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Chiusura Sondaggio E Ringraziamenti - Il Clash Degli Scilipoti


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1531 replies to this topic

Sondaggio: Clash filosofico (24 utente(i) votanti)

Volete un clash filosofico?

  1. Ovviamente SI' (5 voti [20.83%] - Visualizza)

    Percentuale di voti: 20.83%

  2. sì, si realizzerebbe il sogno della mia vita. Grazie mille, Clary. (7 voti [29.17%] - Visualizza)

    Percentuale di voti: 29.17%

  3. Piango di gioia. (7 voti [29.17%] - Visualizza)

    Percentuale di voti: 29.17%

  4. Devo licenziarmi per seguire il clash con la dovuta attenzione. Vorrei sapere quanto inizia per dare il preavviso. (5 voti [20.83%] - Visualizza)

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Voto I visitatori non possono votare

#81 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:04

Maruqez fa il centrattacco dell'Atletico Mineiros
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#82 grivs

grivs

    ---o<-<

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  • Locationale, i'vorrei che tu e pierpinky e io

Inviato 02 aprile 2012 - 20:06

e io che ti ho appena dato un piu perche' ti avevo dato meno per sbaglio :facepalm:

correggi dai
tra 20 minuti sono a casa, voglio trovare almeno 10 nomi! asd
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[0:08] webnicola: allora facendo una media di 80 anni e cagando 300 gr al giorno (siamo italiani dai caghiamo di piu) cachiamo 8,7 tonnellate in una vita quindi [0:09] webnicola: possiamo teorizzare che nella propria vita fa un peso di merda [0:10] webnicola: circa 100 volte il proprio peso [0:10] webnicola: cmq sostanzialmente in un anno circa si caga il proprio peso quindi potresti farti un amico di merda e nel tiro alla fune si sarebbe pari

[webnicola]: io [mi aspettavo] che si dimettesse subito o che non si dimettesse. tipo "resisto è stata solo un colpo di testa dei miei uomini" e l'assalto alla camera sfasciata e qualche cranio rotto, gente che caga dentro la testa di cicchitto morto, cose così

oggi ho combattuto come un toro. ho il cuore sfiancato. sento che stanno crollando le mura DI QUESTA BABILONIA PRECRISTIANA! vinceremo! Cit. Ale

webnicola: non sto leggendo. mi state facendo venire la colite

gli butto lì un "rizoma" così mi si bagna


#83 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:12

Io faccio molta fatica a considerare James come americano, la sua formazione e la sua scrittura non lo sono per niente ma l'anagrafe dice così; giustamente, in chi l'ha letto, dà l'idea di un corpo estraneo, fulmini e fulminacci
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#84 debaser

debaser

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:14

In sintesi: Melville è più famoso. Ok.
  • 0

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#85 Gozer

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:16

Io faccio molta fatica a considerare James come americano

Vero, ma la mia impressione è che un po' tutta la letteratura americana dell'Ottocento agli occhi attuali risulti poco americana, abituati come siamo a quella del Novecento, che urla "evviva lo zio Sam" a ogni sillaba.


In sintesi: Melville è più famoso. Ok.

Moh, non so quanto sia vero questo fatto. Di Melville oggi come oggi si vende un solo libro, di James diversi. Certo quel singolo libro è un bestseller assoluto.
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#86 William Blake

William Blake

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:19


Io ho votato Twain, hawthorne mi piace ma c'è ne tanti (relativamente) come lui, James è relativamente americano; Poe, Melville e twain sono seminali...


perfettamente d'accordo. anche io ho votato Twain...
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#87 il mistico

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:23

edgar allan poe ci ha fatto capire che siamo degli orribili e inutili mostri.
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#88 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:30

Va che Bolano è schiattato eh asd


Indimenticabile nel Parma di Malesani.
  • 2

Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#89 piersa

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:32

Ma di giocare non avete voglia?


Va che Bolano è schiattato eh asd


Indimenticabile nel Parma di Malesani.

Minchia se era brutto; ogni tanto me lo sogno di notte. Suvvia ragazzi, ringraziate iddio che state su un forum dove ci sono persone e polemiche, pensate un attimo a Spazio Rock
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#90 il mistico

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    proxima centauri

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:36

piersa ma che cavolo di nome hai adesso? asd
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#91 Kaleir

Kaleir

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Inviato 02 aprile 2012 - 20:39

grieves io metterei lovecraft e lo farei vincere
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Ciao, io sono una firma.


#92 oblomov

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:19

Torniamo a parlare del tema?

Vero, ma la mia impressione è che un po' tutta la letteratura americana dell'Ottocento agli occhi attuali risulti poco americana, abituati come siamo a quella del Novecento, che urla "evviva lo zio Sam" a ogni sillaba.


Non sono assolutamente d'accordo: il novecento americano in letteratura è una delle letterature nazionali più ferocemente critiche con il sistema che la partorisce: si parte con gli Hemingway (tra tutti forse il più yankee, ed è tutto dire), si passa per i Faulkner (che di fatto è il genuinamente americano, nel pieno solco dei grandi del secolo prima), Fitzgerald, Steinback e poi via verso i beat (talmente anti-usa da essere macchiette) e poi i De Lillo, Bellow, Roth, Easton Ellis...
Tra tutti non me ne viene in mente neanche uno che potrebbe essere accusato di nazionalismo particolarmente spinto (mi dimentico anche i vari Sinclair Lewis, che letto ora sembra quasi apologetico della società americana, in realtà è solo lo speccho fedele di una società di contraddizioni profonde, oppure i grandi del hard boiled, come Hammet e Chandler, in cui il disincanto, il marcio, l'idea della sostanziale ingiustizia della società sono perni di tutto).
  • 2
Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#93 Gozer

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:23

Torniamo a parlare del tema?


Vero, ma la mia impressione è che un po' tutta la letteratura americana dell'Ottocento agli occhi attuali risulti poco americana, abituati come siamo a quella del Novecento, che urla "evviva lo zio Sam" a ogni sillaba.

Non sono assolutamente d'accordo: il novecento americano in letteratura è una delle letterature nazionali più ferocemente critiche con il sistema che la partorisce

Con "evviva lo zio Sam" intendevo che se ne percepisce l'americanità in maniera lampante, non che fossero accondiscendenti al sistema, giammai. Quoto tutto il tuo discorso in sostanza. ;)
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#94 oblomov

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:27

Ok, però in quel senso James (che a me piace moltissimo, l'eleganza e la raffinatezza dei meccanismi narrativi dei suoi scritti sono veramente mirabili) è grande solo nella sua eccentricità, nel suo essere ancora molto europeo. In ottica storica con Melville e Twain si formano gli strumenti e l'immaginario letterario (il respiro di una grandezza enorme, che coinvolge uomo e natura e lo pone anni luce dalle raffinate città europee: si tratta di una mitologia del dominio su agenti antichi e impescrutabili, cui l'uomo deve accostarsi con tutta la sua naturalità, soprattutto nel tema ricorrente del viaggio, in certi ideali eroici, quasi omerici, che in europa non si vedevano da un bel po' di annetti) a cui si abbeverano poi TUTTI, nessuno escluso. E insomma, se si va a giudicare il risultato, mica male.
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#95 atlas

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:33

Faulkner l'ho quasi finito, pazzesco.
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il faut se radicaliser. 


#96 Gozer

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:36

Ok, però in quel senso James (che a me piace moltissimo, l'eleganza e la raffinatezza dei meccanismi narrativi dei suoi scritti sono veramente mirabili) è grande solo nella sua eccentricità, nel suo essere ancora molto europeo. In ottica storica con Melville e Twain si formano gli strumenti e l'immaginario letterario (il respiro di una grandezza enorme, che coinvolge uomo e natura e lo pone anni luce dalle raffinate città europee: si tratta di una mitologia del dominio su agenti antichi e impescrutabili, cui l'uomo deve accostarsi con tutta la sua naturalità) a cui si abbeverano poi TUTTI, nessuno escluso. E insomma, se si va a giudicare il risultato, mica male.

In realtà Twain lo vedo come una sorta di Dickens americano, che ovviamente aveva a disposizione ben altro tipo di paesaggi e storie a cui abbeverarsi, ma americano più negli oggetti trattati che nello stile.
Su Melville invece posso dirti che come atmosfera il suo mi sembra un poema epico, quasi picaresco se vogliamo, e quindi tutt'altro che paragonabile allo stile del Novecento: d'altro canto però devo ammettere il limite di averlo letto in italiano, perdendomi parte del ri-miscelamento del linguaggio che pare abbia applicato con le sue opere (a riguardo le pur continue note del Cesare Pavese traduttore per tentare di spiegare il testo originario rendono solo in minima parte l'idea temo).
Personalmente thumbs up per entrambi, più per Twain in quanto particolarmente scorrevole e piacevole da leggere.

James poi ha scritto un racconto come "Giro di vite" che pur legato a un tipo di eleganza prettamente europeo, si pone davvero come unicum letterario del suo tempo, storia di fantasmi senza fantasmi, gotico senza azione, forse il primo thriller psicologico della storia...
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#97 oblomov

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:44

Melville è picaresco fino ad un certo punto (molto di più, almeno come temi lo è Twain). Nei romanzi di picari tradizionali il susseguirsi di avventure è comunque un confronto sul piano umano, con se stessi spesso, o con la dimensione umana messa in relazione ad altre, dello stesso piano.

In Moby Dick la scala è diversa. Achab si disumanizza per poter dominare un'entità che non riconosce in alcun modo l'essere umano, di fatto deride i suoi vani tentativi di imbrigliarla. Che poi doveva esser in certo modo la sensazione che provavano quei coloni che a inizio 800 andavano ad Ovest, armati solo di fucile e coglioni molto grossi.
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#98 atlas

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:44

Su Melville invece posso dirti che come atmosfera il suo mi sembra un poema epico, quasi picaresco se vogliamo, e quindi tutt'altro che paragonabile allo stile del Novecento: d'altro canto però devo ammettere il limite di averlo letto in italiano, perdendomi parte del ri-miscelamento del linguaggio che pare abbia applicato con le sue opere (a riguardo le pur continue note del Cesare Pavese traduttore per tentare di spiegare il testo originario rendono solo in minima parte l'idea temo).
Personalmente thumbs up per entrambi, più per Twain in quanto particolarmente scorrevole e piacevole da leggere.

Ma intendi stile del Novecento strettamente americano o Novecento in generale? Perché nel secondo caso l'epico e il biblico hanno avuto un grande successo tra i novecentisti prosatori (joyce) ma soprattutto in poesia, potrei dire Eliot ma anche poesia del secondo Novecento, con la ripresa del versetto biblico. In un certo senso Melville è quasi un precursore, da questo punto di vista.
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#99 Reynard

Reynard

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:45

Parlando di linguaggio, Twain letto in originale dev'essere qualcosa di devastante. Nella decina di pagine dell'Huckleberry Finn che son riuscito a seguire prima di arrendermi, c'era una mimesi incredibile di due-tre diversi slang, americanissimi fino al midollo e che in traduzione si perdono totalmente. Credo che perfino per un americano dei nostri giorni certi termini risulterebbero troppo strani.

Goz, visto quel che dici di "Giro di vite", che ne pensi di Edith Wharton? L'ho sempre giudicata la sua erede.
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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#100 piersa

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Inviato 02 aprile 2012 - 21:51

Beh, Oblo, chiaramente la letteratura di un grande Paese è grande a sua volta se è solo se ne è critica; gli Hammett, Spillane, Woolrich (grandissimo), Cain, Chandler, Mc Bain, Ellroy sono dei giallo-neri-hard boiled che hanno documentarizzato un'America post '29 (di cui Steinbeck fu forse il più grande) che si interrogava sulla guerra tremenda in Eeuropa e sulla questione dell'intervenire o meno, per esempio.
A proposito: questi fanno un clash tutto loro, no?
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