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La Peste Degli Anni 10: Color Grading


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62 replies to this topic

#41 solaris

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Inviato 10 dicembre 2019 - 14:19

In Fury Road è problematica?

 

Ottimo punto.

In Fury Road penso abbia più una funzione espressiva che non di "posa". È quel colore allucinatorio da inquietudine assolata stile metal hurlant. Insomma a me più che quand'è sparata dà noia quand'è pigra e modaiola dove nemmeno sarebbe necessaria.


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#42 Pancakes

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Inviato 10 dicembre 2019 - 14:31

 

Battute da cinenecrofilo a parte, giusto per curiosità mia mi faresti un paio di esempi (di quelli obbrobriosi, ma magari anche uno virtuoso) per ogni categoria?

 

Sul technicolor anni 50 basta prendere un film a caso di Hollywood. C'era la variante con i colori saturi (i western i kolossal) e quella coi colori piu' freddi e pastellosi (Sirk o Hitchcock). Credo anche per limiti tecnici, c'era un uso dei colori rigidissimo: i cieli dovevano essere sempre di quell'azzurro, le notti sempre di quel blu, ecc. Oggi vediamo quei film e ne ammiriamo l'effetto quasi pittorico, ma era tutto DAVVERO standardizzato. E infatti all'epoca il colore era considerato quasi in automatico "volgare" e il cinema genuino solo in b/n.

 

Poi sono arrivati i 60 e tutti si sono buttati sul colore, anzi piu' colore c'era e meglio era. I disastri ci furono nel cinema di serie B, anche se oggi fa tutto molto vintage, ma leggersi cosa scrivevano dei film di Bava, che pure di quella-ipersaturazione faceva un uso creativo. Ma pure Fellini o il Kubrick di 2001 vennero accusati di fare cinema "hippie" perche si erano arresi a colori violenti e saturi. 

 

L'effetto flou anni 70 imperversava in generi come il poliziottesco italiano e un po' tutte le commedie. Un regista che lo usava in maniera masochista era De Sica. Sul finire dei 70 non c'era quasi film "medio" in cui gli attori non fossero circondati di una specie di alone di luce. Oggi e' un effetto che mi mette nostalgia e mi ricorda l'infanzia, ma era un puro "smarmellamento".

 

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Gli 80 oggi passano per gli anni dei colori al neon o della fotografia satura da spot. In realta' andava di moda anche un'illuminazione naturalista e smorzata. Che finche' avevi soldi poteva essere ottima, ma appena scendevi di budget l'effetto era spesso sullo squallidino andante. Un po' tutto il cinema di serie B e a scendere di quegli anni patisce questa cosa.

 

I 90 sono stati i nemici delle ombre e del buio. Una visione vitrea perfetta ad esempio per un cinema freddo come il pulp alla Tarantino/Coen, terribile per il cinema fantastico. In televisione poi imperversava un'icomprensibile astio verso i contrasti, con serie tv tendenti al grigietto. Oggi a rivederle magari l'effetto e' attenuato, perche' il digitale e' di suo piu' contrastato, ma mi ricordo che vedersi al tempo dell'analogico serie tv come X Files o Hercules sembrava di vedersele attraverso una nuvola di smog. L'apice lo si e' avuto con Buffy e quella sua fotografia opaca che non ho mai capito.

 

 

Sono più o meno d'accordo con te [e anche con solaris a dire il vero] sull'uso e sul senso di queste tecniche a lungo termine. Però appunto, sono cose che probabilmente svelano il loro fascino anni dopo, discorso simile a quello storico di Eno sui media e formati. Proprio per questo forse trovo più interessante un discorso più ampio di tipo storiograficosu ogni trend e caratteristica di ogni periodo.

 

A me ad esempio piace un sacco quella pasta dell'immagine tipica di molti film asiatici anni 90, non so bene come descriverla ma me ne invaghii anni fa durante certe maratone di Miike, Kitano e compagnia.


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#43 cool as kim deal

cool as kim deal

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Inviato 24 dicembre 2019 - 10:29

Minchia Solar sono dai suoceri e mi sono svegliato con un certo The hole in 3D in tv: evitalo come la peste, notturni blu e diurni/interni arancione, pazzesco


Wikipedio: è di Joe Dante e c'è Bruce Dern, sob!
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#44 100000

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Inviato 27 dicembre 2019 - 10:25

A me sembra di capire (e condividere con solar) più l'astio per l'omologazione che per il color grading in sé, che sì può essere una soluzione facile (e quindi abusata), ma può anche essere una scelta stilistica (vedi Fury Road).

Chiaro che soluzione facile e molto impattante visivamente + omologazione dell'immaginario = cinema di merda/sfogo di solar


  • 4

#45 Spiritchaser

Spiritchaser

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Inviato 27 dicembre 2019 - 11:51

Eh infatti, dal titolo sembra che la peste sia il color grading e non l'uso banausicamente trash che se ne fa.


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#46 solaris

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Inviato 27 dicembre 2019 - 13:10

Wikipedio: è di Joe Dante e c'è Bruce Dern, sob!

La pratica non ha risparmiato quasi nessuno.

Eh infatti, dal titolo sembra che la peste sia il color grading e non l'uso banausicamente trash che se ne fa.

Con gli anni, e nonostante la lettura a una sola via fornitami durante gli studi universitari, ho rivalutato il determinismo tecnologico.
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#47 Eugene's Axe

Eugene's Axe

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Inviato 28 dicembre 2019 - 10:17

Interessante il post di Tom, anche a me dà fastidio l'effetto immaginetta sacra degli anni Settanta, mentre adoro certi colori carichi del decennio precedente.
Nei Novanta Seven è una bella presa di distanza dal trend dell'epoca (ed è uno dei motivi per cui lo adoro).
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#48 Zpider

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Inviato 28 dicembre 2019 - 14:05

*
POPOLARE

Post molto bello. Da appassionato di fotografia ai tempi di instagram ho iniziato ad avere un rigetto quasi etico verso certi eccessi e scelte facili ma nel contesto cinematografico, come alcuni hanno detto, trovo che in realtà siamo in un periodo di uso consapevole inedito in passato, sia per varietà che per qualità. Fatico a trovare uno standard o un'omologazione nell'ultimo ventennio (semmai esistono canoni di genere) e anche se è vero che esistono scelte palesemente ruffiane, ci sono anche tanti autori che usano la fotografia come elemento narrativo in modo mirato e convincente, e questo lo trovo positivo. 

 

Cioè, alla fine nello stesso periodo troviamo:

 

Fighetteria acido saturata

 

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nicolas_winding_refn_drive.jpg

 

Pastellosi a dinamica ridotta

 

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tumblr_o2p1rtcgsK1tvvqeko1_500.jpg

 

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Desaturati più o meno tonalizzati

 

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cinema-palettes-famous-movie-colors-the-

 

Naturali crudi

 

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Lufficiale_e_la_spia_Dujardin.png

 

82847a5f4caf15e08c52e91b8ee54a06.jpg

 

And so on...

 

In definitiva io non trovo una situazione drammatica di appiattimento... anzi. Il cattivo gusto ha sicuramente ampi margini di manovra ma in generale mi pare che abbiamo scavallato il periodo di ubriacatura.

 

 


  • 10

#49 Twin アメ

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Inviato 28 dicembre 2019 - 15:46

Io fotografo in digitale e su pellicola e sperimento tecniche di color grading - di cui sono super appassionato - da più di 15 anni.

Sono uno che può passare mezze ore a decidere la quantità di giallo che ci deve essere dentro il ciano nelle luci o nelle ombre di una certa foto asd.

 

Quello che vorrei capire da solaris è cosa intende lui per colori naturali. Il punto è che qualunque prodotto audiovisivo professionale è ben distante da una resa totalmente neutrale tipo servizio del TG. E per fortuna, aggiungerei.


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“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

"And I would rather be an interesting fraud than a boring professional any day of the week." (Travis Just)

 


#50 usernam*

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Inviato 28 dicembre 2019 - 16:00

ho saputo che Refn è daltonico, curioso
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La tua firma può contenere:

  • • Fino a 1 immagini
  • • Immagini fino a 350 x 150 pixels
  • • Qualsiasi numero di URLs
  • • Fino a 12 linee

#51 Twin アメ

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Inviato 28 dicembre 2019 - 16:01

L'altro giorno ho visto di sfuggita "Storia di un matrimonio", la cosa che mi è subito balzata agli occhi è un grading veramente esagerato.

 

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#52 thom

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Inviato 28 dicembre 2019 - 17:24

ho saputo che Refn è daltonico, curioso

 

mi sembra una stupidaggine: dice di non essere affetto da nessuno dei tre tipi di daltonismo esistente, ma semplicemente di non cogliere le mezzetinte (di qui alcuni fanno discendere la scelta della sua fotografia notoriamente tendente al fauvisme)


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#53 Zpider

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Inviato 28 dicembre 2019 - 17:35

Eh sì, forse il toning verde sulle ombre è uno tra i più abusati nel tempo e può essere considerato un clichè... 

amelie-poulain-paris.jpg

DR-XOugWkAAxv8r.jpg
 
 
A me sull'uso ponderato del grading è sempre piaciuta molto la Coppola... che nonostante avesse un approccio super estetizzante e dreamy che poteva degenerare in smarmellate incredibili, con Lance Acord e altri ha quasi sempre saputo dosare gli eccessi lavorando di fino, luce naturale, spesso asciugando invece di caricare.
 
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Marie-Antoinette-01.jpg
 
Somewhere-film.jpg
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#54 solaris

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Inviato 28 dicembre 2019 - 18:35

la maggiore "consapevolezza" è data dalla nascita di nuove figure professionali apposite, che però in molti casi devono auto-giustificarsi asd

 

per me oggi c'è un grading "mediano" (v. tutto il catalogo netflix) molto incisivo e molto distintivo, pervasivo al punto d'apparire anche nei prodotti periferici (v. il trailer del nuovo di Checco Zalone)

 

twin ovvio non esista una fotografia totalmente neutra, dai non perdiamoci in sottigliezze, sai perfettamente che intendo :D


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#55 Eugene's Axe

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Inviato 28 dicembre 2019 - 20:14

L'altro giorno ho visto di sfuggita "Storia di un matrimonio", la cosa che mi è subito balzata agli occhi è un grading veramente esagerato.
 
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Altro motivo per evitarlo asd .
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#56 Twin アメ

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Inviato 28 dicembre 2019 - 20:49

 

 

twin ovvio non esista una fotografia totalmente neutra, dai non perdiamoci in sottigliezze, sai perfettamente che intendo :D

 

Sì ma alla fine non ho ancora capito cosa ti piace, posta degli esempi, su.

 

Bisognerebbe poi dire un'altra verità, seppur banale, l'80% di un'immagine, che sia fissa o in movimento, la fa la luce.

Regista e direttore della fotografia controllano ogni minimo dettaglio della luce e del colore degli elementi in scena, in questo modo il color grading è già praticamente indirizzato, andrà solamente ad esaltare una scelta già pensata sul set. Ovviamente vale soprattutto per gli interni ma non solo (un sacco di scene si girano all'alba perché c'è una luce morbida fighissima). Tra l'altro nello stesso film ci possono essere moltissimi cambi di registro, The Neon Demon è notevole in questo senso per come passa dagli interni scuri con rossi/blu/verdi acidi, al blu morbidissimo dell'alba, al bianco luminoso e perfettamente neutro dello studio fotografico, al chiarore asettico della sala prove ecc. ecc.

 

P.S. tu fai il pignolo perché forse non hai mai avuto a che fare coi fotografi amatoriali alle prese con photoshop, di fronte a certe immagini anche un film di Wes Anderson ti sembrerà iperrealismo spinto asd


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#57 Twin アメ

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Inviato 28 dicembre 2019 - 21:13

Vado leggermente off-topic ma non troppo.

Nei primi anni 2000 è esplosa la popolarità di un fotografo polacco, Andrzej Dragan, il quale inventò una tecnica per rendere i ritratti ultra drammatici e innaturali.

Tutto il mondo dei fotoamatori italici era ai suoi piedi e tutti cercavano di imitare questo effetto orripilante (ovviamente ci sono cascato anch'io) che ha preso il suo nome, appunto, effetto Dragan.

Scopro ora che non solo se ne parla ancora, ed esistono un sacco di tutorial su come realizzarlo, ma esiste addirittura una pagina wiki in italiano (e il fatto che sia solo in italiano la dice lunga su come fosse una fissazione tutta nostra).

https://it.wikipedia.../Effetto_Dragan

 

Come dice la pagina, il film 300 è un esempio di quell'estetica applicata al cinema (anche se non credo proprio che avessero in mente Dragan, quanto piuttosto il cosiddetto effetto bleach bypass portato all'estremo).


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#58 Zpider

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Inviato 29 dicembre 2019 - 00:12

300 a me non piaceva, ma era una scelta estrema in un contesto fumettistico che aveva una sua ragione d'essere. 

 

L'effetto in sè è tremendo, c'è stato un periodo in cui veniva usato anche nel paesaggio... qualche bestia lo fa ancora ma fortunatamente ne vedo sempre meno.

 

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L'apprezzare cose del genere credo possa essere considerato un disturbo della sfera cognitiva. 


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#59 solaris

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Inviato 29 dicembre 2019 - 00:41

Di peggio c'è solo la fotografia hdr coi paesaggi iperdrama e i tramonti infuocati asd

 

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Twin mi piacciono mille cose e dirlo mi sembra fin banale, l'altra sera ho rivisto per la milionesima volta 2001, fotografia da lacrime asd l'ultimo che m'ha lasciato di sasso il Nosferatu di Herzog. Boh ma mille davvero... Paris Texas e l'Amico Americano di Wenders? I 70 son quelli che mi danno più soddisfazione, ultimamente. Ci sono anche pellicole che s'avventurano nei territori che ho criticato ma lo fanno con misura e gusto, risultando per nulla fastidiose (ora mi viene in mente Hostiles). Non parlavo dei casi estremi di visione autoriale (à la Fury Road appunto), in Wes Anderson è talmente una scelta personale da non darmi fastidio, è il suo stile che s'è fatto da solo.


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#60 Twin アメ

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Inviato 29 dicembre 2019 - 10:23

300 a me non piaceva, ma era una scelta estrema in un contesto fumettistico che aveva una sua ragione d'essere. 

 

L'effetto in sè è tremendo, c'è stato un periodo in cui veniva usato anche nel paesaggio... qualche bestia lo fa ancora ma fortunatamente ne vedo sempre meno.

 

joshjsm-1160x500.jpg

 

 

 

 

 

L'apprezzare cose del genere credo possa essere considerato un disturbo della sfera cognitiva. 

 

Ecco, avevo cercato proprio esempi simili senza trovarli, da cavarsi gli occhi con un cucchiaio asd

 

Twin mi piacciono mille cose e dirlo mi sembra fin banale, l'altra sera ho rivisto per la milionesima volta 2001, fotografia da lacrime asd l'ultimo che m'ha lasciato di sasso il Nosferatu di Herzog. Boh ma mille davvero... Paris Texas e l'Amico Americano di Wenders? I 70 son quelli che mi danno più soddisfazione, ultimamente. 

 

Un po' quello che potremmo definire un look "pellicoloso" ma neutro, che è esattamente quello che piace a me in questo periodo (in cui scatto quasi solo a pellicola).
Quello che mi piace della pellicola è che anche se fai un perfetto bilanciamento del bianco, gli altri colori avranno sempre un loro carattere peculiare difficilmente prevedibile, in base all'emulsione, alla sovra o sotto esposizione e alla direzione della luce.


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