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Le vite degli altri


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115 replies to this topic

#21 corey

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:13


Abbastanza distaccata? Mmmmm, non mi pare proprio, tutti i momenti della trasformazione sono mostrati puntualmente, penso soprattutto alle espressioni assorte e partecipatissime di Wiesler ripreso mentre è abbandonato sulla sedia in piena trance affettiva: questo sarebbe mostrare con distacco? 


Non se sia mostrare un distacco, e non so nemmeno se "mostrare distacco" sia un valore aggiuntivo assoluto in un film. A me è parsa semplicemente un'ottima messa in scena priva di qualsiasi retorica. Anzi, aggiungo che non vedevo un tratteggio così sottile e delicato di un personaggio da parecchio.



Questione soggettive: la sequenza iniziale a teatro come sarebbe articolata
dunque? A me pare che nell'assegnare con forza (addirittura il binocolo!) la titolarità dello sguardo a Wiesler imbastisca già il tema portante del film.


E se anche fosse? Dove sta il problema?


Nel fatto che non hai seguito attentamente il thread
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#22 Guest_Mia_*

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:16

Tutti i personaggi sono memorabili, è vero. Come stereotipi. C'è l'intellettuale blandito dal sistema, il funzionario avido e lussurioso, lo scrittore dissidente, il maresciallo ottuso, l'attrice psicolabile, il funzionario integerrimo che perde  progressivamente le certezze... Una galleria degli orrori, insomma. Sulle prestazioni attoriali non mette conto pronunciarsi, sono tremendamente accademiche. Mi riesce impossibile prestare anche una minima parte del mio sentire a corpi che declinano il manuale della recitazione. In questo senso, quella sfoggiata da Ulrich Muhe più che una metamorfosi da grande attore è la definizione manualistica della metamorfosi da grande attore. Una caricatura, in una parola.


Questa no. No davvero. Accademia, caricature? Ma che film hai visto?  :D


#23 Guest_Mia_*

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:18

Premesso che le opinioni sono soggettive e sacre, francamente credo che, nonostante tu abbia argomentato in modo serio ed articolato le tue convinzioni, stia sostanzialmente esercitandoti su come smontare pezzo pezzo un bel film. ;)

#24 corey

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:18

Tutti i personaggi sono memorabili, è vero. Come stereotipi. C'è l'intellettuale blandito dal sistema, il funzionario avido e lussurioso, lo scrittore dissidente, il maresciallo ottuso, l'attrice psicolabile, il funzionario integerrimo che perde  progressivamente le certezze... Una galleria degli orrori, insomma. Sulle prestazioni attoriali non mette conto pronunciarsi, sono tremendamente accademiche. Mi riesce impossibile prestare anche una minima parte del mio sentire a corpi che declinano il manuale della recitazione. In questo senso, quella sfoggiata da Ulrich Muhe più che una metamorfosi da grande attore è la definizione manualistica della metamorfosi da grande attore. Una caricatura, in una parola.


Questa no. No davvero. Accademia, caricature? Ma che film hai visto?  :D


C'era una tale che faceva osservazioni imbarazzanti...

Dai, non ti intesire, la pensiamo diversamente, tutto qui.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#25 Guest_Mia_*

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:20

Non mi sono intesita. Non le vedi le faccine?

#26 corey

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Inviato 13 aprile 2007 - 11:21

Premesso che le opinioni sono soggettive e sacre, francamente credo che, nonostante tu abbia argomentato in modo serio ed articolato le tue convinzioni, stia sostanzialmente esercitandoti su come smontare pezzo pezzo un bel film. ;)


Anche se così fosse non ci vedo niente di male, resta il fatto che per me 'sto film resta irricevibile.

Proprio perché le vedo l'ho detto.
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#27 satyajit

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Inviato 13 aprile 2007 - 16:58


Ho usato l'espressione "personaggio chiave" anziché "protagonista" proprio per evitare la confusione dei ruoli, mi sembrava evidente. Ora, che il personaggio dello spione non sia una rappresentazione dello spettatore sono felice di non essere io a doverlo sostenere. Che cosa sarebbe se non una figurativizzazione del nostro ruolo di ascoltatori/osservatori nell'ombra?
Il che tra l'altro non mi pare esente da un retrogusto moralistico difficilmente tollerabile (condanna del voyeurismo e via indignando). Il suo personaggio convoca e colloca i nostri affetti in una posizione precisa e iperdefinita, predisponendo una trasformazione dal cinismo alla "bontà" (ma ai miei occhi non è altro che buonismo) attraverso l'ingresso del grigio burocrate di partito nelvariopinto universo dell'Arte e dell'Umanità (ce l'hai fatta a sopportare la lettura interiore di Brecht senza avere un'emorragia nasale?). Leggermente umano dici? La scena dell'ascensore non grida forse venedetta tanto è grossolana nel mostrarci la trasformazione del personaggio? E la sequenza della prostituta, in cui lui implora un po' di compagnia gratuita e disinteressata? E questa non sarebbe retorica?


I personaggi principali del film sono due, non uno. La spia e lo scrittore. Non è detto da nessuna che lo spettatore debba identificarsi con la spia che prende coscienza e non con lo scrittore che denuncia la situazione o viceversa. Trattandosi di due personaggi che si trovano a remare nella stessa direzione, ognuno è indispensabile all'altro ed entrambi a un discorso collettivo che sfocia in una denuncia sociale, non nell'identificazione coi personaggi. E?? un film politico, prima che introspettivo.

Il voyerismo è visto come uno strumento in grado sia di distruggere una persona che di salvarla. Alla fine la spia si trasforma in complice ed è dunque il secondo aspetto che prevale.

Quello del ruolo dell'arte è senz'altro uno dei molti temi toccati dal film ("il peggior marxista è lo scrittore"), ma a mio parere la spia tenta di salvare la persona, non l'artista.

SPOILER
Il film poi non è affatto buonista, poichè Weiser comportandosi da "buono" finisce a imbustare le lettere, e anche quando la Ddr cade, lui continua a fare il postino, salvo avere la magra consolazione della dedica sul libro. Un film buonista gli avrebbe fatto fare carriera e avrebbe punito gli altri dirigenti del partito.
FINE SPOILER

Le citazioni testuali non le ho trovate pesanti, francamente, anche perchè sono pochissime su 2h20' di film. La scena dell'ascensore secondo me non è malaccio, ma capisco che effettivamente presta il fianco alle critiche.



Abbastanza distaccata? Mmmmm, non mi pare proprio, tutti i momenti della trasformazione sono mostrati puntualmente, penso soprattutto alle espressioni assorte e partecipatissime di Wiesler ripreso mentre è abbandonato sulla sedia in piena trance affettiva: questo sarebbe mostrare con distacco? Forse von Donnersmarck è il nuovo Haneke e non me ne sono accorto. Questione soggettive: la sequenza iniziale a teatro come sarebbe articolata dunque? A me pare che nell'assegnare con forza (addirittura il binocolo!) la titolarità dello sguardo a Wiesler imbastisca già il tema portante del film.


Spesso l'attore è anche inquadrato di spalle, ad esempio.
A teatro le soggettive degli unici personaggi che sono stati introdotti finora (sai che scelta di punto di vista...) si alternano ai piani medi con cui è ripreso lo spettacolo, come se fosse osservato da uno spettatore qualsiasi in platea.
Le soggettive non sono assolutamente un mezzo prioritario del regista. Quella dallo spioncino della vicina è proprio la tipica inquadratura che userebbe il 99,9% dei registi. Non vedo poi come possa essere interpretata come una scelta atta a rimarcare un particolare punto di vista, quando la vicina è un personaggio assolutamente trascurabile nell'economia del film.



La regia è perennemente in atto di sottolineare, commentare e intensificare, anche quando sembra non farlo: pensa a tutti gli sguardi (forse non sono soggettive?) verso la soglia di legno sotto la quale è nascosta la colibrì.Pensa alle inquadrature simmetriche che raffigurano il personaggio di Dreyman prima e di  Wiesler poi schiacciarsi contro la parete dell'ingresso per nascondersi al personaggio che sta entrando in casa. Pensa al momento in cui la vicina di casa osserva dallo spioncino (anche questa non sarebbe una soggettiva?) l'entrata della Stasi nella casa di Dreiman per metterlo sotto sorveglianza. Oppure pensa alla sequenza in cui il rapporto di Udo sul precipitoso ritorno a casa di Christa-Maria viene "illustrato" dalle immagini. Forse anche queste sono finezze di regia...



Ah beh, in effetti ogni tanto l'autore tende ad intensificare l'aspetto thriller, salvo poi smorzarlo immediatamente dopo. Ma non mi sembra che il regista spinga sul patetico, altrimenti

SPOILER

si sarebbe soffermato cinque minuti sul primo funerale e altrettanti sul secondo. Invece ci ha mostrato fugacemente il primo per parlare d'altro e ha saltato a piè pari il secondo. Questo basterebbe a proscioglierlo dall'accusa di ruffianeria.

FINE SPOILER



Tutti i personaggi sono memorabili, è vero. Come stereotipi. C'è l'intellettuale blandito dal sistema, il funzionario avido e lussurioso, lo scrittore dissidente, il maresciallo ottuso, l'attrice psicolabile, il funzionario integerrimo che perde  progressivamente le certezze... Una galleria degli orrori, insomma. Sulle prestazioni attoriali non mette conto pronunciarsi, sono tremendamente accademiche. Mi riesce impossibile prestare anche una minima parte del mio sentire a corpi che declinano il manuale della recitazione. In questo senso, quella sfoggiata da Ulrich Muhe più che una metamorfosi da grande attore è la definizione manualistica della metamorfosi da grande attore. Una caricatura, in una parola.


Se un personaggio si trasforma non è già più una caricatura. Qui i due personagg i principali sono a tutto tondo e anche quello del'attrice non è affatto banale, per quanto non mi abbia convinto appieno. Sugli altri si poteva lavorare di più, sono d'accordo. Ma già hai fatto fatica a reggere le 2h'20, figuramoci se fosse durato tre ore...

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#28 satyajit

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Inviato 13 aprile 2007 - 17:13


Maria-Christa se ne accorge eccome che il suo rieducatore è quello che ha già incontrato al bar e definito "un uomo buono". Entrambi sanno che sono impossibilitati a comportarsi altrimenti e che l'unica chance che hanno per sfangarla è quella di far finta di non conoscersi e fare ciò che quelli dietro lo specchio considerano il loro dovere. Lo "spessore" della scena risiede proprio in questa doppiezza che dovrebbe farci sentire in possesso di un sapere e di una complessità psicologica dolorosa e entusiasmante allo stesso tempo. Altro trucchetto da due soldi.


SPOILER
Uno spettatore attento e sgamato si aspetterebbe una scena simile (tipico espediente da cinema americano) dopo aver assistito alla sequenza del bar. E la scena in effetti arriva. La complessità delle due psicologie si risolve nella fiducia che l'una ripone nell'altro, che le ricorda che deve essere sincera davanti al suo pubblico.
Agli aspetti che hai sottolineato tu bisogna aggiungere il fatto che lei è un'attrice. Pertanto subentra una riflessione sul rapporto tra verità e menzogna tipico del teatro (e del cinema). All'interrogatorio recitano entrambi ma ognuno ha in testa qualcosa di diverso.
Quando tornano a casa lei continua a recitare, ma il distacco non regge di fronte al tradimento nei confronti del compagno.
La spia invece porta a compimento la propria messinscena, ma poichè gli altri protagonisti sono ignari non solo del disegno generale, ma anche del fatto che la spia reciti un ruolo diverso dagli altri agenti della Stasi, queste incomprensioni avranno un esito tragico.
A livello metatestuale, è probabile che questa scena sia una rifelssione sul sistema orwelliano che reggeva la Ddr. E non è da escludersi che ci siano anche altri piani di lettura. Geniale.
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#29 Tom

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Inviato 13 aprile 2007 - 18:30

Quoto in toto Corey, che ha detto tutto quello che avrei voluto dire io.

E' un film che fino a 15 anni fa non avrebbe cagato nessuno, ma oggi, alla luce di un spaventoso calo della media dei film, può in effetti essere scambiato per un gran film.
A mio parere è solo un buon robusto film di denuncia come se ne facevano una volta, ma del tutto privo di quella finezza e di quella ambiguità che trovo indispensabili per parlare d'arte.

Tempo due o tre anni e non se lo ricorderà più nessuno. 
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#30 Guest_Mia_*

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Inviato 13 aprile 2007 - 18:36



SPOILER
Il film poi non è affatto buonista, poichè Weiser comportandosi da "buono" finisce a imbustare le lettere, e anche quando la Ddr cade, lui continua a fare il postino, salvo avere la magra consolazione della dedica sul libro. Un film buonista gli avrebbe fatto fare carriera e avrebbe punito gli altri dirigenti del partito.
FINE SPOILER

Spesso l'attore è anche inquadrato di spalle, ad esempio.
A teatro le soggettive degli unici personaggi che sono stati introdotti finora (sai che scelta di punto di vista...) si alternano ai piani medi con cui è ripreso lo spettacolo, come se fosse osservato da uno spettatore qualsiasi in platea.
Le soggettive non sono assolutamente un mezzo prioritario del regista. Quella dallo spioncino della vicina è proprio la tipica inquadratura che userebbe il 99,9% dei registi. Non vedo poi come possa essere interpretata come una scelta atta a rimarcare un particolare punto di vista, quando la vicina è un personaggio assolutamente trascurabile nell'economia del film.


Quoto parola per parola.

#31 satyajit

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Inviato 13 aprile 2007 - 18:45

Quoto in toto Corey, che ha detto tutto quello che avrei voluto dire io.

E' un film che fino a 15 anni fa non avrebbe cagato nessuno, ma oggi, alla luce di un spaventoso calo della media dei film, può in effetti essere scambiato per un gran film.
A mio parere è solo un buon robusto film di denuncia come se ne facevano una volta, ma del tutto privo di quella finezza e di quella ambiguità che trovo indispensabili per parlare d'arte.

Tempo due o tre anni e non se lo ricorderà più nessuno. 


Quindici anni fa avrebbe fatto un terremoto!
Io scommetto che rimarrà. E spero che Donnersmarck confermi le sue qualità (si consideri che è un'opera prima), soprattutto come sceneggiatore.
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#32 corey

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Inviato 13 aprile 2007 - 19:39


I personaggi principali del film sono due, non uno. La spia e lo scrittore. Non è detto da nessuna che lo spettatore debba identificarsi con la spia che prende coscienza e non con lo scrittore che denuncia la situazione o viceversa. Trattandosi di due personaggi che si trovano a remare nella stessa direzione, ognuno è indispensabile all'altro ed entrambi a un discorso collettivo che sfocia in una denuncia sociale, non nell'identificazione coi personaggi. E?? un film politico, prima che introspettivo.



Hai bisogno di un'insegna luminosa per capire che il film posiziona lo spettatore in un dato modo? Ora, qualsiasi figura testuale presenti i tratti marcati della ricezione è per vocazione una figura che rappresenta lo spettatore. In questo caso poi i tratti sono iperbolici, nel senso che lo spione acquisisce delle informazioni in una condizione di submotricità e iperpercettività. In una stanza in penombra. Ti ricorda qualcosa? Lo scrittore è soltanto una sponda per il dissidio interiore di Wiesler, almeno per larghissima parte del film, sicché, pur rivestendo una certa importanza, non è costruito dal testo come centro identificatorio forte. All'osservazione film politico/fim introspettivo preferirei non rispondere, mi sgomenta.


Il voyerismo è visto come uno strumento in grado sia di distruggere una persona che di salvarla. Alla fine la spia si trasforma in complice ed è dunque il secondo aspetto che prevale.


Facendo riferimento al voyeurismo non mi riferivo affatto all'attività spionistica di Weiser (non avrei usato quell'espressione), ma al rispecchiamento che lo spettatore vive nella figura di Weiser. Detto più chiaramente, il fatto di osservare qualcuno che spia genera una piccola deriva di sguardi suscettibile di far interrogare lo spettatore sulla sua condizione di voyeur per definizione. Di qui la serie di considerazioni derivate sulla moralità della visione, sulla responsabilità dello spettatore e così via. Fuffa.


Quello del ruolo dell'arte è senz'altro uno dei molti temi toccati dal film ("il peggior marxista è lo scrittore"), ma a mio parere la spia tenta di salvare la persona, non l'artista.


Provo forti difficoltà a replicare anche a questa osservazione sulle due nature (la persona e l'artista) nello stesso uomo. Un po' come di fronte alla lettura interiore di Brecht.


SPOILER
Il film poi non è affatto buonista, poichè Weiser comportandosi da "buono" finisce a imbustare le lettere, e anche quando la Ddr cade, lui continua a fare il postino, salvo avere la magra consolazione della dedica sul libro. Un film buonista gli avrebbe fatto fare carriera e avrebbe punito gli altri dirigenti del partito.
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Guarda, un finale del genere non sarebbe stato affatto buonista ma sottilmente sarcastico. Soprattutto se le punizioni fossero state cazzutissime: lampo di zolfo e finalone cinico. Purtroppo è fantasia e il film resta quello che è, un inutile sciupio di fotogrammi.

Le citazioni testuali non le ho trovate pesanti, francamente, anche perchè sono pochissime su 2h20' di film. La scena dell'ascensore secondo me non è malaccio, ma capisco che effettivamente presta il fianco alle critiche.


No, vabbè se dici che la scena dell'ascensore non è malaccio ci rinuncio. Ok, butto la spugna, hai ragione tu, non ho capito una cippa del film.

La sola autentica consolazione è la solidarietà di Tom, forumista di cui apprezzo moltissimo gusti e modi. Vale molto più di un plotone di aggressori.
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#33 satyajit

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Inviato 14 aprile 2007 - 09:27

Hai bisogno di un'insegna luminosa per capire che il film posiziona lo spettatore in un dato modo? Ora, qualsiasi figura testuale presenti i tratti marcati della ricezione è per vocazione una figura che rappresenta lo spettatore. In questo caso poi i tratti sono iperbolici, nel senso che lo spione acquisisce delle informazioni in una condizione di submotricità e iperpercettività. In una stanza in penombra. Ti ricorda qualcosa? Lo scrittore è soltanto una sponda per il dissidio interiore di Wiesler, almeno per larghissima parte del film, sicché, pur rivestendo una certa importanza, non è costruito dal testo come centro identificatorio forte. All'osservazione film politico/fim introspettivo preferirei non rispondere, mi sgomenta.


Facendo riferimento al voyeurismo non mi riferivo affatto all'attività spionistica di Weiser (non avrei usato quell'espressione), ma al rispecchiamento che lo spettatore vive nella figura di Weiser. Detto più chiaramente, il fatto di osservare qualcuno che spia genera una piccola deriva di sguardi suscettibile di far interrogare lo spettatore sulla sua condizione di voyeur per definizione. Di qui la serie di considerazioni derivate sulla moralità della visione, sulla responsabilità dello spettatore e così via. Fuffa.


Diciamo che su questi punti mi hai abbastanza convinto. Abbastanza. Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.

Provo forti difficoltà a replicare anche a questa osservazione sulle due nature (la persona e l'artista) nello stesso uomo.



Provo a spiegarmi meglio, perchè in effetti su questo punto non l??ho fatto.
SPOILER
Weisler si trova nella situazione di dover inventare un indizio di colpevolezza per un innocente. Ai nostri occhi ci appare (ancora) una spia senza remore ma, dato che la vicenda comincia in medias res, non sappiamo se la sua spietatezza abbia già avuto qualche incrinatura.
Fatto sta che, di fronte al dramma umano delle proprie vittime, Weiser comincia a pensare di salvare Dreyman in quanto vittima di un ingiustizia.
A un certo punto però ?? ed è qui uno dei colpi di genio del film - Dreyman decide di compiere un atto sovversivo. La trasformazione di Weiser sarà messa alla prova ma subirà un salto di qualità.
Weiser non avrà più salvato un uomo ingiustamente accusato, avrà salvato un dissidente. La solidarietà giunge prima nei confronti dell??uomo, successivamente nei confronti dell??artista che però e soprattutto un politico, nell??accezione più alta del termine.
FINE SPOILER

No, vabbè se dici che la scena dell'ascensore non è malaccio ci rinuncio. Ok, butto la spugna, hai ragione tu, non ho capito una cippa del film.

La sola autentica consolazione è la solidarietà di Tom, forumista di cui apprezzo moltissimo gusti e modi. Vale molto più di un plotone di aggressori.


Guarda che qui le parole e i toni più pesanti li hai usati tu, inutile che fai la vittima.

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#34 corey

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Inviato 14 aprile 2007 - 09:46


Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.



Provo a spiegarmi meglio, perchè in effetti su questo punto non l??ho fatto.
SPOILER
Weisler si trova nella situazione di dover inventare un indizio di colpevolezza per un innocente. Ai nostri occhi ci appare (ancora) una spia senza remore ma, dato che la vicenda comincia in medias res, non sappiamo se la sua spietatezza abbia già avuto qualche incrinatura.
Fatto sta che, di fronte al dramma umano delle proprie vittime, Weiser comincia a pensare di salvare Dreyman in quanto vittima di un ingiustizia.
A un certo punto però ?? ed è qui uno dei colpi di genio del film - Dreyman decide di compiere un atto sovversivo. La trasformazione di Weiser sarà messa alla prova ma subirà un salto di qualità.
Weiser non avrà più salvato un uomo ingiustamente accusato, avrà salvato un dissidente. La solidarietà giunge prima nei confronti dell??uomo, successivamente nei confronti dell??artista che però e soprattutto un politico, nell??accezione più alta del termine.
FINE SPOILER


Delucidazione superflua. Avevo capito cosa intendevi dire, giuro. Era proprio il tenore dell'osservazione che mi dissuadeva dal replicare. In tutta franchezza quello che a te sembra un colpo di genio a me sembra un espediente di bassa lega. Ripeto: punti di (s)vista inconciliabili.


Guarda che qui le parole e i toni più pesanti li hai usati tu, inutile che fai la vittima.


Non è vittimismo, è autoironia mi par ovvio.
Tornando al film, la sola cosa che mi sento di dire è ridimensionatelo. Se non avessi letto peana sperticati non sarei neanche intervenuto. Mi sembra fondamentale che si sentano anche le voci di chi non si allinea all'entusiasmo generale. Tutto qui il senso del mio intervento.
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#35 Guest_Mia_*

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Inviato 14 aprile 2007 - 10:17



Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.


Ue Morandini, stiamo calmi... :D


P.s.: ma poi perchè questa identificazione dello spettatore con Wiesler? Era scritto nel libretto delle istruzioni alla visione del film fornito dalla distribuzione?

#36 corey

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Inviato 14 aprile 2007 - 10:45




Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.


Ue Morandini, stiamo calmi... :D


P.s.: ma poi perchè questa identificazione dello spettatore con Wiesler? Era scritto nel libretto delle istruzioni alla visione del film fornito dalla distribuzione?


Vabbè, ormai siamo alla derisione aperta. Cosa che del resto apprezzo totalmente asd

Mia, troviamoci e risolviamo la cosa con un corpo a corpo.
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#37 Guest_Mia_*

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Inviato 14 aprile 2007 - 11:12





Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.


Ue Morandini, stiamo calmi... :D


P.s.: ma poi perchè questa identificazione dello spettatore con Wiesler? Era scritto nel libretto delle istruzioni alla visione del film fornito dalla distribuzione?


Vabbè, ormai siamo alla derisione aperta. Cosa che del resto apprezzo totalmente asd

Mia, troviamoci e risolviamo la cosa con un corpo a corpo.


Ti distruggo. Sono di una forza sovrumana.

#38 corey

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Inviato 14 aprile 2007 - 11:13






Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.


Ue Morandini, stiamo calmi... :D


P.s.: ma poi perchè questa identificazione dello spettatore con Wiesler? Era scritto nel libretto delle istruzioni alla visione del film fornito dalla distribuzione?


Vabbè, ormai siamo alla derisione aperta. Cosa che del resto apprezzo totalmente asd

Mia, troviamoci e risolviamo la cosa con un corpo a corpo.


Ti distruggo. Sono di una forza sovrumana.


Vedremo.
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#39 Guest_Mia_*

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Inviato 14 aprile 2007 - 11:16







Ti faccio solo notare che il semplice tuo elencare gli aspetto del film che reputi ??trucchetti? e ??fuffa? fanno emergere un??opera molto più complessa e articolata della media.


Non è il film ad essere molto più complesso ed articolato della media, ma il modo in cui ne ho messo in luce gli ammiccanti sottotesti. Non confondiamo l'oggetto col soggetto, please.


Ue Morandini, stiamo calmi... :D


P.s.: ma poi perchè questa identificazione dello spettatore con Wiesler? Era scritto nel libretto delle istruzioni alla visione del film fornito dalla distribuzione?


Vabbè, ormai siamo alla derisione aperta. Cosa che del resto apprezzo totalmente asd

Mia, troviamoci e risolviamo la cosa con un corpo a corpo.


Ti distruggo. Sono di una forza sovrumana.


Vedremo.


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#40 corey

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