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Francis Ford Coppola


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109 replies to this topic

#101 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 03 luglio 2020 - 10:07

DuZ9sCFW0AACLN2.jpg

 

 

Ho visto per la prima volta la scorsa settimana "Un sogno lungo un giorno" (One From The Heart). Uno dei più grandi flop della storia del cinema e probabilmente il vero fratello minore di Heaven's Gate di Cimino. Coppola prende il Musical per fare un discorso eitco ed estetico sul concetto di finzione, realizzando un film completamente in studio e ricreando la città finta per eccellenza, Las Vegas. La storia è esilissima. Si tratta di Hank e Frannie, stufi di anni di alti e bassi della loro relazione, che se la sapassano una notte a Las Vegas per dimenticarsi e tutti e due vivranno un'avventura. Si capisce dall'inizio che a Coppola non gliene frega un cazzo della storia e rapidamente non ce ne fraga un cazzo neanche a noi. Ciò che è straordinario in questo lungometraggio è la messa in scena, che va dai modellini delle insegne degli hotel/casinò realizzati da Dean Tavoularis, Gary Gutierrez (i titoli di testa sono tra i più belli che abbia mai visto) e la luce incredibile di Storaro, che è ad un livello oggettivamente superiore. L'idea di prendere il contenitore "Musical sdolcinato a Las Vegas" e fare un discorso metacinematografico era potenzialmente una bomba. Il problema, a mio avviso, è che il film si trova troppo spesso nel mezzo. A Coppola della storia non frega un cazzo, eppure ci riporta alle vicende dei protagonisti più spesso di quanto ti immagineresti, mentre come musical ha ovviamente poco mordente e non è abbastanza "popolare". Avrei preferito due ore di sequenze oniriche di Neon, Confusione, Deserto finto e villette, anzi, probabilmente sarebbe stato un capolavoro. C'è ovviamente anche un discorso politico sugli Stati Uniti (siamo all'inizio degli anni 80) e il discorso sulle Luci torna preponderante. Un film interessantissimo e con dei momenti di bellezza che rimangono impressi, ma non posso dire "un film riuscito fino in fondo". Da vedere sicuramente però. 

 

 

Super Bonus per tutte le volte che scorgiamo Teri Garr mezza nuda e (soprattutto) la Nastassja Kinski...che a un certo punto vediamo nell'immagine che ho messo qui sopra e che mi ha tenuto sveglio per un paio di giorni.


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#102 Tom

Tom

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Inviato 03 luglio 2020 - 10:46

A vedere l'immagine che hai messo, a leggere di Las Vegas ricostruita, e a ripensare a certi colori, mi accorgo di quanto Villeneuve ci sia ispirato per il suo recente Blade Runner 2049. D'altra parte mi pare di ricordare che alcuni modellini della Las Vegas di One From The Heart fossero stati riciclati proprio per creare la Los Angeles del Blade Runner originale, quindi il collegamento tra i due film era gia' diretto. Uhm, chiave interessante. Poi magari sto facendo collegamenti noti a tutti...


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#103 corrigan

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    気持ち悪い

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Inviato 03 luglio 2020 - 11:38

mai visto One From the Heart (ma la canzone eponima dalla colonna sonora è uno dei miei pezzi preferiti di Tom Waits), ma mi sa che Tom ci prende in pieno:

DuZ9sCFW0AACLN2.jpg

 

1*4QAzUOAdeXI1qBgs86lK5Q.jpeg


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「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#104 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 03 luglio 2020 - 12:50

A vedere l'immagine che hai messo, a leggere di Las Vegas ricostruita, e a ripensare a certi colori, mi accorgo di quanto Villeneuve ci sia ispirato per il suo recente Blade Runner 2049. D'altra parte mi pare di ricordare che alcuni modellini della Las Vegas di One From The Heart fossero stati riciclati proprio per creare la Los Angeles del Blade Runner originale, quindi il collegamento tra i due film era gia' diretto. Uhm, chiave interessante. Poi magari sto facendo collegamenti noti a tutti...

 

 

Verissimo, la prima cosa che ho pensato appena ho visto la scena è "Tacci sua, Blade Runner 49 l'ha ripresa para para".

 

Vedendo il film comunque ho pensato due cose: 1) Sarebbe stato il film definitivo di Lynch 2) Lanona nostra non può non aver visto e amato questo film


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#105 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 03 luglio 2020 - 13:04

mai visto One From the Heart (ma la canzone eponima dalla colonna sonora è uno dei miei pezzi preferiti di Tom Waits), ma mi sa che Tom ci prende in pieno:

DuZ9sCFW0AACLN2.jpg

 

1*4QAzUOAdeXI1qBgs86lK5Q.jpeg

La Kinski anni 80 è irreplicabile però...


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#106 Sandor

Sandor

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Inviato 03 luglio 2020 - 13:07

Dei film degli anni 2000 che mi dite?


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#107 Tom

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Inviato 03 luglio 2020 - 15:38

Dei film degli anni 2000 che mi dite?

 

"Youth Without Youth" e' un oggetto strano. Pittosto balordo, molto affascinante, parecchio irritante, senz'altro unico. Comunque visivamente uno spettacolo. Oggi mi sembra un film molto 00s, lo rivedrei piu' volentieri di altri film a scatole cinesi tipici di quegli anni, magari pure migliori, ma che esauriscono tranquillamente il loro senso alla prima visione, cosa che non c'e' pericolo succeda allo sfuggente film di Coppola.

 

"Tetro" e' un omaggione sbilenco e in bianco e nero ai melodrammoni morbosi e mortiferi degli anni 50 e 60. Mi era piaciuto, ma onestamente dovrei rivederlo, lo ricordo poco.

 

"Twixt" per me e' geniale. E' un omaggio all'horror gotico-pop dell'antico mentore Corman quanto agli adventure game, chiaramente richiamati visivamente in molte scene. Per dire quanto e' spiazzante, Coppola arriva a ricostruire in una scena la morte assurda di suo figlio Giancarlo negli anni 80, ma poi chiude tutto con un finale beffardo che sembra dei Coen piu' trolloni.


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#108 Il Cappellaio Matto

Il Cappellaio Matto

    Roadie

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Inviato 05 luglio 2020 - 09:58

E invece di quello che ha fatto prima del Padrino?

 


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#109 pooneil

pooneil

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Inviato 05 luglio 2020 - 11:53

The Rain People è il mio film preferito di Coppola (vabbe' l'unico che trovo potabile), come stile mi ha ricordato quelli di Cianfrance.

Credo che Tom lo abbia descritto, assieme agli altri che elenchi, in un suo post.


  • 1

#110 William Blake

William Blake

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Inviato 18 luglio 2020 - 16:31

DuZ9sCFW0AACLN2.jpg

 

 

Ho visto per la prima volta la scorsa settimana "Un sogno lungo un giorno" (One From The Heart). Uno dei più grandi flop della storia del cinema e probabilmente il vero fratello minore di Heaven's Gate di Cimino. Coppola prende il Musical per fare un discorso eitco ed estetico sul concetto di finzione, realizzando un film completamente in studio e ricreando la città finta per eccellenza, Las Vegas. La storia è esilissima. Si tratta di Hank e Frannie, stufi di anni di alti e bassi della loro relazione, che se la sapassano una notte a Las Vegas per dimenticarsi e tutti e due vivranno un'avventura. Si capisce dall'inizio che a Coppola non gliene frega un cazzo della storia e rapidamente non ce ne fraga un cazzo neanche a noi. Ciò che è straordinario in questo lungometraggio è la messa in scena, che va dai modellini delle insegne degli hotel/casinò realizzati da Dean Tavoularis, Gary Gutierrez (i titoli di testa sono tra i più belli che abbia mai visto) e la luce incredibile di Storaro, che è ad un livello oggettivamente superiore. L'idea di prendere il contenitore "Musical sdolcinato a Las Vegas" e fare un discorso metacinematografico era potenzialmente una bomba. Il problema, a mio avviso, è che il film si trova troppo spesso nel mezzo. A Coppola della storia non frega un cazzo, eppure ci riporta alle vicende dei protagonisti più spesso di quanto ti immagineresti, mentre come musical ha ovviamente poco mordente e non è abbastanza "popolare". Avrei preferito due ore di sequenze oniriche di Neon, Confusione, Deserto finto e villette, anzi, probabilmente sarebbe stato un capolavoro. C'è ovviamente anche un discorso politico sugli Stati Uniti (siamo all'inizio degli anni 80) e il discorso sulle Luci torna preponderante. Un film interessantissimo e con dei momenti di bellezza che rimangono impressi, ma non posso dire "un film riuscito fino in fondo". Da vedere sicuramente però. 

 

 

Super Bonus per tutte le volte che scorgiamo Teri Garr mezza nuda e (soprattutto) la Nastassja Kinski...che a un certo punto vediamo nell'immagine che ho messo qui sopra e che mi ha tenuto sveglio per un paio di giorni.

 

Tutto giusto, oppure no. II film è sicuramente sbilanciato tra un'estetica mozzafiato costruita grazie a un lavoro artigianale d'altri tempi e un plot che somiglia più a un canovaccio dove poter innestare divagazioni e virtuosismi cinematografici (la scena in cui Frannie ed Hank sono ciascuno a casa del loro migliore amico/a e la macchina da presa passa da una camera all'altra come se fossero adiacenti, evitando split screen o montaggio parallelo è solo il primo dei tanti colpi di genio del lavoro di Coppola), ma personalmente sono stato travolto dalla vitalità e dall'energia creativa. "Un sogno lungo un giorno" è una di quelle ormai rare opere che ricostruiscono un mondo da zero che rimandano di riflesso a una realtà che crediamo di conoscere. E' una love story working class, il musical funge da coro e da commentario ironico della vicenda principale e la grandeur coppoliana fa quello che può fare solo l'arte: mitizza l'ordinario, sublima la banalità. Eppure da questo film a tratti travolgente in cui una coppia "media" si perde per un giorno nei rispettivi sogni bigger than life (l'artista circense, il latin lover), ballando per le strade perennemente bagnate e dalle luci elettriche di Las Vegas oppure facendo suonare un orchestra di macchine sfasciate, prima di tornare all'ordinaria routine, c'è molto di Coppola, anche di quello pienamente neo-hollywoodiano di "The Rain People". 

 

 

ps: non ricordo onestamente se all'epoca di "Blade Runner 2049" qualcuno avesse individuato il riferimento, ma retrospettivamente credo si possa dire che Deakins abbia preso a piene mani dal lavoro di Storaro in questo film. 


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"




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