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Sicko (M. Moore, 2007)


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238 replies to this topic

#1 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 25 agosto 2007 - 22:27

ho appena finito di vedere questo film.

cominciamo dai difetti, tanto per toglierci di mezzo il "dovere".
Sicko rende evidente una cosa che nel precedente film, Fahrenheit 9/11, vuoi per la carica emotiva scatenata dall'argomento trattato vuoi per la generale ammirazione suscitata dal film dopo Cannes, era rimasta nell'ombra: Moore è sicuramente un documentarista appassionato (di passione civile) e, anche quando tratta argomenti scottanti e terribili, non disdegna lo houmor ma... ecco il punto... non ama il contraddittorio... e questo, per un giornalista, è uno dei difetti più incresciosi.
in Sicko si presentano le compagnie assicurative e farmaceutiche come dei mostri rabbiosi, assetati del denaro altrui, fantomatiche Spectre guidati da uomini senza scrupolo alcuno. magari sarà anche vero o addirittura peggio, chi lo sa, e probabilmente mai e poi mai uno di quei "boss" avrebbe accettato di farsi intervistare da Moore (in effetti Moore ha avuto problemi enormi di finanziamento e di distribuzione in usa) ma nel film Moore non fa il minimo accenno al tentativo di portare anche la testimonianza di chi è "dentro" una compagnia.
anzi, lo fa... ma intervistando solo coloro che si sono "pentiti".
peccato, perché senza questa evidente mancanza intellettuale, oggi ci troveremmo a commentare uno grande capolarovo cinematografico e giornalistico.

ecco, ora veniamo ai pregi ovvero al "piacere".
l'argomento è arcinoto, non c'è bisogno di dilungarsi.
Moore mette in campo un'inchiesta da brivido, che a modo suo tenta di svelare un sistema economico, politico e sociale (quello dell'assistenza sanitaria in USA) che fa spavento, molto più di un qualunque Bin Landen.
Le storie raccontate, anche in prima persona dai protagonisti, sono vissute con grande partecipazione, con sincera devozione e durante il film non mancano momenti di vera e propria commozione.
ovviamente Moore è troppo in gamba per limitarsi a dire che negli USA, se non hai una copertura assicurativa, rischi di finire molto, ma molto male.
intelligentemente Moore evidenzia l'incredibile barbarie di un sistema sociale dal di dentro ovvero raccontando i drammi di chi la copertura assicurativa ce l'ha ma ai quali, per motivi incredibili e capziosi, le compagnie negano qualsiasi assistenza "al momento giusto".
non vi racconto come, ovviamente, andate a vedere il film e rimarrete di sasso.
inoltre, Moore compie una vera e propria impresa; quella che probabilmente gli ha causato tutti i problemi di distribuzione: prende una manciata di queste "vittime" (tra cui alcuni eroi VVF protagonisti dell'11/09) e li porta a curare, prima a Guantanamo (dove non li fanno nemmeno avvicinare), poi direttamente a L'Avana... L'Avana??... Sì, direttamente tra le fauci del demonio... e indovinate cosa succede?
ovviamente non vi dico nemmeno questo ma sappiate che l'emozione suscitata dall'incontro tra questi americani, gente che pagava le tasse, gente che accudiva una famiglia, gente che pagava un premio assicurativo, gente che s'è rovinata la vita per portare soccorso a Ground Zero, sbattutti in mezzo a una strada nel loro Paese, con i "nemici" cubani è da grande cinema.
dopo la visione del film, con tutti i suoi difetti, ti rimane l'amaro in bocca per quanta ignobile perfidia vi sia negli uomini che lottano per conservare ad ogni costo il loro potere... uomini senza scrupolo, sì... sarebbe stato bello ascoltare anche le loro parole.
il film supera abbondantemente la sufficienza e, grazie a quei momenti così emozionanti, merita sicuramente un bel 7,5/10.

vedevetevel... vedelet... vedoletel... uffa... andate a vederlo!
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#2 juL fu Sig.M.

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Inviato 26 agosto 2007 - 08:33

Mi ha fatto morire quando parla della Francia... se lo sente Ferrara... asd

A me è piaciuto, Moore non è un giornalista e i suoi docufilm sono palesemente faziosissimi (dove è il problema?), questa volta mi ha emozionato più del solito.
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#3 Guest_runciter_*

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Inviato 26 agosto 2007 - 09:27

anche quando tratta argomenti scottanti e terribili, non disdegna lo houmor ma... ecco il punto... non ama il contraddittorio... e questo, per un giornalista, è uno dei difetti più incresciosi.


a me pare che quello della necessità del "contraddittorio" nelle inchieste giornalistiche o nei documentari sia un principio neo-berlusconiano di recente invezione, ma forse sbaglio.

#4 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 26 agosto 2007 - 09:38

..., ma forse sbaglio.


sì, sbagli
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#5 Guest_runciter_*

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Inviato 26 agosto 2007 - 09:57

finché mi parli di scarsa serietà o di mancanza di obiettività posso seguirti senza problemi, ma quando vedo che definisci formalmente il difetto del film (che non ho visto) come "assenza di contraddittorio", l'accusa più usata dai berluscoidi quando vedono messe in piazza certe cosine, e che certe volte ha portato anche a forme di censura "mascherata", allora comincio a preoccuparmi un po'.

e non penso di sbagliare quando dico che questo preciso modo di criticare un'inchiesta o un documentario è piuttosto recente, coetaneo della signorina "par condicio".

[edit] ammazza quanto rompo er ca**o  O_O

#6 Notker

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Inviato 26 agosto 2007 - 10:39

finché mi parli di scarsa serietà o di mancanza di obiettività posso seguirti senza problemi, ma quando vedo che definisci formalmente il difetto del film (che non ho visto) come "assenza di contraddittorio", l'accusa più usata dai berluscoidi quando vedono messe in piazza certe cosine, e che certe volte ha portato anche a forme di censura "mascherata", allora comincio a preoccuparmi un po'.


come ho scritto, il film mi è piaciuto parecchio e mi ha anche emozionato (vedi voto).
ho peraltro scritto che sarebbe stato "un capolavoro" se Moore avesse incluso per completezza d'informazione anche la posizione delle compagnie assicurative.
se tiri in mezzo Berlusconi solo perchè entrambi abbiamo usato l'espressione "assenza di contraddittorio" vuol dire che il tuo intervento è solo capzioso. i contesti nei quali è stata usata quell'espressione sono totalmente differenti.
e poi è proprio Berlusconi a non amare il contraddittorio (vedi i suoi vari "proclami").

[edit] ammazza quanto rompo er ca**o  O_O


te la canti e te la suoni, eh... ;D
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#7 Guest_runciter_*

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Inviato 26 agosto 2007 - 11:26

se tiri in mezzo Berlusconi solo perchè entrambi abbiamo usato l'espressione "assenza di contraddittorio" vuol dire che il tuo intervento è solo capzioso. i contesti nei quali è stata usata quell'espressione sono totalmente differenti.


che a te sembri capziosità ci può anche stare, questione di punti di vista, non capisco però come fai a dire che i contesti sono totalmente differenti, quando l'accusa di "assenza di contraddittorio" è stata lanciata proprio nei confronti di inchieste giornalistiche o programmi televisivi in cui i rapporti di forza erano praticamente gli stessi (programmi che magari poi sono spariti dal palinsesto).

e comunque le parole sono importanti!

#8 Brucaliffa

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Inviato 26 agosto 2007 - 12:31

Io non l'ho ancora visto, però in generale penso che il contraddittorio sia una cosa sana perché facendo sentire il punto di vista di tutte le parti in causa (che comunque può essere benissimo manipolato a sua volta) rende più completa e credibile la ricerca delle verità che costituiscono il cuore di un problema, anche a scapito della forza del messaggio che si vuole mandare, specie se le verità che emergono sono in contrasto tra loro e inducono lo spettatore a formulare una propria opinione personale, che magari per tenere conto degli elementi contrastanti in gioco diventa complessa. Ma Moore cerca soprattutto di suscitare una reazione emotiva davanti a un problema politico o sociale, perché così facendo solleva quel giusto grado di indignazione e di rabbia che spinge anche gli spettatori più qualunquisti a prendere una posizione. In questo comunque trovo che non ci sia nulla di male, visto che per ora mi pare che Michael Moore abbia attirato l'attenzione solo su tematiche degne di una campagna di sensibilizzazione.
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#9 Notker

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Inviato 26 agosto 2007 - 14:39

Ma Moore cerca soprattutto di suscitare una reazione emotiva davanti a un problema politico o sociale, perché così facendo solleva quel giusto grado di indignazione e di rabbia che spinge anche gli spettatori più qualunquisti a prendere una posizione.


si certo, una posizione... ma così facendo, grazie al suo stile di indubbio successo, sembra che egli voglia "guidare" la spettatore qualunquista di cui parli a una determinata posizione.
vabè, ora però non fatemi passare per un detrattore di Moore... ce l'ho anche nell'avatar...

In questo comunque trovo che non ci sia nulla di male, visto che per ora mi pare che Michael Moore abbia attirato l'attenzione solo su tematiche degne di una campagna di sensibilizzazione.


in effetti negli USA non si assiste a una grande manifestazione di massa (così come siamo abituati noi in Europa) dai tempi di Martin Luther King.
gli americani si mettono lì, a girare in tondo con i cartelli in mano, sperando di smuovere la coscienza di qualche passante... mah... tutto un altro stile il nostro...
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
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#10 juL fu Sig.M.

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Inviato 27 agosto 2007 - 08:39

Il film di Moore rappresenta il punto di vista di Moore....e sarebbe così anche se chiamasse a testimoniare le compagnie assicurative, comunque il montaggio di quelle ipotetiche interviste l'avrebbe in mano lui, i tagli li deciderebbe lui ecc...ecc...

Personalmente prefrisco il Moore più chiaramente fazioso di 9/11 e di Sicko che il Moore subdolo e manipolatore del primo BFC.
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#11 Brucaliffa

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Inviato 27 agosto 2007 - 10:21

Dopo averlo visto penso che in questo caso non ci fosse bisogno di un contraddittorio, perché la scelta è quella di mostrare l'indiscutibile sofferenza umana delle persone che vengono abbandonate dalle loro compagnie assicurative nel momento del bisogno, e credo che ci sia poco da contraddire. Il film vuole convincere gli americani della bontà del sistema sanitario pubblico, e per farlo arriva anche a dipingere in maniera rosea certe realtà, come quella europea, che certo non possono essere semplificate così, facendo vedere solo gli aspetti positivi, ma credo che lo scopo di questa propaganda sia comunque nobile. Del resto, anche la bontà di un sistema sanitario affidato a compagnie private profit oriented è sostenuto da una propaganda ideologica antisocialista (ma è vero quel filmato di campagna sociale reaganiano contro la sanità pubblica??), quindi il terreno non era certo vergine.
Quello che manca davvero a questo documentario, molto toccante e anche ironico ed entertaining, nel classico stile di Moore, secondo me è l'opinione degli americani comuni sul proprio sistema sanitario, anche di quelli non malati, per allontanarsi un attimo dal dramma di chi vive in prima persona il tragico abbandono del sistema nel momento del bisogno, e scoprire cosa pensano gli americani in generale della sanità, del perché non deve essere pubblica, del perché preferiscono (e se lo preferiscono davvero) non pagare lo Stato per occuparsi della salute dei cittadini, ecc. Così però sarebbe stato un film per noi, per farci conoscere la percezione e la sensibilità degli americani sul tema della sanità, del pubblico vs privato ecc. Invece questo film è per gli americani, è un film militante, per convincerli della bontà di un sistema sanitario diverso dal loro, quindi va bene così.
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#12 Nekokuma

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Inviato 27 agosto 2007 - 10:59

Dopo averlo visto penso che in questo caso non ci fosse bisogno di un contraddittorio, perché la scelta è quella di mostrare l'indiscutibile sofferenza umana delle persone che vengono abbandonate dalle loro compagnie assicurative nel momento del bisogno, e credo che ci sia poco da contraddire.


Questo secondo me è il punto fondamentale, contraddittorio o no il sistema sanitario americano alcune persone le ha lasciate e le lascia morire, e sinceramente qualsiasi tipo di giustificazione da parte di esponenti delle compagnie assicurative non sarebbe stata per me sufficiente, che cosa puoi dire in questi casi. Vero anche che la situazione europea è dipinta in maniera troppo rosea, però secondo me il principio di base sul quale insiste tutto il film, quello in Europa c'è. Sono esagerati tutti gli aspetti di operatività di questo sistema che nel film sembra rasentino la perfezione, non si fa mai la fila, gli ospedali sono tutti meravigliosi anche esteticamente etc, ma questo rispetto al fatto che in Europa non ti lasciano morire come un cane mi sembra secondario, questa è la verità. Ed è molto importante secondo me che Moore sottolinei il fatto che la scelta e il gradimento da parte degli Americani del sistema sanitario privato è troppo condizionata da malainformazione e soprattutto da una propaganda menzognera che dura da più di mezzo secolo; aggiungeteci il fatto che in America, sempre per via dei soldi da sborsare, diventare una persona istruita non è la cosa più facile del mondo, aggiungeteci che, come diceva quel vecchio inglese nel film, il popolo americano ha paura di troppe cose, cosa che gli impedisce di "insorgere" in un qualsivoglia modo, insomma a me Sicko sembra che spazi dal problema particolare della malasanità a quello più generale delle scelte controllate e del potere della cultura e dell'informazione, così come faceva anche Bowling for Columbine, schierandosi dalla parte dei diritti delle persone da un lato, e della libertà dall'altro. E anche se lo volete chiamare manipolatore, siccome sono d'accordo con le cose verso cui vuole manipolare mi piace lo stesso.
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#13 juL fu Sig.M.

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Inviato 27 agosto 2007 - 12:05

così come faceva anche Bowling for Columbine,


In BFC però distorceva anche il pensiero degli intervistati (che erano di entrambe le parti in causa, molto più che in SickO) tanto che dopo sono fioriti siti che smascheravano le "malzie" e sono fioccate denunce.

Io lo preferisco più apertamente schierato e senza contraddittorio per forza, quello intendevo.
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#14 Nekokuma

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Inviato 27 agosto 2007 - 12:07

Sì anche io comunque, apertamente schierato e quando parla di diritti civili piuttosto che di politica tipo Farenheit.
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#15 Notker

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Inviato 27 agosto 2007 - 12:19

ma introdurre un contradditorio non equivale per forza a scegliere di "non schierarsi", non di certo per uno come Moore.
semplicemente avrebbe, secondo me, fornito un quadro più esauriente dal punto di vista dell'informazione; non sono convinto che il pathos ne avrebbe sofferto... anzi.
tanto è vero che Moore, come ho scritto a inizio thread, non si sofferma sul fatto che in America se non hai soldi non fai molta strada: questo lo sanno tutti, è banale.
Moore evidenza che, al di là della bontà della scelta operata da Nixon nel 71, è proprio il sistema così com'è a fare acqua da tutte le parti ovvero a permettere che l'assistenza sanitaria venga addirittura negata a chi una polizza ce l'ha, solo per far quadrare i bilanci societari.
infatti, in Bowling for Columbine il momento più terribile, dal punto di vista narrativo, è proprio il confronto con Charlton Heston, ovvero la controparte più rappresentativa nel dramma narrato. altro che contraddittorio... terribile.

inoltre, il voler far passare che Canada, Francia e Inghilterra sono una specie di paradiso mentre gli USA sono l'inferno, secondo me, non è il massimo dell'onestà intellettuale.
ma Moore è Moore e se così non fosse oggi staremmo discutendo di un altro documentario, magari meno bello.
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#16 juL fu Sig.M.

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Inviato 27 agosto 2007 - 12:34

infatti, in Bowling for Columbine il momento più terribile, dal punto di vista narrativo, è proprio il confronto con Charlton Heston, ovvero la controparte più rappresentativa nel dramma narrato. altro che contraddittorio... terribile.


Purtroppo qull'effetto era figlio di faziosità talmente gravi da far passare quasi Heston dalla parte della ragione, il che è tutto dire.

Informati online.
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#17 Notker

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Inviato 27 agosto 2007 - 12:40

infatti, in Bowling for Columbine il momento più terribile, dal punto di vista narrativo, è proprio il confronto con Charlton Heston, ovvero la controparte più rappresentativa nel dramma narrato. altro che contraddittorio... terribile.


Purtroppo qull'effetto era figlio di faziosità talmente gravi da far passare quasi Heston dalla parte della ragione, il che è tutto dire.


cioé?

Informati online.


eh, informami
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#18 Homer

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Inviato 27 agosto 2007 - 14:55

non ama il contraddittorio


Lui stesso ha parlato di questa mancanza nel suo lavoro perchè ha voluto dare voce a quelle persone che non hanno alcun spazio tra i media americani, mostrando insomma l'altro lato della medaglia e non so quello che mostrano i telegiornali o la stampa nel suo paese.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#19 Notker

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Inviato 27 agosto 2007 - 15:26

ecco alcune dichiarazioni di Moore, riportate su My Movies:

Non sarei dovuto essere qui oggi.
Dovevo andare in Bosnia, dove il mio film chiuderà il Festival del Cinema di Sarajevo. Poi mi sono chiesto, ma l'Italia non è vicina alla Bosnia? E questo vi dice tutto su quali siano le conoscenze geografiche di noi americani. La verità è che amo molto questo paese, tra l'altro in Italia - oltre che in Giappone - Fahrenheit 9/11 ha registrato il miglior incasso al botteghino ed essere qui è per me un onore. Ringrazio anche il Ministro della Salute per essere venuta oggi.

Penso che l'umorismo sia necessario nei tempi bui in cui viviamo, e credo che ridere aiuti anche ad ammalarsi di meno. Nel film esploro il sistema sanitario di paesi come il Canada, la Gran Bretagna e la Francia, che è al primo posto della lista stilata dall'OMS. Un motivo di ciò è il fatto che i francesi lavorano meno, hanno dieci settimane di ferie l'anno pagate, contro le due - e non necessariamente pagate - dei lavoratori americani. Nonostante ciò sono più produttivi proprio perché si ammalano di meno. Ma sono stanco di dire che l'Italia è al secondo posto di questa lista, voi potete battere la Francia, l'avete già fatto ai mondiali. Credo che si possa fare molto qui, ma film come il mio sono necessari per aprire gli occhi alla gente. Credo ad esempio che l'umorismo utilizzato da Sabina Guzzanti nel suo film (Viva Zapatero!, Ndr) sia un ottimo esempio di come si possa parlare di politica in maniera divertente. Quando l'ho visto ho pensato che avevo scoperto di avere una sorella, benché completamente sconosciuta, in un altro paese.

Vi potrà sembrare strano, visto che gli Stati Uniti d'America sono considerati il paese più ricco del mondo. Noi abbiamo dottori preparati, i migliori macchinari e inventiamo tanti farmaci. ? vero. Purtroppo però ci sono 50 milioni di persone che non possono accedere a tanto benessere solo perché non ne hanno la possibilità economica, e questo è un crimine! Gli altri 250 milioni di americani che hanno l'assicurazione devono comunque pagare perché il sistema sanitario non copre tutte le spese mediche. Succede sempre più spesso che le persone si ritrovino senza casa perché l'ospedale le ha prese come pegno per le spese. Datemi un esempio, uno solo, di un italiano che è andato in bancarotta per non essere riuscito a pagare i conti dell'ospedale. ? ovvio che tutti i sistemi sanitari abbiano dei problemi e che la gente si lamenti, ma almeno voi ce l'avete un sistema sanitario, noi no. I vostri problemi impallidiscono di fronte ai nostri. La verità è che il vostro sistema sanitario è sottofinanziato. Sarebbe necessario alzare i fondi per la sanità invece di metterli a disposizione degli Stati Uniti per allearsi in guerre illegali.


in merito al discorso fatto da me sull'"assenza di contraddittorio", che a molti non è piaciuto, scopro con piacere di non essere il solo a pensarla così; ecco cosa scrive My Movies:

Moore però mostra, ancora più che nei film precedenti, i suoi punti deboli. Non ama il contraddittorio se non per metterlo in ridicolo e in questa occasione ha deciso di escluderlo totalmente. Nessun dirigente delle Società di assicurazione compare nel documentario. Ciò che poi più colpisce è l'immagine da Alice nel Paese delle Meraviglie che ci propone delle società canadese, inglese e, in particolare, francese. In quei mondi tutto sembra essere perfetto e idilliaco in materia di assistenza medica. Sappiamo bene che non è così ma Moore non sa resistere alla tentazione di idealizzare rischiando così in realtà di indebolire un j'accuse assolutamente fondato.

porca pupazza, sembra quasi copiato...
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#20 Homer

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Inviato 27 agosto 2007 - 21:29

Il fatto è che la critica che riporta MyMovies (la mancanza di contradditorio) in realtà è stata una scelta consapevole (come si può leggere nel mio precedente intervento) da parte di Moore. Più o meno condivisibile; io non ho ancora visto il film, ma è una cosa su cui in generale non concordo molto (d'altronde era un difetto anche del precedente Fahrenheit 9/11).
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"





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