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[Monografia] William Friedkin


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53 replies to this topic

#1 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 29 maggio 2020 - 18:12

friedkin_scheda.jpg

 

La monografia: http://www.ondacinem...m_friedkin.html

 

 

 

Tra l'altro pochi lo sanno ma Friedkin tra i registi della New Hollywood era probabilmente il più morto di fame, ha dovuto scalare un gradino alla volta in proprio, senza scuole o aiuti, da qui probabilmente sia una certa aggressività sia l'incredibile capacità di descrivere i bassifondi.

Regista veramente tra i più fondamentali, peccato che dopo l'infarto dell'81 abbia dovuto darsi una calmata e limitare il suo cinema superossesivo e totale diventando per lo più un esecutore di lusso, ovviamente con la notevolissima eccezionale di Vivere e morire a LA.


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#2 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 29 maggio 2020 - 18:45

L'ultima e poi la chiudo con Friedkin, promesso asd
Come molti sanno il protagonista di Sorcerer doveva essere Steve McQueen, l'attore era entusiasta dello script e la cosa non andò in porto solo per l'intransigenza di Friedkin che incredibilmente 35 anni dopo fa un inaspettato mea culpa:
https://www.google.c...-the-world/amp/
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#3 didestra

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    zamenis situla

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Inviato 30 maggio 2020 - 08:29

Il suo è un cinema rassicurante e a tratti scontato e purtuttavia tengo anche io il vecchietto. Il danese ha tempo per fare di meglio, basta poco in fondo.


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#4 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 maggio 2020 - 09:18

Difficile immaginare due termini più agli antipodi di Rassicurante e Friedkin.
E pure scontato....magari a rivederli oggi film come Il braccio violento della legge, l'esorcista, Cruising o Vivere e morire a LA possono sembrarlo visto che i loro stilemi sono stati poi replicati fino alla nausea da una marea di registi con meno talento ma fidati che, soprattutto i primi due, alla loro uscita furono veramente qualcosa di mai visto prima.
Il vero limite di Friedkin è semmai la discontinuità, con un calo veramente evidentissimo da metà anni 80 in poi dovuto sia al cambio del panorama produttivo sia ai suoi problemi fisici che non gli hanno più permesso di dedicarsi anima e corpo, in maniera anche malata e ossessiva (alla Cimino se vogliamo, un modo di intendere il cinema molto in voga intorno agli anni 70 che ha prosciugato un sacco di grandi registi, da Coppola a Leone ma in un modo meno drammatico anche Lucas, Lean e Kubrick) ai suoi progetti, ma visti tutti i capolavori sfornati prima direi che lo si può senz'altro perdonare.
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#5 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 maggio 2020 - 09:32

E poi sentirlo parlare di cinema a quasi ottant'anni con l'entusiasmo di un bambino è sempre un piacere....

https://youtu.be/p-APzEjrklc

(Magari sarebbe il caso di spostare gli ultimi interventi su un topic dedicato per non "sporcare" quello di Refn che non se lo merita)
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#6 didestra

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    zamenis situla

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Inviato 30 maggio 2020 - 10:09

Concordo in toto e infatti ho usato ironicamente un termine che descrivesse esattamente all’opposto quella che è la sua arte. Anche la sua parabola filmica la trovo del tutto fisiologica; come hai detto, reggere troppo a lungo  quel modo di concepire il suo lavoro era forse umanamente impensabile e in ogni caso la traccia del suo rasoio la si ritrova anche nella produzione più recente (mi manca l’ultimo però). si giusto non eccedere e lasciare il thread a chi vuol parlare di refn 


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#7 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 maggio 2020 - 10:21

Ah ok, non avevo colto.
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#8 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 30 maggio 2020 - 10:25

Killer Joe l'ho rivisto durante la quarantena ed è più potente di come lo ricordavo, in particolare di Tarantiniano non c'è praticamente nulla, abbastanza incredibile come sia stato frainteso o quantomeno mal classificato all'uscita.
Un congedo di primissimo livello comunque, visto che sarà quasi sicuramente il suo ultimo film.
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#9 Tom

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Inviato 30 maggio 2020 - 14:38

Consiglio di vedere o rivedere anche il precedente "Bug", secondo me ancora piu' potente e sicuramente piu' originale del pur ottimo "Killer Joe". Anch'io come tutti lo sottovalutati quando usci' (dico "Bug"), non so perche'.

Del Friedkin minore mi piacerebbe rivedere "L'affare del secolo" con Chevy Chase, visto da ragazzo che neanche sapevo di chi fosse, mentre "Blue Chips" non e' per nulla minore, ma e' un grande film sportivo con un grande Nick Nolte. "L'albero del male" me lo ricordo come un horror solidone, che quasi sicuramente rivalutero' alla grande il giorno in cui lo rivedro'.

Alla fine gli unici suoi film insalvabili per me sono quella palla di "Jade" (nonostante Linda Fiorentino) e quella fascistata di "Regole d'onore", anche se e' il tipico film che ha i suoi estimatori in quanto controverso.
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#10 gwoemul

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    #2020VISION

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Inviato 30 maggio 2020 - 15:21

Ho appena realizzato di averli visti entrambi parlare dal vivo qualche anno fa.

Refn era venuto a presentare il restauro di Terrore nello Spazio al Torino Film Festival insieme a Lucisano.
Fece un'entrata da vera prima donna preceduto da due cosplayer con i costumi originali del film ma per il resto parlò di Bava con evidente amore e riverenza e senza un minimo di spocchia. Anche con Lucisano (che poco tempo dopo gli avrebbe prodotto The Neon Demon) fu molto carino.

Sempre a Torino, Friedkin venne per dirigere l'Aida al Regio e fu organizzato un incontro con gli studenti del Dams, io saltai le mie tristissime lezioni di ingegneria per riuscire a imbucarmi. Q&A davvero divertentissimo e scoppiettante con lui che voleva parlare di qualsiasi film che non fosse L'esorcista e gran parte della platea che invece aveva visto solo quello asd.
Studente: "Lei che è un grande regista horror..."
Friedkin: "Mai fatto horror in vita mia!"
Studente: "Beh, ma l'Esorcista è un grande esempio di..."
Friedkin: "... è un film drammatico sul rapporto madre-figlia. Qualcuno di voi ha mai visto The French Connection?"
Studente: "..."
Anche lì ad un certo punto tirò fuori Quarto Potere in maniera totalmente pretestuosa su una domanda che non c'entrava niente.
Infine non potè mancare la filippica contro i cinecomics, in particolare sembrava avercela a morte con Captain America asd

Ovvio che a metterli uno di fronte all'altro escano fuori delle gag esilaranti tipo quella postata sopra
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#11 Pancakes

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    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 30 maggio 2020 - 15:27

Alla fine gli unici suoi film insalvabili per me sono quella palla di "Jade" (nonostante Linda Fiorentino) e quella fascistata di "Regole d'onore", anche se e' il tipico film che ha i suoi estimatori in quanto controverso.

 

Basta l'essere una critica a delle istituzioni ipocrite e corrotte a renderlo fascistoide?

[Non è nemmeno listato nella sua filmografia nel primo articolo linkato da Harry Caul sopra tra l'altro]

 

lui che voleva parlare di qualsiasi film che non fosse L'esorcista e gran parte della platea che invece aveva visto solo quello asd.

 

È vero che al 90% è un problema anche di età e di tempo per aver visto film, ma certi studenti Dams sono proprio delle capre. Poi adesso che hanno quasi sicuramente visto più serie Netflix che film...


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#12 gwoemul

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    #2020VISION

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Inviato 30 maggio 2020 - 15:41

 

lui che voleva parlare di qualsiasi film che non fosse L'esorcista e gran parte della platea che invece aveva visto solo quello asd.

 

È vero che al 90% è un problema anche di età e di tempo per aver visto film, ma certi studenti Dams sono proprio delle capre. Poi adesso che hanno quasi sicuramente visto più serie Netflix che film...

 

 

Non voglio generalizzare, ma quelli che hanno fatto le domande o erano capre o avevano la sindrome di Apichatpong

 

Ad esempio un tizio che non potrebbe mai capire la grandezza di Vivere e morire a L.A. esordì con "Ormai l'unico vero regista rimasto in attività è Lars Von Trier..." e continuò piagnucolando sul cinema moderno in toto.

Friedkin rispose smerdando Capitan America 


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#13 Tom

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Inviato 30 maggio 2020 - 16:17

Alla fine gli unici suoi film insalvabili per me sono quella palla di "Jade" (nonostante Linda Fiorentino) e quella fascistata di "Regole d'onore", anche se e' il tipico film che ha i suoi estimatori in quanto controverso.


Basta l'essere una critica a delle istituzioni ipocrite e corrotte a renderlo fascistoide?
Se è per quello non c'è ideologia e regime fascista che non dica di nascere per redimere istituzioni ipocrite e corrotte (la democrazia difficilmente non è entrambe le cose). Comunque é proprio quel genere di film ad essere fascistoide per me. In che grado lo sia quello di Friedkin non saprei dirlo, non lo ricordo abbastanza, ma non ho nessuna voglia di rivederlo per verificare. Poi per me era proprio un film brutto e basta.
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#14 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 30 maggio 2020 - 18:43

Bug mica visto, Regole d'Onore me lo ricordo effettivamente una tavanata ma l'ho visto solo una volta e dovrei rivederlo, poi a Friedkin piace mettersi nei guai con entusiasmo e sprezzo del pericolo ma non lo definirei comunque un regista di destra, neanche a un livello romantico/provocatorio come il mio amato Milius.
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#15 Pancakes

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Inviato 31 maggio 2020 - 08:03

 

 

Alla fine gli unici suoi film insalvabili per me sono quella palla di "Jade" (nonostante Linda Fiorentino) e quella fascistata di "Regole d'onore", anche se e' il tipico film che ha i suoi estimatori in quanto controverso.


Basta l'essere una critica a delle istituzioni ipocrite e corrotte a renderlo fascistoide?
Se è per quello non c'è ideologia e regime fascista che non dica di nascere per redimere istituzioni ipocrite e corrotte (la democrazia difficilmente non è entrambe le cose). Comunque é proprio quel genere di film ad essere fascistoide per me. In che grado lo sia quello di Friedkin non saprei dirlo, non lo ricordo abbastanza, ma non ho nessuna voglia di rivederlo per verificare. Poi per me era proprio un film brutto e basta.

 

 

Allora semmai ci torniamo quando cè il suo topic. Comunque dovrebbe ancora essere su Sky on demand, e cine ne ha fatto una bella analisi qualche tempo fa.


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#16 Pancakes

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Inviato 31 maggio 2020 - 08:04

 

 

lui che voleva parlare di qualsiasi film che non fosse L'esorcista e gran parte della platea che invece aveva visto solo quello asd.

 

È vero che al 90% è un problema anche di età e di tempo per aver visto film, ma certi studenti Dams sono proprio delle capre. Poi adesso che hanno quasi sicuramente visto più serie Netflix che film...

 

 

Non voglio generalizzare, ma quelli che hanno fatto le domande o erano capre o avevano la sindrome di Apichatpong

 

Ad esempio un tizio che non potrebbe mai capire la grandezza di Vivere e morire a L.A. esordì con "Ormai l'unico vero regista rimasto in attività è Lars Von Trier..." e continuò piagnucolando sul cinema moderno in toto.

Friedkin rispose smerdando Capitan America 

 

 

È esattamente una branca dei personaggi che puoi incontrare da quelle parti asd


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#17 Harry Caul

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Inviato 31 maggio 2020 - 19:20

Ottima la monografia, non l'avevo letta.

 

Segnalo anche il bel documentario Friedkin Uncut

 

 

e l'amicizia e stima reciproca col nostro Dario Argento

 

https://www.comingso...di-roma/n51337/


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#18 didestra

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Inviato 31 maggio 2020 - 21:15

Giova anche ricordare il racconto onestissimo e lucido che lui stesso fa della sua avventura umana ed artistica nella biografia "il buio e la luce, la mia vita i miei film". Abbastanza recente, la si trova ovunque per pochi denari, essenziale per comprendere come ha fatto un giovanotto di belle speranze a diventare in poche decadi un immortale.
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#19 kristofferson

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Inviato 01 giugno 2020 - 13:21

Alla fine gli unici suoi film insalvabili per me sono quella palla di "Jade" (nonostante Linda Fiorentino) e quella fascistata di "Regole d'onore", anche se e' il tipico film che ha i suoi estimatori in quanto controverso.

 

Anche Jade per me è un lavoro di tutto rispetto. Si conforma senza molta fantasia agli stilemi dell’erotic thriller in voga negli anni novanta (lo sceneggiatore è lo stesso di Basic Instinct) però Friedkin realizza uno dei migliori esempi del genere, un poliziesco solido e robusto con almeno un paio di prezzi di bravura (il piano sequenza iniziale e l’inseguimento per le strade di San Francisco). Ne esiste anche una versione 'director’s cut' più spinta sul versante erotico e con un finale diverso, ma è difficile da trovare.


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#20 Tom

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Inviato 02 giugno 2020 - 13:05

E allora prima o poi tocchera' rivedere pure "Jade".
 
Intanto, ieri sera mi sono rivisto (senza abbioccarmi, miracolo) questi due, per assicurarmi di quel che avevo detto piu' sopra:
 
neon-boudeaux-blue-chips.png
 
1994 Blue Chips
Forse sul finale un po' piu' retorico e didascalico di quel che ricordavo, ma ribadisco essere un gran film sportivo, asciutto e spedito, che mette bene a fuoco il dilemma etico del suo protagonista, un Nick Nolte mai cosi' Nick Nolte: memorabile la sfuriata iniziale e quando si adegua alla varie confessioni religiose delle famiglie dei giocatori. Fa impressione vedere un pezzo d'uomo come lui fare la figura del tappo del cast. Friedkin ci mette una confezione di lusso, sorvegliata e cool, come i bei blues che fanno da colonna sonora, in contrasto con lo stile "hip-hop" degli altri due grandi film sul basket del decennio "Chi non salta bianco e'" e "He Hot Game" (che di questo e' quasi il contraltare black). Notevole la fotografia tutta sobriamente giocata sui blu e sui gialli.
 
images-w1400.jpg
 
maxresdefault.jpg
 
4005f071b91bbaee1fed44d7bc3ec58f.jpg
 
2006 Bug
Incredibilmente quasi passato inosservato, sottostimato anche dal sottoscritto alla visione di allora. Pero' questa parabola di autodistruzione, spiazzante e persino sgradevole nel suo andamento a strappi, mi aveva impressionato e con gli anni mi ero accorto che nel ricordo sedimentava e cresceva. Rivisto non ho dubbi: bomba di film, titolo che va posizionato ai piani alti nella filmografia del Nostro. Significativo che me lo ricordavo come un film violentissimo e pieno di sangue, mentre le scene violente sono pochissime, la violenza sta tutta nei dialoghi, nella recitazione, nel clima malato e disturbato che si respira fin dalla prima inquadratura. Tragedia della paranoia e dell'isteria post-11 settembre, ma in una provincia sordida fuori dal tempo, con vecchi telefoni come massimo ritrovato tecnologico, dove dell'era moderna sembra arrivare solo la malattia. Mai come oggi attuale la tematica del complottismo quale malattia mentale "rassicurante" contro l'inspiegabilita' e il non senso della realta'. Fuori misura i due attori protagonisti: l'allora semi-sconosciuto Michael Shannon fa paura da tanto e' bravo, mentre mette malinconia che una fuoriclasse come Ashley Judd sia stata usata come meritava ben poche altre volte.


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