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Il thriller all'italiana


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57 replies to this topic

#21 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 07 settembre 2012 - 16:33

http://ilmiovizioeun....wordpress.com/
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#22 reese

reese

    moriremo

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Inviato 07 settembre 2012 - 16:40

1970: Il thriller all'italiana... quello vero

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1969 L'uccello dalle piume di cristallo, di Dario Argento con Tony Musante, Suzy Kendall, Enrico Maria Salerno, Umberto Raho, Eva Renzi, Mario Adorf
Cosa rende il primo film di Argento un capostipite, il film spartiacque di un intero genere?
Argento come il Leone di "Per un pugno di dollari" inventa un nuovo linguaggio per raccontare in modo nuovo un intero genere. E se Leone ha preso spunto dal cinema giapponese, Argento gioca in casa prendendo esempio da Bava (da cui riprende TUTTO l'armamentario che diventerà tipico del suo cinema) e i suggerimenti di Antonioni. Poi, ovvio, il suo film ha il successo che era totalmente mancato ai suoi predecessori (variante "sexi" a parte, ovviamente - a proposito, c'è da notare che l'aspetto erotico è quasi totalmente assente dai primi film di Argento). Inoltre Argento riprende sì elementi già visti in altri film, ma li mette insieme e li utilizza con una maestria insuperabile, superiore a quella dello stesso Bava. Insomma, non sarà stato il primo, ma è di sicuro il più bravo. Infine c'è secondo me un aspetto più, diciamo, sociologico e culturale: se si guardano i migliori thriller coevi, film come "Il rosso segno della follia" di Bava o "Una lucertola con la pelle di donna" di Fulci, si ha l'impressione di vedere film appartenenti ad un'altra epoca: colori, vestiti, musiche, ambienti sono ancora tipicamente anni '60. Ne "L'uccello dalle piume di cristallo" c'è invece già quel freddo grigiore, quell'aria plumbea, quel tono acre che saranno tipici del cinema italiano degli anni '70 (nonostante anagraficamente appartenga ancora al decennio precedente). Il thriller all'italiana con Argento smette di essere pop e psichedelico, e diventa qualcosa di più concreto e sottilmente vicino al quotidiano degli spettatori. Al di là di tutto, per chi scrive questo film è il capolavoro assoluto di Argento e del thriller all'italiana. In seguito Argento e altri registi raggiungeranno risultati anche più originali e spaventosi, ma mai rifaranno un film così tondo e preciso. Occhio, anzi orecchio, alla pazzesca colonna sonora di Morricone, sperimentale e delirante, che a tratti utilizza solo sospiri e singulti umani: da ragazzo avevo la cassettina e giuro che non avevo il coraggio di ascoltarla se ero da solo in casa, anche di giorno.

Annata di transizione ma ragguardevole il 1970, con le ultime gloriose fiammate del sexi-trhriller, un duplice Bava e primi segni dell'influenza di Argento.

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1970 Il gatto a nove code, di Dario Argento con James Franciscus, Catherine Spaak, Karl Malden, Rada Rassimov
Il suo capolavoro d'esordio è talmente avanti che Argento stesso resta un po' indietro. Infatti realizza un giallo molto più classico e contenuto, con tanto di deludente inserto rosa (con una Spaak afflitta da una pettinatura agghiacciante). Resta comunque un ottimo film, in cui non vien meno la maestria della messa in scena, che può avvalersi di un ottimo cast (aspetto fondamentale per Argento, che fin dagli esordi non mai un gran direttore di attori) e una mezz'ora finale assolutamente adrenalinica.

1970 Il rosso segno della follia, di Mario Bava con Stephen Forsyth, Laura Betti, Dagmar Lassander, Femi Benussi
E mentre l'allievo Argento sbanca ai botteghini, il maestro Bava non perde occasione per rimediare l'ennesimo e divertito suicidio commerciale, sfornando uno dei suoi thriller più originali e geniali. Surreale e spiazzante storia di uxoricidi e fantasmi (grande Laura Betti), più dalle parti del Buñuel più sarcastico che non di Hitchcock. Consueta ambientazione "psichedelica" finto-inglese.

1970 Cinque bambole per la luna d'agosto, di Mario Bava con William Berger, Ira Furstenberg, Edwige Fenech, Maurice Poli
Poi anche Bava si accoda alla moda del sexi-thriller, ma come al solito fa a modo suo, cioè fregandosene di storia e spettatori e realizzando una specie di versione surreale e psichedelica di "Dieci piccoli indiani". Un festa di colori, grande musica jazz, costumi optical, effetti fotografici. Abbondanza di colpi di scena e di bonone che diventeranno tipiche del genere come la Fenech e la Furstenberg.

1970 Una lucertola con la pelle di donna, di Lucio Fulci con Florinda Bolkan, Stanley Baker, Jean Sorel, Silvia Monti, Leo Genn
Siamo ancora dalle parti del sexi-thriller con obbligatoria ambientazione londinese. A differenza che in "Una sull'altra" stavolta Fulci ha a che fare con una sceneggiatura farraginosa e confusa, quindi si scatena in deliri psichedelico-psicanalitici (il suo odio per gli psicologi era risaputo), scene efferate e nudi quel che basta. Di sicuro effetto, ma occhio alle copie censurate (come quella capitata a me).

1970 Il dio chiamato Dorian (Dorian Gray), di Massimo Dallamano con Helmut Berger, Richard Todd, Herbert Lom, Marie Liljedahl
Versione moderna del romanzo di Wilde. Basta solo la presenza del viscontiano e decadentissimo Helmut Berger per garantire un alto tasso di perversione e nudismo. Si aggiunga quel tot di psichedelia garantito dai tempi e dall'ambientazione nella solita Swinging London, si avrà una specie di tripudio del sexi-thriller, qui in variante più sexi che thriller. Dallamano era garanzia di solida regia.

1970 Lo strano vizio della signora Wardh, di Sergio Martino con George Hilton, Edwige Fenech, Carlo Alighiero, Ivan Rassimov
Primo thriller di Martino e primo dei tre che girerà con la Fenech. La trama gialla sarebbe abbastanza risibile e neanche così interessante, ma Martino ha capito tutto dei thriller all'italiana: scene ad effetto anche contro la logica della storia, attenzione assoluta allo stile e al decor (sembra di sfogliare una rivista di arredamento del '70) e tanti, ma tanti, primi piani della Fenech...

1970 Le foto proibite di una signora per bene, di Luciano Ercoli con Dagmar Lassander, Pier Paolo Capponi, Simon Andreu, Susan Scott
Dopo le accoppiate Lenzi/Baker e Martino/Fenech, un' altra accoppiata storica del genere è quella tra Luciano Ercoli e la moglie Susan Scott (qui purtroppo non ancora protagonista, anche se sotterra la protagonista e si guadagna i poster). E' ancora un giallo morboso come Lenzi comanda: donna bona al centro di un complotto, pletora di personaggi ambigui e confezione colorata e glamour.

1970 Lo strangolatore di Vienna, di Guido Zurli con Victor Buono, Franca Polesello, Brad Harris, Luca Sportelli
Stramberia dell'anno a basso costo. Film in costume ambientato nella Vienna degli anni '30 e basato su efferato fatto di cronaca. Notevole il corpulento Victor Buono, caratterista tipico dei thriller di Robert Aldrich ("Che fine ha fatto Baby Jane" e "Piano, piano dolce Carlotta"), qui al suo unico ruolo da protagonista. Sceneggiatura solida, condita da abbondanti spruzzate di humor nerissimo.

Un paio di titoli non so quanti attinenti al genere:

1970 Concerto per pistola solista, di Michele Lupo con Anna Moffo, Evelyn Stewart, Gastone Moschin, Lance Percival, Giacomo Rossi-Stuart
Di sicuro ne lenziano o argentiano: fuori dalle mode fin dal titolo, Lupo sfodera un giallo all'inglese piuttosto classico molto (troppo?) vicino alla commedia all'italiana.

1970 Un gioco per Eveline, di Marcello Avallone con Adriana Bogdan, Rita Calderoni, Luisa Delli, Marco Guglielmi
Film che un po' (un bel po') dovrebbe buttarla sul sesso, un po' (ma quanto?) su suggestioni più raffinate e inquietanti. Mah. Comunque parecchio raro già all'epoca e poco conosciuto.

Le scream Queen del thriller all'italiana

Le "regine dell'urlo" del thriller all'italiana, ovvero le attrici più tampinate, spiate, molestate e uccise dai maniaci del nostro cinema.
Guarda caso nessuna italiana, ma due americane, una francese ed una spagnola.

Carroll Baker
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1967 L'harem
1968 Il dolce corpo di Deborah
1968 Orgasmo
1969 Così dolce... così perversa
1969 Paranoia
1971 Il diavolo a sette facce
1972 Il coltello di ghiaccio
1973 Il fiore dai petali d'acciaio
1973 Baba Yaga
1974 Il corpo

L'ex divetta americana, conosciuta in tutto il mondo per aver reso celebre il baby-doll nel torrido dramma di Elia Kazan e Tennessee Williams "Baby Doll" (è il film che da il nome all'indumento intimo), arriva in Italia portandosi dietro un'aria già un po' decadente e crepuscolare. Perfetta per il nostro cinema affamato di sensazioni morbose. Biondissima e un po' inerte, cade subito nelle grinfie di Marco Ferreri che la fa mora e la fa massacrare dai suoi amanti nel gelido e acido "Harem". Poi arriva tutta una sfilza di thriller più o meno erotici che la vedono quasi sempre signora più o meno per bene al centro di complotti orditi da amanti, mariti e viziosi vari. I più conosciuti sono i quattro diretti da Umberto Lenzi, i primi tre dei quali formano una specie di trilogia.

Edwige Fenech
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1969 Top Sensation
1970 5 bambole per la luna d'agosto
1971 Lo strano vizio della Signora Wardh
1972 Tutti i colori del buio
1972 Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave
1972 Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?
1975 Nude per l'assassino
1988 Un delitto poco comune

Prima di farsi spiare dai più paciosi (e noiosi) Alvaro Vitali e Lino Banfi, la futura regina delle commedia pecoreccia all'italiana ebbe modo di farsi ampiamente spiare dai più inquietanti, ma non meno occhiuti, maniaci del thriller all'italiana. La sua figura pallida e dai lunghi capelli neri era perfetta sia per le parti da vittima che da ragazza ambigua, mai da carnefice. Sarà il sodalizio con Sergio Martino a farla scoprire (evito la battutaccia) e a dargli la prima fama. Purtroppo all'apice del successo nel genere (tre film in un anno) verrà risucchiata prima dal filone decameronico, poi dalla commediaccia sexi; sarà tutto molto "scult", ma è anche un gran peccato. Tornerà al genere solo col tardissimo "Un delitto poco comune". Tarantino omaggerà quella sua prima parte di carriera dandogli una particina in "Hostel 2".

Susan Scott/Nieves Navarro
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1969 I ragazzi del massacro
1970 Le foto proibite di una signora per bene
1971 La morte cammina con i tacchi alti
1972 Tutti i colori del buio
1972 Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile
1972 La morte accarezza a mezzanotte
1973 Passi di danza su una lama di rasoio

Dopo una notevole carriera come bella messicana in diversi spaghetti western di prestigio (tra cui i due Ringo di Giuliano Gemma), la bella Nieves Navarro si vede cambiare il nome in Susan Scott dal duro Fernando di Leo che la vuole per il durissimo proto-poliziottesco "I ragazzi del massacro", nome d'arte che si porterà dietro nella sua breve ma prolifica stagione nei thriller all'italiana, dove verrà diretta tre volte dal marito Luciano Ercoli. Anche se a differenza della Fenech il thriller non rappresenterà per lei un trampolino di lancio, passerà anche lei alla commediaccia specializzandosi come moglie e amante di Lino Banfi (che culo...), e in produzioni di serie Z anche molto spinte. Da anni vive serenamente a Barcellona.

Mimsy Farmer
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1971 4 mosche di velluto grigio
1974 Il profumo della signora in nero
1974 Macchie solari
1981 Black Cat
1987 Camping del terrore

La meno nota, la mia preferita. Attrice già di culto per il psichedelico, alternativo e drogatissimo "More" di Barbet Schroeder (film leggendario tra le altre cose anche per la leggendaria colonna sonora dei Pink Floyd), girerà sempre film di un certo culto oscuro. Probabilmente avvantaggiata da una vaga somiglianza con la Mia Farrow di "Rosemary's Baby" e "Terrore cieco", nel thriller nostrano si specializzerà in ruoli di vittima opressa o fuori di zucca. Pochi film ma tutti notevoli: il terzo Argento, l'agghiacciante "Il profumo della signora in nero", l'originalissimo "Macchie solari". In ruoli minori, quasi camei da ex-diva del genere, tornerà in un paio di pellicole splatterose degli anni '80. Dalla fine degli anni '80 si è ritirata a vita privata.

Continua...

quoto questo post epico (uno dei tanti nel topic), che' fa sempre bene e come promemoria per future visioni
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#23 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 07 settembre 2012 - 16:44

A tutte queste liste manca, se non mi sbaglio, un film capitale come "Avere Vent'anni". Una chicca imperdibile per gli amanti del genere anche se non è un thriller ma insomma... ^_^
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Everybody needs a bosom for a pillow

#24 woody

woody

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Inviato 05 gennaio 2015 - 12:32

Intanto vorrei ringraziare Tom, anche se fuori tempo massimo, per il thread che mi è tornato utilissimo per scandagliare questo genere. Fino a pochi anni fa non sapevo nemmeno che fosse esistito questo filone anche se avevo già sentito nominare alcuni di questi titoli per le colonne sonore di Morricone.

Vorrei segnalare un paio di titoli che sono sfuggiti al buon tom.
Il primo, che lui conoscerà di sicuro, è "La morte ha fatto l'uovo" del regista Giulio Questi (l'altro suo titolo è il western Se sei vivo spara per questo sono più che sicuro che sia stata solo una svista).

Giulio Questi è a mio avviso uno di quelli che aveva una marcia in più rispetto a molti altri registi di genere del periodo, forse però le sue velleità autoriali gli hanno impedito di lavorare o forse i motivi erano altri, semplicemnte come a volte capita si è perso per strada e ha sprecato il suo talento.

Ci sono delle bellissime interviste recenti su youtube al regista, ormai ultraottantenne, anzi a dire il vero novantenne, infatti per i suoi novanta anni è stato intervistato da repubblica insieme ad altri illustri anziani italiani, tra cui il morandini. Lui sempre lucidissimo si dimostra un ottimo narratore anche con le parole, molto più acuto e profondo dei vari Lenzi, Castellari etc.
È ormai un vecchietto solitario e squattrinato, infatti racconta che alcuni anni fa ha fatto dei grossissimi sacrifici per comprarsi un telecamera digitale, con cui in completa solitudine gira dei cortometraggi fatti in casa (nel vero senso della parola sono completamente girati in casa sua di cui lui è l'unico interprete). Vedendo questi piccoli film si capisce subito il grande talento che avevo quest'uomo per il cinema. È anche una figura piuttosto malinconica, infatti dice che alle rare proiezioni pubbliche di questi documentari cerca sempre di essere presente per "difendere" i suoi lavori. Se lui è in sala il pubblico per rispetto eviterà di abbandonare a metà proiezione e poi durante il dibattito post-visione lui può spiegare il suo modo di vedere le cose.
Comunque tornando al film in questione è un giallo che non ha niente a che vedere con gli altri film italiani del periodo, c'è una sottotrama diciamo ecologista ma trattata in maniera non scontata (il film si svolge in un allevamento di polli in cui si fanno esperimenti sul loro DNA per ottenere polli più redditizi per gli allevatori).
È interpretato da Trintignant e dalla Lollobrigida (che si dice si trovò piuttosto a disagio sul set in quanto era un film abbastanz atipico per lei, credo che sia stata ingaggiata senza spiegare troppo che film stesse per girare).

La colonna sonora è di Bruno Maderna e anche qui si vede il gusto di Questi (nell'altro film la musica era di Ivan Vandor) infatti sceglie il meglio della sperimentazione che si potesse avere ai tempi e non era certo scontato che un regista conoscesse Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e Maderna nel 67/68 (ricordo per i più giovani che non esisteva internet e spotify).
La versione originale durava 20 minuti in più e ha detta di chi l'ha vista è anche più interessante, con un personaggio in più che è stato completamente cancellato nella versione in commercio. Purtroppo non è reperibile, qualcuno ha una copia integrale (forse il solito Tarantino, adesso non ricordo) ma in commercio e in download non si trova.

 

L'altro film che ho visto circa  un annetto fa si chiama Femina Ridens e l'ho trovato in qualche blog googlando "best italian giallo" o qualcosa di simile.

È un thriller a sfondo erotico/morboso piuttosto povero ma realizzato in maniera più che dignitosa con una buona fotografia e interpreti credibili.

Credo che ai tempi in cui Tom scrisse i suoi post non fosse nemmeno reperibile, è saltato fuori negli ultimi anni e i B-nerd ne hanno subito fatto un culto.


Mi piacerebbe ritirare un po' su la discussione, magari ditemi se avete visto questi film da me citati oppure parlate semplicemente dei vostri preferiti magari salta fuori qualche film che ho ancora da vedere.
 


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#25 Tom

Tom

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Inviato 05 gennaio 2015 - 20:56

Conoscevo e avevo visto "La morte ha fatto l'uovo", certo. Immagino che lo lasciai fuori perché lo ritenevo più un film grottesco e satirico che un thriller. Bel personaggio Questi (recentissimamente scomparso), anche se ho l'impressione anch'io di un autore che non ha saputo mettere veramente a frutto il suo talento. 

 

E' abbastanza impressionante come quei miei post, di "solo" 6 anni fa, sembrano risalere al medioevo in quanto a repertibilità del materiale trattato. Solo sei anni fa di molti di questi film era già tanto reperire una locandina e una sinossi. Oggi mal che vada almeno un trailer, uno spezzone lo si trova di praticamente tutto.


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#26 gigiriva

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    ï͂͑̉͆ͧͮͩ̓ͧ̒͒̉̎̂̊͆͑͐̊̓̊̅ͭ͗̐̄̏̾̄͊

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Inviato 05 gennaio 2015 - 21:27

E' abbastanza impressionante come quei miei post, di "solo" 6 anni fa, sembrano risalere al medioevo in quanto a repertibilità del materiale trattato. Solo sei anni fa di molti di questi film era già tanto reperire una locandina e una sinossi. Oggi mal che vada almeno un trailer, uno spezzone lo si trova di praticamente tutto.


credo che si trovino tutti per intero, a parte pochissime eccezioni, per esempio su cinemageddon ci sono più di 700 titoli nella sezione "Giallo" (contando le diverse verioni, quindi saranno più o meno 200 film in realtà) e spesso non si parla di ristampe, ma di veri e propri lavori di archeologia, tipo film rippati da vhs greche con i sottotitoli in greco e qualità d'immagine di questo tipo o peggio:

 

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#27 Zeebox

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Inviato 05 gennaio 2015 - 22:05

 

E' abbastanza impressionante come quei miei post, di "solo" 6 anni fa, sembrano risalere al medioevo in quanto a repertibilità del materiale trattato. Solo sei anni fa di molti di questi film era già tanto reperire una locandina e una sinossi. Oggi mal che vada almeno un trailer, uno spezzone lo si trova di praticamente tutto.


credo che si trovino tutti per intero, a parte pochissime eccezioni, per esempio su cinemageddon ci sono più di 700 titoli nella sezione "Giallo" (contando le diverse verioni, quindi saranno più o meno 200 film in realtà)

un quantitativo più o meno equivalente c'è anche su myduckisdead, per chi non lo conoscesse (oltre ad altre stramberie horror/jappo/scifi/pornovintage/****xploitation vari), con link diretti a http


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#28 woody

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Inviato 06 gennaio 2015 - 17:08

Conoscevo e avevo visto "La morte ha fatto l'uovo", certo. Immagino che lo lasciai fuori perché lo ritenevo più un film grottesco e satirico che un thriller. Bel personaggio Questi (recentissimamente scomparso), anche se ho l'impressione anch'io di un autore che non ha saputo mettere veramente a frutto il suo talento. 

 

E' abbastanza impressionante come quei miei post, di "solo" 6 anni fa, sembrano risalere al medioevo in quanto a repertibilità del materiale trattato. Solo sei anni fa di molti di questi film era già tanto reperire una locandina e una sinossi. Oggi mal che vada almeno un trailer, uno spezzone lo si trova di praticamente tutto.

Beh Questi è ovviamente un autore inespresso, ha fatto solo tre film e il terzo con la produzione fallita a metà (io non l'ho mai visto), ha lasciato intuire che ci sapeva fare, che aveva gusto e sapeva scegliere bene collaboratori, da Arcalli, alle colonne sonore, passando per gli attori etc
Mi dispiace sia morto, è uscito di recente un libro di racconti autobiografici vi copincollo la presentazione su IBS che è interessante 

"Ho fatto il partigiano nelle valli bergamasche, ho preparato carte d'identità false per gli ebrei, ho venduto armi, ho bocciato le poesie di un giovane Pasolini, ho fatto da guida a Le Corbusier, ho incontrato Orson Welles, ho diviso la povertà con Marco Ferreri e i ricordi di guerra con Fenoglio, sono stato aiuto regista di Zurlini, Ettore Giannini e Rosi, ho lavorato nella famosa Lux Film di Gualino e Gatti, ho bocciato i provini della Loren e della Koscina... Ero il pupillo di Vittorini, pranzavo con Ferruccio Parri, Gassman e Rossellini, lavoravo di nascosto assieme ad Antonioni. Ho fatto coppia con il geniale Kim Arcalli, ho diretto Tomas Milian, Jean-Louis Trintignant, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè... Sono scappato dall'Italia e ho vissuto nell'Isola di Baru, in Colombia, fraternizzando con Gabriel García Márquez... Ho girato il mondo con il folle produttore Daniele Senatore: abbiamo tirato coca nel bagno di Richard Burton, dormito nel letto della Loren a Central Park, aperto uffici a New York, Los Angeles e Cartagena... Un giorno mi sono ritirato in casa e ho cominciato a girare film da solo, con la videocamera, per la fantomatica casa di produzione Solipso Film...".

Grazie delle segnalzioni dei siti che non conoscevo, ma su cinemageddon come si fa ad avere un invito??

 


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#29 Nijinsky

Nijinsky

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Inviato 06 gennaio 2015 - 20:23

se interessa: i Giochi del Diavolo, serie RAI di cui Questi ha diretto l'episodio L'uomo della sabbia tratto da ETA Hoffmann, si trova su youtube. non so com'è ché ho visto solo La Venere d'Ille di Bava senior e junior.


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#30 Tom

Tom

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Inviato 25 maggio 2016 - 08:53

Visto che ne ho parlato nel topic sui migliori film italiani anni 90.

photo_2.jpg

1991 Le porte del silenzio di Lucio Fulci con John Savage

Ultimo misconosciutissimo film di Fulci. Opera minuscola, minimale, ma niente affatto minore. Non è un horror e a dire il vero manco un thriller. E' quasi un tentativo di fare il suo piccolo "Viaggio di Mastorna", realizzato probabilmente con la consapevolezza che sarebbe potuto essere il suo ultimo film.

Un uomo muore in un incidente, ma se ne dimentica, iniziando un viaggio verso il nulla tra ambienti funerari, paesaggi paludosi e strade interrotte. Nessuno spoiler, Fulci gioca a carte scoperte fin dalla prima sequenza. Nessun colpo di scena, nessun interesse a creare una suspense tradizionale. Un film surreale, pieno di deja vu e ripetizioni, più sonnambolico che onirico, fatto di piccoli accadimenti, azioni e incontri sempre lasciati in sospeso, rari dialoghi. Lasciati da parte gli eccessi trash e le provocazioni dei suoi ultimi film, Fulci compone un film di una compostezza ed eleganza anni 60, con tanto di anacronistica e fighissima colonna sonora jazz, una specie di episodio di "Ai confini della realtà" dilatato, una versione al maschile di "Carnival of Soul" senza zombi, un remake stralunato quasi alla Jim Jarmusch di "Duel", con un carro funebre al posto del camion.

Stringe il cuore l'assoluta povertà del tutto, con Fulci che fa di necessità virtù e filma amorevolmente ambienti svuotati e fascinosamente squallidi. Il doppiaggio è da film porno, i personaggi femminili un po' raccattati. John Savage, semi-famoso in dismissione con la panza, unico elemento produttivo di un qualche valore. Anche così, o forse anche per quello, un piccolo e fascinoso gioiello.
 
Forse insieme a Dellamorte Dellamore, Una pura formalità e Dove comincia la notte forma un piccolo filone italiano anni 90 sulla morte.
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#31 Tom

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Inviato 19 novembre 2018 - 09:03

maxresdefault.jpg

 

1991 Notte Profonda di Fabio Salerno
Ha dell'incredibile: youtube che per una volta mi consiglia qualcosa di davvero raro e interessante, invece che top ten di gattini e top five dei "serial killer piu' inquietanti" (al che si evince che esistono serial killer in fondo non cosi' inquietanti). Film sempre sfuggito ai miei radar catalogatori, ma la cosa non mi stupisce trattandosi di un'opera ai confini dell'amatoriale, che pero' sta dalla parte "messicana" di quel confine, giusto mezzo gradino sopra la tenevola piemontese come valore produttivo. Dai commenti sotto il video scopro che l'autore Fabio Salerno, un filmaker milanese appassionato di horror, e' morto suicida nel 1993 (dato che era del '65 potrebbe anche rientrare nel Club 27), il che ammanta il film di un'aria involontariamente(?) testamentaria. Qui un tizio ne parla con competenza.

 

Beninteso, trattasi di cinema, se cosi lo si puo' definire, assolutamente e profondamente naif a tutti i livelli, guardabile solo per pura curiosita'. Eppure piu' fruibile di tutti quei prodotti tristo-squallidi con cui il genere andava indecorosamente a spegnersi in Italia in quegli anni, anche quando firmato da registi un tempo seri; prodotti che, oltre ad essere tristi e inutili, avevano un difetto che ancora oggi li priva di quell'interesse sociologico che a volte puo' avere il trash: erano totalmente anacronistici, rimasti a usi, costumi e pettinature del peggio cattivo gusto anni 80. Giocoforza del no-budget Salerno "documentava" invece una riconoscibile Milano dei primissimi 90, ancora piena di Fiat 127 e siure coi gonnelloni a mezza caviglia. Ma non e' solo registrazione involontaria: c'e' tutta un'atmosfera di quegli anni ben colta, non solo perche' metteva i Dylan Dog in primo piano, ma perche' proprio come i migliori Dylan Dog di Sclavi attraverso il genere filtrava una specie di mal di vivere molto comune in quel periodo. 

 

Da sempre sostengo che il vero sintomo culturale della mia generazione non fu il grunge (in Italia fenomeno di nicchia), ma l'esplosione della mania per l'horror sulla scia del boom di vendite di Dylan Dog e di riviste come Splatter e Mostri. Da noi Generazione X, piu' che dischi degli Screaming Trees e concerti dei Melvins, significava scoperta di Stephen King e registrazioni a orari impossibili di film di Bava e Romero (rigorosamente widescreen). Questo microscopico non-film vive di quella passione e trasmette un amore per il cinema che i cinici e sfasciatissimi professionisti dell'epoca avevano perso da un pezzo.

 

Se interessa, a vostro rischio e pericolo...


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#32 woody

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Inviato 19 novembre 2018 - 17:27

Poco sopra citavo "La morte ha fatto l'uovo" di Giulio Questi, a chi interessasse è uscito un nuovo blu-ray con la versione restaurata e 15 minuti aggiuntivi che erano stati eliminati nel 68 dalla produzione. Praticamente da quello che ho capito in questo modo c'è un personaggio in più che era stato rimosso che dovrebbe dare al film nuove chiavi di lettura.

Mi piacerebbe vederlo, purtroppo non ho un lettore blu-ray e non si trova in altri modi. Non credo che Netflix abbia intenzioni di metterlo in streaming :D


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#33 woody

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Inviato 20 dicembre 2018 - 14:04

Poco sopra citavo "La morte ha fatto l'uovo" di Giulio Questi, a chi interessasse è uscito un nuovo blu-ray con la versione restaurata e 15 minuti aggiuntivi che erano stati eliminati nel 68 dalla produzione. Praticamente da quello che ho capito in questo modo c'è un personaggio in più che era stato rimosso che dovrebbe dare al film nuove chiavi di lettura.

Mi piacerebbe vederlo, purtroppo non ho un lettore blu-ray e non si trova in altri modi. Non credo che Netflix abbia intenzioni di metterlo in streaming :D

Mi quoto da solo, la suddetta versione è reperibile nel fornitissimo blog HD4ME.
Ora al momento il mio giudizio vale poco, è da sabato che sono in casa causa cagotto, mi sarò visto 3 film al giorno e questo è stato l'ultimo di ieri sera, tarda notte dopo essermi visto un par di film di Stallone (era dai tempi dell'infanzia/adolescenza che non vedevo Stallone su uno schermo e grazie all'accoppiata diarrea/tjread del mistico ho posto rimedio) che sicuramente hanno tutto un altro ritmo e un altro livello di stimolazione audio/visiva.
 

Ma veniamo al film, l'avevo già visto un par di volte, l'ultima diversi anni fa,mi era piaciuto anche se mi era sembrato non del tutto compiuto. QUesti è molto bravo a livello visivo e Arcalli fa il resto al montaggio. Come colonna sonora abbiamo Maderna (nel film precedente del regista c'era Ivan Vandor), anche questo fa capire che Questi poteva essere più vicino a un Ferreri o a un Petri che a un Lenzi o Castellari. Trintignant mi è sempre piaciuto, della Lollobrigida me ne frega poco ma appare spesso in sexy lingerie, una MILF ante-litteram (aveva 41 anni all'epoca del film e sfoggia un fisico invidiabile) e l'altra protagonista femminile Ewa Aulin (solo ora che lo devo scrivere mi accorgo che si chiama come un antidolorifico...) è una gnocca come minimo incredibile.

Purtroppo i 15 minuti aggiunti rendono il film che già era poco lineare di suo un po' troppo confusionario, Questi aggiunge troppa carne al fuoco, dalla Lollo che vuole prostituirsi per far tornare il desiderio sessuale al marito, la tematica ambientalista, il sadomaso, la critica alla società borghese, la storia d'amore, la trama gialla etc e il personaggio in più che viene aggiunto in questa versione "directors cut" non aggiunge assolutamente niente all'intreccio.
A mio avviso (poi magari come dicevo prima la colpa è dalla mia mente annebbiata dai troppi giorni passati in casa ad annoiarmi e dall'ora tarda) meglio la versione normale da 90 minuti, questa manca totalmente di ritmo. Credo che in questo caso la produzione ci abbia visto lungo e abbia fatto più che bene a sforbiciare il film dandogli una forma più seguibile.
Io avevo sperato il contrario ma mi sbagliavo, non sempre insomma i produttori non ci capiscono una sega, a volte hanno ragione.

Spero che qualcuno si veda il film e mi faccia sapere le sue impressioni


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#34 kristofferson

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:16

Cosa avete fatto a Solange? (Massimo Dallamano, 1972)

Solange.jpg?w=900
 
Thriller argentiano girato nel periodo di maggior successo del genere da Massimo Dallamano. Costui, bravissimo direttore della fotografia (tra gli altri di Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più, con lo pseudonimo di Jack Dalmas), pare fosse una specie di erotomane e nei suoi film da regista ha sempre spinto molto sul versante erotico-lolitesco (vedasi anche il poliziottesco La Polizia chiede aiuto) e in genere i suoi film sono sempre pieni di ragazze (spesso minorenni) nude. Già al tempo ebbe diverse noie con la censura, ma oggi lo metterebbero direttamente in galera. Comunque tornando al film c’è da dire che nella prima parte dove segue rigorosamente le coordinate argentiane con gli omicidi all’arma bianca e il protagonista (un ingessatissimo Fabio Testi) ingiustamente accusato che deve indagare per discolparsi è una discreta palla però cambia totalmente ritmo invece nella seconda, dove assume dei toni morbosi mica da ridere e si risolve con un colpo di scena di quelli tosti che ancora oggi fa il bel suo bell’effetto. Da segnalare anche l’ottimo score morriconiano. 


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#35 bluetrain

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Inviato 01 febbraio 2019 - 10:04

Di Dallamano bellissimo - e sottovalutato pure dagli amanti del genere - anche il western Bandidos (qua il nostro compare come Max Dillmann) con un Enrico Maria Salerno grandioso nei panni del più patetico e perdente dei super pistoleri che abbiano calcato i solchi tracciati dalla carovana dal western all’italiana.
 
E pure fichissimo Si può essere più bastardi dell'ispettore Cliff?, crime movie ambientato all around the world con una colonna sonora funky stratosferica di Riz Ortolani e con protagonista uno degli sbirri più infami di sempre. Ammazzamenti tra i più fantasiosi e una carrellata di personaggi pittoreschi al limite del fumettistico (su tutti la vecchia narcotrafficante Mama).


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#36 Reynard

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Inviato 01 febbraio 2019 - 13:10

Si può essere più bastardi dell'ispettore Cliff?

 

photo-15550.png?_r=1532431153

Ma povero ashd


  • 2
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#37 kristofferson

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Inviato 04 febbraio 2019 - 11:40

Lo strano vizio della signora Wardh (Sergio Martino, 1971)

Mrs-W_vertical-poster.jpg

Questo ero sicuro di averlo già visto ma o non ne ricordavo proprio nulla oppure più probabilmente lo confondevo con un altro giallo di Martino. Anche perché lo rammentavo come una discreta palla invece è un vero gioiellino. Forse non a livello di trama (che come si diceva sul topic di Suspiria in prodotti di questo tipo è abbastanza accessoria) ma senz'altro a livello di ‘confezione’: la regia stilosa di Martino, l’eleganza della fotografia, le scenografie, la colonna sonora di Nora Orlandi che è una quelle di ti si piantano in mente, le location prima viennesi e poi spagnole, la Fenech ventenne che è probabilmente quanto di più vicino sia mai esistito a una dea scesa sulla Terra e che riempie ogni fotogramma in cui appare con il suo magnetismo.
Il film era originariamente stato progettato per seguire la moda di quel filone sexy-thriller (vedi il titolo che allude a chissà quale perversioni che nel film non si vedono proprio) originato dai gialli di Lenzi con Carroll Baker di cui parla Tom nel primo post di questo thread ed infatti abbonda in scene erotiche e di nudo (molto all'acqua di rose, ma sicuramente audaci per l’epoca), ma dopo l’uscita dell’Uccello dalle piume di cristallo venne riaggiustato per sfruttare l’onda del successo del capostipite argentiano aggiungendo la figura dell’assassino con il rasoio e i guanti neri, nonché ovviamente diverse sequenze efferate di omicidi all’arma bianca (la più riuscita delle quali è quella nel parco dello Schönbrunn che potrebbe poi essere stata ripresa dallo stesso Argento per Quattro mosche di velluto grigio).,
Da questo film Martino partirà poi per realizzare un proprio mini-filone di thriller argentiani altrettanto truculenti ma più spinti sul lato erotico (sempre relativamente ai tempi si intende).


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#38 Tom

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Inviato 04 febbraio 2019 - 12:07

Sergio Martino e' uno dei registi rimasti piu' fregati dal rivalutazionismo trash.
Regista di poliziotteschi, western, fanta-avventurosi molto interessanti, ma soprattutto piccolo maestro del thriller, oggi rischia di essere ricordato solo per troiate come "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio" e "L'allenatore nel pallone".


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#39 kristofferson

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Inviato 04 febbraio 2019 - 13:41

Ma poi quant'erano fighi i trailer degli anni settanta?

 


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#40 Tom

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Inviato 04 febbraio 2019 - 15:29

The-Butterfly-Room.jpg

 

2012 La stanza delle farfalle di Jonathan Zarantonello

Che deve fare un regista italiano (anzi, vicentino) per girare un thriller vintage come si deve? Andare oltreoceano a beccarsi quattro soldi, ma soprattutto attori americani. Piu' che rifarsi al thriller nostrano anni 70 come verrebbe da pensare, e' un omaggio ad un certo cinema anni 60 non solo italiano. In particolare al torvo filone delle vecchiette assassine inaugurato da Aldrich e che aveva visto in Bette Davis la mattatrice indiscussa, e infatti il lugubre "The Nanny" che l'aveva vista protagonista e' probabilmente la princiale fonte d'ispirazione di questo film. Pellicola che mescola i piani temporali, non tanto per cercare il colpo di scena, ma per creare un clima sempre piu' morboso e malato. Riuscendoci. Anche giocando sui propri limiti produttivi, un atto d'amore verso la serie B piu' genuina, che attraverso l'omaggio al passato dice qualcosa anche del presente e certi estremismi genitoriali.

 

Cast (adulto) che e' tutto un programma: l'ex regina del gotico italiano Barbara Steele protagonista spettacolare. Al suo fianco il sempre sottovaluatissimo ma immenso Ray "papa' di Laura Palmer" Wise e la protagonista di "Nightmare" 1 e 3 Heather Langenkamp. In ruoli minori: Camille Keaton, la "Jennifer" che non dovevano violentare originale, ma anche ex ninfa del cinema italiano (infatti presente nel film di Dallamano commentato da Kristofferson qui sopra), Adrienne King la prima final girl di Venerdi' 13, e cameo di Joe Dante come taxista.


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