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Classifica Migliori Film 2008 - RISULTATI


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85 replies to this topic

#1 Guest_Oyuki_*

Guest_Oyuki_*
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Inviato 31 dicembre 2008 - 00:23

Ed ecco la classifica 2008 del forum:

1. Gomorra (Matteo Garrone) 203
2. Non è un paese per vecchi (Joel & Ethan Coen) 176
3. Into the Wild - Nelle terre selvagge (Sean Penn) 163
4. Il divo (Paolo Sorrentino) 145
5. WALL‚?ĘE (Andrew Stanton) 129
6. La classe - Entre les murs (Laurent Cantet) 114
7. Cous cous (Abdellatif Kechiche) 110
8. Il petroliere (Paul Thomas Anderson) 105
9. Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan) 97
10. Redacted (Brian De Palma) 84

11. Onora il padre e la madre 82
12. Il matrimonio di Lorna 45
13. Lo scafandro e la farfalla 42
14. Changeling 41
14. Persepolis 41
16. Non pensarci 40
17. American gangster 38
18. La zona 35
19. Rachel sta per sposarsi 33
20. La felicità porta fortuna - Happy-Go-Lucky 32
20. Cloverfield 32
22. I padroni della notte 30
22. Control 30
24. Racconto di Natale 22
25. Un bacio romantico - My Blueberry Nights 20
25. Tutta la vita davanti 20
27. Gone baby gone 18
27. La terra degli uomini rossi - Birdwatchers 18
29. Vogliamo anche le rose 17
30. Alexandra 16
30. Burn after reading - A prova di spia 16
30. Juno 16
33. In Bruges - La coscienza dell'assassino 15
34. Il falsario 12
35. Stella 11
35. Il treno per il Darjeeling 11
37. Be kind rewind - Gli acchiappafilm 10
38. Le tre scimmie 8
38. Il bambino con il pigiama a righe 8
40. The millionaire 7
40. Iron man 7
42. The orphanage 6
42. Sogni e delitti 6
42. Come dio comanda 6
42. La notte non aspetta 6
42. Lussuria - seduzione e tradimento 6
42. Caos calmo 6
48. La banda 5
48. The burning plain - Il confine della solitudine 5
48. The mist 5
51. Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street 4
51. Odgrobadogroba 4
51. La guerra di Charlie Wilson 4
51. Kung fu panda 4
51. Shine a Light 4
56. Funny Games US 3
56. Noi due sconosciuti 3
56. Redbelt 3
56. La famiglia Savage 3
56. Frontier(s) 3
61. Galantuomini 2
61. Il passato è una terra straniera 2
61. Piacere Dave 2
61. Oxford Murders - Teorema di un delitto 2
61. Riparo 2
66. L'innocenza del peccato 1
66. L'allenatore nel pallone 2 1
66. La Banda Baader Meinhof 1
66. Il cacciatore di aquiloni 1
66. E venne il giorno 1
66. Il resto della notte 1


Votanti che hanno partecipato: 40


Eccovi i peggiori:

1. Cloverfield 46
2. X-files - voglio crederci 44
3. Sex and the city 30

4. Indiana jones e il regno del teschio di cristallo 26
5. Frontiers 20
5. Ultimatum alla terra 20
7. Non è un paese per vecchi 18
7. Miracolo a sant'anna 18
9. Sogni e delitti 17
10. Shoot 'em up 10
10. Il petroliere 10
10. L'uomo che ama 10
10. Nessuna verità 10
10. Albakiara 10
10. Un segreto tra di noi 10
10. Un giorno perfetto 10
17. Grande, grosso e verdone 9
17. Be kind rewind 9
17. Alien vs. predator 2 9
17. Go go tales 9
17. Il divo 9
17. Le cronache di narnia - il principe caspian 9
17. Feed 9
17. Io sono leggenda 9
17. Vicky cristina barcelona 9
26. Parlami d'amore 8
26. Redacted 8
26. Jumper 8
26. Juno 8
26. Step up 2 8
26. Funny games us 8
26. Scusa ma ti chiamo amore 8
26. L'altra donna del re 8
26. Sfida senza regole 8
26. Mamma mia! 8
26. E venne il giorno 8
26. Southland tales 8

Votanti: 18


#2 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

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Inviato 31 dicembre 2008 - 10:19

La terza classifica ufficiale del forum di ondarock è anche la migliore. Forse anche grazie al fatto che la qualità media dei film distribuiti è stata superiore a quella dei due anni precedenti.
Strameritato trionfo per il capolavoro di Garrone: ‚??Gomorra‚?Ě √® il pi√Ļ importante film italiano del decennio e molto probabilmente il pi√Ļ bello.
Eccellente annata del cinema italiano, che, oltre a "Gomorra", regala film come ‚??Il divo‚?Ě, ‚??Tutta la vita davanti‚?Ě (un po‚?? sottovalutato dal forum), ‚??Non pensarci‚?Ě e, tra i meno noti, ‚??Vogliamo anche le rose‚?Ě, ‚??Biutiful Cauntri‚?Ě, ‚??Riparo‚?Ě, ‚??Nelle tue mani‚?Ě, ‚??La terra degli uomini rossi‚?Ě, ‚??Galantuomini‚?Ě, ‚??Sonetaula‚?Ě, ‚??Caos Calmo‚?Ě, ‚??Il passaggio della linea‚?Ě, "Il resto della notte". Non tutti straordinari, ma comunque meritevoli d‚??attenzione.
Trovo sopravvalutato l‚??ultimo Coen (l‚??ho anche rivisto pochi giorni fa), che non mi sembra affatto uno dei loro migliori film, ma per il resto la classifica √® varia e positiva.
Da segnalare gli ottimi piazzamenti di film europei come ‚??Cous Cous‚?Ě e ‚??La classe‚?Ě: risultati notevoli soprattutto perch√© parliamo di film che, suppongo, non tutti i partecipanti hanno visto.

  • 0

#3 Mighty Joe Moon

Mighty Joe Moon

    mainstream Star

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  • LocationMarina Romea

Inviato 31 dicembre 2008 - 10:28

Non avendo visto tantissimi fil del 2008 non ho pouto stilare una classifica comunque condivido le prime posizioni per Into the Wild e il Divo , non pensavo che La Classe arrivasse così in alto ,appena avrò tempo recupererò le altre pellicole che non ho colpevolmente ancora visto..
  • 0

#4 John Dillinger

John Dillinger

    Groupie

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Inviato 31 dicembre 2008 - 11:07

Vedo con piacere che Gomorra è il film dell'anno.
Incrociamo le dita per l'Oscar.

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#5 Kraftwave

Kraftwave

    Roadie

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Inviato 31 dicembre 2008 - 12:15

Eccellente annata del cinema italiano, che, oltre a "Gomorra", regala film come ‚??Il divo‚?Ě, "Tutta la vita davanti‚?Ě (un po‚?? sottovalutato dal forum), ‚??Non pensarci‚?Ě e, tra i meno noti, ‚??Vogliamo anche le rose‚?Ě, ‚??Biutiful Cauntri‚?Ě, ‚??Riparo‚?Ě, ‚??Nelle tue mani‚?Ě, ‚??La terra degli uomini rossi‚?Ě, ‚??Galantuomini‚?Ě, ‚??Sonetaula‚?Ě, ‚??Caos Calmo‚?Ě, ‚??Il passaggio della linea‚?Ě, "Il resto della notte". Non tutti straordinari, ma comunque meritevoli d‚??attenzione.

Pensa che io ritengo assai sovrastimato questo Tutta la vita davanti; non capisco davvero cosa lo rende così riuscito.
Invece, nella lista della spesa, hai dimenticato uno dei film pi√Ļ interessanti della stagione: Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio.

Trovo sopravvalutato l‚??ultimo Coen (l‚??ho anche rivisto pochi giorni fa), che non mi sembra affatto uno dei loro migliori film, ma per il resto la classifica √® varia e positiva.

Il film, come spesso accade, perde moltissimo nel doppiaggio; l'ho visto in versione originale e ti garantisco che √® di tutt'altra efficacia...ad esempio, Javier Bardem √® strepitoso nella sua parte: cattivo che pi√Ļ cattivo non si pu√≤!

  • 0

#6 Guest_Oyuki_*

Guest_Oyuki_*
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Inviato 31 dicembre 2008 - 12:55

Invece, nella lista della spesa, hai dimenticato uno dei film pi√Ļ interessanti della stagione: Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio.


Concordo assolutamente su "Pranzo di Ferragosto". Tra l'altro, secondo me, altro film italiano uscito quest'anno da non sottovalutare è "Si può fare".


#7 Guest_Stipe_*

Guest_Stipe_*
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Inviato 31 dicembre 2008 - 13:16


Trovo sopravvalutato l‚??ultimo Coen (l‚??ho anche rivisto pochi giorni fa), che non mi sembra affatto uno dei loro migliori film


B√® √® trentesimo con 16 voti,  √® veramente cos√¨ sopravvalutato?

#8 William Blake

William Blake

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Inviato 31 dicembre 2008 - 13:25

non so se eri ironico (anche se hai ragione asd), ma si parlava di Non è un paese per vecchi...
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#9 Guest_Stipe_*

Guest_Stipe_*
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Inviato 31 dicembre 2008 - 14:25

Essendo pignolo* pensavo intendesse Burn after reading  ;)



* si, cagacazzi dai.

#10 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 31 dicembre 2008 - 16:25

E‚?? vero, ho scordato di citare ‚??Pranzo di ferragosto‚?Ě, pur non avendolo amato tantissimo. Come dice Oyuki, probabilmente andrebbe ricordato anche ‚??Si pu√≤ fare‚?Ě, film molto apprezzato dalla critica, ma che non ho ancora visto.
‚??Tutta la vita davanti‚?Ě ha ottenuto 20 voti: pochi. Risultato che non pu√≤ certo renderlo sovrastimato dal forum. Eventualmente ti rimando alla recensione che ho scritto.

Capitolo Coen: ovviamente parlavo di ‚??Non √® un paese per vecchi‚?Ě (e data la mia pignoleria √® stato giusto evidenziare l‚??errore), e ne faccio riferimento in modo soggettivo, non certo per alimentare polemiche.
Forse alla base della parziale delusione personale ci sono due fattori: le alte aspettative (sappiamo che il film, dopo essere stato ignorato a Cannes, √® stato ricoperto di premi e lodi) e l‚??apprezzamento che nutro per diversi film dei Coen (il mio preferito √® ‚??L‚??uomo che non c‚??era‚?Ě).
La confezione del film √® impeccabile e c‚??√® ben poco da ridire. Come sempre nei Coen c‚??√® una rielaborazione di materia cinematografica classica. Il film difetta nella sua parte iniziale: nel farci immergere sin dal principio nelle azioni dei personaggi, non rimarcandone una sorta di presentazione (per carit√†, nulla di male) i Coen costruiscono un paio di lunghe sequenze, quelle ambientate nel deserto, che nel loro silenzio dovrebbero essere tutte basate su una costante tensione. Partendo per√≤ da basi a noi ignote lo spettatore fa fatica a capire cosa stia realmente accadendo (quando non ne √® impossibilitato) e vagando un po‚?? nel buio l‚??adesione con ci√≤ che vede pu√≤ difficilmente essere totale. Il film man mano riesce a creare un impeccabile meccanismo: il gioco non √® nuovo, riesce ad essere originale ma forse non abbastanza personale. A quel punto se si √® riusciti ad entrare nel film pu√≤ capitare di esaltarsi per momenti indubbiamente messi in scena con maestria, anche se la mancanza di quell‚??umorismo nero, marchio di fabbrica coeniano (e puntuale contraltare a momenti sanguinolenti), pu√≤ far storcere il naso a qualcuno.
Quello che forse i convince meno √® tutta la parte finale, proprio quando il film sembra approdare ad un inquietudine, un malessere che contagia lo spettatore. In ogni storia del gioco del gatto e topo giunge verso il finale il fatidico duello. Non tanto √® discutibile la scelta di non rappresentare ci√≤, ma il modo assolutamente brusco in cui viene introdotto il protagonista morto se da un lato non pu√≤ essere un vero e proprio pugno nello stomaco (il protagonista viene dipinto con un‚??imparzialit√† che quasi esclude la simpatia) la tensione viene smontata praticamente in toto, portandoci ad un finale (anche troppo lungo) dove le morali esternate dal personaggio di Tommy Lee Jones non sono coerenti con la scelta dell‚??irrappresentabilit√† del male: da una parte optare per il fuori scena, dall‚??altra sottolineare il ‚??messaggio‚?Ě, rendendolo didascalico. Il film resta dunque pregevole come gioco cinefilo (anche per me si tratta del film pi√Ļ tarantiniano dei Coen), meno nel farsi portatore di un messaggio cosmico e pessimista.
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#11 John Dillinger

John Dillinger

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Inviato 31 dicembre 2008 - 16:44

E invece la classifica dei peggiori?
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#12 William Blake

William Blake

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Inviato 31 dicembre 2008 - 16:56


Quello che forse i convince meno √® tutta la parte finale, proprio quando il film sembra approdare ad un inquietudine, un malessere che contagia lo spettatore. In ogni storia del gioco del gatto e topo giunge verso il finale il fatidico duello. Non tanto √® discutibile la scelta di non rappresentare ci√≤, ma il modo assolutamente brusco in cui viene introdotto il protagonista morto se da un lato non pu√≤ essere un vero e proprio pugno nello stomaco (il protagonista viene dipinto con un‚??imparzialit√† che quasi esclude la simpatia) la tensione viene smontata praticamente in toto, portandoci ad un finale (anche troppo lungo) dove le morali esternate dal personaggio di Tommy Lee Jones non sono coerenti con la scelta dell‚??irrappresentabilit√† del male: da una parte optare per il fuori scena, dall‚??altra sottolineare il ‚??messaggio‚?Ě, rendendolo didascalico. Il film resta dunque pregevole come gioco cinefilo (anche per me si tratta del film pi√Ļ tarantiniano dei Coen), meno nel farsi portatore di un messaggio cosmico e pessimista.


Direi che il colpo di genio dei Coen sta proprio nell'interrompere il climax che era stato costruito meticolosamente in maniera improvvisa, togliendoci la sedia su cui ci stavamo sedendo, facendoci cadere. Il gioco dei Coen non è poi così lontano dai "giochi divertenti" di Haneke, in cui il momento del riscatto dei protagonisti (che non sono eroi ma semplicemente vittime) vienne annullato con un "pausa e torna all'ultimo salvataggio". Allo stesso modo, i Coen azzerano quella che doveva essere la catarsi - tipica dei film del genere, che questa sia rappresentata da una 'resa dei conti' come nei film di A.Mann o da una mattanza come in Peckinpah o ancora da un determinismo casuale che fa piazza pulita come nel noir (soprattutto mellvilliano) - sottraendoci non solo quello che fino a quel momento era il nostro protagonista ma anche il momento della sua sottrazione. L'astrazione è il segno che contraddistingue "Non è un paese per vecchi", che ritornano ai fasti di "Crocevia della morte" e "Fargo" (per me i loro migliori film), in cui a un certo punto non vediamo l'azione e ci accorgiamo del risultato all'improvviso, come se ci fossimo distratti a guardare da un'altra parte e, casualmente, davanti a noi, fosse successo qualcosa di irripetibile. Il "messaggio" non è nè retorico nè moralista, e non è portato dai sogni di Bell/Lee Jones ma dal film stesso.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#13 Guest_Honky Tonk Man_*

Guest_Honky Tonk Man_*
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Inviato 31 dicembre 2008 - 17:17

Dei "miei" solo Wall-E in top ten... i miei adorati Rachel sta per sposarsi e Happy-Go-Lucky solo 19¬į e 20¬į...
...ma è stata "un'ottima annata".

#14 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 31 dicembre 2008 - 17:39



Quello che forse i convince meno √® tutta la parte finale, proprio quando il film sembra approdare ad un inquietudine, un malessere che contagia lo spettatore. In ogni storia del gioco del gatto e topo giunge verso il finale il fatidico duello. Non tanto √® discutibile la scelta di non rappresentare ci√≤, ma il modo assolutamente brusco in cui viene introdotto il protagonista morto se da un lato non pu√≤ essere un vero e proprio pugno nello stomaco (il protagonista viene dipinto con un‚??imparzialit√† che quasi esclude la simpatia) la tensione viene smontata praticamente in toto, portandoci ad un finale (anche troppo lungo) dove le morali esternate dal personaggio di Tommy Lee Jones non sono coerenti con la scelta dell‚??irrappresentabilit√† del male: da una parte optare per il fuori scena, dall‚??altra sottolineare il ‚??messaggio‚?Ě, rendendolo didascalico. Il film resta dunque pregevole come gioco cinefilo (anche per me si tratta del film pi√Ļ tarantiniano dei Coen), meno nel farsi portatore di un messaggio cosmico e pessimista.


Direi che il colpo di genio dei Coen sta proprio nell'interrompere il climax che era stato costruito meticolosamente in maniera improvvisa, togliendoci la sedia su cui ci stavamo sedendo, facendoci cadere. Il gioco dei Coen non è poi così lontano dai "giochi divertenti" di Haneke, in cui il momento del riscatto dei protagonisti (che non sono eroi ma semplicemente vittime) vienne annullato con un "pausa e torna all'ultimo salvataggio". Allo stesso modo, i Coen azzerano quella che doveva essere la catarsi - tipica dei film del genere, che questa sia rappresentata da una 'resa dei conti' come nei film di A.Mann o da una mattanza come in Peckinpah o ancora da un determinismo casuale che fa piazza pulita come nel noir (soprattutto mellvilliano) - sottraendoci non solo quello che fino a quel momento era il nostro protagonista ma anche il momento della sua sottrazione. L'astrazione è il segno che contraddistingue "Non è un paese per vecchi", che ritornano ai fasti di "Crocevia della morte" e "Fargo" (per me i loro migliori film), in cui a un certo punto non vediamo l'azione e ci accorgiamo del risultato all'improvviso, come se ci fossimo distratti a guardare da un'altra parte e, casualmente, davanti a noi, fosse successo qualcosa di irripetibile. Il "messaggio" non è nè retorico nè moralista, e non è portato dai sogni di Bell/Lee Jones ma dal film stesso.


Il tuo discorso sulla filosofia dei Coen è azzeccato e condivisibile.
Ci√≤ che intendevo dire √® che stavolta la svolta non sembra per√≤ avere una continuit√† con ci√≤ che abbiamo visto in precedenza. I discorsi e i sogni narrati da Bell sono scollati dal resto del film e il ribaltamento stavolta non √® geniale: la tensione sar√† pure andata perduta in maniera premeditata, ma non √® sostituita da una chiave di lettura che ha vera ragione d‚??essere. E' che il finale non mi sembra all'altezza delle aspettative (e anche un tantino didascalico, come detto).
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#15 Neu!

Neu!

    pivello

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Inviato 31 dicembre 2008 - 17:50

io voglio sapere chi è quell'uomo che ha votato "piacere dave" e appenderlo per le palle finche non urla di dolore. film orrendo
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#16 Kraftwave

Kraftwave

    Roadie

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Inviato 31 dicembre 2008 - 17:53

‚??Tutta la vita davanti‚?Ě ha ottenuto 20 voti: pochi. Risultato che non pu√≤ certo renderlo sovrastimato dal forum. Eventualmente ti rimando alla recensione che ho scritto.

Vabb√®, se √® per questo, uno dei miei film preferiti del 2008 (Gone baby gone) si √® piazzato subito dopo con soli 18 punti; ancora meno di questa piccola ciofeca!  ;D
Con "sovrastimato" mi riferivo alla critica in generale e, soprattutto, al tabellone di Ondacinema, dove si becca tre 7 tre 7,5 ed adirittura un 8. Come media voti, pi√Ļ di Into the wild e Non √® un paese per vecchi! Mah.

Capitolo Coen...
Forse alla base della parziale delusione personale ci sono due fattori: le alte aspettative (sappiamo che il film, dopo essere stato ignorato a Cannes, √® stato ricoperto di premi e lodi) e l‚??apprezzamento che nutro per diversi film dei Coen (il mio preferito √® ‚??L‚??uomo che non c‚??era‚?Ě).
La confezione del film √® impeccabile e c‚??√® ben poco da ridire. Come sempre nei Coen c‚??√® una rielaborazione di materia cinematografica classica. Il film difetta nella sua parte iniziale: nel farci immergere sin dal principio nelle azioni dei personaggi, non rimarcandone una sorta di presentazione (per carit√†, nulla di male) i Coen costruiscono un paio di lunghe sequenze, quelle ambientate nel deserto, che nel loro silenzio dovrebbero essere tutte basate su una costante tensione. Partendo per√≤ da basi a noi ignote lo spettatore fa fatica a capire cosa stia realmente accadendo (quando non ne √® impossibilitato) e vagando un po‚?? nel buio l‚??adesione con ci√≤ che vede pu√≤ difficilmente essere totale. Il film man mano riesce a creare un impeccabile meccanismo: il gioco non √® nuovo, riesce ad essere originale ma forse non abbastanza personale. A quel punto se si √® riusciti ad entrare nel film pu√≤ capitare di esaltarsi per momenti indubbiamente messi in scena con maestria, anche se la mancanza di quell‚??umorismo nero, marchio di fabbrica coeniano (e puntuale contraltare a momenti sanguinolenti), pu√≤ far storcere il naso a qualcuno.
Quello che forse i convince meno √® tutta la parte finale, proprio quando il film sembra approdare ad un inquietudine, un malessere che contagia lo spettatore. In ogni storia del gioco del gatto e topo giunge verso il finale il fatidico duello. Non tanto √® discutibile la scelta di non rappresentare ci√≤, ma il modo assolutamente brusco in cui viene introdotto il protagonista morto se da un lato non pu√≤ essere un vero e proprio pugno nello stomaco (il protagonista viene dipinto con un‚??imparzialit√† che quasi esclude la simpatia) la tensione viene smontata praticamente in toto, portandoci ad un finale (anche troppo lungo) dove le morali esternate dal personaggio di Tommy Lee Jones non sono coerenti con la scelta dell‚??irrappresentabilit√† del male: da una parte optare per il fuori scena, dall‚??altra sottolineare il ‚??messaggio‚?Ě, rendendolo didascalico. Il film resta dunque pregevole come gioco cinefilo (anche per me si tratta del film pi√Ļ tarantiniano dei Coen), meno nel farsi portatore di un messaggio cosmico e pessimista.

Io trovo invece che la parte iniziale sia perfetta e che la pellicola per 2/3 mantenga una tensione e un coinvolgimento rari. Al contrario, l'ultima mezz'oretta i Coen tirano il freno a mano e diventa tutto pi√Ļ ordinario.
Quanto all'umorismo nero citato, io in un certo senso ce l'ho trovato nel finale.
Invece, su una cosa sono d'accordissimo: L'uomo che non c'era è il loro miglior film!
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#17 Neu!

Neu!

    pivello

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Inviato 31 dicembre 2008 - 18:05

e anche chi ha votato L'allenatore del pallone 2 lo castigherei volentieri. comunque tra tutti i film della classifica quello che √® stato pi√Ļ sottovalutato √® assolutamente Sweeney Todd di Burton (io me l'aspettavo queasi in top ten)
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#18 William Blake

William Blake

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Inviato 31 dicembre 2008 - 18:26


Invece, su una cosa sono d'accordissimo: L'uomo che non c'era è il loro miglior film!


sarò in minoranza, ma L'uomo che non c'era non mi ha fatto gridare al capolavoro...poi chissà, magari dovrei solo rivederlo :)
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#19 John Dillinger

John Dillinger

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Inviato 01 gennaio 2009 - 11:42

sarò in minoranza, ma L'uomo che non c'era non mi ha fatto gridare al capolavoro...poi chissà, magari dovrei solo rivederlo :)

Io sto dalla tua parte. Non l'ho trovato poi così "brillante".
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#20 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 01 gennaio 2009 - 12:47

Allora qualche considerazione a inizio anno. Sì, forse questa è la classifica migliore delle tre edizioni, ma come è stato detto dipende dal fatto che quest'anno sono usciti davvero tantissimi bellissimi lavori (io conto almeno 8 capolavori!), dunque, pure se uno vede pochi suoi film da top ten in alto nella classifica finale, potrebbe pur sempre riconoscere il merito delle pellicole maggiormente votate dagli altri.

Tre cose:

1) Grande soddisfazione per i tantissimi voti de "Il divo", secondo me il miglior film di Sorrentino. Sinfonia pop su 50 anni d'Italia, con stile e scelta di messa in scena arditissima per il nostro cinema italiano. Schiacciato (ingiustamente) dal successo mediatico di "Gomorra", fanno insieme la coppia di lavori pi√Ļ incredibilmente coraggiosa che il nostro cinema ci abbia regalato negli ultimi tempi (solo la geniale coppia Rezza/Mastrella ha fatto tanto).

2) L'unica pellicola ampiamente sopravvalutata, e mi spiace dirlo perch√© comunque √® un bel film, √® "Il cavaliere oscuro". Lo dico proprio in virt√Ļ dell'anno che abbiamo vissuto, talmente pieno di film di altissimo livello che vederne fuori qualcuno di troppo dai primissimi dispiace. Inutile dire che quando si stilano queste classifiche conta anche molto quanta gente ha visto cosa: e il nuovo Batman lo abbiamo praticamente visto tutti. Christopher Nolan, comunque, rimane uno dei colossi della Hollywood dei prossimi trent'anni.

3) Tre pietre miliari dell'anno rimangono fuori dalla top ten. Sono "Rachel sta per sposarsi" di Jonathan Demme, "I padroni della notte" di James Gray e "Racconto di Natale" di Arnaud Desplechin. Sul primo non dico nulla; già che si è piazzato così in alto è un bel successo, considerando la distribuzione suicida che ha avuto. Sul poliziesco americano, invece, credo sia stato troppo velocemente liquidato come un filmone tutto spari per divertimento da week end, quando invece Gray è uno di quei registi che sa dare un tocco di lirismo anche a un primo piano su una canna della pistola. Direi che ha un modo di fare film di genere assolutamente unico. Rivedetelo e rivalutatelo. Il film di Desplechin, infine, è un'opera letteraria pura, con un incrocio perfetto e con una direzione dell'affollatissimo cast impeccabile: il mio ideale film natalizio, pieno di struggente malinconia e di volti segnati dal dolore. E il bello è che il talentuoso regista francese non concede nulla al sentimento facile, chiude sempre le scene prima dell'esagerazione. Anche questo, spero, dovrà essere rivalutato nel corso del tempo.

Chiudo con Clint Eastwood. Ormai siamo abituati che ogni cosa che fa viene accolta come un miracolo del cielo. Stavolta mi trovo nella condizione inversa di vedere inspiegabilmente sottovalutato una delle sue prove pi√Ļ spericolate. Ormai Eastwood fa film che sono la nuova bibbia della storia americana; ogni evento singolo pu√≤ essere sfruttato per tirare fuori lo spaccato di una citt√†, di un'epoca, di una condizione sociale. Non √® un capolavoro, ma "Changeling" √® l'ulteriore dimostrazione della grandezza di questo regista (e anche della sua statura intellettuale difficilmente eguagliabile nel cinema attuale).

Buon anno!
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