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ULVER


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184 replies to this topic

#1 stalker

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Inviato 22 settembre 2007 - 18:34

in concomitanza con l'uscita di shadows of the sun e i 15 anni di carriera tiro fuori un topic per una delle band che adoro di più.
capaci di concepire autentici capolavori alla fine del periodo d'oro del black metal e poi di evolversi in maniera folle e geniale mescolando elettronica, ambient, trip hop, avanguardia, jazz e quant'altro

i dischi:

vargnatt: il demo del 93 a dir poco storico. il classico 4piste autoprodotto quasi inascoltabile. io ho una versione in vinile bianco limitata della end records uscita nel 2001 credo. voto 6,5

bergtatt: beh questo come già detto ovunque e anche qui sul forum è uno dei dischi black metal più grandi della storia (anche se parlare solo di black metal è riduttivo). voto 9

kveldssanger: questo fu il primo disco che comprai. cori, voci pulite, chitarre acustiche, fiati vari. folk e tradizione norvegese. voto 8

nattens madrigal: io lo metto un piccolo gradino sopra bergtatt. l attacco di hymne I con quelle chitarre taglienti come rasoi, la batteria a mille tutta uguale e lo screaming animalesco di garm mi mettono ancora i brividi adesso. voto 9+

themes from william blake's the marriage of heaven and hell: la svolta. ho adorato questo disco come pochi è stato uno di quelli che mi ha fatto aprire gli occhi su un sacco di generi e in pratica lo conosco a memoria. chiaramente ha i suoi limiti tecnici e di produzione perche non ci si inventa nuovi dall'oggi al domani ma io lo trovo comunque strabiliante se si pensa che un anno prima usciva nattens madrigal. un doppio cd basato sul capolavoro del poeta william blake garm sfoggia una prova istrionica e teatrale (come nella masquerade infernale degli arcturus piu o meno contemporanea) il nuovo entrato tore ylwizaker dà il suo contributo fondamentale per le parti elettroniche. collaborazioni eccellenti: samoth fenriz e ishahn. voto: dovessi ascoltare il cuore darei 10 ma gli do 8,5

metamorphosis ep: con questo ep di 4 pezzi gli ulver si lanciano sempre più nell'evoluzione ispirati dai coil di cui garm è un grande fan. il primo pezzo of wolves & vibrancy è davvero danzereccio poi viene quella perla di gnosis ispirata da una poesia di rimbaud, poi limbo central che è una sorta di anteprima del seguete lp perdition city e infine of wolves and withdrawal che sfocia nel minimalismo. voto: 8

perdition city: dal mio punto di vista il capolavoro. una colonna sonora per un film interiore. un viaggio notturno in una metropoli, destini che si incrociano, neon fluorescenti. sul libretto era citata chaostrophy dei coil gruppo del quale all'epoca dell'uscita del disco non conoscevo niente. poco tempo dopo comprai stolen and contaminated songs. voto: 10

silence teaches you how to sing ep: primo degli ep a tiratura limitata basato sul silenzio. i nostri si danno al glitch e al minimalismo. questo è quello che mi piace di meno dei due. voto: 7,5

silencing the singing ep: secondo ep. questo merita alla grande. il primo pezzo  è fantastico nel suo incedere drammatico cosiccome la terza traccia not saved con quei rumori e il meraviglioso scampanio. voto: 8,5

lyckantropen ost: dalla colonna sonora immaginaria a quelle vere e proprie. la prima è per il mediometraggio svedese di steve ericsson. astratta e minimale. io la adoro. voto: 9

1993-2003 first decade in the machine: uscita un po atipica dove compare solo un pezzo degli ulver l'industriale crack bug. poi remix di pezzi del gruppo fatti da vari artisti dagli stars of the lid ai third eye fundations a merzbow. voto: 8

svidd neger ost: altra colonna sonora ottima pure questa. rispetto a lyckantropen si inseriscono qua e la elementi orchestrali. putroppo il film non l ho visto. voto: 8,5

a quick fix of melancholy ep: il suono cambia ancora. torna ad essere teatrale e sinfonico. è sicuramente affascinante quando uscii restai un po perplesso ora  l ho rivalutato un po. voto: 7,5

blood inside: secondo me è l'uscita peggiore della band (forse non l ho ascoltato a dovere). voto: 6,5

shadows of the sun: ascoltato solo due volte. alla prima mi è sembrato bellissimo alla seconda ancora di piu

WOLVES EVOLVE
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#2 Panfilo Maria Lippi

Panfilo Maria Lippi

    Classic Rocker

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Inviato 22 settembre 2007 - 18:42

Propongo il ban per chi dovesse trasformare questa discussione in una litigata tipo "è meglio il periodo metal, no è meglio il periodo elettronico" per farla poi sfociare nell'ennessima diatriba pro-metal contro-metal.
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#3 bosforo

bosforo

    无形

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Inviato 22 settembre 2007 - 19:07

Un gruppo grandioso anche se lo amo più per un disco che per la carriera.
Quel disco l'avrò già detto, è Bergtatt, che per me vale discografie intere, e dura mezzora! Si tratta per me di un disco assoluto, ed è stupefacente che un'opera così sofisticata e perfetta sia stata fatta da dei giovani.
Il successivo disco metal degli ulver, Nattens Madrigal (bello eh) non lo raggiunge per me, perché manca di quella perfezione negli arrangiamenti, di quella cura maniacale, di quel senso della sorpresa e della varietà. Tra le varie cose sono il mio gruppo black preferito, anche meglio degli Enslaved, sì!

Apprezzabilissima la svolta trip-hop/coiliana, anche se secondo me i lavori di quest'ultimo periodo erano più idee (ambiziosissime e da lodare fra l'altro) che fatti, eccetto quel gioiellino oscuro di Perdition City, davvero compiuto e ben bilanciato, mentre quel colosso di Themes for William Blake... lo trovo davvero ingenuo, anche se c'è molta sostanza.
Blood Inside passo falsissimo e l'ultimo Shadows of the Sun al primo ascolto mi ha steso dalla noia, ai successivi, pur rivalutandolo l'ho trovato assai forzato, con un cantato al limite del finto, e non del tutto riuscito, anche se certi arrangiamenti sono davvero belli.

Grande gruppo.  :o
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#4 frankie teardrop

frankie teardrop

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Inviato 22 settembre 2007 - 22:52

Io sono tra quelli che non li ama particolarmente. E, inoltre, sono tra quelli che reputa Bergtatt solo un bel disco e davvero non riesce a capire tutto l'entusiasmo che lo circonda. ::) Ci torno spesso, cercando di "comprendere", ma ne esco sempre deluso...
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#5 Life Is Insignificant

Life Is Insignificant

    Deadman

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Inviato 23 settembre 2007 - 01:06

Uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Ritengo che i due album black metal che hanno fatto siano gli album migliori che il black abbia partorito, e naturalmente adoro anche tutto il resto dell'evoluzione dei lupi.
Un gruppo unico, che ha osato quando avrebbe benissimo potuto adagiarsi sugli allori come molti altri hanno fatto, e invece questo coraggio è stato premiato. Shadows of the Sun è l'ennesimo esempio di che cosa sia in grado di partorire questa band. E' qualche giorno che lo sto ascoltando di continuo, veramente un album splendido.
Sono sempre più convinto che se davvero esiste un Dio, deve sicuramente avere le sembianze di Garm.
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#6 ReineMetal

ReineMetal

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Inviato 23 settembre 2007 - 07:25

Probabilmente se fossi un appassionato di elettronica e di trip-hop "Perdition City" mi farebbe stomacare mentre così mi garba abbastanza. Facciamo attenzione però a non valutare una band solo in base alla presunta apertura mentale che l'ha condotta a mutare radicalmente il proprio territorio musicale(se non l'approccio e il modo di far musica).Se qualsiasi band di tecno-death potesse ottenere il rispetto della critica solamente suonando ballabili folk romagnoli, allora l'avrebbero già fatto. Garm ha fatto di meglio con Borknagar e Arcturus.
=
Meglio il periodo metal. E questo non ha nulla a che fare con la diatribe pro-contro metal, nè stigmatizza la coraggiosa svolta degli Ulver: semplicemente i primi dischi sono infinitamente più importanti nella storia della musica degli anni '90 rispetto agli altri, per ovvie ragioni di influenza, spontaneità e concretezza di idee.
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#7 Guest_Julian_*

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Inviato 23 settembre 2007 - 07:37

Personalmente conosco approfonditamente solo "Bergtatt", che considero fra i miei dischi black preferitissimi in assoluto: ha atmosfere particolarissime, sfoggia abilità tecniche e compositive già inusuali, ammorbidisce l'estremismo black regalando pezzi immortali.
Proverò ad ascoltare il resto.

#8 bosforo

bosforo

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Inviato 23 settembre 2007 - 09:56

Probabilmente se fossi un appassionato di elettronica e di trip-hop "Perdition City" mi farebbe stomacare mentre così mi garba abbastanza.


Non credere, sai. PC non sarà un disco perfetto, però ha i suoi grandissimi momenti.
Concordo anche io sulla superiorità della fase metal, non perché tale, ma perché un capolavoro assoluto come Bergtatt e un discone di tutto rispetto come Nattens Madrigal si fanno sentire.

Un loro disco che ho apprezzato senza innamorarmi è stato Kveldssanger, per me un disco folk nella media, non speciale come il precedente e successivo.
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#9 stalker

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Inviato 23 settembre 2007 - 10:57

Probabilmente se fossi un appassionato di elettronica e di trip-hop "Perdition City" mi farebbe stomacare mentre così mi garba abbastanza.


io non ho capito cosa vuoi dire
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#10 Diamond_Sea

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Inviato 23 settembre 2007 - 11:17

Ho solo Bergtatt, ed e' il mio disco Black Metal preferito insieme a Nemesis Divina dei Satyricon.

Un vero capolavoro, magico e fiabesco semplicemnete unico. Riguardo la svolta verso l'elettronica sinceramente preferisco non approfondire, ora mi devo procurare Mattens Madrigal.

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#11 frankie teardrop

frankie teardrop

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Inviato 23 settembre 2007 - 11:22

In ogni caso, è venuto il momento di riascoltarsi un pò tutta la loro produzione.
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#12 Focus

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Inviato 23 settembre 2007 - 11:38

Bergtatt secondo me è il disco migliore,dal mio punto di vista lì loro sono gli Opeth del black metal,soprattutto nell'utilizzo della voce,che denuncia un loro interesse verso atmosfere di struggimento che mi ricordano quelle del gruppo svedese. Successivamente non mi hanno soddisfatto più di molto,perchè a parte Nattens madrigal (disco a sè) a livello di elettronica il rock ottiene risultati migliori.
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#13 Guest_Mr. Selfdestruct_*

Guest_Mr. Selfdestruct_*
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Inviato 23 settembre 2007 - 17:51

prima di tutto saluto il forum, mi sono iscritto da poco e questo è il mio primo post ^^

gli Ulver rientrano tra le mie band preferite, hanno avuto una carriera di alti e bassi, con album sempre diversi e forse per questo, a tratti non entusiasmanti.
Sulla trilogia black, nulla da dire, pressochè perfetta, Bergtatt è sicuramente il punto più alto della loro carriera, folk e black metal si fondono per dar vita ad un disco fondamentale per l'evoluzione del genere.
I problemi sorgono con la totale rottura di Garm con il passato, Perdition City è un bel dischetto trip hop, dal retrogusto un pò industrial e un pò jazz, ma che si perde dopo poche tracce in soluzioni piuttosto banalotte
Blood Inside è, forse, il miglior disco del secondo periodo, iniziano finalmente a sperimentare nuove soluzioni, lo stile diventa più personale e alcune canzoni meravigliose bastano a renderlo un disco quanto meno discreto, ma proprio quando sembra stiano maturando esperienza per creare qualcosa di davvero interessante, cambiano di nuovo completamente strada con Shadows of the sun, album carino, ambient tondo e caldo, con canzoni dalla struttura molto simile e con una voce di Garm molto diversa dal solito, ma che per tutta la sua durata ti da quella brutta sensazione di "già sentito mille volte"
La presenza di alcune canzoni notevoli lo salva dalla mediocrità, ma non ci siamo... il tentativo di rinnovarsi è senza dubbio ammirevole, ma penso sia inutile continuare a saltare da un genere all'altro producendo dischi acerbi e non certo entusiasmanti
continuo ad aver fiducia in Garm (che, non dimentichiamo, ha cantato anche in band molto importanti come gli Arcturus e i Borknagar), il genio non gli manca e nemmeno la bravura.
vediamo che combinerà nei prossimi dischi...

#14 ReineMetal

ReineMetal

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Inviato 23 settembre 2007 - 17:56

Bnevenuto Mr. Selfdestruct, concordo appieno con la tua analisi.
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#15 -prxs-

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Inviato 23 settembre 2007 - 22:09

Personalmente trovo il periodo delle soundtrack e del minimalismo glitch il più indovinato, di maniera, ma molto ben riuscito. Gli inizi black metal sono stati grandiosi, anche se all'epoca preferivo di gran lunga altri nomi norvegesi. "Themes" e "Perdition City" forse leggermente sopravvalutati, ma comunque interessanti. Il disco folk, il meno riuscito. 
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#16 Hypnotherapist

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Inviato 23 settembre 2007 - 22:14

ho ascoltato solo Bergtatt, ma non mi ha stupito particolarmente.
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#17 Haggard

Haggard

    mainstream Star

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Inviato 26 settembre 2007 - 16:57

Propongo il ban per chi dovesse trasformare questa discussione in una litigata tipo "è meglio il periodo metal, no è meglio il periodo elettronico" [...]


Coda di paglia? Una discussione del genere sarebbe perfettamente legittima.
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#18 Guest_telegram_*

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Inviato 26 settembre 2007 - 17:06

Apprezzo la grande apertura dimostrata dagli Ulver nel corso degli anni, tuttavia è probabile che il loro unico disco obbligatorio rimanga Bergtatt, capolavoro nonché apice del black metal per quel che mi riguarda...

Gli ultimi li trovo impacciati. Non è la loro cup of tea, è inutile. La scelta dei suoni è talvolta imbarazzante, patinata da stomacare, si sente che non c'è il background adatto alle spalle.
Mi piacerebbe tornassero a imbracciare le chitarre... 

#19 stalker

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Inviato 26 settembre 2007 - 17:19


Gli ultimi li trovo impacciati. Non è la loro cup of tea, è inutile. La scelta dei suoni è talvolta imbarazzante, patinata da stomacare, si sente che non c'è il background adatto alle spalle.
Mi piacerebbe tornassero a imbracciare le chitarre... 


un po come quell'imbecille di konofal che suona da 20 anni ma tu potresti fare meglio
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#20 Unknownpleasure

Unknownpleasure

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Inviato 26 settembre 2007 - 17:27

Apprezzo la grande apertura dimostrata dagli Ulver nel corso degli anni, tuttavia è probabile che il loro unico disco obbligatorio rimanga Bergtatt, capolavoro nonché apice del black metal per quel che mi riguarda...

Gli ultimi li trovo impacciati. Non è la loro cup of tea, è inutile. La scelta dei suoni è talvolta imbarazzante, patinata da stomacare, si sente che non c'è il background adatto alle spalle.
Mi piacerebbe tornassero a imbracciare le chitarre... 

Non sono completamente d'accordo...
BErgatt è si il loro capolavoro, ma la svolta post-Nattens Madrigal non la bollerei come inutile o impacciata: Perdition city ha qualche tratto patinato (i fiati in "lost in moments") melle sue inflenze jazz e trip-hop, ma "blood inside"?
"the marriage of heaven and hell" non lo ascolto da tanto e non saprei dire (ma ne ho un ricordo clamorosamente bello, dovrò risentirlo)...
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