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[Disco Del Mese] Yard Act - The Overload (Zen F.c. / Island)


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59 replies to this topic

#1 Due gocce di lean

Due gocce di lean

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Inviato 22 gennaio 2022 - 13:16

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https://www.ondarock...theoverload.htm

 

L'ep uscito l'anno scorso lasciava ben sperare nell'album di debutto, che una volta credo si è tutti d'accordo nel dire che non ha assolutamente deluso le aspettative. Non saprei se tra Dark Days e The Overload c'è solo mezzo punto di differenza, ma che si tratti di un esordio con il botto non ci sono dubbi, al punto tale che il sottoscritto lo considera il migliore debutto post-punk degli ultimi 10 anni. Dentro c'è tutto: chitarre taglienti e spigolose, tematiche sociali e politiche, ironia, sezione ritmica semplice ma quadrata e quel marcatissimo accento inglese che è impossibile non amare. Si può chiedere altro a un disco post-punk?


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#2 good vibrations

good vibrations

    Il primo disco del White Album è davvero un disc one

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Inviato 22 gennaio 2022 - 14:54

Mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire.
Preferisco gli Squid, per rimanere sullo stesso genere.

Alcune particolarità mi ci faranno sicuramente tornare su (le linee di basso, il "cantato" quasi rappato).
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#3 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 22 gennaio 2022 - 22:55


Quanti danni ha fatto Mark E Smith diobono.
 
purtroppo è così, scusa Mark

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#4 Due gocce di lean

Due gocce di lean

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Inviato 23 gennaio 2022 - 06:59

Se questi sono i risultati dei danni che avrebbe fatto, c'è solo da complimentarsi.


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#5 wago

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Inviato 23 gennaio 2022 - 07:34

Ogni volta che penso all'esposizione che ha il post-post-punk nel nostro circoletto mi viene in mente quanto risulterebbe ridicolo e stonato se lo stesso entusiasmo riservato ai cloni dei cloni dei Fall lo mostrassimo anche per le band neoprog o i numetallari fuori tempo massimo. Niente da ridire sul fatto che a qualcuno piaccia uno specifico stile di modernariato musicale, quello che mi sorprende è come nonostante la sostanziale assenza di elementi innovativi verso un particolare revival si crei una convergenza tipo salvatori del rock, mentre altri rimangano appannaggio di pochi (fatto sano, forse). Che a essere oggetto di venerazione necrofila sia un genere scalcagnato come il post-punk, identificato peraltro retroattivamente coi suoi stereotipi più fintomarci, dà abbastanza la misura di quali siano i valori musicali della comunità che lo celebra: non mi stupisco di ritrovarmici poco.

 

Rispetto ai tanti ascolt(icchi)ati con più o meno gusto nei mesi passati, questi Yard Act brillano per la mediocrità delle registrazioni ("The Overload" ha l'ampiezza di banda di una radiolina anni 90 da partita della domenica) e la sovrapponibilità stilistica con altre band di questi anni, che erano riuscite ad andare a segno anche con me se non altro per il fattore sorpresa, che qui viene meno. Spoken Word ultrabritannico? Mi ha divertito negli Shame e negli Sleaford Mods, non so se mi serve un'altra band ancora visto che già quelle le ascolto raramente. Ritmetti dance-punk? Ok, sempre belli, ma possibile che risultino così interscambiabili da una canzone all'altra? I brani sembrano il frutto di un gioco dei cadaveri squisiti in salsa post-punk: prendi un riff muscolare e scassato, piazzaci un pattern di batteria un po' upbeat, vai di parlato con qualche stop'n'go e il cliente è servito. La ricetta funziona, per carità, non potrebbe non, ma non vedo come uno di questi pezzi possa piazzarsi nella testa per più della sua stessa durata. Caro Babbo Natale te lo chiedo in anticipo, quest'anno se puoi portaci via i cloni di Mark E. Smith: piuttosto dei Maneskin, che almeno si cambia un po' il parco di riff.


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#6 Due gocce di lean

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Inviato 23 gennaio 2022 - 14:25

Wago il bello del post-punk per me è l'essere il genere più riconducibile all'Inghilterra che c'è e, personalmente, non vorrei che suonasse in nessun altro modo.

Credo venga ritenuto un genere fuori tempo massimo per lo più dai non britannici, mentre a me piace proprio perché lo identifico come "la cosa più inglese che c'è" tra i tanti generi musicali in circolazione, pur essendo d'accordo con buona parte delle critiche da te mosse (che, viste in un certo modo, rappresentano anche i loro punti di forza, per quanto possa sembrare paradossale.

Ho sempre pensato fosse un genere che si ama o si odia senza mezze misure (come il reggae, ad esempio) e questo album di esordio lo considero il migliore dei debutti post-punk degli ultimi 10 anni proprio per la sua riconoscibilità immediata. Semplice ma non privo di riff coinvolgenti, che apprezzo anche per la sua leggerezza.

Poi sarà che ho un debole per Mark E.Smith e mi è impossibile disprezzare anche chi cerca di copiarlo spudoratamente.


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#7 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 23 gennaio 2022 - 21:12

Wago il bello del post-punk per me è l'essere il genere più riconducibile all'Inghilterra che c'è e, personalmente, non vorrei che suonasse in nessun altro modo....
Poi sarà che ho un debole per Mark E.Smith e mi è impossibile disprezzare anche chi cerca di copiarlo spudoratamente.


beh non solo UK, negli ultimi anni ci sono stati rifacimenti anche dei Television e dei Devo ad esempio

questi gruppi del "nuovo postpunk" non copiano spudoratamente; insomma non sono calligrafici come le band di quei revival che imitano in tutto e per tutto i propri miti, anche nei vestiti, quasi una parodia ironica dove l'elemento importante è la canzone (bella)

i revivalisti postpunk degli 25 ultimi anni estrapolano un paio di elementi da un contesto di un'altra epoca e li forzano in brani con dei suoni aggiornati; esempio da quando è morto Smith (forse pure prima), molti imitano il suo modo di cantare senza rendersi conto che quello stile era fortemente legato alla musica sottostante

i Fall degli 80 e di parte dei 90, dagli inizi pubrock a seguire nelle varie mutazioni, hanno sempre avuto una certa ripetitività che Smith aveva preso in prestito da una delle sue influenze più forti: il krautrock; in questo contesto ossessivo la sua voce fastidiosa e provocatoria suona perfetta
https://www.youtube....h?v=KiDSoT5vy-I
(New Prinz da I Am Kurious Oranj)

a me piace il revival che parte da un'idea iniziale e la rielabora completamente, un esempio di rilettura originale dei citati Devo, altra band saccheggiata dal nuovo postpunk, è quello dei Man or Astroman? (ormai quasi anziani), un loro pezzo: https://www.youtube....h?v=FW09Zgpj0tU
uno sviluppo post-hardcore del lato surf-strumentale della band di Akron

provo con un esempio più recente: a torto o a ragione, sono più vecchiotti dei colleghi, vedo che nell'ultima infornata revival postpunk UK, finiscono gli Sleaford Mods; i pochi pezzi che ho sentito sembrano viaggiare su binari abbastanza originali che si portano dietro diverse esperienze in una amalgama che funziona --- dovrei approfondirli e non ho idea di quanto siano bravi sulla lunga distanza perché, come ho scritto, ho ascoltato solo 4 singoli in croce

e poi basta con i soliti 6/7 gruppi famosissimi, ci sono tante idee wave rimaste in cantina, di band che non hanno avuto lo stesso successo dei Joy Division pur essendo altrettanto interessanti; sicuramente partire da lì renderebbe la proposta meno "già sentita" ---- Smith è un culto sdoganatissimo negli ultimi 10 anni, copiarne il modo di cantare è davvero una pensata scontata

magari sono io che non colgo lo spirito di questo revival postpunk, comunque ci provo pure con questi Yaard Act nonostante la voce poco invitante; forse sbaglio a cercare sempre uno spirito nella musica, è una cosa troppo romantica per essere reale, Smith la casserebbe subito

[quanta classe!!!]
MarkESmith-Inline1%20(1).jpg
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#8 Tony Randine

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Inviato 23 gennaio 2022 - 23:15

questi gruppi del "nuovo postpunk" non copiano spudoratamente; insomma non sono calligrafici come le band di quei revival che imitano in tutto e per tutto i propri miti


Oddio, magari sarà il solito paragone ozioso, ma Payday suona TalkingHeadsiana a stecca. Comunque mi piacciono. O meglio, l'EP mi era piaciuto molto, l'album non l'ho ancora ascoltato.
Gozer li adorerà sicuramente asd
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#9 Ugo il re del judo

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Inviato 23 gennaio 2022 - 23:39

questi gruppi del "nuovo postpunk" non copiano spudoratamente; insomma non sono calligrafici come le band di quei revival che imitano in tutto e per tutto i propri miti

Oddio, magari sarà il solito paragone ozioso, ma Payday suona TalkingHeadsiana a stecca. Comunque mi piacciono. O meglio, l'EP mi era piaciuto molto, l'album non l'ho ancora ascoltato.
Gozer li adorerà sicuramente asd
secondo me un revival calligrafico e consapevole è quello garage degli anni 80; con cover dei vecchi pezzi dei propri idoli, copertine volutamente scopiazzate da quelle dei grandi classici del genere, vestiti degli anni 60, capigliature pure quelle anni 60, ecc ecc

questo intendevo come confronto

nel caso del nuovo postpunk non vedo nessuna intenzione simile

gozzy mi ha già mandato un pm ricco di entusiasmo per questo DiscoDelMese, è pronto per scrivere la mono

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sono troppo legato ai generi per lo "spirito" che hanno rappresentato asd scusate se ripeto questa cagata ma spiega bene perché fatico a rapportarmi a questo tipo di revival, non vedo un'identità forte ma è colpa di questo modo (quasi)romantico di ragionare sulla musica che vedo, almeno nei "generi classici", legata a dei periodi storici, ovviamente faccio delle eccezioni, può capitare benissimo che una band stile Idles mi piaccia

per assurdo, o forse non lo è per le differenze spiegate prima, alcuni revival calligrafici, chiamiamoli così, mi interessano molto perché ritengo le band che ne fanno parte, consapevoli e ironiche, le vedo divertenti ecco

magari, con il calderone che costruisco, mi perdo dei dischi che potrebbero piacermi, l'esempio potrebbe essere quello degli Sleaford Mods che dicevo prima, li ho sempre visti associati a nomi che ritengo poco originali e quindi li ho saltati nonostante dei pezzi che mi sono sembrati interessanti (difatti penso di riprovare); la stampa non aiuta perché accorpa sempre band diverse pur di creare il trend

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ah, un discorso a parte, relativo all'immagine e totalmente indipendente dalla musica, quindi un discorso che ha poco valore ma è bene farlo: ne ho pieni i cog******* dei video ambientati nelle periferie delle città industriali inglesi; con gli artisti in tuta da spacciatore, capelli corti, barba non fatta e cappellino, magari i tatuaggi sul braccio ---- sempre lo stesso cliché

sembra la riproposizione da asilo degli scenari di Ken Loach; tanto sappiamo tutti benissimo che gente del genere non fa parte della working class, appena aprono bocca sembrano dei comunissimi nerd, potrebbero addirittura leggere il forum di OR se capissero l'italiano
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#10 bosforo

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Inviato 24 gennaio 2022 - 12:52

Come aveva scritto corrigan, questo genere e' hypato oltre ogni misura da quello che resta dei vecchi opinion leader perche' e' fortemente politicizzato come piace a chi ne scrive. L'indie post-punk revival anni 2000 era inserito nel tempo e per quanto si fosse arrivati a un punto in cui si era saturi, era effettivamente la musica di una parte di quella generazione. Questa roba e' un fossile tenuto in vita da una macchina: gli ascoltatori sono quattro hipster universitari che giocano a fare gli squattrinati + 40/50enni sempre hipster che ancora vanno ai concerti indie, ma si tratta veramente di un circuito piccolo e autoreferenziale.

 

Guardando i video degli Yard Act si vede che sono degli hipster che fanno LARPing tra le classi popolari (come anche gli Sleaford che pero' rappresentano i 40/50enni di cui sopra asd). Quando era uscito quell'articolo sciagurato sul landfill indie mi ero risentito alcuni classici e per quanto ai tempi ne avessi i coglioni pieni era musica con ritmo, melodia e una certa capacita' di parlare all'ascoltatore. Niente a che vedere con questo intellettualismo distaccato per dare un tono a quello che, essenzialmente, e' dance-punk da Lidl.


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#11 Due gocce di lean

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Inviato 24 gennaio 2022 - 12:57

Perché non considerate che possa piacere la musica che fanno e basta? Senza credere che la gente si fa piacere questa musica per hype generato da tizio o caio o per chissà quali altri  motivi che con la musica hanno poco a che fare.


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#12 wago

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Inviato 24 gennaio 2022 - 13:12

Il punto per me non è se possa piacere o meno: è ovvio che possa piacere, anche perché platealmente piace. Fate un giro sulla pagina Facebook di Ondarock, ci trovate frotte di commenti che grazie a sti qua già considerano acclarato il disco dell'anno 2022. Mi sembra più interessante capire perché piace a una certa fascia di pubblico, piccola ma molto rappresentata fra i nostri lettori, e piace al punto tale da identificare questi suoni come la salvezza del rock, quando mi pare che più che di salvezza possa parlarsi dell'ennesima tomba, peraltro dotata di una concorrenza tanto ricca quanto altrettanto di nicchia.

(Domanda senza possibile risposta: esisterà una singola persona che si avvicinerà al rock grazie a sti qua o ad altri loro compari? Mi pare il requisito minimo per rappresentare la salvezza di un genere)


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#13 Ugo il re del judo

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Inviato 24 gennaio 2022 - 13:18

Perché non considerate che possa piacere la musica che fanno e basta? Senza credere che la gente si fa piacere questa musica per hype generato da tizio o caio o per chissà quali altri motivi che con la musica hanno poco a che fare.

2, io sono sicuro che a te piaccia, l'ho scritto, come sono sicuro che, cassando il trend a priori, sicuramente mi perdo qualcosa, esempio gli Sleaford Mods sono interessanti e li approfondirò con 10 anni di ritardo come al solito asd c'è da dire, non è un discorso sulla musica, che la critica, per questo revival, grida al miracolo ogni 3 x 2, ed è forse questo il motivo per cui sono prevenuto e rischio di saltare dei dischi potenzialmente in linea con i miei gusti

Mi succede con tutti gli hype, pure del revival postpunk del 2000/2010 ho sentito pochi dischi; di base non leggo nemmeno articoli su queste tendenze ma ogni volta che mi ci infilo, mi pare una situazione surreale con 29 capi su 30, c'è qualche baco nel giornalismo più che nei revival
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#14 corrigan

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Inviato 24 gennaio 2022 - 13:25

Perché non considerate che possa piacere la musica che fanno e basta? Senza credere che la gente si fa piacere questa musica per hype generato da tizio o caio o per chissà quali altri  motivi che con la musica hanno poco a che fare.

se sei un oltranzista post-punk è ovvio che ti possano piacere. lo sono anche io, probabilmente piacerebbero pure a me se tutti questi gruppi si preoccupassero di scrivere canzoni che abbiano melodie (anche se penso che sia piu giusto "premiare" chi fa musica nel proprio tempo piuttosto che chi fa modernariato - anche se di qualità). 

la questione del gusto personale però è da scindere dalle dinamiche (esclusivamente socio-politiche) che permettono a questi gruppetti di fare il passaggio dalla cameretta/garage alle micro platee di cui scrive bosforo, indipendentemente dalla musica che fanno. senza i redattori 40+ del Guardian o i dj di BBC2867 questi gruppi non ti arrivano probabilmente.


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I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#15 Владимир Гозерин

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Inviato 24 gennaio 2022 - 13:36

gozzy mi ha già mandato un pm ricco di entusiasmo per questo DiscoDelMese, è pronto per scrivere la mono

 

 

Tenevo solo a precisare che non è vero e che il disco in questione mi fa ribrezzo, come del resto tutto questo revival di post-punk parlato. asd

L'unica cosa che concedo a questi in più che ai vari Black Country, Black Midi, Squid e via sbraitando è che questi sono ballabili. Ma le canzoni continua a non capirsi dove stiano e l'originalità è pari allo zero assoluto.


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Inviato 24 gennaio 2022 - 14:25

nfatti il lato migliore del disco é sicuramente l'aspetto danceable, meglio loro di tanti altri del filone revival per quanto nulla di eccezionale. 


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#17 Tony Randine

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Inviato 24 gennaio 2022 - 14:36

se sei un'oltranzista post-punk è ovvio che ti possano piacere. lo sono anche io, probabilmente piacerebbero pure a me se tutti questi gruppi si preoccupassero di scrivere canzoni che abbiano melodie (anche se penso che sia piu giusto "premiare" chi fa musica nel proprio tempo piuttosto che chi fa modernariato - anche se di qualità).
la questione del gusto personale però è da scindere dalle dinamiche (esclusivamente socio-politiche) che permettono a questi gruppetti di fare il passaggio dalla cameretta/garage alle micro platee di cui scrive bosforo, indipendentemente dalla musica che fanno. senza i redattori 40+ del Guardian o i dj di BBC2867 questi gruppi non ti arriva

Quello che scrivi è vero e inappuntabile, ma è altresì vero che un pochino non ci va mai bene una sega.
Sinceramente a me di tutto 'sto calderone revival post punk made in UK frega quasi zero. Gli unici che hanno pubblicato un disco negli ultimi anni che mi ha fatto godere discretamente sono stati i Dry Cleaning.
Alla fine, per quanto mi riguarda, meglio loro (o un nome a caso di quelli già citati) che il solito morto di sonno con la T-shirt scolorita dietro un Macbook, o la solita cantautrice impalpabile ed eterea tutta pathos e altre cazzate simili
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#18 Due gocce di lean

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Inviato 24 gennaio 2022 - 15:14

 

gozzy mi ha già mandato un pm ricco di entusiasmo per questo DiscoDelMese, è pronto per scrivere la mono

 

 

Tenevo solo a precisare che non è vero e che il disco in questione mi fa ribrezzo, come del resto tutto questo revival di post-punk parlato. asd

L'unica cosa che concedo a questi in più che ai vari Black Country, Black Midi, Squid e via sbraitando è che questi sono ballabili. Ma le canzoni continua a non capirsi dove stiano e l'originalità è pari allo zero assoluto.

 

 

Hai delle grandi pretese se ti aspetti originalità da chi fa post-punk nel 2021-22.


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#19 wago

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Inviato 24 gennaio 2022 - 15:53

 

Alla fine, per quanto mi riguarda, meglio loro (o un nome a caso di quelli già citati) che il solito morto di sonno con la T-shirt scolorita dietro un Macbook, o la solita cantautrice impalpabile ed eterea tutta pathos e altre cazzate simili

 

 

Ma meglio i Maneskin e gli Imagine Dragons, anche, se proprio dobbiamo fare quelli che smettiamola di criticare ciò che va per la maggiore solo per partito preso.


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#20 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 24 gennaio 2022 - 17:02

 

Hai delle grandi pretese se ti aspetti originalità da chi fa post-punk nel 2021-22.

 

 

perché? Ti ho spiegato cosa intendo per rilettura di un genere, e ho fatto un esempio relativo alla rielaborazione di alcune idee dei Devo

 


nfatti il lato migliore del disco é sicuramente l'aspetto danceable, meglio loro di tanti altri del filone revival per quanto nulla di eccezionale.
 
io sono vecchio, a stento potrei ballare il lisco

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