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Il nome della rosa


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104 replies to this topic

#21 debaser

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Inviato 29 marzo 2007 - 12:41

Non intendevo mica a livello pseudo-enigmistico, certo!
Intendevo quello che hai detto te.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#22 maelstrom

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Inviato 01 aprile 2007 - 15:45

Il nome della rosa è stato strutturato da eco (lo ha ammesso quasi orgoglioso) per esser buono per qualsiasi palato, dal lettore in costume al mare sotto al sole (che lo legge come un giallo particolare) al filologo medievale (che si diverte con tutte le simpatiche citaioni). Non è stato pensato come opera d'arte ma come operazione commerciale di sfruttamento dell'erudizione e questo me lo fa odiar, pur ammettendo la sua importanza
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#23 (( Mamunia ))

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    Groupie

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Inviato 03 aprile 2007 - 11:52

Il nome della rosa è stato strutturato da eco (lo ha ammesso quasi orgoglioso) per esser buono per qualsiasi palato, dal lettore in costume al mare sotto al sole (che lo legge come un giallo particolare) al filologo medievale (che si diverte con tutte le simpatiche citaioni). Non è stato pensato come opera d'arte ma come operazione commerciale di sfruttamento dell'erudizione e questo me lo fa odiar, pur ammettendo la sua importanza

Questo può anche essere vero (anche se, devo essere sincera, questa descrizione si addice più al film che ne è stato tratto - al quale pure Eco ha pure collaborato - che non al romanzo): in parte. Le prime 100 pp lo dimostrano: non sono affatto righe leggibili e comprensibili da tutti, anzi. E' proprio attraverso quel lungo incipit che i lettori vengono selezionati.



:-*
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#24 Guest_Number 5_*

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Inviato 03 aprile 2007 - 15:58

Come ogni opera di valore ha parecchi livelli di lettura. C'è da esserne orgogliosi, giustamente.

#25 fra Roberto

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Inviato 03 aprile 2007 - 16:57

Una lettura critica di Massimo Introvigne:
http://www.storialib...della_rosa.html
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Abortisti non si nasce, si diventa. Se ti fanno nascere. (Clericetti)

#26 wago

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Inviato 03 aprile 2007 - 17:18

"Il Nome della Rosa" e' un grande romanzo, e direi che e' tempo di rileggerlo. Ricordo che quando lo lessi (in prima liceo) dovetti rileggere n volte l'incipit, con n grande, perche' non riuscivo a capire un beneamato cazzo di cosa significasse. L'ho riletto talmente tante volte che ora lo so a memoria fino alla quindicesima riga, credo, e senza averlo volontariamente imparato. Dei romanzi di Eco che ho letto e' senza dubbio il piu' compiuto, anche se il mio preferito (nel senso di: il mio romanzo preferito in assoluto) e' proprio quella sbrodolata pazzesca che e' "Il Pendolo di Foucault". Un unico appunto va fatto alla verosomiglianza del romanzo: la figura di Guglielmo Da Baskerville e' da una parte assolutamente anacronistica (troppo "avanti"), dall'altra arroccata su quelle che giustamente erano le convinzioni dell'epoca. Si determina cosi' un contrasto interiore che a mio avviso rende il personaggio poco credibile.
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#27 maelstrom

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Inviato 03 aprile 2007 - 17:28

Una prova della mia tesi è proprio questa, da un grande storico come Eco  non si può accettare che Guglielmo abbia una mente attuale e assolutamente fuori tempo storico, che facilita la personificazione nella lettura e rende il romanzo più appetibile.
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#28 botty

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Inviato 06 aprile 2007 - 09:25

Le prime 100 pp lo dimostrano: non sono affatto righe leggibili e comprensibili da tutti, anzi. E' proprio attraverso quel lungo incipit che i lettori vengono selezionati.:-*


E quelli che le prime 100 pagine le saltano a pié pari? asd
Ho sempre pensato che fossero messe lì a discrezione del lettore.

Una prova della mia tesi è proprio questa, da un grande storico come Eco  non si può accettare che Guglielmo abbia una mente attuale e assolutamente fuori tempo storico, che facilita la personificazione nella lettura e rende il romanzo più appetibile.


Non lo accetti perché rende il romanzo più appetibile (ovvove!) o perché ti sembra storicamente scorretto (è inutile ricordare che anche nel Medioevo ci sono state grandi menti)?
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I aim to misbehave


#29 Guest_runciter_*

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Inviato 06 aprile 2007 - 09:39

ma maelstrom parlava di mente attuale, non di grande mente, e se ripenso al romanzo (e anche al film, lo confesso) ho la sensazione che la sua critica non sia totalmente infondata.

ma siamo sicuri che eco sia un grande storico?

#30 botty

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Inviato 06 aprile 2007 - 10:03

ma maelstrom parlava di mente attuale, non di grande mente, e se ripenso al romanzo (e anche al film, lo confesso) ho la sensazione che la sua critica non sia totalmente infondata.

Continuo a non capire. Quando si attribuisce una mente "attuale a Guglielmo di Baskerville lo si dice avendo in mente il realismo medievale a cui lui si contrappone, o sbaglio?

ma siamo sicuri che eco sia un grande storico?

No.
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#31 maelstrom

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Inviato 06 aprile 2007 - 16:14

Guglielmo sembra un uomo dei nostri giorni trasportato nel medioevo, penso che eco sia un ottimo storico e filologo e proprio per questo non mando giù la non storicizzazione del personaggio. Il fatto è che lui è pienamente consapevole di questi "errori" e li ha cercati apposta per allargare il bacino di udienza di un romanzo che se no sarebbe stato solo per cultori. si potrebbe dire che è stata un'operazione di marketing.
Resta il fatto che il romanzo l'ho letto con gusto
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#32 wago

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Inviato 11 aprile 2007 - 07:19

Guglielmo non sembra *esattamente* un uomo dei nostri giorni, perche' accanto a una mente moderna, galileiana e cartesiana ha anche caratteristiche culturali e religiose profondamente legate al suo tempo, che a mio avviso contrastano fortemente con la sua modernita'. L'avrei visto piu' credibile come "pesce fuor d'acqua" completo: cosi' non solo mi pare anacronistico ma anche contraddittorio tanto da risultare inverosimile.
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#33 MissWisteria

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Inviato 13 aprile 2007 - 13:53


Le prime 100 pp lo dimostrano: non sono affatto righe leggibili e comprensibili da tutti, anzi. E' proprio attraverso quel lungo incipit che i lettori vengono selezionati.:-*


E quelli che le prime 100 pagine le saltano a pié pari? asd
Ho sempre pensato che fossero messe lì a discrezione del lettore.

Una prova della mia tesi è proprio questa, da un grande storico come Eco  non si può accettare che Guglielmo abbia una mente attuale e assolutamente fuori tempo storico, che facilita la personificazione nella lettura e rende il romanzo più appetibile.


Non lo accetti perché rende il romanzo più appetibile (ovvove!) o perché ti sembra storicamente scorretto (è inutile ricordare che anche nel Medioevo ci sono state grandi menti)?


nella prospettiva di maelstrom  dovremmo assolutamente sbarazzarci di certa gente dalla mente troppo ristretta (MEDIEVALE), basta dire che sono anacronisitci...

scherzi a parte mi sembra naturale che il personaggio di Gugliemo abbia anche un ruolo funzionale a mettere in luce la chiusura della cultura medievale, ma non è un caso che si stia occultando un'opera di Aristotele...E' vero sì che ad un certo livello il romanzo di Eco è da intendersi come storico, ma nella lettura polisemica da dare al libro è il caso di tenere conto anche il discorso sulle egemonie culturali. Insomma, l'agire dei vertici ecclesiastici era più dato da un effettivo loro deprecamento dei classici o da scelte "politiche"?


Ed in quanto alla veridicità, lo stesso vale per la sciacquatura in Arno del Manzoni! Come se Lucia se ne intendesse di fiorentino parlato dell'800!
Tra l'altro sappiamo, come i messaggi del Manzoni fossero da riferire alla contemporaneità.
Per quel che mi riguarda, dare una configurazione "più moderna" al protagonista, significa proprio instaurare un parallelo con la modernità...E l'uomo moderno, illuminato, può accettare un certo tipo di occultantismo?
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People I see just remind me of mooing like a cow on the grass,and that’s not to say that there’s anything wrong with being a cow anyway, but people are people with the added advantage of the spoken word. We’re getting on fine but I feel more of a man when I get with the herd.

#34 botty

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Inviato 13 aprile 2007 - 16:55

scherzi a parte mi sembra naturale che il personaggio di Gugliemo abbia anche un ruolo funzionale a mettere in luce la chiusura della cultura medievale, ma non è un caso che si stia occultando un'opera di Aristotele...

Aggiungerei che non è un caso che si stia occultando un'opera come l'ipotetico secondo libro della poetica di Aristotele, sulla commedia. Uno studioso, credo Bachtin ma non ci giurerei, ha parlato di un'"etica" del riso nel Medioevo: Jorge da Burgos nella sua ortodossia monastica non avrebbe mai potuto accettare uno sdoganamento del comico da una voce così autorevole (però c'è anche da dire che del corpus aristotelico il filone teoretico ai tempi ebbe meno fortuna della filosofia naturale).

E' vero sì che ad un certo livello il romanzo di Eco è da intendersi come storico, ma nella lettura polisemica da dare al libro è il caso di tenere conto anche il discorso sulle egemonie culturali. Insomma, l'agire dei vertici ecclesiastici era più dato da un effettivo loro deprecamento dei classici o da scelte "politiche"?

Perfetto... Tanto più che la glossa finale dà un sapore scettico a tutte le pulsioni di occultamento della conoscenza.

Ed in quanto alla veridicità, lo stesso vale per la sciacquatura in Arno del Manzoni! Come se Lucia se ne intendesse di fiorentino parlato dell'800!

:-*

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#35 maelstrom

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Inviato 13 aprile 2007 - 17:44

MissWisteria: "nella prospettiva di maelstrom  dovremmo assolutamente sbarazzarci di certa gente dalla mente troppo ristretta (MEDIEVALE), basta dire che sono anacronisitci..."

Non era questo il discorso che volevo fare, guglielmo è anacronistico per il medioevo, non per noi, è il contrario di quello che hai detto. Adesso son di fretta, domani ne parliamo un po' che ne ho discusso col mio prof Emanuele Zinato, forse lo conoscete anche, è un importante teorico della letteratura.
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#36 MissWisteria

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Inviato 13 aprile 2007 - 18:29

MissWisteria: "nella prospettiva di maelstrom  dovremmo assolutamente sbarazzarci di certa gente dalla mente troppo ristretta (MEDIEVALE), basta dire che sono anacronisitci..."

Non era questo il discorso che volevo fare, guglielmo è anacronistico per il medioevo, non per noi, è il contrario di quello che hai detto. Adesso son di fretta, domani ne parliamo un po' che ne ho discusso col mio prof Emanuele Zinato, forse lo conoscete anche, è un importante teorico della letteratura.


ahahahahah ma la mia era una battuta!!!  asd
sentiremo cosa avrà da dire questo teorico ad ogni modo, speriamo senza insterilirci nell'ottica degli ipse dixit!
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#37 maelstrom

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Inviato 13 aprile 2007 - 19:10

...ho passato la giornata al mare, bello bello ma son leggermente intontito ;)
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#38 maelstrom

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Inviato 25 aprile 2007 - 12:03

Eco ha venduto il sapere storico che c'è nel suo libro come totò cercò di vendere il colosseo (o era la fontana di trevi?...) agli americani, in pratica si è mercificata la cultura, ora si paga la cultura in quanto intrattenimento.
Ci ha fatto questo parallelo per farci capire cosa comporta la scelta di Eco: una volta nelle prime pagine dei giornali parlavano personaggi di spicco come Pasolini, Calvino ecc (che parlavano anche di fatti di cronaca, come la banda di fascisti romana che aveva violentato una ragazza negli anni '70), oggi pur ammettendo che esistano ancora intellettuali di tale livello vengono relegati alla sezione cultura e spettacolo, da notare l'associazione di queste parole che dovbrebbero essere distanti anni luce, è lo stesso del passaggio da "ospedale pubblico" a "azienda ospedaliera" e da "paziente" a "utente" o nell'università da "voti" a "crediti e debiti"...
Cultura e spettacolo --> cultura "è" spettacolo
Spettacolo = intattenimento = merce
Cultura = merce = morte della cultura

Edit: lasciam stare zinato che non lo conosco bene e posso parlare solo per me
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#39 MissWisteria

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Inviato 25 aprile 2007 - 12:50

scusa ma cosa ti aspettavi da colui che è intervenuto negli anni 60 a spiazzare il dibattito culturale con un'opera come Apocalittici e Integrati, in cui ci si propone di analizzare la cultura di massa con i finissimi strumenti dell'accademia?
Ha dimostrato come sia possibile ottenere un prodotto culturale trasversale e ci è riuscito in pieno!
Chiunque si renda conto della crisi degli ultimi 40 anni non può che ben accogliere fenomeni di questo tipo.
Insomma che Eco si proponesse chissà quale opera d'arte è una deduzione molto arbitraria a mio avviso ha solo messo in pratica quello che andava professando, e visto come ci è riuscito, chapeau. E smettiamola di valutare Eco per una parte della sua produzione, ovvero quella narrativa che va letta alla luce di tutta la sua produzione critica!

Mi spiace ma attaccarsi a Il Nome della Rosa per svalutare l'intera personalità intellettuale di Eco non mi sembra un granché come argomentazione, forse è una figura che conosci poco ma ha avuto un importantissimo ruolo e tutt'ora ne ha nel dibattito culturale italiano ed internazionale (basta un giretto su wikipedia per rendersene conto). Qualunque cosa ne dica il tuo professore!
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#40 maelstrom

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Inviato 25 aprile 2007 - 13:04

Nominando Eco mi riferivo solo a quello fatto nel nome della rosacome dice anche il topic. Ho citato il mio prof solo perché riflette in pieno il mio pensiero, col "nome della rosa" trovo che si passi da cultura a intrattenimento e molti non vogliono ammetterlo, con questo non volgio dire che Eco è da picchiare ma che spesso si da un valore sbagliato alla sua opera più famosa
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