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[Pietra Miliare] 2001: Odissea Nello Spazio (Kubrick, 1968)


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222 replies to this topic

#41 solaris

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    Simmetriade.

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Inviato 19 maggio 2015 - 20:39

Posto che i gusti sono gusti, e che trovo legittime preferenze diverse, ho sempre trovato estremamente ingiusta (e miope) l'accusa di perfezionismo = freddezza.

Dietro quel perfezionismo ci sono sacrificio, maturazione ed evoluzione personali, c'è visione e genialità. C'è il meglio che un autore possa dare, ci sono qualità talmente rare che non si può prenderle così alla leggera, come se ne potesse fare a meno dato il resto dell'offerta. A me la forza della visione di 2001 commuove, il fatto che un essere umano si sia impegnato a quel modo per raggiungerla. Darla per scontata sminuendola come approdo necessario di un certo nazi-autismo è estremamente ingiusto, è perfetto (non solo formalmente, nel suo complesso, non dimentichiamolo) perché un genio ha sputato sangue per levigarla in quel modo.

 

Ma paga la fama, ovviamente, e la sovraesposizione (che poi sovra non è).


  • 8

#42 pooneil

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Inviato 19 maggio 2015 - 20:43

Meno male che si è sfogato col cinema e non con altro allora.

 

p.s. in "Low", se non calore, c'è una umanissima tensione che trovo renda il paragone inappropriato.


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#43 Claudio

Claudio

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Inviato 19 maggio 2015 - 21:05

p.s. in "Low", se non calore, c'è una umanissima tensione che trovo renda il paragone inappropriato.

 

Ma c'è anche in Kubrick, sotto la stessa scorza glaciale.


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#44 dick laurent

dick laurent

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Inviato 19 maggio 2015 - 21:05

Posto che i gusti sono gusti, e che trovo legittime preferenze diverse, ho sempre trovato estremamente ingiusta (e miope) l'accusa di perfezionismo = freddezza.

 

Perfezionismo non vuol dire necessariamente freddezza ma Kubrick fa del cinema comunque freddo e distaccato (che non è necessariamente una cosa negativa, è semplicemente una caratteristica del suo modo di girare), forse anche per via del pessimismo che trapela da tutto il suo cinema e una visione dell'umanità estremamente negativa. O forse è solo una pippa mia, alla fine anche Peckinpah non era certo un'inguaribile ottimista ma è difficile vedere i suoi film come freddi per dire.

Forse semplicemente se levighi troppo comunichi inevitabilmente freddezza.

Se voglio vedere film che scaldano il cuore guardo Killer of sheep o un cartone degli Hubley, non certo un film di Kubrick... e io di certo non sono un suo detrattore.


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#45 pooneil

pooneil

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Inviato 19 maggio 2015 - 21:13

 

p.s. in "Low", se non calore, c'è una umanissima tensione che trovo renda il paragone inappropriato.

 

Ma c'è anche in Kubrick, sotto la stessa scorza glaciale.

 

 

Ma non è glaciale "Low", guarda solo la copertina!


  • 1

#46 The Joker

The Joker

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Inviato 20 maggio 2015 - 06:34

Premessa: non sono del partito "ogni film un capolavoro". Alcuni mi piacciono moltissimo, altri (molto) meno. I miei preferiti, senza dubbio, Shining, Barry Lindon e Full Metal Jacket.

 

2001 film importantissimo per tutti i motivi detti e stradetti, visivamente impressionante, tecnicamente avanti oltre ogni dire per la sua epoca...ma la sua cripticità me lo rende meno filmone di quanto sarebbe potuto essere (per il sottoscritto, naturalmente). Non pretendo la scimmia che salta fuori dall'armadio, per carità, ma questo suo progressivo annullare qualsiasi forma di "comunicazione" con lo spettatore mi ha sempre disturbato (cosa che mi succede, in generale, con qualsiasi film che inizi un po' ad andarsene per i fatti suoi).

 

Concludo dicendo che il mio film di fantascienza preferito resta Bladerunner, di parecchie spanne. asd


  • 0

#47 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 20 maggio 2015 - 08:10

*
POPOLARE

Non annulla nessuna comunicazione, la tiene solo ad un livello elevato per non sminuirla. Se lo fa è perché tiene al contenuto, tiene al fatto che ti possa arrivare integro, in sostanza tiene a te. Non si può fare di tutta la comunicazione un solo linguaggio, certi concetti richiedono rigore per passare senza intaccarsi.

Ovvio che Blade runner sia più immediatamente caldo, ma è anche perché poggia su fondamenta assai diverse. E lo adoro, per altri motivi, ma la severità di 2001 è un faro.

In questo riesce ad essere persino più rigoroso del libro – che nella prima parte è molto molto più didascalico, e lo scarto in favore del film si sente, mentre guadagna nella seconda parte, che K. ha comprensibilmente preferito omettere.

 

Che si possa preferire un altro tipo di cinema può starci, ma sulla pellicola in sé personalmente non riesco ad ammettere "ma". Per me è perfetto, e se non si digerisce quel rigore è più una questione di cosa si cerca / si ha bisogno che non di qualità dell'opera.


  • 12

#48 Limenitis

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Inviato 20 maggio 2015 - 08:15

Kubrick fa del cinema comunque freddo e distaccato

 

 

 

 

A me non sembra ma vedo che è un'opinione abbastanza diffusa. A me pare il contrario.

 

 

Il registro adoperato qui in particolare è perfettamente funzionale. Si parla di un tizio solo nello spazio che interagisce con un computer. La tensione è altissima si taglia col coltello, altro che freddezza.

 

Anche a me piace Alien per dire, a seconda dei casi lo guardo anche più volentieri di 2001. Ma quello è un fumettone fantasy horror, la messa in scena non può essere mica la stessa.


  • 4

Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#49 dick laurent

dick laurent

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Inviato 20 maggio 2015 - 09:36

Ma tensione non è l'opposto di freddezza. Poi magari si potrebbe discutere su cosa si intende per freddezza, ma per dire c'è tensione sia in Shining che in Non aprite quella porta, il primo per me è un film decisamente freddo e il secondo per nulla. 

Che poi per qualche ragione questa caratteristica della freddezza di Kubrick io tendo ad associarla oprattutto ai suoi film a colori, meno a quelli in bianco e nero.


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#50 Limenitis

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Inviato 20 maggio 2015 - 09:51

Ma tensione non è l'opposto di freddezza. Poi magari si potrebbe discutere su cosa si intende per freddezza, ma per dire c'è tensione sia in Shining che in Non aprite quella porta, il primo per me è un film decisamente freddo e il secondo per nulla. 

 

 

 

Cosa si intende? Si va sul tecnico o si resta nel campo della semplice visione per tutti?

 

 

Shining e Non aprite quella porta non li vedo da anni e anni, ma insomma sono due film completamente differenti con un tema differente etc.


  • 0

Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#51 Twin アメ

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Inviato 20 maggio 2015 - 09:59

è più una questione di cosa si cerca / si ha bisogno che non di qualità dell'opera.

 

Che poi questo concetto vale per tutto, si potrebbe tranquillamente chiudere il forum su questa frase asd


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“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

"And I would rather be an interesting fraud than a boring professional any day of the week." (Travis Just)

 


#52 The Joker

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Inviato 20 maggio 2015 - 10:10

Appunto, e del resto io, come ho premesso (e come faccio sempre) ho parlato a titolo personale, senza negare il valore oggettivo (immenso) dell'opera.


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#53 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 20 maggio 2015 - 10:13

Beh, kubrick ha costruito tutta la sua poetica sull'uomo razionale, il produttore di Storia che produce le storie e lo ha spinto ai limiti nei contesti piú disparati. Soldato, scienziato, upper class, scrittore in crisi, avventuriero, bigger than life... Tutti i suoi personaggi evolvono coerentemente e si scontrano con la coerente razionalità dei poteri (stato maggiore, massoneria, cancellerie, polizia...). Persino shining abbassa i toni irrazionali di King, che non amó il film, e si dota di una sua logica.
Razionalità è la chiave di volta, la freddezza è solo il quoziente tra quella e l'aspettativa emotiva.

PS: welles non amó odissea, troppo lungo per la sua povera schiena.
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#54 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 20 maggio 2015 - 10:18

Ma tensione non è l'opposto di freddezza. Poi magari si potrebbe discutere su cosa si intende per freddezza, ma per dire c'è tensione sia in Shining che in Non aprite quella porta, il primo per me è un film decisamente freddo e il secondo per nulla. 

Che poi per qualche ragione questa caratteristica della freddezza di Kubrick io tendo ad associarla oprattutto ai suoi film a colori, meno a quelli in bianco e nero.

 

Non dimentichiamoci che Kubrick viene dalla fotografia, da qui la cura maniacale della luce e delle inquadrature nei suoi film che sono sempre molto studiate sin nei più piccoli dettagli cosa che può effettivamente dare una pattina di freddezza visiva alle sue opere.

Ma secondo me la freddezza di Kubrick è semmai più emotiva (soprattutto nei film della maturità, da Stranamore in poi), nel senso che non cerca mai l'identificazione dello spettatore con i personaggi dei suoi film e quindi il loro facile coinvolgimento emotivo, cosa che nel cinema americano è solitamente la regola.

Un film come Non aprite quella porta è quindi totalmente all'opposto a tutti i livelli: basso budget, fotografia sporca, situazioni improvvisate, adattamento alle condizioni ambientali e ovviamente identificazione dello spettatore con i protagonisti.

E il fatto che siano due capolavori assoluti (ma dovendo scegliere darei il mio voto, sia pur di poco, all'opera di Hooper) dimostra una volta di più come si possa arrivare a risultati simili partendo da situazioni opposte e utilizzando metodi completamente diversi.


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#55 SteSan

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Inviato 20 maggio 2015 - 11:00

Non annulla nessuna comunicazione, la tiene solo ad un livello elevato per non sminuirla. Se lo fa è perché tiene al contenuto, tiene al fatto che ti possa arrivare integro, in sostanza tiene a te. Non si può fare di tutta la comunicazione un solo linguaggio,

Non avrei potuto dirlo meglio.

Lo dice Kubrick, nella citazione con cui inizia la pietra miliare: "ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio". E poi nella pietra ho tentato di concentrarmi proprio sul linguaggio, sul discorso del film sul linguaggio come veicolo di comprensione, sui limiti del linguaggio, sui limiti in particolare del linguaggio verbale e razionale (logos), e sul fascino pre-razionale di immagini e suoni.

Sarà che il film l'ho visto alcune volte già tra gli 8 e i 10 anni per colpa di un mio zio *, e l'ho amato senza riserve senza farmi ancora problemi su ciò che non era chiaro. Accettavo tutto quello che vedevo, e mi sembrava di capire tutto, senza ovviamente sapere cosa mi sembrava di capire.

 

* Del resto l'ho ammesso nel mio profilo: Da bambino sono stato folgorato dalla visione di “2001: Odissea nello spazio“: la sua ripetuta fruizione pre-razionale ha lasciato un segno indelebile.)


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#56 SteSan

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Inviato 20 maggio 2015 - 11:07

 

Ma secondo me la freddezza di Kubrick è semmai più emotiva (soprattutto nei film della maturità, da Stranamore in poi), nel senso che non cerca mai l'identificazione dello spettatore con i personaggi dei suoi film e quindi il loro facile coinvolgimento emotivo, cosa che nel cinema americano è solitamente la regola.

 

Precisamente.

 

 

Un film come Non aprite quella porta è quindi totalmente all'opposto a tutti i livelli: basso budget, fotografia sporca, situazioni improvvisate, adattamento alle condizioni ambientali e ovviamente identificazione dello spettatore con i protagonisti.

E il fatto che siano due capolavori assoluti (ma dovendo scegliere darei il mio voto, sia pur di poco, all'opera di Hooper) dimostra una volta di più come si possa arrivare a risultati simili partendo da situazioni opposte e utilizzando metodi completamente diversi.

 

Con tutto il rispetto (e anche il gradimento) per il film di Hooper, con questo parallelo la scimmia esce dall'armadio e fa 'na strage. Armata di motosega.


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#57 brachilone

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Inviato 20 maggio 2015 - 11:14

Non annulla nessuna comunicazione, la tiene solo ad un livello elevato per non sminuirla. Se lo fa è perché tiene al contenuto, tiene al fatto che ti possa arrivare integro, in sostanza tiene a te. Non si può fare di tutta la comunicazione un solo linguaggio, certi concetti richiedono rigore per passare senza intaccarsi.

Ovvio che Blade runner sia più immediatamente caldo, ma è anche perché poggia su fondamenta assai diverse. E lo adoro, per altri motivi, ma la severità di 2001 è un faro.

In questo riesce ad essere persino più rigoroso del libro – che nella prima parte è molto molto più didascalico, e lo scarto in favore del film si sente, mentre guadagna nella seconda parte, che K. ha comprensibilmente preferito omettere.

 

Che si possa preferire un altro tipo di cinema può starci, ma sulla pellicola in sé personalmente non riesco ad ammettere "ma". Per me è perfetto, e se non si digerisce quel rigore è più una questione di cosa si cerca / si ha bisogno che non di qualità dell'opera.

 

Concordo e aggiungo che, per quanto mi riguarda, senza la glacialità dell'ambientazione, della fotografia, delle musiche (e dei fottuti silenzi che mi bucano lo stomaco ogni volta) e soprattutto degli attori 2001 non sarebbe stato quello che è stato. Come scritto ottimamente nella recensione, è l'immersione nel nulla dello spazio che Kubrick è riuscito a rendere come nessun altro aveva mai fatto e mai ha fatto finora. Non entro nel merito della freddezza "tecnica" perchè non ne avrei le competenze, ma trattandosi di un film "ambientato" nello spazio non riesco ad immaginarmi come meglio poter rendere le sensazioni del trovarsi alla deriva nel niente.


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#58 Greed

Greed

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Inviato 20 maggio 2015 - 11:37

Ma, scusate, siamo stati anni a cercare di smitizzare il dogma della spontaneità e della sincerità del rock, e ora invece per Kubrick si scomodano termini come "artificiosità" e "distaccato" per sminuirlo? Poi magari lo fanno gli stessi che massacrano il dogma di Von Trier e il cinema iperrealista... A me comunque non lascia mai un'idea di freddezza, semmai di morbosità, ed è una cosa che mi lascia tutt'altro che tranquillo o distaccato.

 

Ma poi per freddezza cosa si intende di preciso? L'ossessione per la forma?

 

Se si parla dell'effetto sullo spettatore, io in 2001 ho avuto un'ansia e una claustrofobia mai provate al cinema, e anche su Barry Lyndon non è che sia stato proprio tranquillissimo.


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#59 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 20 maggio 2015 - 11:53

io in 2001 ho avuto un'ansia e una claustrofobia mai provate al cinema


avevano fatto un esperimento su gruppi di 100 spetatori selezionati in modo che non sapessero di trovarsi davanti al capo acclamato dalla critica, e non avessero letto nulla prima

quasi tutti hanno provato ansia e disagio ma non come sentimenti positivi, come mancanza di coinvolgimento

è un film di grosso marketing, nella medicore carriera di Kub hanno fatto meglio in questo senso (nel rapporto nullità proposta/fama) Eyes Wide Shut, Arancia e FMJ, il secondo si salva un minimo per alcune idee che comunque Kub ha recuperato da libri abbastanza famosi

più che di un fotografo trattasi di un pubblicitario

aggiungo

uno dei punti più bassi della storia del forum, a questi livelli ricordo solo una classifica con dei dieci per i dischi degli Smiths e dei Beatles


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#60 Greed

Greed

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Inviato 20 maggio 2015 - 12:07

 

io in 2001 ho avuto un'ansia e una claustrofobia mai provate al cinema


avevano fatto un esperimento su gruppi di 100 spetatori selezionati in modo che non sapessero di trovarsi davanti al capo acclamato dalla critica, e non avessero letto nulla prima

quasi tutti hanno provato ansia e disagio ma non come sentimenti positivi, come mancanza di coinvolgimento

 

 

Per me ansia e mancanza di coinvolgimento non stanno molto bene insieme..comunque, che serietà ha una misurazione del genere? Cioè, come hanno preso le misure e cosa vogliono dire? Domanda retorica ovviamente, non mi interessa, dico solo che scientificamente non si può dimostrare né che sia un gran film né che sia una sòla, nessuna argomentazione dimostra veramente nulla.

Parlare di mediocre carriera mi sembra esagerato in ogni caso.


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