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Fontaines D.c. - Dogrel (Partisan, 2019)


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203 replies to this topic

#81 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

    direttore della scelta delle pietre miliari

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Inviato 05 maggio 2022 - 18:22

wago, se anche la colpa della degenerazione fosse SOLO dei fan del revival wave, perché permalosi, cosa cambierebbe?

ci sono pagine con post kilometrici che non dicono nulla sul disco e non fanno nemmeno ridere perché causano litigi; se le meta-analisi, rispettabilissime, sono così importanti, perché non aprire un topic dedicato? Troppo semplice?


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#82 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

    direttore della scelta delle pietre miliari

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Inviato 05 maggio 2022 - 18:24

 

 e non credo che gli ascoltatori siano degli automi che gridano al miracolo ogni volta che esce un disco di new new wave

 

Beh, guarda solo su Rateyourmusic che ondate che si generano. Quello che spesso si fatica a capire è che ragionare per massimi sistemi non significa dare della capra a te (te in senso di qualunque ascoltatore nello specifico). 

"Questo disco ha questo target" (cosa molto spesso fattuale) non - sottolineo, non - significa "Ma che ti piace? A cojone!". 

 

 

ok gozzy, è colpa di quelli che si sentono dare dei cojoni nonostante l'intenzione sia parlare dei massimi sistemi, tutta colpa loro, però comunque il risultato è questo; tu che non sei per nulla permaloso, ironico all'estremo, ecc ecc, prendi atto di questo difetto altrui e amen 

 

l'ho notato pure io che è un forum di permalosi asd mi segnalano continuamente ai moderatori 


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#83 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 05 maggio 2022 - 18:33

Infatti prendo atto, e continuo a parlare di quello che mi pare senza dover andare nel tuo thread ghetto, con permesso. Giuro che io non t'ho segnalato comunque, almeno negli ultimi anni. asd


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#84 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

    direttore della scelta delle pietre miliari

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Inviato 05 maggio 2022 - 18:41

non è un topic ghetto, è un topic che vorrebbe riunire tutti gli analisti del forum, in modo che anche queste metadiscussioni scorrano in maniera leggibile; nei topic dei dischi non succede perché ci sono degli utenti permalosi che non hanno voglia di sentirsi dire che fanno parte del target di riferimento del revival wave ---- ogni volta eh, ormai lo hanno imparato, che possono fare di più? Io dubito che markmus, vecchio con moglie e  figli, cambierà approccio, è un forum dove buona parte degli utenti fa parte del target medio dei Fontaines, ed è normale che sia così date le caratteristiche dei partecipanti, ed è normale pure nella realtà

 

queste analisi mi sembrano un po' come quelle che vanno avanti da secoli sull'italiano che guarda il calcio, è così e amen; dico la verità: analizzare così tanto le  abitudini degli altri, mi sembra molto più da vecchio che ascoltare i Fontaines, da zitellacce, dubito che a 18 anni qualcuno si ponga simili problemi, è indice di invecchiamento tanto quanto il revival

 

chiudo qua, domani apro il topic


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#85 wago

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Inviato 05 maggio 2022 - 19:35

wago, se anche la colpa della degenerazione fosse SOLO dei fan del revival wave, perché permalosi, cosa cambierebbe?
ci sono pagine con post kilometrici che non dicono nulla sul disco e non fanno nemmeno ridere; se le meta-analisi, rispettabilissime, sono così importanti, perché non aprire un topic dedicato? Troppo semplice?

Perché riguardano i dischi specifici e non il sesso degli angeli? Non capisco davvero in che consista la questione. Peraltro davvero finora ad aver scritto dei pezzi del disco in questo
thread, quantomeno dopo l'uscita, ci sono io — intervenivo per commentare l'ascolto. Non è che chi prova a mettere insieme più piani (magari dicendo sonore cazzate) impedisca a qualcuno di parlare della musica, il contrario a dire il vero.

PS lassi ma che me fotte a me di ragionare da giovani, siamo vecchi e io vecchio ci son pure nato, metà dei battibecchi si risolverebbero se accettassimo di essere vecchi, scorbutici, micragnosi e tendenzialmente in torto.
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#86 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 05 maggio 2022 - 20:56

Ho guardato il "pensiero di OR" sugli Interpol, giusto per capire l'inizio di questo tunnel tremendo, e ho visto che sono PIETRA MILIARE addirittura, mentre la metà dei gruppi da cui hanno fatto copia&incolla non ha nessuna considerazione

:facepalm:

Se non altro i Fontaines, tra 2 anni, spariranno dai radar, quelli forse no

Povera new wave, per fortuna mi sono dato al jazz
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#87 Владимир Гозерин

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Inviato 05 maggio 2022 - 20:57

Se non altro i Fontaines, tra 2 anni, spariranno dai radar

 

 

Se avessi un euro per ogni volta che ho sentito dirlo e non si è verificato, sarei ricco. 


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#88 Ugo il re del judo

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Inviato 05 maggio 2022 - 20:59

Se non altro i Fontaines, tra 2 anni, spariranno dai radar

 
 
Se avessi un euro per ogni volta che ho sentito dirlo e non si è verificato, sarei ricco.

Beh dai, almeno i cantautori con la barba del 2000->, sono spariti; è già un fattore molto positivo
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#89 Владимир Гозерин

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Inviato 05 maggio 2022 - 21:40

Ma per loro non l'ha mai detto nessuno, è una frase che si diceva (e a quanto pare, ancora si dice) tipicamente per le band indie britanniche.

Qui dentro l'ho letta pure per gli Arctic Monkeys non più tardi di una decina di anni fa (quando peraltro avevano pubblicato già quattro e passa album, quando si dice non saper accettare la realtà asd ). 


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#90 Aarie

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Inviato 06 maggio 2022 - 05:49

Bara forse già lo sai, se no esulta: a luglio uscirà il nuovo disco degli Interpol!
Se vuoi aprire un nuovo topic, potrebbe essere sul senso effettivo dell'espressione "post punk" dopo tutti questi anni di post post post all'infinito...
Infatti la questione più significativa non mi pare quella sulla durata di tutti questi gruppi ma sulla loro evoluzione, che sempre più spesso e' un'involuzione e capita che se ne accorgano anche loro. Avevo già ricordato come lo stesso cantante dei Fontaines DC ha dichiarato di essere un po' stufo del loro stile che in effetti, in tre dischi, non è cambiato praticamente per niente, e di voler cambiare qualcosa.
I Black Road New Country sono in piena ricostruzione dopo la partenza del frontman e chissà su quale strada anche loro continueranno.
Gli Arctic Monkeys sono ancora tra noi, ma il loro percorso e' sempre più accidentato e legato a quel che gira nella testa del loro frontman, anche in questo caso.
Sicuramente molto dipende anche da quanto i gruppi diano retta alle indicazioni dei critici più seguiti o decidano comunque di andare per la loro strada senza farsi troppo condizionare.
Se ne parla da tempo, ma evidentemente si tratta di una discussione sempre aperta.
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#91 Ondazzone

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Inviato 07 maggio 2022 - 10:28

Ok, ma in tutto questo cosa ne pensa l'utente medio del disco? senza considerazioni sociologiche, musicalmente limitando,

 

votate qua

 

http://forum.ondaroc...edazione/page-5


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#92 brachilone

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Inviato 14 maggio 2022 - 22:20

Ma col cazzo che vengo a scrivere qui cosa ne penso del disco, qualsiasi cosa dicessi finirei iscritto in qualche meta-categoria sociale che poi mi tocca andare in terapia per riprendermi
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#93 wago

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Inviato 15 maggio 2022 - 08:13

Livore (fu Bjorkodio) ci va giù collo schiacciasassi pubblicando un rant anti-postpostpunk che lascia (ovviamente) il tempo che trova ma certamente sa tirar fuori qualche risata e qualche incazzatura. Nel complesso stroppia un poco anche per me ma come contraltare all'idolatria diffusa nel giro indie/alternative direi che ci sta.

https://www.livore.i...val-britannico/

 

Mi piacerebbe anzicheno avere cose del genere anche su OR, eventualmente anche in una forma paracula tipo pistolotto doppio pros/cons. Non solo sul postpostpunk, s'intende.

 

[tl;dr per chi legittimamente ha altro da fare la domenica:]

 

E in tutto questo nessuno si accorge che la “Crank Wave”, il periodo più brillantato e recente del britpunk, quello su cui ha messo le mani Carey, non è davvero una wave – con buona pace di NME: quantomeno, non è un’onda culturale organizzata da gruppi con un simile indirizzo, con un simile sentimento. Non è un movimento che viene storicizzato ex post e che racconta i disagi della Brexit incasellandosi in un mix di chitarre appuntite e spoken word. È tutto partito in studio ed è tutto proseguito – immediatamente – nelle tavole rotonde delle etichette che scelgono i trend nel Regno Unito, non c’è un sentire comune, c’è una produzione musicale indirizzata a una specifica nicchia di consumatori. All’effettiva consumazione su disco, togliendo il cantato parlato nasale delle nuove star dell’ondata e prendendo atto che certi hook non sono altro che pezzetti di brano messi appositamente per far sorridere chi pensa di saperne un botto di musica, questa produzione si rivela per quello che è: sempre la stessa roba. Sempre la stessa roba che passava da almeno il 2014, quando fuori dall’Inghilterra spopolavano gli Iceage e gli Ought: una musica funzionale a captare le sensibilità di un pubblico troppo giovane per ricordarsi del post-punk serio e contemporaneamente di quel pubblico che non ha mai conosciuto il post-punk serio, si è fatto friggere nei noughties dagli Interpol, e adesso rimane nella sua comfort zone con qualcosa che sembra non troppo nuovo. [...]

la seconda, grave conseguenza di un’operazione del genere, al di là dell’appiattimento dell’offerta del rock britannico, è il rammollimento totale del senso critico di chi si butta di faccia su tutta questa roba. E il pubblico, rincretinito dal battage mediatico che fa diventare questi dischi e queste band l’unica cosa possibile che ti possa piacere in questo periodo, beve tutto senza farsi troppe domande; tanto l’importante è, come al solito, darsi una colonna sonora coerente con l’epoca che viviamo – in fondo sono in classifica, passano in radio, ne parlano tutti. È un fenomeno normale: c’è qualcosa di vagamente nuovo, ci si affeziona alla formula, si cercano conferme nei dischi successivi. Ma quanto ancora deve durare questa boiata?


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#94 il nostro caro angelo

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Inviato 15 maggio 2022 - 10:50

Non ce la faccio, è una lettura che mi invoglia ad ascoltare a nastro i blackmidi. 


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#95 corrigan

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Inviato 15 maggio 2022 - 11:32

 

Livore (fu Bjorkodio) ci va giù collo schiacciasassi pubblicando un rant anti-postpostpunk che lascia (ovviamente) il tempo che trova ma certamente sa tirar fuori qualche risata e qualche incazzatura. Nel complesso stroppia un poco anche per me ma come contraltare all'idolatria diffusa nel giro indie/alternative direi che ci sta.

https://www.livore.i...val-britannico/

 

Mi piacerebbe anzicheno avere cose del genere anche su OR, eventualmente anche in una forma paracula tipo pistolotto doppio pros/cons. Non solo sul postpostpunk, s'intende.

 

[tl;dr per chi legittimamente ha altro da fare la domenica:]

 

 

 

Ho l'impressione che questa lettura si perda un passaggio. In UK il relativo successo di questi gruppi, come scrive lui, deriva dall'aver identificato la musica adatta ad una bolla micro-sociale politicizzata - basta leggere la storia degli Yard Act. in Italia e immagino anche in altri paesi europei , questi gruppi sono conosciuti a causa della spinta della critica estera, ma poi vengono apprezzati soprattutto perché quelle sonorità piacciono. 

In altre parole: in UK questi gruppi sono principalmente apprezzati per tutto quello che non ha a che fare con la musica. In Italia sono apprezzate per il tipo di musica che fanno, e lo sarebbero stati anche se invece di disagio politicizzato post-Brexit avessero cantato se non di fate, stregoni e draghi (perché comunque lo stigma contro temi percepiti come prog rimane), almeno di Sturm und Drang interiore come i gruppi della precedente ondata post-punk degli anni Zero / primissimi Dieci. 


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#96 markmus

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Inviato 15 maggio 2022 - 13:28

Ho l'impressione che questa lettura si perda un passaggio. In UK il relativo successo di questi gruppi, come scrive lui, deriva dall'aver identificato la musica adatta ad una bolla micro-sociale politicizzata - basta leggere la storia degli Yard Act.

Questa continua a sembrarmi una semplificazione forumistica, soprattutto se si inizia a mettere tutte le band nel calderone, la metà e più mi pare che di apertamente politico abbia poco nei testi e non capisco se stiamo tornado a dire che gli ascoltatori siano solo ultratrentenni corbyniani, che pure mi sembra una forzatura.

Penso che è vero che ci sia un po' di rigetto per i testi più spensierati di qualche anno prima, ma mi pare una cosa transgenerazionale e non dovuta ad una nicchia specifica.
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#97 wago

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Inviato 15 maggio 2022 - 21:13

Anche a me sembra che l'articolo la carichi un po' troppo, poi per carità si tratta di un blog specializzato in rant quindi fa parte del gioco; trovo in ogni caso che su qualche aspetto ci prenda.

 

Su tutti, l'osservazione che il consenso unanime della critica indie/alternative faccia risultare queste band "l’unica cosa possibile che ti possa piacere in questo periodo", e che il pubblico se la beva. Non penso a questo forum, che reputo costituito da appassionati sufficientemente onnivori e scafandrati (specifico perché l'altra settimana qualcuno si è risentito in questo thread sentendo il dito puntato contro di sé), ma guardando ai commenti nella pagina Facebook di Ondarock questa circostanza è davvero palese. E anche senza leggere i commenti: quando si propone un post su una di ste band qua, le interazioni vanno alle stelle; quando si scrive di Liberato (che non è proprio l'ultimo stronzo, almeno nel mondo della musica alternativa italiana) si registra il flop totale. Per carità, magari sono i follower di Ondarock che sono appositamente selezionati per essere una manica di fondamentalisti postpostpunk, e mi sa che in parte è davvero così, però questa compattezza (interesse per quei suoni e solo per quei suoni) ha dell'inquietante.

 

Il discorso dello stile costruito a tavolino, della mancanza di un sentire comune ecc. mi sembra invece alquanto campato in aria e mi puzza pure di spasmodica ricerca dell'autenticità. Ma vabbè è un blog indie rivolto agli indie e quella roba lì credo che non smetterà di essere un valore all'interno della comunità. Vero invece è che questa ondata postpostpunk appiattisce la nozione di post-punk, di per sé centrifuga e indefinibile, su un set piuttosto ristretto di formulette replicabili, ma mi pare che lo stesso si possa dire di "ondate" precedenti (che in effetti l'autore sembra schifare altrettanto) e di molti generi con una loro rispettabilità; in questo senso, mi sembra più un problema di denominazioni (questa roba ha la sfiga di venir chiamata ancora "post-punk", altrimenti il tema non si porrebbe) che di sostanza. Non mi convince manco quando sostiene che nel mondo ideale i black midi sarebbero i nuovi This Heat mentre i Black Country i Feelies: nel mondo ideale queste band non ci sarebbero, o per meglio dire — queste band e il loro emergere sono il frutto del mondo che abbiamo, non è che stravolgendo le premesse i risultati ne seguirebbero in modo lineare e prevedibile.

 

Invece credo che l'articolo faccia un lavoro onesto nell'inquadrare etichette e produttori più strettamente associati alle formazioni attualmente in auge in questo filone; senz'altro è perché sono poco attento io ma non mi pare di aver visto questo elemento messo al centro nelle cose che Ondarock ha dedicato al tema (per fare un esempio vicino). Interessante anche il tentativo di tracciare una genealogia del fenomeno, che immagino sia limitata e magari un po' di parte (chiedo agli esperti) ma anche qui è qualcosa che altrove non ho trovato.


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#98 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 16 maggio 2022 - 00:34

 Vero invece è che questa ondata postpostpunk appiattisce la nozione di post-punk, di per sé centrifuga e indefinibile, su un set piuttosto ristretto di formulette replicabili, ma mi pare che lo stesso si possa dire di "ondate" precedenti (che in effetti l'autore sembra schifare altrettanto) 

 

beh, su questo non c'è dubbio, se la motivazione è quella delle formulette replicabili, ci troviamo di fronte ad un fenomeno esistente da decenni, i Fontaines DC erano ancora nella culla; se invece si porta la motivazione su sensazioni soggettive, benissimo ma boh non capisco il senso dei pipponi collegati alle proprie emozioni, il pippone "scientifico" deve essere per forza oggettivo per quanto mi riguarda, altrimenti diventa un cane che si morde la coda

 

un discorso come quello che hai postato, dove si generalizza molto, anche a livello temporale, porterà ulteriori divisioni e litigate asd tra i postpostpunkers, i postpostpostpunkers e i postpostpostpostpunkers; gli Interpolliani la prenderanno malissimo perché si ritenevano i Joydivisioniani della nuova era e ne andavano fieri

 

timidamente emerge una visione (per me fastidiosa) in quell'articolo: la stanchezza (di chi scrive) dovuta alla ripetizione del fenomeno, più che alle band citate genericamente (senza una critica specifica) come listone della spesa, quasi a dire "non ne possiamo più, quindi spariamo a 0 su tutti" 

 

 la critica "alternativa", chiamiamola così, secondo me, non dovrebbe proprio curarsi di simili fenomeni, ma proporre le proprie idee; i Wire e i Fall (cito loro perché nell'articolo sono stimati, mi pare) hanno avuto diffusione grazie a dei giornalisti "undergorund" propositivi e coraggiosi, esiste oggi una simile stampa? Cosa "vende" il blog in questione? Non lo conosco, ha dei suggerimenti che possiamo considerare i Wire di oggi? I King Crimson? Gli Who? Ha dei generi nuovi da mettere sul tavolo? Descrive bene alcune caratteristiche della wave storica e il mancato recepimento delle stesse da parte di queste ondate ma non basta spiegare chi no e chi male, è troppo facile così

 

 


Non ce la faccio, è una lettura che mi invoglia ad ascoltare a nastro i blackmidi.
asd non li conosco ma ho capito il senso e concordo; se la critica "alternativa" continua così, sono disposto a rivedere le mie idee sui Radio
 
e comunque un articolo del genere, così ossessivo e accusatore, puzza di nostalgico/vecchio molto più delle band revivaliste all'acqua di rose che secondo me, spesso, sono quasi ignare, nella loro ingenuità/semplicità, della storia che vogliono riportare alla luce, band che vivono cavalcando l'euforia del momento --- puzza di una critica invidiosa (altro elemento tipico degli anziani stufi) dell'entusiasmo altrui, e spiega il successo di questi nuovi artisti con delle dinamiche di vendita che esistono da sempre, non sono state create per gli Idles, e ha quindi poco senso citarle come la scoperta del secolo, sono scontate e fisiologiche 
 
se lo scopo è fare polemica, è perfetto ma spero che la critica musicale non diventi sgarbiana; tra lo spipponare/sparare nel mucchio (senza fare proposte) e l'entusiasmo, anche per dischi che non mi prendono, meglio sempre il secondo, è più rock and roll

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#99 wago

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Inviato 16 maggio 2022 - 10:00

Concordo senz'altro sulla conclusione, meno sull'idea che le opinioni vadano esposte in modo articolato solo se basate su dati e non su emozioni: a me le opinioni articolate piacciono e basta, se sono ancorate su hard facts tanto meglio, magari avrò più terreno comune per confrontarmi, se no bene lo stesso, avrò conosciuto un punto di vista in più. Preferisco senz'altro gli sbrocchi tipo questo agli articoletti tipo agenzia stampa che fanno il loro compitino descrittivo, cavalcano l'hype ma non esprimono un'opinione se non con termini vuoti tipo capolavoro, entusiasmante, stupendo ecc. Questo lo dico in generale eh, riaprire una pagina a caso di Krautrocksampler in cui se la prende cogli Yes dicendone cose per me false mi fa ancora incazzare, ma riconosco il valore di quella prospettiva in quanto tale, quantomeno può fungere da bersaglio polemico. In questo senso dicevo che mi piacerebbe avere cose così anche su Ondarock: non sarei d'accordo col 90% probabilmente, ma sarebbero prese di posizione chiare, che metterebbero più in vista limiti e punti di forza di una certa visione (ovviamente bene anzi anche meglio se se ne pubblica una e pure quella opposta).
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#100 Ɲ●†

Ɲ●†

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Inviato 16 maggio 2022 - 10:07

Ma ci si può anche sganciare dal "o tutto o niente". Personalmente sì, mi sono piaciuti molto gli Squid per motivi prettamente musicali. I BCNR li ho già dimenticati, i Black Midi per quel poco che ho sentito me la sono data a gambe levate e i DC mai ascoltati. Cercare per forza una sistematizzazione è rischioso, soprattutto se si parla della platea degli ascoltatori (dal punto di vista dei musicisti boh, non so se si possa parlare di scena in senso stretto, intendo band che si conoscono, collaborano, condividono origini e percorso etc, non ne so abbastanza)

 

EDIT mi scuso in anticipo per essere intervenuto senza essere riuscito a leggere tutto, se ho scritto cose scentrate ditemelo che cancello subito asd


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