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Il thriller all'italiana


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57 replies to this topic

#41 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 05 febbraio 2019 - 09:17

Lo strano vizio della signora Wardh (Sergio Martino, 1971)Mrs-W_vertical-poster.jpg
Questo ero sicuro di averlo già visto ma o non ne ricordavo proprio nulla oppure più probabilmente lo confondevo con un altro giallo di Martino. Anche perché lo rammentavo come una discreta palla invece è un vero gioiellino. Forse non a livello di trama (che come si diceva sul topic di Suspiria in prodotti di questo tipo è abbastanza accessoria) ma senz'altro a livello di ‘confezione’: la regia stilosa di Martino, l’eleganza della fotografia, le scenografie, la colonna sonora di Nora Orlandi che è una quelle di ti si piantano in mente, le location prima viennesi e poi spagnole, la Fenech ventenne che è probabilmente quanto di più vicino sia mai esistito a una dea scesa sulla Terra e che riempie ogni fotogramma in cui appare con il suo magnetismo.
Il film era originariamente stato progettato per seguire la moda di quel filone sexy-thriller (vedi il titolo che allude a chissà quale perversioni che nel film non si vedono proprio) originato dai gialli di Lenzi con Carroll Baker di cui parla Tom nel primo post di questo thread ed infatti abbonda in scene erotiche e di nudo (molto all'acqua di rose, ma sicuramente audaci per l’epoca), ma dopo l’uscita dell’Uccello dalle piume di cristallo venne riaggiustato per sfruttare l’onda del successo del capostipite argentiano aggiungendo la figura dell’assassino con il rasoio e i guanti neri, nonché ovviamente diverse sequenze efferate di omicidi all’arma bianca (la più riuscita delle quali è quella nel parco dello Schönbrunn che potrebbe poi essere stata ripresa dallo stesso Argento per Quattro mosche di velluto grigio).,
Da questo film Martino partirà poi per realizzare un proprio mini-filone di thriller argentiani altrettanto truculenti ma più spinti sul lato erotico (sempre relativamente ai tempi si intende).


Il film é bello e concordo con la tua analusi. Quando lo vidí, però, rimasi un po' deluso dal culo troppo piatto di Edwige, assolutamente non all'altezza delle zucche. Mi scuso per l'appunto eccessivamente tecnico, ma andava detto.
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#42 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 05 febbraio 2019 - 09:43

Non ho visto il film in questione ma il culo della Fenech io me lo ricordo decisamente sontuoso

 

Spoiler


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#43 bluetrain

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Inviato 05 febbraio 2019 - 09:56

De culibus non disputandum est
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#44 kristofferson

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Inviato 05 febbraio 2019 - 16:26

La coda dello scorpione (Sergio Martino, 1971)

jt47jp.jpg

Secondo giallo-thriller di Martino, è un passo indietro rispetto al precedente. Intanto manca la Fenech (che dovette dare forfait perché si prese incinta) e la sua è un’assenza che si sente. Al suo posto non una ma due stragnocche che andavano per la maggiore nel periodo: l’algida svedese Anita Strindberg - che come in Psyco viene fatta fuori dopo nemmeno mezzora di film - e la bionda e statuaria Evelyn Stewart, che nonostante il fisico e il nome da americana, era italianissima (al secolo Ida Galli).
Il limite maggiore del film è che anche più del precedente è ancora agganciato agli stilemi del sexy-thriller anni sessanta (lo sceneggiatore del resto è lo stesso, Ernesto Gastaldi), con tanto quindi di ambientazione borghese, questioni di eredità, complotti incrociati, eccetera eccetera. Il maniaco omicida insomma pare infilato a forza nella storia proprio perché in qualche maniera bisognava mettercelo.
Rispetto a Lo strano vizio della signora Wardh latita notevolmente anche la componente erotica, in compenso gli omicidi si fanno più truculenti (da ricordare in particolare il close-up di un coccio di bottiglia infilato in un occhio). Quello che manca di più però è soprattutto l’impianto visivo del film precedente, sostituito da un sovrappiù di dialoghi molto artefatti. Altro limite del film è il protagonista George Hilton, uno che negli spaghetti-western faceva ancora la sua figura ma che come atletico playboy sembra un pesce lesso.


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#45 kristofferson

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Inviato 06 febbraio 2019 - 15:46

Tutti i colori del buio (Sergio Martino, 1972)

2je8qpd.jpg

Titolo probabilmente preso a prestito da un vecchio numero di Urania.
Se il precedente film di Martino soffriva di un eccesso di scrittura questo ha il problema opposto: la storia è quasi un optional e il film finisce per essere fin troppo libero, tanto che alla fine la confusione narrativa (un mischione di satanismo, esoterismo, psicanalisi, più gli immancabili complotti…) diventa anche quella del regista, che procede per suggestioni ed atmosfere indeciso tra diversi toni e diversi generi.
Più che Argento l’ispirazione primaria stavolta sembrerebbero essere Roman Polanski e Rosemary’s Baby, di cui il regista romano tenta di replicare il climax onirico e allucinato.
Fino a circa metà film la cosa funziona anche molto bene (l’incipit lacustre sui cui scorrono i titoli di testa tra l’altro è bellissimo) ma poi il susseguirsi di sequenze slegate le une della altre con la Fenech perennemente impaurita ed inseguita con il sottofondo della martellante (ma notevole) colonna sonora di Nicolai diventa ridondante e a tratti scade nel ridicolo (le scene dei sabba) fino a perdersi in lungaggini e in una risoluzione della vicenda poco incisiva (Martino avrebbe dovuto osare un finale aperto).
Oltre alla messa in scena e al gusto figurativo di Martino (coadiuvato dalla fotografia satura e coloratissima di Giancarlo Ferrando), che si sbizzarrisce in inquadrature ricercate e angolature quasi sperimentali, è la Fenech, praticamente sempre in scena dall’inizio alla fine, che tiene in piedi il film: non sarà stata forse una grande attrice (la sua è una recitazione fatta quasi solo con la mimica facciale) ma una delle migliori scream queen del nostro cinema sicuramente si.


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#46 woody

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Inviato 06 febbraio 2019 - 16:07

La coda dello scorpione (Sergio Martino, 1971)

jt47jp.jpg

Secondo giallo-thriller di Martino, è un passo indietro rispetto al precedente. Intanto manca la Fenech (che dovette dare forfait perché si prese incinta) e la sua è un’assenza che si sente. Al suo posto non una ma due stragnocche che andavano per la maggiore nel periodo: l’algida svedese Anita Strindberg - che come in Psyco viene fatta fuori dopo nemmeno mezzora di film - e la bionda e statuaria Evelyn Stewart, che nonostante il fisico e il nome da americana, era italianissima (al secolo Ida Galli).
Il limite maggiore del film è che anche più del precedente è ancora agganciato agli stilemi del sexy-thriller anni sessanta (lo sceneggiatore del resto è lo stesso, Ernesto Gastaldi), con tanto quindi di ambientazione borghese, questioni di eredità, complotti incrociati, eccetera eccetera. Il maniaco omicida insomma pare infilato a forza nella storia proprio perché in qualche maniera bisognava mettercelo.
Rispetto a Lo strano vizio della signora Wardh latita notevolmente anche la componente erotica, in compenso gli omicidi si fanno più truculenti (da ricordare in particolare il close-up di un coccio di bottiglia infilato in un occhio). Quello che manca di più però è soprattutto l’impianto visivo del film precedente, sostituito da un sovrappiù di dialoghi molto artefatti. Altro limite del film è il protagonista George Hilton, uno che negli spaghetti-western faceva ancora la sua figura ma che come atletico playboy sembra un pesce lesso.

Mi sa che ti sbagli, è la Stewart che viene fatta fuori dopo mezz'ora, la Strindberg è la moglie di Hilton (non dico altro per non spoilerare se qualcuno lo volesse vedere). A me era piaciuto forse più questo del primo, però si forse a livello visivo "Lo strano vizio" e "Tutti i colori del buio " sono più riusciti.
Sono perfettamente d'accordo invece su Hilton che negli spaghetti western risultava sempre credibile, mentre sia qui che in "Mio caro assassino" di Valerii è veramente di legno.

Comunque per me il miglior Martino rimane "I corpi presentano tracce di violenza carnale".


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#47 woody

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Inviato 06 febbraio 2019 - 16:23

Tutti i colori del buio (Sergio Martino, 1972)

2je8qpd.jpg

Titolo probabilmente preso a prestito da un vecchio numero di Urania.
Se il precedente film di Martino soffriva di un eccesso di scrittura questo ha il problema opposto: la storia è quasi un optional e il film finisce per essere fin troppo libero, tanto che alla fine la confusione narrativa (un mischione di satanismo, esoterismo, psicanalisi, più gli immancabili complotti…) diventa anche quella del regista, che procede per suggestioni ed atmosfere indeciso tra diversi toni e diversi generi.
Più che Argento l’ispirazione primaria stavolta sembrerebbero essere Roman Polanski e Rosemary’s Baby, di cui il regista romano tenta di replicare il climax onirico e allucinato.
Fino a circa metà film la cosa funziona anche molto bene (l’incipit lacustre sui cui scorrono i titoli di testa tra l’altro è bellissimo) ma poi il susseguirsi di sequenze slegate le une della altre con la Fenech perennemente impaurita ed inseguita con il sottofondo della martellante (ma notevole) colonna sonora di Nicolai diventa ridondante e a tratti scade nel ridicolo (le scene dei sabba) fino a perdersi in lungaggini e in una risoluzione della vicenda poco incisiva (Martino avrebbe dovuto osare un finale aperto).
Oltre alla messa in scena e al gusto figurativo di Martino (coadiuvato dalla fotografia satura e coloratissima di Giancarlo Ferrando), che si sbizzarrisce in inquadrature ricercate e angolature quasi sperimentali, è la Fenech, praticamente sempre in scena dall’inizio alla fine, che tiene in piedi il film: non sarà stata forse una grande attrice (la sua è una recitazione fatta quasi solo con la mimica facciale) ma una delle migliori scream queen del nostro cinema sicuramente si.

Sono d'accordo pure su quello che dici su questo film. Manco a dirlo sono tutti film che mi vedo di solito a tarda notte, magari pure dopo una cannetta e poi non mi ricordo mai un cazzo. Do quindi la colpa alla tarda ora, alla vecchiaia e al fumo e dopo un annetto posso tranquillamente riguardarmelo e rendermi conto che non ci si capisce una sega di suo  asd 
Le trame del 90% dei b-movie italiani sono piene di buchi, di cose illogiche, di momenti ultra noiosi che farebbero perdere l'attenzione ad un autistico.
Di questo film ricordo spesso delle scene con appunto la Fenech che corre fatte realmente bene, ma la suspance latita perchè a me se non mi fai entrare nel personaggio o nella storia, se la parte narrativa che ti fa arrivare alla scena di suspance manca o è fatta male poi non me ne frega niente che la Fenech venga uccisa o meno. Ricordo pure le scene dei riti satanici ma al momento non ricordo se misembravano ridicole visivamente o se era ridicolo il pretesto per poterle infilare nel film.

Visto che si parla di Martino citiamo pure il quinto thriller che in questi ultimi interventi non è mai stato nominato "Il tuo vizio è una stanza chiusa" con il buon Pistilli come protagonista (unico suo film da protagonista?? per me lui non era pessimo, anzi molto meglio di Hilton). Mi sembra il meno riuscito dei cinque, indeciso fra una certa vena autoriale che Martino comunque non aveva e il giallo/thriller dei suoi film precedenti. Non ricordo chi lo definiva sofisticato e sgangherato allo stesso tempo, ma credo che  come definizione calzi a pennello per ogni suo film (io ho visto solo thriller e poliziotteschi, le commedie con Banfi e Gigi e Andrea non mi garbavano nemmeno alle elementari le guardavo solo per la Fenech e la Guida).


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#48 woody

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Inviato 06 febbraio 2019 - 16:26

Ah ma una cosa, la trama di "La coda dello scorpione" da quale film è stata scopiazzata?
Ricordo di aver visto un film con un intreccio simile (con l'aereo che scoppiava per gli stessi motivi), forse era Hitchcock o comunque qualche altro regista di un certo livello.

PS: sarebbero da segnalare pure le tette di Marina Malfatti, che appariva spessissimo in ruoli secondari ma sempre con abiti ultrasexy e sfoggiava delle tette di dimensioni minori rispetto alla Fenech ma praticamente perfette

PPS. sempre per rimanere in questo tipo di dettagli la Strindberg e Nieves Navarro (o Susan Scott come ribattezzata da Di Leo) tra le prime donne ad esibire un seno rifatto nella storia del cinema.
Entrambe molto belle ma una volta denudate avevano ste tette dalla forma improbabile e pure un po' spigolose...


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#49 kristofferson

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Inviato 06 febbraio 2019 - 16:58

Mi sa che ti sbagli, è la Stewart che viene fatta fuori dopo mezz'ora, la Strindberg è la moglie di Hilton (non dico altro per non spoilerare se qualcuno lo volesse vedere). A me era piaciuto forse più questo del primo, però si forse a livello visivo "Lo strano vizio" e "Tutti i colori del buio " sono più riusciti.
Sono perfettamente d'accordo invece su Hilton che negli spaghetti western risultava sempre credibile, mentre sia qui che in "Mio caro assassino" di Valerii è veramente di legno.

Comunque per me il miglior Martino rimane "I corpi presentano tracce di violenza carnale".


Mi sai che hai proprio ragione (non interpreta la moglie, comunque, ma la giornalista) e in effetti questo spiega anche il fisico da svedesona che mi pareva atipico per un’italiana
Anita_Strindberg.jpg

I corpi presentato tracce di violenza carnale me lo ricordo anch’io come il migliore del lotto, però a essere onesti io mi ricordo notevole anche Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (e mi ricordo bravissimo pure Pistilli), però - anche se con le cannette ho smesso ormai da parecchi anni - anch'io ho la stessa tua tendenza a dimenticarli dopo un po’, quindi prima di scriverci su qualcosa per sicurezza meglio se me li rivedo...


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#50 woody

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Inviato 06 febbraio 2019 - 17:36

 

Mi sa che ti sbagli, è la Stewart che viene fatta fuori dopo mezz'ora, la Strindberg è la moglie di Hilton (non dico altro per non spoilerare se qualcuno lo volesse vedere). A me era piaciuto forse più questo del primo, però si forse a livello visivo "Lo strano vizio" e "Tutti i colori del buio " sono più riusciti.
Sono perfettamente d'accordo invece su Hilton che negli spaghetti western risultava sempre credibile, mentre sia qui che in "Mio caro assassino" di Valerii è veramente di legno.

Comunque per me il miglior Martino rimane "I corpi presentano tracce di violenza carnale".


Mi sai che hai proprio ragione (non interpreta la moglie, comunque, ma la giornalista) e in effetti questo spiega anche il fisico da svedesona che mi pareva atipico per un’italiana
 

I corpi presentato tracce di violenza carnale me lo ricordo anch’io come il migliore del lotto, però a essere onesti io mi ricordo notevole anche Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (e mi ricordo bravissimo pure Pistilli), però - anche se con le cannette ho smesso ormai da parecchi anni - anch'io ho la stessa tua tendenza a dimenticarli dopo un po’, quindi prima di scriverci su qualcosa per sicurezza meglio se me li rivedo...

 

Si giusto non era la moglie ma la giornalista.

Beh si, si dimenticano perchè come dicevo prima le trame sono parecchio intricate ma spesso narrate non benissimo. Credo che a volte fosse un problema di budget, cioè mancanza di quattrini/tempo per girare tutto quello che c'era scritto nella sceneggiatura, altre proprio di sceneggiatura e altre ancora colpa del regista. A volte immagino fossero tutte e tre le cose messe insieme  asd 

 


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#51 bluetrain

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Inviato 12 febbraio 2019 - 17:03

La morte risale a ieri sera (Duccio Tessari, 1970)
 
 
la-morte-risale-a-ieri-sera-locandina.jp
 
Duccio Tessari dimostra di saper dire la sua non solo in ambito western.
 
Tratto dal romanzo di Scerbanenco "I Milanesi ammazzano il sabato" (in realtà nel film Duca Lamberti si trasmuta in commissario di polizia, espediente già adottato da Fernandone Di Leo ne "I ragazzi del massacro"), la pellicola mette in scena una bituminosa storia di prostituzione, menomazione mentale e ninfomania, sullo sfondo di una Milano davvero torva e per nulla edulcorata o riletta in chiave pop, come spesso avveniva nei film di genere italiani di quel periodo, ancorché violentissimi e truculenti.
 
Il modello di riferimento, più che il giallo nostrano di matrice baviana/argentiana/lenziana (d'altronde, "L'uccello con le piume di cristallo" è coevo, e dunque la miccia dell'ordigno giallo era stata appena appicciata), pare quasi essere quello del più asciutto e introspettivo polar francese, per quanto non manchino alcuni elementi chiave del thriller e del poliziesco italici.
 
Il risultato è davvero eccellente ed anche a suo modo originale (il mood che si respira, come ho accennato, è più accostabile a film sui generis, vagamente melvilliani, quali "Un detective" di Romolo Guerrieri che non al filone del giallo sexy e/o orrorifico), grazie sicuramente all'ottimo materiale di partenza, ma anche alle ottime interpretazioni di Raf Vallone, nelle vesti di un padre disperato, e Frank Wolff, che incarna in maniera impeccabile un commissario di polizia assolutamente lontano dallo standard callaghaniano (!?) del poliziottesco: molto più umano, intimamente lacerato e sinceramente disilluso.
 
Ottima la colonna sonora di Gianni Ferrio; ci sono pure un paio di brani cantati da Mina.

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#52 kristofferson

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Inviato 17 aprile 2019 - 14:40

Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (Sergio Martino, 1972)

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Buono come lo ricordavo. Se c’è una cosa di cui bisogna dare atto a Martino è di avere cambiato registro in tutti i thriller che ha girato, tenendo ferma solo la parte ‘argentiana’ (cioè gli omicidi cruenti e all’arma bianca) che però sembra spesso solo uno specchietto per allodole in film che invece sono totalmente diversi da quelli di Argento. Questo suo quarto giallo si ispira vagamente al Gatto nero di Poe, è costruito su una trama lambiccata e piena di (improbabili) colpi di scena che però non annoia mai (anche se più grazie all’impianto visivo che non per la bontà della scrittura) e si regge su una riuscita atmosfera morbosa e malsana, sull’istrionica interpretazione di Luigi Pistilli, perfetto nella parte dello scrittore alcolizzato e nevrotico, e sull’avvenenza della Fenech, all’apice del suo magnetismo, che in pratica si tromba tutti i personaggi del film. La Strindberg in una parte più difficile e intensa è però ancora più brava. Girato sui Colli Euganei (a Montagnana e a Villa Cavalli a Teolo), a due passi da dove abito io.


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#53 Tom

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Inviato 17 aprile 2019 - 14:51

E' praticamente la versione exploitation di "Un tranquillo posto di campagna" di Petri, girato mi pare sempre dalle tue parti.

Tutti e due film parecchio fighi.


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#54 kristofferson

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Inviato 17 aprile 2019 - 15:13

Quello di Petri non lo conosco, ma vedo che è stato girato proprio nella stessa villa, in effetti:

https://www.collieug...-cavalli-lugli/
villa-lugli-cavalli_1.jpg
Una di queste domeniche vado a vederla...


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#55 Tom

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Inviato 17 aprile 2019 - 15:21

Ah, addirittura. Ecco perche' tendo a sovrapporli.


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#56 kristofferson

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Inviato 18 aprile 2019 - 09:12

I corpi presentano tracce di violenza carnale (Sergio Martino, 1973)

15yyww0.jpg

Forse il miglior giallo-thriller martiniano. Sicuramente quello più compatto e che si muove più apertamente in territori argentiani. Mentre nei precedenti film la figura dell’assassino guantato veniva inserita all’interno di trame intricate e un po’ arzigogolate in questo psicologie e motivazioni dei personaggi vengono azzerate e centro e motore di tutta la vicenda sono le coreografie degli omicidi e relative mutilazioni, tutte di grande ricercatezza stilistica e nelle quali il regista calca pesantemente sul pedale del gore, tanto che in America - dov’è conosciuto col titolo Torso - il film diventò un piccolo cult-movie dei circuiti dei drive-in e viene a tutt’ogi considerato un precursore del cinema slasher. Non c’è un vero personaggio principale ma una galleria di personaggi, soprattutto femminili (con un comparto di attrici, come sempre in Martino, di tutto rispetto: di personale rispetto al genere Martino ci inserisce l’erotismo, con la solita ampia profusione di scene di sesso softcore), che vengono fatti fuori uno dopo l’altro in un gioco al massacro che si conclude in sequenza d’assedio dentro una villa di notevole tensione.
Belle le location italiane tra Perugia (e bisogna dire che il collegamento tra questa vicenda di studentesse americane assassinate e un celebre fatto di cronaca nera degli ultimi anni viene abbastanza automatico) e l’Abruzzo.


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#57 woody

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Inviato 18 aprile 2019 - 16:37

Sono d'accordo su Torso il miglior Martino, inclusi poliziotteschi, le commedie mai viste se non qualcuna quando avevo meno di 12-13 anni, mi mancano pure quelli di avventura di fine 70.

 

L'altro con Pistilli invece come dicevo più sopra mi aveva annoiato, anche se a dire il vero qualcosa di interessante c'era e manco a dirlo pure Un tranquillo posto di campagna era stato l'unico Petri a non convincermi, nonostante la grandissima colonna sonora di Morricone e una scena centrale (mi sembra fosse un incubo) veramente riuscita. Franco Nero, mi dispiace per i b-movie aficionados, ma è attore piuttosto di legno, per niente naturale o spontaneo, sembra sempre che stia cercando di ricordarsi la battuta e che cosa deve fare, mai in parte.

Dice che La montagna del dio cannibale e L'isola degli uomini pesce siano da guardare? Pure gli appassionati hanno pareri non troppo convinti su quei film (spero di essermi ricordato i titoli che non ho controllato)


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#58 woody

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Inviato 14 agosto 2019 - 17:04

Ho appena trovato una serie di interviste a Sergio Martino, vi linko quelle in topic

 

La coda dello scorpione

https://www.youtube....h?v=87m_wfkxoIU

Martino qui si vanta di aver inventato il genere "splasher", cioè non si vanta, dice solo che gli americani gli hanno riferito questa cosa, glielo dicono in riferimento al suo giallo successivo I corpi presentano tracce di violenza carnale (incredibile quanti film siano "il primo slasher": Psycho, Sei donne per l'assassino, Reazione a catena, Bava ne ha girati due di primi slasher addirittura  asd , Non aprite quella porta, Halloween...)

 

Il tuo vizio è una stanza chiusa
https://www.youtube....h?v=CbJq4Vrmw3s

 

Ce ne sono altri ma non parlano dei thriller, da Giovannona coscialunga e 2019 dopo la caduta di New York


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