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[Pietra Miliare] 2001: Odissea Nello Spazio (Kubrick, 1968)


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222 replies to this topic

#21 dick laurent

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:01

 

 

 


Come il novanta per cento dell'opera di Kubrick non mi piace (più).

perché?

(serio)

 

Parto dal (più), e premetto che mi dispiace risultare antipatico in un topic celebrativo. Ad ogni modo, quando morì subii una celebrazione di massa che lo indicava come IL REGISTA, opinione con cui non mi fu difficile concordare, data la mia giovane età e l'imponenza (un po' fascista) dei suoi film. Poi si trovano stili più affini a sè stessi, e formai l'idea che il cinema di Kubrick (con la sua perferzione formale, lo stile di lavorazione ossessivo, la freddezza) fosse all'opposto della mia idea di cinema, tanto che sinceramente i contenuti che i suoi film vorrebbero trasmettere non mi arrivano proprio (ma se il ricorderà Kubrick stesso i motivi per cui ha scelto un soggetto dopo aver speso mesi a decidere il colore dei battiscopa?).

Ad oggi, salvo Rapina a mano armata e Orizzonti di Gloria, e gli riconosco un uso particolare e molto efficace dei punti di fuga.

 

 

Però va detto che la regia algida e distaccata di kubrick è perfetta per il film, che è esso stesso una specie di glaciale monolite (o monolito, boh fa lo stesso)


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#22 Gozer

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:03

Kubrick incontra Altman e gli fa i complimenti per il taglio di luce particolare di una scena in esterni di McCabe & Mrs Miller chiedendogli quanto ha dovuto attendere per avere quelle particolari condizioni, al che Altman gli risponde "Stanley, mi sono svegliato, sono andato sul set, ho messo le macchine sui cavalletti e ho cominciata a girare".

 

Ahahahah, che meraviglia. Dove hai scovato l'aneddoto?


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#23 William Wilson

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:05

Kubrick <<un po' fascista>>?! Semmai dà corpo e immagine al "fascismo" che è nell'uomo.

 

Comunque ora grazie a The Man ho finalmente capito perché non riesco a guardare per più di 10 minuti Altman.


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#24 Tom

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:23

Va beh, adesso non fatemi passare Altman per uno che girava in modo spontaneo e pragmatico. La sue modalità di messa in scena erano radicali quanto se non più quelle di un Kubrick, tra creazione ogni volta di una sorte di comune tra attori e troupe, invasione e trasformazione degli spazi scelti per le riprese, dibattiti collettivi e continua messa in discussione del metodo di lavoro, anarchia creativa a tutti i livelli. 

 

Comunque l'annedoto mi sa tanto di riciclo di un'analoga battuta di Truffaut a un produttore di Hollywood a proposito della foschia di Jules e Jim.

 

E su Kubrick se ne potrebbe raccontare uno contrario. Un critico scrisse un intero saggio sui significati simbolici del labirinto di Shining (non presente nel romanzo), ma quando Kubrick fu intervistato sul perché avesse messo quel labirinto rispose che non si ricordava da dove gli fosse venuta l'idea, ma solo che gli era sembrata una buona idea. 


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#25 Claudio

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:37

Ma, scusate, siamo stati anni a cercare di smitizzare il dogma della spontaneità e della sincerità del rock, e ora invece per Kubrick si scomodano termini come "artificiosità" e "distaccato" per sminuirlo? Poi magari lo fanno gli stessi che massacrano il dogma di Von Trier e il cinema iperrealista... A me comunque non lascia mai un'idea di freddezza, semmai di morbosità, ed è una cosa che mi lascia tutt'altro che tranquillo o distaccato.


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#26 Gozer

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:43

Ma, scusate, siamo stati anni a cercare di smitizzare il dogma della spontaneità e della sincerità del rock, e ora invece per Kubrick si scomodano termini come "artificiosità" e "distaccato" per sminuirlo? 

 

A parte il fatto che parliamo di due forme d'arte assai distanti fra loro, non vedo nessuno in questo thread aver usato i due termini che hai riportato...


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#27 dick laurent

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:44

A me comunque non lascia mai un'idea di freddezza, semmai di morbosità, ed è una cosa che mi lascia tutt'altro che tranquillo o distaccato.

 

messa così fa venire in mente che sarebbe stato perfetto per un film su qualche romanzo di kafka tra l'altro


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#28 Claudio

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:51

 

Ma, scusate, siamo stati anni a cercare di smitizzare il dogma della spontaneità e della sincerità del rock, e ora invece per Kubrick si scomodano termini come "artificiosità" e "distaccato" per sminuirlo? 

 

A parte il fatto che parliamo di due forme d'arte assai distanti fra loro, non vedo nessuno in questo thread aver usato i due termini che hai riportato...

 

 

Beh, ad esempio Dick (seppur in sua difesa)

 

Però va detto che la regia algida e distaccata di kubrick...

 

Non credo in ogni caso che le due arti, seppur differenti, debbano essere giudicate con parametri diversi, e soprattutto per me la "freddezza" di Kubrick è solo un involucro (peraltro esteticamente seducente), mentre la sostanza palpita di dramma. Un po' come il Bowie di "Low", insomma :shifty:


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#29 Gozer

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Inviato 19 maggio 2015 - 17:54

Non credo in ogni caso che le due arti, seppur differenti, debbano essere giudicate con parametri diversi

 

Io credo di sì. Persino le opere all'interno di una stessa arte non vanno per forza giudicate con gli stessi parametri, figuriamoci quindi due forme d'arte diverse.

 

p.s. Piano con gli insulti a Bowie dai. asd


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#30 Limenitis

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Inviato 19 maggio 2015 - 18:18

Ma, scusate, siamo stati anni a cercare di smitizzare il dogma della spontaneità e della sincerità del rock, e ora invece per Kubrick si scomodano termini come "artificiosità" e "distaccato" per sminuirlo? Poi magari lo fanno gli stessi che massacrano il dogma di Von Trier e il cinema iperrealista... A me comunque non lascia mai un'idea di freddezza, semmai di morbosità, ed è una cosa che mi lascia tutt'altro che tranquillo o distaccato.

 

 

Si. Per altri aspetti a me fa l'effetto del cinema di Hitchcock in cui l'angoscia spesso arriva alla fine del film. Tranne Barry Lyndon che è una discesa verso l'abisso delle relazioni e dei sentimenti, forse il suo film più bello e al tempo stesso "pesante".


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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#31 William Wilson

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Inviato 19 maggio 2015 - 18:22

Il nome di Kafka in successione con la parola "freddezza" mi ha fatto ricordare de Il processo di Welles e di quanto io abbia trovato kubrickiano-seconda maniera (ante litteram) quel film. 


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#32 Claudio

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:03


p.s. Piano con gli insulti a Bowie dai. asd

 

Tra l'altro pure a lui, ai tempi di "Low", davano del "fascista": tutto torna, invece.


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#33 Gozer

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:07

Erano i tempi di "Station to Station", e non è che "gli davano del fascista", era lui in prima persona a sostenere il bisogno di un governo di estrema destra. Giusto per non raccontare la storia come ci pare insomma.


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#34 Claudio

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:12

Erano i tempi di "Station to Station", e non è che "gli davano del fascista", era lui in prima persona a sostenere il bisogno di un governo di estrema destra. Giusto per non raccontare la storia come ci pare insomma.

 

E anche quella con ogni probabilità era una mossa freddamente artificiosa, che serviva a lanciare il buon Thin White Duke, uno che un po' nazista lo era già di suo. A me i termini "freddezza", "imponente" e "artificioso" sembrano sinceramente calzare proprio a pennello al Bowie di "Low", ed è naturalmente un complimento, visto che anche io ho sempre combattuto l'idea che l'arte debba essere identificata con la spontaneità. (Fine OT, ma il parallelo per me ci sta tutto).


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#35 Gozer

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:15

E anche quella con ogni probabilità era una mossa freddamente artificiosa

 

Na, era delirio cocainomane. Era il periodo in cui imbottigliava il piscio per paura che glielo rubassero per fargli le fatture.

 

 

(E il termine artificioso non l'ha usato nessuno per screditare Kubrick come ho già detto, ma continua pure a leggere solo ciò che ti fa comodo).


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#36 Harry Caul

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:24

 

Kubrick incontra Altman e gli fa i complimenti per il taglio di luce particolare di una scena in esterni di McCabe & Mrs Miller chiedendogli quanto ha dovuto attendere per avere quelle particolari condizioni, al che Altman gli risponde "Stanley, mi sono svegliato, sono andato sul set, ho messo le macchine sui cavalletti e ho cominciata a girare".

 

Ahahahah, che meraviglia. Dove hai scovato l'aneddoto?

 

 

 

L'ho letto su un vecchio Segnocinema una vita fa, lo raccontavo Vilmos Zsigmond.

Su internet ho trovato questa versione, che si discosta un po' da quella che ricordavo (ma non più di tanto):

http://eddieonfilm.b...-than-ever.html


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#37 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:27

Va beh, adesso non fatemi passare Altman per uno che girava in modo spontaneo e pragmatico. La sue modalità di messa in scena erano radicali quanto se non più quelle di un Kubrick, tra creazione ogni volta di una sorte di comune tra attori e troupe, invasione e trasformazione degli spazi scelti per le riprese, dibattiti collettivi e continua messa in discussione del metodo di lavoro, anarchia creativa a tutti i livelli. 

 

Mi sembra in ogni caso un metodo di lavoro diametralmente opposto a quello preciso e accentratore di Kubrick.

Per lui già discutere con il direttore della fotografia una scelta era un mezzo miracolo. asd

 

Non fraintendetemi però, tengo a precisare che io adoro sia Kubrick che Altman anche se posso capire le critiche di freddezza al primo e di staticità al secondo.


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#38 dick laurent

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:36

 

naturalmente un complimento, visto che anche io ho sempre combattuto l'idea che l'arte debba essere identificata con la spontaneità. (Fine OT, ma il parallelo per me ci sta tutto).

 

identificata magari no, però c'è anche grandissima musica estremamente spontanea, insomma non starei a teorizzare troppo in un senso o nell'altro o a dire che un approccio è giusto e l'altro è sbagliato


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#39 cinemaniaco

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Inviato 19 maggio 2015 - 19:47

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POPOLARE

quello che sicuramente fa più incazzare i detrattori di kubrick è la sfilza di cult che ha messo in fila, molto probabilmente senza neanche la volontà esplicita di farli tali (tipo invece tarantino che si affanna da sempre a fare la "filmografia perfetta"). pure io con il tempo ho revisionato la sua filmografia stemperando le esaltazioni del cinefilo in erba che ritiene kubrick semplicemente dio. però da qui a smontare pezzo per pezzo il mito kubrickiano ce ne passa

 

2001 non è solo uno dei film di fantascienza più influenti ed affascinanti, ma è anche uno dei più sperimentali ed ambiziosi film della storia del cinema. visto oggi è una fotografia perfetta del proprio periodo, come tutte le grandi opere sanno essere: dalle tematiche (il dibattito filosofico-scientifico sull'intelligenza artificiale che era attualissimo all'epoca ma ben poco mainstream, se così possiamo dire, al contrario di oggi che è super inflazionato) allo stile, alla forma, alla concezione stessa del prodotto cinematografico (2001 era un film hollywoodiano, finanziato e distribuito dalla mgm: so che oggi fa quasi strano dirlo, ma 2001 rappresenta l'ibrido più unico che raro - e possibile a ben vedere solo nel 1968 - tra la grandeur hollywoodiana degli effetti speciali, del titanismo spettacolare, e la sperimentazione tecnica, la destrutturazione delle forme, del cinema d'avanguardia, indipendente, underground, che aveva seminato i propri frutti in una controstoria parallela)

 

la visione odierna aggiunge quindi un ulteriore livello di viaggio, un livello metacinematografico: è l'odissea dello spettatore contemporaneo in un'epoca cinematografica altra, aliena. ovviamente non fu per nulla semplice portare a compimento un film del genere e riuscire a farselo distribuire, ma la testardaggine di kubrick, la sua intransigenza (tutte caratteristiche che poi verranno in futuro ricordate come negative) hanno permesso a questo film di esistere. quanti registi non sarebbero "nati" senza 2001? c'è la famosa citazione di spielberg per cui 2001 fu un vero e proprio big bang per la sua generazione. senza contare che la sua influenza - soprattutto dal punto di vista "tecnico" - è arrivata ancora fino ai giorni nostri con la medesima forza (per inception nolan ad esempio si è ispirato alla famosa centrifuga fatta costruire da kubrick in studio per ricreare alcuni scenari del film)

 

più ancora della stanza settecentesca, della danza dei pianeti, o del viaggio psichedelico di bowman verso l'infinito, il momento più straziante ed inquietante per me resta la "morte" di hal 9000. in questa scena ci sono una serie di dettagli incredibili: la claustrofobia dell'ambiente (il "cuore" o meglio la "mente" di hal?), il respiro dell'uomo e il lamento della macchina

 


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#40 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 19 maggio 2015 - 20:18

Ho trovato un'altra versione dell'aneddoto che riportavo prima, è ancora diverso e c'è anche la risposta di Kubrick.

Ed è la conferma perfetta di quanto dicevo prima sul diverso approccio sul set tra i due.

 

http://www.cinephili...-ever-produced/


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