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Le Impasse Della Critica Cinematografica, Dai Cahiers Du Cinéma In Poi.


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75 replies to this topic

#1 captino

captino

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Inviato 28 dicembre 2020 - 14:20

Stavo leggendo alcuni commenti piuttosto freddi sulla filmografia di Robert Wise, su FilmTv.it, che mi hanno fatto pensare ancora una volta alla boria infinita di molta critica cinematografica, dai Cahiers du cinéma in poi. Ho pensato di aprire un thread per collezionare queste perle, che siano firmate o che siano anonime (magari limitandoci alle redazioni, perché gli utenti possono commentare quello che vogliono). Partirei proprio dal povero Robert Wise, uno dei miei registi preferiti, se non sbaglio quasi sempre stroncato dai Cahiers e come prevedibile liquidato come mestierante anche dalla redazione di FilmTv.

 

Qualche esempio:

 

«Nella sua lunga carriera Robert Wise ha fatto di meglio. Nonostante le lungaggini, però, questo film non deluderà del tutto i patiti dell'horror».

Su Gli invasati (The Haunting, 1963)

 

«Diretto da un regista di solido mestiere e interpretato da un'attrice di grosso temperamento, il film è una robusta requisitoria».

Su Non voglio morire (I Want to Live!, 1958)

 

«Kolossal di tre ore gestito con mano sicura e bella fotografia da Robert Wise. Non mancano le sequenze spettacolari. Di buona qualità il lavoro degli interpreti».

Su Quelli della San Pablo (The Sand Pebbles, 1966)

 

Quindi un buon mestierante, niente di più, e anche quando devono fargli dei complimenti, li fanno a denti stretti. Trovo particolarmente ridicola la tripletta "solido mestiere, grosso temperamento, robusta requisitoria" nella recensione di Non voglio morire, tesa a ribadire quanto sia prosaico, sebbene di buona fattura, il lavoro, attori compresi (parliamo di Susan Hayward, una delle più grandi di Hollywood, e che per questa interpretazione ha vinto un meritatissimo premio Oscar).

 

Subito dopo sono andato a vedere la recensione di Full Metal Jacket di Stanley Kubrick per avere una conferma dell'immortale contrapposizione tra grandi autori e validi mestieranti che tutt'oggi piaga il ragionamento di molti critici, e ovviamente:

 

«È un film senza eroi, senza nessuno in cui identificarsi, senza speranze e soprattutto senza retorica, in un Vietnam minuziosamente ricostruito eppure quasi astratto. E, come sempre per Kubrick, un capolavoro.»

 

Non penso ci sia altro da dire.

 

Per fortuna internet permette di spaziare molto di più, di avvicinare con meno pregiudizi film di tutti i tipi, addirittura di recuperare film che nemmeno i Cahiers (o Mereghetti, o Ebert*, o chi vi pare) avevano avuto la fortuna di vedere, e di sputare su canoni e atteggiamenti discutibili, ma penso che siamo ancora lontani dalla completa "sconfessione", quindi un bel thread-sputacchiera secondo me ci sta. Contribuite se potete, sia con esempi di vergognose stroncature e analisi patetiche, sia con ragionamenti vostri sull'argomento.

 

*So davvero poco di Mereghetti e Ebert, sono solo due esempi di critici famosi.


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#2 Matthew30

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Inviato 28 dicembre 2020 - 14:24

Sarei curioso di leggere qualche giudizio critico su John Carpenter o Michael Mann.  :firuli:

 

Passi per il secondo (che mi risulta parecchio amato dalla critica), ma Carpenter viene anch'egli considerato un buon mestierante o poco più?


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#3 Mr. Atomic

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Inviato 28 dicembre 2020 - 18:45

Ebert veramente pessimo, in Italia i peggiori erano quelli "politicizzati"

Non scordiamoci anche dei registri-critici, che erano quasi sempre registi mediocri
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#4 captino

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Inviato 28 dicembre 2020 - 19:01

in Italia i peggiori erano quelli "politicizzati"

 

Ti va di fare qualche esempio? Non ho mai approfondito i singoli casi, ma immagino la critica abbia avuto un ruolo cruciale nella quasi totale damnatio memoriae di registi importanti come Mauro Bolognini e Carlo Lizzani, e se non ricordo male la fecero penare a lungo anche a Elio Petri, che però per fortuna è stato del tutto riabilitato dai cinefili.

 

Non scordiamoci anche dei registi-critici, che erano quasi sempre registi mediocri

 

Io sono quasi tentato di cominciare a detestare Jacques Rivette dopo aver letto alcune delle sue stroncature ai tempi dei cahiers, in cui fa a pezzi registi che amo, tra cui Masaki Kobayashi, Satyajit Ray e Kaneto Shindo. Ci sono film di Rivette che mi piacciono molto, ma di Kobayashi il solo Kwaidan vale l'intera carriera del francese, se dobbiamo metterla in questi termini.


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#5 dick laurent

dick laurent

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Inviato 28 dicembre 2020 - 20:13

Ebert veramente pessimo

 

se trovi Ebert pessimo (io l'ho scoperto perchè praticamente adora tutti o quasi i miei film preferiti e mi piace un sacco come scrive) mi chiedo chi consideri ottimo


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dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#6 Matthew30

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Inviato 28 dicembre 2020 - 20:21

Per curiosità sono andato sulla pagina Wikipedia per vedere quali sono le loro top 10 per decennio. Già vedere le loro scelte in quanto a registi (le liste vanno dal 1950 al 2020 https://en.wikipedia...al_Top_10_Lists) dicono tutto:

 

Filmmakers with 3 or more works on the lists

 

 

Godard ha quasi il doppio dei film nella top 10 del secondo regista (che poi è Bergman).  asd Ma sapendo del suo passato proprio nella rivista c'è poco da stupirsi. Ah, neanche un film di Tarkovskij, an passant, per onestà va detto che non ci sono liste negli anni Settanta.

 

P.s: ci sono Stalker e Il Sacrificio.  :shifty:

 

Per rispondere alla mia precedente domanda... senza gli anni Settanta, ho controllato quanti film di Carpenter o Mann sono citati. Ebbene c'è solo In the Mouth Of Madness, nella lista del 1995, neanche uno di Mann..


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#7 selva

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Inviato 28 dicembre 2020 - 20:32

 

Intervengo solo per evidenziare che c'è filmtv e filmtv: FilmTv.it (pessimo, d'accordo) e FilmTv.press (che ultimamente acquisto, anche se l'impaginazione peggiora sempre di più). 

Quando acquistavo SegnoCinema un critico che detestavo parecchio era Adriano De Grandis, borioso e brutta penna per me, la cui unica riflessione era "La morte del cinema".
In generale comunque non mi interessa partecipare al rito della sputacchiera, anche perché qualsiasi giudizio (così come qualsiasi film) può a sua volta aprire varchi e spazi d'indagine. Ad esempio, è interessante andare a leggere cosa scrivevano de La Dolce Vita e/o cosa pensava Aristarco.

Tutti, prima o poi, scrivono stronzate. 


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#8 captino

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Inviato 28 dicembre 2020 - 22:09

In generale comunque non mi interessa partecipare al rito della sputacchiera, anche perché qualsiasi giudizio (così come qualsiasi film) può a sua volta aprire varchi e spazi d'indagine. Ad esempio, è interessante andare a leggere cosa scrivevano de La Dolce Vita e/o cosa pensava Aristarco.

Tutti, prima o poi, scrivono stronzate. 

 

Non deve per forza essere il rito della sputacchiera, anzi è interessante se si aprono "varchi e spazi di indagine" e ne esce qualcosa di costruttivo. Poi è vero che tutti, prima o poi, scrivono qualche stronzata, ma vogliamo negare che alcuni, per esempio i critici dei Cahiers, ne abbiano scritte più di altri?


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#9 paloz

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:00

Sono cresciuto leggendo FilmTv, con la scusa che mio padre lo comprava come guida ai programmi - chissà quanto sarebbe stata diversa la mia vita se avesse preso Sorrisi & Canzoni ashd

 

Per molti anni (almeno sino ai 18) è stato quindi il mio unico (e quotidiano!) riferimento in termini di critica cinematografica, e penso che abbia svolto un buon lavoro sul quale mi ritrovo in larga parte: di fatto, una volta accertato che seguiva criteri di giudizio affidabili, mi sono fidato ciecamente. Ci scrive gente competente e appassionata, poi di sbagliare o strafare capita veramente a chiunque faccia critica (o giornalismo, se per questo).


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#10 captino

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:18

Sono cresciuto leggendo FilmTv, con la scusa che mio padre lo comprava come guida ai programmi - chissà quanto sarebbe stata diversa la mia vita se avesse preso Sorrisi & Canzoni ashd

 

Per molti anni (almeno sino ai 18) è stato quindi il mio unico (e quotidiano!) riferimento in termini di critica cinematografica, e penso che abbia svolto un buon lavoro sul quale mi ritrovo in larga parte: di fatto, una volta accertato che seguiva criteri di giudizio affidabili, mi sono fidato ciecamente. Ci scrive gente competente e appassionata, poi di sbagliare o strafare capita veramente a chiunque faccia critica (o giornalismo, se per questo).

 

Attenzione, parlo del sito, che si limita a recensioni telegrafiche e spesso superficiali, se non sbaglio la versione cartacea è molto più articolata (la compravo da ragazzino, e ricordo poco, ma ne parla anche selva nel suo post).

 

Il thread è più che altro su alcuni preconcetti diffusi che si vedono anche in quei commenti redazionali su FilmTv.it che ho preso come esempio, e in generale su certe impasse critiche, che solo a volte possiamo identificare con nome e cognome o con una linea editoriale granitica.

 

Non capisco l'urgenza di ribadire che capiti a chiunque di strafare, non sto accusando nessuno a parte Truffaut, Godard, Rivette e gli altri, che non hanno bisogno di avvocati  ashd


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#11 paloz

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:29

I commenti redazionali sul sito riportano quelli che erano/sono i giudizi brevi che accompagnavano la guida tv: riquadri minuscoli nei quali doveva rientrare l'opinione "redazionale" sul film che passava in tv. Esistevano casi particolari in cui si dilungavano di più (e lì infatti facevano la differenza), ad esempio le robe che trasmetteva Ghezzi, ma per il resto il responso doveva essere breve e dritto al punto - più che superficiali, forzosamente tranchant. Poi c'è tutta la parte di giornale vero e proprio, con approfondimenti e recensioni lunghe sulle uscite in sala.


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#12 Harry Caul

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:33

Film tv lo compravo anch'io all'epoca, a livello critico però era tremendo dai, ricordo in particolare le stroncature ad Argento e all'horror in generale e una particolare fissa astiosa contro il regista Alan Parker che non ho mai capito cosa cazzo ha fatto di male.


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#13 captino

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:37

Se volete comunque possiamo cambiare il titolo in Le IMPASSE Della Critica Cinematografica, Dai Cahiers Du Cinéma In Poi, o qualcosa del genere, così già dal titolo il discorso si presenta un po' più ampio e, ehr, critico. Fate voi moderatori in caso?


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#14 paloz

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:40

Film tv lo compravo anch'io all'epoca, a livello critico però era tremendo dai, ricordo in particolare le stroncature ad Argento e all'horror in generale e una particolare fissa astiosa contro il regista Alan Parker che non ho mai capito cosa cazzo ha fatto di male.

 

 

Abbiamo gusti diametralmente opposti quindi non mi metterò a discutere nel dettaglio, ma l'Argento classico è sempre stato ben visto da filmtv (L'uccello..., Quattro mosche, Profondo rosso, Suspiria), i più tardi con ogni probabilità meritavano di essere stroncati.

 

 

Se volete comunque possiamo cambiare il titolo in Le IMPASSE Della Critica Cinematografica, Dai Cahiers Du Cinéma In Poi, o qualcosa del genere, così già dal titolo il discorso si presenta un po' più ampio e, ehr, critico. Fate voi moderatori in caso?

 

 

Puoi modificarlo tu nell'editor completo del primo messaggio.


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#15 Harry Caul

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:47

Occhio che poi hanno retificato molti giudizi (su Eastwood per esempio) ma da lettore della prima ora ricordo molte stroncature stile dizionario del cinema per bene.

Non serbo rancore ma erano tutto sommato abbastanza pessimi.


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#16 captino

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Inviato 29 dicembre 2020 - 09:58

Puoi modificarlo tu nell'editor completo del primo messaggio.

 

Ah, wow. Fatto!

 

Abbiamo gusti diametralmente opposti quindi non mi metterò a discutere nel dettaglio, ma l'Argento classico è sempre stato ben visto da filmtv (L'uccello..., Quattro mosche, Profondo rosso, Suspiria), i più tardi con ogni probabilità meritavano di essere stroncati.

 

Stavo anche pensando che i casi sono tanti, e sarebbe interessante affrontarli tutti, alcuni esempi:

 

- autori che sono diventati cult e quindi a un certo punto chi se ne importa di eventuali stroncature d'epoca che non scalfiscono né noi né loro, e in questo caso al massimo storciamo il naso lo stesso, ma un giudizio tranchant sui loro film è del tutto innocuo perché il resto del mondo li considera ormai dei grandi registi.

- autori (o film) che forse proprio per colpa della critica non sono mai entrati nel canone, per esempio, del grande cinema italiano, nonostante avessero tutte le carte in regola (e questo forse il caso dei "critici policizzati" di cui parlava Tana?)

- autori che sono stati molto popolari e importanti e nei cui confronti la critica ha invece operato un revisionismo storico snobistico che ne ha ribaltato la considerazione, e qui il caso più lampante è ancora una volta quello del cinéma de papa tanto deriso dai cahiers (per esempio Julien Duvivier, grandissimo regista e radicale anche nella forma nel periodo di passaggio tra muto e sonoro, ma che stando a Truffaut e soci sarebbe un bello schifo).

- autori che passano alla storia come validi mestieranti perché qualcuno (chissà chi...) ha deciso che Nicholas Ray era dio sceso in terra e invece Robert Wise era giusto bravino.

 

E così via, ci sono di sicuro altre categorie.


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#17 Pancakes

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Inviato 29 dicembre 2020 - 12:25

Sia Ebert che la Kael sicuramente per il trattamento riservato a Heaven's Gate, poi la seconda anche tremenda in quello di Milius.


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The core principle of freedom
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#18 Matthew30

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Inviato 29 dicembre 2020 - 12:43



Sia Ebert che la Kael sicuramente per il trattamento riservato a Heaven's Gate, poi la seconda anche tremenda in quello di Milius.

 

The initial critical reception to the film was almost universally negative. The New York Times critic Vincent Canby panned the film, calling it "something quite rare in movies these days - an unqualified disaster," comparing it to "a forced four-hour walking tour of one's own living room." Canby went even further by stating that "[i]t fails so completely that you might suspect Mr. Cimino sold his soul to the devil to obtain the success of The Deer Hunter and the Devil has just come around to collect."

On April 24, 1981, the film opened in 810 theatres in a "director's cut" two-hour-twenty-nine-minute (149 minute) version that Cimino had recut for a third time.Reviewing the shorter cut in the Chicago Sun-TimesRoger Ebert criticized the film's formal choices and its narrative inconsistencies and incredulities, concluding that the film was "[t]he most scandalous cinematic waste I have ever seen, and remember, I've seen Paint Your Wagon." He also called the film one of the ugliest films he'd ever seen. Kevin Thomas of the Los Angeles Times issued a dissenting opinion when he reviewed the shortened film, becoming one of its few American champions and calling it "a true screen epic" while stating that in two decades as a critic, he had never felt "so totally alone."

 

In compenso Kevin Thomas è stato uno dei pochi a parlarne bene, almeno stando alla pagina inglese di Wiki dedicata a Heaven's Gate


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#19 pooneil

pooneil

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Inviato 29 dicembre 2020 - 12:43

forse non é lo stesso sito, ha cambiato grafica e non lo riconosco, ma filmtv era quello che per un periodo metteva anche le recensioni d'epoca? grazie a quelle era un piacere da leggere.


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#20 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 29 dicembre 2020 - 13:01

Ecco i voti dei Cahiers ad alcuni dei classici del cinema. Altro che "tutti spariamo qualche scemenza": qui ci si dà alla pazza gioia. asd

 

P.S. I punteggi andavano da 0 a 4, senza mezzi voti, dove in sostanza 0 e 1 erano i filmetti, 2 i guardabili, 3 i belli e 4 i capolavori. 

 

 

 

"L'arpa birmana": 0 di Rivette, 1 di Truffaut
 
"12 Angry Men": 1 di Godard
 
"The Ladykillers" (commedia capolavoro del cinema britannico con Guinness, Sellers e altri): 0 di Rivette
 
"The Bridge on the River Kwai": 1 di Rohmer
 
"Rapina a mano armata": 1 di Godard
 
"Mon oncle": 1 di Rivette
 
"Il grido": 1 di Rohmer, 2 di Rivette
 
"The Unvanquished" di Satyajit Ray: 2 di Rohmer
"The Philosopher's Stone" sempre di Ray: 0 di Godard, Rohmer e Rivette (praticamente un cinepanettone asd )
 
"The Big Country" di Wyler (uno dei più bei western di sempre): 0 di Godard e Rivette
 
"Vynalez Kzazy" di Karel Zeman (uno dei capolavori del cinema cecoslovacco): 1.6 di media (paradossalmente il 2 di Rivette lo alza)
 
"I soliti ignoti": 1.6 di media (2 di Rivette, 0 di Chabrol)
 
"Ossessione": 2 di Rohmer e Godard
 
"Anatomia di un omicidio": 1 di Godard
 
"Imitation of Life" di Sirk: 2 di Godard
 
"A qualcuno piace caldo": 1.6 di media (0 di Godard, 2 di Rohmer)
 
"Old Czech Legends" di Trnka (uno dei capolavori della puppet animation): 2 di Rivette
 
"24 Eyes" di Kinoshita: 0 di Rivette
 
"Improvvisamente l'estate scorsa" di Mankiewicz: 0 di Rivette e Melville  :-X
 
"La grande guerra": 1.2 di media (0 di Truffaut, 1 di Rivette)
 
"L'appartamento": 1.5 di media (i 2 di Rivette e Rohmer lo rialzano)
 
"Zazie dans le metro": 0 di Rivette, 1 di Rohmer
 
"La maschera del demonio": 2 di Rivette e Rohmer (di lusso visto il genere)
 
"La ciociara": 0.5 di media da otto critici (no stroncature celebri, ma lo stesso assurdo)
 
"Cane randagio" di Kurosawa: 0 di Rivette
 
"I cannoni di Navarone" di Thompson (classicone con Niven/Quinn/Peck): 1 di media, 0 di Rivette
 
"L'isola nuda" di Shindo: 1 di Rohmer
 
"La carica dei 101": 0.3 di media
 
"Colazione da Tiffany": 1.4 di media (lo alzano i 2 di Rivette e Rohmer)
 
"Accattone": 1.2 di media (lo alza il 2 di Rivette)
 
"La ragazza con la valigia": 1.4 di media (lo alza il 2 di rivette)
 
"The Children's Hour" di Wyler (primo film apertamente lesbo di Hollywood, con colossale coppia Hepburn/MacLaine): 0.7 di media (0 di Rivette)
 
"Divorzio all'italiana": 1 di media (1 di Rivette, 0 di Tavernier)
 
"Cape Fear" di Thompson (Peck/Mitchum): 0.5 di media (1 di Rivette e Godard)
 
John Frankenheimer nemico pubblico numero 1 (  :facepalm: ): 
"Birdman of Alcatraz" (con Lancaster): 0.4 di media (1 di Rivette, 0 di Godard)
"The Manchurian Candidate" (con Sinatra/Lansbury): 0.4 di media (1 di Rivette)
"The Train" (con Lancaster): 0.5 di media (1 di Rivette)
 
"Lolita": 0.8 di media (ma 3 di quel cagacazzi di Rivette asd )
 
"Il posto" di Olmi: 1 di Rohmer, 2 di Rivette
 
"Salvatore Giuliano": 2 di Rivette, guardabile insomma...
 
"Lawrence d'Arabia": 1 di Rivette
 
"L'angelo sterminatore": 1 di Rohmer 
 
"Il coltello nell'acqua": 2 di Rohmer
 
"8 e mezzo": 1 di Rohmer
 
"Che fine ha fatto Baby Jane": 1 di media (1 di Rohmer, 2 di Rivette)
 
"Il buio oltre la siepe": 0.4 di media (0 di Rohmer, 1 di Rivette)
 
"Il gattopardo": 1 di Rivette, 2 di Rohmer
 
"Il sorpasso": 1 di Rohmer, 2 di Rivette
 
"Harakiri" di Kobayashi: 1 di Rivette
 
"Gli invasati" di Wise 1 di Rivette
 
"House of usher" di Corman (con Vincent Price): 0 di Rivette
"Pit and the Pendulum" di Corman: 0.5 di media
 
"Asterix il gallico": 0.1 di media (ok non è fra i migliori della serie, ma 0.1?)
 
"Il buono il brutto il cattivo": 1.1 di media 
 
"Operazione San Gennaro": 0.2 di media
 
"Il demonio" di Brunello Rondi (il capolavoro italiano dell'horror rurale): 0,25 di media,
 
"Quella sporca dozzina": 0.8 di media
 
"La decima vittima" di Petri 0.8 di media
 
"Quelli della San Pablo" di Wise (con McQueen): 0.5 di media
 
"Dottor Zhivago": 0.6 di media
 
"The Sound of Music: 0.2 di media
 
"Obchod na korze" (uno dei classici della new wave cecoslovacca): 1.3 di media
 
"Kwaida" di Kobayashi (capolavoro dell'horror giappo): 1.7 di media, quasi guardabile!
 
"Onibaba" di Shindo: media dell'1
 
"Uno sparo nel buio" di Edwards (con Sellers): 1.5 di media
 
"Limonádový Joe aneb Koňská opera" (capolavoro dell'ostern e della new wave cecoslovacca): 0.8 di media

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