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Julia Holter - Aviary (Domino 2018)


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132 replies to this topic

#41 beatoangelico

beatoangelico

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Inviato 28 ottobre 2018 - 10:54

Grandissima Giulia, questo vuol dire fare la differenza tra artisti, bisogna saper osare lei ha avuto il coraggio di farlo, cosa che non ha fatto lo scorso anno Susanne Sundfor purtroppo; il disco sicuramente merita un ascolto accurato ma le premesse sono molto positive, sicuramente uno dei dischi più interessanti dell'anno.

 

che delusione quello di susannona dell'anno scorso  :facepalm:


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#42 slothrop

slothrop

    Enciclopedista

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Inviato 28 ottobre 2018 - 11:21

Con più spazio quando avrò tempo e un pc sotto mano, ma "Words I Head" e' un capolavoro vero nel quadro di un album ambizioso che qualche difetto (anche al secondo ascolto) sembra avercelo. Però qui il talento e' di fascia alta e a confrontarla, che so, con una Grouper beh, la seconda ne esce sconfitta in modo impietoso. Questi mi paiono due punti oggettivi da cui partire
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#43 naviossab

naviossab

    aspirante indie

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Inviato 28 ottobre 2018 - 16:24

Dopo un paio di ascolti più attenti faccio però ancora fatica a scollinare il quartetto iniziale di canzoni, poi con 'Everyday is an emergency' e la sua parte di nenia cantata inizio a entrarci dentro...mi sembrano bellissime 'Underneath the moon', 'In garden's muteness' (sopra tutte al momento...), 'Les jeux to you', 'Words I heard' e 'Why sad song'. Difficili da digerire al momento le altre derive marcatamente 'medioevali' (passatemi il termine, non me ne viene un altro ora), ma la colpa è mia perché le uniche che sono riuscito ad apprezzare sono state quelle di Kate Bush (che secondo me fa capolino in questo disco diverse volte, ma più in generale anche in tutta la discografia della Holter)...       


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#44 Patrono

Patrono

    pivello

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Inviato 28 ottobre 2018 - 21:08

secondo me l'unico errore che ha commesso è a livello di tracklist. 

da 1 a 8 scorre via senza problemi poi ti piazza tre ballatone una dopo l'altra che ammazzerebbero anche un cavallo

in generale è un po' sbilanciato con i pezzi più ritmici quasi tutti da una parte

d'alltra (9/15) ci sono solo due pezzi un po' più upbeat. 

 

O ne segava una delle tre (peccato perchè sono tutte fighe)

o le distribuiva meglio

 

comunque disco che ti trasporta davero in un altro mondo, non tutto è perfetto, ma l'opera lunga questo impone. 

 

Vette per ora per me sono: Vice Simul/Everyday Is An Emergency/Underneath The moon/In Gardens Muteness/Les Jeux to You/Words I Heard


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#45 Tony Randine

Tony Randine

    Roadie

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Inviato 29 ottobre 2018 - 11:49


comunque disco che ti trasporta davero in un altro mondo, non tutto è perfetto, ma l'opera lunga questo impone. 

 

 

 

Ennesimo esempio dunque di album doppio/triplo che se scremato a dovere avrebbe guadagnato molti punti?


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#46 Vatar

Vatar

    Narigiatt

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Inviato 29 ottobre 2018 - 19:43




comunque disco che ti trasporta davero in un altro mondo, non tutto è perfetto, ma l'opera lunga questo impone. 

 
Ennesimo esempio dunque di album doppio/triplo che se scremato a dovere avrebbe guadagnato molti punti?
Bisognerebbe abolire i doppi/tripli, troppo lunghi d'ascoltare e quasi impossible mantenere una buona qualità sulla quantità di brani, nei miei ascolti l'unico doppio che salvo è Kiss me kiss me dei Cure
  • 0

#47 LukakuFakeTroll

LukakuFakeTroll

    TOPAZIO

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Inviato 29 ottobre 2018 - 20:08

A me dà fastidio non aver capito quale sia l'ultima canzone del primo disco e la prima del secondo, per gestirmi meglio gli ascolti, ma l'album è più figo del precedente anche se si ammoscia un po' in mezzo. Speravo di no eh. Mi sa che finisce pure nella classifichina.


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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#48 markmus

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Inviato 29 ottobre 2018 - 23:01


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#49 slothrop

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Inviato 30 ottobre 2018 - 07:58

Comunque secondo me non ci sarà hype, visto che si tirava in ballo la questione.

 

Considerando che 1) è ancora presto per dirlo e 2) si tratta oggettivamente di un disco atteso (perchè solo qui sul forum in molti c'eravamo appuntati l'uscita, lei è lontanona dal mainstream ma è una da "playlist di fine anno di testate indie" e credo che su Ondarock sia anche più seguita che altrove), a naso per il momento non s'è innescato granchè, e quasi tutti quelli che ne han parlato non mancano di sottolineare anche i difetti dell'operazione.

 

Disco coraggioso? Beh, forse qui un po' sì, nel senso che è una lavoro grosso, ci sono tempo e anche un po' di quattrini dietro al disco di una che s'era fatta molto notare due anni fa giocando bene una carta pop (di fatto avant-pop) credibile. Probabilmente la mossa furba era rifarlo - la fama della Holter è ancora del tutto da consolidare e il suo eclettismo dal punto di vista del marketing non è di grande aiuto - oppure fare un disco mastondontico ma per davvero, qualcosa di programmaticamente assurdo, così da far chiacchierare. Invece qui ha fatto qualcosa di impegnativo, al limite manierista, più che titanico&sorprendente&programmaticamentefolle.

Insomma, l'impressione è che abbia usato il credito capitalizzato per fare una cosa a cui teneva (coi suoi difetti, i suoi lanci nel vuoto e le sue lungaggini), più che puntare sulla visibilità come obiettivo primario.

 

Venendo allo specifico musicale di questioni sollevate. Patrono lamenta l'infilata di ballatone a discapito dei pezzi più percussivi che, se meglio distribuiti, avrebbero alleggerito l'ascolto. Non sono granchè d'accordo, nel senso che quello che lui dice è mediamente vero in generale, ma nel caso specifico di questo disco secondo me 1) i pezzi percussivi sono certo più movimentati delle ballad ma non sono pezzi che facciano leva su un groove di per sé dotato di leggerezza, sono sempre in qualche modo pestoni e tonitruanti (i riferimenti alla musica medievale fatti da qualcuno per me sono abbastanza pertinenti); 2) il dipanarsi lento di una ballad dietro l'altra induce nell'ascoltatore la modalità da ascolto della musica minimalista o ambient o classica, quindi lo allontana da un'aspettative pop-rock che, in effetti, per questo album sarebbe inappropriata e quindi forse il disco è più sciroppabile proprio accettanto le sue lungaggini ed evitanto strappi netti.


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#50 naviossab

naviossab

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Inviato 30 ottobre 2018 - 16:29

 

Grazie del link...Beh il termine 'medioevale' ricorre spesso, è proprio una strada cercata e battuta con convinzione.

Tra l'altro anche lei suggerisce di non incapponirsi ad ascoltarlo tutto intero, ma di trovare la propria strada :) 


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#51 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 31 ottobre 2018 - 10:59

linciatemi

http://www.ondarock....lter-aviary.htm


  • 2

#52 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 31 ottobre 2018 - 11:00

Ma cosa c'è da linciare, a parte il tuo egocentrismo?  ;D

 

Io per ora mi ritrovo abbastanza in tutti i commenti che sono stati fatti qui, soprattutto in quello di Slot. Opera ambiziosa e relativamente coraggiosa, quindi meritoria, con alcuni passaggi a vuoto ma "comprensibili". Diciamo che è facile focalizzarsi sui pezzi che piacciono di più a discapito dell'insieme (al momento, oltre a Underneath the Moon mi sta facendo impazzire Les Jeux to you). Questo per ora, poi vediamo se emerge un disegno d'insieme "forte" e se tiene.

 

Disco che stupisce molto meno alla luce di tutta la produzione della Holter (che si è sempre giocata tra un'idea di composizione colta e l'art-pop) che non se si prende come riferimento Have you in my Wilderness (chi ne voleva una replica casca indubbiamente male).


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A chemistry of commotion and style

#53 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 31 ottobre 2018 - 11:23

Ma cosa c'è da linciare, a parte il tuo egocentrismo?  ;D

 

Io per ora mi ritrovo abbastanza in tutti i commenti che sono stati fatti qui, soprattutto in quello di Slot. Opera ambiziosa e coraggiosa,quindi meritoria, con alcuni passaggi a vuoto ma "comprensibili". Diciamo che è facile focalizzarsi sui pezzi che piacciono di più a discapito dell'insieme (al momento, oltre a Underneath the Moon mi sta facendo impazzire Les Jeux to you). Questo per ora, poi vediamo se emerge un disegno d'insieme "forte" e se tiene.

 

Disco che stupisce molto meno alla luce di tutta la produzione della Holter (che si è sempre giocata tra un'idea di composizione colta e l'art-pop) che non se si prende come riferimento Have you in my Wilderness (chi ne voleva una replica casca indubbiamente male).

alla fine ci sono riuscito

mi hai linciato

tvb :wub:  :wub:


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#54 Vatar

Vatar

    Narigiatt

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Inviato 31 ottobre 2018 - 12:14

linciatemi
http://www.ondarock....lter-aviary.htm


Non vedo motivo di linciaggio da parte mia, condivido tutto quello che hai scritto, bravo Gianfranco.
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#55 slothrop

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Inviato 31 ottobre 2018 - 13:04

 

linciatemi
http://www.ondarock....lter-aviary.htm


Non vedo motivo di linciaggio da parte mia, condivido tutto quello che hai scritto, bravo Gianfranco.

 

 

 

anch'io la trovo piuttosto condivisible, con dei riferimenti molto pertinenti. Ecco, magari non condivido il discorso sulla divisione netta delle due parti, che se non lo sapevo da par mio non c'avrei nemmeno fatto caso.


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#56 naviossab

naviossab

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Inviato 31 ottobre 2018 - 16:12

Complimenti per la recensione, che trovo ben argomentata, immagino la fatica di scriverla.


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#57 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 31 ottobre 2018 - 21:26

Complimenti per la recensione, che trovo ben argomentata, immagino la fatica di scriverla.

Grazie , soprattutto per aver compreso la difficoltà  di mettere a fuoco tanti argomenti (chissà quanti ne sono sfuggiti)


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#58 Patrono

Patrono

    pivello

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Inviato 31 ottobre 2018 - 21:45

Bella recensione. Io comunque nella mia ignoranza l'ho trovato spiazzante eccome, insomma per le sonorità a cui rimanda e come lo fa. Si è vero, il concetto di cacofonico subito assimilato ad una sonorità più melodica è cosa ben conosciuta, ma la holter lo propone qui in un modo particolare, perchè i pezzi sembrano sempre essere sul filo di raggomitolarsi su se stessi, ma non accade mai, lasciandoti abbastanza stranito. 

 

In generale sono ancora indeciso su questo disco, come ascoltatore dico che un paio di brani in meno avrebbero aiutato - ma quali? - e anche una tracklist più equilibrata. 

Però è vero che julia stessa ha detto che per lei non c'è un modo di ascoltare sto disco, sa cheè complesso da ascoltare dall'inizio alla fine, ma a lei "nun frega na mazza" vuole che ognuno trovi il suo modo di ascoltarlo, che sia intero, diviso, a spizzichi e a bocconi ecc. 

 

Per me che sono uno che ama l'ascolto dei dischi di filata tutti in un colpo avverto un po' di pesantezza con quelle tre ballatone una dopo l'altrà. Credo che la parte migliore sia la prima, da 1 a 8, veramente notevolissima. Sulla seconda ho qualche riserbo ancora. 

Comunque non credo neanche sia questo il punto: è un disco che già nella sua creazione non vuole essere perfetto, quindi va bene cosi. 

 

Sta un passo avanti, comunque.


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#59 Patrono

Patrono

    pivello

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Inviato 31 ottobre 2018 - 22:07

Comunque secondo me non ci sarà hype, visto che si tirava in ballo la questione.

 

 

Venendo allo specifico musicale di questioni sollevate. Patrono lamenta l'infilata di ballatone a discapito dei pezzi più percussivi che, se meglio distribuiti, avrebbero alleggerito l'ascolto. Non sono granchè d'accordo, nel senso che quello che lui dice è mediamente vero in generale, ma nel caso specifico di questo disco secondo me 1) i pezzi percussivi sono certo più movimentati delle ballad ma non sono pezzi che facciano leva su un groove di per sé dotato di leggerezza, sono sempre in qualche modo pestoni e tonitruanti (i riferimenti alla musica medievale fatti da qualcuno per me sono abbastanza pertinenti); 2) il dipanarsi lento di una ballad dietro l'altra induce nell'ascoltatore la modalità da ascolto della musica minimalista o ambient o classica, quindi lo allontana da un'aspettative pop-rock che, in effetti, per questo album sarebbe inappropriata e quindi forse il disco è più sciroppabile proprio accettanto le sue lungaggini ed evitanto strappi netti.

 

 

guarda, stai parlando con un appassionato di musica ambientale e che è pure una batterista, quindi caschi bene :D 

Mi "lamentavo" nel senso che quel blocco, che viene dopo 8 brani comunque non proprio facilissimi, è un bel mattoncino. E un po' mi ha reso faticoso arrivare alla fine. Se, non so, si teneva un pezzo più ritmato (che, concordo spezzano il ritmo in maniera netta, mas il discorso è proprio questo) ficcandocelo in mezzo alle tre ballatone dette, forse, ma forse eh non lo so, l'effetto si notava meno. Alla fine le questioni formali spostano parecchio. 

 

Comunque sto anche pensando ad una cosa che è un po' una cosa che si ricollega a quello che dici tu: è vero che il disco c'ha un'anima ambientale abbastanza visibile e che quindi può invitare anche ad un ascolto maggiormente "indiretto" come certo ambient prescrive. Infatti mi sono reso conto che personalmente il disco suona (anche) meglio quando non sto li a ricercare il singolo dettaglio, ma lo lascio scorrere come un fiume per 90 minuti, Però ci sono certi brani cosi complessi che invitano ad un ascolto minuzioso proprio perchè nei dettagli si nascondono le cose più intriganti. 

 

Non so, mi sembra un disco molto enigmatico, che trova forza nei suoi limiti, e qui sta il suo bello evidentemente


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#60 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 31 ottobre 2018 - 22:13

Bella recensione. Io comunque nella mia ignoranza l'ho trovato spiazzante eccome, insomma per le sonorità a cui rimanda e come lo fa. Si è vero, il concetto di cacofonico subito assimilato ad una sonorità più melodica è cosa ben conosciuta, ma la holter lo propone qui in un modo particolare, perchè i pezzi sembrano sempre essere sul filo di raggomitolarsi su se stessi, ma non accade mai, lasciandoti abbastanza stranito. 

 

In generale sono ancora indeciso su questo disco, come ascoltatore dico che un paio di brani in meno avrebbero aiutato - ma quali? - e anche una tracklist più equilibrata. 

Però è vero che julia stessa ha detto che per lei non c'è un modo di ascoltare sto disco, sa cheè complesso da ascoltare dall'inizio alla fine, ma a lei "nun frega na mazza" vuole che ognuno trovi il suo modo di ascoltarlo, che sia intero, diviso, a spizzichi e a bocconi ecc. 

 

Per me che sono uno che ama l'ascolto dei dischi di filata tutti in un colpo avverto un po' di pesantezza con quelle tre ballatone una dopo l'altrà. Credo che la parte migliore sia la prima, da 1 a 8, veramente notevolissima. Sulla seconda ho qualche riserbo ancora. 

Comunque non credo neanche sia questo il punto: è un disco che già nella sua creazione non vuole essere perfetto, quindi va bene cosi. 

 

Sta un passo avanti, comunque.

hai colto secondo me bene il senso del disco, nessuna risposta, tante domande e come ho già detto nella recensione : la musica sembra quasi prendersi gioco di se stessa, inseguendo raramente forme definite.


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