Vai al contenuto


Foto
* * * * - 5 Voti

I Beatlesiani


  • Please log in to reply
94 replies to this topic

#1 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18704 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 03 settembre 2020 - 06:26

Mi ha sempre sorpreso come, nonostante l'evidente influenza generale dei Beatles sulle scene musicali contemporanee e successive, il loro stile o per meglio dire i loro stili siano stati ripresi in maniera più calligrafica da una quantità tutto sommato ridotta di formazioni dopo i 60s.

Mi riferisco ad artisti che non si siano limitati a seguire la vena barocco-psichedelica da "Rubber Soul" in poi, ma che abbiano fatto propri anche i marchi di fabbrica compositivi del duo Lennon-McCartney, fino al punto di pubblicare brani che suonino sfacciatamente beatlesiani, quasi prosecuzioni o versioni aggiornate della loro musica.

 

Questo thread nasce da un lato per raccogliere questi artisti e le loro canzoni, dall'altro per cercare di identificare quali siano questi elementi che, una volta "rubati", sono in grado di far suonare così sfacciatamente "beatlesiano" un pezzo.

 

Io partirò con qualche esempio, non per forza granché originale. Non nego che quanto collezionato qui in termini di spunti potrà forse un giorno essere sfruttato per farne qualcosa per il sito, anche se al momento non ho progetti espliciti.

(n.b. i progetti post-Beatles dei singoli Fab Four non stiamo neanche a citarli, dai)

 

KLAATU

Banale ma inevitabile riferimento quello dei canadesi Klaatu, noti soprattutto per essere stati brevemente al centro di una leggenda metropolitana che li presentava come i veri e propri Beatles, sotto mentite spoglie. Oltre alla celeberrima "Sub Rosa Subway", effettivamente beatlesiana in maniera inequivocabile, anche altri pezzi della band ricalcano lo stile revolver-pepperiano anche se con un taglio complessivamente un po' più prog, sia sul primo album del 76 che nel successivo "Hope", dell'anno successivo.

 

ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA

Anche qua una citazione telefonata, ma difficilmente emendabile: sebbene assai versatile e in progress come spettro stilistico, la formazione di Jeff Lynne ha chiaramente mantenuto i Beatles come importante punto di riferimento creativo. Particolarmente vistosi sono ben noti pezzi in stile Macca come "Mr. Blue Sky" e (soprattutto) "The Diary of Horace Wimp", che fortunatamente al di là dell'ispirazione incorporano una quantità di elementi extra-FabFour tale da non renderli mai qualificabili come puri esercizi di calligrafia.

 

EMITT RHODES

La breve carriera discografica di questo (allora) giovane autore dell'Illinois, a inizio anni Settanta, fu caratterizzata da uno stile tutto improntato alla ricostruzione scientifica del sound maccartneiano. Simile vocalmente, ma soprattutto compositivamente, Rhodes pareva dotato di una speciale capacità di evocare attraverso channeling lo spirito creativo del McCartney maturo per realizzare però brevi canzoni dalle fattezze a cavallo tra i Beatles pre-psichedelici e il cantautorato pianistico di inizio Settanta. Il primo album omonimo, del 1970, è una piccola miniera d'oro.

 

UTOPIA ("DEFACE THE MUSIC")

Questo è con grande probabilità il caso più deliberato di calligrafismo beatlesiano post-scioglimento della band: la band "prog" di Todd Rundgren si mette in testa di suonare per un disco intero come i Beatles, e lo fa. Ogni brano di quest'album del 1980 ricalca un diverso stile del quartetto di Liverpool, partendo dai primi brani che scimmiottano il Merseybeat fino ad arrivare al pop barocco, psichedelico e al classiconismo finale in stile "Hey Jude". Per quanto divertente e riuscito il disco non mi ha mai sconvolto come efficacia compositiva, ma senz'altro resta una scommessa andata a buon fine.


  • 9

#2 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18704 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 03 settembre 2020 - 06:46

STACKRIDGE

Questa tutto sommato misconosciuta band di Bristol, che ha debuttato discograficamente nel 71, è nella posizione di poter contendere a Beatles e Kinks il podio di formazione "più inglese" di sempre. È soprattutto infatti la Englishness quasi caricaturale che divertiva Sir Paul a informare lo stile pop-prog dei loro episodi più riusciti, che comunque si caratterizzano sempre per l'incorporamento di elementi eclettici e un approccio assieme elegante, leggero e ironico. Il mio album preferito è "The Man in the Bowler Hat", ma almeno anche "Extravaganza" rappresenta un pieno centro.

 

OLIVIA TREMOR CONTROL

Band centrale del "giro" Elephant 6, gli Olivia Tremor Control nel loro periodo di gloria ebbero in formazione Jeff Mangum dei Neutral Milk Hotel e Bill Doss degli Apples in Stereo. Immagino i loro dischi siano piuttosto ben noti in questi lidi, almeno in passato piuttosto avvezzi al lo-fi psichedelico con cui il gruppo si cimentava. Li cito perché nonostante la loro studiata sgangheratezza, la loro ambizione a suonare contemporaneamente nostalgici e al passo coi tempi li portò a prodursi in alcuni dei più plateali esercizi di rievocazione beatlesiana rimasti agli annali. Del loro monumentale "Dusk at Cubist Castle", metà buona dei brani ruota attorno a coscienti ripescaggi di truccherie armoniche, melodiche e di arrangiamento smaccatamente Fab Four-style.

 

 

Ora che ve ne ho bruciati un po', fate vobis. Van bene ovviamente anche brani singoli!


  • 5

#3 Eugene

Eugene

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4168 Messaggi:
  • LocationSassari, 08/09/1980

Inviato 03 settembre 2020 - 06:49

Valgono i Dukes of Stratosphere o i Rutles?

Battute a parte, anche Cesare Cremonini con Maggese ne ha omaggiato lo stile:


  • 0
HE'S NOT THE MESSIAH, HE'S A VERY NAUGHTY BOY!

#4 suche

suche

    Goonie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 23257 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 07:05

Io sento lo stile fab4 anche in Al Stewart, nei Lindisfarne. Già sul finire degli anni 60 comunque erano punto di riferimento x tantissimi artisti: i Pretty Things pop psichedelici, i Move, il primo Clapton solista autore.


  • 0

Caro sig. Bernardus...

 

Caro Vitt , Vitt 

 

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."

 





 


#5 Stan Bowles

Stan Bowles

    Socialista dalle tasche buche

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 503 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 08:12

I Mercury Rev di "Deserter's songs",in particolar modo nel brano Opus 40.
https://youtu.be/fusKcZjj7dg
  • 1

#6 pooneil

pooneil

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 5725 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 08:18

Ieri ascoltavo Morbid Stuff dei PUP e pensavo proprio come fosse beatlesiano, specialmente nel basso "canterino".


  • 0

#7 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 23667 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 10:30

I francesi Revolver hanno chiaramente fondato la loro esistenza su una beatle-mania sfegatata, ma hanno tirato fuori due dischi pop ben confezionati con tanti coretti a cappella e chitarrine sessantiane.

 

 

 

When You're Away

 

My Lady I


  • 0

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#8 markmus

markmus

    cui prodi

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8097 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 11:06

Più dei Cotton Mather da Austin, Texas, nessuno:


Kontiki era un bel dischetto anzichenò (non lo ascolto da una vita però).
  • 1

#9 geeno

geeno

    Scaruffiano

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11661 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 12:07

Qualche anno fa avevo fatto una mini-playlist proprio con questo tema:

 

https://open.spotify...tSsKr-D0ZY_yD_w

 

Ci sono anche gli Utopia di cui hai già parlato (e non sono neanche i più sfacciati asd)


  • 1

#10 Syddharta

Syddharta

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4757 Messaggi:
  • LocationMilano

Inviato 03 settembre 2020 - 12:12

La discussione potrebbe acquisire maggiore profondità se scendessimo nel dettaglio musicale di alcune scelte armoniche, melodiche e ritmiche frequenti nei Beatles, che furono degli eccezionali formalizzatori di soluzioni inusitate e spesso mediate dall'interazione di più linguaggi molto diversi tra loro: dalla novelty song alla canzone di Tin Pan Alley; dall'uso di scale modali per approssimazione di melodie extraoccidentali alla musica latina; per non parlare delle modulazioni e delle false modulazioni, di alcune cadenze, di alcuni rapporti tra melodia e ambiente armonico che sono stati quasi inventati dal nulla e poi sono diventati regola. Essendo la loro una formula piuttosto inimitabile, concordo sul fatto che la "soluzione beatlesiana" sia molto meno frequente di quanto ci si immagini (come accaduto con altre band famosissime, tipo i Doors).

 

Andando sui gruppi da suggerire, parto con gli Airbus, da Londra, un'esperienza musicale a me carissima ma totalmente sconosciuta. Penso che il loro unico album (una raccolta di pezzi registrati tra il '67 e il '71 e pubblicata nel 2010) sia da ascoltare assolutamente. Geoff Simpson, il leader della band, era un songwriter beatlesianissimo ed eccezionale. Probabilmente però era pazzo: nessun contratto discografico andò a buon fine, litigava sistematicamente con tutti e di fatto - a parte un singolo - rimase tutto unreleased per quarant'anni. Una delle persone che tentò di aiutarli e fece loro da manager per un breve periodo, nel '69, era il giornalista musicale Steve Nice, meglio noto come Steve Harley, poi fondatore dei Cockney Rebel.

 

Su Youtube c'è tutto l'album (versione Cd con 25 brani; c'è anche quella in vinile stampata in 1000 copie con 10 o 12 brani -- non ricordo, io ho il Cd):

 

https://www.youtube....h?v=N346_58hPAc

 

Ascolterei almeno queste 5 per capire se può piacere, per me incredibili:

 

- Without a Second Word

- Walking the Silver Hay

- Time on my Side

- Susanna in the Summer

- Alias Oliver Dream

 

NB: la qualità delle registrazioni è nella maggior parte dei casi pessima, trattandosi di demo.


  • 2

M.

 


#11 floods

floods

    l'utente main$tream

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 16632 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 12:12

Loro forse più smaccatamente mccartneiani che completamente beatlesiani, manca la componente psichedelica...

 


  • 3
RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#12 Folagra

Folagra

    young signorino di una certa età

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4298 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 12:15

 

loro


  • 2

When the seagulls follow the trawler, it is because they think that sardines will be thrown into the sea


#13 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18704 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 03 settembre 2020 - 12:16

La discussione potrebbe acquisire maggiore profondità se scendessimo nel dettaglio musicale di alcune scelte armoniche, melodiche e ritmiche frequenti nei Beatles, che furono degli eccezionali formalizzatori di soluzioni inusitate e spesso mediate dall'interazione di più linguaggi molto diversi tra loro: dalla novelty song alla canzone di Tin Pan Alley; dall'uso di scale modali extraoccidentali alla musica latina; per non parlare delle modulazioni e delle false modulazioni, di alcune cadenze, di alcuni rapporti tra melodia e ambiente armonico che sono stati quasi inventati dal nulla e poi sono diventati regola. Essendo la loro una formula piuttosto inimitabile, concordo sul fatto che la "soluzione beatlesiana" sia molto meno frequente di quanto ci si immagini (come accaduto con altre band famosissime, tipo i Doors).

 

Stai un passo avanti, quella voleva essere la "fase due" della discussione che avevo in mente, quella che "e adesso mi spiegate il perché" :D

Concordo sul fatto che il vero fulcro sia quello: non credo, purtroppo, che tutti abbiamo le competenze per inquadrare in senso tecnico le peculiarità che rendono "beatlesiano" un pezzo, ma almeno a individuare i passaggi che ci evocano questa somiglianza credo possiamo arrivarci tutti.

 

p.s. grazie a tutti per le segnalazioni, alcune le conoscevo altre proprio no. Bravo, continuez


  • 0

#14 Garpoli Bolingoli-Mbombo

Garpoli Bolingoli-Mbombo

    Keine gegenstände aus dem fenster werfen

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 23470 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 12:45

Più dei Cotton Mather da Austin, Texas, nessuno:


Kontiki era un bel dischetto anzichenò (non lo ascolto da una vita però).

 

Gran chicca. Come anche loro che mi fece "scoprire" Gene Gnocchi

 


  • 1
"Garp sei un pochino troppo monotematico coi gusti secondo me."
 
"Io sono tutto ciò che vale. Non sono uno come Garp che ascolta solo un genere."
 
"Che imabarazzante battuta e due cretini ti hanno dato pure i più riparatori. Sei sempre fortunato, prima o poi ti arriverà una mazzata in testa riparatrice spero."
 
"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."
 
"Coglione"
 
"Ma basta sto tipo di musica da sfattone finto dai"
 
 

 


#15 tonysuper

tonysuper

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3112 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 13:04

Quando si parla dei Beatles si pensa sempre alle linee di basso del Macca con i suoi accordi pesanti sottintesi o a frammenti di scale esotiche.

 

Si analizza la musica dei Beatles per come è "scritta", tuttavia c'è qualcosa di quasi indescrivibile che li contraddistingue...

 

Innanzitutto il drumming di Ringo che è talmente caratteristico che si possono distinguere le canzoni ascoltando la sola traccia di batteria con tutti quei micro-anticipi, micro-ritardi che fanno sì che il groove sia mai noioso.

 

La seconda cosa è l'incredibile affiatamento fra i quattro, un dialogo continuo, un suonare ognuno negli spazi lasciati dagli altri, un interplay che in ambito rock io trovo solo negli Zeppelin.

 

E queste due cose probabilmente sono "inimitabili".


  • 2

#16 Infinite dest

Infinite dest

    dolente o nolente

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 28151 Messaggi:
  • LocationKagoshima

Inviato 03 settembre 2020 - 16:42

Loro forse più smaccatamente mccartneiani che completamente beatlesiani, manca la componente psichedelica...

Ovvio, beatlesiani fino al midollo (Neil Finn lo ha dichiarato più volte senza problemi). Di sicuro più McCartney-oriented, ma la vena dissonante/psichedelica c'è, sub limine ma c'è, specie nei lavori solisti di Neil e di quelli in coppia col fratello.
Ovviamente è più evidente dal vivo, ma quello è scontato.
  • 0

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#17 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 852 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 03 settembre 2020 - 17:08

 

 

 

Philippone si era studiato bene tutti i suoni (chitarra solista sembra suonata da Harrison) e le armonie classiche.


  • 0

#18 userman*

userman*

    granita di gelsi rossi

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7845 Messaggi:
  • Locationmediterranea

Inviato 03 settembre 2020 - 17:55

Ricordo un libro di Franco Fabbri con una parte dedicata all'analisi tecnica dei pezzi dei Beatles e a seguire il confronto con altre band simili. Non l'ho letto, però.
  • 0
La tua firma può contenere:
https://quiikymagazi...t-nonbinary.jpg

#19 Tony Randine

Tony Randine

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 604 Messaggi:

Inviato 03 settembre 2020 - 18:39

La discussione potrebbe acquisire maggiore profondità se scendessimo nel dettaglio musicale di alcune scelte armoniche, melodiche e ritmiche frequenti nei Beatles, che furono degli eccezionali formalizzatori di soluzioni inusitate e spesso mediate dall'interazione di più linguaggi molto diversi tra loro: dalla novelty song alla canzone di Tin Pan Alley; dall'uso di scale modali extraoccidentali alla musica latina; per non parlare delle modulazioni e delle false modulazioni, di alcune cadenze, di alcuni rapporti tra melodia e ambiente armonico che sono stati quasi inventati dal nulla e poi sono diventati regola. Essendo la loro una formula piuttosto inimitabile, concordo sul fatto che la "soluzione beatlesiana" sia molto meno frequente di quanto ci si immagini (come accaduto con altre band famosissime, tipo i Doors).

 
individuare i passaggi che ci evocano questa somiglianza credo possiamo arrivarci tutti.

Probabilmente è una deviazione mia, ma mi capita tutte le volte che sento un passaggio da accordo maggiore ad accordo (lo stesso accordo) minore.
  • 1

#20 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18704 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 03 settembre 2020 - 18:44

Anche con me succede, infatti certi classiconi del Bowie glam (es. Life on Mars e Starman) mi suonano inevitabilmente beatlesiani anche se magari solo per pochi secondi (che però ovviamente sono sempre collocati in punti chiave dello sviluppo del pezzo).


  • 1




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq