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Mestieri In Via Di Estinzione: Il Giornalismo


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Sondaggio: Mestieri In Via Di Estinzione: Il Giornalismo (92 utente(i) votanti)

Qual è il vostro rapporto con i giornali?

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    Percentuale di voti: 1.09%

  2. Ne acquisto anche più di uno (o un quotidiano + un settimanale) (4 voti [4.35%])

    Percentuale di voti: 4.35%

  3. Sono abbonato a un quotidiano online (2 voti [2.17%])

    Percentuale di voti: 2.17%

  4. Li compro raramente, ma li leggo gratis online (30 voti [32.61%])

    Percentuale di voti: 32.61%

  5. Votato Non li compro mai, ma li leggo gratis online (37 voti [40.22%])

    Percentuale di voti: 40.22%

  6. Non li compro mai e non li leggo neanche gratis online (18 voti [19.57%])

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#21 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 30 agosto 2014 - 13:59

Con i suoi problemi, il post rimane un appuntamento quotidiano.
L'impressione è che non sia un modello sostenibile: tempo fa ne parlavano anche loro di come riescono a pagare ben poco i collaboratori, con proposte di stage assai poco allettanti economicamente, e gran parte dei contenuti più corposi costituiti da traduzioni probabilmente lecite da un punto di vista giuridico, ma anche indice di debolezza redazionale.
Però sono oramai anni che vanno avanti, e come loro anche tutti gli altri che tentano di sopravvivere con la pubblicità online, sembra un castello che può crollare da un momento all'altro, ma finché sta in piedi rimango a fruirne. Tra l'altro senza alcuna remora morale li consulto sfruttando adblock plus e guardandomeli nella versione epurata dalla pubblicità.
Corriere e repubblica pressoché ignorati per eccessiva bruttezza formale e contenutistica, e specie online sono fuori dal tempo.
Devo dire che negli anni, tranne qualche exploit di tanto in tanto nei periodi caldi (di cui a posteriori rimpiango una debolezza da parte mia nell'avergli dedicato pensieri ed energie), il mio interesse per l'attualità politica è venuto abbastanza meno, forse per disillusione, forse perché ci si rende conto che nei propri problemi reali e quotidiani influisce in modo davvero indiretto (almeno questo è il mio caso per ora) ed è invece per molte persone solo un'occasione per definirsi in opposizione a qualcosa e di sentirsi partecipi di una scena a più ampio respiro. Trovo anche stancante e sterile il clima da emergenza continua (che personalmente sento dall'età della ragione, facciamola coincidere con l'11/9 se vogliamo).
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#22 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 30 agosto 2014 - 14:27

Al di là del rapporto difficile con lettori e pubblicità, poi, i giornali affrontano una crisi "interna" praticamente insuperabile, che si sintetizza in questo meccanismo perverso:

- redazioni troppo ampie per le vendite attuali > taglio dei redattori
- meno redattori > quasi solo lavoro di macchina (impaginazione, titolazione, rapporti con collaboratori etc. etc.)
- tagli anche al budget dei collaboratori > questi ultimi si limiteranno a proporre cose "cotte e mangiate" senza spendersi troppo in ricerche, inchieste, telefonate varie etc. etc.
- stop alle assunzioni > il corpo redazionale dei grossi quotidiani è composto prevalentemente da over 50, assai poco disposti a mettersi in gioco/rinnovarsi/confrontarsi con i giornalisti più giovani, che peraltro sono ormai quasi solo collaboratori e in redazione non ci mettono piede.

E sul web:

- scarsi introiti pubblicitari > redazioni piccolissime
- i pochi redattori buttano solo dentro la roba per fare numeri > la qualità scade
- i collaboratori lavorano quasi gratis e possono al massimo scopiazzare qualcosa googlando in giro.
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#23 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 30 agosto 2014 - 14:30

io compro Trotto&Turf per la spaventosa cifra di 3.20 (unico giornale che prendo assieme a BlowUp)

esce 3 volte a settimana ma lo compro due di solito

per il prezzo insulto ovviamente sempre il mio amico che ci scrive (una firma storica dell'ippica anche sulla Gazzetta ecc., quando l'ippica funzionava)

hanno ora fatto la versione online a pagamento, indovinate come è?
una scansione di quella cartacea, quindi non vengono utilizzate minimamente le possibilità della rete

però cagare col giornale o segnarci sopra i cavalli da giocare a penna non ha eguali, insostituibile
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#24 Max Stirner

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    Scaruffiano

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:10

una concessionaria con venti impiegati che lavorano ogni giorno solo a questo.


LOL

ma il fqtotalmenteindipendentenonvogliamoisoldipubblicisticazzi come va?
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"Ho abituato i miei occhi al sangue." Georg Büchner


"Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius"

#25 Claudio

Claudio

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:19

ma il fqtotalmenteindipendentenonvogliamoisoldipubblicisticazzi come va?


:blink: A che ti riferisci?
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#26 Max Stirner

Max Stirner

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:21

?? chiedevo come va il fq
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#27 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:22

Ma all'estero come va il settore? Fattura o c'è crisi in, che so, Uk,Usa o Germania è Francia?

Su Internazionale ho letto articoli bellissimi su direttive Ue e conseguenze sul mercato( per dirne una, sulla qualità della carne commercializzabile in UE) o sull'Ebola pubblicati in Gemania o Uk, da noi c'è ancora un giornalismo di approfondimento così dettagliato e "sul pezzo" che travalichi la politica interna o il reportage dal fronte di turno?

Esemplificando forse troppo: i nostri giornalisti sono di qualità?

Chiedo senza polemica preventiva
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FATE TORNARE LO SPECCHIETTO DI RYM IN FIRMA

#28 Claudio

Claudio

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:25

Esemplificando forse troppo: i nostri giornalisti sono di qualità?


Per me ce ne sarebbero tanti di qualità, anche nei posti più impensati, e tanti potrebbero diventarlo, ma non verranno mai ammessi in alcun giornale. Il problema è il tipo di mansioni che ormai i giornalisti sono costretti a svolgere nelle redazioni e la carenza di "ricambio" generazionale, più che la qualità in sé (che pure, in generale, non è esaltante).
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#29 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 30 agosto 2014 - 15:46

c'è un modello sano da seguire

"Dal 1969 costa poco e dice tutto. Noi siamo Cronaca Vera."
  • -1

Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#30 razzledazzle

razzledazzle

    Classic Rocker

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Inviato 30 agosto 2014 - 19:15

+ L'unico esperimento di successo del mercato imprenditoriale legato al giornalismo è stato purtroppo Il Fatto Quotidiano


Cartaceo non vende moltissimo, online invece funziona (purtroppo). Magari intendevi proprio questo.

-------------

Sul topic.

Provate a scaricare la APP di Corriere e Repubblica. Poi quella di ElPais. E ditemi.
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#31 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 30 agosto 2014 - 20:46

ormai da anni leggo solo quotidiani esclusivamente web based come il post e linkiesta a cui si sono aggiunti anche "settimanali" (se si possono definire così) come ultimouomo e ovviamente ondarock. Di cartaceo, da almeno 5 anni, solo Internazionale, Uomo Vogue e domenica del Sole. Strappo alla regola gazzetta dello sport da leggere in spiaggia guardando le ragazze in bikini. Mai trovato un giornale che mi facesse venire voglia di comprarlo tutti i giorni. Non parliamo dei settimanali. Purtroppo FMR e L'europeo appartengono ad un'epoca ormai morta e sepolta.
Credo che il problema sia che i quotidiani italiani (e parlo dei principali) sono riempiti per il 90% di telecronache di palazzo spacciate per informazione, con le telefonate confidenzali al segretario e il telefono senza fili della buvette scambiati per scoop. Mai un approfondimento basato su un'analisi approfondita, se non rarissimamente, e i costanti fondi autoreferenziali di qualche cariatide che non c'ha mai capito un cazzo di niente.
Ed è il motivo per cui una schifezza incommentabile come il FQ ha avuto così successo: la direzione ha messo davanti a tutto la propria visione del mondo (quella di un mazzo di radical chic manettari ottusi, integralisti e decadenti ma pur sempre una visione riconoscibile) emergendo dalla piattezza sepolcrale di tutti gli altri.
  • 3
Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#32 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 30 agosto 2014 - 20:49

Addirittura radical chic?
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#33 bosforo

bosforo

    无形

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Inviato 30 agosto 2014 - 22:49

Sul fronte digitale, invece, ho l'impressione che stiamo attraversando un'epoca che altrove è stata vissuta almeno 10-15 anni fa, quindi sarebbe interessante ad esempio conoscere qualche testimonianza diretta di chi vive in paesi che viaggiano avanti (Usa, Uk, Germania), per capire quanto stiamo indietro e cosa ci aspetta nei prossimi anni.


La stampa cartacea è in costante declino anche in UK in quanto a vendite/circolazione. I giornali più venduti sono quelli come il Sun perché ha i titoli tipo "MADRE DEGENERATA SI DIVERTE AD ABORTIRE A PIACERE" + tre topless in copertina.

I giornali britannici (anche quelli "seri") sono merda allo stato puro come contenuti, ma al confronto di quanto leggo dei giornali italiani (un articolo di ogni tanto quando vedo un titolo curioso su fb) fanno comunque una gran figura. Se non altro sono scritti meglio e mentono sapendo di mentire, essendo assolutamente allineati e in piena malafede, non perché scopiazzano a destra o sono redatti da stagisti schiavi che non fanno il minimo fact checking.

Le versioni online dei giornali britannici sono qualcosa che penso non esista in Italia. Mi sono ascoltato album appena usciti o in uscita per una settimana dallo streaming del Guardian, ho visto documentari sull'Independent, ecc. Sarà che la cultura che mi interessa è più di massa qui, ma sul Corriere non trovi lo streaming di Glastonbury, al massimo un articolo su Vasco che parla di Renzi.


Altra cosa, i giornali britannici hanno (a volte immeritatamente) una certa autorevolezza nel pilotare i gusti dei lettori. ad es. se la tua bancarella dove fai le caldarroste è nella "top 10 of street food vendors in Portogruaro Carole", puoi stare certo che un sacco di gente partirà con alte aspettative sulle tue caldarroste. Se quel cagacazzi di Jay Rayner ti stronca il ristorante appena aperto a Londra, un sacco di gente non lo consiglierà, perché Jay Rayner dice che fa cagare; viceversa se lo incensa sai che avrai un sacco di gente con soldi che vorrà un tavolo, ecc. Stessa cosa coi viaggi all'estero, ecc.
Tutto questo non me lo immagino proprio da Repubblica.
  • 1

#34 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 30 agosto 2014 - 22:54

io stesso per primo mi spulcio le top 10 del Guardian, specie i consigli per i paesi stranieri. Devo dire che ci pigliano abbastanza, non sono poi così campate in aria...
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Everybody needs a bosom for a pillow

#35 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 31 agosto 2014 - 08:23

Per me il problema fondamentale è che ci sono davvero troppe testate da leggere in giro, se sommiamo giornali italiani locali + giornali italiani nazionali + quotidiani online italiani + blog professionali italiani + quotidiani online esteri anglofoni + blog professionali esteri anglofoni io conto qualcosa come una trentina almeno di fonti potenziali di cui ho fatto selezione in mezzo al mare magnum. Aggiungiamo a questo la mole di notizie di rilievo che accadono ogni giorno nel mondo e che possono essere istantaneamente trasformate in cronaca e lo scarso tempo a disposizione per leggere notizie in maniera approfondita. In questo contesto la vedo dura per un giornale italiano battere cassa e fare un margine di guadagni notevole online, e non se ne può fare un discorso di sola scarsa qualità. La stragrande maggioranza delle persone non ha tempo o risorse mentali adeguate per star dietro questa baraonda di notizie o addirittura leggere un articolo di approfondimento, è uno sforzo impossibile. Figuriamoci arrivare a pagare una testata online. Succederà all'Economist, al Financial Times o al Guardian che possono contare molto più facilmente su un pubblico internazionale.

Esemplificando forse troppo: i nostri giornalisti sono di qualità?


E' una domanda alla quale è impossibile rispondere perché non ci sono proprio le condizioni materiali per cui noi possiamo risalire a dei nomi di riferimento come giornalisti di qualità. Io mi chiedo anche solo come facciate a farvi questa domanda.
  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#36 solaris

solaris

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Inviato 31 agosto 2014 - 09:31

Secondo me l'hai presa tutta dalla parte sbagliata.
Il problema dello scarso rendimento delle testate online non è la sovrabbondanza di informazione "di qualità" per cui non si ha tempo di leggerle tutte (le tue 30 fonti selezionate, per dire) –la persona normale se va bene ne legge una–, ma un misto fra il disinteresse alla qualità e lo scoglio mentale di dover pagare qualcosa che fino a ieri hai avuto gratis (non a caso ci tentano su smartphone, dove l'acquisto di app è accettato e dove sembra qualcosa di più del puro sito – lì però colpisce comunque l'altro fattore). Se metti il Corriere a pagamento, il 90% passa ad altro, qualsiasi altra cosa, e non importa la qualità.

La domanda sui giornalisti validi da noi era fatta a insider che frequentano le redazioni, e secondo me il motivo per cui non si può fare nomi, più che per la mancanza delle firme, è che neanche avrebbero l'occasione di fare giornalismo di qualità, non è una mansione richiesta nell'ottica di contenimento costi e fruttare di più.
  • 0

#37 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 31 agosto 2014 - 09:43

Secondo me l'hai presa tutta dalla parte sbagliata.
Il problema dello scarso rendimento delle testate online non è la sovrabbondanza di informazione "di qualità" per cui non si ha tempo di leggerle tutte (le tue 30 fonti selezionate, per dire) –la persona normale se va bene ne legge una–, ma un misto fra il disinteresse alla qualità e lo scoglio mentale di dover pagare qualcosa che fino a ieri hai avuto gratis (non a caso ci tentano su smartphone, dove l'acquisto di app è accettato e dove sembra qualcosa di più del puro sito – lì però colpisce comunque l'altro fattore). Se metti il Corriere a pagamento, il 90% passa ad altro, qualsiasi altra cosa, e non importa la qualità.

La domanda sui giornalisti validi da noi era fatta a insider che frequentano le redazioni, e secondo me il motivo per cui non si può fare nomi, più che per la mancanza delle firme, è che neanche avrebbero l'occasione di fare giornalismo di qualità, non è una mansione richiesta nell'ottica di contenimento costi e fruttare di più.


Non mi sembrano argomentazioni contrarie a quello che dico io, l'abitudine ad avere qualcosa gratis è data anche dalla varietà delle fonti, se i quotidiani nazionali fossero le uniche fonti di qualità di riferimento il passaggio da gratis a pagamento non sarebbe così difficile. Allo stesso tempo confermi che non si riescono a far nomi di grandi firme e la tua motivazione mi trova in parte d'accordo, posto che è inutile individuare LA Causa, è uno scenario in cui è difficile scindere singoli rapporti causa-effetto.
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Statisticamente parlando, non lo so.


#38 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 31 agosto 2014 - 09:52

Sì scusami, con "presa tutta dalla parte sbagliata" non intendevo dire che hai scritto scemenze :D ma che l'hai guardata dal lato di chi si informa molto, quando invece la loro crisi delle vendite credo sia dovuta più alla perdita lettore abituale ma "di basse pretese", quello che non vive per confrontare le fonti e sentire più voci ma per essere velocemente informato da una voce mediamente attendibile, che ora fa a meno d'acquistare il giornale leggendone la versione online (presumibilmente lo stesso per affezione, e non importa più di tanto la qualità – anzi magari lo addocchia al lavoro col caffé mattutino e non si perde neanche troppo a leggere gli articoli, bastano i titoli).
  • 0

#39 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 31 agosto 2014 - 09:53

Riguardo alle notizie economiche io non leggo quasi mai Corriere, Repubblica, ma neanche IlPost o L'Inkiesta, e raramente il Sole24Ore. Leggo gli articoli che sono alla mia portata tecnica di LaVoce.info e Phastidio, mi bastano e mi avanzano. A LaVoce tempo fa avevo anche fatto una donazione.

A pensarci meglio Repubblica l'avrò aperto due volte in un anno e solo perché c'erano link sui social network, nel mio immaginario sta allo stesso posto de IlGiornale e del FattoQuotidiano. Il Corriere lo metto un po' più su, le sezioni di notizie non da prima pagina a volte hanno cose interessanti sepolte dalle tonnellate di pasta scotta delle news da urlo e prima pagina. E' in ogni caso una fonte per la quale non pagherei perché lo schema di aggiornamento che ho lo penalizza: le breaking news e super scoop sono ben coperti per chi frequenza il web con costanza, gli approfondimenti sono meglio trattati nei magazine o blog tematici.
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Statisticamente parlando, non lo so.


#40 Claudio

Claudio

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Inviato 31 agosto 2014 - 10:20

La domanda sui giornalisti validi da noi era fatta a insider che frequentano le redazioni, e secondo me il motivo per cui non si può fare nomi, più che per la mancanza delle firme, è che neanche avrebbero l'occasione di fare giornalismo di qualità, non è una mansione richiesta nell'ottica di contenimento costi e fruttare di più.


E' esattamente così. Diciamo che chi ci prova lo fa più per iniziativa e orgoglio personale che per una richiesta reale. Gli editori attuali credo che mettano la "qualità" al 12°-13° posto tra le loro priorità (a essere buoni).

Comunque, la mia impressione è che i quotidiani debbano ormai scegliere tra queste due opzioni: diventare buoni settimanali d'approfondimento (con la consapevolezza di rivolgersi ormai al pubblico ristretto e selezionato di questi ultimi); tentare di fare davvero a pugni per avere news e scoop esclusivi (ma non sembra proprio questo il clima). La via intermedia - il mantenimento della struttura classica dei giornali generalisti attuali - mi pare ormai perdente: nessuno ha più interesse a comprare il Corriere dello Sport per leggersi della trattativa di mercato che ha seguito il giorno prima su calciomercato.com o sul blog di Di Marzio, con tutte le stesse notizie (ho fatto appositamente un esempio terra terra, ma il concetto credo sia questo anche ad alti livelli).
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