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Strage Piazza Fontana, Anni di Piombo e Terrorismo in Italia


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87 replies to this topic

#1 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 12 dicembre 2006 - 16:03

12 dicembre 1969/12 dicembre 2006.
Sono passati 37 anni dalla strage alla Banca dell‚??Agricoltura di Piazza Fontana a Milano e per la prima volta non c‚??√® nessun imputato in attesa di giudizio. Sottolineo: imputato non condannato con sentenza definitiva.Tutti gli imputati sono stati assolti dopo anni di inchieste e processi penali.
L‚??unico condannato fino allo scorso anno era Carlo Digilio, il famoso ‚??Zio Otto‚?Ě il bombarolo pentito di Ordine Nuovo.
Per un incredibile scherzo del destino Zio Otto è morto il 12 dicembre 2005.

Non ho nulla da aggiungere a quanto è stato già detto(si sono spesi fiumi di parole su questa strage e ,se non ricordo male, anche su questo forum era stato aperto un thread da gagà) mi permetto solo di ricordare questa brutta pagina della storia italiana linkando un articolo apparso stamattina sul sito Carmilla online che trovo molto interessante e ben scritto.
Questo il link: http://www.carmillao.../12/002060.html

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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno pi√Ļ! I pomeriggi di Maggio!

#2 Guest_Number 5_*

Guest_Number 5_*
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Inviato 12 dicembre 2006 - 17:01

Piazza Fontana è purtroppo la madre di tutte le stragi impunite italiane, di quelle coperte dagli apparati deviati dello Stato, di quelle compiute per fini oscuri che mai troveranno una luce. Bruttissima storia, purtroppo.

#3 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 12 dicembre 2006 - 18:42

non sono bastati le centinaia di migliaia di pagine processuali, le tante inchieste giornalistiche e televisive, le centinaia di libri per disvelare questa intricata vicenda che ha segnato nel profondo un'intera generazione e segnato un periodo storico d'Italia.
una vicenda che vede(va) coinvolti neo-fascisti, bombaroli, anarchici, apparati statali, servizi segreti italiani ed esteri, ecc. ecc. in pratica quasi tutto il panorama sociale italiano di quegli anni impegnato in una lotta strisciante e fratricida.
dopo tanti anni, se non la verità giudiziaria probabilmente quella storica sembra aver individuato delle responsabilità abbastanza precise a carico di parti dello Stato, impegnati in una sorta di subdolo golpe ispirato da una potenza straniera per arginare una paventata "deriva comunista" che aveva trovato nei movimenti del 68 una nuova linfa sociale prima che politica o partitica; apparati che, pur di perseguire uno scopo tanto folle, non disdegnarono di servirsi di quelle organizzazioni extraparlamentari o terroristiche di estrema destra, gente sanguinaria e senza alcuno scrupolo.
cmq, la cosa che lascia attoniti è vedere i parenti (sopravvissuti al tempo) delle vittime sballottati da una verità all'altra (che spesso nega quella precedente) senza mai ottenere giustizia.
ai funerali delle vittime, funerali di stato, tutta Milano si fermò silenziosa in piazza Duomo, con gli squardi persi nel vuoto verso un futuro che sembrava lontano e invece era arrivato, un futuro che tutti temevano ma di cui nessuno parlava come se il solo nominarlo potesse farlo avverare davvero. i milanesi quel giorno ebbero il battesimo dello stragismo e lo ebbero per tutti gli italiani. gli "anni di piombo" erano arrivati.
pace all'anima loro...

Lucarelli dedicò una puntata bellissima del suo Blu notte a questa vicenda che potete vedere in streaming qua:
http://www.raiclickt...orie&home=false
anche se la migliore inchiesta (seppur inevitabilmente datata) la condusse Sergio Zavoli per La notte della Repubblica e per Storia della prima Repubblica.
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¬ę La schiena si piega solo quando l'anima √® gi√† piegata ¬Ľ
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
¬ę Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perch√© da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla ¬Ľ

#4 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 12 dicembre 2006 - 19:36

Piazza Fontana è purtroppo la madre di tutte le stragi impunite italiane, di quelle coperte dagli apparati deviati dello Stato, di quelle compiute per fini oscuri che mai troveranno una luce. Bruttissima storia, purtroppo.



la madre è stata portella delle ginestre, 1 maggio 1947;

#5 Guest_verdoux_*

Guest_verdoux_*
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Inviato 12 dicembre 2006 - 19:39

 
impegnati in una sorta di subdolo golpe ispirato da una potenza straniera per arginare una paventata "deriva comunista" che aveva trovato nei movimenti del 68 una nuova linfa sociale prima che politica o partitica; 



pi√Ļ che i movimenti del 68, che ci furono quasi ovunque nel mondo occidentale, io focalizzerei l'attenzione sull'autunno caldo del 69;

#6 Guest_Number 5_*

Guest_Number 5_*
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Inviato 12 dicembre 2006 - 19:44


Piazza Fontana è purtroppo la madre di tutte le stragi impunite italiane, di quelle coperte dagli apparati deviati dello Stato, di quelle compiute per fini oscuri che mai troveranno una luce. Bruttissima storia, purtroppo.



la madre è stata portella delle ginestre, 1 maggio 1947;

Ma quella è tropo "staccata" dalle altre e poi si sa con certezza almeno chi sono stati gli esecutori materiali, è fuori dal contesto della "strategia della tensione". Non la vedo collegata, insomma.

#7 virginia wolf

virginia wolf

    apota

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Inviato 12 dicembre 2006 - 21:40

E' un po' lungo ma ho pensato valesse la pena postarlo tutto.



Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realt√† √® una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). 
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. 
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. 
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi pi√Ļ recenti. 
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). 
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginit√† antifascista, a tamponare il disastro del referendum. 
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). 
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Citt√† Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. 
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocit√† fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. 
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ci√≤ fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cio√® attinenza con la realt√†, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ci√≤ che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perch√© la ricostruzione della verit√† a proposito di ci√≤ che √® successo in Italia dopo il 1968 non √® poi cos√¨ difficile. Tale verit√† - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una  grande quantit√† di interventi anche giornalistici e politici: cio√®  non di immaginazione o di finzione come √® per sua natura il mio.  Ultimo esempio: √® chiaro che la verit√† urgeva, con tutti i suoi nomi,  dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1¬į novembre 1974  [L'editoriale di Paolo Meneghini era intitolato "L'ex-capo del Sid,  generale Miceli arrestato per cospirazione politica]. Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o,  almeno, degli indizi. Ora il problema √® questo: i giornalisti e i politici, pur avendo  forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo  ha il necessario coraggio, ma, insieme, non √® compromesso nella  pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da  perdere: cio√® un intellettuale. Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei  nomi: ma egli non ha n√© prove n√© indizi. Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti  pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per  il modo in cui √® fatto - dalla possibilit√† di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e  inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente  politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e  quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta  probabilit√†, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ci√≤ non √® possibile, perch√© √®  proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si  identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la  verit√†: cio√® a fare i nomi.
Il coraggio intellettuale della verit√† e la pratica politica sono due  cose inconciliabili in Italia.
All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da  tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto  e nobile, in realt√† servile: quello di dibattere i problemi morali e  ideologici. Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del  suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che  questo) al "tradimento dei chierici". Gridare al "tradimento dei  chierici" √® un alibi e una gratificazione per i politici e per i  servi del potere. Ma non esiste solo il potere: esiste anche un'opposizione al potere.  In Italia questa opposizione √® cos√¨ vasta e forte da essere un potere  essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano. √? certo che in questo momento la presenza di un grande partito  all'opposizione come √® il Partito comunista italiano √® la salvezza  dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche. Il Partito comunista italiano √® un paese pulito in un paese sporco, un paese onesto in un paese disonesto, un paese intelligente in un  paese idiota, un paese colto in un paese ignorante, un paese  umanistico in un paese consumistico. 
In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in  senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di  dirigenti, base e votanti - e il resto dell'Italia, si √® aperto un  baratto: per cui il Partito comunista italiano √® divenuto appunto  un "paese separato", un'isola. Ed √® proprio per questo che esso pu√≤  oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo,  corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici,  quasi da nazione a nazione. In realt√† le due morali sono  incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalit√†.  √? possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", 
realistico, che forse salverebbe l'Italia dal completo  sfacelo: "compromesso" che sarebbe per√≤ in realt√† una "alleanza" tra  due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell'altro. Ma proprio tutto ci√≤ che di positivo ho detto sul Partito comunista  italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.
La divisione del paese in due paesi, uno affondato fino al collo  nella degradazione e nella degenerazione, l'altro intatto e non  compromesso, non pu√≤ essere una ragione di pace e di costruttivit√†. Inoltre, concepita cos√¨ come io l'ho qui delineata, credo  oggettivamente, cio√® come un Paese nel Paese, l'opposizione si 
identifica con un altro potere: che tuttavia √® sempre potere. Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono  non comportarsi anch'essi come uomini di potere. Nel caso specifico, che in questo momento cos√¨ drammaticamente ci  riguarda, anch'essi hanno deferito all'intellettuale un mandato 
stabilito da loro. E, se l'intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che √®, con somma soddisfazione  di tutti, un traditore.
Ora, perch√© neanche gli uomini politici dell'opposizione, se hanno -  come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi  dei responsabili reali, cio√® politici, dei comici golpes e delle  spaventose stragi di questi anni? √? semplice: essi non li fanno nella  misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un  intellettuale - verit√† politica da pratica politica. E quindi,  naturalmente, neanch'essi mettono al corrente di prove e indizi  l'intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com'√® del  resto normale, data l'oggettiva situazione di fatto. L'intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene  imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di  intervento. Lo so bene che non √® il caso - in questo particolare momento della  storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia  contro l'intera classe politica. Non √® diplomatico, non √® opportuno.  Ma queste categorie della politica, non della verit√† politica: quella  che - quando pu√≤ e come pu√≤ - l'impotente intellettuale √® tenuto a  servire.
Ebbene, proprio perch√© io non posso fare i nomi dei responsabili dei  tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo)  io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro  l'intera classe politica italiana. E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei  principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei  partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che √®  quella di un comunista. Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto  altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunit√†,  cio√® non perch√© sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la  possibilit√† di tale momento - decider√† di fare i nomi dei  responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente  egli sa, come me, non pu√≤ non avere prove, o almeno indizi.
Probabilmente - se il potere americano lo consentir√† - magari  decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ci√≤  che la democrazia americana si √® concessa a proposito di Nixon -  questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che  hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro  maggiori responsabili (e non √® detto, come nel caso americano, che  siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero colpo di Stato.



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Penso a come contiamo poco, come tutti contino poco; com'è travolgente e frenetica e imperiosa la vita, e come tutte queste moltitudini annaspino per restare a galla.

#8 Guest_verdoux_*

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Inviato 12 dicembre 2006 - 22:42

Ma quella √® tropo "staccata" dalle altre e poi si sa con certezza almeno chi sono stati gli esecutori materiali, √® fuori dal contesto della "strategia della tensione". Non la vedo collegata, insomma. 

portella delle ginestre 1947 e via dei georgofili 1993 sono entrambe stragi di mafia, entrambe avvenute nell'imminenza di importanti eventi politici; questo non dimostra che un filo le unsice, l'esistenza di un burattinaio, di uno solo, di un "grande vecchio"; ora sono stanco, a domani;

#9 Guest_Number 5_*

Guest_Number 5_*
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Inviato 13 dicembre 2006 - 08:05

M<a anche Via Dei Georgofili ha mandanti e esecutori materiali tutti conosciuti e addirittura fortunatamente tutti in galera. Non aveva i moventi che che tu insinui di carattere politico "generale" in senso stretto, di questo personalmente ne sono convinto. Poi tra le due ci sono quasi quarant'anni.
Portella Delle Ginestre invece sfrutt√≤ il bandito Giuliano a fini latamente "politici" ma, ripeto, √® troppo staccata dalle altre per entrare a far parte della "srategia della tensione", fu un'altra cosa ozza, mal condotta e mal fatta laddove Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l'Italicus e altre erano molto pi√Ļ "sottili" nella loro strategia di fondo, pi√Ļ organizzate per quanto riguarda sia la protezione degli autori sia in quella dei mandanti.

#10 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 13 dicembre 2006 - 09:26


Ma quella √® tropo "staccata" dalle altre e poi si sa con certezza almeno chi sono stati gli esecutori materiali, √® fuori dal contesto della "strategia della tensione". Non la vedo collegata, insomma. 

portella delle ginestre 1947 e via dei georgofili 1993 sono entrambe stragi di mafia, entrambe avvenute nell'imminenza di importanti eventi politici; questo non dimostra che un filo le unsice, l'esistenza di un burattinaio, di uno solo, di un "grande vecchio"; ora sono stanco, a domani;


alla "favola" del burattinaio, dell'eminenza grigia non ci crede pi√Ļ nessuno, √® chiaro.
inoltre la strage di Portella non la definirei una strage di mafia, ma una strage e basta.
infatti la banda di Giuliano (l'unica formalmente accusata dell'eccidio) eseguì l'operazione su mandato; mandato probabilmente da parte di un gruppo che operava per conto della CIA in Sicilia, subito dopo lo sbarco alleato.
ciò che è accaduto in Italia dal dopoguerra sino ad oggi, dimostra solo che l'Italia è sempre stata un paese a sovranità limitata; del resto avevamo perso la guerra.
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¬ę La schiena si piega solo quando l'anima √® gi√† piegata ¬Ľ
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#11 Guest_verdoux_*

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Inviato 13 dicembre 2006 - 09:59

Il terrorismo semina terrore; parlo del terrorismo che colpisce e non rivendica; quindi non quello dell‚??IRA, ETA, HAMAS, che si dichiarano ed hanno intenti manifesti.
Raramente si trovano gli esecutori degli atti terroristici e mai i mandanti; l‚??Italia purtroppo ha una lunga esperienza in merito.
Si va allora alla ricerca del beneficiario dell‚??attentato e una volta creduto di averlo individuato si costruisce un teorema che ne dimostri la colpevolezza.
La prova logica raramente sta in piedi da sola ed il suo difetto principale √® quello di fare tutti pi√Ļ intelligenti di quello in realt√† sono. La CIA non √® molto intelligence  ;D.
In realt√† non si sa cosa voglia chi compie l‚??atto terroristico e non si sa nemmeno se ottenga gli scopi prefissati. La semina del terrore sembra fine a se stessa.
La mia opinione √® che la strategia della tensione provenga da destra e che si proponga di spostare a destra l‚??asse politico, perch√© incide sulle paure ancestrali, sullo smarrimento, sul bisogno di ordine e di certezze che sono reazioni tipiche di chi si orienta politicamente a destra.


#12 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 13 dicembre 2006 - 10:30

La mia opinione √® che la strategia della tensione provenga da destra e che si proponga di spostare a destra l‚??asse politico, perch√© incide sulle paure ancestrali, sullo smarrimento, sul bisogno di ordine e di certezze che sono reazioni tipiche di chi si orienta politicamente a destra.


beh, questa pi√Ļ che una tua opinione √® una verit√† storica; il coinvolgimento della destra estrema nei fatti di strage √® una cosa conclamata, come √® conclamata la ragione "ideologica" della strategia della tensione.
quella strategia si proponeva come fine il rovesciamento del sistema democratico per bloccare sul nascere qualunque sussulto sociale che potesse sfociare in un governo, anche se democraticamente eletto, legato in qualche modo al PCI.
quello che si tentò di fare in Italia, molto probabilmente grazie al coinvolgimento degli USA, fu quello ripetere l'esperienza della Grecia e che sarebbe di lì a poco avvenuto in Cile.
soprattutto ciò che è accaduto in Cile (dove si sa che Pinochet fu sostenuto militarmebnte ed economicamente dagli americani) è con ogni probabilità ciò che sarebbe dovuto accadere anche in Italia.
Con le stragi si voleva suscitare nel popolo una reazione spontanea che giustificasse l'adozione di un sistema non pi√Ļ democratico pur di porre fine ai disordini.
certi apparati dello Stato, con l'avallo degli USA e sfruttando la manovalanza della destra criminale, faceva esplodere di tanto in tanto una bomba, per poi addebitare la responsabilità a qualche comunista o a qualche anarchico in modo che i cittadini, per difendersi, chiedessero l'intervento di un regime "forte".
con un regime del genere il PCI (e gli altri partiti e movimenti che si rifacevano al marxismo-lelinismo) sarebbe stato liquidato in un paio d'ore, salvaguardando gli interessi, politici ed economici, di una potenza straniera.
una logica semplicissima e spaventosa nel contempo.
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#13 virginia wolf

virginia wolf

    apota

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Inviato 13 dicembre 2006 - 10:52

La fortuna, in Italia, fu che in quel momento al capo del PCI ci fosse un uomo saggio come Berlinguer.
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Penso a come contiamo poco, come tutti contino poco; com'è travolgente e frenetica e imperiosa la vita, e come tutte queste moltitudini annaspino per restare a galla.

#14 Notker

Notker

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Inviato 13 dicembre 2006 - 11:40

La fortuna, in Italia, fu che in quel momento al capo del PCI ci fosse un uomo saggio come Berlinguer.


con questo credo che hai detto TUTTO... solo ora ci si rende conto di quanto a questo paese manchi un uomo della statura morale di enrico Berlinguer.
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#15 Guest_Eugenetic Axe_*

Guest_Eugenetic Axe_*
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Inviato 13 dicembre 2006 - 12:17

Il pomeriggio del 12 Dicembre
in piazza del Duomo ce l'avete illuminato
ma in via del Corso non ci sono le luci
per l'Autunno caldo il comune le ha levate
In piazza Fontana il traffico è animato
c'è il mercatino degli agricoltori
sull'autobus a Milano in poche ore
la testa nel bavero del cappotto alzato
Bisogna fare tutto molto in fretta
perché la banca chiude gli sportelli
oh come tutto vola così in fretta
risparmi gente tutto così in fretta

No, no, no, non si pu√≤ pi√Ļ dormire
la luna è rossa e rossa di violenza
bisogna piangere i sogni per capire
che l'unica giustizia borghese si è spenta

Scende Dicembre sopra la sera
sopra la gente che parla di Natale
se questa vita avrà un futuro
metterò casa potrà anche andare
Dice la gente che in piazza Fontana
forse è scoppiata una caldaia
la nella piazza 16 morti
li benediva un cardinale

No, no, no, non si pu√≤ pi√Ļ dormire
la luna è rossa e rossa di violenza
bisogna piangere i sogni per capire
che l'unica giustizia borghese si è spenta

Notti di sangue e di terrore
scendono a valle sul mio paese
chi pagherà le vittime innocenti?
chi darà vita a Pinelli il ferroviere
Ieri ho sognato il mio padrone
a una riunione confidenziale
si son levati tutti il cappello
prima di fare questo macello

No, no, no, non si pu√≤ pi√Ļ dormire
la luna è rossa e rossa di violenza
bisogna piangere i sogni per capire
che l'unica giustizia borghese si è spenta

Sulla montagna dei martiri nostri
tanto giurando su Gramsci e Matteotti
sull'operaio caduto in cantiere
su tutti i compagni in carcere sepolti
Come un vecchio discende il fascismo
succhia la vita ad ogni giovent√Ļ
ma non sentite l'urlo sulla barricata
la classe operaia continua la sua lotta

No, no, no, non si pu√≤ pi√Ļ dormire
la luna è rossa e rossa di violenza
bisogna piangere i sogni per capire
che l'unica giustizia borghese si è spenta

No, no, no, non si pu√≤ pi√Ļ dormire
la luna è rossa e rossa di violenza
bisogna piangere i sogni per capire
che l'unica giustizia borghese si è spenta


#16 Guest_Eugenetic Axe_*

Guest_Eugenetic Axe_*
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Inviato 13 dicembre 2006 - 12:19


La fortuna, in Italia, fu che in quel momento al capo del PCI ci fosse un uomo saggio come Berlinguer.


con questo credo che hai detto TUTTO... solo ora ci si rende conto di quanto a questo paese manchi un uomo della statura morale di Enrico Berlinguer.


Quanti in questi ultimi anni, invece, principalmente gli ex compagni, hanno minimizzato la sua figura o deformato le sue azioni?

#17 Guest_Sickboy_Reducer_*

Guest_Sickboy_Reducer_*
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Inviato 13 dicembre 2006 - 13:31

...ciò che è accaduto in Italia dal dopoguerra sino ad oggi, dimostra solo che l'Italia è sempre stata un paese a sovranità limitata; del resto avevamo perso la guerra.

Ecco credo che si è "pagato" con interessi questo e la riconosciuta "Yalta"...il resto vien da se.

#18 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 13 dicembre 2006 - 13:32



La fortuna, in Italia, fu che in quel momento al capo del PCI ci fosse un uomo saggio come Berlinguer.


con questo credo che hai detto TUTTO... solo ora ci si rende conto di quanto a questo paese manchi un uomo della statura morale di Enrico Berlinguer.


Quanti in questi ultimi anni, invece, principalmente gli ex compagni, hanno minimizzato la sua figura o deformato le sue azioni?


ma che stai dicendo? ???
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#19 FUsandro

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Inviato 14 dicembre 2006 - 00:06

Piazza Fontana e le altre stragi dei primi anni '70 le associerei ad un tentativo di "destabilizzare per stabilizzare" oppure alla preparazione del campo per un possibile golpe di stato.
La strage di Bologna invece non me la spiego proprio: perchè organizzare una strage di quella portata quando gli anni '70 erano finiti e nonostante le precedenti stragi i comunisti erano riusciti a mantenere il consenso?
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#20 Guest_Eugenetic Axe_*

Guest_Eugenetic Axe_*
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Inviato 14 dicembre 2006 - 09:37



con questo credo che hai detto TUTTO... solo ora ci si rende conto di quanto a questo paese manchi un uomo della statura morale di Enrico Berlinguer.


Quanti in questi ultimi anni, invece, principalmente gli ex compagni, hanno minimizzato la sua figura o deformato le sue azioni?


ma che stai dicendo? ???


Non posso fare nomi, perché il rischio di subirmi gli strali e le ironie almeno di Number Five e dello Sceicco è concretissimo, però, per fare un esempio 'pesante', un noto esponente del centrosinistra aveva, nemmeno molti anni fa, 'ironizzato' sul tentativo da parte di Berlinguer di trovare la Terza Via nei primi '80... però non ne ho proprio voglia di polemizzare su certi mammasantissima dellla compagine di centrosinistra, quindi per me muore qui.




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