Vai al contenuto


Foto
* * * - - 1 Voti

Low - Hey What (Sub Pop, 2021)


  • Please log in to reply
45 replies to this topic

#1 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 24082 Messaggi:

Inviato 12 settembre 2021 - 08:02

a3711717483_16.jpg

 

Bandcamp

 

 

Primo ascolto ieri sera: incipit ed episodi cruciali folgoranti, il sound di "Double Negative" ancor più polarizzato verso la distorsione / deflagrazione; non vedo l'ora di riascoltarlo, grazie Low.

 

 

 

 


  • 7

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 12 settembre 2021 - 20:12

Disco molto bello, i Low portano all’estremo il contrasto tra gli inni celestiali delle voci e la distorsione. Mi sembra una sorta di prosecuzione di Double Negative, il produttore è ancora BJ Burton per cui c’era da aspettarsi che la direzione non venisse completamente stravolta rispetto al precedente. Non ho ancora approfondito i testi, di solito con i Low hanno una rilevanza fondamentale, ma mi sembra comunque un disco ai loro soliti (alti) livelli, cosa che trovo quasi miracolosa dopo 27 anni e 13 LP.
Altra cosa che vorrei approfondire è da dove vengano fuori quei suoni così distorti e clippati, non capisco se sono effetti di chitarra/basso oppure tricks di produzione. Forse entrambe le cose.

Al momento le mie preferite sono White Horses, Hey e The price you pay, ma prevedo che già domani avrò cambiato idea
  • 1

#3 good vibrations

good vibrations

    Il primo disco del White Album è davvero un disc one

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8022 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 12 settembre 2021 - 20:16

Molto più a fuoco di Double Negative, per me.

Carriera clamorosa, la loro.
  • 1
Immagine inserita

#4 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 12 settembre 2021 - 20:23

Sì è sicuramente più coerente, la direzione è unica e ben chiara sin dall’inizio. E riesce comunque a catturare l’attenzione fino all’ultimo secondo
  • 1

#5 Lee Carvallo

Lee Carvallo

    tocco piuma

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7839 Messaggi:
  • Locationdentro....il parcheggio

Inviato 12 settembre 2021 - 20:24

su bandcamp c'è una bella retrospettiva/intervista .

 

https://daily.bandca...iscography-list

 

Sono ancora in trattativa per riprendersi i diritti dei loro primi dischi  Speriamo ci riescano. 


  • 3

#6 SalvaDiMeo92

SalvaDiMeo92

    Spirit of Eden

  • Members
  • Stelletta
  • 9 Messaggi:
  • LocationNapoli

Inviato 13 settembre 2021 - 09:33

Ma che carriera hanno questi qui ? grandissimo disco anche questo, ma Double Negative mi sorprese ancora di più


  • 1

#7 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 24082 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2021 - 10:32

Senza dubbio più a fuoco e infuocato rispetto a Double Negative, che era a tutti gli effetti la prima immersione in un territorio ostile e a loro quasi ignoto, ma era proprio quello il suo fascino, tale da renderlo una sorta di nuova opera prima. Non mi stupirei se col prossimo album chiudessero un'ideale trilogia dello sgretolamento sonoro, per poi tornare con nuova consapevolezza all'estetica "classica".

 

Laddove in DN c'era fragilità, senso di vuoto e di perdita, in HW li sento cavalcare l'onda della distruzione, come risorti da quel fuoco che li aveva quasi ridotti in cenere ("Tempest").


  • 2

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#8 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2021 - 11:24

White Horses è davvero un pezzo clamoroso, più lo ascolto e più lo ascolterei
  • 1

#9 SalvaDiMeo92

SalvaDiMeo92

    Spirit of Eden

  • Members
  • Stelletta
  • 9 Messaggi:
  • LocationNapoli

Inviato 13 settembre 2021 - 12:54

Senza dubbio più a fuoco e infuocato rispetto a Double Negative, che era a tutti gli effetti la prima immersione in un territorio ostile e a loro quasi ignoto, ma era proprio quello il suo fascino, tale da renderlo una sorta di nuova opera prima. Non mi stupirei se col prossimo album chiudessero un'ideale trilogia dello sgretolamento sonoro, per poi tornare con nuova consapevolezza all'estetica "classica".

 

Laddove in DN c'era fragilità, senso di vuoto e di perdita, in HW li sento cavalcare l'onda della distruzione, come risorti da quel fuoco che li aveva quasi ridotti in cenere ("Tempest").

 

 

Io sento quest'ultimo ancora più catartico, più liberatorio e (strano per loro) più speranzoso e "leggero" di Double Negative. Paradossalmente, visto i tempi che corrono, un disco meno cupo e violento.


  • 1

#10 100000

100000

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7360 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2021 - 14:22

Concordo con le ultime osservazioni e forse proprio per queste per ora (vabbè dopo due ascolti) mi sa che preferisco DN, ma magari cambio idea domani.
  • 1

#11 Incidente

Incidente

    Feudo

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7093 Messaggi:
  • LocationBerlin

Inviato 14 settembre 2021 - 14:23

Ha preso tantissimo anche me, sin da subito. Le più belle sono White Horses e All Night, quest'ultima con un bellissimo che di dream pop. DN e questo sono sicuramente due album molto legati, sia tematicamente che come suono.

Il sound è praticamente lo stesso, con questa ostentata e soverchiante ultradefinizione, trovo però tante differenze nelle parti cantate, che in DN sono praticamente inghiottite dal marasma digitale, mentre invece qui sono registrate ben in risalto e cantano con un afflato quasi gospel. Quasi come se Mimi e Alan si fossero adattati a questa apocalisse digitale e la cavalchino con forza e speranza, mentre nel disco precedente ne venivano ancora sopraffatti. 

Un paragone campato in aria, ma non tanto, per la sussidiarietà dei due dischi e per la rivoluzione elettronica sarebbe quello con Kid A e Amnesiac. 


  • 1

#12 Eugene

Eugene

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4637 Messaggi:
  • LocationSassari, 08/09/1980

Inviato 15 settembre 2021 - 07:29

Boh, sentiti alcuni pezzi, non esattamente la mia tazza da tè. Probabilmente riascoltandolo cambierò, in parte o del tutto, idea.
  • 0
Immaginate che abbia messo in firma qualcosa di interessante

#13 wetton76

wetton76

    utente alla ricerca dei classici perduti...

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 436 Messaggi:

Inviato 15 settembre 2021 - 08:27

Boh, sentiti alcuni pezzi, non esattamente la mia tazza da tè. Probabilmente riascoltandolo cambierò, in parte o del tutto, idea.

 

Le prime tracce non si distinguono particolarmente, mentre a partire da "Hey" forse c'è qualche spunto interessante.

 

Concordo che anche per me non è proprio il mio genere...

 

P.S.

di loro ho un cd originale, "The Great Destroyer" che dovrei risentire (spero sia meglio)... anche se quello più celebrato è "Trust".


  • 0

#14 SalvaDiMeo92

SalvaDiMeo92

    Spirit of Eden

  • Members
  • Stelletta
  • 9 Messaggi:
  • LocationNapoli

Inviato 15 settembre 2021 - 08:31

Probabilmente il loro disco più celebrato resta l'esordio, mentre, per me, il loro migliore è Trust.

Per chi ama queste sonorità, i Low sono veramente una delle migliori esperienze sonore che un appassionato di musica possa affrontare.

Fa piacere comunque, che loro restano ancora sul pezzo dopo 30 anni di carriera


  • 0

#15 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 15 settembre 2021 - 11:22

Concordo su Trust, rimane ad oggi il mio preferito
  • 0

#16 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

  • Moderators
  • 6231 Messaggi:

Inviato 16 settembre 2021 - 07:37

Non sono un fan. Eppure ogni volta che metto su un loro disco nuovo penso che quelli lì siano davvero toccati dalla grazia di Dio.

Sorprendono ogni volta pur nella loro assoluta coerenza.


  • 0

#17 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 16 settembre 2021 - 14:56

Bella e condivisibile (da me) la recensione di Marmoro
  • 0

#18 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12194 Messaggi:

Inviato 16 settembre 2021 - 22:33

Bella e condivisibile (da me) la recensione di Marmoro

Grazie, disco non facile da mettere a fuoco, credo che tra molti anni ne parleremo ancora


  • 0

#19 brachilone

brachilone

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3283 Messaggi:

Inviato 17 settembre 2021 - 05:28

In generale non deve essere semplice recensire i loro dischi, dato che è piuttosto facile accusarli di volersi accattivare una certa critica inserendo noise e suoni sperimentali ad ogni pezzo, a maggior ragione dopo DN. Io sono un fan per cui non sono sufficientemente imparziale, ma mi sembra proprio che la tua rece abbia centrato il senso del disco, almeno dal punto di vista di chi lo ha composto.

Non vedo l’ora di vedere un live di Hey What, se saranno solo Alan e Mimi a suonarlo non ho proprio idea di come potranno rendere i suoni del disco.
  • 0

#20 wago

wago

    FURTHERMORE

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 19861 Messaggi:
  • LocationBergamo

Inviato 17 settembre 2021 - 16:23

Coi Low ho un problema atavico. Li ho conosciuti ai tempi di "The Great Destroyer", che m'era piaciuto ma a quanto pare è stato come suono e come approccio un unicum nella loro traiettoria artistica. Visti live a un Primavera di molti anni fa, sono stati una delle peggiori esperienze concertistiche di cui abbia memoria (in termini di "segno" lasciato, la peggiore). Suonavano una roba inconcludente, sbrodolata, seriosissima e diradata che non mi diceva nulla e mi faceva pure incazzare. Mi ero sentito preso per il culo. Va detto che già allora non apprezzavo i loro "classici" come "I Could Live In Hope" e "Things We Lost In Fire", grossomodo per gli stessi motivi.
Di "Double Negative" mi aveva incuriosito sì il lavoro sul suono, ma l'impressione che questi una canzone decente non la sapessero o peggio ancora non la volessero scrivere era rimasta intatta. L'approccio sonoro poi era un po' minestra riscaldata, per quanto curato e spiazzante (per i fan storici non so, ma a me aveva sorpreso sentire gente che associavo a chitarra-e-tamburo suonare a quella maniera lì). Non so se sentirò per bene quest'ultimo disco, col ben di dio che c'è in giro. Ho ascoltato i singoli e mi paiono valere considerazioni analoghe a quelle sul disco precedente. Penso a un altro che in sti anni ha fatto del sound "sbagliato", capace di ribaltare un songwriting vecchio stampo un tratto essenziale: Bon Iver. Il modo in cui lui manda a carte e quarantotto l'ordinaria costruzione sonora di un pezzo indie-folk mi coinvolge e mi trasmette al volo sensazioni forti. Nel caso dei Low mi sembra tutto un famolo strano che poi tanto strano non è neanche.


  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq