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Faccio Foto, Vedo Gnente


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301 replies to this topic

#21 Guest_la grande illusion_*

Guest_la grande illusion_*
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Inviato 17 marzo 2013 - 16:40

ma anche con esempi tuoi

#22 reese

reese

    moriremo

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Inviato 17 marzo 2013 - 17:16

. Peccato che la logica formale che sta dietro questi procedimenti è ormai trita e ritrita ed era già "vecchia" cent'anni fa...

Ahahah marz
  • 2

#23 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 17 marzo 2013 - 20:22


Vabbè, al momento faccio parte della schiera più concettuale che formale,


Spiega cosa intendi per concettuale, anche con qualche esempio, non necessariamente tuo, giusto per capire.


Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Thomas Ruff, Cindy Sherman, Franco Vaccari, Duane Michaels, Boltanski, Diane Arbus (anche lei) ma soprattutto l'immenso Marcel Duchamp, che spesso non scattava nemmeno lui personalmente le foto ma le faceva fare al compagno Man Ray, tanto era importante per lui l'idea di fotografia come medium piuttosto che l'esercizio pratico e tecnico. Vabbè ma in questo senso si sposa tutto con l'arte e qui storcono tutti il naso (giustamente). Ad esempio uno come Duchamp non viene mai nemmeno annoverato nelle antologie di fotografi, giusto per dire che visione ristretta e tecnica si ha della fotografia...
  • 0
Everybody needs a bosom for a pillow

#24 botty

botty

    mi chiamo nenzi

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Inviato 17 marzo 2013 - 20:39

mi scommetto tutto quello che ho che marz sta facendo il corso con marra, sta ripetendo quasi con le stesse parole quello che dicevano le mie compagne che avevano scelto come opzionale storia della fotografia
  • 1

I aim to misbehave


#25 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 17 marzo 2013 - 20:43

uff voglio capire anche io questa cosa
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#26 botty

botty

    mi chiamo nenzi

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Inviato 17 marzo 2013 - 20:47

lassi, è come da maria de filippi, ci sono i ballerini tecnici che piacciono alla celentano e quelli espressivi che piacciono a garrison. in mezzo il vuoto
  • 4

I aim to misbehave


#27 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 17 marzo 2013 - 21:02

lassi, è come da maria de filippi, ci sono i ballerini tecnici che piacciono alla celentano e quelli espressivi che piacciono a garrison. in mezzo il vuoto


hahahahah

in mezzo c'è corinne clary! (tvb)
  • 1
Everybody needs a bosom for a pillow

#28 Twin アメ

Twin アメ

    pendolare pre post attilio lombardo

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Inviato 17 marzo 2013 - 21:37



Vabbè, al momento faccio parte della schiera più concettuale che formale,


Spiega cosa intendi per concettuale, anche con qualche esempio, non necessariamente tuo, giusto per capire.


Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Thomas Ruff, Cindy Sherman, Franco Vaccari, Duane Michaels, Boltanski, Diane Arbus (anche lei) ma soprattutto l'immenso Marcel Duchamp, che spesso non scattava nemmeno lui personalmente le foto ma le faceva fare al compagno Man Ray, tanto era importante per lui l'idea di fotografia come medium piuttosto che l'esercizio pratico e tecnico. Vabbè ma in questo senso si sposa tutto con l'arte e qui storcono tutti il naso (giustamente). Ad esempio uno come Duchamp non viene mai nemmeno annoverato nelle antologie di fotografi, giusto per dire che visione ristretta e tecnica si ha della fotografia...


Ah ok, scusa, non avevo colto... diciamo che dai vicoletti siculi coi muri scrostati hai fatto un bel balzo in avanti, anche troppo forse asd
Quella che proponi è arte concettuale, con la fotografia dei comuni mortali ha ben poco a che fare ed è altrettanto sterile l'esercizio di stabilire cosa sia meglio, cosa sia superiore.
  • 0

“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

"And I would rather be an interesting fraud than a boring professional any day of the week." (Travis Just)

 


#29 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 17 marzo 2013 - 21:49




Vabbè, al momento faccio parte della schiera più concettuale che formale,


Spiega cosa intendi per concettuale, anche con qualche esempio, non necessariamente tuo, giusto per capire.


Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Thomas Ruff, Cindy Sherman, Franco Vaccari, Duane Michaels, Boltanski, Diane Arbus (anche lei) ma soprattutto l'immenso Marcel Duchamp, che spesso non scattava nemmeno lui personalmente le foto ma le faceva fare al compagno Man Ray, tanto era importante per lui l'idea di fotografia come medium piuttosto che l'esercizio pratico e tecnico. Vabbè ma in questo senso si sposa tutto con l'arte e qui storcono tutti il naso (giustamente). Ad esempio uno come Duchamp non viene mai nemmeno annoverato nelle antologie di fotografi, giusto per dire che visione ristretta e tecnica si ha della fotografia...


Ah ok, scusa, non avevo colto... diciamo che dai vicoletti siculi coi muri scrostati hai fatto un bel balzo in avanti, anche troppo forse asd
Quella che proponi è arte concettuale, con la fotografia dei comuni mortali ha ben poco a che fare ed è altrettanto sterile l'esercizio di stabilire cosa sia meglio, cosa sia superiore.


beh grazie, lo prendo come un complimento!

Premesso che mi tengo ben lontano dallo stabilire cosa sia superiore, in realtà sei tu a essere risoluto nello scindere l'arte dalla fotografia, vedendole come due cose distinte e separate. L'arte (pernacchia) ingloba tutti i campi dell'espressione. E' come se noi prendessimo il tecnico operatore che riprende una partita, bravissimo nella composizione del video, zoom ecc... e dicessimo: ok, l'unico tipo di video accettato, quello dei comuni mortali, è il suo, quello dove si vede che sei bravissimo con la tecnica, immagine nitida dei giocatori, bellissimo gioco di luci. Tutto il resto è arte (cinematografica) concettuale...

Con la fotografia si è quasi sempre fatto così. Basti pensare al caso della straight photography del gruppo f/64, che con la scusa di cercare l'esclusivo valore fotografico, facevano sempre foto ricercando giochi di luce, composizione ecc... mettendo in mostra esclusivamente la loro bravura di fotografi e di fare belle foto. Penso che questo abbaglio di fondo che c'è sempre stato dipenda dalla povertà semantica del mezzo fotografico (che anzi da alcuni artisti è stato pure sfruttato ribaltandolo in positivo..). In realtà ci sono anche altri valori, oltre a quelli puramente formali e compositivi, come appunto l'idea di fotografia come medium, come sostituzione della realtà, come diario che racconta, come presenza e assenza, come prolungamento sensoriale di sé e mille altri com'è variegata l'espressione umana. Limitare la fotografia al campo delle belle arti o al tecnicismo delle riviste di foto alla maniera della straight photography di Weston è un po' claustrofobico, anche se rimane sempre comunissimo e direi anche imperante fra gli addetti ai lavori, con buona pace del povero Duchamp...
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#30 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 17 marzo 2013 - 21:59

Quella che proponi


io non ho visto nulla

:-(
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#31 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:21

lassi, è come da maria de filippi, ci sono i ballerini tecnici che piacciono alla celentano e quelli espressivi che piacciono a garrison. in mezzo il vuoto


Artificio vs. Spontaneità
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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#32 Twin アメ

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:42





Vabbè, al momento faccio parte della schiera più concettuale che formale,


Spiega cosa intendi per concettuale, anche con qualche esempio, non necessariamente tuo, giusto per capire.


Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Thomas Ruff, Cindy Sherman, Franco Vaccari, Duane Michaels, Boltanski, Diane Arbus (anche lei) ma soprattutto l'immenso Marcel Duchamp, che spesso non scattava nemmeno lui personalmente le foto ma le faceva fare al compagno Man Ray, tanto era importante per lui l'idea di fotografia come medium piuttosto che l'esercizio pratico e tecnico. Vabbè ma in questo senso si sposa tutto con l'arte e qui storcono tutti il naso (giustamente). Ad esempio uno come Duchamp non viene mai nemmeno annoverato nelle antologie di fotografi, giusto per dire che visione ristretta e tecnica si ha della fotografia...


Ah ok, scusa, non avevo colto... diciamo che dai vicoletti siculi coi muri scrostati hai fatto un bel balzo in avanti, anche troppo forse asd
Quella che proponi è arte concettuale, con la fotografia dei comuni mortali ha ben poco a che fare ed è altrettanto sterile l'esercizio di stabilire cosa sia meglio, cosa sia superiore.


beh grazie, lo prendo come un complimento!

Premesso che mi tengo ben lontano dallo stabilire cosa sia superiore, in realtà sei tu a essere risoluto nello scindere l'arte dalla fotografia, vedendole come due cose distinte e separate. L'arte (pernacchia) ingloba tutti i campi dell'espressione. E' come se noi prendessimo il tecnico operatore che riprende una partita, bravissimo nella composizione del video, zoom ecc... e dicessimo: ok, l'unico tipo di video accettato, quello dei comuni mortali, è il suo, quello dove si vede che sei bravissimo con la tecnica, immagine nitida dei giocatori, bellissimo gioco di luci. Tutto il resto è arte (cinematografica) concettuale...

Con la fotografia si è quasi sempre fatto così. Basti pensare al caso della straight photography del gruppo f/64, che con la scusa di cercare l'esclusivo valore fotografico, facevano sempre foto ricercando giochi di luce, composizione ecc... mettendo in mostra esclusivamente la loro bravura di fotografi e di fare belle foto. Penso che questo abbaglio di fondo che c'è sempre stato dipenda dalla povertà semantica del mezzo fotografico (che anzi da alcuni artisti è stato pure sfruttato ribaltandolo in positivo..). In realtà ci sono anche altri valori, oltre a quelli puramente formali e compositivi, come appunto l'idea di fotografia come medium, come sostituzione della realtà, come diario che racconta, come presenza e assenza, come prolungamento sensoriale di sé e mille altri come com'è variegata l'espressione umana. Limitare la fotografia al campo delle belle arti o al tecnicismo delle riviste di foto alla maniera della straight photography di Weston è un po' claustrofobico, anche se rimane sempre comunissimo e direi anche imperante fra gli addetti ai lavori, con buona pace del povero Duchamp...


Sì ma achtung, il problema che imputo al tuo ragionamento è quello di inglobare tutta la fotografia formale in un unico grande calderone che in realtà contiene al suo interno forme distantissime fra loro.
Si va dalle terribili e vomitevoli cartoline patinate, si passa per narrazioni urbane/paesaggistiche delle più varie tipologie (hai presente il vero Adams, Robert? asd) e si arriva al reportage estremo, potente, dentro i fatti.
C'è un mondo infinito di sfumature che ti perdi per strada. Ansel Adams è stato un tassello importante per la tecnica fotografica ma le sue foto sono evidentemente noiose come la morte, anche se magari una stampa di 1 metro dal vivo fa il suo effetto ma è pura superficie, effetto wow, riccardonismo fotografico asd
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“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

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#33 Twin アメ

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:47

A proposito di riccardonismo fotografico vorrei che fosse chiaro a tutti che la più brutta foto mai scattata è questa


Immagine inserita
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“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

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#34 marz

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    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:51






Vabbè, al momento faccio parte della schiera più concettuale che formale,


Spiega cosa intendi per concettuale, anche con qualche esempio, non necessariamente tuo, giusto per capire.


Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Thomas Ruff, Cindy Sherman, Franco Vaccari, Duane Michaels, Boltanski, Diane Arbus (anche lei) ma soprattutto l'immenso Marcel Duchamp, che spesso non scattava nemmeno lui personalmente le foto ma le faceva fare al compagno Man Ray, tanto era importante per lui l'idea di fotografia come medium piuttosto che l'esercizio pratico e tecnico. Vabbè ma in questo senso si sposa tutto con l'arte e qui storcono tutti il naso (giustamente). Ad esempio uno come Duchamp non viene mai nemmeno annoverato nelle antologie di fotografi, giusto per dire che visione ristretta e tecnica si ha della fotografia...


Ah ok, scusa, non avevo colto... diciamo che dai vicoletti siculi coi muri scrostati hai fatto un bel balzo in avanti, anche troppo forse asd
Quella che proponi è arte concettuale, con la fotografia dei comuni mortali ha ben poco a che fare ed è altrettanto sterile l'esercizio di stabilire cosa sia meglio, cosa sia superiore.


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Premesso che mi tengo ben lontano dallo stabilire cosa sia superiore, in realtà sei tu a essere risoluto nello scindere l'arte dalla fotografia, vedendole come due cose distinte e separate. L'arte (pernacchia) ingloba tutti i campi dell'espressione. E' come se noi prendessimo il tecnico operatore che riprende una partita, bravissimo nella composizione del video, zoom ecc... e dicessimo: ok, l'unico tipo di video accettato, quello dei comuni mortali, è il suo, quello dove si vede che sei bravissimo con la tecnica, immagine nitida dei giocatori, bellissimo gioco di luci. Tutto il resto è arte (cinematografica) concettuale...

Con la fotografia si è quasi sempre fatto così. Basti pensare al caso della straight photography del gruppo f/64, che con la scusa di cercare l'esclusivo valore fotografico, facevano sempre foto ricercando giochi di luce, composizione ecc... mettendo in mostra esclusivamente la loro bravura di fotografi e di fare belle foto. Penso che questo abbaglio di fondo che c'è sempre stato dipenda dalla povertà semantica del mezzo fotografico (che anzi da alcuni artisti è stato pure sfruttato ribaltandolo in positivo..). In realtà ci sono anche altri valori, oltre a quelli puramente formali e compositivi, come appunto l'idea di fotografia come medium, come sostituzione della realtà, come diario che racconta, come presenza e assenza, come prolungamento sensoriale di sé e mille altri come com'è variegata l'espressione umana. Limitare la fotografia al campo delle belle arti o al tecnicismo delle riviste di foto alla maniera della straight photography di Weston è un po' claustrofobico, anche se rimane sempre comunissimo e direi anche imperante fra gli addetti ai lavori, con buona pace del povero Duchamp...


Sì ma achtung, il problema che imputo al tuo ragionamento è quello di inglobare tutta la fotografia formale in un unico grande calderone che in realtà contiene al suo interno forme distantissime fra loro.
Si va dalle terribili e vomitevoli cartoline patinate, si passa per narrazioni urbane/paesaggistiche delle più varie tipologie (hai presente il vero Adams, Robert? asd) e si arriva al reportage estremo, potente, dentro i fatti.
C'è un mondo infinito di sfumature che ti perdi per strada. Ansel Adams è stato un tassello importante per la tecnica fotografica ma le sue foto sono evidentemente noiose come la morte, anche se magari una stampa di 1 metro dal vivo fa il suo effetto ma è pura superficie, effetto wow, riccardonismo fotografico asd


so benissimo chi sono e non metto in dubbio la loro bravura e il loro valore formale.

La fotografia reportagistica però è una forma documentaria di fotografia. Come i documentari video. Non è artistica nè puramente tecnica ma appunto documentaria (e qui sono due cose diverse, perchè l'arte è essenzialmente inutile, il documentario no). Si può riprendere lo stile documentario in arte, questo sì. Ma è un'altra cosa. Nel reportage c'è l'urgenza di raccontare più che quella di esprimersi. E anche qui molti pensano che la fotografia sia solo questo, reportage...
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#35 Zpider

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:59

Secondo me ci state dando un po' di badile...
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#36 Seattle Sound

Seattle Sound

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Inviato 17 marzo 2013 - 22:59

vogliamo il parere tecnico di geeno
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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
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#37 marz

marz

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Inviato 17 marzo 2013 - 23:02

sì ma cazzo non possiamo parlare sempre di culi e tette eh... (anche se forse faremmo meglio di sì...)
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#38 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 17 marzo 2013 - 23:05

vogliamo il parere tecnico di geeno


gino di notte fa i nudi
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#39 Twin アメ

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Inviato 17 marzo 2013 - 23:09

sì ma cazzo non possiamo parlare sempre di culi e tette eh... (anche se forse faremmo meglio di sì...)


Che poi i tuoi amici concettuali fanno largo uso di culi e tette, sti porconi asd
A parte gli scherzi, ho sempre notato un certo abuso del nudo nella fotografia artistica, ormai anche quella è una scelta ampiamente superata.
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#40 Twin アメ

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Inviato 17 marzo 2013 - 23:11

La fotografia reportagistica però è una forma documentaria di fotografia. Come i documentari video. Non è artistica nè puramente tecnica ma appunto documentaria (e qui sono due cose diverse, perchè l'arte è essenzialmente inutile, il documentario no). Si può riprendere lo stile documentario in arte, questo sì. Ma è un'altra cosa. Nel reportage c'è l'urgenza di raccontare più che quella di esprimersi. E anche qui molti pensano che la fotografia sia solo questo, reportage...


Ho cancellato per sbaglio la risposta :facepalm:

Dicevo che ci sono reportage fotografici in cui l'aspetto compositivo è talmente peculiare da andare ben oltre il semplice documento della realtà, e anzi, l'aspetto formale è parte integrante del racconto.
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