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Israele/Palestina/Medio Oriente


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2861 replies to this topic

#1 Guest_runciter_*

Guest_runciter_*
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Inviato 22 giugno 2006 - 09:57

riporto (modificando un po' la traduzione italiana) la prima parte di un recente articolo di john pilger, che dà modo di farsi un'idea piuttosto realistica delle dinamiche che hanno portato all'attuale, spaventosa, situazione in palestina:

Scriveva Arthur Miller, "Pochi di noi possono facilmente abbandonare la credenza che debba esserci un qualche senso nella società. Il pensiero che lo stato sia diventato folle e stia punendo tanti innocenti è intollerabile. Perciò l'evidenza deve essere negata interiormente".

La verità di Miller fece capolino in televisione il 9 Giugno, quando navi da guerra israeliane spararono sulle famiglie intente a fare un picnic sulla spiaggia di Gaza, uccidendo sette persone, tra cui tre bambini, appartenenti a tre diverse generazioni. Questo rappresenta una soluzione finale al problema dei Palestinesi, e vede concordi Stati Uniti ed Israele. Mentre gli Israeliani tirano razzi sulle case palestinesi e sulla gente che fa picnic a Gaza e nella West Bank, i due governi li condannano alla fame. Le vittime saranno in maggioranza bambini.

Questo è stato approvato il giorno 23 di Maggio dalla Camera dei Rappresentanti USA, che ha votato, con 361 voti a favore contro 17, di tagliare i finanziamenti alle organizzazioni non governative che mantengono un filo vitale con la Palestina occupata. Israele sta trattenendo le entrate fiscali Palestinesi per un totale di 60 milioni di dollari al mese. Questa punizione collettiva, identificata come crimine contro l'umanità dalle Convenzioni di Ginevra, evoca lo strangolamento nazista del Ghetto di Varsavia e l'assedio economico americano dell'Iraq negli anni ??90. Se i perpetratori sono diventati folli, secondo il suggerimento di Miller, sembra che però capiscano la propria barbarie e facciano mostra del proprio cinismo. "L'idea è di mettere i Palestinesi a dieta", ha spiritosamente dichiarato Dov Weisglass, consigliere del Primo MInistro israeliano, Ehud Olmert.

Questo è il prezzo che i Palestinesi devono pagare per le loro elezioni democratiche tenute in Gennaio. Alla maggioranza capitò di votare il partito "sbagliato", Hamas, che USA ed Israele, con la loro inimitabile faccia di bronzo, descrivono come terrorista. Il terrorismo, comunque, non è la ragione del digiuno imposto ai Palestinesi, il cui Primo Ministro, Ismail Haniyeh, aveva riaffermato l??intenzione di Hamas di riconoscere lo stato ebraico, chiedendo solo che Israele obbedisca alla legge internazionale e rispetti le frontiere del 1967. Israele ha rifiutato, dato che con la costruzione in corso del Muro dell'Apartheid, ha un'intenzione chiara: prendersi sempre più Palestina, circondando interi villaggi ed infine Gerusalemme.

La ragione per cui Israele teme Hamas è che difficilmente Hamas sarebbe un complice fidato nella repressione del proprio popolo per conto d'Israele. In realtà, il voto per Hamas fu un voto per la pace. I Palestinesi erano stanchi dei fallimenti e della corruzione dell'era Arafat. A detta dell'ex presidente americano Jimmy Carter, il cui Carter Center certificò la vittoria elettorale di Hamas, "i sondaggi di opinione mostrano che l'80% dei Palestinesi vogliono un accordo di pace con Israele".

C'è dell'ironia in tutto ciò, considerando che l'ascesa di Hamas fu dovuta in maniera significativa al sostegno segreto che ricevette da Israele, che, con USA e Gran Bretagna, voleva che gli islamisti minassero alle basi l'arabismo laico e i suoi sogni "moderati" di libertà. Hamas rifuitò di prender parte a questo gioco machiavellico, e nonostante gli attacchi israeliani mantenne un cessate il fuoco di 18 mesi. L'obiettivo dell'attacco israeliano sulla spiaggia di Gaza era chiaramente il sabotaggio del cessate il fuoco. Si tratta d'una vecchia e celebre tattica.

Ora, il terrore di stato in forma di assedio medievale va applicato ai più vulnerabili. Per i Palestinesi, una guerra contro i propri bambini non ha niente di nuovo. Uno studio del 2004 del British Medical Journal riferì che, nei precedenti quattro anni, "Due terzi dei 621... bambini uccisi [dagli Israeliani] ai checkpoint? mentre andavano a scuola, nelle loro case, morirono per colpi di armi da fuoco leggere, diretti in oltre metà dei casi alla testa, al collo, al petto - il segno del cecchino". Un quarto dell'infanzia palestinese di età inferiore ai cinque anni era acutamente e cronicamente malnutrita. Il muro israeliano "porrà in isolamento 97 ambulatori ed 11 ospedali dalla popolazione che dovrebbero servire".


continua...

http://www.zmag.org/...raaibambini.htm
(in italiano, traduzione pessima)

http://www.johnpilge....asp?partid=401
(l'originale in inglese)

in questa occasione pilger, il miglior giornalista che io conosca, sembra aver assunto una posizione fin troppo di parte, ma questa impressione potrebbe essere dovuta alla distorsione sistematica che ormai subiscono tutte le informazioni riguardanti i fatti mediorientali (e mi riferisco anche alle mistificazioni sull'iran e su ahmadinejad).

#2 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

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Inviato 22 giugno 2006 - 10:05

Eppure leggendole spessissimo, queste "considerazioni" dovrebbero creare una sorta di assuefazione...invece a me vengono sistematicamente i brividi.
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#3 stregaccia

stregaccia

    Roadie

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Inviato 22 giugno 2006 - 10:50

grazie pinzon, mi mancavi, nulla da aggiungere e da dire..
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#4 Guest_galway_*

Guest_galway_*
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Inviato 22 giugno 2006 - 12:58

Estratto dal rapporto annuale di Amnesty International, 2006

L??esercito israeliano ha ucciso nei Territori Occupati circa 190 palestinesi, compresi all??incirca 50 bambini. Molti sono stati uccisi illegalmente, in sparatorie deliberate e irresponsabili, bombardamenti e attacchi aerei in zone residenziali densamente popolate. Alcuni sono stati uccisi in esecuzioni extragiudiziali e altri sono morti durante scontri armati con i soldati israeliani. Centinaia di altri sono rimasti feriti.

*Il 4 gennaio, sette minorenni di un??età compresa tra i 10 e i 17 anni sono stati uccisi e cinque altri gravemente feriti in un attacco aereo mentre raccoglievano fragole nella cittadina di Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Tra gli uccisi vi erano sei membri della famiglia Ghaben: Rajah, Jaber, Mahmoud, Bassam, Hani e Mohammed, e Jibril al-Kaseeh.

*Il 27 ottobre, Karam Mohammed Abu Naji di 14 anni, Salah Said Abu Naji di 15 anni e Rami Riyad Assaf di 17 sono stati uccisi quando l??esercito israeliano ha lanciato un attacco aereo contro un??automobile che viaggiava vicino al campo profughi di Jabaliya nella Striscia di Gaza. Insieme ai tre minorenni che erano nelle vicinanze, sono stati uccisi tutti i quattro occupanti dell??auto. Altri 19 passanti, tra cui sette minorenni sono rimasti feriti. Si ritiene che l??obiettivo designato fossero due membri di un gruppo armato palestinese.

*Il 3 novembre, il dodicenne Ahmed al-Khatib è stato gravemente ferito da un soldato israeliano durante un??incursione nel campo profughi di Jenin ed è deceduto tre giorni dopo. L??esercito ha in seguito dichiarato che il ragazzo stava giocando con una pistola giocattolo e i soldati lo avevano creduto un militante
(!!!)

l'intero rapporto puo essere consultato alla pagina web http://www.amnesty.i...tml?page=ra2006

#5 Kesson

Kesson

    Groupie

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Inviato 22 giugno 2006 - 13:25

Io credo sia interessante anche questo punto di vista, diametricalmente opposto:

Onu e palestinesi di fronte a una scelta

L'intervento al Consiglio di Sicurezza di Dan Gillerman, ambasciatore d'Israele alle Nazioni Unite
28 marzo 2004


In tre anni e mezzo di attacchi terroristici, che hanno ucciso centinaia di civili israeliani inermi e ferito molte altre migliaia, questo Consiglio non si e' riunito nemmeno una volta per esprimere la condanna anche di un solo attentato. Non una risoluzione, non una dichiarazione presidenziale e' stata adottata da questo Consiglio per denunciare specificatamente il massacro deliberato dei nostri civili inermi. Nemmeno due mesi fa, il 29 gennaio, quando 11 cittadini sono stati assassinati in un'orribile strage su un autobus nel centro di Gerusalemme. Nella nostra tragedia, i nostri sforzi di ottenere una qualche reazione da questo Consiglio non sono stati ripagati nemmeno da una dichiarazione della Presidenza. Eppure oggi, seguendo un triste rituale ormai famigliare, il Consiglio si riunisce. Perche'? Non per condannare il terrorismo, non per onorare la memoria delle centinaia di assassinati, ma per difendere uno dei principali perpetratori, il padrino del terrorismo. Questo non e' un messaggio di cui questo Consiglio possa andare fiero. E' piuttosto un insulto. Finche' fingeremo che la risposta al terrorismo sia piu' grave del terrorismo stesso, non faremo che suscitarne sempre di piu'. Se vogliamo dare una chance al processo di pace, il tipo di terrorismo che Ahmed Yassin ha diretto e realizzato, e che ha giurato di continuare senza soste, non puo' essere placato a mezzo di concessioni, deve essere sconfitto. Deve essere sconfitto non solo per il nostro bene, ma per il bene di tutto il mondo libero.
Sebbene il Consiglio di Sicurezza non si sia mai riunito per discutere degli attentati di cui Yassin e' responsabile, l'elenco e' spaventoso e sconvolgente. Conferirgli il carattere di "leader spirituale" e' come sostenere che Osama Bin Laden e' Madre Teresa. Sotto le sue mentite spoglie sacerdotali, Yassin e' un vero pioniere dello spietato assassinio di innocenti. Sotto la sua guida diretta, per suo ordine e ispirazione, Hamas - un'organizzazione nota in tutto il mondo per il suo brutale terrorismo - ha commesso oltre 425 attentati, in cui sono stati uccisi 377 israeliani e feriti o mutilati altri 2076, in meno di tre anni e mezzo di violenze. Yassin era alla testa di una struttura gerarchica e controllata, esplicitamente votata alla distruzione di Israele. Se Yassin non era un super terrorista, allora non esiste nessun super terrorista.
Quello che ho in mano sono 187 pagine che documentano le orribili dimensioni e l'orribile estensione del terrorismo di Hamas, che ha seminato un'angoscia indicibile nella vita dei cittadini d'Israele. Fra i 425 attentati perpetrati dal Hamas dal settembre 2000, l'organizzazione ha organizzato non meno di 52 distinti attentati suicidi, in cui sono stati assassinati 288 israeliani e 1.656 sono stati feriti o mutilati. Ne ricordero' solo alcuni, per darvi un'idea del male rappresentato da quest'uomo e degli orrori che l'organizzazione da lui comandata ha inflitto, mentre egli ne rivendicava orgogliosamente la responsabilita'.
Ogni volta, mentre le madri israeliane, nella piu' atroce sofferenza, seppellivano i loro figli e le vedove piangevano i loro mariti, il viso trionfante di Yassin appariva sorridente su tutti gli schermi televisivi per esaltare gli assassini, designandoli "martiri". Quella che sto per leggervi e' solo una breve lista del suo spaventoso e sanguinoso curriculum.
1 giugno 2001, attentato suicida alla discoteca del Dolfinario di Tel Aviv: 21 persone assassinate e altre 120 ferite o mutilate quando un terrorista di Hamas si e' fatto esplodere in mezzo a un folto gruppo di adolescenti in attesa di entrare nel locale.
9 agosto 2001, attentato suicida in un in ristorante di Gerusalemme: 15 persone assassinate e 130 ferite o mutilate.
1 dicembre 2001, doppio attentato suicida nell'isola pedonale Ben Yehuda, a Gerusalemme: 11 persone assassinate e 188 ferite o mutilate.
2 dicembre 2001, attentato suicida in un autobus della linea 16 a Haifa: 15 persone assassinate e 40 ferite o mutilate.
9 marzo 2002, attentato in un bar-ristorante di Gerusalemme: 11 persone assassinate e 54 ferite o mutilate.
27 marzo 2002, prima sera di Pesach, attentato suicida nella sala da pranzo dell'Hotel Park, nella citta' costiera di Natanya: 30 persone assassinate e 140 ferite o mutilate.
18 giugno 2002, attentato suicida su un autobus della linea 32 a Gerusalemme: 19 persone assassinate e 74 ferite o mutilate. L'autobus, andato completamente distrutto, trasportava molti ragazzi diretti a scuola.
4 agosto 2002, attentato suicida su un autobus della linea 361 all'incrocio di Meron: 9 persone assassinate e 50 ferite o mutilate.
21 novembre 2002, attentato suicida su un autobus della linea 20 a Gerusalemme: 11 persone assassinate e 50 ferite o mutilate.
5 marzo 2003, attentato suicida su un autobus della linea 37 a Haifa: 17 persone assassinate e 53 ferite o mutilate.
18 maggio 2003, attentato suicida su un autobus della linea 6 a Gerusalemme: 7 persone assassinate e 20 ferite o mutilate.
11 giugno 2003, attentato suicida su un autobus della linea 14/A a Gerusalemme: 11 persone assassinate e oltre 100 ferite o mutilate.
19 agosto 2003, attentato suicida su un autobus della linea 2 a Gerusalemme: 23 persone assassinate e oltre 130 ferite o mutilate.
9 settembre 2003, attentato suicida in un bar di Gerusalemme: 7 persone assassinate e 70 ferite o mutilate.
29 gennaio 2004, attentato suicida su un autobus della linea 19 a Gerusalemme: 11 persone assassinate e 44 ferite o mutilate.
E ancora, solo la scorsa settimana, il 14 marzo 2004, al porto di Ashdod, doppio attentato suicida: 10 persone assassinate e 16 ferite o mutilate.
Le mani di Yassin erano lorde del sangue degli innocenti. Yassin istigava personalmente e autorizzava specificatamente gli attacchi omicidi; incoraggiava i singoli, uomini e donne, a diventare attentatori suicidi; dava ordine di lanciare missili Qassam contro centri abitati israeliani; coordinava azioni congiunte con altre organizzazioni terroristiche; raccoglieva fondi per il terrorismo con una campagna organizzata in tutto il mondo arabo per farsi ddonare i milioni di dollari necessari a migliorare le capacita' terroristiche di Hamas.
Con le sue parole Yassin ha fomentato un'ideologia di odio, istigazione e assassinio, glorificata come se fosse martirio. In numerose apparizioni pubbliche, Yassin ha chiesto ripetutamente di intensificare la "lotta armata" contro gli israeliani e gli ebrei "in ogni luogo". Solo un giorno prima del duplice attentato al Cafe' Hillel a Gerusalemme e alla fermata dell'autobus di Tzrifin, l'8 settembre 2003, che hanno fatto 17 vittime, Yassin aveva chiesto a Hamas di attaccare i civili israeliani senza restrizioni, dicendo: "Non argineremo il comando militare, i battaglioni o le fazioni". E' vero, non aveva limiti.
La lunga mano assassina di Yassin non raggiungeva solo alle strade di Gerusalemme e Tel Aviv, ma anche altre strade in tutto il mondo. Era un super terrorista con obiettivi internazionali e legami internazionali. Fece appello perche' fossero commessi attacchi suicidi contro le forze americane e inglesi in Iraq; osanno' Osama Bin Laden, augurandosi che il Signore Allah gli concedesse la possibilita' di continuare a combattere contro gli Stati Uniti.
Questo e' l'uomo per il quale viene richiesta la difesa del Consiglio. Alle sue vittime e' stata negata l'attenzione di questo Consiglio. Presterete voi ora tale attenzione all'uomo sulle cui spalle grava la responsabilita' diretta del loro assassinio?
In proporzione, il numero degli innocenti deliberatamente assassinati dai terroristi palestinesi in tre anni e mezzo, fino al marzo 2004, corrisponde a 22.499 cittadini russi, a 43.136 cittadini statunitensi, a 58.963 cittadini dell'Unione Europea. Vi possono essere dubbi su che cosa avrebbero fatto i vostri paesi - e in alcuni casi hanno gia' fatto - di fronte a un terrorismo di cosi' vasta ampiezza e proporzioni? Chiedo a coloro che partecipano oggi a questo dibattito: potreste starvene in silenzio e con le mani in mano ad aspettare che il prossimo attentatore stragista compaia alla vostra porta?
Secondo qualunque ragionevole interpretazione della legge internazionale, Israele ha il diritto legittimo, anzi ha il dovere di difendersi contro tali aggressori illegali e i loro comandanti, votati all'assassinio del maggior numero possibile dei nostri civili. La dirigenza palestinese ha provato, al di la' di ogni ragionevole dubbio, di non avere alcuna intenzione di intraprendere anche una sola azione per contrastare questo terrorismo, come sarebbe suo dovere fare legalmente e moralmente. Questo assassino di massa, Ahmed Yassin, ha per anni vissuto e agito non solo in liberta', ma sotto il potere protettivo e il santuario sicuro dell'Autorita' Palestinese, in violazione delle norme internazionali piu' basilari. Che cosa volete che facciamo? Aspettare senza alzare un dito che Yassin e la dirigeenza palestinese firmino la condanna a morte di altri civili inermi? E' un dovere fondamentale del governo d'Israele - come di ogni altro governo - quello di proteggere la vita dei propri cittadini dalla minaccia del terrorismo. Diversamente dai terroristi che ci attaccano, noi facciamo ogni possibile sforzo, e in condizioni terribilmente difficili, per ridurre al minimo i danni ai civili. Riconosciamo di avere delle responsabilita'. Ma non siamo piu' disposti a negoziare di giorno, per poi seppellire ogni sera i nostri morti.
Eliminando Yassin dalla scena internazionale, inviamo un messaggio molto determinato ai terroristi: chi uccide i nostri civili, non gode di alcuna immunita'.
L'operazione di ieri, 22 marzo, costituisce un importante passo avanti nella nostra lotta contro il terrorismo fondamentalista nella nostra regione, un passo che puo' consentire un ritorno al processo di pace. Yassin e' stato uno dei grandi ostacoli alla cessazione delle ostilita' ed alla ripresa dei negoziati, un vero e proprio blocco stradale sul tragitto verso la pace. Da quando, nel 1987, fondo' Hamas dai ranghi dei Fratelli Musulmani, l'organizzazione si e' violentemente opposta ai colloqui di pace con Israele e ha tentato di contrastare ogni singola iniziativa di pace. Dunque la domanda non dovrebbe essere "perche' adesso?". La domanda dovrebbe essere "perche' non prima?"
Non ci puo' essere alcuna pace insieme al terrorismo. Non ci possono essere pace e Hamas. La Road Map richiede esplicitamente lo smantellamento di Hamas e delle altre organizzazioni terroristiche, richiede la cessazione dei finanziamenti e del sostegno alle loro attivita', riconosce che la pace e' impossibile finche' a questi angeli della morte viene consentito di prosperare.
Israele resta impegnato per la pace. Continueremo a sperare che emerga un interlocutore di pace, cosi' da poter arrivare a una soluzione politica, basata sull'applicazione della Road Map. Nel frattempo, il primo ministro Sharon ha annunciato i piani per coraggiose misure di separazione, che potenzialmente potrebbero ridare energia al processo.
La leadership palestinese e' di fronte a una scelta. Puo' continuare ad allearsi con terroristi e tiranni. Puo' continuare nella sua strategia moralmente corrotta di omicidio e terrorismo e, cosi' facendo, continuare a recare sofferenze e disperazione al popolo israeliano e a quello palestinese. Oppure puo' scegliere una via diversa. Puo' provare al mondo di essere pronta ad assumersi responsabilita', non solo privilegi. Puo' mostrare di essere pronta a formare una societa' democratica, che rispetti i diritti del proprio popolo e quelli dei suoi vicini, per non essere solo un'altra, ennesima dittatura terrorista nel cuore del Medio Oriente. Israele e' pronto, come sempre, ad essere interlocutore di una dirigenza di questo tipo.
Anche il Consiglio di Sicurezza e' di fronte a una scelta. Non e' obbligato a continuare a mandare messaggi che mettano sotto processo la reazione al terrorismo, anziche' il terrorismo stesso. Non e' obbligato ad appoggiare iniziative che difendono il terrorismo, piuttosto che le sue vittime. Sulla scia delle risoluzioni 242, 338 e 1373, questo Consiglio puo' inviare invece un altro messaggio: un messaggio di speranza e di pace. Un messaggio che non finga che si tratti di un conflitto in cui una parte ha il monopolio dei diritti e delle vittime. Un messaggio che respinga senza compromessi il terrorismo. Quale messaggio invierete, oggi, al Medio Oriente e al resto del mondo?


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#6 virginia wolf

virginia wolf

    apota

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Inviato 22 giugno 2006 - 20:05

Mentre gli Israeliani tirano razzi sulle case palestinesi e sulla gente che fa picnic a Gaza e nella West Bank, i due governi li condannano alla fame. Le vittime saranno in maggioranza bambini.

Questo è stato approvato il giorno 23 di Maggio dalla Camera dei Rappresentanti USA, che ha votato, con 361 voti a favore contro 17, di tagliare i finanziamenti alle organizzazioni non governative che mantengono un filo vitale con la Palestina occupata. Israele sta trattenendo le entrate fiscali Palestinesi per un totale di 60 milioni di dollari al mese. Questa punizione collettiva, identificata come crimine contro l'umanità dalle Convenzioni di Ginevra, evoca lo strangolamento nazista del Ghetto di Varsavia e l'assedio economico americano dell'Iraq negli anni ??90.



Purtroppo, ahimè, si sta commettendo lo stesso tragico errore perpetrato in Iraq, dove a causa di dodici anni di embargo si stima che, per mancanza di medicinali, siano morti 500.000 bambini,per anemie, disfunzioni renali ed epatiche, malattie infettive, ma soprattutto di leucemie infantili aumentate in modo esponenziale dopo la prima Guerra del Golfo.
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Penso a come contiamo poco, come tutti contino poco; com'è travolgente e frenetica e imperiosa la vita, e come tutte queste moltitudini annaspino per restare a galla.

#7 Guest_runciter_*

Guest_runciter_*
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Inviato 23 giugno 2006 - 09:24

john pilger intervista rami ehlnan, uno dei soci fondatori del circolo dei genitori, che riunisce famiglie israeliane e palestinesi che hanno perduto i loro cari:

"Che cosa si deve fare per mettere fine a questa sofferenza?"

"Dobbiamo cominciare con il combattere l'ignoranza. Io vado nelle scuole a far lezione. Dico ai bambini come è iniziato il conflitto chiedendo loro di immaginare una casa con dieci stanze in cui Mohammed e la sua famiglia vivono in pace. Poi, in una notte tempestosa, qualcuno bussa alla porta e fuori c'è Moshe con la sua famiglia. Sono stanchi, malati, a pezzi. "Scusateci" dice "ma un tempo vivevo in questa casa." Questo è l'intero conflitto arabo-israeliano in un colpo d'occhio; e poi dico ai bambini che i palestinesi hanno ceduto il settantotto percento del paese che ritenevano sicuramente il loro, così adesso gli israeliani dovrebbero cedere il ventidue percento rimasto [dopo la guerra del 1967]."

Mostra agli scolari la mappa dell'offerta del Primo Ministro Ehud Barak fatta a Yasser Arafat a Camp David prima che si rompesse il "processo di pace". Le mappe mostrano le fasce di West Bank tolte ai Palestinesi e tenute per i coloni ebrei. "Questo era un gran segreto perché Barak non aveva mai permesso che si facessero mappe [ufficiali]. Stava proponendo qualcosa che sapeva che i palestinesi non avrebbero voluto e non avrebbero potuto accettare."

"Che genere di reazioni ottieni: nelle scuole, negli interventi pubblici?"

"Vedo le facce dei bambini quando mostro loro le mappe e dico che noi avevamo il settantotto percento, e i palestinesi il ventidue percento, e che questo è tutto ciò che i palestinesi vogliono adesso, e vedo l'ignoranza dissiparsi. In Israele le vittime di lutti sono considerate sacre. La gente concede loro rispetto perché hanno pagato il prezzo. Anche a me è dovuto questo rispetto, ma naturalmente ci sono persone che non vogliono sentire quello che dico."

ancora pilger:

Il presidente del Circolo dei Genitori è Yitzhak Frankenthal, il cui figlio Arik, soldato di leva, è stato rapito ed ucciso da Hamas. La sua generosità ha trovato espressione nel suo discorso in una manifestazione di pace a Gerusalemme: "Che tutti gli ipocriti che parlano di assassini spietati palestinesi si guardino seriamente allo specchio" ha detto. "(Che si chiedano) che cosa avrebbero fatto se fossero stati loro a vivere sotto occupazione.
In quanto a me posso dire che io, Yitzhak Frankenthal, sarei sicuramente diventato un combattente per la libertà e che avrei ucciso il maggior numero possibile di quelli dall'altra parte.
E' questa ipocrisia depravata che spinge i palestinesi a combatterci implacabilmente - il nostro doppio standard che ci consente di millantare i più alti valori etici delle forze armate, mentre queste stesse forze uccidono bambini innocenti? Sebbene mi piacerebbe poterlo fare, non posso dire che i palestinesi sono da accusare per la morte di mio figlio. Sarebbe una facile scappatoia, siamo noi a non essere disposti a far la pace con loro. Siamo noi ad insistere nel voler mantenere il nostro controllo su di loro. Siamo noi ad alimentare il ciclo di violenza? Mi dispiace doverlo dire.

I dissidenti israeliani sono tra le persone più coraggiose che io abbia mai incontrato. Oltre allo straordinario Mordechai Vanunu, che ha passato diciannove anni in prigione, per la maggior parte in isolamento, e che adesso vive agli arresti domiciliari, la maggior parte di coloro che avversano lo stato di Israele rimangono nella comunità, dove la loro punizione è spesso implacabile. Per molti, loro hanno tradito non solo il proprio paese ma la loro famiglia, il loro ebraismo e la memoria delle vittime dell'Olocausto.

I negozianti si rifiutano di servirli; gli amici di una vita cambiano strada per non parlare con loro. Da un momento all'altro si inizia a gridare e sputare contro di loro...


tratto da qui:

http://www.zmag.org/...-ultimotabu.htm


p.s. yassin stava scontando una condanna all'ergastolo nelle carceri israeliane, quando nel 1997 fu liberato per iniziativa di netanyahu.

#8 Guest_runciter_*

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Inviato 25 giugno 2006 - 08:59

per olmert le vite degli israeliani valgono più di quelle dei palestinesi:

http://news.independ...icle1095841.ece

tant'è che per far desistere i militanti palestinesi dal lanciare i loro razzi, che mettono a repentaglio le vite degli israeliani, diventa ragionevole fare continue stragi di civili arabi, bambini compresi.

#9 Guest_runciter_*

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Inviato 28 giugno 2006 - 10:21

ancora terrorismo di stato made in israel.

C'è un solo modo per Abu Mazen di lasciare Gaza: portare il caporale Gilad Shalit oltre il confine, nella sua Mercedes blindata. Gli israeliani hanno chiuso la morsa attorno alla Striscia, nessun palestinese entra o esce, neppure il presidente, fino a quando il carrista non verrà liberato dai sequestratori. L'offensiva è cominciata nella notte: prima i raid aerei hanno distrutto tre ponti e l'unica centrale elettrica. Poi i carri armati hanno superato la frontiera entrando nella zona sud della Striscia, allontanando le forze di sicurezza palestinesi e prendendo posizione intorno a Rafah, in quella che viene considerata la prima offensiva di terra dopo il ritiro dell'anno scorso.

forse ha ragione pilger quando parla di "soluzione finale al problema palestinese".

Per tutta la giornata di ieri l'esercito israeliano aveva continuato ad ammassare tank e blindati ai confini con Gaza. Nella notte, l'attacco aereo sui ponti ha tagliato a metà le strade principali della Striscia, mentre i carri armati hanno cominciato a muoversi preparandosi a una prima incursione. «Siamo pronti a un'offensiva di lunga durata ?? ha detto in parlamento il premier Ehud Olmert ??. Ribadisco che faremo di tutto per portare avanti i negoziati con i palestinesi». E' quello che gli ha chiesto Condoleezza Rice, segretario di Stato Usa: «Bisogna dare alla diplomazia un'opportunità per arrivare alla liberazione del militare».

sono pronti a negoziare, e allo stesso tempo escludono qualunque trattativa.*

Il governo ha escluso qualunque trattativa per il rilascio. Benjamin Ben-Eliezer, ministro delle Infrastrutture, laburista, ha minacciato di rispondere ai rapimenti con i rapimenti. «Non abbiamo problemi a entrare a Gaza e a portar via mezzo esecutivo». Anche Abu Mazen ha avvertito il premier Ismail Haniyeh («potrebbero colpirti»), ma il vero obiettivo degli israeliani sarebbe Khaled Meshal, leader di Hamas all'estero. Al di là delle minacce, l'intelligence di Gerusalemme starebbe negoziando per ottenere informazioni sul militare.

nel frattempo, come dice pilger, "strangolano" tutta la popolazione civile della striscia di gaza, distruggendo tra le altre cose i ponti e l'unica centrale elettrica.

http://www.corriere....o/28/gaza.shtml


* letture consigliate: george orwell - "1984" (tanto per cambiare).


[edit] a proposito, ecco cosa dice olmert mentre colpisce la popolazione civile:

Israele «non ha alcun interesse a colpire la popolazione palestinese, che infatti non è stata colpita».

http://www.corriere....28/olmert.shtml

#10 Pierrot le fou

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    Roadie

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Inviato 28 giugno 2006 - 13:19

nel frattempo, come dice pilger, "strangolano" tutta la popolazione civile della striscia di gaza, distruggendo tra le altre cose i ponti e l'unica centrale elettrica.


ma hanno fatto bene...si stanno portando avanti con il lavoro...tant'è che si vociferava di un probabile raggiungimento di accordo tra Hamas e Fatah (conflitto tanto sperato)...mica poteva finire così presto!
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#11 Guest_runciter_*

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Inviato 30 giugno 2006 - 08:20

ecco uno dei motivi per cui i palestinesi non possono aspettarsi molto dalla comunità internazionale, in termini di richiami alla legalità e al rispetto dei diritti umani:

http://www.corriere....3/israele.shtml

questo articolo, risalente al 4 maggio, mi stupì non poco... c'era qualcosa di irreale in quella foto con prodi e berlusconi che brindano e ridono insieme.

«L'Italia del centrodestra e del centrosinistra» saranno sempre «a fianco» di Israele come «un baluardo» a difesa «della sua democrazia e libertà» ha affermato Berlusconi intervenendo alla cerimonia. Berlusconi ha affermato che andrà avanti su questa strada «in sintonia con la sinistra».

...

#12 Guest_runciter_*

Guest_runciter_*
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Inviato 04 luglio 2006 - 06:49

l'esercito dell'unica vera democrazia della regione fa il tiro al bersaglio con il primo ministro del democraticamente eletto governo palestinese:

http://www.corriere..../02/hamas.shtml

mentre assedia la popolazione civile della striscia di gaza, dopo averla privata dell'elettricità e dell'acqua... e tutto questo in seguito a un periodo di continue stragi di marca israeliana (stragi in cui sono morti un bel po' di bambini).

ma è venuto, per l'unione europea, il momento di far sentire la propria voce:

03 lug 18:17 
Medioriente: Ue chiede liberazione del soldato israeliano rapito

BRUXELLES - L'Unione europea, con un comunicato della presidenza di turno finlandese, chiede "l'immediato rilascio senza condizioni del soldato israeliano rapito" domenica scorsa dai miliziani palestinesi, e "condanna fortemente l'assassinio" del colono israeliano sequestrato e ucciso in Cisgiordania. L'Ue chiede "alla leadership palestinese di mettere fine alla violenza e alle attivita' terroristiche, incluso il lancio di missili sul territorio israeliano". L'Unione europea si dice "estremamente preoccupata per la situazione che si e' sviluppata negli ultimi giorni fra Israele e i palestinesi, e chiede a tutte le parti di astenenersi da ogni azione che sia in violazione del diritto internazionale". (Agr)


centinaia di migliaia di palestinesi vengono tenuti in ostaggio dall'esercito israeliano, e questi parlano solo del soldato rapito e del lancio di razzi qassam.

evidentemente le rappresaglie contro i civili vengono considerate lecite.

#13 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

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Inviato 04 luglio 2006 - 06:59

e mi fanno ridere i Fini che, all'indomani del richiamo al rilancio di una destra con un nuovo codice etico, si indigna di aver ascoltato da taluni che bisognerebbe considerare equamente Palestina ed Israele. Perchè lo stato democratico Palestinese è terrorista, mentre le schifezze quotidiane sui civili con il pretesto dell'ultima ora, no?

E le "reazioni" internazionali tutte fanno capire benissimo quali siano gli interessi in quei territori, interessi affinchè non si faccia nulla.
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#14 DONBRIZIO

DONBRIZIO

    Roadie

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Inviato 05 luglio 2006 - 10:12

Sono ogni volta sgomento, non riesco a credere che nel 2006 la vita possa valere cosi' poco:Mi indigno ogni volta, non riesco a crederci e a farmene una ragione, percepisco tutta la mia piccolezza e inutilita' nel mondo.Ma uno stato qualcosa la puo' fare! L'Italia perche' sta a guardare, perche' cala sempre la testa a quei (non faccio nomi perche' sono capaci di infiltrarsi dappertutto) conquistatori di merda? E perdipiu' non sono affatto un no-global, anzi sono nell'esercito. Ma questa e' barbarie, barbarie ingiustificata, e i Palestinesi non hanno che le pietre per difendersi...Dopo tanta violenza gratuita nei loro confronti come si puo' pretendere poi che non odino gli ebrei e tutti gli occidentali che stanno a guardare?
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#15 Guest_runciter_*

Guest_runciter_*
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Inviato 05 luglio 2006 - 13:01

mi auguro che tu pensi cose simili di chi ha deciso l'invasione e l'occupazione dell'iraq e dell'afghanistan.

#16 virginia wolf

virginia wolf

    apota

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Inviato 06 luglio 2006 - 17:07

Anche l'Unicef ha denunciato la situazione allarmante

http://www.unicef.it...T/IDPagina/2225


i bambini solo sempre l'anello più debole e quelli che pagano il prezzo più alto.
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Penso a come contiamo poco, come tutti contino poco; com'è travolgente e frenetica e imperiosa la vita, e come tutte queste moltitudini annaspino per restare a galla.

#17 Guest_runciter_*

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Inviato 06 luglio 2006 - 17:16

1) gli israeliani fanno un'altra strage, ammazzando 13 persone.

2) il primo ministro palestinese parla di punizione collettiva contro il suo popolo.

3) peres dice che si tratta di un'operazione equilibrata e misurata.

4) la rice non condanna i raid perché israele ha il diritto di difendersi, e invita invece hamas a rilasciare il soldato (ma è nelle mani di hamas?).

http://www.corriere....o/06/gaza.shtml

"se sei neutrale nelle situazioni di ingiustizia, hai scelto la parte dell'oppressore."

viviamo in un mondo di vigliacchi che non esitano a vendere la propria anima in cambio di un po' di sicurezza, e che di fronte alle sofferenze dei deboli non hanno grandi problemi a girarsi dall'altra parte.

#18 Naksh-i-dil

Naksh-i-dil

    Groupie

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Inviato 06 luglio 2006 - 19:26


e mi fanno ridere i Fini che, all'indomani del richiamo al rilancio di una destra con un nuovo codice etico, si indigna di aver ascoltato da taluni che bisognerebbe considerare equamente Palestina ed Israele. Perchè lo stato democratico Palestinese è terrorista, mentre le schifezze quotidiane sui civili con il pretesto dell'ultima ora, no?

E le "reazioni" internazionali tutte fanno capire benissimo quali siano gli interessi in quei territori, interessi affinchè non si faccia nulla.



Fini è diventato più filoisraeliano di Bush ormai...  >:( cmq la situazione terribile in quelle terre ci fa capire (se ce n'era bisogno) che i morti non sono tutti uguali e che un morto ebreo, agli occhi dell'Occidente, vale più di 100 morti palestinesi. qualcuno poi mi spiegherà perché. forse perché gli ebrei, in nome dell'Olocausto, si sentono in diritto di calpestare chiunque? perché, sempre per l'Olocausto, tutto è loro dovuto a titolo di risarcimento? e una domanda su tutte: perché chiunque osa "criticare" il governo israeliano o dire qualcosa sugli ebrei passa automaticamente per filohitleriano? un po' come quando in molte occasioni ho dichiarato la mia contrarietà all'intervento in Iraq e mi sentivo sempre rispondere "ma allora sei amica di Saddam?"... Immagine inserita
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#19 tupelo

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Inviato 07 luglio 2006 - 22:04

O forse perchè uno stato internazionalmente riconosciuto tenta di difendere (magari malamente) i propri civili?
Cerchiamo di non portare la semplificazione a livelli imbarazzanti.
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#20 Guest_Alle_*

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Inviato 08 luglio 2006 - 01:36

A differenza di qualcuno penso che un posto non ne valga un altro. Qui ho imparato molte cose che non sapevo, e soprattutto ho imparato a crescere molto, nel modo di guardare le cose, nel riconsiderare in continuazione il mio punto di vista di partenza grazie alla lettura del parere di persone a loro volta attente e spesso meno faziose di quanto potesse inizialmente pensare.
Sono e resto amico di Israele. Non so se lo stato d'Israele fu o meno uno sbaglio storico prodotto da qualcuno. Qualcuno dirà di sì e avrà le sue ragioni; probabilmente potrei essere d'accordo. A sessant'anni di distanza, per la mia generazione il problema non si pone, semplicemente. Israele è uno stato, lo stato di Palestina non è ancora. Quindi i problemi sono due: che la Palestina possa essere uno stato, possibilmente democratico, possibilmente  con contiguità territoriale, possibimente i cui cittadini possano avere la possibilità di vivere felicemente, e sicuramete non morire in scontri a fuoco. Come noi. Al contempo, che Israele possa essere, molto di più di quanto non sia stato nei suoi primi sessant'anni, uno stato libero dalla paura che i suoi vicini ne vogliano la cancellazione, possibilmente non uno stato costretto a essere uno stato in perenne assetto di guerra, possibilmente libero in cui i suoi cittadini possano realizzare la loro felicità, senza aver paura di morire in scontri a fuoco, su un autobus, a una discoteca, una festa di matrimonio.
Governare non è mai facile perché comporta delle scelte e probabilmente essere al governo in Israele è la cosa più difficile assieme a pochi altri paesi al mondo. Bisogna rendersi conto di questa come di tante altre cose. Una è sicuramente il fatto che conosciamo molto parzialmente quello che accade in quella strisicolina infelice di terra sul mediterraneo. Non viviamo quello che sopportano i palestinesi, o quel che provano i cittadini israeliani.
Anche se considerassimo tutto quello che possiamo sapere -e molte cose come sappiamo rimangono dietro le quinte- non saremmo comunque in grado di valutare meglio di quanto non facciano gli interpreti delle due parti, domani spero non più avverse. Da qui possiamo solo giudicare quello che ci dicono i contendenti, e ognuno tira acqua al proprio mulino. Spero che si arrivi a comprendere che nessuno dei due vuole la morte dell'altro (hamas potrebbe trasformarsi a sua volta come fece l'ira, perché se l'obiettivo rimane quello di non accettare Israele ma di cercare il suo annientamento, ciò non li porterà da nessuna parte). E solo parzialmente si può sentire il parere di terze parti, poiché spesso esse stesse hanno pregiudizi di partenza. Inutile dire che i francesi non sono i più vicini agli israeliani e l'onu è spesso influenzata dai paesi arabi al suo interno. Gli americani dal canto loro hanno sempre appoggiato Israele quasi incondizionatamente.
Fa bene arrabbiarsi per qualcosa che ci sta a cuore, perché si dimostra sensibilità e spesso mi arrabbiai molto per il trattamento veramente poco equo che riceveva da questa e da altre parti Israele. Ho capito anche però che bisogna fare un minimo sforzo per vagliare la situazione e le motivazioni dell'altra parte. Mi sembra che gli arabi palestinesi ne abbiano abbastanza per essere infuriati, e con i loro vicini e dirigenza israeliana, e con loro stessi e la loro dirigenza.
Bisogna che si cerchi di fare la stessa opera di verstehen con gli israeliani,
Immagine inserita
se si vuole intavolare una discussione su questo forum. Se invece ce la si vuole cantare e suonare sulla cattiveria premeditata e la furia massacratrice dell'esercito e dei capi israeliani, allora go on Pinzon.
Era un modo carino per dire che il titolo fa veramente ribrezzo, dopo un po' che nessuno viene a parlare con te e pierrot pensavo magari te ne fossi accorto.




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