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Cream (tecnica e sudore)


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73 replies to this topic

#1 Limenitis

Limenitis

    sputasentenze

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Inviato 25 marzo 2011 - 22:09


La formula è semplice: 3 fuoriclasse 3, lunghe (dal vivo, spesso lunghissime) jam. Hard rock, psichedelia, riff, melodia, rock'n'roll. Una manciata di dischi: i migliori, per chi scrive, i 2 live. Celebriamoli!

[img width=380]http://crocmusic.com/images/albums_large/642/cream_live_cream_vol_1.jpg[/img]

[img width=380]http://fuckingsick.files.wordpress.com/2009/12/1972-live-cream-vol-2.jpg[/img]

http://www.youtube.c...h?v=9qHGBd2X-0I

http://www.youtube.c...h?v=cmurnK0S8UI
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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#2 Succubus

Succubus

    Pietra MIliare

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Inviato 25 marzo 2011 - 22:51

tra i miei preferiti , scriverò più avanti con calma
grande Limentis
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#3 simon

simon

    Potenzialmente capace di scrivere di musica e di cinema

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Inviato 25 marzo 2011 - 23:23

è un po'di tempo che ho riscoperto la mia adorazione primale per la chitarra elettrica: sono sempre stato un fan di Clapton solista, meno con gli Yard ma è con i Cream che questa giovane (allora) albicocca albionica si fece non un nome, ma un mito stellare.

tre draghi che spaccavano la... tutto! bassi che anticipano almeno trent'anni di musica a venire, batterista che supera in una autostrada sonica almeno mezza dozzina di divetti europei della fine degli anni sessanta (compresi jazzisti del calibro di Neumaier e anche quel figaccione di Liebezeit) e poi la sei corde maradoniana dell'Eric Trip.

alto, alto l'Onore per chi ha aperto questa pietra miliare de topic.
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#4 Lor444

Lor444

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Inviato 26 marzo 2011 - 02:16

Uno dei pochi gruppi di cui si può davvero dire "Senza di loro il rock non sarebbe esistito", basti pensare all'influenza che hanno avuto sulla Experience.
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"Together we stand, divided we fall"

#5 joe tarallo

joe tarallo

    cane sciolto

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Inviato 26 marzo 2011 - 09:01


La formula è semplice: 3 fuoriclasse 3, lunghe (dal vivo, spesso lunghissime) jam. Hard rock, psichedelia, riff, melodia, rock'n'roll. Una manciata di dischi: i migliori, per chi scrive, i 2 live. Celebriamoli!


Si, anche per me erano nettamente meglio live che in studio. Oltre a quelli che hai citato, da non sottovalutare nemmeno il disco 2 di wheels of fire. Comunque, dal vivo i Cream erano già Hard Rock, prima ancora dell'arrivo dei Led Zeppelin ecc. In studio però non mi hanno mai convinto del tutto, anche se Disraeli Gears è sicuramente un gran disco, con quella Sunshine of Your Love memorabile. Però, non so, quando sento le parti in studio ho sempre l'impressione che si siano un po' risparmiati, che avrebbero potuto far meglio, anche perchè una delle loro caratteristiche era, come hai detto, quella di fare grandissime jam improvvisate e in studio non potevano. Però veramente influentissimi, anche i primi Black Sabbath hanno preso tanto dai Cream, ad esempio Politician anticipa proprio quel sound cupo, potente e cadenzato del riff di Iommi.
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Turbo Missile Interculer


#6 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

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Inviato 26 marzo 2011 - 10:35

è un po'di tempo che ho riscoperto la mia adorazione primale per la chitarra elettrica: sono sempre stato un fan di Clapton solista, meno con gli Yard ma è con i Cream che questa giovane (allora) albicocca albionica si fece non un nome, ma un mito stellare.

tre draghi che spaccavano la... tutto! bassi che anticipano almeno trent'anni di musica a venire, batterista che supera in una autostrada sonica almeno mezza dozzina di divetti europei della fine degli anni sessanta (compresi jazzisti del calibro di Neumaier e anche quel figaccione di Liebezeit) e poi la sei corde maradoniana dell'Eric Trip.

alto, alto l'Onore per chi ha aperto questa pietra miliare de topic.


Ti piace il disco con Mayall?
Blues brakers mi fa sbavare,Clapton grandissimo lì,più grande che in Disraeli Gears,anche se non ascolto nè l'uno nè l'altro da tempo,parlo a memoria...
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FATE TORNARE LO SPECCHIETTO DI RYM IN FIRMA

 


 

 

#7 joe tarallo

joe tarallo

    cane sciolto

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Inviato 26 marzo 2011 - 10:41


è un po'di tempo che ho riscoperto la mia adorazione primale per la chitarra elettrica: sono sempre stato un fan di Clapton solista, meno con gli Yard ma è con i Cream che questa giovane (allora) albicocca albionica si fece non un nome, ma un mito stellare.

tre draghi che spaccavano la... tutto! bassi che anticipano almeno trent'anni di musica a venire, batterista che supera in una autostrada sonica almeno mezza dozzina di divetti europei della fine degli anni sessanta (compresi jazzisti del calibro di Neumaier e anche quel figaccione di Liebezeit) e poi la sei corde maradoniana dell'Eric Trip.

alto, alto l'Onore per chi ha aperto questa pietra miliare de topic.


Ti piace il disco con Mayall?
Blues brakers mi fa sbavare,Clapton grandissimo lì,più grande che in Disraeli Gears,anche se non ascolto nè l'uno nè l'altro da tempo,parlo a memoria...



Anche per me il Clapton migliore resta quello nel disco coi bluesbreakers di john mayall.
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Turbo Missile Interculer


#8 ArchieFisher

ArchieFisher

    pacato come il vecchio che ho in avatar da 50 anni

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Inviato 26 marzo 2011 - 13:11

Anche per me il Clapton migliore resta quello nel disco coi bluesbreakers di john mayall.


Ho già parlato di Clapton altre volte - e non voglio rinverdire antiche polemiche.

In ogni caso concordo. Poche note ma buone, un grande disco e a mio modo di vedere anche un ottima base di partenza per i ragazzi che vogliono iniziare a suonare la chitarra elettrica.

P.S. anche i Cream comunque spaccavano..

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Life was never better than
in nineteen sixty-three

Ogni vita ha peso e dimenticanza calcolabili

"What kind of music do you usually have here?"
"Oh, we got both kinds. We got Country, and Western."

#9 Succubus

Succubus

    Pietra MIliare

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Inviato 26 marzo 2011 - 13:19

beh si anche perchè Mayall gli ha messo sul piatto una pietanza coi fiocchi!

A proposito dei Cream, si , sudore e tecnica li caratterizzano appieno.
Bello pensare a una band che vuole darci dentro fino a impazzire, arrivare fin dove non c'è più spazio tra le note.

A me piace molto l'esordio "Fresh Cream", ci sono alcuni brani degni di nota dove la sezione ritmica va a mille e Clapton sopra, con ferocia, sparge feedback colato (I'm so Glad, NSU).
Sono 2 brani eccellenti che riprenderanno sempre dal vivo.

In "Disraeli Gears" oltre "Sunshine of your Love" e l'immensa "Strange Brew" (che classe ragazzi), notevole è l'infuocato R&B di "Swlabr" (brano originalissimo unico nel suo genere) con Bruce giocoso e scatenato alla voce e colossale al basso, Calpton psichedelico come mai è stato; c'è la bellissima, scurissima e tesa "Tales of brave Ulysses" che dimostra la serietà, la competenza della proposta Cream e la superiorità di alcuni loro brani nel contesto generale della forma canzone nel 1967.
Capolavoro e brano ancora all'avanguardia "We're Going Wrong" dove tutto è perfetto.

Insomma un disco eccellente con 4-5 capolavori della forma canzone. Clapton più effettato , ma ancora superbo, Bruce assolutamente all'apice della forma. C'è comunque meno dinamismo in questo album rispetto all'esordio, c'è però più attenzione alle composizioni.

Il penultimo "Wheels of Fire" perde pesantemente in qualità delle composizioni, c'è comunque molto di buono.
"White Room" sulla falsariga di "Tales.."è un classico, anche se Clapton lo trovo abbastanza scollegato, ci sono 2 bei blues, ma il vero capolavoro è "Desert Cities of the Heart".
Canzone perfetta, tra le migliori mai ascoltate, in neanche 4 minuti si viaggia alla velocità della luce tra una cavalcata selvaggia (con chitarra acustica poi....), stacchi progressive al fulmicotone, assolo di chitarra da 10 in pagella (qui John Cipollina si dovrebbe inchinare) veloce , preciso e tagliente e un finale dove hai la sensazione di avere corso col pensiero all'interno dell'arte più pura , in un brano rock che può guardare senza complessi di inferiorità alle forme musicali più alte.
Niente è fuori posto, tutto è perfetto , nulla sarà più a questi livelli nel mondo pop. é stato breve ma bellissimo.

I Cream migliori sono stati questi, dal vivo si può dire che il massimo lo hanno dato nel 67, ma purtroppo non ci sono live ufficiali che ci documentino il miracolo di quiei giorni.
I live ufficiali successivi, vedono un gruppo già stanco e in piena guerra tra loro, c'è del buono, ma non c'è quello che veramente è stato.
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#10 Succubus

Succubus

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Inviato 27 marzo 2011 - 13:37

a proposito dei grandi Cream Live nel 67, c'è un bel bootleg con ottimo sound:
http://vivalesbootlegs.blogspot.com/

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#11 Lor444

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Inviato 28 marzo 2011 - 00:51

Steppin' Out è lo zenit del blues-rock strumentale.
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#12 joe tarallo

joe tarallo

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Inviato 29 marzo 2011 - 15:20

Steppin' Out è lo zenit del blues-rock strumentale.


Steppin' out è favolosa, e mi pare che i Deep Purple di "Lazy" ne abbiano un po' copiato il riff.
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#13 Plozzer

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    Haddaway

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Inviato 31 marzo 2011 - 14:51

batterista che supera in una autostrada sonica almeno mezza dozzina di divetti europei della fine degli anni sessanta


E di Baker + Fela Kuti che mi dici?
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Whatever you do, don't


#14 Lor444

Lor444

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Inviato 31 marzo 2011 - 15:29


Steppin' Out è lo zenit del blues-rock strumentale.


Steppin' out è favolosa, e mi pare che i Deep Purple di "Lazy" ne abbiano un po' copiato il riff.


Lazy nacque proprio da un'improvvisazione di Blackmore e Lord che tentavano di rifare Steppin' Out...
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#15 Succubus

Succubus

    Pietra MIliare

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Inviato 29 agosto 2011 - 14:23

Verso il finale (Wheels of Fire -studio album. Goodbye Cream)

So di essere un pò banale nel voler parlare di questo gruppo che per molti è muffa e pedanteria, ma più li ascolto e più mi convinco che abbiano sfornato album eccezzionali e molto al di sopra degli standar dell'epoca e non solo.
Innanzi tutto noto, leggendo varie recensioni, la superficialità nel trattare molti brani tra i meni famosi e la svagatezza nel non sentire soprattutto in "Wheels of Fire" l'impressionante cura e perfezione sonora raggiunta che fa sembrare tutti gli anni 60 come preistorici.
Sentiamo con cura "As You Said" , "Deserted Cities of the Heart", "Those Were the Days" come non sorprendersi nell'ascoltare brani autenticamente "crossover" , liberi nell'urgenza espressiva, innovativi eppure canzoni, eleganti e aggressivi, pulitissimi nell'esecuzione e produzione, ma sanguigni ed emozionanti, soprattutto poi mai soggiogati dalla moda psichedelica che spesso fa da maschera alla nullità. La loro qualità è appunto di non essere di nessun genere, utilizzare varie forme , e far trasparire soprattutto la grandezza di musicisti.

"Deserted Cities..." è di per sè paradigmatica di come Cream riesca a fondere acustico e elettrico, arrembante rock con passaggi delicati, insomma apre agli anni 70 come null'altro (siamo nel 68)
Ma ripeto la cosa più incredibile è la perfetta e direi "aulica" resa sonora di questo disco che si riallaccia più all' esordio certosino di "Fresh Cream" che al "Disraeli" trip.



Ascoltatevi anche l'ultimo "Goodbye" nei pochi brani in studio per capire dove erano arrivati questi mostri, soprattutto in termini di SUONO. A parte l'harrisoniana e bellissima "Badge" abbiamo una selvatica "What a Bringdown" di Baker con stacchi da vertigine e "Doing that Scrapyard" che pur essendo nulla più che divertente ha un drumming così potente e quadrato da ricordare solo il Bonzo di "Kashmir".
I brani dal vivo sono spaventosi, nettamente meglio dei Live ufficiali seguenti in termini di resa sonora e di stringente improvvisazione.

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#16 Number 6

Number 6

    Scaruffiano

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Inviato 30 agosto 2011 - 09:31

Guppo a cui trovo pochi difetti, sebbene non possieda nessun loro album. Pecca a cui dovrò prima o poi rimediare.

Tra l'altro un mio amico batterista (è seminoto ma non faccio pubblicità) è stato allievo permanente di Ginger Baker, il quale ha vissuto vicino a Prato, a Poggio a Caiano, per venticinque anni.


eccezzionali


Dio!
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I'm not a number! I'm a free man!

#17 dEST

dEST

    aiza 'a capa e sò tutte 'nciuce

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Inviato 30 agosto 2011 - 09:41

Guppo a cui trovo pochi difetti, sebbene non possieda nessun loro album. Pecca a cui dovrò prima o poi rimediare.

Tra l'altro un mio amico batterista (è seminoto ma non faccio pubblicità) è stato allievo permanente di Ginger Baker, il quale ha vissuto vicino a Prato, a Poggio a Caiano, per venticinque anni.



Si, a Larciano mi dicono dalla regia - credo di aver capito chi è il tuo amico, ha suonato anche con un mio collega di Pistoia
Fine OT
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 


#18 Succubus

Succubus

    Pietra MIliare

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Inviato 30 agosto 2011 - 10:00

Riguardo alla faccenda dell'improvvisazione e delle lunghe jam, ho visto un filmato in cui Clapton spiegava che fosse il pubblico a volere questo "allungamento dei brani":
non bastava sentire una breve canzone, volevano sentire suonare sempre di più , più a lungo e più forte.

Interessante sapere che nei Cream Clapton disse che finalmente aveva trovato dei musicisti più bravi di lui e che spesso doveva starli a sentire umilmente , cosicchè capì la sua vera filosofia:
da piccolo e ragazzo era appassionato di fumetti e storie dei samurai e il suo approccio di chitarrista era proprio da Samurai, non in attacco , ma in difesa:
così veniva fuori quello che più gli stava a cuore....
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#19 Marc Almond

Marc Almond

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Inviato 30 agosto 2011 - 10:03

Ottima band....anche se forse,per le loro radici blues,non mi hanno mai preso moltissimo....del periodo forse preferisco i Colosseum.
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#20 clapat71

clapat71

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Inviato 30 agosto 2011 - 12:28

E' un peccato che i due live ufficiali abbiano un sonoro abbastanza scadente, meglio i lati live di Wheels e Goodbye...
Secondo me, qualcosa da dire l'avevano ancora, anche se Clapton in realtà si muoverà poi in direzione opposta.
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