresentanti, infermieri (una mi ha consegnato delle analisi giusto l'altro giorno), altro che vu cumprà. Anche lui è rimasto indietro mi sa.
I telefilm (ma che palle co 'sta "fiction") sono altrettanto indietro, rappresentando la nera come prostituta o parente di prostituta e il nero come disgraziato vu cumprà o commerciante "losco", inesistenti altri ruoli. O almeno io non me li ricordo. Però i telefilm italiani sono penosi in tutto, quindi figurarsi...

#16 Russian

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Inviato 20 settembre 2006 - 11:01

Amato forse non sa che sono molti i medici neri che esercitano, così come farmacisti (in condizione di semischiavi ma vabbé in quel campo è mal comune), rappresentanti, infermieri (una mi ha consegnato delle analisi giusto l'altro giorno), altro che vu cumprà. Anche lui è rimasto indietro mi sa.
I telefilm (ma che palle co 'sta "fiction") sono altrettanto indietro, rappresentando la nera come prostituta o parente di prostituta e il nero come disgraziato vu cumprà o commerciante "losco", inesistenti altri ruoli. O almeno io non me li ricordo. Però i telefilm italiani sono penosi in tutto, quindi figurarsi...


Amato deve pensare e divulgare misure efficaci per contrastare la criminalità e la clandestinità,ovvero la violazione dei nostri confini territoriali,non consigliare l'etica del ruolo delle comparse di colore nelle fiction televisive !
Andava su "terra dei cachi"......
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#17 Guest_Number 5_*

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Inviato 28 settembre 2006 - 07:47

Da repubblica.it

Mariana Dontcheva, direttrice di un museo in Bulgaria, non aveva
il permesso di soggiorno: 5 giorni nel centro di accoglienza di Ragusa
"Io, archeologa prigioniera nel Cpt"
diario di una clandestina per sbaglio

di ALESSANDRA LONGO


"SONO Mariana Dontcheva, curatrice del museo archeologico di Varna, in Bulgaria. Ho perso per cinque giorni la mia libertà, ho deciso di raccontarvi la mia esperienza al Cpt di Ragusa". Comincia così il diario dell'archeologa finita nell'imbuto nero di un centro di accoglienza italiano. Veniva da Parigi, parla sei lingue, aveva la carta d'identità, ma non il permesso di soggiorno.

Sono Mariana Dontcheva, questa è la storia dei miei cinque giorni senza libertà al Cpt di Ragusa.

Mercoledi, 20 settembre
E' un pomeriggio sereno. Sono a Grosseto a trovare il mio amico che tra qualche giorno dovrà sottoporsi ad un intervento in ospedale. Due carabinieri bussano alla porta di casa e chiedono i nostri passaporti. Li guardano, li sfogliano, poi ci dicono che dobbiamo andare in caserma per firmare dei documenti... Lì mi sottopongono un questionario, chiarisco i motivi del mio arrivo in Italia e compilo i miei dati personali. Firmo anche un altro foglio, mi spiegano che servirà alla questura dove mi dovrò presentare il giorno dopo.
Ci invitano a salire in macchina, partiamo... ma non ci riportano a casa. Chiedo dove stiamo andando, capisco che la destinazione è un'altra caserma . Servono altri accertamenti, i carabinieri dicono che è una procedura standard. Non sono preoccupata, ma un po' sorpresa sì: mi prendono le impronte, mi scattano la fotografia, cose che ho visto fare con i criminali ricercati. Comincio ad essere inquieta, chiedo che cosa sta succedendo. La risposta è sempre la stessa: non si preoccupi, questa è una procedura di identificazione standard, serve per evitare che gli stranieri entrino in Italia con un nome diverso... Sono curiosa, cerco di capire perché, per aver ritardato di qualche giorno la richiesta di un permesso di soggiorno, sono già considerata una persona che tenta di varcare il territorio italiano con un altro nome. Finalmente, dopo otto ore, riusciamo a tornare a casa.

Giovedì, 21 settembre
Mi presento alla Questura la mattina presto. Sono calma, aspetto paziente il mio turno, provo a fare qualche domanda ma non tira aria, fiuto un clima nervoso, mi rassegno. Rispetto il lavoro degli altri, non è sempre facile. Passano le ore e io sono sempre lì, senza che succeda niente, senza che nessuno mi dica niente. A questo punto chiedo che cosa vogliono da me, che cosa ci faccio lì. Mi dicono: lei deve solo aspettare. Sono in un corridoio stretto, vado su e giù, comincio a preoccuparmi. All'una e mezzo, finalmente vengono da me: devo firmare un foglio. Mi comunicano che mi porteranno a Ragusa in un centro d'accoglienza. Adesso ho paura. Alla mia ennesima richiesta di capire quel che mi sta succedendo, arriva la spiegazione: sarò espulsa dall'Italia perché non ho rispettato i tempi previsti dalla legge per richiedere il permesso di soggiorno. Provo a convincerli che sono una persona perbene, che c'è sì un ritardo ma anche la buona fede. Non posso capacitarmi di essere in una situazione del genere. La legge non si interessa dei singoli casi, mi dicono, la legge è una. Piango, mi vergogno. Penso che con tutte le mie esperienze di studiosa, sempre in giro per missioni culturali nella Comunità europea, non sono riuscita a regolare in tempo una richiesta di soggiorno per pochi giorni in Italia... Non mi era mai capitata una cosa così. Mi sembra di vivere un brutto sogno.

Inizia il mio lungo viaggio da Grosseto alla Sicilia. I due carabinieri della scorta sono gentili, fanno di tutto per calmarmi. In piena notte arriviamo davanti alle inferriate del Cpt di Ragusa. Ci aspettano. Vedo donne insonni con gli occhi spaventati. Ricevo lenzuola di carta, un bicchiere con il sapone liquido, un asciugamano. Mi mettono su un letto a castello.

Venerdì, 22 settembre
Non riesco a dormire, mi alzo presto. Il cellulare squilla in continuazione, sto organizzando una mostra, non capiscono dove sono finita, perché non torno. Mi danno una tuta, una maglietta, calze, biancheria intima. Il personale del centro è molto gentile, cerca di capire le storie di ognuna di noi e anche di aiutarci. Mi consigliano di prendermi un avvocato e spiegare quel che mi è successo davanti ad un giudice di pace. Le ragazze detenute nel Centro mi chiedono la mia storia e mi raccontano la loro. Storie diverse con un unico finale: siamo tutte qui, al Cpt. Storie che finiscono sempre con la stessa frase: "Non ho fatto nulla di male". Una madre con cinque figli nati in Italia, laureata in economia, una ragazza che è andata a chiedere aiuto ai carabinieri e loro l'hanno portata al Centro, una donna incinta... Alcune di loro stanno a Ragusa da più di un mese. Io intanto mi leggo le procedure, cerco di capire i dettagli della legge che mi ha portata qua dentro. Sto malissimo, mi sembra di impazzire, i miei amici francesi e italiani mi confortano costantemente.

Sabato, 23 settembre
Dopo qualche minuto di conversazione, il giudice di pace mi spiega che per il mio caso non si può fare niente. L'avvocato Maria Platania è più ottimista, mi dà dei consigli. Io voglio solo andarmene al più presto da qui, voglio andare a casa mia, continuare il mio lavoro, partecipare alla presentazione del mio primo libro di poesie. Il mio Paese, la Bulgaria, entrerà nella Comunità europea tra pochi mesi, nel 2007, ma in tutti questi anni mi sono sentita sempre considerata e accettata come una cittadina europea. Sempre: fino a questa esperienza.

Domenica, 24 settembre
? il giorno più duro, più lungo. Non succede niente, non si muove niente da "fuori". Ascolto le storie delle altre donne, mille volte uguali a se stesse. C'è grande solidarietà tra di loro, si appoggiano le une alle altre, spesso piangono sdraiate sul letto oppure ridono nervosamente. Rumore di cellulari che squillano, un'attesa infinita. L'unico evento è la mensa, aspettando il lunedì.

Lunedì, 24 settembre
I giornali italiani parlano di me! Questo mi aiuta, sono davvero grata alla stampa. Improvvisamente l'incubo finisce: nella notte io e altre cinque donne veniamo scortate fino a Roma. Le autorità italiane mi raccomandano al comandante dell'aereo: "Trattatela bene, è una brava persona". Stringo di nuovo il mio passaporto, per 5 giorni non ho avuto identità. Ora sono libera. Spero che la mia storia faccia riflettere.

(28 settembre 2006)


#18 Guest_galway_*

Guest_galway_*
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Inviato 28 settembre 2006 - 09:25

Da repubblica.it

Mariana Dontcheva, direttrice di un museo in Bulgaria, non aveva
il permesso di soggiorno: 5 giorni nel centro di accoglienza di Ragusa
"Io, archeologa prigioniera nel Cpt"
diario di una clandestina per sbaglio

di ALESSANDRA LONGO


...


E non una parola da Amato sulle condizioni all'interno dei Cpt, limitandosi a un "sono essenziali...non possiamo lasciarli per strada...possono portare malattie". Che vergogna, che si preoccupi piuttosto di permetterne l'accesso ad associazioni umanitarie.

#19 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

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Inviato 28 settembre 2006 - 09:36


Da repubblica.it

Mariana Dontcheva, direttrice di un museo in Bulgaria, non aveva
il permesso di soggiorno: 5 giorni nel centro di accoglienza di Ragusa
"Io, archeologa prigioniera nel Cpt"
diario di una clandestina per sbaglio

di ALESSANDRA LONGO


...


E non una parola da Amato sulle condizioni all'interno dei Cpt, limitandosi a un "sono essenziali...non possiamo lasciarli per strada...possono portare malattie". Che vergogna, che si preoccupi piuttosto di permetterne l'accesso ad associazioni umanitarie.


Come non una parola...sai che è proprio di oggi la notizia che i CPT saranno confermati. Ma d'altronde si richiede continuamente al politico di smettere con le parole e cominciare con i fatti. Amato è uno che parla male e razzola male, un pò come alcuni dei terroristi cattivi.
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#20 Russian

Russian

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Inviato 28 settembre 2006 - 09:36

Mi presento alla Questura la mattina presto....


Forse questa è una delle tante spiegazioni per cui ci troviamo in una situazione ove tanti bravi stranieri sono detenuti nei CPT e tanti criminali sono liberi per le strade ?
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Qua sul forum non è mai sbarcato un povero profugo o un povero clandestino, ovviamente.

Ma è approdato dopo lunga deriva un bisognoso di un qualche aiuto, magari non lo ha chiesto, poverino aveva evidenti sbandamenti emotivi oltre che psicologici...ha chiesto di essere cancellato perchè gli sono arrivati solo calci in faccia, derisione e manifestazione di fastidio per la sola presenza...che per lorsignori significava rompere l'idilliaca armonia tipica degli attaccabrighe benpensanti, la fottuta rogna di dover leggere ( chissà perchè poi ) le sue inestricabili parabole di giochi di parole fatte per liberare il proprio pensiero...e ovviamente l'invasione del loro territorio.

 

W la solidarietà. Quella vera !





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