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White Lies - To Lose My Life


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388 replies to this topic

#1 Barto

Barto

    Fissato con le melodie

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Inviato 19 febbraio 2009 - 14:39

Non mi piace proprio. Capisco il punto di vista del recensore, quando, se non ho capito male, sostiene che la capacità di confezionare buone melodie e la percepibile onestà di intenti  compensano in modo sufficiente la banalità di fondo del disco, ma non sono d'accordo, nel senso che la suddetta banalità è davvero esagerata per rendere davvero degno di un minimo di interese un disco del genere, che dà troppo l'impressione di essere, in fin dei conti, una confezione fine a sé stessa. Alla fine la parte della recensione che più condivido è l'ultima frase...
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"Io l'ho sempre detto che quelli che scrivono per Ondarock devono avere una vita di merda come pochi"

#2 Barto

Barto

    Fissato con le melodie

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Inviato 19 febbraio 2009 - 14:41

Ops ho sbagliato, volevo postarlo in dischi recensiti.
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"Io l'ho sempre detto che quelli che scrivono per Ondarock devono avere una vita di merda come pochi"

#3 Ocean Rain

Ocean Rain

    Roadie

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Inviato 05 marzo 2009 - 11:57

Lo sto ascoltando in questi giorni e tutto sommato non mi sta dispiacendo affatto.

Ovviamente è un disco che non propone nulla di originale, inserendosi nel solco della riscoperta del post-punk, già portata avanti da Interpol, Editors, Bravery e tanti altri (i riferimenti a Joy Division, Echo & The Bunnymen e qua e là mi è sembrato anche ai Tears for Fears appaiono abbastanza evidenti), però, se quel tipo di suono piace, ben venga.

Come ho già detto altrove, non cerco l'originalità e l'innovazione in ogni disco che ascolto: "To lose my life" è un disco estremamente derivativo e sicuramente anche molto "costruito", nel senso che è fin troppo levigato e "perfetto" per non sospettare che si tratti di un prodotto "creato in laboratorio", con tutte le caratteristiche per piacere e vendere...

... però è anche un disco pieno di belle melodie, epiche e malinconiche, perfette per chi, come me, ama Echo & The Bunnymen e Chameleons ma apprezza tantissimo anche Editors e Bravery, per cui il mio voto per adesso è sospeso tra il 6,5 ed il 7.

Qualche parola vorrei dirla sulla recensione di Onda Rock, che non mi ha particolarmente convinto. Si accusa di banalità il disco dei White Lies, ma mi sembra che anche il suddetto articolo non scarseggi in tal senso. Passino le ovvie considerazioni sulla mancanza di originalità del disco, ma trovo sfinente leggere ancora oggi le solite sussiegose frecciate alla stampa britannica e alla "next big thing" pompata ad arte...

... è un quarto di secolo che leggo riviste musicali (oggi affiancate dalle testate online) ed è da un quarto di secolo che leggo sempre la solita solfa... vi prego... basta!
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#4 Francesco Giordani

Francesco Giordani

    Roadie

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Inviato 05 marzo 2009 - 20:17

dunque, intervengo nella discussione perchè mi pare abbastanza interessante. Sono l'autore delle recensione "incriminata" (curiosamente sia di eccessiva generosità che di superficiale snobbismo...).

Ho riascoltato una sacco di volte l'album e ho anche deciso di abbassarne la valutazione, portandola a 5,5. Il problema secondo me è che questi gruppi, per quanto piacevoli possano risultare le loro canzoni di primo acchito, non durano nel tempo, si autodissolvono (anche nel senso letterale che a stento riescono ad agguantare il traguardo di un secondo album). Questo è un dato di fatto. Ma il problema è, secondo me, che non possono durare, perchè invece di mettere in discussione ed elaborare criticamente l'"esistente", superandolo in maniera creativa attraverso la sintesi di uno stile, lo riproducono in maniera meccanica, attraverso un mimetismo dietro il quale non c'è urgenza nè verità.

Ti possono piacere gli Ultravox, i New Order o i Talk Talk, ok, ma il punto è l'uso che riesci a farne, come sviluppi le tue fonti. Nel caso dei White Lies a me sembra che senza il sostegno piuttosto insistito e plateale della stampa avrebbero avuto una visibilità molto più limitata(i discorsi saranno anche ripetitivi e banali, ma è la realtà delle cose: in Gran Bretagna al 99,9 % arriva al successo quello che passa attraverso il filtro qualitativo dei media giornalistici , che hanno un potere consistente, anche in ambito "rock", dietro il quale spesso si muovono gli interessi stessi delle etichette). Detto questo l'album è passabile, si lascia ascoltare, ha dei momenti e non c'è nulla di male nell'apprezzarli sinceramente (figuriamoci...)ma, in tutta onestà, può bastare? Dipende da cosa si sta cercando.

Di fatto quello che oggi sono in grado di offrire i White Lies non è merce così rara, e per di più molti gruppi "nuovi" di area anglossassone la sanno impacchettare meglio (il primo dei Departure e l'esordio dei Cinematics erano superiori nelle dinamiche e nella qualità del "suonato", senza dover scomodare gli Editors che potrebbero leggittimamente rivendicare delle royalties su alcuni pezzi dell'album).

La banalità in fondo sta in questo: nel parlare con frasi già dette dagli altri. O meglio: nel dire quello che tutti gli altri dicono, senza passare attraverso un percorso di lenta assimilazione e paziente mediazione. Se un'abilità hanno dunque i White Lies è quella di saper comporre discreti esercizi di ventriloquismo. Sono dei calligrafici (e di certo la calligrafia è anche una dote, infatti nella recensione l'ho scritto) portavoce di un racconto (quello che potremmo definire in termini generici "new wave") che però essi non hanno attraversato ed esplorato nella sua complessità, limitandosi a riprodurlo in maniera distaccata (con fare da chirurgo) e  bidimensionale (impoverita ulteriormenete da una produzione troppo leziosa e levigatrice, come giustamente rilevato)

Un saluto ;)
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#5 Ocean Rain

Ocean Rain

    Roadie

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Inviato 05 marzo 2009 - 23:23

dunque, intervengo nella discussione perchè mi pare abbastanza interessante.

Sono l'autore delle recensione "incriminata" (curiosamente sia di eccessiva generosità che di superficiale snobbismo...).

Ho riascoltato una sacco di volte l'album e ho anche deciso di abbassarne la valutazione, portandola a 5,5. Il problema secondo me è che questi gruppi, per quanto piacevoli possano risultare le loro canzoni di primo acchito, non durano nel tempo, si autodissolvono (anche nel senso letterale che a stento riescono ad agguantare il traguardo di un secondo album). Questo è un dato di fatto. Ma il problema è, secondo me, che non possono durare, perchè invece di mettere in discussione ed elaborare criticamente l'"esistente", superandolo in maniera creativa attraverso la sintesi di uno stile, lo riproducono in maniera meccanica, attraverso un mimetismo dietro il quale non c'è urgenza nè verità.

Ti possono piacere gli Ultravox, i New Order o i Talk Talk, ok, ma il punto è l'uso che riesci a farne, come sviluppi le tue fonti. Nel caso dei White Lies a me sembra che senza il sostegno piuttosto insistito e plateale della stampa avrebbero avuto una visibilità molto più limitata(i discorsi saranno anche ripetitivi e banali, ma è la realtà delle cose: in Gran Bretagna al 99,9 % arriva al successo quello che passa attraverso il filtro qualitativo dei media giornalistici , che hanno un potere consistente, anche in ambito "rock", dietro il quale spesso si muovono gli interessi stessi delle etichette). Detto questo l'album è passabile, si lascia ascoltare, ha dei momenti e non c'è nulla di male nell'apprezzarli sinceramente (figuriamoci...)ma, in tutta onestà, può bastare? Dipende da cosa si sta cercando.

Di fatto quello che oggi sono in grado di offrire i White Lies non è merce così rara, e per di più molti gruppi "nuovi" di area anglossassone la sanno impacchettare meglio (il primo dei Departure e l'esordio dei Cinematics erano superiori nelle dinamiche e nella qualità del "suonato", senza dover scomodare gli Editors che potrebbero leggittimamente rivendicare delle royalties su alcuni pezzi dell'album).

La banalità in fondo sta in questo: nel parlare con frasi già dette dagli altri. O meglio: nel dire quello che tutti gli altri dicono, senza passare attraverso un percorso di lenta assimilazione e paziente mediazione. Se un'abilità hanno dunque i White Lies è quella di saper comporre discreti esercizi di ventriloquismo. Sono dei calligrafici (e di certo la calligrafia è anche una dote, infatti nella recensione l'ho scritto) portavoce di un racconto (quello che potremmo definire in termini generici "new wave") che però essi non hanno attraversato ed esplorato nella sua complessità, limitandosi a riprodurlo in maniera distaccata (con fare da chirurgo) e  bidimensionale (impoverita ulteriormenete da una produzione troppo leziosa e levigatrice, come giustamente rilevato)

Un saluto ;)


Come ho già scritto nel mio post precedente, la musica dei White Lies è palesemente derivativa e come tale s'inserisce nel solco (oggi un po' abusato, ne convengo) del revival post-punk che già da qualche anno sta imperversando.

Io però non lo considero necessariamente un limite. Anzi, dal momento che quel tipo di suono mi piace, sono contento di aver trovato una nuova band che sa ripropormelo con una certa maestria. Per usare parole molto semplici, se mi piace la pizza preparata in una determinata maniera, spero che il pizzaiolo me la prepari esattamente come la voglio. Come hai detto giustamente tu, dipende da quello che ognuno cerca nella musica che ascolta.

La tua recensione non era fatta male e, figuriamoci, hai il sacrosanto diritto di farti piacere o meno quello che ascolti: quello che non mi è piaciuto è un (leggero ma presente, consentimelo) snobismo di fondo che ormai conosco a memoria (dal momento che leggo da 25 anni riviste rock) e che trovo sia una caratteristica peculiare della critica musicale italiana che di solito stronca per partito preso qualsiasi nuova band che arrivi dall'Inghilterra e che abbia il sostegno della stampa specializzata britannica.

Anche i discorsi sulla "sincerità", vera o presunta di una band, sull'urgenza con la quale questa realizzi musica, trovo siano abbastanza aleatori e un po' campati in aria: non so se i White Lies credano davvero in quello che fanno, non so se siano solo degli abili ventriloqui, non so se faranno un secondo album e se riusciranno ad "evolversi"...

... l'unico elemento che davvero m'interessa è che abbiano realizzato un pugno di belle canzoni, intense, struggenti e, perché no, orecchiabili (Vivaddio!) e che mi ricordano terribilmente un paio dei miei gruppi preferiti.

A me tutto sommato basta... confermo il 7.
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#6 Apostolo

Apostolo

    aspirante indie

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Inviato 15 aprile 2009 - 09:55

e' di una banalità disarmante, premiare gruppi del genere è quasi scandaloso
copia degli editors già scandolisi, che sono copia degli interpol anche loro ormai scandalosi, che sono copia del joy Division, pace all'anima loro.

Inutili come pochi

Prendetevi i Doves dall'inghliterra (poi non rimane quasi nulla) e questi White Lies lasciateli marcire, tanto gli basterà il prossimo disco sbagliato per scomparire.
  • 0

#7 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 15 aprile 2009 - 09:58

e' di una banalità disarmante, premiare gruppi del genere è quasi scandaloso
copia degli editors già scandolisi, che sono copia degli interpol anche loro ormai scandalosi, che sono copia del joy Division, pace all'anima loro.

Inutili come pochi

Prendetevi i Doves dall'inghliterra (poi non rimane quasi nulla) e questi White Lies lasciateli marcire, tanto gli basterà il prossimo disco sbagliato per scomparire.


dai mettici anche gli elbow in inghilterra, per altro un gradino sopra i doves imho oggi.
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#8 Apostolo

Apostolo

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Inviato 15 aprile 2009 - 10:04

Son da salvare anche gli Elbow si, ma l'ultimo disco dei Doves li sorpassa ampliamente. . .

Comunque sto uscendo dai binari scusate, volevo solo dire che dischi così è una vergogna farli uscire. .  :)
  • 0

#9 Ocean Rain

Ocean Rain

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Inviato 15 aprile 2009 - 11:37

e' di una banalità disarmante, premiare gruppi del genere è quasi scandaloso
copia degli editors già scandolisi, che sono copia degli interpol anche loro ormai scandalosi, che sono copia del joy Division, pace all'anima loro.


Scandali scandali scandali scandali scandali scandali scandali... aggiungerci magari qualche argomento per spiegare una stroncatura così netta?

Questione di punti di vista. A me gli Editors piacciono moltissimo e me li tengo stretti, me ne sbatto altamente se siano derivativi o non particolarmente originali: mi piace quel tipo di suono e sono arcicontento di aver trovato un gruppo che sappia proporlo in maniera brillante.

I White Lies non sono niente di particolare ma sono bravi a scrivere singoli d'impatto e possono essere gradevoli per chi ama il suddetto suono.

Il resto sono chiacchiere: se un gruppo non mi piace non lo ascolto ed evito accuratamente di scandalizzarmi se qualcun altro lo apprezza.
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#10 Apostolo

Apostolo

    aspirante indie

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Inviato 15 aprile 2009 - 11:48

Ma non è facile descrivere la banalità.

Trasmettono cose già provate.
Cioè come hai scritto tu più in alto: ti ricordano gruppi che hai amato. Ok. Ma qui siamo al plagio, questo non è più un genere ormai, è passarsi gli spartiti.



Non posso parlare solo della musica che mi piace, altrimenti sai che noia.
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#11 Ocean Rain

Ocean Rain

    Roadie

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Inviato 15 aprile 2009 - 12:00

Ma non è facile descrivere la banalità.

Trasmettono cose già provate.
Cioè come hai scritto tu più in alto: ti ricordano gruppi che hai amato. Ok. Ma qui siamo al plagio, questo non è più un genere ormai, è passarsi gli spartiti.



Non posso parlare solo della musica che mi piace, altrimenti sai che noia.


Parla di quello che ti pare però magari argomenta invece di sentenziare.

Per il resto quello che dovevo dire sulla questione l'ho già espresso nei miei post precedenti e trovo abbastanza frustrante dover ripetere sempre le stesse cose: ognuno nella musica cerca quello che gli pare e l'originalità NON è un valore assoluto per giudicare un gruppo.
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#12 Apostolo

Apostolo

    aspirante indie

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Inviato 15 aprile 2009 - 12:23

Ma qui siamo al plagio, questo non è più un genere ormai, è passarsi gli spartiti.


Più di così non so come argomentare, chiedo scusa.
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#13 Ian Smith

Ian Smith

    Enciclopedista

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Inviato 15 aprile 2009 - 13:13

ma mi spiegate una cosa: perchè ogni qual volta che una band albionica tenta il recupero di certe sonorità ottantesche vengono puntualmente tirati in ballo i Joy Division? *
Qua scusate il dipietrismo ma vien da chiedermi che c'azzecca: semmai saremmo, almeno in teroia, più dalle parti di un pop-rock vagamente Duraniano (la voce, certe melodie nei ritornelli, e poco altro). Resta il fatto che alla lunga l'album mostra una debolezza ed una pochezza di inventiva che rendono i White Lies più simili ad una cover band dei Killers (che è già un tutto dire) che ad un gruppo post-post punk.


*il primo esempio che mi viene in mente, per dire, fu il primo album degli Editors, palesemente più influenzato dai Chameleons (e di conseguenza dagli Interpol) che dai JD, a questo punto.


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#14 floods

floods

    l'utente main$tream

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Inviato 15 aprile 2009 - 20:10

Ma solo a me il singolo che gira in radio (che peraltro trovo pure carino) ricorda mostruosamente Planet Earth dei Duran Duran!? Insomma altro che Editors e Joy Division, non bastano la voce cavernosa e cupi videoclip, quello è un perfetto pezzo da festicciola!  :D
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RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#15 Guest_lorenzo s._*

Guest_lorenzo s._*
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Inviato 16 aprile 2009 - 14:02

Ma solo a me il singolo che gira in radio (che peraltro trovo pure carino) ricorda mostruosamente Planet Earth dei Duran Duran!?


Nel suo programma su Radio Deejay Linus ha trasmesso i due brani di fila, commentando che sono quasi uguali...

#16 Guest_telegram_*

Guest_telegram_*
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Inviato 19 aprile 2009 - 14:30

Bravi proprio, forse un pizzico di enfasi di troppo ma direi nettamente superiori ai vari Editors, National e via dicendo. Il pezzo che m'è piaciuto di più finora è "Farewell to the Fairground" ( http://www.youtube.c...h?v=QAJh2quvvto ), in pratica la miglior canzone di Julian Cope da quindici anni a questa parte.

Floods, quale sarebbe il singolo simile a "Planet Earth"? Ho sentito il disco ma non mi ci sono imbattuto o forse non c'ho fatto caso...

#17 Guest_b3rlin_*

Guest_b3rlin_*
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Inviato 19 aprile 2009 - 14:54

mah, credo che tutto sommato i white lies siano una cagatona

#18 Insurgentes

Insurgentes

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Inviato 19 aprile 2009 - 15:00

Bravi proprio, forse un pizzico di enfasi di troppo ma direi nettamente superiori ai vari Editors, National e via dicendo.


I National non c'entrano proprio niente con i white lies,fanno roba completamente diversa,è un paragone che non ha senso.
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#19 Ian Smith

Ian Smith

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Inviato 19 aprile 2009 - 15:06

ma anche gli Editors, eh.
ripeto: qua i primi paragoni musicali che mi vengono in mente sono i Killers, tra l'altro nemmeno gli ultimi (quelli col restyling elettronico) ma i primi, pessimi, cioè davvero il bue che dice cornuto all'asino.
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#20 Guest_telegram_*

Guest_telegram_*
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Inviato 19 aprile 2009 - 15:13

I National non c'entrano proprio niente con i white lies,fanno roba completamente diversa,è un paragone che non ha senso.

Beh, c'è chi ha citato i Killers, quindi non vedo tutto questo scandalo per i National, che rientrano senza problemi nel calderone del revival new-wave.
http://www.youtube.c...h?v=RnI28bdZylM
http://www.youtube.c...feature=related
Pezzi come questi non li trovo per niente distanti dal disco degli White Lies, anzi mi sembrano palesemente affini, altro che "roba completamente diversa", tsk! Con la sostanziale differenza che però non mi suonano altrettanto orecchiabili, e che il tono bofonchiante usato dal cantante nelle strofe mi urta.
Insomma per quel che mi riguarda questo degli White Lies è un bel debutto e mostra finalmente una band con un po' di personalità, laddove tutti gli altri citati finora mi suonano come onesti mestieranti privi di qualsivoglia respiro.
Chissà, magari se non fossero finiti al numero 1 in classifica e non fossero stati sulla copertina del New Musical Express ora leggeremmo molto meno astio nei loro confronti. A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre etc etc... ;)




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