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Sintetizzatori


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196 replies to this topic

#1 dick laurent

dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 11:23

*
POPOLARE

198_monsterpolyfusion_1.jpg

 

(ma come si arriva ai controlli in alto?)

 

 

Topic ispirato dal recente topic di Gozer sui fiati plasticosi. Non so se semplicemente c'era qualche discussione simile e non l'ho vista, ma non ho stranamente trovato nulla sull'argomento, a parte una vecchissima discussione aperta da Grulletta che però toccava la cosa solo marginalmente. 

Devo dire che pur amando da sempre la musica elettronica le mie conoscenze degli strumenti usati e del magico mondo fatto di oscillatori, filtri, LFO, adsr, modulazione di frequenza e compagnia sintetizzante ho una comprensione abbastanza rudimentale e vaga. Per cui boh, parliamone senza infingimenti e magari ne esce qualcosa.

 

Per cui avete per esempio dei PREFERITI (ciao Greed asd)?

 

Per quanto mi riguarda ho un'assoluta ossessione il leggendario Yamaha VL1 ma forse ancora di più per il Continuum della Haken Audio, due sintoni che ricadono in quella categoria che qualcuno definisce sintetizzatori espressivi perchè permettono una manipolazione di vari parametri del suono in tempo reale in un modo che li avvicina all'espressività degli strumenti "normali", superando un limite abbastanza comune per quel che ne so a tantissimi altri strumenti.

Il vecchio Yamaha era stato creato sostanzialmente per imitare nella maniera più fedele possibile degli strumenti acustici, specialmente a fiato, utilizzando un breath controller e la modellazione acustica (in sostanza delle equazioni per simulare le forma dello strumento, le variazioni dell'imboccatura e cose simili) ma per quanto faccia meglio di tantissimi altri sintetizzatori in questo rimane abbastanza sgamabile, insomma l'imitazione di un sax o di uno shakuhachi è buona ma ci si accorge anche che non è il vero strumento. Ma tutto sommato quella dell'imitazione di strumenti veri è la parte meno interessante, la figata vera è il fatto che si possono creare strumenti che non potrebbero esistere (per esempio che so, un flauto da usare con un'archetto) o ancora oltre suoni completamente fuori dal mondo ma comunque controllati in tempo reale con l'espressività di uno strumento tradizionale. Progettato nei primi anni novanta con poco successo all'epoca (dovuto probabilmente sia alla stranezza e osticità dell'approccio, sia al costo assai elevato) e fuori produzione da un pezzo, uno strumento avantissimo sui tempi e visto da una ristretta cerchia di appassionati come una specie di sacro graal proprio per le sue capacità espressive.

 

pro: quanto ho scritto

contro: prezzo (e attuale introvabilità), polifonia limitata a due note (che è comunque più di sax, un oboe o un flauto), aspetto discutibile wannabe raffinato da cruscotto anni novanta con inserti in radica (a qualcuno piace, a me assai poco)

 

19cea4fb6ac58518c20cd91338268cfc.jpg

 

https://www.youtube....h?v=nQ9rjothqco

https://www.youtube....h?v=HxANu5d9iB8

 

 

Da una prospettiva diversa (non ha un breath controller, non nasce per imitare clarinetti e fagotti) ma con un approccio secondo me tutto sommato simile il forse ancora più meraviglioso Continuum della Haken Sound, che a differenza dello Yamaha permette di avere molti più suoni contemporaneamente come un pianoforte, ma sempre con grandissime capacità di controllo in tempo reale del suono (anche microtonali) che ne aumenta ulteriormente le potenzialità e dei preset già bellissimi (la Haken Sound è praticamente un duo, formato dall'ideatore dello strumento, il geniale Lippold Haken e Edmund Eagan, compositore che appunto si occupa di creare suoni per lo strumento che appunto non sono certi orrendi suonacci che si trovano di fabbrica in molti strumenti ma dei patch già validissimi). Anche suonato da un principiante, e nonostante non sia per nulla semplice da padroneggiare è roba da rimanere incantati per ore a sentirlo. Forse lo strumento più bello mai creato per quanto mi riguarda.

 

pro: vedi sopra

contro: prezzo da automobile, difficoltà di apprendimento da strumento tradizionale, gli manca sopra solo la scritta Milan Squadra Mia

 

haken-audio-continuum.jpg

 

https://www.youtube....h?v=j7_wkJPhEXY

https://www.youtube....h?v=ySbysQtAsBo

 

forse è un'idea mia ma uno dei problemi legati a questi strumenti paradossalmente potrebbe essere proprio l'eccesso di possibilità, mi sa che è facile perdersi indefinitamente nella scultura del suono e perdendo di vista un'idea più strutturata di musica.

 

 

HARMON.jpg

 

artworks-000001045409-el2aiz-t500x500.jp

rehearsal4.png?itok=_sLozFD7

TONTO-3_crBrandonWallis.jpg

 

1.jpg

maxresdefault.jpg

 

yudo-neuman-2-synthesizer-01.jpg


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#2 Dark Mavis

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Inviato 04 marzo 2021 - 11:46

Mondo interessantissimo quello dei synth. Ho scoperto questo canale in ita con recensioni, prove, spiegazioni che mi sembrano veramente accurate e tecniche.

 

https://www.youtube....7Tuamme9KOI1gWg


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#3 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 11:53

Mondo interessantissimo quello dei synth. Ho scoperto questo canale in ita con recensioni, prove, spiegazioni che mi sembrano veramente accurate e tecniche.

 

https://www.youtube....7Tuamme9KOI1gWg

 

grazie, non lo conoscevo, dopo gli dò un'occhiata di sicuro


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#4 suchetechetechete

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Inviato 04 marzo 2021 - 16:18

C'è stato un periodo in cui avevo scambiato una mia chitarra con un moog in prestito. Abbiamo fatto un demo moog, voce e batteria e direi che la cosa funzionava.
Il problema era ricordarsi i suoni usati, i pitch giusti, per uno come me che non uso nemmeno gli effetti x la chitarra era un incubo.
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Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."<p>

#5 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 17:00

C'è stato un periodo in cui avevo scambiato una mia chitarra con un moog in prestito. Abbiamo fatto un demo moog, voce e batteria e direi che la cosa funzionava.
Il problema era ricordarsi i suoni usati, i pitch giusti, per uno come me che non uso nemmeno gli effetti x la chitarra era un incubo.

 

mi sa che è il problema un po' in generale dei synth analogici (almeno quelli vecchi) che hanno dei vantaggi sui digitali ma proprio per quello che dici possono essere abbastanza un incubo.

 

Mi hai fatto tornare in mente un altro vecchio mostro leggendario, il sintetizzatore Ans

 

ANS-Synthesizer.jpg

 

 

progettato in Russia addirittura negli anni trenta che funzionava praticamente tramite disegni (una roba poi ripresa in seguito anche da Xenakis) ed era capace di tirare fuori robe ultrafuturistiche, soprattutto per l'epoca

https://www.youtube....h?v=KICWUvyHCqU

 

certo fargli fare il tipo di suono che uno aveva in mente in anticipo doveva essere un'impresa


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#6 wago

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Inviato 04 marzo 2021 - 17:19

Figo, volevo anche io aprire un thread (e scrivere un articolo, in realtà) sul tema. Leggo con calma e mi faccio sentire :D


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#7 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 17:27

Figo, volevo anche io aprire un thread (e scrivere un articolo, in realtà) sul tema. Leggo con calma e mi faccio sentire :D

 

si dai che voglio altri contributi, che sono abbastanza un ignorantone in materia


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#8 wago

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Inviato 04 marzo 2021 - 18:59

Per molto tempo mi sono accontentato di conoscenze assai superficiali (per dire: ho scoperto molto tardi che si dice synthesizer e non synthetizer), ma anche io da qualche tempo mi sto appassionando ai synth e alle tastiere in generale, anche se con un approccio direi meno "esplorativo" del tuo e più orientato al puro nerdaggio riconoscitivo. Davanti a un video di una performance d'epoca, appena vedo il rig di un tastierista sono colto dal bisogno fisiologico di conoscere il nome (e il suono) di ogni singolo strumento che utilizza.
Non è tanto facile, perché anche su guide piuttosto ricche come Synthmuseum o Vintage Synth mancano molti modelli, anche di marche di primo piano, e soprattutto scarseggiano le riproduzioni fotografiche. Ma la ricerca compulsiva mi dà quello stesso tipo di soddisfazione un po' malata che sta alla base di passatempo come GeoGuessr (soprattutto se presi con lo spirito sbagliato — ovvero "o punteggio massimo o niente").

Il 90% del giochino è pura maniacalità nello studio dei fotogrammi su YouTube, ma devo dire che ho imparato diverse cose e ho avuto modo di approfondire conoscenze che avevo ma in modo poco concreto. Fino a un paio d'annetti fa, non andavo molto oltre alla dicotomia additivo/sottrattivo. Non mi ero mai soffermato, ad esempio, sulla rivoluzione che fu l'avvento della polifonia — che da sola potrebbe già giustificare l'abbandono di tutta una serie di strumenti elettrici tipici della musica 60-70, e la transizione da melodico a atmosferico del ruolo dei synth nel pop. Né avevo colto come ciascuna piccola innovazione tecnica (dall'introduzione della funzione arpeggiatore all'"aftertouch" di synth come l'ARP Pro Soloist o il Quadra) si sia riflettuta in percepibili vezzi o pilastri stilistici adottati dai musicisti.
Ammetto che a oggi il mio limitato expertise è concentrato soprattutto sull'epoca d'oro del progressive e gli anni immediatamente successivi. Sui modelli più iconici di produttori come Moog, ARP e Oberheim bene o male mi oriento, ma di synth mitologici successivi come il Roland Jupiter-8 o il Yamaha DX7 conosco il nome e poco più (non ne conosco bene le peculiarità tecniche, non ne riconosco il suono e soprattutto non ho presenti una serie di "brani-simbolo" che mi aiutino a fissarne l'impressione acustica).

Il mio interesse, oltre che da puro e semplice appassionato di musica e geekerie, ha anche una valenza professionale. Non ho mai messo le mani su simili gioiellini né saprei bene che farci, ma da insegnante di fisica e matematica li trovo un mondo ricco di potenziale didattico. Di per sé la musica esercita sui ragazzi un suo fascino, soprattutto se la si lega a esempi concreti; il fatto poi che di mio abbia un forte entusiasmo per l'argomento lo rende facilmente accattivante per qualche ora di corredo ai consueti e un po' barbosi discorsi astratti su onde, oscillazioni e funzioni goniometriche. La sintesi, e in particolare quella additiva, è profondamente intrisa di matematica — usualmente non inclusa nei programmi curricolari, ma almeno a livello divulgativo non particolarmente più intricata di tante altre cose che lo sono. Per un laboratorio organizzato anni fa in occasione di una manifestazione scientifica, sono entrato in possesso di tre kit modulari Korg LittleBits — giocattolini da 150 € l'uno, buoni giusto per un po' di tinkering ma capaci di alimentare interesse e creatività anche in chi in genere si sente tutto meno che attratto dalle discipline che insegno (capiamoci, dopo averci smanettato restano capre uguale a prima ma almeno tornano a casa con uno sguardo diverso e più attivo riguardo all'argomento).
 

Mi incuriosisce, ma non lo ho mai davvero esplorato, anche l'ambito della sintesi granulare e della sintesi digitale basata su data flow. Ho un amico ricercatore che si occupa di ste cose e un giorno o l'altro dovrò chiedergli consigli (ora che ha smesso di venerare Mike Portnoy è perfino diventato possibile discuterci di musica in modo un po' ampio). Ha un canale YouTube su cui da qualche tempo crea "lazy tutorial" riguardo a Pure Data. Non ci capisco una mazza ma mi risulta una figata. Però forse sono già OT di brutto :D


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#9 wago

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Inviato 04 marzo 2021 - 19:02

Ah, ecco, ovviamente conoscete tutti l'orribile accento di Doctor Mix e i suoi gusti musicali ancora peggiori: se non è così, consiglio di rimediare, anche se è un minchione patentato che non dice mai nulla di davvero tecnico riguardo ai tastieroni da migliaia di $$$ con cui cazzeggia.


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#10 wago

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Inviato 04 marzo 2021 - 19:17

Proporrò cose banalissime per i forumisti ma coi miei studenti cose così fan sempre un certo effetto, ovviamente conditi di pistolotto matematico con bassissimo contenuto di formule:

 



http://kyleforinash..../FourierJS.html

Uso sempre anche il video di Peter Gabriel che tira mazzate in discarica per poi riprodurre i suoni col Fairlight: oltre alla stima incondizionata per l'artista lo trovo anche un reperto molto istruttivo di archeologia musicale:

 

 

A titolo d'esempio buffo riguardo all'idea di "sintesi" sfrutto anche "Partiels" di Grisey, composizione esteticamente orrenda ma molto curiosa nel suo folle spunto di "replicare" il rumore d'attacco d'uno trombone sommando i timbri di un'intera orchestra: 

 

Vabbè ormai sono totalmente OT, ciao.

 

 


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#11 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 20:46

Per molto tempo mi sono accontentato di conoscenze assai superficiali (per dire: ho scoperto molto tardi che si dice synthesizer e non synthetizer), ma anche io da qualche tempo mi sto appassionando ai synth e alle tastiere in generale, anche se con un approccio direi meno "esplorativo" del tuo e più orientato al puro nerdaggio riconoscitivo. Davanti a un video di una performance d'epoca, appena vedo il rig di un tastierista sono colto dal bisogno fisiologico di conoscere il nome (e il suono) di ogni singolo strumento che utilizza.
Non è tanto facile, perché anche su guide piuttosto ricche come Synthmuseum o Vintage Synth mancano molti modelli, anche di marche di primo piano, e soprattutto scarseggiano le riproduzioni fotografiche. Ma la ricerca compulsiva mi dà quello stesso tipo di soddisfazione un po' malata che sta alla base di passatempo come GeoGuessr (soprattutto se presi con lo spirito sbagliato — ovvero "o punteggio massimo o niente").

Il 90% del giochino è pura maniacalità nello studio dei fotogrammi su YouTube, ma devo dire che ho imparato diverse cose e ho avuto modo di approfondire conoscenze che avevo ma in modo poco concreto. Fino a un paio d'annetti fa, non andavo molto oltre alla dicotomia additivo/sottrattivo. Non avevo mi ero mai soffermato, ad esempio, sulla rivoluzione che fu l'avvento della polifonia — che da sola potrebbe già giustificare l'abbandono di tutta una serie di strumenti elettrici tipici della musica 60-70, e la transizione da melodico a atmosferico del ruolo dei synth nel pop. Né avevo colto come ciascuna piccola innovazione tecnica (dall'introduzione della funzione arpeggiatore all'"aftertouch" di synth come l'ARP Pro Soloist o il Quadra) si sia riflettuta in percepibili vezzi o pilastri stilistici adottati dai musicisti.
Ammetto che a oggi il mio limitato expertise è concentrato soprattutto sull'epoca d'oro del progressive e gli anni immediatamente successivi. Sui modelli più iconici di produttori come Moog, ARP e Oberheim bene o male mi oriento, ma di synth mitologici successivi come il Roland Jupiter-8 o il Yamaha DX7 conosco il nome e poco più (non ne conosco bene le peculiarità tecniche, non ne riconosco il suono e soprattutto non ho presenti una serie di "brani-simbolo" che mi aiutino a fissarne l'impressione acustica).

Il mio interesse, oltre che da puro e semplice appassionato di musica e geekerie, ha anche una valenza professionale. Non ho mai messo le mani su simili gioiellini né saprei bene che farci, ma da insegnante di fisica e matematica li trovo un mondo ricco di potenziale didattico. Di per sé la musica esercita sui ragazzi un suo fascino, soprattutto se la si lega a esempi concreti; il fatto poi che di mio abbia un forte entusiasmo per l'argomento lo rende facilmente accattivante per qualche ora di corredo ai consueti e un po' barbosi discorsi astratti su onde, oscillazioni e funzioni goniometriche. La sintesi, e in particolare quella additiva, è profondamente intrisa di matematica — usualmente non inclusa nei programmi curricolari, ma almeno a livello divulgativo non particolarmente più intricata di tante altre cose che lo sono. Per un laboratorio organizzato anni fa in occasione di una manifestazione scientifica, sono entrato in possesso di tre kit modulari Korg LittleBits — giocattolini da 150 € l'uno, buoni giusto per un po' di tinkering ma capaci di alimentare interesse e creatività anche in chi in genere si sente tutto meno che attratto dalle discipline che insegno (capiamoci, dopo averci smanettato restano capre uguale a prima ma almeno tornano a casa con uno sguardo diverso e più attivo riguardo all'argomento).
 

Mi incuriosisce, ma non lo ho mai davvero esplorato, anche l'ambito della sintesi granulare e della sintesi digitale basata su data flow. Ho un amico ricercatore che si occupa di ste cose e un giorno o l'altro dovrò chiedergli consigli (ora che ha smesso di venerare Mike Portnoy è perfino diventato possibile discuterci di musica in modo un po' ampio). Ha un canale YouTube su cui da qualche tempo crea "lazy tutorial" riguardo a Pure Data. Non ci capisco una mazza ma mi risulta una figata. Però forse sono già OT di brutto :D

 

facevo lo stesso errore con synthetizer al posto di synthesizer.

Ecco, io già non ho chiarissima la sintesi additiva (quella sottrattiva dei synth analogici anni settanta per quel che ne so dovrebbe essere basata semplicemente sull'eliminazione di certe frequenze, almeno da quel che ho capito ascoltando Wendy Carlos in qualche video), a parte che è quella usata da strumenti digitali dalllo stilosissimo e orrendamente costoso Synclavier (ci piazzo il video che merita:  https://www.youtube....h?v=CPVuYR0HeVE) al famigerato e popolarissimo Dx7 (Dx7 che è sostanzialmente l'origine dei preset plasticosi di una parte enorme della musica anni ottanta, il tipo di roba di cui parlavamo del topic di Gozer, non credo sia difficile da identificare... senti un suono plasticoso che fa pensare agli anni ottanta, con buona/ottima probabilità è quello... poi però so che ha delle potenzialità molto al di là di quei preset ma boh, la mia conoscenza è limitata).

Una cosa che ho capito anche da profano, che è quello che mi fa preferire i synth espressivi (in realtà il rapporto causa effetto è inverso, è ascoltare quei synth che me l'ha fatto realizzare) è come l'interazione del musicista con lo strumento e la capacità di manipolare il suono in tempo reale, possibilmente con le dita che producono il suono e non con le mani su manopole varie) è forse anche più fondamentale della tecnologia alla base (analogico/digitale/sottrattiva/addittiva eccetera). Per quello robe come il VL1 e ancora di più il Continuum per me sono così straordinari. Poi certo si può fare musica incredibile anche con strumenti limitatissimi e pochissima interazione di quel tipo ma non è quello il punto ovviamente. 

 

Sulla sintesi granulare ricordo cose molto fighe (c'è un topic che è riemerso su Vladislav Delay, mi sa che lui è uno che la usa molto, se non sbaglio è quando si prendono frammenti "microscopici" di suono e li si usa come sorta di mattoncini, una roba del genere se non dico castronerie), l'altra del data flow che dici confesso che manco so cosa sia, dovrò farmi una ricerchina mi sa.

Ah, probabilmente lo conosci già, ma nel caso oltre ai siti che dici per trovare modelli vari c'è anche https://www.gearslutz.com/, dove di solito pure nelle discussioni i nomi dei modelli riportano a una descrizione degli stessi con foto e breve analisi.


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#12 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 20:53

Ah, ecco, ovviamente conoscete tutti l'orribile accento di Doctor Mix e i suoi gusti musicali ancora peggiori: se non è così, consiglio di rimediare, anche se è un minchione patentato che non dice mai nulla di davvero tecnico riguardo ai tastieroni da migliaia di $$$ con cui cazzeggia.

 

no, non conosco manco lui, quindi grazie. Ho notato che youtube comunque è una miniera di profili di esperti di synth, devo dire che spesso anche se non ci sono grandi approfondimenti tecnici mi perdo anche solo ad ascoltare i suoni (che poi è il "problema" che dicevo nel primo post, ci sono strumenti con potenzialità così enormi che uno rischia di perdersi nella lussuria di timbri e suoni e smette di creare musica, che mi sa che è quello che spesso accade)


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#13 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 21:04

 

 

Vabbè ormai sono totalmente OT, ciao.

 

no per nulla, anzi. Ottimi commenti. Non avevo una direzione precisa in mente, quanto una speranza di scoprire roba sull'argomento, che siano modelli, storia, analisi dei tipi di sintesi, riflessioni o altro


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#14 dick laurent

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Inviato 04 marzo 2021 - 21:32

a proposito di robe che c'entrano molto tangenzialmente, una cosa che mi è venuta in mente a proposito della discussione dell'altro giorno, quando hai detto che l'orchestral hit ti faceva schifo... ecco, non l'ho detto ma sostanzialmente io ho sempre avuto un'allergia per quel suono plasticone anni ottanta in generale e mi chiedevo quale fosse il motivo. Ci sono anche parecchie discussioni sulla rete sul genere "Is the Dx7 cheese-factor universal?" , ma ecco non sono sicuro su quale sia veramente il motivo per cui il cervello ti dice "questo suono è fantastico" o "questo fa cagare". Qualcuno se non sbaglio parlava di povertà di armoniche, ma ecco non ho mai trovato una maledetta sinusoide pacchiana per dire.

Così come mi incuriosce il fattore nostalgia che magari mi fa riapprezzare quegli stessi suoni perchè stavano magari in un videogico che mi piaceva.


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#15 wago

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Inviato 05 marzo 2021 - 00:38

Ecco, io già non ho chiarissima la sintesi additiva (quella sottrattiva dei synth analogici anni settanta per quel che ne so dovrebbe essere basata semplicemente sull'eliminazione di certe frequenze, almeno da quel che ho capito ascoltando Wendy Carlos in qualche video)

Sulla sintesi granulare ricordo cose molto fighe (c'è un topic che è riemerso su Vladislav Delay, mi sa che lui è uno che la usa molto, se non sbaglio è quando si prendono frammenti "microscopici" di suono e li si usa come sorta di mattoncini, una roba del genere se non dico castronerie), l'altra del data flow che dici confesso che manco so cosa sia, dovrò farmi una ricerchina mi sa.

 

Sì, il concetto base della sintesi sottrattiva è generare un gran bordello di frequenze che vengono poi filtrate; la additiva invece si basa sul mix studiato di frequenze pure, andando a creare lo spettro desiderato. I disegnini che si vedono sullo schermetto del Fairlight sono essenzialmente una trasposizione grafica di quella roba lì. Un campionatore alla fin fine è un coso che analizza nel tempo lo spettro in frequenza di un suono con una trasformata di Fourier e poi lo ricrea dando agli oscillatori gli opportuni volumi di ciascuna frequenza.
La sintesi granulare è grossomodo quel che dici, i microframmenti che vanno a costruire il suono sono in genere sample ottenuti come descritto sopra, ma hanno durate minimali e sono percepiti solo nel loro montaggio. In genere ste cose si fanno non tanto con macchine apposite ma con software appositi, su ordinari PC, e con le stesse piattaforme spesso si può fare anche altra roba come creare catene di generatori/filtri numerici da connettere in una rete di elementi/blocchi programmabili. Stringi stringi per dataflow si intende un approccio di questo tipo. Pure Data è abbastanza usato (Brian Eno ci ha fatto la celebre OST di Spore) ma ad esempio gli Autechre han fatto diverse cose con Max in quello che secondo me è il loro periodo più fico, iniziato con Confield.


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#16 wago

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Inviato 05 marzo 2021 - 16:09

Un aspetto su cui non ho le idee chiaro è quello della distinzione tra sintetizzatori e organi elettronici, e invero anche (tendo a sovrapporla, forse erroneamente) tra string synth e synth polifonici.

Se ho ben compreso, strumenti come gli organi combo (es. quello del solo di Light My Fire) non sono considerati sintetizzatori per quanto dal punto di vista circuitale contengano transistor e divisori di frequenza. Non mi è chiara se la ragione sia strutturale (tecnologia sostanzialmente diversa) o di livello di personalizzabilità del suono — con un organo elettronico c'hai il tuo tot di preset e una serie di switch on-off per combinarli e modificarli, mentre con un synth fatto e finito hai libertà di movimento nello spazio timbrico. D'altra parte qualche differenza di fondo deve starci perché fin dal principio gli organi elettronici sono strumenti polifonici mentre ancora a metà anni Settanta coi synth si stava alla monofonia.

Similmente, gli string synthesizer come il Solina String Ensemble o il mitico (e italiano) Logan String Melody nascono da subito come strumenti polifonici capaci di sostituire il Mellotron, e fin dal nome della categoria si pongono in continuità coi sintetizzatori comunemente intesi; epperò non mi è chiaro se siano semplicemente varianti pionieristiche e/o "cheap" dello stesso genere di tecnologia che emergerà a seguire, oppure siano qualcosa di profondamente diverso costruttivamente da un Prophet 5 un Polymoog o un OB-X (comunque piuttosto differenti come stratagemmi per ottenere la polifonia, visto che il primo consentiva solo 5 note alla volta).

Ora come ora poi mi sa che "organo elettronico" è del tutto sovrapponibile con "sintetizzatore folle a più tastiere in grado di fare di tutto di più", tipo quello che usa Cameron Carpenter o quelli giganteschi della Böhm.

 


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#17 dick laurent

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Inviato 05 marzo 2021 - 16:55

penso ci siano sicuramente diversi punti di contatto anche io, non prenderlo per oro colato ma ricordo di aver letto per esempio che l'organo Hammond riprendeva praticamente la tecnologia del Thellarmonium comprimendo le 200 tonnellate del secondo in qualche centinaia di chili del primo. Sospetto che la differenza sia nello scopo delle due cose, l'hammond nasceva come imitazione dello strumento a canne e quindi era pensato per fare quello, quindi tastiera polifonica e suoni da organo, il synth viene anche usato per imitare altri strumenti ma è comunque più orientato alla creazione di timbri e alla manipolazione degli stessi, con le limitazioni (soprattutto al tempo dei synth analogici con gli ingombri relativi ma anche nell'era del digitale specie quando i processori erano molto più lenti di adesso) di polifonia che sappiamo.

L'altro giorno ho visto un video di una tizia giapponese che suonava un organo elettronico, meno pazzesco di quello di Carpenter qua sopra ma comunque notevole che ha per quel ho capito (ma si vede anche nel video) la possibilità per esempio di fare il vibrato sulla tastiera (e infatti ci faceva la solita versione metal del canone di Pachelbel) e il vibrato così è una roba proprio da synth

 

https://www.youtube....h?v=swuMFccFDAs

 

e ora mi è tornato in mente pure lo Yamaha gx-1 usato da Stevie Wonder, che è un organo e un synth analogico polifonico

 

1200px-Yamaha_GX-1_%28clip%29_%40_Yamaha

 

per cui alla fine sostanzialmente si, è probabilmente più questione di differenze di utilizzo che di grandi differenze tecnologiche.


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#18 dick laurent

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Inviato 05 marzo 2021 - 17:10

a proposito della lentezza dei processori, una cosa che mi piacerebbe capire è quanto valga la pena puntare su certi vecchi strumenti digitali. Per esempio leggevo dello Yamaha Ex5 (Yamaha che tra l'altro pur avendo fatto la storia dei sintetizzatori è in crisi nera sugli stessi da tempo a quanto ne so) che ha un sacco di qualità interessanti e si trova a prezzi contenuti ma poi se cominci a creare diverse patch ha dei caricamenti mostruosamente lunghi. Insomma gli analogici avevano le loro scomodità, il fatto di scordarsi (una cosa che mi aveva sorpreso un sacco quando l'ho scoperto che i sintetizzatori si scordano peggio di una chitarra), l'ingombro, il dover trafficare con cavi, la polifonia, la programmabilità, ma anche la rottura delle lentezze da vecchio computer non scherza.


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#19 wago

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Inviato 05 marzo 2021 - 18:50

Eh, ma per dire, ora col fatto che molte (tutte?) le tastiere professionali sono anche midi controller, e che sul PC ci metti sostanzialmente qualsiasi cosa, di preciso in che cosa si distinguono i veri modelli? E a livello di costi/benefici, come van considerati strumenti come il Mellotron M4000D o (molto più potente) il Moog One, rispetto a repliche software di strumenti d'epoca come quelle realizzate da Arturia? Vedo che tantissimi si orientano sul Nord Stage, che se ho ben capito ha una serie di suoni-cartacarbone ed in più è anche un solido midi controller con un sacco di knob (oltre a essere rosso!).


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#20 dick laurent

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Inviato 05 marzo 2021 - 20:22

Eh, ma per dire, ora col fatto che molte (tutte?) le tastiere professionali sono anche midi controller, e che sul PC ci metti sostanzialmente qualsiasi cosa, di preciso in che cosa si distinguono i veri modelli? E a livello di costi/benefici, come van considerati strumenti come il Mellotron M4000D o (molto più potente) il Moog One, rispetto a repliche software di strumenti d'epoca come quelle realizzate da Arturia? Vedo che tantissimi si orientano sul Nord Stage, che se ho ben capito ha una serie di suoni-cartacarbone ed in più è anche un solido midi controller con un sacco di knob (oltre a essere rosso!).

 

non conoscendo quegli strumenti specifici (ho visto varie volte il Nord Stage) non saprei. Così totalmente a naso mi viene da pensare che su nuovi modelli Moog adesso ci siano funzioni che sui modelli storici non c'erano (tipo la possibilità di memorizzare delle patch) unendo certe praticità del digitale al synth analogico, ma davvero è buttata lì. Da ignorante mi viene anche il sospetto che nonostante il fatto che l'analogico non abbia problemi di aliasing e abbia dei suoi vantaggi che ci sia anche una componente purista/nostalgica (un po' come i maniaci del vinile insomma), ma di nuovo, ci vorrebbe qualcuno che ne capisce qualcosa più di me (ci vuole molto poco del resto).

Sui soft synth (ma anche rack) ne so ancora di meno, ho sentito spesso parlare di Reaktor, Kyma, Tassman e roba del genere ma se mi chiedi quali siano vantaggi e svantaggi... bella domanda. L'unica cosa che mi sembra di capire è che con il sintetizzatore normale, magari con tastiera* lo accendi, è pronto all'uso e ha un'immediatezza (vabbè, relativamente a certi modelli, non parlo ovviamente di Moog modulari o robe del genere) che magari il software che pure ha le potenzialità per fare le stesse cose non ha e ti devi sbattere molto di più. Ma di nuovo, impressioni da ignorante.

 

*tra l'altro, giusto per far capire quanto poco ne so, ma perchè molti synth hanno una tastierina del cavolo da due/tre ottave? Voglio dire, pure pianole da due soldi si trovano con almeno 61 tasti e con qualcosa di più gli 88 diventano regolari, e invece coi sintetizzatori no.


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