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Quentin Tarantino


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1296 replies to this topic

#1 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 24 settembre 2006 - 16:34

Dunque eccoci qui ad aprire una sacrosanta discussione su uno dei più controversi cineasti di tutti i tempi...c'è chi dice che sia un genio di raro talento, chi dice che sia solo un grande bluff...d'altronde anche dalle pagine di questo forum possono leggersi da più parti una serie di insinuazioni sulla presunta sindorme da Peter Pan del ragazzone di Knoxville...

Io comincio col dire la mia...e comincio col dire che a Tarantino riesco veramente a muovere pochissimi rimproveri e quasi tutti legati alla sua attività "parallela"...ecco, forse il suo unico errore è stato quello di voler esagerare e così, oltre alla produzione dei suoi quattro splendidi film, si è cimentato in varie avventure discutibili, dall'immischiarsi nel disastroso progetto di Four Rooms al produrre una serie di stupidi cloni orientali e americani che non fanno altro che rendere ingiustizia al suo stesso modo di fare cinema...

Ma se escludo tutto ciò, pensando alla sua inventiva, alla sua straordinaria visionarietà ed al suo costante straordinario stato di grazia che ormai dura da 14 anni, io riesco solo ad alzarmi dalla poltrona e spellarmi le mani dagli applausi...di Tarantino mi ha convinto tutto: la sua grandezza nella sceneggiatura o, meglio, nella distruzione della nozione comune di sceneggiatura ai risultati più strettamente legati al lavoro di regista...

1) SCENEGGIATURE

Eh sì, spiace dirlo ma tocca scomodare dei paroloni...quando Quentin ha deciso di mettersi a scrivere per il cinema ci ha fatto un grande regalo...è riuscito VERAMENTE (e non per finta come ammoniscono i suoi detrattori) ad introdurre un nuovo tempo cinematografico, con una spasmodica attenzione per i particolari, rivoluzionando l'ordinario rigore logico degli scripts e reinventando dei personaggi assolutamente nuovi ed irripetibili...così duri e pienamente a loro agio negli ambienti neri e criminali da Tarantino così venerati, ed al tempo stesso umani, ma di un umano che non ha nulla di melenso...l'umanità dei criminali di Tarantino sta nel fatto che parlano come potremmo parlare chiunque in qualsiasi momento della giornata, poco importa se nel frattempo uccidono, si drogano, rapinano o sodomizzano poveri cristi...e badate che tutto ciò era già scritto in anticipo: già nei due copioni passati a Scott e a Stone tutto ciò era presente...

2) REGIA

E qui mi tocca tirare fuori Kill Bill, straordinario pamphlet su ciò che Tarantino vede nella macchina cinema, strumento nelle mani di registi più o meno inventivi per scatenare l'immaginazione degli spettatori...tutto può servire: violenza, sangue, ironia apparentemente spesso fuori luogo, cartoni animati dentro a un film, aerei su rotte di carta, colonne sonore quasi incomprensibili dentro certe scene...
Quando sento dire che il cinema di Tarantino è immaturo, vuoto, privo di contenuti m'incazzo oggi come quando uscì Pulp Fiction...perchè ancora una volta ci sfugge che impegno e contenuto, nel cinema, ma direi nell'arte in generale, non vanno di pari passo...ok, lo ammetto, Tarantino è un regista disimpegnato e con ciò? Le sue opere sono intrise di contenuti, anche se non sono necessariamente corrispondenti alla concezione più conservatrice che molti hanno di questo termine...ed il contenuto di Kill Bill è il cinema, è l'amore per il cinema e per la sua storia...ed in questo resterà forse, paradossalmente, come il film-simbolo del genio americano...

Dimenticavo una cosa: se vogliamo, Tarantino è un regista enorme anche da un punto di vista più classico...se intendiamo il regista come colui che deve, fra l'altro, tentare di far uscire il meglio dai suoi attori, la materia con la quale si vuole plasmare la storia, beh, penso che anche da questo punto di vista Tarantino sia tutt'oggi insuperato...in tutti i suoi film, mi pare, gli interpreti sono in gran forma ed alcuni di loro in particolare nelle sue mani diventano veramente magistrali...



Insomma, per me, e senza mezzi termini, uno tra i più grandi di sempre...

Ps: altra cosa che non capisco è il volerlo continuamente paragonare a Kubrick, cosa che molti critici continuano a fare...ma insomma che c'entra Tarantino con Kubrick? dovessi trovare un suo antenato, con la pistola alla tempia, al massimo, direi Godard..
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#2 Pierrotelaluna

Pierrotelaluna

    Classic Rocker

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Inviato 24 settembre 2006 - 16:44

Io adoro Tarantino.
Adoro i suoi film.
I discorsi che vanno avanti, i tempi, le azioni, le espressioni.
E' il mio preferito.
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Ti ritiri tu? Tiritirità?
Tannen, io ti maledico.

#3 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 24 settembre 2006 - 17:13

forse in passato mi avete frainteso.

A me Tarantino piace (va?) un casino...difficile dire se preferisco "Le Iene", "Pulp Fiction" o "Jackie Brown" (forse quest'ultimo).

Le sue sceneggiature sono altrettanto fulminanti, in particolare quella di "Una Vita Al Massimo", quasi più un film suyo che di Tony Scott, e pure il tanto disprezzato "Dal Tramonto All'Alba" per me è un onesto film di genere.

Credo che nessuno possa eguagliare Tarantino in quanto a dialoghi taglienti e gusto cinefilo (popolare).

L'episodio di "Four Rooms" non è nulla di che, ma in confronto ai tre corti precedenti pare un film di Bresson, e la sceneggiatura di "Natural Born Killers" è pungente al punto giusto, ma forse è stata completamente stravolta da Oliver Stone.

Trovo che i due Kill Bill siano opere, per quanto gradevoli, decisamente fiacche e di maniera: a 6 anni dall'ultimo film mi aspettavo un grande ritorno di Tarantino. Un film ancora più maturo del capolavoro "Jackie Brown" e invece mi sono trovato di fronte ad un giocoso pastiche che trita e ritrita tutti i vezzi del regista: colonna sonora che spazia in ogni genere, epoca e spazio...citazionismo a raffica, ultra violenza, dialoghi che vorrebbero essere da antologia (ma non lo sono più, visto che pure quello sui fumetti pare essere preso da un noto autore).

Ma a destare in me ancora più dubbi sono le produzioni a cui Tarantino ha accettato di far parte: "Hostel" è una porcata indifendibile, "Sin City" da molti è stato giudicato un capolavoro, a me è sembrato una sagra del cattivo gusto senza un filo di ironia, che gli fa una sega a fumettoni cine-popolari come i Batman di Burton o gli Spider Man di Raimi.

Ora pare che stia dirigendo un nuovo film con rodriguez (eccheppalle), una serie di trailer di film horror uniti tra di loro...mi sembra un idea valida per un cortometraggio, non so come potrebbe funzionare in un film di 2 ore....sinceramente speravo avrebbe diretto il film "di guerra" che prometteva da anni.

Senza dubbio un innovatore nel cinema americano degli anni '90: in molti hanno cercato di scimmiottare il suo stile, senza riuscirci (penso a Guy Ritchie, Go di Doug Liman, The Salton Sea)...lo aspetto al varco dopo Kill Bill...



#4 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

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Inviato 24 settembre 2006 - 18:21

secondo me pulp fiction non rappresenta gli anni '90, ma un nuovo modo di fare cinema negli anni '90...IL nuovo modo di fare cinema negli anni '90...non è certo una fotografia del sociale...lo è molto di più un film come Giovani, carini e disoccupati, pur essendo questo un film artisticamente meno importante...


Pur essendo quello di Tarantino un film molto buono, direi che quel modo di fare cinema tende fin troppo ad essere chiuso su se stesso per poter essere considerato davvero epocale.
Per quanto mi riguarda non è affatto una delle vette dei '90, ma la definizione di film rappresentante del decennio ci può pure stare.

Aggiungo qualcosa appena posso.
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#5 Guest_Mia_*

Guest_Mia_*
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Inviato 24 settembre 2006 - 18:25

ma perchè hai risposto in questo topic?  :D

#6 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

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Inviato 24 settembre 2006 - 18:44

ma perchè hai risposto in questo topic?  :D


Perchè si parlava di Tarantino...e questo thread calzava a pennello.
E comunque...

A mio avviso Quentin Tarantino è un ottimo regista.
Certo, ha realizzato pochi film per delineare un discorso già concreto e definitivo sul suo cinema, eppure fin dal principio mi pare che abbia saputo mettere in mostra una personalità non indifferente, e creare uno stile riconoscibilissimo.
L??errore, a mio avviso, sta tutto nel considerarlo un autore rivoluzionario, o meglio: a suo modo lo è? ma non in maniera propriamente positiva, in quanto i suoi cloni sono tutto tranne che convincenti (penso ad un certo tipo di cinema britannico, francamente inutile).
Non c??è nulla di male, si direbbe, dato che in alcune circostanze è un bene che l??autore sia non riproducibile ed inimitabile.
Il fatto è che non mi pare che Tarantino abbia devvero inventato qualcosa: c??è una sapiente commistione di generi, un masticare ?? magari dannatamente bene ?? anni ed anni di cinema. Ma se Tarantino dichiara spudoratamente i suoi riferimenti ad un certo tipo di cinema orientale, e ai nostri autori di ??serie B?, non si può dire certo che ringrazia pubblicamente altri ispiratori.
Come detto, il mescolare e riprodurre generi e storie è architettato genialmente, ma si tratta di storie già viste. Gli incastri in trame mascherate da noir le abbiamo già viste ancora prima dei favolosi ??70, i dialoghi scoppiettanti facevano già parte della Hollywood degli anni ??30. Certamente qui c??è un rivitalizzare un materiale sacro, ed in questo senso Tarantino resenta il geniale, ma da qui a definirlo uno dei più grandi autori di sempre ce ne passano di pianeti, soprattutto perché siamo in attesa di altre prove, di una svolta. Non che Tarantino si sia particolarmente ripetuto?forse gioca a fare il bambino (e forse lo è), ma, accidenti, ha realizzato pochi lavori. Lasciamolo lavorare e attendiamo pure fiduciosi, si. Poi magari tra 50 anni diremo che è stato un genio del cinema.

Ps: per la cronaca, Godard non sopporta Tarantino, dato che mi è capitato di leggere dichiarazioni di un francese imbufalito nei confronti di un americano che aveva utilizzato il titolo di un suo film per battezzare una casa di produzione.

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#7 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 24 settembre 2006 - 19:13

1) Godard ama Tarantino...lo ha sempre sostenuto e ne ha caldeggiato la vittoria a Cannes con Pulp Fiction...hanno litigato per mere questioni legali, visto che Jean-Luc ultimamente non versava in grandi fortune finanziarie e Tarantino, a suo dire, non ha mosso un dito per riconoscergli almeno i diritti d'autori della sua casa di produzione...

2) Non me la sento di criticare Tarantino, o comunque di annoverare ciò tra i contro del suo cinema, per la presenza di questi tristi cloni alla Guy Ritchie...che colpa ne ha lui? e che dovremmo dire di tutti gli sciminuti che hanno trasfigurato l'epopea degli zombies di Romero? O dei vani tentativi di tanti piccoli nanetti che continuano a scimmiottare la commedia italiana dei "favolosi" anni 60?
Anzi, a maggior ragione! Ciò che a Tarantino riesce benissimo ad altri riesce malissimo...

3) Ripeto ancora: prima di dire che Tarantino è uno dei più grandi di sempre bisogna ancora una volta mettersi a decidere cosa noi intendiamo per meritevole di appellativi così impegnativi...ma se accettiamo che il metalinguismo faccia parte, come tutte le altre espressioni, dell'arte a pieno titolo, Tarantino nell'Olimpo dei grandi del cinema ci rientra di diritto...e proprio per il suo mettere in scena metacinematografico assolutamente nuovo e mai visto prima...certo che quello che fa Tarantino si è, qua e là, visto altrove...ma non ricordo che prima di lui qualcuno avesse tentato una serie così copiosa di commistioni ardite....casomai è vero l'inverso...che piaccia o no, anche dei grandi del nostro presente sono stati naturalmente influenzati dalla poetica tarantiniana...lasciamo stare il marito di Madonna, ma prima o poi qualcuno dovrà riconoscere che dei giganti come i Coen, per esempio, hanno letteralmente cambiato il loro approccio alla macchina dalla metà dei novanta in poi..
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#8 Guest_Mia_*

Guest_Mia_*
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Inviato 24 settembre 2006 - 19:27


Il fatto è che non mi pare che Tarantino abbia devvero inventato qualcosa: c??è una sapiente commistione di generi, un masticare ?? magari dannatamente bene ?? anni ed anni di cinema. Ma se Tarantino dichiara spudoratamente i suoi riferimenti ad un certo tipo di cinema orientale, e ai nostri autori di ??serie B?, non si può dire certo che ringrazia pubblicamente altri ispiratori.
Come detto, il mescolare e riprodurre generi e storie è architettato genialmente, ma si tratta di storie già viste. Gli incastri in trame mascherate da noir le abbiamo già viste ancora prima dei favolosi ??70, i dialoghi scoppiettanti facevano già parte della Hollywood degli anni ??30. Certamente qui c??è un rivitalizzare un materiale sacro, ed in questo senso Tarantino rasenta il geniale, ma da qui a definirlo uno dei più grandi autori di sempre ce ne passano di pianeti, soprattutto perché siamo in attesa di altre prove, di una svolta.



In effetti è verissimo. L'ho sempre pensato pure io. Solo che il suo cinema è esploso in maniera talmente fragorosa da divenire per forza un punto di riferimento nel parlare di evoluzione dello stile negli anni '90 , e le ragioni sono indubbiamente tutte artistiche . Probabilmente non è tra i più grandi DI SEMPRE , ma gli anni '90 li ha praticamente marchiati lui.

#9 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 24 settembre 2006 - 20:19

un appunto.

Avete nominto Roger Avary.

Ecco a mio parere il talento di questo regista, troppe volte reputato inferiore a Tarantino, è notevole.

"Killing Zoe" per me non è inferiore alle "Iene": è un heist movie sporco, cattivo, iper violento.

"Le Regole Dell'Attrazione" è un mio personalissimo cult: un film disperato che ha catturato in pieno lo spirito del romanzo di Ellis.

Ecco, volevo solo dire questo...

#10 Guest_kionni_*

Guest_kionni_*
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Inviato 25 settembre 2006 - 16:06

Se il cinema fosse solo "forma" allora Tarantino sarebbe uno dei più grandi registi di sempre. Per fortuna non è così.
Mi piacciono molto i suoi film, egli è un regista che ha masticato e interiorizzato moltissimo cinema, è riuscito a personalizzare come pochi le sue influenze, inventando ( o per lo meno portando alla gloria)  non un nuovo genere cinemetografico ma nuovi tempi e nuove commistioni.
Ha il grosso limite di fare un film solo apparentemente "densi" anche di significato, in realtà egli con i suoi film non dice nulla, non lascia nessun messaggio (se volente o nolente non sono riuscito a capirlo). O per lo meno io non ne ho carpiti.
Sono solito "rimuginare" anche per giorni sui film che vedo. Mai mi è capitato con un film di Tarantino, che è "solo" goduria visiva, e l'incanto ha lo stesso tempo della durata del film. Dopo la parola fine sei lo stesso di prima, forse un po' più deliziato, ma sempre lo stesso. Per me che non vedo il cinema solo ed esclusivamente come intrattenimento non è proprio un pregio.

#11 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 25 settembre 2006 - 16:43

pur considerando Pulp Fiction quel capolavoro da tutti riconosciuto, comincio a pensare (scusate la bestemmia) che Tarantino sia un filino sopravvalutato... cioè se n'è parlato davvero troppo, come per Almodovar...
  • 0
« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#12 Guest_JackNapier_*

Guest_JackNapier_*
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Inviato 25 settembre 2006 - 19:10

pur considerando Pulp Fiction quel capolavoro da tutti riconosciuto, comincio a pensare (scusate la bestemmia) che Tarantino sia un filino sopravvalutato... cioè se n'è parlato davvero troppo, come per Almodovar...

Io odio quelli che vedono "TARANTINO" sulla locandina e si fiondano al cinema e escono entusiasti gridando al capolavoro avendo magari ronfato per tutta la durata del film ;D... ce n'è uno nella mia classe che reputa Hostel come un capolavoro assoluto... fargli capire che Tarantino non l'ha girato quel film è praticamente impossibile..."ma Hostel non è di Tarantino..."
"Si che è di Tarantino, l'ho visto io..."
"Ma che cacchio... non ti sei accorto che la scritta tarantino non era sotto la voce "Regista" bensì sotto "Approved By  ;D...oppure "Guardateve sto film perché lo dice Quentin Tarantino?  ;D ;D ;D"

Niente... non ci son riuscito, è ancora convinto che Hostel è di Tarantino e che è addirittura superiore a Pulp Fiction  ::)...
Comunque sono d'accordo con Gagà sul fatto che molti lo considerino come il dio del cinema e sono d'accordo con chi afferma che si dovrebbe dedicare ai suoi lavori e basta, senza strafare.

#13 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 25 settembre 2006 - 19:18

Se il cinema fosse solo "forma" allora Tarantino sarebbe uno dei più grandi registi di sempre. Per fortuna non è così.
Mi piacciono molto i suoi film, egli è un regista che ha masticato e interiorizzato moltissimo cinema, è riuscito a personalizzare come pochi le sue influenze, inventando ( o per lo meno portando alla gloria)  non un nuovo genere cinemetografico ma nuovi tempi e nuove commistioni.
Ha il grosso limite di fare un film solo apparentemente "densi" anche di significato, in realtà egli con i suoi film non dice nulla, non lascia nessun messaggio (se volente o nolente non sono riuscito a capirlo). O per lo meno io non ne ho carpiti.
Sono solito "rimuginare" anche per giorni sui film che vedo. Mai mi è capitato con un film di Tarantino, che è "solo" goduria visiva, e l'incanto ha lo stesso tempo della durata del film. Dopo la parola fine sei lo stesso di prima, forse un po' più deliziato, ma sempre lo stesso. Per me che non vedo il cinema solo ed esclusivamente come intrattenimento non è proprio un pregio.


L'intervento di kionni è proprio quello che ci voleva...è inutile che uno cerchi di definire il perchè molti non lo apprezzano Tarantino...riesce benissimo a spiegare chi nel grande equivoco c'è dentro in pieno...e l'ultima frase, sul non apprezzare Tarantino se si cerca altro all'infuori dell'intrattenimento è l'emblema dell'errore in cui molti ggiovini cadono..
  • 0

#14 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 25 settembre 2006 - 19:32


Comunque sono d'accordo con Gagà sul fatto che molti lo considerino come il dio del cinema e sono d'accordo con chi afferma che si dovrebbe dedicare ai suoi lavori e basta, senza strafare.


purtroppo è così.

Moltissimi, soprattutto i più giovani, sono pronti a vedere un capolavoro in ogni cosa in cui figuri il nome Tarantino.

Tarantino dice che i film con Lino Banfi sono dei gran film: "e allora rivalutiamo il trash"
Tarantino produce "Hostel": "finalmente un capolavoro del cinema estremo"...

non è nemmeno una colpa del regista...ma questo è ciò che succede quando un autore di film più che come un'artista viene visto come una rockstar.




#15 TAFKAno2003

TAFKAno2003

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Inviato 26 settembre 2006 - 00:06

Se il cinema fosse solo "forma" allora Tarantino sarebbe uno dei più grandi registi di sempre. Per fortuna non è così.
Mi piacciono molto i suoi film, egli è un regista che ha masticato e interiorizzato moltissimo cinema, è riuscito a personalizzare come pochi le sue influenze, inventando ( o per lo meno portando alla gloria)  non un nuovo genere cinemetografico ma nuovi tempi e nuove commistioni.
Ha il grosso limite di fare un film solo apparentemente "densi" anche di significato, in realtà egli con i suoi film non dice nulla, non lascia nessun messaggio (se volente o nolente non sono riuscito a capirlo). O per lo meno io non ne ho carpiti.
Sono solito "rimuginare" anche per giorni sui film che vedo. Mai mi è capitato con un film di Tarantino, che è "solo" goduria visiva, e l'incanto ha lo stesso tempo della durata del film. Dopo la parola fine sei lo stesso di prima, forse un po' più deliziato, ma sempre lo stesso. Per me che non vedo il cinema solo ed esclusivamente come intrattenimento non è proprio un pregio.

beh, secondo me il tuo è un approccio all'arte totalmente distorto. il cinema E' intrattenimento per natura. questo intrattenimento può avere luogo tramite l'impegno, certo, ma anche senza. un film parla del cinema e basta, non ricordo chi è l'autore della frase "se voglio mandare un messaggio spedisco una lettera, non faccio un film".
la maggior parte dei film non ha nessun messaggio. prendiamo shining: che messaggio ci vuoi trovare? "mai rinchiudersi in un hotel sperduto con uno scrittore schizofrenico"?


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#16 Guest_kionni_*

Guest_kionni_*
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Inviato 26 settembre 2006 - 09:10

beh, secondo me il tuo è un approccio all'arte totalmente distorto. il cinema E' intrattenimento per natura. questo intrattenimento può avere luogo tramite l'impegno, certo, ma anche senza. un film parla del cinema e basta, non ricordo chi è l'autore della frase "se voglio mandare un messaggio spedisco una lettera, non faccio un film".
la maggior parte dei film non ha nessun messaggio. prendiamo shining: che messaggio ci vuoi trovare? "mai rinchiudersi in un hotel sperduto con uno scrittore schizofrenico"?


Il mio approccio all'arte è personale e non di certo universale. E' un mio approccio quello di "pretendere" che un opera d'arte mi lasci qualcosa dentro, che in qualche modo mi dia delle emozioni, che mi "insegni" qualcosa, che mi stimoli su una riflessione, che mi smuova. Questo non vuol dire che sia valido per gli altri. Detto questo mi rendo perfettamente conto che il cinema è PRIMA DI TUTTO intrattenimento, e molto giustamente, aggiungo. Forse però non hai letto quei "solo ed esclusivamente" che non a caso ho messo e ho ritenuto importante mettere proprio perché mi rendo conto che il cinema è prima di tutto raccontare delle storie.
Questo non vuol dire che dietro ad una storia, anche estrememente semplice, non si racchiuda un messaggio, una morale (come le fiabe, alla fine il cinema è solamente il modo moderno con cui si raccontan fiabe). Da quando esistono storie esistono morali, messaggi. E il cinema non è esente da questa regola.
Hai torto quando dici che la maggior parte dei film non ha un messaggio: Forse la maggior parte dei film brutti, ma anche questo non è vero. Anzi è esattamente il contrario, e potrei citarti migliaia di film, ma sarebbe davvero noioso.
Mi citi Shining, e qui forse mi trovi in parte daccordo, considero Shining un ottimo film ma il  più debole di Kubrick, anche se non è propriamente senza messaggio. All'interno del film ci sono dei collegamenti, dei ritorni, soprattutto alla conclusione, in cui si crea una specie di cerchio magico, un paradosso temporale che ha stimolato tantissimi studiosi professionisti e non. Io in tutta sincerità non ho mai approfondito l'argomento e forse per questo che considero solo apparente la vacuità di Shining.

#17 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 26 settembre 2006 - 09:53

Il tuo approccio all'arte è sacrosanto kionni e giustamente devi difenderlo a spada tratta...però tu fai una confusione che fanno molti: mischi l'impegno al contenuto, che invece, nel cinema come in tutta l'arte in generale, sono due concetti su due piani diversi...

Mi spiego con un esempio: i film di Tarantino, dei Coen, di Lynch, di De Palma, di Raimi (ma potrei citarti anche un Hitchcock paradossalmente) sono quasi sempre dis-impegnati...nel senso che non contengono necessariamente una concezione del mondo, una morale, un messaggio attinente alla realtà...ma ciò non fa di loro dei lavori prettamente d'intrattenimento, perchè di contenuti, su un piano esclusivamente artistico (che è quello che maggiormente dovrebbe interessare lo spettatore cinematografico) sono assolutamente saturi...e un Pulp Fiction o Il grande Lebowski, tanto per fare qualche nome, sono assolutamente superiori a un Salvate il soldato Ryan o a un Wall Street...

Dunque, concludendo, se tu dici che non ti accontenti del semplice intrattenimento posso anche capirti...il tuo torto è che, successivamente, succede che confondi il vero intrattenimento con un cinema che è invece altissimo...credimi c'è molto più intrattenimento nella guerra di Spielberg che nei finti-gangster di Tarantino

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#18 Zarathustra

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Inviato 26 settembre 2006 - 11:59

Mi spiego con un esempio: i film di Tarantino, dei Coen, di Lynch, di De Palma, di Raimi (ma potrei citarti anche un Hitchcock paradossalmente) sono quasi sempre dis-impegnati...nel senso che non contengono necessariamente una concezione del mondo, una morale, un messaggio attinente alla realtà...

Su questo avrei da dissentire...per me Lynch, per quanto in modo criptico, la sua concezione del mondo nei suoi film ce la propone eccome!
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#19 Guest_Mia_*

Guest_Mia_*
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Inviato 26 settembre 2006 - 12:08


Se il cinema fosse solo "forma" allora Tarantino sarebbe uno dei più grandi registi di sempre. Per fortuna non è così.
Mi piacciono molto i suoi film, egli è un regista che ha masticato e interiorizzato moltissimo cinema, è riuscito a personalizzare come pochi le sue influenze, inventando ( o per lo meno portando alla gloria)  non un nuovo genere cinemetografico ma nuovi tempi e nuove commistioni.
Ha il grosso limite di fare un film solo apparentemente "densi" anche di significato, in realtà egli con i suoi film non dice nulla, non lascia nessun messaggio (se volente o nolente non sono riuscito a capirlo). O per lo meno io non ne ho carpiti.
Sono solito "rimuginare" anche per giorni sui film che vedo. Mai mi è capitato con un film di Tarantino, che è "solo" goduria visiva, e l'incanto ha lo stesso tempo della durata del film. Dopo la parola fine sei lo stesso di prima, forse un po' più deliziato, ma sempre lo stesso. Per me che non vedo il cinema solo ed esclusivamente come intrattenimento non è proprio un pregio.

beh, secondo me il tuo è un approccio all'arte totalmente distorto. il cinema E' intrattenimento per natura. questo intrattenimento può avere luogo tramite l'impegno, certo, ma anche senza. un film parla del cinema e basta, non ricordo chi è l'autore della frase "se voglio mandare un messaggio spedisco una lettera, non faccio un film".
la maggior parte dei film non ha nessun messaggio. prendiamo shining: che messaggio ci vuoi trovare? "mai rinchiudersi in un hotel sperduto con uno scrittore schizofrenico"?



Secondo me avete in parte ragione entrambi.

#20 Guest_kionni_*

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Inviato 26 settembre 2006 - 12:56

Itu fai una confusione che fanno molti: mischi l'impegno al contenuto, che invece, nel cinema come in tutta l'arte in generale, sono due concetti su due piani diversi...
..un Pulp Fiction o Il grande Lebowski, tanto per fare qualche nome, sono assolutamente superiori a un Salvate il soldato Ryan o a un Wall Street...
Dunque, concludendo, se tu dici che non ti accontenti del semplice intrattenimento posso anche capirti...il tuo torto è che, successivamente, succede che confondi il vero intrattenimento con un cinema che è invece altissimo...credimi c'è molto più intrattenimento nella guerra di Spielberg che nei finti-gangster di Tarantino.


E' probabile che faccia confusione: Ma non parlerei di impegno bensì di messaggio (impegnato o meno).
Non tutti i film devono per forza avere come argomento temi elevati.
Gli autori che citi te (con l'esclusione di Lynch che ritengo un regista dai contenuti molto alti e impegnativi) sono eccezionali proprio per le loro opere formalmente ben fatte e con messaggi  ben chiari ed estrememente efficaci nella loro semplicità (che non è mai un difetto).  Penso a Fratello dove sei, Omicidio in diretta, Spider Man.
Ma potrei citarti il Sorpasso di Risi, una delle pellicole più rappresentative della commedia all'italiana,  dove la semplicissima vicenda apre una serie di argomenti affrontabili e leggibili a più strati, dipende dalla voglia e dalla facoltà di trovarli.
Il problema che ho con Tarantino è che semplicemente non vedo messaggi. I suoi film (ad eccezione forse di Jackie Brown, non a caso il mio preferito del regista americano) sono sostanzialmente solo forma. Una forma sublime, ma che non (mi) basta. Questo non vuol dire che io non mi diverta come un matto a ri-vedere i suoi film.
Poi il paragone che fai tu con "Salvate il soldato Ryan" lo approvo in pieno. Un conto è che un film contenga una morale, un messaggio, un altro è che un film sia moraleggiante o moralizzatore, trappola maledetta dove cadono anche i più grandi a volte.




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