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Nanni Moretti


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198 replies to this topic

Sondaggio: Quale preferite tra i suoi lungometraggi? (133 utente(i) votanti)

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#1 Pasubio

Pasubio

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Inviato 30 agosto 2006 - 17:27

Salve Ondarockers,
Spero che non sia stato già aperto un topic su Nanni. Di questo regista ho visto solo Caro diario, Il Caimano e Palombella Rossa. Tutti e tre mi sono piaciuti molto, in particolare Caro diario. Quali film mi consigliate per ampliare la conoscenza della sua filmografia?
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"[...] Si, questa è la verità, la scomoda verità che viene a distruggere il piacevole rapporto del dialogo: Giordano Bruno gridò quando fu bruciato. Il dizionario dice solamente che egli fu bruciato, non dice che gridò. Allora, che dizionario è questo che non informa? Perché dovrei volere una biografia di Giordano Bruno che non parla delle grida che lanciò lì, a Roma, in una piazza o in un cortile, con gente tutt'intorno, alcuni che attizzavano il fuoco, altri che assistevano, altri che serenamente stilavano l'atto di esecuzione? Dimentichiamo troppo spesso che gli uomini sono fatti di carne facilmente rassegnata. E' dall'infanzia che i maestri ci parlano di martiri, che diedero esempi di civiltà e di morale a loro spese, ma non ci dicono quanto doloroso fu il martirio, la tortura. Tutto rimane in astratto, filtrato come se guardassimo, a Roma, la scena attraverso spesse pareti di vetro che ammortizzano i suoni, e le immagini perdessero la violenza del gesto per opera, grazia e potere di rifrazione. E allora possiamo dirci tranquillamente l'un l'altro che Giordano Bruno fu bruciato. Se gridò, non lo sentiamo. E se non lo sentiamo, dove sta il dolore? Ma gridò, amici miei.
E continua a gridare."

(José Saramago,"Le grida di Giordano Bruno")

#2 Haggard

Haggard

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Inviato 30 agosto 2006 - 19:32

Non ho visto la messa è finita e io sono un autarchico, ma voto lo stesso...e non è facile votare. La mia scelta è fra il Caimano, La stanza del figlio e Ecce Bombo: voto quest'ultimo.
  • 0

#3 Malato_del_vinile

Malato_del_vinile

    Roadie

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Inviato 30 agosto 2006 - 19:53

Ho votato la stanza del figlio (mi è venuta in mente "By This River").....ma "Ecce Bombo","Caro Diario" e "Aprile" restano tra i più belli
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#4 ucca

ucca

    CRM

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Inviato 30 agosto 2006 - 20:23



sogni d'oro, bianca, palombella rossa i migliori, ma ho votato per il primo
perchè ci sono delle cose troppo geniali uno dopo l'altra.
i peggiori per me sono tutti quelli da aprile in poi, difficile scegliere il più brutto..
la stanza del figlio contiene la scena più disgustosa della storia del cinema..(quando lui le bacia una tetta)
..l'ultimo è più innocuo.
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#5 Malato_del_vinile

Malato_del_vinile

    Roadie

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Inviato 30 agosto 2006 - 21:20

la stanza del figlio contiene la scena più disgustosa della storia del cinema..(quando lui le bacia una tetta)

Sinceramente anch'io non ho mai digerito quella scena..
  • 0

#6 Max Stirner

Max Stirner

    Scaruffiano

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Inviato 30 agosto 2006 - 21:37

Li ho visti tutti e rispondo "La cosa".
Fra quelli elencati direi Caro diario, ma anche Ecce bombo. Il peggiore non esiste.
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"Ho abituato i miei occhi al sangue." Georg Büchner


"Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius"

#7 Guest_pAggIoni_*

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Inviato 30 agosto 2006 - 22:51

Avevo aperto un thread nel vecchio forum .
Nanni Moretti è un personaggio enorme .Adoro tutti i suoi film . Io sono un autarchico soffre di una certa ingenuità , ma rimane uno straordinario esordio .
In ogni caso ho una preferenza particolare per Sogni d' oro . Poi vabhè , tutti si sentono in dovere in diritto di parlare di cinema .

#8 Notker

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Inviato 31 agosto 2006 - 07:45

Poi vabhè , tutti si sentono in dovere in diritto di parlare di cinema .


e perchè mai non dovrebbero farlo?

come nell'altro topic sul vecchio forum: Caro Diario tutta la vita!

la filmografia di Moretti è tutta di altissima qualità; credo che un esordio come il suo sia un caso davvero unico in Italia (e non solo).
pur mantenendo una cifra stilistica costante (il che è indice di coerenza, qualità che sarebbe meglio sempre avere), ogni suo film è diverso dall'altro.
Moretti tratta i vari temi (dal disagio giovanile a quelli dell'intellettuale, dal dramma di chi vorrebbe vivere il proprio ideale, cristiano o comunista, a quello lancinante di un padre che sopravvive al figlio) con una lucidità che a volte può sembrare insensibilità e che, invece, denota una continua ricerca di ciò che si cela tra le pieghe di una coscienza collettiva, quella italiana, e individuale sempre in contrasto con il semplice vivere quotidiano.
questa sua "ideologia", secondo me, tocca vertici di assoluta poesia civile proprio in Caro diario.
  • 0
« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#9 Guest_pAggIoni_*

Guest_pAggIoni_*
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Inviato 31 agosto 2006 - 09:35


Poi vabhè , tutti si sentono in dovere in diritto di parlare di cinema .


e perchè mai non dovrebbero farlo?

[/b].



Si vabbhè...se non si era capito era una citazione da Sogni d' oro...non era attinente al post...era solo una sua mitica battuta buttata lì...notker non l' hai colta...male male.. :P

#10 Notker

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Inviato 31 agosto 2006 - 10:30



Poi vabhè , tutti si sentono in dovere in diritto di parlare di cinema .


e perchè mai non dovrebbero farlo?

[/b].



Si vabbhè...se non si era capito era una citazione da Sogni d' oro...non era attinente al post...era solo una sua mitica battuta buttata lì...notker non l' hai colta...male male.. :P


ahi ahi ahi... shame on me!! non a caso è il film di moretti che conosco meno... :-[
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#11 Guest_Pablito_*

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Inviato 31 agosto 2006 - 11:18

Nanni Moretti è stato il regista che ho amato di più, nel senso meno 'critico' del termine. Il rapporto che si creò anni fa tra i suoi film e i suoi 'fan' fu davvero molto particolare, come sono particolari e imperfetti i suoi film.
Il suo merito maggiore è stato quello di aver rappresentato in maniera personale e originalissima un periodo storico, quello del riflusso, spesso trattato in maniera molto stereotipata o superficiale... e se si guardano i suoi film in maniera prevenuta e superficiale non si capisce pienamente quanto Moretti abbia descritto quel decennio in maniera lucida, intelligente e impietosa verso tutti, anche verso se stesso (l'errore più grave: considerare Moretti un narciso pieno di sé, quando è proprio il mettere in piazza le proprie manie che rappresenta invece poca autoindulgenza).
Certamente è un autore da considerare nel contesto storico in cui si è espresso.
Io all'epoca l'ho amato molto, anche in maniera inconsapevole, conoscevo i suoi dialoghi, le citazioni ecc.
poi devo dire che, per fortuna, sono cresciuto, l'adolescenza non può durare in eterno...

#12 Guest_verdoux_*

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Inviato 31 agosto 2006 - 11:36

per i miei gusti bianca, palombella rossa, ecce bombo e forse anche il caimano sono troppo verbosi e troppo ostentatamente ideologici;
adoro senza riserve la messa è finita (che ho votato) e caro diario;

#13 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 31 agosto 2006 - 12:06

Come ha detto qualcuno, il peggiore non esiste...Moretti ha fatto film solo quando ne ha sentito la necessità...in tutti, anche quelli all'apparenza più difficilmente digeribili, e penso ad Aprile, c'è una motivazione di fondo molto forte...

Più passa il tempo e più mi convinco che il talento di Nanni sia veramente un patrimonio inestimabile di cui gode il cinema italiano: straordinario architetto di storie, sia private che pubbliche, attore sempre lucido e capace, ma, soprattutto, ed è una cosa che mi piace sottolineare visto ciò che ho scritto in un thread aperto da me, un attore di professione che non ha mai smesso di studiare il mestiere di regista...uno che negli anni è cresciuto anche come il direttore di tutta la sua messa in scena, basti pensare a Io sono un autarchico e poi a Il Caimano e a come la sua abilità dietro la macchina si sia incredibilmente affinata...
Ora come ora, non solo lo considero come uno dei massimi autori a tutto tondo del nostro movimento, ma anche come uno dei migliori e più preparati registi...

E comunque il più bello è Caro Diario..
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#14 Notker

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Inviato 31 agosto 2006 - 16:59

poi devo dire che, per fortuna, sono cresciuto, l'adolescenza non può durare in eterno...


cioè, scusa, secondo te Moretti è un autore adatto agli adolescenti in cerca di conferme della loro ideologia?
forse ho capito male... ma alla fine stai dicedo proprio che Moretti è uno stereotipo?
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#15 ucca

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Inviato 31 agosto 2006 - 22:31

Ora come ora, non solo lo considero come uno dei massimi autori a tutto tondo del nostro movimento, ma anche come uno dei migliori e più preparati registi...




Secondo me come amatore ha avuto delle idee geniali, scene bellissime che ricordo soprattutto in palombella rossa e sogni d'oro (quando lui da solo si accende una sigaretta e tutti cominciano a ballare una canzone di renato zero, e dal nulla scende remo remotti che balla da solo su una mini piattaforma..)..Quando gli è finita l'ispirazione, dopo caro diario, è venuto fuori quello che è: cioè un dilettante. Gli ultimi due films vorrebbero avere un'impronta molto cruda, realista, ma non superano l'effetto fiction, sono piatte, scontate, rendono proprio difficile godersi il film.

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#16 Guest_Pablito_*

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Inviato 01 settembre 2006 - 09:29


poi devo dire che, per fortuna, sono cresciuto, l'adolescenza non può durare in eterno...


cioè, scusa, secondo te Moretti è un autore adatto agli adolescenti in cerca di conferme della loro ideologia?
forse ho capito male... ma alla fine stai dicedo proprio che Moretti è uno stereotipo?

Guarda, son considerazioni mie un po' strane e personali che ho fatto guardando la realtà che ho attorno.
Non penso assolutamente che Nanni Moretti abbia fatto dei film adolescenziali nel senso di immaturi.
Credo piuttosto che siano gli appassionati di Moretti ad avere spesso un atteggiamento adolescenziale nel peggior senso del termine, verso gli altri e verso i film stessi; questo modo di sentirsi diversi, superiori, di schifare la realtà circostante, di essere spesso intransigenti e seriosi mi sembra tipico dei ragazzini che cercano di fare gli adulti, ma soprattutto di chi non riesce a rapportarsi alla realtà che ha attorno e allora non trova altra soluzione che autoproclamarsi diversi e superiori, una malattia che riguarda tutta la sinistra italiana, purtroppo temo difficilmente curabile, e che spesso trovo sintomatica nei cosiddetti 'morettiani', gente che spesso non è riuscita a crescere e ad adattarsi a chi ha attorno, a volte pure per semplice e antica stronzaggine.
Ricordo Moretti in una vecchia intervista sostenere che una cosa che non amava della commedia all'italiana era il fatto che se la prendeva con la gente semplice, con quelli che coprono il divano con un telo per non rovinarlo o che hanno il soprammobile un po' kitch, e siccome lui nella vita normale si sentiva più dalla parte di chi copre il divano perchè magari non c'ha una lira, vedere quel disprezzo e quella cattiveria gratuita verso quella categoria di persone lo infastidiva. Beh penso che tanti morettiani dovrebbero farsi un esame di coscienza a riguardo.


#17 Notker

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Inviato 01 settembre 2006 - 10:08

Guarda, son considerazioni mie un po' strane e personali che ho fatto guardando la realtà che ho attorno.
Non penso assolutamente che Nanni Moretti abbia fatto dei film adolescenziali nel senso di immaturi.
Credo piuttosto che siano gli appassionati di Moretti ad avere spesso un atteggiamento adolescenziale nel peggior senso del termine, verso gli altri e verso i film stessi; questo modo di sentirsi diversi, superiori, di schifare la realtà circostante, di essere spesso intransigenti e seriosi mi sembra tipico dei ragazzini che cercano di fare gli adulti, ma soprattutto di chi non riesce a rapportarsi alla realtà che ha attorno e allora non trova altra soluzione che autoproclamarsi diversi e superiori, una malattia che riguarda tutta la sinistra italiana, purtroppo temo difficilmente curabile, e che spesso trovo sintomatica nei cosiddetti 'morettiani', gente che spesso non è riuscita a crescere e ad adattarsi a chi ha attorno, a volte pure per semplice e antica stronzaggine.
Ricordo Moretti in una vecchia intervista sostenere che una cosa che non amava della commedia all'italiana era il fatto che se la prendeva con la gente semplice, con quelli che coprono il divano con un telo per non rovinarlo o che hanno il soprammobile un po' kitch, e siccome lui nella vita normale si sentiva più dalla parte di chi copre il divano perchè magari non c'ha una lira, vedere quel disprezzo e quella cattiveria gratuita verso quella categoria di persone lo infastidiva. Beh penso che tanti morettiani dovrebbero farsi un esame di coscienza a riguardo.


ma no, le tue considerazioni non sono affatto "strane"; anzi, ora ho capito meglio cosa intendevi nel post precedente.
è una cosa che, invece, ho sentito dire spesso e non solo riguardo a Moretti. infatti, se pensi ai film di Pasolini, da Uccellacci in poi, troverai questo aspetto ancora più amplificato.
probabilmente è l'uomo di cultura in sè che soffre di una certa autoindulgenza e finisce con il voler apparire quale "profeta" per una liberazione intellettuale per chi la cultura non ce l'ha.
permettimi però di dire che questo è un aspetto superficiale; nel senso che le parole di Moretti, del resto nient'affatto dissimili a quelle di Pasolini, non devono essere percepite come una semplice (e, invero, ottusa) dichiarazione di superiorità... tutt'altro.
la loro potrebbe essere percepita come una dichiarazione d'amore verso la libertà, tentare di "svegliare" lo spettatore e fargli percepire il mondo circostante per quello che veramente è (secondo loro) e non per quello che appare.
ricordo un'intervista a Pasolini che parlava di Totò. diceva, pressapoco, che lui aveva sempre provato pena per l'attore Totò e tanta rabbia per chi aveva sfruttato la sua straordinaria commedia dell'arte per fini così infimi.
io, mi ricordo, rimasi di stucco: ma come? ma se i film di Totò sono così spassosi! ma che cazzo sta a dire questo?
poi Pasolini spiegò meglio il suo pensiero; i ruoli assegnati a Totò erano di personaggi tipicamente piccolo-borghesi, cioè persone che (nell'immaginario intellettuale dell'epoca) erano servili con i padroni ma si comportavano peggio dei loro "carnefici" allorquando toccava a loro far la parte del padrone. Ecco, secondo Pasolini, il Totò dei film che tutti conosciamo non era che una caricatura crudele dell'uomo medio italiano neanche tanto lontana dalla realtà. Secondo lui, era il peggior torto che si potesse fare a un'artista dalle qualità straordinarie come Totò.
e questo è stato il vizio "storico" della commedia all'italiana.
per artisti così "intransigenti", con i quali si può ovviamente dissentire, è facile rendersi conto che dietro certi atteggiamenti, che possono dare l'impressione di superiorità ecc ecc come tu scrivevi, in realtà ci sia una critica profonda a certe consuetudini tipiche di quella società in quel momento storico.
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#18 Guest_Pablito_*

Guest_Pablito_*
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Inviato 01 settembre 2006 - 10:32

Guarda invece temo di non essermi spiegato bene, perchè dalla tua risposta sembra che tu abbia inteso una mia accusa a Moretti che invece, almeno per i suoi film fino a Caro Diario, assolvo completamente, infatti

ma no, le tue considerazioni non sono affatto "strane"; anzi, ora ho capito meglio cosa intendevi nel post precedente.
è una cosa che, invece, ho sentito dire spesso e non solo riguardo a Moretti. infatti, se pensi ai film di Pasolini, da Uccellacci in poi, troverai questo aspetto ancora più amplificato.
probabilmente è l'uomo di cultura in sè che soffre di una certa autoindulgenza e finisce con il voler apparire quale "profeta" per una liberazione intellettuale per chi la cultura non ce l'ha.

Trovo legittimo che un artista faccia una scelta del genere, anche perchè non credo che tutti gli artisti debbano vivere in un eremo con la sola compagnia dell'Arte mentre sotto di loro magari avviene il putiferio... ci sono momenti storici particolari in cui spesso è doverosa (non obbligatoria eh) una scelta morale da parte di un regista e di un artista in generale.

Forse ho parlato più di me stesso che di altro... io ho amato visceralmente Moretti, ma considero una mia fruttuosa evoluzione essermene un po' staccato. Purtroppo vedo spesso nell'atteggiamento intransigente e presuntuoso di molti morettiani (non di Moretti, che io sappia almeno), un' incapacità di capire il mondo attorno, un po' come gli adolescenti che si sentono emarginati e allora si mettono a dire che è tutta una merda e che loro si che invece sono sensibili e intelligenti, ecco questo alla fine diventa disprezzo per il prossimo, il classico rifugio di chi invece è semplicemente incapace di affrontare le proprie deficienze caratteriali o personali.
Moretti invece il mondo attorno a sé lo capiva benissimo, e i suoi film non sono affatto un modo per tirarsi fuori in maniera narcisistica e presuntuosa, ma più un grido di dolore, rabbia e impotenza verso chi non riusciva ad accettare che il proprio mondo e il proprio bagaglio personale fosse completamente incapace di agire nella società.
Spero di essere stato più chiaro...



#19 Brucaliffa

Brucaliffa

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Inviato 01 settembre 2006 - 11:00

Hai ragione Pablino, e come dici questo problema va oltre Moretti, è proprio un problema della massa di sinistra, in cui ognuno tende a sentirsi speciale e dalla parte dei "buoni", a trarre forza dalla propria appartenenza a qualcosa di più grande e giusto, in cui non serve ragionare troppo con la propria testa e sentirsi individuo, e tende a trovare in tutto conferma di ciò che già pensa senza mai interrogarsi a fondo. Per questo chi è schierato dalla stessa parte, soprattutto se artista o intellettuale, non viene quasi mai secondo me analizzato a fondo, per non incorrere nel rischio della critica e quindi dell'autocritica (e Moretti è maestro di autocritica), viene esaltato superficialmente come "uno dei nostri", un "grande" che sta dalla parte del Giusto, che ci dice quello che vogliamo sentirci dire, quanto siamo bravi, giusti e superiori. La sinistra, per la sua inclinazione "sociale", non crede nell'individuo, ma al massimo osanna la grande personalità. Moretti invece è un grande individuo, è uno che si interroga, processa ogni idea e ogni cosa, non serve l'ideologia, ma la interroga sempre, e quando fa il tifo per la sinistra lo fa con ironia, è un vero anticonformista, e non nelle tematiche che affronta, ma nella testa. Il ragazzino di sinistra invece è l'immagine stessa del conformismo, è colui che nasconde la propria individualità dietro i simboli e l'estetica della sinistra.

E comunque non mi sembra il caso di parlare di Moretti al passato, perché sta facendo ancora dei grandi film.
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#20 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 01 settembre 2006 - 11:52

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