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[Monografia] Sam Peckinpah


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#1 slothrop

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Inviato 29 marzo 2009 - 17:21

Curiosamente manca un thread dedicato a questo grandissimo.

Ad ogni modo io lo apro (poi fatene quel che volete) soprattutto per parlare di "Cane di paglia" che ho visto ieri per la prima volta.
A me è piaciuto molto, probabilmente perchè si avvicina parecchio al filone dell'horror campagnolo dei primi '70 a me molto caro, ma ovviamente con parecchie differenze. Intanto non è un horror, poi è curiosamente ambientato in Scozia (per quanto arcaica, e sicuramente con intenti polemici almeno un poì autentici) e il suo messaggio non è tanto sociologico/politico come nel caso del Weekend di Paura di Boorman, e nemmeno archetipico/metafisico come in Tobe Hooper, quanto filosofico e psicologico. All'epoca il film fu accusato di mille cose, tra cui fascismo, ma a me pare una pellicola quantomeno ambigua (e di solito il fascismo non direi che sia tanto ambiguo, o se lo è magari lo è in altre forme).
E' noto che Peckinpah si fosse ispirato a teorie di derivazione lorentziana (nello specifico quelle di Robert Ardrey), per cui i tratti animaleschi dell'uomo non vanno persi (vedasi violenza e nello specifico la difesa del territorio), però insomma il film di certezze non ne da mica tante. Vedi il sorriso finale di Hoffman che a me lascia dubbi, vedi il fatto che per tutto il tempo ha difeso una persona colpevole (in modo diverso da come pensano i suoi accusatori, ma non di meno colpevole), vedi il fatto che pur nel lungo epilogo d'azione del film non mancano brevi parentesi leggere, quasi da commedia, vedi l'ambiguità per tutto il film degli atteggiamenti della giovane moglie di Hoffman, personaggio reale proprio nella sua mancata quadratura.

Per il resto è vero che la prima parte è molto lenta e pare soprattutto uno stanco pretesto per arrivare all'ultima mezz'ora, però i personaggi sono ben costruiti e anche il tran tran dei giovani sposi mi pare riuscito e costruito con una certa raffinatezza.
Mi interessa sapere la vostra sul film, e poi dilagate pure a piacere su Peckinpah.
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#2 dick laurent

dick laurent

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Inviato 29 marzo 2009 - 17:40

l'accusa di fascismo a me ha sempre lasciato molto perplesso, Peckinpah rappresenta la realtà così com'è, non fa l'esaltazione del macho che si fa giustizia da solo.

vedi il fatto che per tutto il tempo ha difeso una persona colpevole (in modo diverso da come pensano i suoi accusatori, ma non di meno colpevole)



a proposito di questo, l'ambiguità del comportamento della moglie in parte è forse voluta (si potrebbe parlare anche dell'accusa di misoginia che spesso viene rivolta a Peckinpah, e anche questa non mi convince affatto), ma è particolarmente accentuata dal fatto che ne circolano varie versioni, e quella italiana è censurata rispetto a quella originale, dove si vede che lei non gradisce affatto il trattamento. Almeno a quanto ho letto, perchè io conosco proprio la versione italiana. Poi secondo me lui nel film difende più il... "territorio" che la moglie
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dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#3 slothrop

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Inviato 29 marzo 2009 - 18:11

Decisamente lui difende il territorio (peraltro non sa che uno stupro c'è già stato, e lei non glielo dice pur non avendolo digerito benissimo...).
Se vogliamo il fatto che lui difenda una persona colpevole (lui però non lo sa) potrebbe anche significare che, a prescindere a tutto, difendere il territorio è la cosa più importante, e in questo è possibile leggere fascismo, anche se io continuo a non verderci alcuno strale politico in un film così ambiguo, ma proprio il mettere in mostra quello che sia (o che spesso siamo).
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#4 dick laurent

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Inviato 29 marzo 2009 - 18:32

Decisamente lui difende il territorio (peraltro non sa che uno stupro c'è già stato, e lei non glielo dice pur non avendolo digerito benissimo...).
Se vogliamo il fatto che lui difenda una persona colpevole (lui però non lo sa) potrebbe anche significare che, a prescindere a tutto, difendere il territorio è la cosa più importante, e in questo è possibile leggere fascismo,


non so, il personaggio di lui non viene certo presentato come l'eroe che fa la cosa giusta, il punto di vista del regista è più "questo è quello che succede in una certa situazione" piuttosto che "questo è quello che si deve fare".


anche se io continuo a non verderci alcuno strale politico in un film così ambiguo, ma proprio il mettere in mostra quello che sia (o che spesso siamo).


ecco esattamente. Comunque visto che non l'ho detto, film bellissimo  ;)

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#5 popten

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Inviato 01 aprile 2009 - 07:16

Cane di paglia l'ho visto tanto tempo fa, ne ho un buon ricordo.
Di lui amo, vabbè a parte il Mucchio Selvaggio, uno dei grandi western, tra i miei preferiti, anche Sfida nell'alta Sierra, un western bellissimo, La ballata di Cable Hogue, sempre un western più o meno avanti, molto forte come regia e situazioni, e anche L'ultimo buscadero, un film per romantici e vecchi come me!
Poi c'è Sierra Charriba che dovrò rivedere. Già ha una storia molto martoriata come film, tagli su tagli, regia guidata a tratti dagli attori causa forfait -alcol pare- di sam p. ecc poi si è messo mio padre con alcuni sui tagli in fase di registrazione vhs!
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#6 Dudley

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Inviato 01 aprile 2009 - 08:23

Grande regista, difficile scegliere un solo titolo ... oltre ai classici "western", a me sono piaciuti pure "Cross of iron" (anche se fa un certo effetto pensare ad un film girato in inglese che ha per protagonisti soldati dedeschi) ma soprattutto il cupo "Bring me the head of Alfredo Garcia", un film "sporco" come pochi. Di recente ho pure acquistato gli "action movies" Killer Elite e Osterman Weekend ... Bello e lineare il primo (anche se, come ho segnalato da un altra parte, il DVD é di qualità vergognosa), ostico e spiazzante il secondo, che mi riprometto di rivedere (qui, invece, é disponibile una bella edizione in DVD della Dolmen).

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#7 Guest_Pequod_*

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Inviato 01 aprile 2009 - 08:37

Al grande Sam - uno dei più grandi di sempre, per me; un genio tout court e un maestro della tecnica - ha nuociuto sempre il fatto che non fosse di sinistra,che non fosse dichiaratamente schierato e che rivendicasse solo il diritto di raccontare l'uomo senza manicheismi e senza pietà: all'epoca, bastava e avanzava per essere etichettati di destra (come i vari Don Siegel, Walter Hill, John Milius...vabbè magari qualcuno di questi lo era anche, eh). C'è un bellissimo saggio moonografico di Valerio Caprara su Peckinpah che merita di essere letto, a patto di trovarlo; quanto a Cane di Paglia, pur non essendo forse il suo miglior lavoro ma di sicuro il suo film più stroncato, per quanto mi riguarda è un'opera di notevole valore e di indiscutibile impatto, non foss'altro per la capacità del regista di instillare nello spettatore quella forma insana di angoscia che poi fa sembrare la violenza - quando finalmente scoppia in tutta la sua brutalità - come una liberazione. In questo, Peckinpah era un maestro e Cane di Paglia ne è la perfetta dimostrazione.


#8 Tom

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Inviato 01 aprile 2009 - 09:26

Al grande Sam - uno dei più grandi di sempre, per me; un genio tout court e un maestro della tecnica - ha nuociuto sempre il fatto che non fosse di sinistra,che non fosse dichiaratamente schierato e che rivendicasse solo il diritto di raccontare l'uomo senza manicheismi e senza pietà: all'epoca, bastava e avanzava per essere etichettati di destra (come i vari Don Siegel, Walter Hill, John Milius...vabbè magari qualcuno di questi lo era anche, eh).


Ma dove? Forse ti confondi con John Wayne :-\
"Il mucchio selvaggio ", "Getaway" e "Pat Garrett e Billy The Kid" erano e sono considerati simboli del cinema post '68. "Cane di paglia" era un must dei cineforum di sinistra, a cui seguivano focosi dibattiti. Più in generale Peckinpah veniva messo insieme a registi come Penn, Altman, Mike Nichols (sì lo so, oggi fa un po' ridere vederlo citato in tale compagnia, ma allora era considerato un signor autore - forse lo era), tutti autori considerati "ribelli" rispetto al sistema hollywoodiano e quindi vicini ad una sensibilità allora considerata di sinistra.

Il manicheismo e la malafede politica c'è solo nei giudizi che vengono tranciati OGGI su quell'epoca.

E dato che ci siamo: John Milius è un fascistone di quelli cazzuti e non l'ha mai nascosto, ma finché faceva bei film trovami una recensione che criticasse i suoi film perché "di destra". Dove sono le stroncature ideologiche di "Dillinger", "Un mercoledì da Leoni" e "Il vento e il leone"? Finché non si è fottuto il cervello da solo era considerato da TUTTI un gran regista... 

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#9 vegeta851

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Inviato 01 aprile 2009 - 10:00



E dato che ci siamo: John Milius è un fascistone di quelli cazzuti e non l'ha mai nascosto, ma finché faceva bei film trovami una recensione che criticasse i suoi film perché "di destra". Dove sono le stroncature ideologiche di "Dillinger", "Un mercoledì da Leoni" e "Il vento e il leone"? Finché non si è fottuto il cervello da solo era considerato da TUTTI un gran regista... 


più che altro quando le major hanno deciso di affossarne la carriera...
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#10 Tom

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Inviato 01 aprile 2009 - 10:39

più che altro quando le major hanno deciso di affossarne la carriera...


Ancora meglio allora: vorrà dire qualcosa che Milius trionfasse nei sinistrissimi anni della New Hollywood e venisse liquidato nei destrosissimi anni '80 di Reagan.

PS però certo che se dopo un gran successo come "Conan" uno ci si mette d'impegno a fare cagate fotoniche come "Alba rossa" e "L'ultimo attacco", o robetta moscia come "Addio al re", non è che le famigerate major abbiano dovuto fare chissà quanta fatica ad affossargliela la carriera... Però il suo nuovo proggetto "Jornada del muerto" mi ispira! ;) 
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#11 vegeta851

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Inviato 01 aprile 2009 - 10:43


più che altro quando le major hanno deciso di affossarne la carriera...


Ancora meglio allora: vorrà dire qualcosa che Milius trionfasse nei sinistrissimi anni della New Hollywood e venisse liquidato nei destrosissimi anni '80 di Reagan.

PS però certo che se dopo un gran successo come "Conan" uno ci si mette d'impegno a fare cagate fotoniche come "Alba rossa" e "L'ultimo attacco", o robetta moscia come "Addio al re", non è che le famigerate major abbiano dovuto fare chissà quanta fatica ad affossargliela la carriera... Però il suo nuovo proggetto "Jornada del muerto" mi ispira! ;) 


a me "Addio al Re" è piaciuto parecchio, e il televiso "Rough Riders" è un filmone fluviale e atipico che accosterei a "Broken Trail" di Hill. Certo, ha fatto le sue porcate ("Alba Rossa" è uno spasso, da vedere con gli amici per farsi quattro risate il venerdì sera...i comunisti che si paracadutano sugli Usa  asd) ma il suo esilio da Hollywood mi sembra davvero ingiusto.
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#12 Guest_Pequod_*

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Inviato 01 aprile 2009 - 11:00


Al grande Sam - uno dei più grandi di sempre, per me; un genio tout court e un maestro della tecnica - ha nuociuto sempre il fatto che non fosse di sinistra,che non fosse dichiaratamente schierato e che rivendicasse solo il diritto di raccontare l'uomo senza manicheismi e senza pietà: all'epoca, bastava e avanzava per essere etichettati di destra (come i vari Don Siegel, Walter Hill, John Milius...vabbè magari qualcuno di questi lo era anche, eh).


Ma dove? Forse ti confondi con John Wayne :-\
"Il mucchio selvaggio ", "Getaway" e "Pat Garrett e Billy The Kid" erano e sono considerati simboli del cinema post '68. "Cane di paglia" era un must dei cineforum di sinistra, a cui seguivano focosi dibattiti. Più in generale Peckinpah veniva messo insieme a registi come Penn, Altman, Mike Nichols (sì lo so, oggi fa un po' ridere vederlo citato in tale compagnia, ma allora era considerato un signor autore - forse lo era), tutti autori considerati "ribelli" rispetto al sistema hollywoodiano e quindi vicini ad una sensibilità allora considerata di sinistra.

Il manicheismo e la malafede politica c'è solo nei giudizi che vengono tranciati OGGI su quell'epoca.

E dato che ci siamo: John Milius è un fascistone di quelli cazzuti e non l'ha mai nascosto, ma finché faceva bei film trovami una recensione che criticasse i suoi film perché "di destra". Dove sono le stroncature ideologiche di "Dillinger", "Un mercoledì da Leoni" e "Il vento e il leone"? Finché non si è fottuto il cervello da solo era considerato da TUTTI un gran regista... 


Ma se c'è anche su Wikipedia...

E qui
http://www.mymovies....id=37958&r=1821

LA definizione "anarchico di destra" (per quel poco che può significare) era di Tullio Kezich

E poi: uno

l'accusa di fascismo a me ha sempre lasciato molto perplesso


E due...

All'epoca il film fu accusato di mille cose, tra cui fascismo


Insomma, non me lo sto mica inventando.Peraltro, credo ci sia un equivoco di fondo: il fatto che fosse considerato in un certo modo non significa che lo fosse, nè che IO lo consideri tale. E nè che mi interessi quel tipo di approccio critico, per dire.
Anzi.
Tuttavia, il pregiudizio "politico" nella critica dell'epoca c'era eccome:i vari Kezich e Grazzini, per dire...leggi qua:

http://www.mymovies....ca.asp?id=54798

Ripeto: non me lo sto inventando,nè lo condivido


#13 Tom

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Inviato 01 aprile 2009 - 11:15

a me "Addio al Re" è piaciuto parecchio, e il televiso "Rough Riders" è un filmone fluviale e atipico che accosterei a "Broken Trail" di Hill. Certo, ha fatto le sue porcate ("Alba Rossa" è uno spasso, da vedere con gli amici per farsi quattro risate il venerdì sera...i comunisti che si paracadutano sugli Usa  asd) ma il suo esilio da Hollywood mi sembra davvero ingiusto.


"Rough Riders" purtroppo non l'ho mai visto, "Addio al re" me lo ricordo deludentissimo.
Poi certo che il suo esilio da Hollywood è un' ingiustizia bella e buona, io adoro Milius sia come regista che come sceneggiatore. E per quanto politicamente abbia delle idee ripugnanti (ricordo una sua intervista ai tempi dell'inizio della guerra in Iraq da brividi - dalla serie "Yuuhh, adesso andiamo lì e spacchiamo il culo a tutti!"... non esagero :-\ ), lo trovo anche un gran bel personaggio dal punto di vista artistico. 

Su Peckinpah ci tornerò ma adesso devo tornare al lavoro.
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#14 Tom

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Inviato 01 aprile 2009 - 14:19

Tuttavia, il pregiudizio "politico" nella critica dell'epoca c'era eccome:i vari Kezich e Grazzini, per dire...leggi qua:

http://www.mymovies....ca.asp?id=54798


Non nego che ci fossero quei pregiudizi, nego che contassero qualcosa!

Non solo il suo non essere identificato come regista "di sinistra" non ha nuociuto sulla sua carriera, dato che ai tempi era pur sempre un regista molto famoso e discusso quanto un Tarantino oggi, ma anzi, Peckinpah ci giocava molto sull'ambiguità politica dei suoi film e del suo personaggio. L'enorme successo di "Cane di paglia" è dovuto in gran parte alle polemiche che erano nate attorno al presunto "fascismo" del film.

Vedi caso, invece, che "La ballata di Cable Houge" e "L'ultimo Buscadero", i suoi film più scopertamente e lucidamente anticapitalisti, quindi in teoria più lodevoli dalla sinistra, sono stati anche suoi più grandi fiaschi commerciali.

Ma al di là di tutto, non ha senso parlare di discriminazione politica nei suoi confronti, dato che il pubblico che ha decretato il successo di alcuni suoi film era il pubblico "di sinistra" della prima New Hollywood. I suoi film erano anche (se non soprattutto) film di divi "di sinistra" come Dustin Hoffman o divi "ribelli" come Steve McQueen e Ali McGraw.
"Pat Garrett e Billy The Kid" (con Kris Kristofferson e Bob Dylan, due fari della controcultura dell'epoca) era un film che allora veniva recepito come un film "hippie"quanto un Easy Rider, da cui riprendeva anche uno degli attori principali (Luke Askew). In Italia, un film come "Il mucchio selvaggio" ai tempi fu recepito - erroneamente - come un film assimilabile ai tortilla western nostrani ("Quien Sabe?", "Vamos a matar Companieros!", "Tepepa", "Requiscant", "Giù la testa", eccetera), quindi come un film rivoluzionario per un pubblico di contestatori (e infatti assieme a "Getaway" era un cult movie per molti brigatisti).

Gli è andata anche bene, fosse stato ben voluto da certi guru della critica di sinistra magari faceva la fine di gente come Jancsò, Rocha, Szabò, Robbe-Grillet, registi di culto di allora tutti inesorabilmente dimenticati. ;)
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#15 Guest_Pequod_*

Guest_Pequod_*
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Inviato 01 aprile 2009 - 14:26

Non nego che ci fossero quei pregiudizi, nego che contassero qualcosa!


Ah ecco,mi pareva, allora avevo capito male io, o mi ero espresso male perchè in fondo un certo tipo di "ostracismo" culturale era (è?) un fatto tipicamente italiano. E quindi, nella valutazione critica globale incise ben poco: appunto per questo consigliavo la lettura di Caprara,davvero bella.

Su Milius...d'accordo non una, ma mille volte con te. Genio a modo suo, incatalogabile, irrequieto, poliedrico. Regista ma anche e soprattutto sceneggiatore ENORME. Se lo sognano oggi ad Hollywood uno sceneggiatore così...


#16 Tom

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Inviato 01 aprile 2009 - 16:35

I Monty Python "diretti" da Peckinpah... asd asd asd
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#17 vegeta851

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Inviato 01 aprile 2009 - 18:50

I Monty Python "diretti" da Peckinpah... asd asd asd


asd :-* asd
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#18 Çorkan

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Inviato 22 settembre 2009 - 23:32

"Cross of Iron". Il film che mi ha fatto innamorare di questo regista. E meno male, altrimenti mi sarei perso "Il Mucchio Selvaggio" e "Pat Garrett & Billy the Kid".
Durante la sequenza di combattimento iniziale c'è la ripresa di una mitragliatrice. Mi sto ancora chiedendo come abbia fatto .
Inoltre ne approfitto per citare un grandissimo attore: James Coburn .
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"La legge non dovrebbe imitare la natura, dovrebbe correggerla"

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#19 popten

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Inviato 26 febbraio 2010 - 22:01

Getaway è proprio un bel film, le carte in regola a cominciare dal cast, ottimi Steve McQueen, Ali MacGraw ma non solo. avvincente!
e poi il VECCHIO nelle sequenze finali è quello che è :)

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#20 slothrop

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Inviato 27 febbraio 2010 - 10:32

Getaway è proprio un bel film, le carte in regola a cominciare dal cast, ottimi Steve McQueen, Ali MacGraw ma non solo. avvincente!
e poi il VECCHIO nelle sequenze finali è quello che è :)


E vogliamo glissare sul bandito che "prende in ostaggio" la moglie di quel povero sfigato che poi si suicida?

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