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Il Divo


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85 replies to this topic

#1 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 31 maggio 2008 - 23:08

Pare tocchi a me inaugurare il topic sul film di Sorrentino.
Mi piacerebbe cominciare accostandolo, in maniera forse audace, al Caimano di Moretti e vado subito a spiegarne le ragioni. Mi pare che in entrambi i film il punto centrale, il fulcro della ricerca sia ci√≤ che potremmo chiamare, con linguaggio matematico, il ‚??dominio del potere‚?Ě. Il campo d‚??azione del potere, dove esso viene esercitato, si compie, si consuma. Il potere del caimano Berlusconi Moretti ce lo faceva vedere fra le finestre dei palazzi illuminate dalla televisioni, ce lo faceva vedere con il Placido attore consumato e simpatizzante per il cavaliere, ce lo faceva vedere nella disillusione dei protagonisti. Insomma Moretti individuava, a ragione, il dominio del potere di Berlusconi nello spazio collettivo, in quella realt√† che il cavaliere ha saputo plasmare con il suo messaggio, con la sua iubris, con la sua way of life passata martellantemente dai suoi media. Il potere del caimano agisce sulla gente, direttamente, non √® per niente ambiguo, anzi √® diretto, sfacciato, sfrontato: l‚??immagine del parlamento europeo, della battuta celebre sul ‚??kap√≤‚?Ě ecc.ecc.
Il Divo invece indaga il potere di Andreotti, del divo Belzeb√Ļ, del papa nero, cerca di cogliere dove si consumi questo potere, e la risposta ce la da la macchina da presa che in una delle prime scene entra nel silenzio di (presumo) palazzo chigi, inseguendo automobile dopo automobile tutta la corrente andreottiana.
Via via questo percorso del silenzio risale alla maschera del divo, il volto congelato, assente, privo di sguardo (cit. Aspesi); sia la partitura del film, sia la stessa macchina da presa insistono in questa loro ricerca, fra piani temporali e piani riavvicinati andando ad identificare questo spazio del potere nell‚??essenza stessa di Andreotti. Lo sguardo, le movenze, affrancate dalla realt√†, rivelano il silenzio interiore, l‚??ambiguit√† del divo, che tace prima di tutto a se stesso, consapevole e non consapevole, colpevole e non colpevole, in questa dimensione tutta interiore, compiuta nelle notti a camminare a passo svelto per la casa, in questa dimensione appunto dove effettivamente il potere si compie, matura.
Il potere di Andreotti √® il potere del silenzio, con quel Dio che non vota, con la moglie, con se stesso. L‚??idea √® che quando la macchina da presa cerca il dialogo con questo io, non attraverso gli occhi (sfuggenti), ma attraverso le mani (ad es.)scopra un io lacerato, frantumato, in cui il vero non esiste, in cui le cose pi√Ļ atroci, le decisioni mortifere, accadono e non accadono, costantemente compresse in questo spazio interiore in cui ontologicamente essere e non essere coincidono.
In questa direzione vanno molte delle battute del divo giulio che il film ci consegna, l‚??esercizio del potere di Andreotti, nello stato italiano, diventa quindi diretta emanazione del dominio interiore. La situazione, dice a Scalfari, √® pi√Ļ complessa. Una complessit√† che sta nell‚??idea che il potere possa consumarsi nel decadimento del vero, nella sua implosione nell‚??io di chi la esercita, tanto che quest‚??implosione possa estendersi alle vicende intere di un paese, che, non a caso forse come il divo stesso, non √® riuscito a venirne a capo (a questo benedetto vero, su nessuna delle tante vicende citate dal film).
Il film preme su Moro perch√© per quanto ne sappiamo l√¨ il potere ha fallito, l√¨ il potere non √® riuscito a disgregare la verit√† nel divo Giulio, e il vero √® rimasto,a  premere nei pianti notturni e nelle emicranee di Andreotti; per questo Sorrentino spinge l√¨, perch√© quella √® la porta, il punto critico da cui farsi strada per osservare l‚??esercizio, il dominio del potere, nello sguardo assente dell‚??uomo che lo esercita (dentro di s√©, ed √® per questo che non ha necessit√† di partecipare fino in fondo allo sguardo altrui, alla realt√†). In fondo la scena di Andreotti seduto, silenzioso, fra le urla di Montecitorio durante l‚??elezione del 92 potrebbe quasi virtualmente collegare la pellicola al Caimano in un continuum temporale, come se in quella scena una concezione del potere, quella Andreottiana, stesse gi√† definitivamente lasciando il campo a quella di Berlusconi, completamente diversa, Nietzchiana nell‚??accettazione e nella proposizione dell‚??orrore del male (laddove quella di Andreotti √® invece tutta nella risoluzione di esso in se stessi).
Mi sa che mi sono spiegato male comunque. Sob.

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#2 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 01 giugno 2008 - 07:30

Commento condivisibile ma non ho capito se alla fine il film ti è piaciuto o meno...

ps:

domanda: nell'anno di "Gomorra" può un film italiano essere altrettanto bello?

risposta: sì
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#3 Pickpocket

Pickpocket

    Roadie

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Inviato 01 giugno 2008 - 08:03

Il film mi è piaciuto moltissimo e secondo me a questo giro Sorrentino batte, e di molto, Garrone.
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#4 juL fu Sig.M.

juL fu Sig.M.

    Utente paraolimpionico

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Inviato 01 giugno 2008 - 11:47

Io l'ho preferito a Gomorra.

Era un film difficilissimo e Sorrentino ne esce ALLA GRANDE.

I primi 15 minuti sono autentica goduria audiovisiva...forse si perde un po' in leziosità alla fine, ma pazienza, ne uscissero di film così...
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#5 joseph K.

joseph K.

    Tout est pardonné

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Inviato 01 giugno 2008 - 11:51

Film molto bello, girato ottimamente, scuro, amarissimo, grottesco, divertente. Una descrizione del potere alla maniera della satira antica, un misto di commedia dell'arte e di qualità registica totale. Servillo è immenso, fa una parte difficilissima in modo sublime. Recitazioni perfette (del resto se chiami Piera degli Esposti, Servillo ecc. e non gli Scamarci vai sul sicuro...).
Se c'è un solo rischio di questo ottimo film è quello di buttarla in risata, di buttarla all'amatriciana, di far diventare il potere "simpatico" nel momento in cui agisce quasi in una autoconsapevole messa in scena (Sorrentino lo fa intendere sempre, come se i personaggi pirandellianamente recitassero una parte attorale: si accendono le luci di fianco al personaggio-uomo, azione, parte la rappresentazione volontaria del potere...). Il rischio che ci posso vedere è quello di far dimenticare che di tutta quella storia non si è risolto (quasi) nulla, che tutti i misteri italiani restano aperti, che ci sono centinaia di morti rimasti del tutto senza il nome di assassino e di mandante. Forse i pomicini e gli andreottini possono diventare paradossalmente anche simpatici vedendo questo film.
Ma poi la scena terribile (non rivelo nulla, niente spoiler) con le lapidi in bianco e nero dei morti ammazzati della repubblica italiana e Andreotti con i suoi "non ricordo", "non sapevo" ecc. ci riporta alla realt√† schifosa di questi 60 anni e ci fa vedere anche il lato d'accusa di questo film. Se Garrone vuole costruire un documento, Sorrentino con la finzione volutamente esasperata (magistrale il bacio Andreotti-Riina) vuole invece costruire un atto d'accusa totale, una richiesta rabbiosa di verit√†. Si usa il ridicolo come movente di richiesta di chiarezza e verit√†. E questo √®  qualcosa di unico nei film di questo genere dove invece al limite la semplice descrizione della realt√† genera la risata e porta al ridicolo. Qui l'irrealt√† si fa vita, il passato non esiste perch√© il presente nel suo essere costantemente negato nell'atto stesso di viverlo diventa inesistente. Come in 1984 di Orwell. E la finzione di un tempo che non esiste perch√® negato vivendolo muove al grottesco che a sua volta per l'occhio attento diventa atto fortissimo di accusa.

Ma la cosa pi√Ļ atroce √® il "potere all'italiana". Gelli che dirige la Permaflex. L'amico Giulio e l'amico Arnaldo. Tieni la medicina nel prontuario. Meglio tirare a campare che tirare a morire...

P.s. Sorrentino batte di molto Garrone e anche Il Caimano, restando ai paragoni di cui sopra...
  • 0

Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#6 eph

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Inviato 01 giugno 2008 - 15:12

Per me invece il derby lo vince "Gomorra".

Sorrentino è probabilmente il miglior regista italiano, e su questo non ci piove. Visivamente, il film è eccezionale, con le solite eccelse scelte di colonna sonora (basterebbe solo la sequenza iniziale con il pezzo dei Cassius in sottofondo).
Il rischio di un film esclusivamente accusatorio e di "impegno" √® evitato, perch√© Sorrentino, che si tratti di raccontare di un usuraio, di un losco uomo d'affari, o di un politico realmente esistito, usa le armi che conosce meglio, e infatti siamo decisamente pi√Ļ dalle parti di Fellini e Petri (varie sequenze oniriche, personaggi grotteschi) che da quelle pi√Ļ rigorose e documentate di Rosi.

Eppure qualcosa mi ha lasciato un po' freddo. Paradossalmente, come in tutti gli altri film di Sorrentino (tranne "L'amico di famiglia"), la troppa perfezione, e la troppa forma. Perché all'inizio mi sorprende, e ammiro tutto il ben di Dio che si materializza sullo schermo. Ma quando inizio a capire che in troppi punti questa forma copre qualche lacuna dal punto di vista narrativo inizio a chiedermi se ce n'è davvero tutto questo bisogno.
Il film, infatti, procede troppo per accumulo, un continuo accumulo di battute, aforismi, aneddoti slegati fra loro, che a lungo andare lo rendono un po' piatto.
Poi, lo ammetto, ho avuto un problema forse dettato dalla troppa tv vista da piccolo, ovvero non riuscivo a non sentire nella parlata di Servillo l'imitazione di Andreotti che fa Oreste Lionello nel Bagaglino*.

Insomma, lo dicevo dopo "L'uomo in pi√Ļ", lo dicevo dopo "Le conseguenze dell'amore", lo dicevo (meno) dopo "L'amico di famiglia", lo dico anche dopo "Il Divo": bravissimo Sorrentino, straordinario, strepitoso, grazie di esistere, fantastico, ma aspetto, ancora, una film con una grande storia per cui possa mettersi al servizio con tutta la sua bravura.

Quanto al confronto con "Il caimano", direi che qui siamo su altri livelli, senza le scenografie di cartapesta di Nanni Moretti, la regia da Maresciallo Rocca, le scene strappalacrime con Damien Rice in sottofondo, le carenze di sceneggiatura colmate a casaccio. Anche se là c'erano quelle zampate sparse, magari poche, magari fortunose, ma che ti colpivano. Qua è tutto bello, tutto perfetto, ma di zampate, io perlomeno, ne ho viste poche.

*Edit: leggo solo ora che nel thread sul cinema italiano anche verdoux ha avuto la stessa impressione. Non sono solo, mi consola  ;)
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#7 juL fu Sig.M.

juL fu Sig.M.

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Inviato 01 giugno 2008 - 15:43

ancora, una film con una grande storia per cui possa mettersi al servizio con tutta la sua bravura.


Questo mi sembra ampiamente condivisibile...in fondo tutto quell'abbondare di "preziosismi" di tocchi di classe ecc.. soprattutto nella parte finale maschera un po' anche la mancanza di una storia forte a menare le danze.

Personalmente però nel caso del divo non ho avuto quell'impressione di confusione che mi ha lasciato Gomorra.

P.S.
L'amico di famiglia lo trovai meglio realizzato rispetto alle conseguenze dell'amore, ma con molto, molto meno fascino.
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#8 jas86

jas86

    pivello

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Inviato 03 giugno 2008 - 12:11

Il film è girato benissimo...il personaggio di Andreotti è fantastico!
Sorrentino è un graned regista. Lo consiglio a tutti.
  • 0

#9 TAFKAno2003

TAFKAno2003

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Inviato 03 giugno 2008 - 23:38

dopo averlo visto due volte il mio giudizio è: capolavoro. alcune scene sono davvero di una bellezza indescrivibile, vedi l'incipit con "toop toop" dei cassius, il lunghissimo piano sequenza della festa con i suonatori di tamburo, l'omicidio di salvo lima, il dialogo con scalfari, il bacio a riina, il monologo di andreotti.
immensa interpretazione di servillo, che riesce a non far venire in mente nemmeno per un momento oreste lionello. regia maestosa di sorrentino, la sua mano come al solito è molto visibile, e stavolta, appoggiandosi a fatti reali, ha evitato quello che può essere considerato (non da me) il difetto dei suoi lavori precedenti, ovvero quello di non avere per le mani una storia solida. poi alcuni virtuosismi da capogiro. mi rivolgo a voi cinematografari: la mdp come ha fatto a riprendere la scena in cui la segretaria, licenziata, torna a casa in bus, facendo quel movimento? per intenderci, è come se passasse attraverso il vetro del finestrino.
a questo aggiungiamo attimi visionari come le formiche sulla mano (citazione bunueliana), "l'ultima cena" (anche questa bunueliana, se vogliamo), o lo skateboard che irrompe nel transatlantico (che vuol dire? perchè proprio lo skateboard?) e tocchi di capillare genialità, come la goccia di pipì sui pantaloni di riina. masterpiece, consigliatissimo (non) a tutti.
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#10 scirocco

scirocco

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Inviato 04 giugno 2008 - 00:16

Grandioso, uno dei migliori titoli italiani dell'anno. Dopo il passo falso di "L'amico di famiglia", Sorrentino ha cambiato musica e ha calato il poker d'assi. Perfetto equilibrio tra tensione narrativa, umorismo nero, guizzo ironico e denuncia socio-politica. Sessant'anni di vergognosa storia italiana spiattellati spudoratamente sul tavolo tra aspirine, bombe, pentiti, samba (impagabile Cirino Pomicino in preda al delirio danzante) e agopuntura (straordinario il carrello all'indietro sul viso di Andreotti che pare quello del protagonista di "Hellraiser"). Anna Bonaiuto e soprattutto una struggente Piera degli Esposti suggellano il capolavoro.

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#11 Ian Smith

Ian Smith

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Inviato 04 giugno 2008 - 00:29

ho finito la recensione or ora... quello che ne penso spero di averlo saputo dire al meglio lì. è comunque un film che lascia scossi, interdetti, quasi spaesati di fronte al modo spietato e anti indulgente con il quale Sorrentino vira a grottesco la figura di Andreotti e tutto lo scenario politico di contorno in quegli anni.
e il modo con il quale ci butta in faccia le morti pi√Ļ oscure, misteriose e dolorose della storia italiana fa star male. davvero.
comunque un gran film, e lo dice chi (incredibile a dirsi, a quanto pare) di sorrentino apprezza veramente solo il film pi√Ļ discusso ("l'Amico di Famiglia").
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#12 dendrite

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Inviato 04 giugno 2008 - 10:48

...Alla fine mi sono addormentato  :-[

No, il film c'entra poco, ero io un po' scombussolato. La visione ne √® uscita per forza di cose imperfetta, ma una cosa devo dirla: ineccepibile dal punto di vista formale, al film imputo un'eccessiva freddezza, come altri hanno fatto notare. Condivido anche le similitudini sul Caimano, tranne che sul pendere a favore del Divo: il Caimano era un film volutamente sgangherato, che smitizzava la figura di S.B. volgarizzando il lusso e i trionfi apposta, e lavorava sul presente, non sul passato prossimo (cosa molto pi√Ļ difficile).

Servillo ineccepibile, ma troppo (?) macchiettistico; ma forse è giusto così, la sua interpretazione è magistrale.
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La mia vita in vantablack

#13 Homer

Homer

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Inviato 05 giugno 2008 - 18:07

Forse la sparo grossa, ma la regia di Sorrentino non vi ha ricordato a tratti Scorsese (ad esempio i primi 15 minuti)? Io azzarderei pure un paragone con Tarantino in un punto, quando all'inizio vengono presentati gli "andreottiani" della D.C.?

Comunque, grande grande film.
  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#14 Ian Smith

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Inviato 05 giugno 2008 - 18:13

Forse la sparo grossa, ma la regia di Sorrentino non vi ha ricordato a tratti Scorsese (ad esempio i primi 15 minuti)?


s√¨, si pu√≤ dire, ma parlerei di montaggio pi√Ļ che di regia (ad esempio la scena iniziale, con l'incalzare della musica e le immagini degli "omicidi illustri", sa molto dei gangster movie di scorsese...che magari per√≤ invece che Cassius avrebbe scelto gli Stones ;))

Io azzarderei pure un paragone con Tarantino in un punto, quando all'inizio vengono presentati gli "andreottiani" della D.C.?


effettivamente sembra davvero che si tratti di "Resevoir Dogs" pronte per un colpo ad una banca (anche se in verit√† poi preparavano qualcosa di molto pi√Ļ grosso  :P
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#15 Homer

Homer

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Inviato 05 giugno 2008 - 18:23


Forse la sparo grossa, ma la regia di Sorrentino non vi ha ricordato a tratti Scorsese (ad esempio i primi 15 minuti)?


s√¨, si pu√≤ dire, ma parlerei di montaggio pi√Ļ che di regia (ad esempio la scena iniziale, con l'incalzare della musica e le immagini degli "omicidi illustri", sa molto dei gangster movie di scorsese...che magari per√≤ invece che Cassius avrebbe scelto gli Stones ;))

Io azzarderei pure un paragone con Tarantino in un punto, quando all'inizio vengono presentati gli "andreottiani" della D.C.?


effettivamente sembra davvero che si tratti di "Resevoir Dogs" pronte per un colpo ad una banca (anche se in verit√† poi preparavano qualcosa di molto pi√Ļ grosso  :P


Esatto! Mi riferivo proprio a quel film (ma direi anche la scelta di mettere il nome ed il soprannome sotto ai personaggi, quasi fosse Kill Bill)...
E comunque, secondo ricorda Scorsese nei virtuosismi della mdp, nel montaggio frenetico/alternato e nella scleta della colonna sonora, completamente integrata alle immagini.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

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#16 satyajit

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Inviato 05 giugno 2008 - 18:43

a questo aggiungiamo attimi visionari come le formiche sulla mano (citazione bunueliana), "l'ultima cena" (anche questa bunueliana, se vogliamo),


Argh, voglio vederlo al pi√Ļ presto!
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#17 Homer

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Inviato 05 giugno 2008 - 19:06

Non basarti solo su quello, però...occuperà si e no 30 secondi di film. :)
  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

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#18 ucca

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Inviato 06 giugno 2008 - 13:47

...Alla fine mi sono addormentato  :-[

No, il film c'entra poco, ero io un po' scombussolato. La visione ne √® uscita per forza di cose imperfetta, ma una cosa devo dirla: ineccepibile dal punto di vista formale, al film imputo un'eccessiva freddezza, come altri hanno fatto notare. Condivido anche le similitudini sul Caimano, tranne che sul pendere a favore del Divo: il Caimano era un film volutamente sgangherato, che smitizzava la figura di S.B. volgarizzando il lusso e i trionfi apposta, e lavorava sul presente, non sul passato prossimo (cosa molto pi√Ļ difficile).

Servillo ineccepibile, ma troppo (?) macchiettistico; ma forse è giusto così, la sua interpretazione è magistrale.


pure io. Mi accade di solito o quando mi annoio o quando qualcosa mi piace cosi tanto
che cado in estasi comatosa. In questo caso, la sceneggiatura non mi ha convinto.
Mi sembrava che parlasse tanto del personaggio, tantissimo..ma che non usasse come supporto molto altro, effettivamente andava avanti un pò all'ammasso.
Roba su roba, senza un vero "cuore"..tutto molto bello, divertente, girato in modo
straordinario (la scena in cui Pomicino entra nella sala da ballo è secondo me una meraviglia), ma mancava di mordente. E' una canzone magnifica che non ha
climax, riff da guerra (!), la catarsi..insomma una serie di sequenze stupende che si
concludono sempre sul primo piano del viso mummificato di Andreotti, che immancabilmente
piazza la battuta ad effetto. Probabilmente lo rivederò..
avete citato il Caimano..per carità Sorrentino è un regista, non credo
occorra offenderlo in questo modo..paragonarlo a Moretti, poveraccio.
Casomai a Todo Modo di Elio Petri o l'Ora di Religione di..
e non me lo ricordo. Ecco se lo paragono a questi capolavori, mi rimane
un senso di incompiuto..
penso anch'io che Sorrentino debba ancora trovare una sceneggiatura all'altezza
del suo immenso talento.

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#19 oblomov

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Inviato 07 giugno 2008 - 13:38

Visto ieri, per quanto conti la mia misera opinione dico: il miglior film italico da un bel pezzo a questa parte, film assoluto, privo di vincoli, incentrato totalmente sul Potere, l'umanit√† trovabile anche nel Divo, che agghiaccia pi√Ļ che se fosse impenetrabile al sentire, un semplice ingranaggio perfetto di un meccanismo perverso.
Devo dire di essere ancora un p√≤ scosso dalla visione e non connetto molto, magari pi√Ļ tardi produco qualcosa di meglio.
Ps: il lato tecnico è sublime, colonna sonora trascinante, montaggio martellante, piani sequenza vorticosi... insomma una gioia audiovisiva.

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Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#20 Homer

Homer

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Inviato 08 giugno 2008 - 16:15

Una cosa che mi sono dimenticato di sottolineare nel mio precedente intervento √® il fatto che spesso Andreotti appaia come un novello Nosferatu. Essere vampiresco che con la sua postura un p√≤ incurvata si muove spesso di notte (pi√Ļ volte √® ripreso in via del Corso, di notte, con il Vittoriano sullo sfondo, magari sotto un'alba incombente), spegnendo luci, fuggendo la luce. La scelta di accostarlo, visivamente, al Principe della Notte, non √® banale, forse non immediata, ma riuscita.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"





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