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Sondaggio: Situazione Sezione Pietre Miliari


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238 replies to this topic

Sondaggio: Sondaggio: Situazione Sezione Pietre Miliari (58 utente(i) votanti)

Sei soddisfatto dello stato attuale della sezione "Pietre Miliari"?

  1. (22 voti [37.93%])

    Percentuale di voti: 37.93%

  2. No (36 voti [62.07%])

    Percentuale di voti: 62.07%

Nel caso fosse modificata, come vorresti lo fosse?

  1. Divisione per singoli paesi (2 voti [3.45%])

    Percentuale di voti: 3.45%

  2. Divisione UK/USA - italiane - altri paesi/lingue (13 voti [22.41%])

    Percentuale di voti: 22.41%

  3. Divisione per decennio (3 voti [5.17%])

    Percentuale di voti: 5.17%

  4. Divisione per genere/macro-genere (7 voti [12.07%])

    Percentuale di voti: 12.07%

  5. Vorrei diventasse una pagina molto più dinamica, filtrabile a seconda dei criteri scelti dall'utente (30 voti [51.72%])

    Percentuale di voti: 51.72%

  6. Altro / non so (3 voti [5.17%])

    Percentuale di voti: 5.17%

Pensi che ci siano pietre non meritevoli?

  1. Sì, ma non ne toglierei nessuna (38 voti [65.52%])

    Percentuale di voti: 65.52%

  2. Sì, e bisognerebbe toglierne qualcuna (16 voti [27.59%])

    Percentuale di voti: 27.59%

  3. No, quelle che ci sono vanno bene (4 voti [6.90%])

    Percentuale di voti: 6.90%

In generale, ti piacerebbe ci fossero più pietre miliari di paesi extra UK/USA / non anglofoni?

  1. (50 voti [86.21%])

    Percentuale di voti: 86.21%

  2. No (8 voti [13.79%])

    Percentuale di voti: 13.79%

Voto I visitatori non possono votare

#81 Claudio

Claudio

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Inviato 14 luglio 2020 - 07:58

Allora, provo a rispiegarlo ancora: è ovvio che conti il fatto che siamo in Italia, un paese fortemente influenzato dal pop-rock anglosassone, dove anche dischi di band di culto come Chrome o Cop Shoot Cop hanno il loro seguito, e non solo tra gli scaruffiani di stretta osservanza. Se fossimo una webzine mongola, è chiaro che tra le pietre miliari avremmo tanti dischi cinesi, forse anche russi e kazaki. Ancora una volta, devo scomodare La Palice.

Però, visto che abbiamo la fortuna di avere collaboratori che hanno ottime conoscenze anche di specifiche scene nazionali, intendiamo sfruttare l'opportunità allargando le pietre miliari non solo ai nomi di culto - anglosassoni e non - conosciuti in Italia, ma anche a qualche importante protagonista delle scene nazionali poco noto qui, che siano i Kino o Grechuta o gli Indochine. Il che però non può voler dire allargare a dismisura a decine di dischi polacchi o cileni (è un esempio, so che non sarebbero dieci), perché diventerebbe dispersivo e andrebbe a scapito del nocciolo duro della rubrica, che sono per l'appunto i dischi che abbiano anche un minimo seguito in Italia.


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#82 bungle

bungle

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:41

Allora, provo a rispiegarlo ancora: è ovvio che conti il fatto che siamo in Italia, un paese fortemente influenzato dal pop-rock anglosassone, dove anche dischi di band di culto come Chrome o Cop Shoot Cop hanno il loro seguito, e non solo tra gli scaruffiani di stretta osservanza. Se fossimo una webzine mongola, è chiaro che tra le pietre miliari avremmo tanti dischi cinesi, forse anche russi e kazaki. Ancora una volta, devo scomodare La Palice.

Però, visto che abbiamo la fortuna di avere collaboratori che hanno ottime conoscenze anche di specifiche scene nazionali, intendiamo sfruttare l'opportunità allargando le pietre miliari non solo ai nomi di culto - anglosassoni e non - conosciuti in Italia, ma anche a qualche importante protagonista delle scene nazionali poco noto qui, che siano i Kino o Grechuta o gli Indochine. Il che però non può voler dire allargare a dismisura a decine di dischi polacchi o cileni (è un esempio, so che non sarebbero dieci), perché diventerebbe dispersivo e andrebbe a scapito del nocciolo duro della rubrica, che sono per l'appunto i dischi che abbiano anche un minimo seguito in Italia.

 

Chiarissimo anche se non condivido. Ci sarebbero tanti modi (molti dei quali già discussi) per rendere non dispersiva la faccenda, non vedo che male ci sarebbe se una nazione con una scena vastissima come la Polonia avesse 10 o 15 pietre miliari contro le 400 dell'Inghilterrra. Starebbero nel loro cantuccio, chi vuole se le legge e chi non vuole le ignora


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"And the sea isn't green
And I love the queen
And what exactly is a dream?
And what exactly is a joke?"


#83 Rinnegato Pulcio

Rinnegato Pulcio

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:55

Claudio riguardo al testo introduttivo al listone delle pietre miliari mi pare che sia da rettificare visto cosa si vuol fare.
Si parla di classici del rock asd e mi sa che si è abbondantemente perso di vista il significato di ciò, a parte i dischi polacchi o turkmeni.
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Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."<p>

#84 Владимир Гозерин

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:48

Allora, provo a rispiegarlo ancora: è ovvio che conti il fatto che siamo in Italia, un paese fortemente influenzato dal pop-rock anglosassone, dove anche dischi di band di culto come Chrome o Cop Shoot Cop hanno il loro seguito, e non solo tra gli scaruffiani di stretta osservanza. Se fossimo una webzine mongola, è chiaro che tra le pietre miliari avremmo tanti dischi cinesi, forse anche russi e kazaki. Ancora una volta, devo scomodare La Palice.

Però, visto che abbiamo la fortuna di avere collaboratori che hanno ottime conoscenze anche di specifiche scene nazionali, intendiamo sfruttare l'opportunità allargando le pietre miliari non solo ai nomi di culto - anglosassoni e non - conosciuti in Italia, ma anche a qualche importante protagonista delle scene nazionali poco noto qui, che siano i Kino o Grechuta o gli Indochine. Il che però non può voler dire allargare a dismisura a decine di dischi polacchi o cileni (è un esempio, so che non sarebbero dieci), perché diventerebbe dispersivo e andrebbe a scapito del nocciolo duro della rubrica, che sono per l'appunto i dischi che abbiano anche un minimo seguito in Italia.

 

"Allargare a dismisura": ah ecco, è allargare a dismisura che non va bene. Per questo immagino hai rifiutato una lista che conteneva un disco per nazione per appena una decina di nazioni, da diluire in mezzo alle solite pietre anglofone.

Dopo 270 dischi americani, l'inserimento di un disco slovacco in croce trasformerebbe improvvisamente la rubrica in un vicolo di Bratislava, chiarissimo.

 

Comunque, visto che le mie parole non servono a niente, proviamo a dirlo con le parole degli altri:

 

però oggi è pieno di webzine musicali ed è difficile distinguersi

uno dei rarissimi territori ancora poco esplorati per l'ascoltatore è proprio quello della musica non anglofona

coprirlo per primi e coprirlo bene sarebbe un richiamo per tutti gli appassionati che cercano col lanternino qualcosa di nuovo in un mondo che di colpo è diventato tutto scontato

 

Il punto Claudio è che sei un reazionario.

Qui ci sono due opzioni: una è il mantenimento dello status quo, ossia continuare a dare ai lettori ciò che vogliono. Lo dici anche tu testualmente: ci sono tante pietre italiane solo perché siamo italiani e i lettori vogliono quelle (pertanto, non lo fossimo stati tanti saluti alle tre pietre per Battiato e De Andrè, ma anche alla singola per Branduardi o Pino Daniele). 

 

L'altra opzione è aprire una porta nuova ai lettori e dimostrargli che sì, anche dischi serbi o indonesiani possono valere quelli di Bowie e degli Stones. Ma questa è ovviamente una rivoluzione copernicana e tu la leggi come un salto nel buio, che ti terrorizza, perché in generale ti terrorizza l'innovazione e il non seguire gli ipse dixit (perché va da sé che saremmo i primi a dire che la Serbia e l'Indonesia, o qualsiasi altro paese, hanno prodotti che possono valere l'UK).

 

Inutile dire quale è l'atteggiamento più valido da un punto di vista culturale, fra i due. Se tutti avessero ragionato seguendo il primo, oggi gli storici scriverebbero ancora che Nerone ha bruciato Roma e che Caligola ha fatto senatore un cavallo, invece grazie a quelli che hanno voluto sfidare le convenzioni sappiamo che sono entrambe cose false.

 

Se questo concetto dell'internazionalismo l'avesse già fatto passare Scaruffi ora lo daresti per scontato e non batteresti ciglio, come infatti non lo batti a miliarizzare Lycia e Von Lmo, artisti che nessuno conosce (ma proprio nessuno eh!).

Semplicemente, ti è sempre stato detto che il sole gira intorno alla terra, e ora che scopri che è il contrario, invece di essere Giordano Bruno scegli di essere Bellarmino.


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#85 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:59

come infatti non lo batti a miliarizzare Lycia e

 

 

5af99eb3e4b0d2af8067aab8_5af99eb4e4b0d2a

 

sdrammatizziamo asd

 

A me ha colpito questo disco fra le pietre miliari

 

https://www.ondarock...i/aavv_dfa2.htm

 

perché non sono riuscito a trovarlo nel mio servizio di streaming nè su youtube.

 

Lo volevo ascoltare ma sono rimasto appeso asd 


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#86 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 14 luglio 2020 - 10:19

- per me le pietre non-anglo di goz sono una bella cosa, probabilmente se c'è dell'acredine è per via di tempi di assimilazione? non saprei. Cioè per me anche fosse sbilanciato sulla produzione polacca, senza contraltari sul sito per le altre scene, non ci sarebbe alcun problema. Il completismo è una malattia di cui liberarsi (ps la collezione cinese è molto buona anche se un po' ovvia, mi dicono :D)

 

Hai ragionissima. Se tengo a precisare che non sono fissato con la Polonia, non è perché me ne vergogni. Semmai è la passione che nutro per la musica non anglofona in generale, a volermi far rettificare. 

Possiedo corpose collezioni di musica da ogni parte del mondo. Certo su alcuni stati ho avuto più difficoltà a reperire i formati fisici (laddove l'industria musicale è un caos senza alcuna filologia, o dove non ristampano quasi niente, come in Algeria) ma ho comunque studiato la scena locale.

 

Questa roba detta da Claudio è stata una cattiveria gratuita detta per sminuire il mio apporto al sito, ma non risponde alla realtà dei fatti. 

La Polonia è lo stato su cui ho scritto di più semplicemente perché sono uno che tiene a fare un approfondimento reale.

 

Che significa: prima di parlare di un musicista, mi studio la storia recente del suo stato per capire in che contesto opera, e per studio non intendo Wikipedia. Compro libri al riguardo, parlo con persone del posto (se possibile di persona, quando non riesco a trovarne le cerco in rete), navigo fra siti e forum nelle lingue più assurde (grazie Google), e dopo mesi - in alcuni casi anni -, quando penso di aver raccolto abbastanza informazioni e comparato i dati, mi metto sotto. 

A patto però di aver trovato qualcuno che mi possa tradurre i testi: talvolta trovo gente che me li traduce in inglese, e devo poi renderli io in italiano, stando il più attento possibile a evitare forzature.

 

Altre volte, quando sono più fortunato, trovo chi me li traduce direttamente in italiano: fato ha voluto che per la Polonia abbia trovato un ragazzo italiano che sa il polacco a menadito, e che per l'Argentina mi abbia contattato un signore di Buenos Aires incantato senza sé e senza ma dalla mia monografia di Spinetta, e che in seguito è stato disposto a tradurmi qualsiasi altro testo proveniente dall'Argentina.

 

Questo, e nessun altro, è il motivo per cui ho scritto più di polacchi e argentini, che di altre nazioni: ho chi mi traduce i testi. Per altre nazioni non ho ancora trovato chi me lo faccia (gratis nè!), e però non è una cosa a cui sono disposto a rinunciare (a differenza di chi prende i plausi perché "si smazza l'Uganda" ma poi aspetta e spera se vuoi vedere analisi storica o testi tradotti nelle sue recensioni).

 

Nonostante tutto questo, anche escludendo Polonia e Argentina (anche se non capisco perché dovrei: sono orgoglioso di quegli articoli), per Ondarock ho scritto:

 

- Monografia e pietra degli Indochine (Francia),

- Monografia e pietra dei Kino (Russia),

- Monografia e pietra di Caetano Veloso (Brasile),

- Monografia e pietra di Jacques Brel (Belgio), 

- Jukebox sui Tat Ming Pair (Hong Kong),

- Recensione e intervista a Khayat (Ucraina),

- Senza stare a dirle tutte, recensioni varie in cui spazio dalla Turchia alla Colombia, dal Giappone alla Russia, dal Vietnam al Niger.

- Approfondimenti giganteschi con apice nello speciale di 151 dischi sul prog non anglofono (dall'Islanda all'Indonesia), lungo settanta cartelle word (ok, insieme a Wago, ma il lavoro è stato concertato).

 

In tutto questo mi si viene a dire che della musica non anglofona non mi frega niente e che voglio soltanto polacchizzare Ondarock... e beh.

 

 

P.S. Certo che la collezione cinese è ovvia, sono i classici. I dischi che provo a spacciarvi non sono fisse mie, capivatelo su rieducational channel! :D 

 

Fra l'altro, proprio non mi interessa una collezione di dischi non ovvia: per dire, per la musica italiana voglio l'ovvietà di Battiato e Battisti, chi vuole la particolarità di Uzeda e Maurizio Bianchi gliela lascio volentieri (il che non significa che non mi studi i loro equivalenti cinesi, ma comprarli - e quindi sganciare dindini - anche no grazie asd ).  

Che poi dipende con chi parli, conosco di persona cinesi che mi hanno detto "ti piace la nostra musica più strana" (che sono l'equivalente di quelli per cui in Italia sarebbe strano "Anima latina". Mentre allo stesso tempo se lo chiedi a un indie-snob "Anima latina" è il disco più ovvio di questo mondo). 


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#87 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 10:34

Alt alt alt... perché compri i dischi?

 

Tanto se una roba su spotify/apple/youtube music non c'è a che serve miliarizzarla?

 

E non parlo di fisime alla Prince o alla Tool, parlo proprio di irreperibilità.


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#88 freeCyclo

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Inviato 14 luglio 2020 - 11:10

 

- per me le pietre non-anglo di goz sono una bella cosa, probabilmente se c'è dell'acredine è per via di tempi di assimilazione? non saprei. Cioè per me anche fosse sbilanciato sulla produzione polacca, senza contraltari sul sito per le altre scene, non ci sarebbe alcun problema. Il completismo è una malattia di cui liberarsi (ps la collezione cinese è molto buona anche se un po' ovvia, mi dicono :D)

 

Hai ragionissima. Se tengo a precisare che non sono fissato con la Polonia, non è perché me ne vergogni. Semmai è la passione che nutro per la musica non anglofona in generale, a volermi far rettificare. 

Possiedo corpose collezioni di musica da ogni parte del mondo. Certo su alcuni stati ho avuto più difficoltà a reperire i formati fisici (laddove l'industria musicale è un caos senza alcuna filologia, o dove non ristampano quasi niente, come in Algeria) ma ho comunque studiato la scena locale.

 

etc.

 

 

Sperando che tu non fraintenda il senso di quello che voglio dire, posso solo scrivere "ma un ruolo da Assessore alla Cultura° o da Direttore Artistico di un festival°, o da curatore di un programma su Radio 3 o su Radio Popolare, per 'sto Gozer, proprio non esiste?"

 

° non parlo della proverbiale Roccacannuccia, ma di cose importanti, eh.

 

Cioè, tanta passione, tanta dedizione, tanto studio, io la trovo sprecata per una webzine (quale che sia) o per una rivista cartacea (che sia Blow Up, Rumore o quel che l'è).

A meno di non andare su livelli internazionali (Ovvero dove ci sono i soldi e quelli forti).


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#89 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 11:29

Nel 2020 la dimensione giusta per quel tipo di cose è il canale Youtube.

 

Basta relativamente poco, un microfono, una macchina fotografica entry level anche usata e una stanzetta un minimo curata.

 

Sta cambiando la maniera di vivere i contenuti sul web, una recensione o una scheda non la leggo volentieri anche se ci vogliono 3 minuti, un video anche di un quarto d'ora in cui mi spiegano il disco sì.

 

Non lo so se Gozer è già pronto per inserirsi in situazioni più istituzionalizzate tipo questa

 

https://www.giornale...e-folk-del-2018

 

 

https://www.raiplayr...grammi/battiti/

 

Sicuramente ci può provare, ma partirà da stagista più che da responsabile di uno spazio suo.


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#90 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 14 luglio 2020 - 11:34

Sperando che tu non fraintenda il senso di quello che voglio dire, posso solo scrivere "ma un ruolo da Assessore alla Cultura° o da Direttore Artistico di un festival°, o da curatore di un programma su Radio 3 o su Radio Popolare, per 'sto Gozer, proprio non esiste?"

 

° non parlo della proverbiale Roccacannuccia, ma di cose importanti, eh.

 

Cioè, tanta passione, tanta dedizione, tanto studio, io la trovo sprecata per una webzine (quale che sia) o per una rivista cartacea (che sia Blow Up, Rumore o quel che l'è).

A meno di non andare su livelli internazionali (Ovvero dove ci sono i soldi e quelli forti).

 

Quello che posso dirti è che per adesso mi sto orientando sullo scrivere libri, vediamo se riesco a mandare in porto il primo. 

 

Quanto al resto, per ottenere le robe che dici serve curriculum e io non ne ho.

Non sono mai stato pagato per quello che ho scritto, non sono laureato, non ho alcuna conoscenza che possa inserirmi e sono nato in un'epoca in cui il critico musicale è mestiere obsoleto.

Ma soprattutto, e qui colpa mia, non sono bravo un bravo diplomatico e non so vendermi, se neanche il direttore di un sito a cui ho dato così tanto si rende conto di quanto sforzo ci metta per migliorare la sua creazione.

Non ho mai pensato di poterci guadagnare, difatti ho sempre lavorato in tutt'altri campi, ritagliandomi questa roba nel tempo libero.

 

 

Alt alt alt... perché compri i dischi?

Tanto se una roba su spotify/apple/youtube music non c'è a che serve miliarizzarla?

E non parlo di fisime alla Prince o alla Tool, parlo proprio di irreperibilità.

 

In uno dei tre che dici i dischi di cui parlo ci sono sempre. I dischi li compro perché mi piace il supporto fisico. :)


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#91 ArchieFisher

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Inviato 14 luglio 2020 - 12:05

Io, più che altro mi chiedo: ma a parte Gozer e Claudio, gli altri redattori cosa pensano della questione?

 

Ps. Probabilmente sto soltanto subendo il contrappasso del moderatore: assistere impotente all'appendice pubblica di un dibattito che si svolge nelle stanze del potere.


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#92 Giovanni Drogo

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Inviato 14 luglio 2020 - 12:55

Ps. Probabilmente sto soltanto subendo il contrappasso del moderatore: assistere impotente all'appendice pubblica di un dibattito che si svolge nelle stanze del potere.

 

Manca solo una bella lucchettata a questo thread e poi le dinamiche potrebbero essere assolutamente equivalenti.  asd


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Statisticamente parlando, non lo so.


#93 Connacht

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Inviato 14 luglio 2020 - 13:14

 e che Caligola ha fatto senatore un cavallo, invece grazie a quelli che hanno voluto sfidare le convenzioni sappiamo che sono entrambe cose false.

 

 

Infatti voleva farlo console, non senatore asd e non fece in tempo, lo assassinarono prima asd

 

A parte gli scherzi, comunque, volevo dire a tutti che nonostante queste polemiche e questi attriti almeno per me è uscita la cosa positiva di scoprire e finalmente ascoltare Andrea Schroeder e Marek Grechuta.


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#94 Merlo

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Inviato 14 luglio 2020 - 13:32

Più che altro non capisco le remore di Claudio ad aggiungere qualcosa (pietre non anglofone) che oggettivamente arricchirebbero il sito (aggiungerle mica comporterebbe eliminarne di esistenti).


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#95 freeCyclo

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Inviato 14 luglio 2020 - 13:49

Nel 2020 la dimensione giusta per quel tipo di cose è il canale Youtube.

 

Basta relativamente poco, un microfono, una macchina fotografica entry level anche usata e una stanzetta un minimo curata.

 

Sta cambiando la maniera di vivere i contenuti sul web, una recensione o una scheda non la leggo volentieri anche se ci vogliono 3 minuti, un video anche di un quarto d'ora in cui mi spiegano il disco sì.

 

Non lo so se Gozer è già pronto per inserirsi in situazioni più istituzionalizzate tipo questa

 

https://www.giornale...e-folk-del-2018

 

 

https://www.raiplayr...grammi/battiti/

 

Sicuramente ci può provare, ma partirà da stagista più che da responsabile di uno spazio suo.

 

Sì, ma Fantano fa i gransoldi (spero per lui) commentando ciò che l'industria discografica ha appena lanciato sul mercato (sottostante) e su cui ha già alimentato la hype: il suo commercialista sarebbe altrettanto contento se costui si occupasse solo°° di album polacchi, algerini, indonesiani o gabonesi (e non necessariamente recenti)?

 

°°lasciamo da parte per un attimo l'ironia del fatto di farsi paladino della musica non anglofona per mezzo di recensioni in inglese.

 

 

Per il resto, Gozer scrive di voler continuare a fare queste cose da amatore: ne prendo atto, ma non posso non pensare lo stesso che sia uno spreco di talenti e di energie.

Va da sè che dovrebbe partire dalla gavetta*, ovvio, ma se non lo fa lui che è competente, appassionato, informato (e pure giovane, per gli standard italici) chi cazzo ci dovrebbe provare?

Non vorrei che poi arriva a 45/48/50 anni e si rende conto di aver buttato via delle belle occasioni ad accontentarsi di (per dire) 5000 letture su OR della pietra miliare degli Indochine piuttosto che farla ascoltare a 100.000 persone via radio.

 

 

* ma poi: 47 pietre, innumerevoli recensioni, monografie ed approfondimenti sulla più letta webzine musicale italiana, siamo proprio sicuri che contino nulla e non facciano curriculum?


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#96 Merlo

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Inviato 14 luglio 2020 - 13:57

Ma infatti Gozer dovresti aprirti un sito tuo (almeno bilingue) e un canale Youtube con l'ottica di divulgare e - soprattutto - di capitalizzare: le conoscenze e la visione critica di sicuro non ti mancano.

 

Scrivere un libro può essere molto romantico, ma in questo momento storico mi sembra veramente uno spreco di energie.


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#97 Владимир Гозерин

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Inviato 14 luglio 2020 - 14:00

Per il resto, Gozer scrive di voler continuare a fare queste cose da amatore: ne prendo atto, ma non posso non pensare lo stesso che sia uno spreco di talenti e di energie.

Va da sè che dovrebbe partire dalla gavetta*, ovvio, ma se non lo fa lui che è competente, appassionato, informato (e pure giovane, per gli standard italici) chi cazzo ci dovrebbe provare?

Non vorrei che poi arriva a 45/48/50 anni e si rende conto di aver buttato via delle belle occasioni ad accontentarsi di (per dire) 5000 letture su OR della pietra miliare degli Indochine piuttosto che farla ascoltare a 100.000 persone via radio.

 

Non si tratta di non volere: ovvio che sarebbe il mio sogno, ma non ho la più pallida idea di come potrei farlo.

Non so come dovrei muovermi, chi contattare, come eventualmente convincerlo, chi sarebbe disposto a pagare per una cosa che al momento non ha alcun mercato, e via dicendo. La radio dici? Mi presento e gli dico "salve sono il più grande esperto di musica non anglofona in Italia, assumetemi"? Sai le risate?

Claudio che è Claudio (ed è già un giornalista) o White Duke (persona con esperienza e sgamatissima) hanno dovuto accontentarsi di tenere show su radio locali, suppongo gratis (o comunque prendendo pochi soldi), io in che modo potrei riuscirci?

Se qualcuno ha suggerimenti me li dia pure, sono benvenuti.

 

Nel frattempo però, ricordiamo che lo scopo del topic: convincere Claudio a concedere più pietre non anglofone. :D


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#98 Connacht

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Inviato 14 luglio 2020 - 14:12

La maggior parte dei giovani oggidì sono su YouTube, Instagram e TikTok, se si vuole divulgare certa musica a quante più persone possibili mi sa che un canale s'ha d'aprirsi. Possibilità di monetizzare ci sono, chiaramente non sarà una pioggia di denaro.


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There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268 

 


#99 tonysuper

tonysuper

    Classic Rocker

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Inviato 14 luglio 2020 - 14:24

In realtà tutto fa brodo, c'è una storia da raccontare e tutti i pezzi del puzzle vanno bene.

 

Va bene rimanere in ondarock, va bene il blog, va bene youtube o instagram e va bene anche un libro ebook su amazon venduto a prezzi simbolici per permettere a chi vuole leggere in maniera ordinata le cose di farlo.

 

Un libro anche ebook autoprodotto su Amazon kindle "fa scena", non ci vuole praticamente niente a farlo, basta avere un doc o meglio ancora un html formattato ed è un ottimo esercizio anche dal punto di vista personale. Non devono per forza essere contenuti inediti, puoi anche fare una compilation di articoli.

 

Ed è un ottimo esercizio rileggersi e dire "oh ma che ho scritto qua, cambiamo". Un libro è sempre qualcosa che ha richiesto del lavoro in più rispetto ad un sito e si percepisce.

 

Così come sarebbe formativo lavorare anche part time in una redazione di Blow up o altro giornale, per un semplice fatto.

 

Io non mi immagino che la redazione di ondarock faccia "editing", invece scrivere un pezzo di 3 mila parole e sentirsi detti "taglia qua, questo non mi piace, rimandameno entro le 12 di domani" è tutta una scuola che serve.

 

Così come sentirsi detti "Voglio questa scheda sugli Stykazzos entro il 20 del mese prossimo"

e scontrarsi con il  "Ma non li conosco, non è il mio genere, mi fanno cacà, ho altro da fare" ma intanto comunque lo devi fare e devi trovare un modo per capirci qualcosa.

 

 

Tutto questo ti fa scollinare dall'amatore al professionista.


  • 1

#100 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 14 luglio 2020 - 14:56

In meno di una pagina gli è stato detto di smettere di comprare dischi, di pubblicare su youtube perché le recensioni scritte nel 2020 sono noiose, di aprirsi canali Instagram e TikTok perché i giovani stanno là, di pubblicare un libro con articoli già scritti e riciclati dall'internet che tanto tutto fa brodo, eccetera. In un forum di appassionati di musica. Cos'è che vi disturba della passione di chi scrive senza un ritorno economico? Siete i suoi genitori?


  • 1

Statisticamente parlando, non lo so.





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